L'ala a due fasi della Mercedes potrebbe risolvere un problema alla Ferrari
Per il GP del Giappone abbiamo un nuovo argomento di discussione. L’ala anteriore a chiusura bi-fase della Mercedes. Forse siamo stati troppo affrettati con le conclusioni, ci potrebbe essere una ragione tecnica all'origine delle richieste della Ferrari.

25/03/2026 20:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Per il GP del Giappone abbiamo un nuovo argomento di discussione. L’ala anteriore a chiusura bi-fase della Mercedes, ovvero a doppia velocità: prima parte ad una velocità angolare maggiore, rispetto alla conclusiva. La casa di Stoccarda sembrerebbe in grado di riuscire a rallentare la chiusura dell’ala anteriore aumentando il transitorio così da donare ai piloti un feeling di guida migliore in fase di frenata/inserimento curva.

Stando a quanto abbiamo appreso nelle ultime ore (leggi qui), la Ferrari sembra aver già chiesto delle spiegazioni alla FIA in merito al suo funzionamento. Trapelata l’indiscrezione abbiamo subito pensato che il Cavallino potesse aver fatto questo passo solo per sincerarsi della sua legalità. Ragionandoci però, ci siamo resi conto che potrebbe non essere la sola ragione. Forse, al contrario di quanto si possa pensare, la Ferrari potrebbe essere anche favorevole all’ala bi-fase della Mercedes, perché potrebbe risolverle un bel problema.

L'ala a due velocità Mercedes potrebbe stabilizzare l'equilibrio aerodinamico della Ferrari

Durante lo scorso GP di Cina, Hamilton e Leclerc hanno potuto avere un primo vero effettivo riscontro del comportamento dell’ala ‘’Macarena’’ sulla loro SF-26. Purtroppo la soluzione generava ancora troppa instabilità e con Lewis finito in testacoda durante le FP1, i tecnici hanno preferito attendere di apportare delle migliorie prima di deliberarla per qualifiche e gara.

Macarena, Ferrari

Ci sono due scuole di pensiero a riguardo. La prima afferma che l’instabilità viene causata esclusivamente dalla rotazione dell’ala ‘’Macarena’’ in fase di chiusura. Il transitorio, prossimo al limite dei 400 millisecondi (imposto dalla FIA), determina una fase in cui il flusso che si genera attorno alla monoposto non è in una configurazione precisa e stabile. Dopo che il flap si chiude, occorre attendere ancora qualche istante prima che il flusso torni in una configurazione ordinata (per questo i tecnici avevano ordinato ai piloti di chiudere l’ala un po’ prima rispetto al normale punto di frenata).

L’altra teoria invece afferma che l’instabilità può essere generata dall’asincronicità in fase di chiusura tra l’ala mobile anteriore e quella posteriore. Il flap anteriore si chiude prima rispetto alla ‘’Macarena’’: il carico aerodinamico, spostandosi di colpo verso l’avantreno, tende a sollevare il posteriore e questo, anche se per pochi istanti, crea uno squilibrio che può trarre in inganno il pilota facendogli perdere il controllo del retrotreno.

Da qui nasce il nostro pensiero. Poter disporre di un flap anteriore che di fatto si chiude in ritardo rispetto agli attuali standard, potrebbe aiutare la Ferrari a risolvere l’asincronia generata dalla ‘’Macarena’’. Perché cercare di velocizzare la chiusura del flap rotativo posteriore, quando, mediante la soluzione pensata dalla Mercedes, la casa di Maranello potrebbe riuscire a rallentare la chiusura dell’ala anteriore trovando di fatti una nuova configurazione di equilibrio aerodinamico in grado di farle utilizzare la ‘’Macarena’’? Fosse possibile, basterebbe trovare il modo di regolare il tempo di chiusura dell'ala anteriore con quello della ''Macarena'' e vedere cosa accade.

Se la nostra ipotesi fosse vera, la Ferrari non avrebbe dunque chiesto spiegazioni alla FIA tanto per verificare l’irregolarità dell’ala bi-fasica della Mercedes. Potrebbe averlo fatto invece per avere maggiori dettagli in merito al suo funzionamento, per essere certa di poterla replicare. In tal caso, il Cavallino non remerebbe contro, anzi, sarebbe più che favorevole.


Foto: Mercedes; X, F1

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