La scorsa settimana dopo aver assistito alla sessione di shakedown complessiva di Barcellona, abbiamo lanciato la sfida su come riconoscere le nuove vetture di F1 dall'ala anteriore. Ora ci concentriamo sull'analisi delle differenze tra le soluzioni proposte al retrotreno dalle squadre a pochi giorni dai test pre-stagionali 2026 in Bahrain.
La volta scorsa (clicca qui se sei interessato), avevamo stilato l'articolo dandogli la forma di una sorta di test da svolgere nella parte iniziale, per poi andare a visionare le soluzioni solamente al termine dello stesso. In questa occasione abbiamo pensato a qualcosa di diverso. Parleremo di volta in volta di ogni singola vettura, così da poterne assimilare subito le caratteristiche principali e imparare dunque a riconoscerla anche dalla sola osservazione del retrotreno.
Faremo una breve descrizione, molto qualitativa, giusto per avere un'infarinatura in vista dei test in Bahrain. Probabilmente alcune cose saranno soggette a cambiamenti da qui all'inizio della stagione, per cui, non ci soffermeremo troppo. Giusto però osservare ciò che è stato portato a Barcellona, così da poter capire anche la strada che sceglieranno di prendere i tecnici da qui alla prima gara della stagione a Melbourne (6-8 marzo).
Andiamo in ordine alfabetico e dunque, iniziamo dunque dall'Alpine A526. Potete vedere che la zona di nostro interesse è in un riquadrino in bianco e nero, che verrà spesso ingrandito per mettere in risalto l'area della sospensione posteriore. Le pance sono veramente molto grandi nel caso dell'Alpine. Talmente ampie che del fondo resta veramente un lembo sottilissimo nella parte centrale della monoposto. Questo fa sì che la carena non riesce a chiudersi troppo verso l'interno al retrotreno e termina all'incirca quasi davanti alle ruote posteriori.
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Mettere a confronto il retrotreno francese con quello realizzato da Adrian Newey ci permette di comprendere le differenze vedute progettuali. Newey ha voluto sfruttare molto il pianale del fondo rastremando tantissimo il cofano e andando a creare un canale tra fondo e pancia, così da aumentarne notevolmente la superficie. Il risultato è che gli elementi che vanno a comporre la sospensione sono completamente in aria libera e, strada facendo, potrebbero diventare essi stessi una sorta di ''piccoli dispositivi aerodinamici''. sono già presenti dei tagli davanti alle ruote per ridure il tyre squirt.
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Anche se non presenta un cofano dalle forme così estreme come l'AMR26, l'Audi è riuscita a contenere le pance verso l'interno andando a formare quasi come un muro verticale con il fondo. La superficie risulta dunque piuttosto pulita e ampia. Anche in questo caso si notano alcuni tagli davanti alle ruote, ma diversi in numero e caratteristiche rispetto all'AMR26, per ridurre il tyre squirt.
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Quella che vi mostriamo è l'immagine più interessante che siamo riusciti a reperire da un video postato sui social. Rinvio a giudizio. Le pance sembrano andare a riprendere quasi la stessa filosofia Audi, a formare un muro con il fondo. In questo caso però l'angolo che si forma è acuto (minore di 90°), se prendiamo il lato esterno della monoposto. In più, il muro laterale ha un'altezza variabile, che scende abbastanza linearmente fino ad andare a zero poco prima di raggiungere le ruote posteriori. Questo ha indubbiamente degli effetti sull'intensità e la direzione che prenderanno i flussi d'aria che circolano attorno alla monoposto prima di sopraggiungere al retrotreno.
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Siamo giunti a parlare della squadra di Maranello. Filosofia che potremmo definire più vicina all'Aston Martin finora, rispetto alle altre vetture che abbiamo visto. Le forme delle pance sono però molto meno estremizzate e la superficie del fondo che rimane scoperta è minore rispetto a quella presente sull'AMR26. Sulla SF26 notiamo però un elemento veticale posto a metà tra le ruote e la parte centrale che risale a creare il diffusore. Un elemento che sarà presente anche sulla Mercedes.
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La Haas resta molto larga con il corpo vettura. Soluzione simil Alpine, anche se c'è un accenno di scavo a creare un canale tra fondo e pance. Le linee la obbligano a restare larga anche nella parte retrostante e a far terminare il corpo vettura poco davanti alle ruote.
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Molto interessante la linea proposta dalla squadra campione del mondo in carica. Si presenta con un corpo quasi verticale rispetto al fondo nella sua parte centrale, ma riesce comunque ha mantenere i volumi molto contenuti e tirati verso l'interno. La superficie che riesce a sfruttare del fondo è molto ampia e il risultato è che anche in questo caso, la sospensione posteriore ha quasi tutti gli elementi ben visibili e posti in condizioni di lavorare sotto un flusso d'aria molto energico.
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Forse l'auto più simile all'AMR26 per quanto concerne questa parte della vettura. Adrian Newey ha fatto qualcosa di unico nel progettare le sospensioni, ma anche i tecnici della Mercedes danno l'impressione di poter avere molto potenziale da estrarre in quella zona. Il fondo per ora è molto liscio e piatto, mentre si notano diverse paratie verticali davanti alla ruota posteriore. Anche in questo caso le pance sono state studiate con una forma tale da andare a massimizzare l'area libera nella parte superiore del fondo.
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La Racing Bulls, per essere un team cliente, dimostra ancora una volta di aver fatto un gran lavoro in determinate aree. Secondo il parere di chi scrive, la casa di Faenza potrebbe tornare a fare scuola in diverse aree e considerato che il retrotreno sarà una zona molto soggetta a sviluppo in questa fase, il nostro invito è quello di tenerla d'occhio. Le linee non sono aggressive come quelle dell'Aston Martin, ma sono be definite. Questa volta il canale ricavato nelle pance non è adiacente al fondo, ma è posto a metà altezza e scende gradualmente seguendo la linea superiore del cofano. Il risultato è accattivante, ma la sfida sarà capire se permetterà di guidare nel modo corretto i flussi che si formeranno attorno al corpo vettura fino al retrotreno.
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Siamo al turno della Red Bull. Anche in questo caso è stato fatto un lavoro sopraffino in termini di riduzione degli ingombri della prima power unit realizzata a Milton Keynes (in collaborazione con Ford). Il concetto è molto simile a quello della McLaren, ma molto più estremizzato. La superficie libera del fondo è davvero ampia e regala un potenziale immenso nella zona del retrotreno.
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Dalle foto della presentazione possiamo notare una filosofia abbastanza simile ad Alpine e Haas. La Williams sembra però essere riuscita a sfruttare il layout del motore Mercedes per cercare quantomeno di ridurre il volume del cofano a vantaggio di una superficie del fondo più visibile.
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Foto interne e copertina: X, Mercedes; X, Haas; X, VCARB; X, F1; X, Ferrari; X, Audi; X, Aston Martin; X, Alpine; X, Red Bull; X, McLaren;
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