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Il 2015 fu una stagione di ridimensionamento per la Red Bull, la prima dopo l'addio di Sebastian Vettel e l'arrivo di Daniil Kvyat accanto a Daniel Ricciardo. Dopo il secondo posto del 2014, il team di Milton Keynes scivolò al quarto posto nel Mondiale Costruttori con 187 punti, senza riuscire a vincere una gara per la prima volta dal 2008. Non fu un anno privo di qualità, ma il pacchetto complessivo non ebbe la continuità necessaria per restare davanti a Ferrari e Williams.
Il momento migliore arrivò in Ungheria, dove Kvyat conquistò il primo podio della carriera chiudendo secondo, davanti a Ricciardo terzo. Fu una delle rare giornate in cui la RB11 riuscì a valorizzare telaio, trazione e carico aerodinamico, approfittando anche di una gara caotica e meno dipendente dalla potenza pura. Ricciardo salì poi ancora sul podio a Singapore, con un secondo posto che confermò la competitività della vettura sui tracciati più guidati.
Rispetto all'anno precedente, il cambiamento più evidente fu tecnico e politico insieme. Vettel lasciò la squadra per la Ferrari, Kvyat fu promosso dalla Toro Rosso e il rapporto con Renault entrò in una fase molto tesa. La power unit francese continuò a essere il punto debole del pacchetto, tra deficit di prestazione, affidabilità non sempre lineare e critiche pubbliche sempre più dure. La stagione fu segnata anche dalla ricerca di alternative motoristiche per il futuro, poi risolta solo in extremis con la prosecuzione del rapporto con Renault, ma sotto marchio TAG Heuer dal 2016.
Sul piano tecnico, la RB11 conservava molte caratteristiche della scuola Red Bull: retrotreno rastremato, grande attenzione al fondo, sospensione posteriore pull-rod e un'impostazione aerodinamica pensata per generare carico in modo efficiente. Il telaio restò uno dei punti forti della monoposto, soprattutto nelle curve lente e medie, ma la Renault Energy F1-2015 non permise quasi mai di competere alla pari sui circuiti più sensibili alla potenza. In diversi weekend la vettura sembrò più competitiva in gara che in qualifica, proprio perché il limite principale emergeva nei tratti di pieno carico e nelle velocità di punta.
Una curiosità riguarda la livrea utilizzata nei test invernali: la RB11 debuttò a Jerez con una colorazione mimetica bianco-nera, molto diversa dallo schema tradizionale Red Bull. Era pensata anche per rendere meno leggibili alcuni dettagli aerodinamici nelle fotografie, ma diventò rapidamente una delle immagini più riconoscibili della pre-stagione 2015.
Gran Premio d'Australia del 2005
Gran Premio della Cina 2009
| Anno | Monoposto | Motore | Punti |
|---|---|---|---|
| 2026 | Red Bull RB22 | Ford Red Bull | 16 |
| 2025 | Red Bull RB21 | Honda RBPT | 451 |
| 2024 | Red Bull RB20 | Honda RBPT | 589 |
| 2023 | Red Bull RB19 | Honda RBPT | 860 |
| 2022 | Red Bull RB18 | Red Bull RBPTH001 | 759 |
| 2021 | Red Bull RB16B | Honda RA620H | 585,5 |
| 2020 | Red Bull RB16 | Honda | 319 |
| 2019 | Red Bull RB15 | Honda RA619H | 417 |
| 2018 | Red Bull RB14 | TAG Heuer | 419 |
| 2017 | Red Bull RB13 | TAG Heuer | 368 |
| 2016 | Red Bull RB12 | TAG Heuer | 468 |
| 2015 | Red Bull RB11 | Renault Energy F1-2015 | 187 |
| 2014 | Red Bull RB10 | Renault Energy F1-2014 | 405 |
| 2013 | Red Bull RB9 | Renault RS27-2013 | 596 |
| 2012 | Red Bull RB8 | Renault RS27-2012 | 460 |
| 2011 | Red Bull RB7 | Renault RS27-2011 | 650 |
| 2010 | Red Bull RB6 | Renault RS27-2010 | 498 |
| 2009 | Red Bull RB5 | Renault RS27 | 153,5 |
| 2008 | Red Bull RB4 | Renault RS27 | 29 |
| 2007 | Red Bull RB3 | Renault RS27 | 24 |
| 2006 | Red Bull RB2 | Ferrari 056 | 16 |
| 2005 | Red Bull RB1 | Cosworth Racing TJ2005 | 34 |