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La Red Bull affrontò il 2006 nella sua seconda stagione in Formula 1, con l’obiettivo di consolidare il progetto nato sulle fondamenta della vecchia Jaguar. Rispetto al 2005 cambiò soprattutto la parte tecnica: arrivò la fornitura motore Ferrari, dopo l’utilizzo dei Cosworth, e Adrian Newey entrò nella squadra come Chief Technical Officer, anche se il suo impatto diretto sulla vettura 2006 fu limitato perché la RB2 era già in fase avanzata di progettazione. La coppia piloti iniziale rimase formata da David Coulthard e Christian Klien, con Robert Doornbos promosso titolare nelle ultime tre gare.
Il campionato fu meno lineare rispetto alle ambizioni. La Red Bull chiuse settima nel Mondiale Costruttori con 16 punti, lo stesso piazzamento ottenuto nel 2005, ma con una stagione più complicata sul piano dell’affidabilità e dello sviluppo. Coulthard fu il riferimento principale, conquistando 14 punti, mentre Klien ne raccolse 2 prima dell’uscita dal team dopo il Gran Premio d’Italia. Doornbos completò il finale di stagione senza entrare in zona punti.
Il momento più importante arrivò a Monaco, dove Coulthard concluse terzo e regalò alla Red Bull il primo podio della sua storia in Formula 1. Fu un risultato sportivamente pesante e anche molto riconoscibile sul piano mediatico: in quel fine settimana la squadra correva con una livrea promozionale legata al film Superman Returns, e Coulthard salì sul podio indossando un mantello rosso. Christian Horner mantenne poi una promessa fatta prima della gara, tuffandosi nella piscina del motorhome con lo stesso tema promozionale.
La Red Bull RB2 era spinta dal motore Ferrari 056 V8 di 2,4 litri, abbinato a pneumatici Michelin e a un cambio longitudinale a sette rapporti. Il progetto, firmato tecnicamente da Mark Smith con Rob Taylor e Ben Agathangelou tra le figure chiave, cercava di sfruttare il nuovo propulsore V8 imposto dal regolamento, ma pagò diversi problemi di raffreddamento e una certa discontinuità aerodinamica. La vettura mostrò spunti interessanti, ma non abbastanza continuità per salire stabilmente nel gruppo centrale.
Durante l’anno la squadra iniziò progressivamente a guardare oltre la RB2. Newey concentrò parte del lavoro sul progetto 2007, destinato a diventare la RB3 con motore Renault, mentre la stagione 2006 rimase soprattutto un passaggio di costruzione: non ancora la Red Bull vincente degli anni successivi, ma già una struttura più ambiziosa rispetto al semplice proseguimento dell’esperienza Jaguar.
* Adrian Newey era Chief Technical Officer dal 2006
Gran Premio d'Australia del 2005
Gran Premio della Cina 2009
| Anno | Monoposto | Motore | Punti |
|---|---|---|---|
| 2026 | Red Bull RB22 | Ford Red Bull | 30 |
| 2025 | Red Bull RB21 | Honda RBPT | 451 |
| 2024 | Red Bull RB20 | Honda RBPT | 589 |
| 2023 | Red Bull RB19 | Honda RBPT | 860 |
| 2022 | Red Bull RB18 | Red Bull RBPTH001 | 759 |
| 2021 | Red Bull RB16B | Honda RA620H | 585,5 |
| 2020 | Red Bull RB16 | Honda | 319 |
| 2019 | Red Bull RB15 | Honda RA619H | 417 |
| 2018 | Red Bull RB14 | TAG Heuer | 419 |
| 2017 | Red Bull RB13 | TAG Heuer | 368 |
| 2016 | Red Bull RB12 | TAG Heuer | 468 |
| 2015 | Red Bull RB11 | Renault Energy F1-2015 | 187 |
| 2014 | Red Bull RB10 | Renault Energy F1-2014 | 405 |
| 2013 | Red Bull RB9 | Renault RS27-2013 | 596 |
| 2012 | Red Bull RB8 | Renault RS27-2012 | 460 |
| 2011 | Red Bull RB7 | Renault RS27-2011 | 650 |
| 2010 | Red Bull RB6 | Renault RS27-2010 | 498 |
| 2009 | Red Bull RB5 | Renault RS27 | 153,5 |
| 2008 | Red Bull RB4 | Renault RS27 | 29 |
| 2007 | Red Bull RB3 | Renault RS27 | 24 |
| 2006 | Red Bull RB2 | Ferrari 056 | 16 |
| 2005 | Red Bull RB1 | Cosworth Racing TJ2005 | 34 |