Oggi dobbiamo fare mea culpa. Vi diciamo sempre che questa rubrica nasce come un gioco, però ci teniamo molto al lavoro che facciamo, di conseguenza, è anche giusto riconoscere gli errori che si fanno. Da parte nostra restiamo convinti che per i piloti e i team non sarà facile comprendere appieno il comportamento della C3, nei panni della Media qui in Cina, ma per contro abbiamo sottovalutato molto le potenzialità della gomma Hard C2.
La Pirelli era convinta della possibilità di vedere gran parte dei piloti terminare la gara su una sosta e così è stato. Con il graining che aveva segnato molto le mescole Medie C3 durante le prove del venerdì e aveva condizionato in parte la Sprint Race, noi (di Formula1.it, leggi qui) credevamo che il doppio pit stop sarebbe stato il minimo sindacale oggi.
Invece no. Tutti i piloti che hanno utilizzato le Medie alla partenza, sono rientrati con la Safety Car chiamata in causa al nono giro dal ritiro di Stroll (Aston Martin), hanno montato le Hard e sono poi riusciti ad andare fino alla fine. Hadjar, partente sulle Soft, aveva effettuato un grande start, ma poi è finito in fondo al gruppo subito al primo giro colpevole di esser andato in testacoda in Curva-13. Rientrato ai box monta gomme Hard e successivamente sfrutta la SC per montare il secondo e ultimo set di C2 nuove. Una decisione saggia che lo porta a rimontare dall’ultima posizione, fino alla P8.
Oggi il timore di perdere la posizione vince sul riuscire ad essere performante in tutte le fasi di gara. La Hard C2 ha permesso a tutti quelli che l’hanno utilizzata di portare a termine il GP, ma i problemi non sono stati pochi. La Mercedes per ora sembra essere l’unica che può permettersi di fare questo tipo di strategia senza perdere competitività. Antonelli e Russell erano gli unici (o quasi) che riuscivano a migliorare i propri tempi nelle battute finali con gomme vecchie di oltre 40 giri.

La Ferrari ha sofferto molto il fatto di dover gestire le coperture Pirelli. Ragion per cui Hamilton ha chiuso con un ritardo dal leader di 25’’ e Leclerc di 28’’. Antonelli tra l’altro è stato vittima di un bloccaggio nelle fasi finali, che gli ha fatto perdere terreno, altrimenti il gap sarebbe stato anche superiore.
Considerando che ci sono stati 45 giri di gara libera dopo il regime di Safety Car, facendo una media, la Ferrari di Hamilton è stata più lenta di circa mezzo secondo al giro rispetto ad Antonelli. Gap però formatosi quasi tutto nell’ultimo terzo di gara. Considerato che il tempo della sosta in Cina era di circa 24’’, forse, fare un pit in più non avrebbe cambiato molto la situazione in termini di gap complessivo tra Ferrari e Mercedes, però se fatta nel momento in cui i distacchi erano ancora abbastanza ridotti, avrebbe quantomeno messo su Antonelli e Russell un po’ di pressione in più.
La gara dimostra che nessuno vuole la C3. La mescola ha fin qui avuto un comportamento anomalo rispetto agli altri compound. Sia a Melbourne che a Shanghai è stata quella che ha sofferto maggiormente il graining, con i piloti che hanno cercato di farci il minor numero di giri possibile. Colapinto (Alpine) è stato l'unico a credere davvero in lei basandoci la rimonta fino alla P10 (arrivata anche con il contatto avuto con la Haas di Ocon). La sua scelta ha poi portato anche Hulkenberg (Audi) e Lindblad (VCARB) ad usarla, ma per un numero di giri minore. Colapinto è il pilota che ci ha percorso il numero maggiore di tornate: 23.

Troviamo la situazione abbastanza anomala. La C3 è la mescola che è stata maggiormente utilizzata nei test pre-season in Bahrain e inoltre, sarà anche il compound con cui piloti e team avranno maggiormente a che fare durante tutto l'anno. Cambierà di colorazione, ma sarà sempre presente (a meno che la Pirelli non valuti qualche salto di mescola). Dovrebbe esserela mescola di riferimento, invece sembra che in pochi siano davvero felici di utilizzarla.
Ovviamente siamo ancora alla seconda gara e siamo in piena fase di studio. Attendiamo di vedere come si comporterà in Giappone, gara a cui prenderà parte con la colorazione rossa della Soft.
Le parole di Dario Marrafuschi, nuovo direttore motorsport Pirelli, rilasciate al termine del GP di Cina: “Voglio congratularmi con Kimi Antonelli per la sua prima vittoria in Formula 1. Un trionfo che mancava da 20 anni per la nostra bandiera. Come da noi previsto la strategia ad una sosta si è rivelata la più efficace. I team non hanno cambiato approccio nemmeno con l’intervento della Safety Car durante il nono giro. I piloti partiti con la Media C3 hanno anticipato la sosta”.
Soddisfazione per il comportamento della C2: “Lo stint finale di alcuni piloti su Hard ha superato i 45 giri. Le gomme sono arrivate al traguardo al limite di usura, ma comunque capaci di mantenere una certa consistenza. Antonelli ha segnato il giro più veloce del GP nel corso del 52esimo giro dei 56 previsti”.
Al contrario, continua Marrafuschi: “Chi aveva scelto la mescola bianca alla partenza ha avuto l’opportunità di restare in pista durante la Safety Car così da guadagnare alcune posizioni”, decisione che però a portato a subire dei sorpassi “dagli avversari che avevano gomme fresche. Alpine, Haas e Racing Bulls hanno sfruttato entrambe le strategie attuando una differenziazione tra i piloti. Al via non è mancato neppure l’utilizzo della Soft, con i piloti Red Bull che hanno preferito sfruttare la maggiore aderenza per tentare una fuga nelle fasi iniziali. Tutte le tre mescole si sono dimostrate dunque valide opzioni per costruire strategie di gara efficaci”, ha concluso.
Foto: Pirelli
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