Hamilton è vera gloria?

Hamilton è vera gloria?

Nel dopo gara del Gp di Turchia, dopo la vittoria che lo ha incoronato 7 volte Campione del Mondo, Hamilton si è tolto qualche sassolino dalla scarpa affermando che per vincere non basta la macchina migliore, devi anche battere il tuo compagno di squadra

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Non bastano 7 Titoli Mondiali, non bastano i record, non bastano le parole del 4 volte Campione del Mondo Sebastian Vettel che lo ha definito “il più grande della nostra era”, su Lewis Hamilton, ormai come una maledizione, pesa il fardello di aver avuto a disposizione per tanti anni una macchina dominante. 

E così spesso, anche molto spesso, arrivano anche da altri piloti dichiarazioni che in qualche modo minano il suo talento ed i suoi risultati. Le parole di Max Verstappen, "il 90% dei piloti sulla griglia potrebbe vincere con quella macchina", le parole di Lando Norris "è su una macchina che dovrebbe vincere ogni gara, fondamentalmente", le parole di Fernando Alonso che pensa che sia lui che Schumacher abbiano vinto solo "grazie alle loro macchine", suoi colleghi recenti. Ma anche grandi del passato come Jackie Stewart che puntualizza come Hamilton abbia "un vantaggio quasi ingiusto" e che "non sarà mai il più grande di tutti i tempi", evitando di citare protagonisti di altre competizioni motoristiche (Bernd Schneider, campione DTM) o altri addetti ai lavori (Nikolay Vetrov, manager di Sirotkin) ancora più critici e sicuri che le vittorie di Hamilton siano esclusivamente dovute ad una monposto troppo superiore alle altre.


Il nostro punto di vista è radicalmente diverso. Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo del nostro Ernesto Francia ("Formula 1, senza Hamilton come farai?") che analizza quanto l'intero Circus ultimamente ruoti intorno ad Hamilton. Probabilmente tante dichiarazioni e tante "attenzioni" hanno una speigazione più profonda: Hamilton oltre ad un grande campione è un grande personaggio, che incarna la favola di chi ha cominciato da zero ed è arrivato dove nessuno era arrivato prima, che combatte battaglie che lui stesso definisce molto più grandi dei suoi risultati in F1.

Ma analizziamo la cosa da un punto di vista più tecnico. E' indubbio che Hamilton abbia raggiunto questi risultati anche grazie allo strapotere Mercedes, ma per arrivare alle sue vittorie devi innanzi tutto battere il tuo compagno di squadra.

Dal 2007, anno di esordio di Lewis, soltanto in due occasioni il campione inglese è stato battuto dal suo compagno: proprio nel 2007 da Fernando Alonso e nel 2016 da Nico Rosberg. Nelle immagini allegate all'articolo, o nei successivi link relativi ad ogni stagione, potete vedere i dati del confronto con il compagno per gli anni 2007, 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 
 


Sarà per questo che Lewis nel dopo gara del Gp di Turchia, dopo la vittoria che lo ha incoronato 7 volte Campione del Mondo, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa affermando che per vincere non basta la macchina migliore, devi anche battere il tuo compagno di squadra:

"Vorrei più Gran Premi che presentano condizioni difficili come quelle viste in questo fine settimana. Più ce ne sono, più ho possibilità di dimostrare cosa sono in grado di fare. Oggi ho dimostrato di meritarmi il rispetto. Penso che i miei colleghi sappiano comunque che questi successi non sono una questione di macchina. Certo, non ce l’avrei fatta senza un fantastico gruppo di persone alle mie spalle. Ma come compagno di squadra ho un altro grande pilota che ha la stessa macchina, e non ha ottenuto lo stesso risultato. Diversi piloti del passato dicono che vinco solo grazie alla macchina. Vi prometto, e spero di mantenere la mia parola, che tra 10 o 20 anni abbraccerò e incoraggerò i giovani della Formula 1. Che sia Norris, Russell o Verstappen. So quanto sia difficile questo lavoro“.


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