GP Ungheria 2022 - Analisi strategie: Ferrari, riduttivo parlare solo di Hard. Leclerc deve imporsi

Una doppietta. Questo era ciò che Binotto e i tifosi pretendevano dalla Ferrari alla vigilia dell’evento. L’Hungaroring avrebbe dovuto tingersi di Rosso, e invece… La squadra del Cavallino è riuscita a trasformare il secondo e terzo posto conquistati al sabato in un disastro totale. Vittoria a Verstappen, con Sainz e Leclerc a chiudere in quarta e sesta posizione.

Un risultato che serve solo a donare al campione del mondo in carica ulteriore sicurezza in vista delle prossime gare (80 punti tra Max e Charles, 97 tra Red Bull e Ferrari). A caldo sembrava facile incolpare la Ferrari di aver rovinato la gara di Leclerc decidendo di montare la mescola Hard, tuttavia dopo aver riflettuto una notte su quanto accaduto ieri pomeriggio a Budapest, possiamo dire che forse quello strategico non è stato l’unico errore a contribuire al risultato finale di gara delle due Rosse. Proviamo a capirci di più partendo come sempre dalla disamina del costruttore di pneumatici.


  • Analisi Pirelli

Max Verstappen (Red Bull) è riuscito ad ottenere la vittoria del GP d'Ungheria mediante una strategia a due soste, partendo dalla decima posizione in griglia con la gomma Soft, a cui hanno fatto seguito due stint di Medium. Ovvero la tattica che Pirelli consigliava prima della gara come più veloce.

Sul podio assieme all’olandese troviamo le altre due Mercedes, che hanno concluso il GP mediante due diverse tattiche. L’evento di Budapest ha regalato una bella varianza strategica con metà dei conducenti che si è presentato sulla griglia con gomma Soft e l’altra metà su Medium.


GP Ungheria 2022, Pirelli, strategie

Tutte le strategie di gara (foto: Twitter, Pirelli)

Il meteo ha reso il Gran Premio d'Ungheria estremamente complicato da un punto di vista strategico: la gara si è svolta in condizioni fresche (circa 20°C ambientali e 25°C d’asfalto) con la pioggia apparsa appena prima dell’evento e durante gli ultimi due giri di gara. Il vento, a tratti intenso, ha avuto una diretta influenza sull’equilibrio aerodinamico delle monoposto.

La Pirelli resterà in Ungheria altre due giornate, martedì e mercoledì, per condurre la sessione di test per gli pneumatici 2023 aiutata da Aston Martin e dalla Mercedes.

Isola: “Tre squadre in lotta per la vittoria, un successo per la F1”

"Siamo contenti per le migliaia di spettatori presenti e per tutti i fan che, per la prima volta questa stagione, hanno vissuto un GP in cui tre squadre si sono ritrovate in lotta per la vittoria”, ha esordito Mario Isola alle colonne della Pirelli. “Un successo per la F1. Al termine dell’evento, abbiamo notato con piacere una grande varianza strategica, con le squadre che hanno adottato oltre 10 diverse tattiche, alle quali hanno preso parte tutte e tre le mescole”.


La conclusione del GP di Budapest segna l’inizio della pausa estiva, anche se noi dovremmo attendere ancora qualche giorno: martedì e mercoledì saremo ancora in pista qui all’Hungaroring per sostenere i test di sviluppo dei pneumatici 2023. Un ultimo sforzo che affrontiamo ben consapevoli del lavoro fatto sino ad adesso da tutti i tecnici Pirelli, sia in pista come in sede a Milano”, ha concluso il direttore motorsport Pirelli.

GP Ungheria 2022, Pirelli, strategia

Dati utili nella comprensione delle gomme (foto: Twitter, Pirelli)

  • Riepilogo strategie

Grande varianza tattica dicevamo: 12 diverse strategie per un totale di 42 pit stop.

Medium-Hard: Iniziamo dalla scelta effettuata dalle due Alpine di Alonso e Ocon, obbligati ad utilizzare la mescola bianca in mancanza di due set di Medium all’interno del proprio box (qui le mescole a disposizione dei piloti per la gara). La C2 Hard non funziona come dovrebbe, ciononostante il team riuscirà a limitare i danni conquistando un doppio piazzamento a punti (8° e 9° posto) che replicherà alla 7° posizione di Lando Norris in ottica campionato costruttori.

Delle tattiche a due soste, la più valida è stata la Soft-Medium-Medium utilizzata da Verstappen, Russell, Perez e Vettel che porterà Max a vincere dalla decima posizione e tutti a conquistare dei buoni punti, con Seb ad arrivare in P10. L’unico pilota a perdere posizioni è stato il poleman George Russell.

Molto valida poi la Medium-Medium-Soft che spinge Hamilton in P2 e mette Sainz in P4. La Soft-Medium-Hard scelta dalle McLaren paga solo con Norris; Soft-Medium-Soft per Stroll e Gasly; l’Alfa Romeo con Zhou opta per Medium-Hard-Soft; Schumacher va su Medium-Hard-Medium e termina le tattiche a due soste;

Tre pit stop invece per Leclerc su Medium-Medium-Hard-Soft; Magnussen su Medium-Hard-Medium-Soft; Albon con Soft-Medium-Medium-Soft; Latifi su Medium-Medium-Soft-Soft e infine Tsunoda con Soft-Medium-Soft-Soft. Notiamo che di questi piloti solamente Charles giunge a podio, perdendo però diverse posizioni: da P3 a P6 dopo esser stato anche in testa alla gara.

GP Ungheria 2022, lap chart

Lap Chart GP Ungheria 2022 (foto: Twitter, F1)

  • Ferrari

Cosa è andato storto?

Come avevamo introdotto nel titolo, trovo riduttivo parlare soltanto della mescola Hard. Che Leclerc abbia perso ritmo non appena ha montato questa mescola è indiscutibile. Lo hanno notato tutti. C’è però un aspetto che Sainz porta alla luce, e a mio parere, ha in parte ragione (leggi qui). Facciamo però un passo indietro. Siamo al venerdì: fa molto caldo, la pista supera i 50°C e la Ferrari vola letteralmente (qui il passo gara mostrato nell'occasione). Imprendibile nel giro singolo e nelle simulazioni di passo gara. Poi arriva la pioggia, le temperature si abbassano e il valore del Cavallino comincia a ridimensionarsi. Non solo alla domenica, ma anche al sabato. I problemi di Verstappen sembrano aprire ad una facile prima fila e invece in pole ci parte Russell.

In gara poi è mancato ritmo. Certo, molto probabilmente se non si fosse montata la Hard, Charles avrebbe lottato per la vittoria, anche se non è del tutto scontato vedendo Sainz terminare in P4 alle spalle anche di Hamilton che partiva settimo mediante la stessa strategia. Però questa è filosofia, non sapremo mai come sarebbe andata a finire, concentriamoci sui fatti. L'ottimo passo visto venerdì è scomparso. Anche su Medie e Soft.

GP Ungheria 2022, Ferrari

Lo dimostra il fatto che dopo aver superato Russell nel corso del 31° giro, il monegasco non ha il ritmo per fuggire e fare il vuoto. Tant’è che nel corso del 37° passaggio, una tornata prima che Verstappen entrasse ai box per montare l’ultimo set di Medie con cui arriverà a fine gara, il gap che li divideva era di appena 7’’5 (dico appena, considerando che Max partiva 10°; fa rabbrividire invece osservare come in questa fase Charles vantasse 22’’ su Perez in P6… Incredibile il tempo perso con la Hard e con il successivo pit stop di riparazione a montare la Soft, con cui non riuscirà nemmeno ad ottenere il giro veloce nonostante abbia avuto pista libera in quegli ultimi 15 giri).

Scelte sbagliate sin dal venerdì?

Al momento è l’unica spiegazione che riesco a darmi. Ferrari velocissima e Red Bull molto indietro nelle condizioni calde di venerdì, e una situazione perfettamente contrapposta alla domenica con temperature asfalto più fresche, attestatesi sui 25°-27°C. Se torniamo indietro alle libere, notiamo una Rossa molto gentile sulle mescole, capace anche di registrare più giri veloci con un set di gomme Soft, cosa che alle Red Bull non riusciva dal momento che la vettura innescava troppa temperatura nello pneumatico. Un comportamento, quello delle vetture austriache che seppur li aveva messi più indietro alla fine della giornata di venerdì si è rivelato molto utile ieri in gara.

Il meteo dunque ha rovinato tutto come ha detto Sainz? Ni… Red Bull ha dimostrato più volte quest’anno di essere estremamente competitiva anche con il caldo. Si potrebbe dunque trattare di una differente e ‘sbagliata’ scelta di set-up. Notate bene le virgolette, perché comunque ci sono delle attenuanti. Il meteo è stato variabile per tutto il weekend e quando è così non è facile prevedere le esatte condizioni in cui si svolgerà la gara. La Ferrari potrebbe aver scelto di percorrere una strada più mirata alla gestione delle gomme con temperature più elevate, mentre Red Bull ha fatto il contrario prendendo poi la direzione che poi si è rivelata essere più giusta.

La Hard è stata la mazzata finale

Difficile comprendere la stranezza di questa decisione. La gomma C2 bianca non si stava comportando bene sulle Alpine e se diamo per buono quanto detto nei due paragrafi precedenti, capiamo bene che montare le gomme Hard su una vettura che fa fatica a mettere le gomme nella corretta finestra di temperature sarebbe stato molto più che complicato. Oltre ciò, se avete seguito un po’ le dichiarazioni post gara, tutti i piloti che hanno utilizzato il compound bianco sono rimasti insoddisfatti dal suo comportamento. Il che significa che a prescindere da tutte le ipotesi fatte finora, la Hard non era proprio la mescola più indicata per la gara di ieri.

GP Ungheria 2022, Ferrari, Leclerc, Sainz

Leclerc, lo ripetiamo, deve imporsi di più

Come abbiamo già avuto modo di dire quest’anno (leggi qui), Charles si fida troppo della Ferrari. Ieri Leclerc aveva manifestato la propria volontà di voler allungare lo stint su gomma Media (set che si stava comportando bene, specie dopo aver guadagnato la leadership su Russell, leggi qui), ma poi non è riuscito ad imporsi e ha assecondato le scelte del team. Se c’è qualcosa su cui Charles dovrebbe lavorare in queste vacanze è questa: trovare più consapevolezza di sé, diventare un leader a tutti gli effetti e farsi sentire all’interno della squadra. Non solo nel box, ma anche e soprattutto dall’interno della sua auto quando si trova in pista.

Tanti se la stanno prendendo con Binotto per le strategie, ma è chiaro che non sia colpa sua. Lui gestisce il team, le persone, non gli aspetti più tecnici legati alla gara. Tuttavia, anche qui, il suo compito oltre quello di premiare quando le cose vanno bene è anche quello di individuare le cause degli episodi che non danno i risultati sperati. Da risolvere anche il problema relativo ai pit-stop lenti, aspetto che ha condizionato ancora una volta la gara di Sainz.

GP Ungheria 2022, Leclerc, Ferrari

Leggendo…

Voglio chiudere questo pezzo parlandovi di una cosa che mi ha fatto molto sorridere ieri. Al termine della gara ho letto tanto, anche troppo sulle strategie di gara e c’è una frase che mi ha fatto molto ridere: ‘La strategia Ferrari non era prevista dalla Pirelli’. Con tutto il rispetto per il costruttore di pneumatici, indovinare le giuste strategie prima dell’inizio della gara è un gioco complicato.

Far passare il messaggio che la Ferrari è andata male solo perché non ha rispettato i consigli della Pirelli è un messaggio errato. Perché diciamo questo? Spessisimo piloti e team non ascoltano il costruttore di pneumatici e nessuno dice nulla. Un esempio lampante senza andare molto indietro, ma troppi ce ne sono, è stato il GP di Spagna 2022: Pirelli aveva previsto due soste, mentre in alcuni casi non sono bastati addirittura tre pit stop.

La rubrica sulle strategie tornerà in occasione del prossimo GP del Belgio (26 - 28 agosto).

 

Leclerc: «Mai una gara lineare quest'anno, accade sempre qualcosa». Chiaro il pensiero sulla Hard

Sainz difende le strategie: «Poco da fare con un passo così brutto. Il meteo ha rovinato tutto»

Binotto: «Oggi la strategia non c'entra, il problema era un altro ». Poi 'sbotta' con Vanzini

Binotto: «Abbiamo l'auto più forte, senza guasti staremmo 9-3. Problema Max? Era meglio domani»

Foto: TwitterFerrari

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Commenti
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Formula1.it

Le difficoltà sulle Hard sono state lampanti, ma potrebbero esserci altri fattori dietro il bruttissimo ...

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