Formula1.it News http://www.formula1.it Formula1.it - News / - Articoli, Speciali, Approfondimenti, Statistiche, Tecnica, Video it-it Fri, 7 Dec 2018 20:50:40 +0000 Tue, 10 Apr 2012 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 redazione@formula1.it (Redazione) dmuscarella@formula1.it (Ing.Daniele Muscarella) Aggiornamenti sportivi Formula 1 http://www.formula1.it/image/f1logosmall.png Formula1.it News http://www.formula1.it Ferrari, dal 2019 si cambia nome, inizia una nuova era https://www.formula1.it/news/6277/1/ferrari-dal-2019-si-cambia-nome-inizia-una-nuova-era Dimentichiamoci scuderia Ferrari, il nome usato dalla Scuderia di Maranello fino a fine 2018, poiché dal 2019 diventerà solamente un ricordo per appassionati e addetti ai lavori.

Dalla lista dei team diramata negli scorsi giorni dalla FIA, in merito a team e piloti partenti del Campionato Mondiale di F1 2019,  si evince che la Rossa avrà una nuova nomenclatura: Scuderia Ferrari Mission Winnow.

Un nuovo nome, per una nuova era, quella targata Marlboro, che dopo anni torna ad apparire e come main sponsor (in forma non esplicita), e nel nome del team, come già accadde nell'epopea di Michael Schumacher, quando il nome del team era Scuderia Ferrari Marlboro.

Un cambiamento che, in molti non hanno gradito, dimenticando forse quanto già accaduto nel passato a Maranello, gridando quasi allo scandalo per un qualcosa che alla fine è una pura formalità, e va ad impattare solo in minimissima parte sul nome della Rossa.

Una mossa, figlia dei tempi, dove specie in F1, gli sponsor hanno preso, e stanno prendendo sempre più il sopravvento, e duque anche i vertici del Cavallino hanno deciso di imboccare questa strada, come già accade, senza problemi, da altre parti, come ad esempio in Red Bull (Aston Martin Red Bull Racing) o in Mercedes (dove Petronas appare nella nomenclatura del team).

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Fri, 7 Dec 2018 20:50:40 +0000 https://www.formula1.it/news/6277/1/ferrari-dal-2019-si-cambia-nome-inizia-una-nuova-era http://www.formula1.it/admin/foto/ferrari-dal-2019-si-cambia-nome-inizia-una-nuova-era-6277-1.jpg
LA VERSIONE DI NIKY: La Ferrari continua il suo digiuno mondiale https://www.formula1.it/news/6276/1/-la-versione-di-niky-la-ferrari-continua-il-suo-digiuno-mondiale Cari lettori di FUnoAt, è con grande piacere che accogliamo nella nostra famiglia sportiva Nicoletta Floris. Ci guiderà dietro le quinte della Ferrari e non solo.
Come noi e voi è una grande appassionata di Formula Uno.
Benvenuta Nicoletta, anzi Niky, con la nuova rubrica “La versione di Niky”.
Mariano Froldi

La Ferrari continua il suo digiuno di mondiali. Digiuno che piano piano si avvicina al record negativo, che il tifoso ferrarista si scongiura di superare, di ben 21 anni. In questa stagione si pensava che il titolo mondiale sarebbe ritornato a Maranello. Ma anche quest’anno, dal trittico asiatico in poi, la Ferrari non è stata più all'altezza della Mercedes, perdendo così il Campionato.
I giornali italiani, quando la Ferrari non vince, cercano sempre un capro espiatorio e nel 99 per cento dei casi questo è sempre il pilota. Sebastian Vettel è stato la vittima perfetta per i quotidiani che hanno definito la disfatta rossa come la risultante degli errori del pilota.

Si puo’ però analizzare questa situazione in una chiave di lettura differente rispetto a quella appena descritta. Sicuramente il quattro volte campione del mondo tedesco non è stato impeccabile, ma quando un pilota non riesce più a vincere significa che ci sono dei problemi anche all'interno del team. L’ultimo pilota ad aver vinto il titolo con la Ferrari è stato Kimi Raikkonen, nell'ormai remoto 2007. In questi anni non c’è stato soltanto Sebastian Vettel alla guida della Rossa di Maranello, ma anche altri campioni come Alonso. Il risultato, però, è stato lo stesso.
Questo cosa significa? Significa che la Ferrari, non solo la monoposto ma il Team, non è ancora una “macchina perfetta” e nel momento cruciale non riesce ad andare più avanti.
Questo si può notare con evidenza sia guardando la stagione appena trascorsa che quella del 2017; la Ferrari, con Vettel, nelle prime sei/sette gare, è stata molto competitiva e ha messo in difficoltà la Mercedes. Le due stagioni però hanno una cosa in comune: l’imprevisto che fa crollare tutto il resto.
Nel 2017 la gara di Singapore ha devastato la Ferrari e da quella gara in poi non ha più reso al meglio; nel 2018 la gara di Hockenheim è stato il crocevia del mondiale. In entrambi i casi il team di Maranello non ha saputo reagire con costanza e forza a cocenti delusioni su circuiti in cui pensavano di avere la vittoria in tasca.
In questi momenti è necessario che ci siano un sistema organizzativo forte che riesca subito a calmare l’ambiente e gestire la situazione al meglio, ma questo, è solare, non c’è stato.
Quando la Ferrari ha dovuto affrontare l’imprevisto tutti i piani sono saltati e gli ingegneri hanno iniziato a richiedere e sviluppare con anticipo i pezzi rispetto a quando erano stati programmati. E proprio per cercare di colmare il gap con Mercedes il team di Maranello ha portato dei pezzi non più all'altezza di quelli del team tedesco, sia dal punto di vista qualitativo che prestazionale, iniziando ad essere meno competitivi in gara.
Quello che si nota in pista ma anche fuori è che la Ferrari utilizza lo stesso sistema organizzativo di quindici anni fa, non innovandosi e senza dare supporto ai meccanici che devono aumentare il loro lavoro per rendere allo stesso modo degli altri team.
Vi ho lasciato la parte succosa alla fine. Se vorrete seguirmi, vi spiegherò le tante problematiche della Ferrari…“nascosta”. Alla prossima puntata.
Nicoletta Floris (@nikifloris)

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Thu, 6 Dec 2018 23:16:47 +0000 https://www.formula1.it/news/6276/1/-la-versione-di-niky-la-ferrari-continua-il-suo-digiuno-mondiale http://www.formula1.it/admin/foto/-la-versione-di-niky-la-ferrari-continua-il-suo-digiuno-mondiale-6276-1.jpg
MONDIALE 2018 - LE PAGELLE: i voti della stagione https://www.formula1.it/news/6275/1/mondiale-2018-le-pagelle-i-voti-della-stagione Sembra ieri che scrivevo le pagelle dell'Australia ed eccoci già qui a scrivere il resoconto della stagione.
Hamilton è campione del mondo, per la 5^ volta; la Mercedes pure. Continua il loro dominio dell'era power unit.
Vettel e la Ferrari ci hanno illuso almeno per metà mondiale che le cose potessero cambiare, ma così non è stato.

Vediamo insieme le pagelle di questo campionato appena concluso:

Mercedes: 10 al team; 10+ a Hamilton; 5 a Bottas

na stagione così solida da parte di Hamilton non l'avevo mai vista: quando la macchina gli consente di dominare lo fa, al suo solito; quando invece capisce che gli avversari ne hanno di più, fa la "formichina" e porta a casa punti preziosi. Straordinario il lavoro all'interno del team; fin da subito capiscono che sarà un mondiale più serrato e mettono Bottas a disposizione della squadra. Lo sviluppo della macchina è alla grande come negli anni passati, con l'unica pecca del gran premio d'Austria. Ma proprio il doppio ritiro in quel Gp li riporta sulla strada giusta... Mi spiace dare l'insufficienza a Bottas, ma con la vettura che si è ritrovato, poteva e doveva fare di più. Certo, se non lo "fermavano" a Sochi e non forava a pochi giri dal termine a Baku, almeno due le avrebbe vinte, ma in alcune gare si è ritrovato addirittura a fare una sosta in più degli altri... Speriamo inizi con un altro piede il 2019; Ocon scalpita...

Ferrari: 7 al team; 6 a Vettel; 8 a Raikkonen

L'inizio di stagione è stato strepitoso e Vettel pareva essere in gran forma per far prendere la strada di Maranello ai mondiali. Poi sono arrivati gli errori, troppi: Francia e Germania su tutti. A differenza di Hamilton, la voglia di vincere l'ha portato a sbagliare troppe volte e quando la macchina è "mancata" nelle gare asiatiche, il divario mondiale è cresciuto a dismisura. Sufficiente solo per le 5 vittorie portate a casa... Campionato al top per Raikkonen che torna anche alla vittoria dopo 5 anni! Chiude in 3^ posizione nel mondiale piloti, alle spalle di Vettel di una settantina di punti. Ma il confronto dice 1 vittoria contro 5 e 4 ritiri contro 1. Ritiri di cui non aveva alcuna colpa... Uomo squadra fino all'ultimo, anche quando a mondiale piloti palesemente andato, mette a rischio la sua vittoria chiedendo se potesse attaccare Vettel... Grazie di tutto Kimi!

 

Red Bull: 8 al team; 8 a Verstappen; 8 a Ricciardo

L'inizio di stagione non è proprio ciò che si aspettavano, ma durante la stagione crescono e bene. Nelle ultime gare, anche grazie alle PU "stanche" degli altri, sono sempre in lotta anche per la vittoria. Verstappen "scalmanato" fino a Monaco, quando butta alle ortiche pole e vittoria. Da lì la svolta e una crescita impressionante. Si vede così sempre più spesso il Max che ci piace: aggressivo negli attacchi, ma pulito, senza buttar fuori nessuno. Per Ricciardo, possiamo dire maledizione Monaco: sfrutta quello che il compagno butta e porta a casa il successo nel principato, poi l'incubo affidabilità: 8 ritiri in 15 gare. Impressionante! Se guardiamo alla stagione al netto dei problemi, sicuramente positiva.

 

Renault: 7 al team; 7 a Hulkenberg; 6,5 a Sainz

Sono un team costruttori e il risultato nella classifica finale è d'obbligo, ma non sempre ci riescono. Quest'anno riescono ad essere quarta forza, anche sfruttando le disgrazie altrui. Hulkenberg meglio di Sainz, ma non poi di così tanto. Gli errori gravi del Belgio e di Abu Dhabi lo dimostrano... Nel finale di stagione "calano" in generale, ma lo fanno anche i diretti avversari e quindi non corrono rischi.

 

Haas: 4,5 al team; 5 a Magnussen; 4 a Grosjean

Con la macchina che avevano ritrovarsi alle spalle della Renault sancisce la loro "sconfitta". Troppi i punti buttati alle ortiche soprattutto nella prima parte di stagione sia per gli errori ai box che per quelli dei piloti, Grosjean in primis, che alla fine si ritrova addirittura alle spalle di Magnussen in campionato. Eppure li confermano entrambi per il 2019.... Bah...

 

McLaren: 3 al team; 8 a Alonso; 5 a Vandoorne

Hanno passato anni a dire che i loro problemi erano dovuti alla power unit Honda e adesso che non ce l'hanno più i guai continuano. Non ci siamo proprio... Alonso lotta oltre i limiti della macchina e su 62 punti del team ne raccoglie 50. Inoltre il 21 a 0 in qualifica nei confronti del compagno parla da solo. Non credo che Vandoorne sia così male, ma il paragone è impietoso e la stagione non può essere sufficiente...

 

 

Force India: 7 al team; 7,5 a Perez; 6,5 a Ocon

A metà stagione si ritrovano sull'orlo del baratro, ma grazie a Perez e papà Stroll si risollevano e la stagione è positiva. Avessero anche i punti costruttori raccolti prima del Belgio sarebbero di poco alle spalle di Renault che con il budget limitato rispetto agli altri team sarebbe un risultato ottimo. Perez migliore del compagno in tutta la stagione, bravo anche a sfruttare le situazioni e a portarsi a casa un podio. Stagione discreta anche per Ocon; peccato per i suoi comportamenti in pista da pilota Mercedes, quale si è sempre definito. Imperdonabile l'episodio del Brasile...

 

 

Alfa Romeo Sauber: 8 al team; 9 a Leclerc; 5 a Ericsson

Ad inizio stagione li davano per spacciati da ultimi del gruppo e con margine. Con l'innesto di alcune figure, invece, le strada cambia e i risultati iniziano ad arrivare. Ottima la stagione di Leclerc. Porta a casa più del triplo dei punti del suo compagno e anche quando le cose non sembrano messe bene, riesce a trovare quel qualcosa in più. Impossibile tralasciare la qualifica del Brasile... Non altrettanto Ericsson, che infatti saluta il circus...

 

 

Toro Rosso: 5 al team; 7 a Gasly; 4 a Hartley

All'inizio dell'anno erano in lotta con Sauber per la posizione in classifica costruttori, poi il lavoro che gli viene chiesto di svolgere dalla casa madre sulla power unit cambia le cose. Diventano un laboratorio viaggiante di Honda, alla ricerca di prestazione e affidabilità. Gasly nettamente meglio: quando può porta a casa i punti e la classifica finale dice 29 contro i 4 del compagno. Hartley non pervenuto, se non in sporadici casi. Stessa sorte di Ericsson anche per lui...

 

 

Williams: 3 al team; 6 a Stroll; 5,5 a Sirotkin

La situazione del team è un disastro totale. La macchina non va, ma nonostante ciò i piloti riescono a portare a casa 7 punti. Mezzo voto in più a Stroll perché 6 di quei punti sono suoi... Urgono cambiamenti interni al team, ma volti a risollevarlo. Attualmente le modifiche riguardano solo il fuggi fuggi di tecnici stanchi di questa situazione...

 

 

Ed ora i saluti: un grosso GRAZIE a tutti quanti hanno letto le mie pagelle.
Se vorrete continuare a farlo anche l'anno prossimo continuate a seguirci, sempre su FUnoAnalisiTecnica!

di Alessandro Rana (@AleRana95)

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

 

 

 

 

 

 

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Thu, 6 Dec 2018 23:08:19 +0000 https://www.formula1.it/news/6275/1/mondiale-2018-le-pagelle-i-voti-della-stagione http://www.formula1.it/admin/foto/mondiale-2018-le-pagelle-i-voti-della-stagione-6275-1.jpg
Test F1, Leclerc inizia alla grande in Ferrari, Giovinazzi debutta in Sauber https://www.formula1.it/news/6274/1/test-f1-leclerc-inizia-alla-grande-in-ferrari-giovinazzi-debutta-in-sauber Giorno due di test Pirelli ad Abu Dhabi, con altri piloti in pista e diverse condizioni, ma stessa premessa di ieri e di ogni giorno di test, i tempi di giornata vanno presi con le pinze, e valutati attentamente prima di essere giudicati.

A Yas Marina, il più veloce di giornata è stato Charles Leclerc, al debutto con Ferrari, che ha completato 133 tornate, facendo registrare il crono più veloce con gomme Hyperspft nella specifica 2019, denominato come "Compund 5".

Un tempo, migliore di quello di Vettel di ieri, che conferma la Rossa al top della classifica, che farà molto parlare i detrattori del pilota tedesco, anche se, Charles ha fatto segnare un 1'36"450, con gomme più morbide di quelle del team mate e in migliori condizioni di pista.

Leader della classifica, ma autore di una giornata con molti giri all'attivo per il Monegasco, che non solo ha svolto prove comparative tra gomme 2018 e 2019, ha ha anche usato questi giri per conoscere al meglio il team e la vettura.

Secondo posto per Pierre Gasly, al debutto con Red Bull, che ha incassato un gap di 1.5 secondi da Leclerc, ed ha impostato la sua giornata alla conoscenza del nuovo team e dell RB13.

Terza piazza per Lance Stroll, al secondo giorno in Racing Point Force India, che si è alternato con Sergio Perez, che ha ben impressionato, forse anche per la sua volontà di dimostrare il suo valore dopo due anni di calvario in Williams.

Quarto posto per Valtteri Bottas, che ha completato ben 143 giri con la sua Mercedes senza il minimo problema, focalizzandosi su prove comparative tra gomme 2018 e gomme 2019, e soprattutto su simulazioni di gara.

Giornata del ritorno, quella di oggi di Daniil Kvyat in Toro Rosso, per la terza volta, con il Russo che ha percorso 155 giri, mettendo le basi per un 2019 che dovrà per lui essere solido e senza scusarti, dato che sarà un crocevia importante della sua carriera.

Parliamo ora delle novità, quelle però che hanno suscitato meno clamore, che sono in qualche maniera degli antipasti delle novità 2019, dato che oggi si è registrato il debutto di Carlos Sainz in McLaren, Artem Markelov in Renault e Louis Deletraz in Haas(anche se Markelov e Gelael non saranno piloti titolare 2019).

Replica della giornata di ieri per la nuova line-up Williams, con George Russell, che ha girato nel pomeriggio dopo aver preso il volante da Robert Kubica, che ha testato la vettura in mattinata, avendo però qualche problemino con la sua monoposto.

A differenza di ieri, il giovane rookie del team di Growe ha avuto la, in termini cronometrici,  sul team mate polacco.

Piatto forte di oggi però è stato il debutto di Antonio Giovinazzi in Alfa-Sauber, con la quale ha percorso 128, attuando un programma di adattamento alla vettura, che conosceva solo in parte, terminato anzitempo a causa di un problema alla Power Unit.

L'ultimo atto di questo 2018 si è dunque consumato, ora appuntamento a Febbraio con i test invernali a Barcellona.

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Wed, 28 Nov 2018 21:01:52 +0000 https://www.formula1.it/news/6274/1/test-f1-leclerc-inizia-alla-grande-in-ferrari-giovinazzi-debutta-in-sauber http://www.formula1.it/admin/foto/test-f1-leclerc-inizia-alla-grande-in-ferrari-giovinazzi-debutta-in-saube-6274-1.jpg
Test F1, Vettel leader (e va a muro), Raikkonen torna in Sauber, bene Kubica https://www.formula1.it/news/6273/1/test-f1-vettel-leader-e-va-a-muro-raikkonen-torna-in-sauber-bene-kubica Prima di analizzare la prima delle due giornate di test Pirelli in ottica 2019, occorre fare una breve ma fondamentale premessa:I tempi di giornata, come ogni giorno di test, vanno presi con le pinze, e valutati attentamente prima di essere giudicati.

A Yas Marina, il più veloce di giornata è stato Sebastian Vettel su Ferrari, che ha completato 67 tornate, facendo registrare il crono più veloce con gomme Hyperspft nella specifica 2018.
Va detto però, che in Ferrari non hanno cercato il tempo, che è venuto da sé (basti pensare che il crono di Seb è stato 2 secondi più lento della pole di Hamilton dello scorso sabato) ma hanno solo svolto prove con tutta la gamma di mescole 2018 e 2019

Leader della classifica, ma autore di una giornata non senza imprevisti, dato che in mattina il Tedesco ha danneggiato il fondo della sua auto sul dissuasore tra curva 20 e 21.
Riparato il fondo, Seb è sceso nuovamente in pista, rendendosi autore di un testacoda in curva 1, nel quale ha danneggiato l'ala posteriore della sua SF71-H.
Costretto nuovamente ai box, il quattro volte Campione del Mondo, nei suoi ultimi giri del programma, ha poi nuovamente rovinato il fondo della sua Ferrari sul cordolo in curva 20-21, prendendo di nuovo molto tempo ai box.

Secondo posto per Valtteri Bottas, che ha completato ben 120 giri con la sua Mercedes senza il minimo problema, focalizzandosi su prove comparative tra gomme 2018 e gomme 2019.

Stesso discorso per Max Verstappen, Nico Hulkenberg  e Sergio Perez, che hanno rispettivamente totalizzato 133, 128 e 67 giri, senza intoppi, ma lavorando in modo regolare.

Parliamo ora delle novità, quelle però che hanno suscitato meno clamore, che sono in qualche maniera degli antipasti delle novità 2019, dato che oggi si è registrato il debutto di Lando Norris McLaren, Lance Stroll su Racing Point Force India e Sean Gelael su Toro Rosso (anche se Gelael non sarà pilota titolare 2019).

Novità più eclatanti sono state invece quelle, ad esempio del debutto della nuova line-up Williams, con George Russell, che ha girato in mattinata, e Robert Kubica, che ha sostituito il giovane pilota Mercedes nel pomeriggio, avendo anche la meglio, in termini prestazionali, sul giovane team mate, annunciato da tutti come un fenomeno...

Piatto forte di oggi però è stato il ritorno di Kimi Raikkonen in Alfa-Sauber, con la quale ha percorso 102, attuando un programma di adattamento alla vettura, che non conosceva, terminando anzitempo il suo programma a causa di un problema alla Power Unit.
Kimi che dunque si è subito cimentato nella sua nuova sfida, in un team nel quale è tornato dopo 17 anni, archiviando subito l'addio con Ferrari, mostrando dunque quanta ancora sia la sua voglia di guidare in F1.

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Tue, 27 Nov 2018 21:36:55 +0000 https://www.formula1.it/news/6273/1/test-f1-vettel-leader-e-va-a-muro-raikkonen-torna-in-sauber-bene-kubica http://www.formula1.it/admin/foto/test-f1-vettel-leader-e-va-a-muro-raikkonen-torna-in-sauber-bene-kubica-6273-2.jpg
Grazie F1, tra immagini leggendarie, lacrime e destino si chiude il 2018 https://www.formula1.it/news/6272/1/grazie-f1-tra-immagini-leggendarie-lacrime-e-destino-si-chiude-il-2018 La stagione 2018 di Formula Uno si è ufficialmente conclusa oggi ad Abu Dhabi, con  la vittoria di Lewis Hamilton.

Vittoria dell'inglese a Yas Marina, la numero 11 della sua stagione, dopo una gara gestita senza problemi sin dal via, grazie ad una Mercedes tornata al top. (anche, per caso? Chi lo sa. grazie ai cerchi forati nuovamente aperti sulle W09).

Secondo posto per Sebastian Vettel, che in qualche modo mette a tacere tutte le voci sul suo conto che lo hanno accompagnato in questo finale di anno, rendendosi autore di una gara solida e consistente, nella quale ha tirato fuori il massimo dalla sua monoposto, veloce si ma ancora (e oggi se ne è avuta la conferma) a livello Mercedes.

Terzo e quarto posto per Max Verstappen e Daniel Ricciardo che hanno ribadito la crescita esponenziale della Red Bull nelle ultime gare, proiettando il team di Chris Horner al 2019 con grande fiducia.

Quinto, solo quinto Valtteri Bottas che dopo un buon via, alle spalle di Hamilton è stato in grado di gestire il ritorno di Vettel fino a 10/15 giri dalla fine, ma poi si è trovato a dover fare i conti con dei probemi alla sua vettura, che lo hanno obbligato ad una sosta aggiuntiva, dopo la quale è tornato in pista 5°, per restarci fino alla fine.

Ottima gara per Carlos Sainz e Charles Leclerc, che hanno rispettivamente chiuso al sesto e settimo posto, con delle ottime performance nell'ultima gara con i loro team, dato che Sainz andrà in McLaren e Leclerc in Ferrari.

Particolarità della gara, i molti problemi di affidabilità alle vetture, molti rispetto alla media stagionale, sintomo forse della volontà di ogni team di spremere al massimo ogni componente, anche sino alla rottura, per massimizzare le prestazioni.

Ma mettendo da parte i risultati finali, la gara di oggi ci ha fornito quella che è la vera essenza della F1, un mix di velocità si, ma anche di sentimenti, rispetto e stima ma anche crudeltà agonistica, insomma una somma di fattore umano e destino.

Infatti, molte e molto molto belle sono state tutte le immagini prima del via tributate ai vari piloti alla loro ultima gara con i rispettivi team.
Molti sono stati corridoi umani organizzati per applaudire Kimi Raikkonen, Daniel Ricciardo, Fernando Alonso al loro ultimo round con Ferrati, Red Bull e Mclaren, e già da questi momenti era ben visibile la commozione tra alcuni addetti ai lavori, meccanici e dirigenti.

Commozione che, ha ben presto lasciato spazio, almeno formalmente allo show, anche se non sono mancati alcuni avvenimenti, bellissimi, che ricordano sempre quanto sia, la componente umana, parte integrante di questo sport.

Partita la gara, dopo pochi giri si è registrato il ritiro di Raikkonen, che ha dunque terminato nel peggiore dei modi la sua avventura con Ferrari, quando magari avrebbe potuto conquistare un podio, a sublimare un'addio speciale, ad un team speciale, per un pilota a suo modo davvero speciale.

Episodio che, in questa giornata così piena, ha ricordato a tutti quanto nel Circus sia ben presente, da quasi 1000 gare, una parte "crudele" dello sport, non soggetta al controllo umano, destino dunque, che va a rovinare degli eventi destinati ad essere speciali.

La scena più bella, anzi la Scena, l'immagine di questo 2018, è quella di Fernando Alonso nel suo ultimo giro con una F1, scortato nel giro d'onore da Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, che lo hanno anche affiancato nei donuts di festeggiamento.

Stupenda, bellissima immagine, di un campione che si appresta a lasciare questo sport, dopo anni di poca competitività con la Mclaren, che però viene accompagnato al traguardo vero e proprio della sua storia nella massima serie, da due dei campioni più affermati degli ultimi 10 anni, a simboleggiare un rispetto, una stima tra campioni, forse leggende, che è ben presente, semrpe, anche quando le rispettive vetture li portano a non gareggiare ruota a ruota.

Una F1 che quindi si congeda nel migliore dei modi, con delle immagini destinate ad entrare nell'immaginario collettivo anche dopo questo 2018, che dà appuntamento ai suoi fan tra 111 giorni, per una stagione che si preannuncia come spettacolare, con almeno tre piloti in lotta per il Mondiale, Lewis Hamilton che vorrà confermarsi campione, Vettel che vorrà a tutti i costi realizzare il suo sogno, e Max Verstappen che con la Red Bull-Honda avrà delle ottime chance di dire la sua.

Molti temi e gare appassionati ci attendono nel 2019, che però è già dietro l'angolo, visto che in settimana ci saranno i test delle gomme del futuro, a fine Gennaio si sveleranno le vetture, a Febbraio ci saranno i test a Barcellona, e sarà di nuovo Marzo, tempo di iniziare un'altra bellissima annata di F1.

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Sun, 25 Nov 2018 21:59:06 +0000 https://www.formula1.it/news/6272/1/grazie-f1-tra-immagini-leggendarie-lacrime-e-destino-si-chiude-il-2018 http://www.formula1.it/admin/foto/grazie-f1-tra-immagini-leggendarie-lacrime-e-destino-si-chiude-il-2018-6272-1.jpg
Raikkonen, ultima gara in Ferrari? Non cambia niente, faremo il massimo https://www.formula1.it/news/6271/1/raikkonen-ultima-gara-in-ferrari-non-cambia-niente-faremo-il-massimo È il weekend dell'addio di Kimi Raikkonen, non alla Formula 1, ma alla Ferrari, quello di Yas Marina, che dunque sia per il pilota di Espoo che per il team Rosso avrà un significato particolare.

Un addio, il secondo di Kimi con Ferrari, che questa volta sarà definitivo per Kimi, che però continuerà per altri due anni in F1 con Alfa-Sauber.

Ultima qualifica in Rosso, che come nel suo stile, Kimi ha affrontato con la massima professionalità, senza lasciarsi trasportare dalle emozione, chiudendo al quarto posto, alle spalle del team mate Vettel.

Alla fine del Q3, dopo essere sceso dalla sua monoposto, il finnico ha analizzato la sua giornata rispondendo alle domande dei giornalisti che lo attendevano nel ring delle interviste:

È difficile dire cosa mi aspettassi, credo che le Mercedes abbiano giocato un pochino, ma vedremo domani. La macchina dà buone sensazioni, però forse ci è mancata un po’ di velocità, in particolare nel terzo settore“.

Macchina veloce, la Rossa, ma non abbassata, specie nel guidato, rispetto alla Mercedes a causa di una configurazione aerodinamica che predilige la velocità sui rettilinei a scapito del carico in curva.

Ed è stata proprio questa la chiave che è valsa la pole position a Lewis Hamilton, ma in ottica gara, specie nei primi giri, la maggiore velocità di punta, potrebbe favorire le vetture di Maurizio Arrivabene nel superare, se sarà possibile, sorpassare le Mercedes.

Frecce d'argento che secondo il futuro pilota del team Alfa-Sauber hanno "giocato" in qualifica, specie con le mappature di motore tra Q2 e Q3, che ha mandato reso più difficile l'interpretazione dei gap tra i due top team:

Mi riferisco al distacco visto nella prima parte della sessione, perché alla fine il margine era molto maggiore“.

Nel Q1, ma anche nel Q2 infatti, il gap tra le due SF71-H e le W09 era stato contento, non superando il decimo/decimo e mezzo, mentre nelle fase clou della sessione, il gap è salito a oltre tre decimi di secondo, sintomo che in Mercedes hanno ancora un vantaggio di potenza nelle fasi di utilizzo della mappatura da qualifica, che è tornato ad essere tale solo dopo l'arrivo della Power Unit specifica 3 a Spa-Francorshamps, e dunque utilizzato per tutta la fase finale di anno.

Un gap che andrà colmato da parte dei motoristi Ferrari diretti da Corrado Iotti nei mesi invernali, per far tornare la PU di Maranello agli stessi livelli delle prime 6-7 gare, dove con la specifica 1 l'unità Italiana era allo stesso livello di quella Britannica in termini di potenza sul giro secco.

Archiviata la qualifica, il campione del Mondo 2007 ha rivolto il focus sulla gara di domani, la sua ultima con Ferrari, nella quale senza dubbio vorrà ben figurare, a dispetto delle sue dichiarazioni da "Iceman":

Faremo del nostro meglio, cominceremo la gara con le Ultrasoft, come la maggior parte delle migliori squadre. Sul passo gara abbiamo alcuni dati di venerdì, ma una cosa sono le prove libere e un’altra è la gara, dove i distacchi si assottigliano. La mia ultima corsa in Ferrari? Non cambia niente, è come qualsiasi altro gran premio“.

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Sun, 25 Nov 2018 09:29:33 +0000 https://www.formula1.it/news/6271/1/raikkonen-ultima-gara-in-ferrari-non-cambia-niente-faremo-il-massimo http://www.formula1.it/admin/foto/raikkonen-ultima-gara-in-ferrari-non-cambia-niente-faremo-il-massimo-6271-1.jpg
Hamilton, super lavoro del team con la vettura, oggi giro perfetto https://www.formula1.it/news/6270/1/hamilton-super-lavoro-del-team-con-la-vettura-oggi-giro-perfetto Ultima qualifica del campionato, quella di oggi ad Abu Dhabi, che si è chiusa con la pole position di Lewis Hamilton, seguito da Valtteri Bottas e Sebastian Vettel.

Hamilton che chiude allo stesso modo con cui aveva iniziato lo scorso Marzo a Melbourne, con una partenza al palo, dopo un giro, quello di oggi a Yas Marina, proprio come quello di Melbourne, spettacolare, che gli è valso la prima casella in griglia, più per la differenza fatta da lui in termini pilotaggio, che non dalla Mercedes.

Una sessione perfetta per l'inglese che è stato di un altro pianeta rispetto ai competitor, soprattutto nel terzo settore del tracciato, nel quale percorreva le ultime due curve con un ritmo, una velocità e una prevcisione inarrivabile per tutti.

Proprio del suo giro buono nel Q3, dopo un primo run caratterizzato da una piccola sbavatura, ha parlato "The Hammer" dopo essersi presentato al ring delle interviste per rispondere alle domande dei giornalisti:

“E' stata una bella sessione di qualifica perché è stata molto divertente. Sinceramente, ero piuttosto emozionato perché sapevo che sarebbe stata l’ultima volta alla ricerca del giro secco con questa monoposto con la quale ho fatto un lungo percorso pieno di soddisfazioni e ci tenevo a tributarle un bel saluto”.

Ultima qualifica, con la W09 per Lewis che ha dunque voluto ribadire ancora una volta lo strepitoso feeling tra lui e la sua vettura, che ha tardato ad arrivare ad inzio mondiale, ma dall'estate il connubio uomo-macchina è stato micidiale che non ha lasciato scampo a nessun rivale, ed è valso il titolo a Lewis.

Feeling che, anche oggi non è mancato, e l'inglese ha centrato la pole numero 11 della stagione, più della metà, con un giro straordinario, a limitare i danni nel T1 e T2 dove la sua monoposto era deficitaria rispetto alla Ferrari, ma a devastare nel T3 dove la sua auto si esprimeva al meglio.

Un approccio dunque, in scala ridotta, di quanto fatto in questa stagione, dove il pilota numero 44 ha sempre vinto quando poteva, ma ha sempre massimizzato i risultati quando non è stato in grado di imporsi.

Grande annata, del pilota sicuramente, ma anche del team che da Spa in poi ha messo il neo cinque volte Campione del Mondo nelle migliori condizioni possbili per far volgere a suo favore il mondiale, e duque dopo la super pole di Yas Marina, è stato anche in momento dei ringraziamenti alla squadra:

Devo dire che la squadra ha fatto un buon lavoro in questo fine settimana perché è riuscita a portare la macchina a lavorare nella giusta finestra di funzionamento delle gomme. Siccome ero riuscito a centrare un buon tempo nel primo run della Q3, ho cercato di migliorare nel secondo perché sapevo che Valtteri sarebbe arrivato molto vicino”.

Super lavoro per tutto il fine settimana, che ha dato i suoi frutti oggi con la conquista di tutta la prima fila da parte del team di Toto Wolff, che casualmente (?) dopo aver riaperto i fori sui cerchi posteriori ha ritrovato lo smalto di un tempo.

Polemiche a parte però, va dato atto al team di Brackley di aver lavorato duramente in stagione, per rispondere alla competitività Ferrari, dando prova di una fame e una determinazione invidiabile per un team che ha vinto cinque titoli mondiali costruttori di fila, che, se si confermerà su questo passo, sarà destinata a riscrivere tutti i record di questo sport.

Per finire il "Re Nero" ha ribadito ancora una volta lo spessore enorme del lavoro svolto del team, sublimato dal suo enorme talento, mai così splendente in questo 2018:

Sono riuscito ad abbassare il mio tempo e non c’è modo migliore per concludere una stagione che con un bel uno-due in qualifica. Questi risultati non sarei riuscito a conquistarli senza la Mercedes, sono orgoglioso di far parte di questa squadra dal 2013”.

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Sat, 24 Nov 2018 21:11:58 +0000 https://www.formula1.it/news/6270/1/hamilton-super-lavoro-del-team-con-la-vettura-oggi-giro-perfetto http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-super-lavoro-del-team-con-la-vettura-oggi-giro-perfetto-6270-1.jpg
Vettel, sarà una gara difficile, siamo indietro, dobbiamo recuperare https://www.formula1.it/news/6269/1/vettel-sara-una-gara-difficile-siamo-indietro-dobbiamo-recuperare- Ultimo venerdì della stagione, quello che si è dispuato a Yas Marina per il Gran Premio di Abu Dhabi, che come sempre ha fornito ad addetti ai lavori e tecnici una valanga di dati, talvolta veritieri e rivelatori per la qualifica e la gara, talvolta meno verietri o comunque da interpretare con la dovuta cautela.

Sesto posto dopo le FP2 per Sebastian Vettel, che quasi come ogni venerdì si è trovato a dover fare i conti con una Ferrari non certo al top e con un gap non sottovalutabile dai diretti avversari, sia sul passo gara, ma sparatutto sulla simulazione di qualifica.

Alla fine delle FP2, il quattro volte Campione del Mondo si è presentato nel suo retro box per rispondere alle domande dei giornalisti in merito alla sua giornata di lavoro:

"Credo che oggi non siamo stati abbastanza veloci. Bisogna trovare un bel po' di passo entro domani, ma credo che sul giro secco dovremmo essere in grado di migliorare abbastanza. Le condizioni della pista erano più favorevoli a noi questa sera rispetto alle Libere 1. Vedremo come riusciremo a migliorare domani".

Miglioramenti richiesti, per domani, da parte del tean Ferrari, che come ogni venerdì è costretto a rincorrere la concorrenza per mettere i piloti nella condizione di giocarsi le loro carte, visto che oggi ne Vettel ne Raikkonen sono apparsi in gran forma sul giro secco, dove sono stai messi dietro da Mercedes e Red Bull.

Leggermente migliore la situazione sui long run, dove il tedesco e Kimi Raikkonen sono sembrati più vicini alle vetture davanti, con un passo altalenante, chiuso con un giro sul 42 alto, forse scappato a Seb o forse cercato dal team, che lascia ancora uno spiraglio di luce in ottica gara.

Prima della gara, occorrerà affrontare la qualifica al meglio, dato che è il suo esito è determinante per la gara, poiché con sosta quasi certamente unica e performance più o meno simili tra i top team, migliore è la casella di partenza, migliori sono le chance di piazzamento a podio o vittoria alla Domenica

Proprio su questo argomento è intervento il pilota di Heppenheim, mosrandosi speranzoso nel potenziale della sua Loria:

"Spero che domani potremo lottare per la pole position. Oggi non eravamo molto forti, eravamo un po' troppo lenti, però credo che domani saremo più vicini e potremo dire la nostra".

Fiducia, che nel complesso non manca a Seb, forse dovuta ai programmi di lavoro seguiti dalla Rossa a Yas Marina, poiché il team di Maurizio Arrivabene non si è certo focalizzato sulla ricerca della prestazione, e solo parzialmente sul set-up, dal momento che nella mattinata invece che un settimg della vettura, sono state svolte prove aerodinamiche in ottica 2019.

Il set-up è stato di fatto cercato nel pomeriggio, con una sessione di ritardo rispetto ai rivali.
Da questo punto di vista, la Ferrari può ben guardare alla giornata di domani, dove grazie ad ulteriori affiancati dalla vettura, e all'aumento dei cavalli a disposizione con la Power Unit di gara, più fresca di quella di oggi, la SF71-H dovrebbe tornare a ricoprire il ruolo che le compete.

Archiviato ormai da tempo questo 2018, iniziato al meglio, ma finito non benissimo, per Seb Vettel è già tempo di girare pagina per pensare al 2019:

"Mi sto godendo le ultime sessioni cercando di sfruttarle al massimo. L'anno prossimo è ancora lontano. Questa e l'ultima gara della stagione ma ci sono ancora tanti mesi prima della prima gara dell'anno prossimo. Possiamo ancora imparare qualcosa dalla monoposto attuale e questa potrebbe essere la chiave per andare più veloci anche domani".

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Fri, 23 Nov 2018 22:41:10 +0000 https://www.formula1.it/news/6269/1/vettel-sara-una-gara-difficile-siamo-indietro-dobbiamo-recuperare- http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-sara-una-gara-difficile-siamo-indietro-dobbiamo-recuperare--6269-1.jpg
Kubica, sembrava impossibile tornare in F1, ora voglio fare bene https://www.formula1.it/news/6268/1/kubica-sembrava-impossibile-tornare-in-f1-ora-voglio-fare-bene Robert Kubica è tornato, ha vinto la sua gara più importante, tornare in Formula Uno dopo il suo addio, forzato non voluto, nel 2011 dopo un terribile incidente in un rally che oltre alla sua carriera, ha segnato profondamente la sua vita e la sua condizione fisica.

Da quel momento però, l'ex pilota BMW e Renault, a differenza di molti altri, non si è chiuso in se stesso, piangendosi addosso, ma rimboccandosi le maniche per ricostruirsi vita e carriera, fregandosene delle difficoltà, ma puntando dritto sui suoi target, che da quel momento, grazie alla sua Forza (si con la F maiuscola), sono stati solo più difficil, ma non impossibili.

Ora, Novembre 2018, Kubica è stato ufficializzato come pilota ufficiale della Williams nel 2019.

Per prima cosa, subito dopo il suo annuncio, il pilota di Cracovia ha voluto ringraziare tutti coloro i quali lo hanno sostenuto in questo suo rientro alle gare, durato ben 8 anni:

Prima di tutto, voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato ad attraversare un momento che per me è stato veramente difficile, è stato un percorso durissimo che sembrava impossibile, ma nel 2018 ho iniziato a intravedere lo striscione del traguardo e adesso posso finalmente dire che sarà di nuovo un pilota di F1 nel 2019″.

Grande determinazione di Robert, che dal giorno del suo terribile incidente nel Rally di Andorra non ha mai smesso di credere di poter tornare quello di prima, anche e soprattutto imparando a convivere e non farsi condizionare dai danni fisici del crash.

Forza di volontà che lo ha portato in primo luogo a superare al meglio possibile le sue difficoltà, per poi tornare alla sua vita, quella del Motorsport, passo passo, gara dopo gara, iniziando da gare di basso livello per poi alzare il tiro ed avere subito i feedback sperati, che lo hanno poi portato a voler tornare in F1, anche solo per dei semplici test.

Test che, due con Renault e uno con Williams nel 2017, gli sono valsi il ruolo di terzo pilota del team Ingelse, per poi essere promosso a ruolo di prima giuda nel 2018, anche e soprattutto grazie alle sue abilità messe in mosta al simulatore e nelle FP1 con la Williams, sia dal punto di vista della guida ma anche dal punto di vista dello sviluppo della vettura.

Un uomo dunque che ama, e non ha la benché minima paura di affrontare le sfide, talvolta impossibili, che si appresta già dai test post GP di Abu-Dhabi, ad affrontare una sfida estremamente complessa, ovvero riportare la Williams in una posizone dignitosa, lontana da quella attuale di ultima forza del Mondiale, anche con un gap non sottovalutabile dalla penultima squadra della griglia:

Lavorando sodo e dando il 100% io e George Russell cercheremo di scalare una classifica che vede attualmente la Williams in grande difficoltà.
Questa stagione è stata complicata, ma ho imparato molto e voglio ripagare Claire e Sir Frank Williams per l’opportunità che mi hanno concesso”.


Una replica quasi, di quello che è accaduto in Alfa-Sauber la scorsa stagione, quando il team Svizzero era il fanalino di coda della F1, ma con il duro lavoro e dei tecnici e dei piloti è riuscito a risalire la china, massimizzando l'ottimo valore dei piloti, il buon lavoro degli ingegneri e la collaborazione con Ferrari.

A Growe gli ingredienti sembrano esserci quasi tutti per ricalcare le orme del team fondato da Peter Sauber, a partire dalla partnership con Mercedes che fornisce una Power Unit di ottimo livello, passando per i piloti, un mix perfetto tra talento e velocità in George Russel, e esperienza e capacità di sviluppo e leadership di Kubica.

L'unica incognita nel team diretto da Claire Williams è lo staff tecnico, che ultimamente sta perdendo pezzi pergiati (Rob Smedley e Dirk de Beer tra tutti), ma che può ancora contare sulla direzione tecnica di Paddy Lowe (vincente e in Mercedes e in McLaren) e su ingegneri che comunque nelle passate annate hanno prodotto monoposto da metà schieramento, dunque non così scarse.

Ritorno che sarà un punto di partenza per il Polacco, per riappropriarsi di quello che il destino in qualche maniera gli ha tolto, la sua carriera in F1, e per dimostrare al mondo tutto il suo talento, mettendo in mosta dal 2019 quello che aveva già iniziato a far vedere nei 4 anni dal 2007 al 2010 della sua prima avventura nel Circus Iridato.

Un punto di partenza, ma anche di arrivo per Robert che, malgrado tutte le enormi difficoltà e pareri avversi affontati in questi anni, ha già, ancor prima di calarsi dell'abitacolo della sua monoposto a Melbourne nel 2019, conseguito la sua vittoria più importante, tornare in F1 come pilota ufficiale:

Già solo essere tornato in griglia è per me il più grande risultato centrato nella mia vita, spero di essere da esempio per il team e di poter guidare la rinascita. Non vedo l’ora di tornare a correre”.

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Thu, 22 Nov 2018 21:48:54 +0000 https://www.formula1.it/news/6268/1/kubica-sembrava-impossibile-tornare-in-f1-ora-voglio-fare-bene http://www.formula1.it/admin/foto/kubica-sembrava-impossibile-tornare-in-f1-ora-voglio-fare-bene-6268-1.jpg
GP ABU DHABI - FERRARI SF71H: nei box c'è un'ala anteriore pensata per il 2019 https://www.formula1.it/news/6267/1/gp-abu-dhabi-ferrari-sf71h-nei-box-c-e-un-ala-anteriore-pensata-per-il-2019 Mentre Liberty Media e le squadre proseguono il confronto sui regolamenti post Patto della Concordia, ovvero dal 2021 in avanti, qualche mese fa la Formula 1 ha optato per portare in pista nella prossima stagione delle novità tecniche, principalmente aerodinamiche, che hanno l'obiettivo rendere più agevoli i sorpassi e nello stesso momento anche di ridurre i costi.
Le modifiche più importanti del pacchetto di regole riguarderanno le ali anteriori cosi che alcuni Team come Force India e Williams hanno già portato in pista nei test in Ungheria lo scorso luglio delle specifiche 2019 per validare quanto si stava progettando in galleria del vento. Le ali anteriori che vedremo in pista il prossimo anno saranno notevolmente più semplici rispetto a quelle molto complesse che abbiamo potuto ammirare nelle ultime stagioni. Partendo dagli endplate, nel 2019 non sarà più possibile inclinarli (nella parte terminale) oltre i 15°, cosi come saranno vietate le soffiature e i profili orizzontali/curvi che attualmente aiutano l'upwash del flusso. In termini di dimensione ci sarà un incremento in larghezza di circa l'11% passando dai 1800 mm della specifica 2018 ai ben 2000 mm di quella del prossimo anno, oltre a 25 mm in più in profondità. Tutto questo per compensare la perdita in termini di carico aerodinamico derivante dai minor profili permessi, 5 al massimo, e all'abbandono degli upper flap. Secondo la FIA la riduzione del carico aerodinamico andrà a rallentare le vetture mediamente di circa un secondo e mezzo dai tempi fatti segnare in questa stagione. RedBull non concorda, parlando già di livelli di carico della vettura 2019 molto simili a quelli della RB14: che sia una mossa per mettere pressione a Mercedes e Ferrari?

La Ferrari è arrivata ad Abu Dhabi, ultimo appuntamento della stagione, con un'ala anteriore pensata proprio per la vettura 2019. La specifica vista nei box del circuito di Yas Marina (nell'immagine sopra) non è una pienamente conforme al regolamento tecnico del prossimo anno ma servirà al Team italiano per ricavare dati nella zona degli endplate (eliminati gli upper flap e il deviatore esterno alla deriva esterna) e confrontarli con quelli uscenti dalle simulazione CFD e dalla galleria del vento che negli ultimi mesi ha creato qualche problema di troppo al Team di Maranello.

Ricordiamo che la prossima settimana, precisamente nelle giornate di martedì e mercoledì, la F1 scenderà nuovamente in pista per i "classici" test Pirelli di fine stagione dove i Team potranno testare i nuovi compound del costruttore italo cinese comparandoli, se necessario, a quelli della stagione in corso.

Autore: @smilextech

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Thu, 22 Nov 2018 17:52:30 +0000 https://www.formula1.it/news/6267/1/gp-abu-dhabi-ferrari-sf71h-nei-box-c-e-un-ala-anteriore-pensata-per-il-2019 http://www.formula1.it/admin/foto/gp-abu-dhabi-ferrari-sf71h-nei-box-c-e-un-ala-anteriore-pensata-per-il-2019-6267-2.jpg
I tre grandi addii di domenica prossima https://www.formula1.it/news/6266/1/i-tre-grandi-addii-di-domenica-prossima Domenica ad Abu Dhabi 3 grandi piloti saluteranno. Uno, Fernando Alonso, la F1, altri due, Raikkonen e Ricciardo, le squadre che li hanno resi forti e vincenti, con il finlandese che è ancora l’ultimo pilota ad aver vinto il titolo con la Ferrari

Fernando Alonso è il caso più clamoroso di incompiuto; forse il pilota con maggiore talento del dopo Schumacher, dopo 2 titoli mondiali conquistati con una vettura non irresistibile come la Renault, Fernando ha rincorso, per 12 anni, la macchina migliore, sbagliando sempre non tanto le scelte, quanto la tempistica, e il suo carattere non proprio accomodante di sicuro non lo ha aiutato. Prima alla McLaren Mercedes, dove non andava d’accordo con un giovane Lewis Hamilton, contratto subito rotto e di nuovo in Renault, che non andava, poi finalmente in Ferrari, contro l’irresistibile Red Bull dei 4 titoli consecutivi, infine, frustrato dagli “zero tituli” con la rossa, rompe di nuovo il contratto e accetta la scommessa della Mc Laren-Honda; sappiamo com’è finita. Poco tempismo, come minimo, e troppe lamentele, (i suoi “no-power” alla McLaren sono diventati leggendari, cosi come “abbiamo un motore da GP2” pronunciato proprio a casa della Honda nel 2015) sulle scarse prestazioni delle vetture. Potrebbe tornare già nel 2020, chissà. Intanto correrà in formula Indy, inseguirà la tripla corona; auguri

Kimi Raikkonen lascia la Ferrari, per la seconda e ultima volta, dopo 5 stagioni in verità non esaltanti, non solo per colpa sua: una macchina poco competitiva fino al 2016, e un pilota più giovane e motivato come Vettel (ma probabilmente non più forte), lo hanno di fatto ridotto al ruolo di seconda guida, costringendolo in più di una occasione a farsi da parte e lasciare passare il 4 volte campione del mondo. Spesso abulico, poco continuo, nel recente Gp del Texas ha finalmente tolto lo zero dalla casella delle vittorie nella sua seconda esperienza in rosso, ma questo non può bastargli, cosi come non è bastato alla scuderia, che ha finalmente deciso di puntare su un giovane motivatissimo come Leclerc (Vettel probabilmente non ne sarà contento..) che a Maranello sperano abbia lo stesso talento di Verstappen, magari senza i suoi eccessi. Di Iceman ci mancheranno i commenti secchi, la schiettezza e la lontananza dalle frasi fatte e dalla banalità; francamente, alla soglia dei 40 anni, fatichiamo a capire perché voglia ancora gareggiare con una vettura come l’Alfa-Sauber con la quale, al massimo, potrà arrivare nei primi 10: comunque, correrà ancora per una macchina quasi italiana…auguri

Daniel Ricciardo lascerà la Red Bull, che ha deciso di puntare tutto su Verstappen. Non lascerà invece la Renault, anzi andrà a correre per la casa madre. Da mesi separato in casa, il simpatico italo-australiano, uno dei più forti in circolazione, famoso per i suoi formidabili sorpassi “impossibili” in staccata, ha deciso che preferiva fare la prima guida in una scuderia attualmente non vincente, ma dal grande potenziale e che investe tantissimo nella F1 (anche se proprio ieri il presidente Ghosn è finito in carcere), piuttosto che vivere all’ombra del giovane olandesino in Red Bull, che a sua volta si separerà non solo da Ricciardo, ma anche dalla Renault, che se ne andranno quindi a braccetto, montando i motori Honda. Vincitore di 7 gran premi, tutti in Red Bull, Ricciardo per ora sembra ripercorrere le orme di Alonso; arrivato nella scuderia anglo-austriaca troppo tardi, quando ormai il suo dominio era ormai alla fine e cominciava quello della Mercedes, gli auguriamo che non se ne vada dalla Red Bull quando ricominciasse a vincere...auguri anche a lui

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Wed, 21 Nov 2018 11:14:01 +0000 https://www.formula1.it/news/6266/1/i-tre-grandi-addii-di-domenica-prossima http://www.formula1.it/admin/foto/i-tre-grandi-addii-di-domenica-prossima-6266-1.jpg
Robert Kubica torna in F1 https://www.formula1.it/news/6265/1/robert-kubica-torna-in-f1 Manca solo l’annuncio ufficiale, ma la notizia è ormai certa; Robert Kubica tornerà nel 2019 a guidare una monoposto di F1, e non più da terzo pilota per i test, ma da titolare. La Williams ha infatti deciso di affidare a lui, insieme al debuttante George Russell, le due vetture che saranno al via del prossimo campionato.

Il pilota polacco, che nel 2019 compirà 34 anni, non si schiera al via di una gara di F1 dal Gp di Abu Dhabi del 2010, corso con la Renault; nel febbraio 2011 subì un gravissimo incidente in una competizione rallystica ad Andora, dove rischiò l’amputazione del braccio destro. Da allora, tanta riabilitazione, tanti tentativi di rientrare, tante gare nei rally (campione del mondo 2013 con la Citroen nella categoria WRC-2). Ora, a 8 anni di distanza, il suo grande momento è finalmente arrivato. E’ una bella favola a lieto fine, quella di Robert, una favola che ricorda quella di Alex Zanardi; pilota di grande talento, che nel 2012 sarebbe dovuto passare alla Ferrari insieme a Fernando Alonso, vanta 12 podi in 76 gare in F1, impreziositi dalla vittoria in Canada 2008, risultati questi ottenuti con vetture non certo irresistibili, come la BMW Sauber e la Renault. Probabilmente non potrà puntare subito alla vittoria, ma adesso questo non conta; quello che importa è che Robert sia tornato a far parte del circus della F1, e tutti gli appassionati non possono che accoglierlo con un caloroso abbraccio e un ben tornato; e comunque, se Raikkonen a 40 anni si rimette in gioco con la Sauber, se Fernando Alonso corre fino a 38 con una McLaren inguidabile, anche lui avrà ancora le sue chances.

Ben tornato Robert!

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Wed, 21 Nov 2018 10:47:51 +0000 https://www.formula1.it/news/6265/1/robert-kubica-torna-in-f1 http://www.formula1.it/admin/foto/robert-kubica-torna-in-f1-6265-1.jpg
Cosa resta di Interlagos https://www.formula1.it/news/6264/1/cosa-resta-di-interlagos Alcune considerazioni a latere del GP del Brasile

  1. Al netto della manovra di Ocon, incomprensibile più che scorretta in sé (perché un doppiato deve tirare una staccata al limite sul leader della gara, solo per sdoppiarsi?), e delle teorie su un possibile piano Mercedes, di cui la Force India è una specie di team-B, per danneggiare Verstappen, resta la poca lungimiranza dell’olandese, che non si aspettava la manovra di Ocon ma all’uscita della curva 2 non poteva non vederlo; sei in testa, stai largo e fallo passare…
     
  2. E’ ormai acclarato che la Mercedes, senza i coprimozzi forati, ha avuto per tutta la stagione grossi problemi in gara con le temperature delle gomme, e questo accorgimento, legale o illegale che fosse, ha consentito a Hamilton di vincere le 4 gare consecutive (Monza, Singapore, Russia e Giappone) che gli hanno di fatto consegnato il titolo. D’altra parte, la Ferrari ha utilizzato, fino a Monza, il doppio sensore per la batteria, che garantiva maggiore trazione e maggiore velocità di punta. Anche questo sistema, che non è comunque bastato alla rossa per accumulare un consistente vantaggio in classifica, soprattutto per gli errori di Vettel, pur non essendo mai stato messo ufficialmente sotto investigazione, è stato ad un certo punto eliminato dalla Ferrari, cosi come la Mercedes ha riempito, di sua volontà, i coprimozzi; evidentemente entrambe pensavano che questi due strumenti fossero alla limite della legalità. La domanda è; considerate le prestazioni della Red Bull, specie nel finale di stagione, se Ferrari e Mercedes non avessero utilizzato tali accorgimenti fin dall’inizio, le classifiche finali del campionato potevano essere diverse?
     
  3. Il buon finale di stagione di Raikkonen non deve suscitare rimpianti a Maranello e tra i tifosi della rossa; la scelta di Leclerc, come dimostra anche la gara di ieri, è senz’altro giusta. Il pilota monegasco, che ha conquistato quest’anno 33 punti contro i 9 del compagno di squadra Ericsson, non solo non farà rimpiangere il finlandese, ma se Vettel è quello visto quest’anno, potrebbe anche rendergli la vita difficile
     
  4. Nel campionato degli altri, anche in Brasile il team ufficiale Renault ha deluso, con Hulkenberg ritirato e Sainz solo dodicesimo e doppiato. Quarta nella classifica costruttori solo grazie al cambio di proprietà della Force-India, nonostante ingenti investimenti, punto debole della Red Bull sempre in difetto di potenza rispetto a Mercedes e Ferrari, e alle prese con frequenti problemi di affidabilità, (tanto è vero che l’anno prossimo il team austriaco monterà il motore Honda, scelta anche questa alquanto rischiosa) la casa francese non ha finora rispettato le attese. L’arrivo di Ricciardo per il 2019 costituisce senza dubbio un valore aggiunto per la casa madre ma, considerato che in questo sport non si recuperano secondi distacco in pochi mesi, è difficile pensare che il pilota australiano possa lottare per vincere, almeno in tempi brevi
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Mon, 12 Nov 2018 17:41:31 +0000 https://www.formula1.it/news/6264/1/cosa-resta-di-interlagos http://www.formula1.it/admin/foto/cosa-resta-di-interlagos-6264-1.jpg
Hamilton vince in Brasile, Verstappen rapinato da Ocon, Ferrari in ombra https://www.formula1.it/news/6263/1/hamilton-vince-in-brasile-verstappen-rapinato-da-ocon-ferrari-in-ombra- No, non è stato Lewis Hamilton a vincere il Gran Premio del Brasile, è stato Max Verstappen a perderlo, o meglio gli è stata rapinata la vittoria in terra Paulista.

È l'Olandese della Red Bull il vincitore morale del Gran Premio di Interlagos, poiché era in testa alla gara e in fuga, fino al momento della folle e incomprensibile manovra di Esteban Ocon, che era doppiato e ha tentato un sorpasso al limite per sdoppiarsi sul leader, allungando la staccata e entrando in collisione con Max.

Una gara meritata dall'Olandese che sin dai primi giri aveva chiarito le sue intenzioni, sorpassando le due Ferrari, poi Bottas e infine Hamilton dopo una caccia sfrenata al Britannico, che non è sfumata per suoi errori ma per cause di errori altrui, che hanno fatto uscire fuori di testa Max che, giustamente va detto, a fine della gara è quasi venuto alle mani con il pilota della Force India, reo non solo di aver distrutto la gara del pilota di Chris Horner, ma anche di andare a reclamare la ragione in un episodio nel quale era doppiato e chiamato alla massima cautela e attenzione.

Mors tua (di Max Verstappen), vita mea, di Lewis Hamilton, che come sempre si è fatto trovare pronto nei momenti di bisogno, dato che dopo aver perso la leadership della gara dal figlio di Jos Verstappen, si è tenuto quanto più vicino possibile alla Red Bull numero 33, sfruttando al massimo il crash di Max con Ocon, riprendendosi la testa della gara con un gap di sicurezza di cinque secondi, gestiti fino alla fine.

Alle spalle dei primi due, Kimi Raikkonen, salvatore della giornata Ferrari, che è oggettivamente apparsa in crisi prestazionale e di gomme, non mettendo in mostra la velocità proclamata sin dal Venerdì, e non facendo funzionare la strategia differenziata rispetto ai rivali, che sembrava poter fare la differenza.

Una Rossa opaca dunque, che si è affidata al partente Kimi per giocarsi il podio, a fronte di un Sebastian Vettel non in giornata, costantemente più lento del team mate e anche di Valtteri Bottas, in gara con lui, inoltre alle prese con dei probemi ad un sensore sulla sua SF71-H.

Un Vettel in crisi ancora una volta, che pone altri punti di domanda sulla sua tenuta psicologica e sulla sua effettiva validità all'interno del team, che solo con un 2019 vincente e nel quale terrà a bada Leclerc potrà mettere a tacere le troppe, ma non così infondate voci, sul suo conto.

Davanti a Vettel si è piazzato Valtteri Bottas, l'altro deluso di giornata che ancora una volta ha accusato un grande gap dal ben più veloce team mate, forse affondato dalle voci di un Ocon al suo posto nel 2020.
Voci che però dovrebbero portarlo non ad una crisi profonda, ma dovrebbero spingerlo a far bene per trovare un'alternativa a Mercedes in caso di una sua sostituzione.

Benissimo Daniel Ricciardo che ha chiuso in quarta posizione, molto molto vicino a Kimi Raikkonen, cioè al podio, il che è un gran bel risultato considerando la sua penalità che lo ha costretto a scattare dalla casella numero 11, facendo vedere ancora una volta che, quando arriva al traguardo è sempre capace di grandi prestazioni.

Bel risultato per Charles Leclerc, che ha chiuso 7°, dando ancora una volta prova del suo talento e della sua velocità, rassicurando la Ferrari in ottica futura.
Grosso dispiacere invece per l'altro pilota Alfa-Saueber, Marcus Ericsson, che dopo un'ottima qualifica è stato costretto al ritiro a causa dei molti problemi accusati sulla sua monoposto già da prima del via.

Bello, nel complesso il Gran Premio del Brasile che, non tanto per il risultato, ha riportato i veri appassionati di F1, agli anni ruggenti, veri, duri e puri, fornendo per la prima volta dopo tanti tanti anni, un vero confronto tra piloti, old style appunto, cioè quello tra Max Verstappen ed Esteban Ocon, simile a quello tra Nelson Piquet ed Eliseo Salazar ad Hockenheim nel 1982, non proprio un esempio di sportività, ma un raggio di sole in una F1 troppo poco "vera", passione e impulsiva, nel rapporto tra piloti, ma caratterizzata dal politically correct e filtrata da troppe regole e membri dei team.

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Mon, 12 Nov 2018 14:54:06 +0000 https://www.formula1.it/news/6263/1/hamilton-vince-in-brasile-verstappen-rapinato-da-ocon-ferrari-in-ombra- http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-vince-in-brasile-rapinato-verstappen-ferrari-in-ombra--6263-1.jpg
Alonso, assalto alla Tripla Corona, sarà a Indianapolis nel 2019 https://www.formula1.it/news/6262/1/alonso-assalto-alla-tripla-corona-sara-a-indianapolis-nel-2019 Fernando Alonso sarà al via della 500 Miglia di Indianapolis nel 2019, nell'edizione 103 della classicissima dell'Indiana.

È la notizia destinata ad occupare tutte le prime pagine dei giornali nella domenica del Gran Premio del Brasile, superando come risonanza la pole di Lewis Hamilton.

Notizia roboante ma attesa da molto tempo, sin dallo scorso mese di Agosto quando Alonso aveva annunciato al Mondo la sua volontà di non proseguire la sua avventura in Formula Uno.

In molti si sono interrogati in questi mesi sulla possbile destinazione dell'Asturiano, ma alla fine ha prevalso la sua volontà di mettre mano alla Triple Crown (24 Ore di Le Mans, Gran Premio di Monaco e Indy500), che ha per due terzi conquistato, e che ha sfiorato nel 2017 quando era in testa alla gara ma fu tradito dal motore Honda a pochi giri dalla bandiera a scacchi.

Un'annuncio che è arrivato dunque non immediatamente dopo la news del ritiro dal Circus Iridato del due volte Campione del Mondo, per vari motivi legati e alle sue presenze nelle categoria Indycar e alle modalità.

Alonso infatti, disputerà solamente la gara ad Indianapolis, e non tutto il campionato come preventivato all'inzio, e gareggerà con il team McLaren, che sarà ufficiale e non appoggiato al team Andretti Autosport come nel 2017, poiché il team di Micheal Andretti monta dei motori Honda, che sembra non essere intenzionata a motorizzare l'asso Spagnolo dopo tutte le brutte parole spese da Fernando quando la casa nipponica era fornitore di Power Unit della Mclaren in F1.

Non si sa dunque con quale propulsore Fer correrà il prossimo 26 Maggio, ma la scelta è limitata a sole due opzioni, Honda e Chevrolet.

Chiara invece la decisone di metterlo in pista solo per quella gara da parte della Mclaren, dovuta a motivi economici, visto che la Mclaren prima di investire in altri programmi extra F1, dovrà prima raddrizzare il team ufficiale, e dal punto di vista tecnico e dal punto di vista economico (la mancanza di sponsor sulla vettura ha senza dubbio ripercussioni sul budget del team).

Per questo Alonso sarà solo ad Indy500 nel 2019, probabilmente finanziato da Latifi, il papà di Nicholas Latifi, pilota di F2, entrato come azionista nel team di Woking lo scorso Maggio proprio per dare un contributo alla realizzazione del progetto Indycar.

Dunque, come si dice, "Si chiude una porta, si apre un portone".È quello che si augurano tutti gli appassionati di F1 per Fernando Alonso, che dopo aver chiuso la porta, la sua avventura in F1, dove senza dubbio sarà ricordato come uno dei piloti più forti, potrebbe aprire un portone alla sua carriera vincendo in America, a Indianapolis, collezionando l'ultimo tassello delle Tripla Corona che, se conseguita, lo proietterebbe direttamente nella leggenda, dal momento che fin'ora questa impresa è riuscita solo ad un uomo nella storia, Graham Hill.

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Sun, 11 Nov 2018 11:44:33 +0000 https://www.formula1.it/news/6262/1/alonso-assalto-alla-tripla-corona-sara-a-indianapolis-nel-2019 http://www.formula1.it/admin/foto/alonso-assalto-alla-tripla-corona-sara-a-indianapolis-nel-2019-6262-2.jpg
GP BRASILE - FERRARI SF71H: continua il lavoro in vista del 2019 https://www.formula1.it/news/6259/1/gp-brasile-ferrari-sf71h-continua-il-lavoro-in-vista-del-2019 In questo fine settimana Ferrari ha continuato a lavorare in ottica 2019 provando nuovamente, nella prima parte della prove libere 1 con entrambi i piloti, il fondo dotato dei generatori di vortice che era stato portato in pista ad Austin. Per via dell’importante cambio regolamentare all'ala anteriore del prossimo anno sarà sempre più difficile sfruttare al meglio l'assetto rake e per questo, gli ingegneri della Rossa, stanno studiando soluzioni alternative per cercare di sigillare il fondo nella parte terminale.

Nelle prove effettuate nei due precedenti GP erano state riscontrate delle differenze con i dati uscenti dal CFD e in galleria del vento e per questo in Brasile la raccolta dati è stata ulteriormente raffinata grazie all’installazione di una telecamera nella parte bassa delle fiancate che ha permesso di raccogliere informazioni in tempo reale sull'andamento dei flussi.

Foto @AlbertFabrega

Oltre a ciò, sono stati montati dei sensori di pressione all'interno del cofano motore e questo test è sicuramente stato fatto per raccogliere dati in ottica 2019 dove la Ferrari, secondo indiscrezioni raccolte da FUnoAnalisiTecnica, andrà ad utilizzare dei radiatori innovativi, sagomati, che andranno a seguire al meglio le linee della carrozzeria per rendere ancora più compatto il raffreddamento della vettura italiana 2019 e di consulenza le pance; una soluzione innovativa per la Formula 1 ma che viene già utilizzata sulle moto.

Foto @AlbertFabrega

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Sun, 11 Nov 2018 09:48:07 +0000 https://www.formula1.it/news/6259/1/gp-brasile-ferrari-sf71h-continua-il-lavoro-in-vista-del-2019 http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-ferrari-sf71h-continua-il-lavoro-in-vista-del-2019-6259-1.jpg
GP BRASILE - ANALISI QUALIFICHE: a Hamilton la pole, alla Ferrari la mossa per vincere il Gp https://www.formula1.it/news/6258/1/gp-brasile-analisi-qualifiche-a-hamilton-la-pole-alla-ferrari-la-mossa-per-vincere-il-gp 100esima Pole Position Mercedes grazie, come al solito, ad un Lewis Hamilton perfetto anche in Brasile che è riuscito a battere di pochissimi centesimi di secondo la positiva Ferrari SF71H di Sebastian Vettel. Il cinque volte campione del mondo non era stato il più veloce nel Q1 e nel Q2 ma, nel momento decisivo, è riuscito a portare la sua Mercedes W09 in prima posizione.
Molto positiva comunque la prestazione della Ferrari che, anche sfruttando una diversa strategia di gomme (partirà con pneumatici Soft) rispetto a Mercedes, rimane la favorita per la vittoria nella gara (asciutta) di domani. Diventerà fondamentale la partenza, con Vettel che dovrà cercare di proteggere la posizione su Bottas visto che il pilota finlandese potrà sfruttare al via degli pneumatici più prestazionali (SuperSoft).

 

Positiva, secondo noi, anche la prova di entrambe le Red Bull su un tracciato dove la potenza della Power Unit è molto impostante; entrambe le RB14 sono infatti riuscite a qualificarsi con un gap inferiore al mezzo secondo nei confronti del poleman. Ricordiamo che Ricciardo, nonostante il sesto posto, scatterà al via dall'undicesima posizione a causa della sostituzione del gruppo turbocompressore che gli è costata una penalità di 5 posizioni al via.
 

GP BRASILE: Qualche problema alla Power Unit per Hamilton nelle FP3

Nella giornata odierna Lewis Hamilton ha sofferto di alcuni problemi alla Power Unit: lo sfogo dell’olio non era stato infatti posizionato correttamente, andando a creare delle fumate azzurre in alcuni punti della pista poiché il lubrificante finiva sugli scarichi molto caldi.

 

In quest’area c’è stato un importante cambiamento regolamentare proprio in questa stagione in quanto è stato ammesso un solo serbatoio dell'olio vietando l’utilizzo di valvole attive di controllo tra il basamento e l'aspirazione del motore. Per evitare che i team portassero olio vaporizzato nel plenum di aspirazione, la FIA ha deciso che l’olio presente nel basamento nelle Power Unit 2018 dove essere sfiatato obbligatoriamente in atmosfera.
 

GP BRASILE: Ferrari scatterà al via con le Soft, la mossa vincente per il GP?

Il Q2 di queste qualifiche è stato davvero molto concitato a causa della pioggia leggera che ha sconvolto le strategie che i team avevano pianificato prima delle qualifiche. L’unico team che ha corso dei rischi, alla fine ben premiati, è stata la Ferrari che inizialmente era scesa in pista con le SuperSoft per poi passare alle Soft nel giro di riscaldamento. Una Ferrari perfetta che ha giocato sul timing riuscendo a far segnare un giro ottimo con le “gialle” che domani sfrutterà al via con una mossa che potrebbe diventare determinante per la gara di domani.

 

 

Mercedes e Red Bull, invece, non hanno corso nessun rischio montando le SuperSoft e ottenendo il tempo che gli è valso la qualificazione. Successivamente, sia Verstappen che le due Mercedes hanno calzato le "gialle", non riuscendo però a migliorare il loro tempo costringendoli a partire al via con le più problematiche SuperSoft. I Team, come evidenziato nell'analisi di ieri, avrebbero preferito utilizzare le Soft al via perché questo compound si è rivelato più veloce e costante rispetto alle SuperSoft.

 

GP BRASILE: Hamilton ottiene la sua decima pole position stagionale

Hamilton, a differenza di Vettel e Raikkonen, ha migliorato in entrambi i suoi tentativi mentre i piloti della Rossa hanno ottenuto il proprio best lap nel primo tentativo. Un Hamilton che è riuscito a far la differenza nel settore centrale, facendo segnare un crono di 165 millesimi migliore rispetto al pilota tedesco della Ferrari che nel secondo tentativo ha commesso però un piccolo errore. Tutti i top 4 non hanno realizzato il proprio giro perfetto, infatti, analizzando l’ideal lap possiamo notare che ci poteva essere miglioramenti di circa 1 decimo di secondo.

Se osserviamo le prestazioni della Red Bull possiamo notare che più di due terzi del gap è stato rimediato nei settori veloci mentre in quello guidato i tempi sono stati vicini a quelli ottenuti da Hamilton e leggermente migliori rispetto a quelli della Ferrari.

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Sun, 11 Nov 2018 09:26:02 +0000 https://www.formula1.it/news/6258/1/gp-brasile-analisi-qualifiche-a-hamilton-la-pole-alla-ferrari-la-mossa-per-vincere-il-gp http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-analisi-qualifiche-a-hamilton-la-pole-alla-ferrari-la-mossa-per-vincere-il-gp-6258-1.jpg
Hamilton si prende la pole nella qualifica delle assurdità, secondo Vettel https://www.formula1.it/news/6257/1/hamilton-si-prende-la-pole-nella-qualifica-delle-assurdita-secondo-vettel Lewis Hamilton è il poleman del Gran Premio del Brasile, seguito da Sebastian Vettel e Valtteri Bottas.

Una magia ancora una volta del pilota Ingelse ha permesso al team Mercedes di partire dalla prima casella, e di festeggiare la pole numero 100 della sua storia, e che non permette alla Ferrari di concretizzare il buon potenziale messo in mosta per tutto il weekend.

Nel Q3, caratterizzato dell'incertezza del meteo, Seb Vettel non ha estratto il massimo dalla sua SF71-H, chiudendo in seconda piazza, accusando un gap di meno di un decimo dal campione del Mondo in carica.

Terzo posto per Valtteri Bottas, seguito da Kimi Raikkonen e dalle due Red Bull, veloci ma distanti dai due top team.

Nota di merito però per il muretto box Ferrari che, nel caos meteorologico del Q2 ha avuto la freddezza di realizzare la strategia preventiva con i due piloti, montando sulle due auto delle gomme Soft al post delle Supersoft montate in un primo momento da tutti i team a causa del rischio pioggia.

Strategia che, in caso di gara asciutta e con i valori emersi nelle prove libere, dovrebbe favorire le due Rosse, che potranno allungare il primo stint di gara, per avere poi flessibilità nella seconda parte, quando potrà mettere delle Supersoft per attaccare, o delle Medie in caso di elevato degrado gomme.

Qualifica costellata, purtroppo, di assurdità da parte della FIA, in quanto non ha penalizzato (decisione opinabile dati i precedenti penalizzati, ma alla fine accettabile) Lewis Hamilton per impedimento nei confronti di Kimi Raikkonen prima e di Sergey Sirotkin poi, non aprendo neppure un'investigazione ufficiale.

Ma l'assurdità maggiore risiede nell'nvestigazione mossa ai danni di Sebastian Vettel, accusato di non aver spento la vettura quanto è stato chiamato al peso (in una fase concitatisisma del Q2), e di aver danneggiato delle attrezzature FIA (un birillo di plastica o lo scivolo in metallo delle bilance) in fase di ripartenza.

Un grave atto, quello della Federazione Internazionale, che a questo punto ribadisce quanto dichiarato in settimana da Gene Haas, che ha dichiarato la presenza di due pesi e due misure quando ci si trova a giudicare la Mercedes.

Oggi dunque, si va a sublimare un periodo di grosse lacune e ombre sull'operato dell'organo di governo della F1, che si somma alla mancanza, inaccettabile, di personale atto a giudicare i cerchi Mercedes in Messico, non fornendo un giudizio univoco.

Una situazione che potenzialmente potrebbe far gridare allo scandalo in caso di penalizzazione di Vettel, dalla quale gli uomini di Jean Todt potrebbero uscire solo non penalizzando Vettel, anche in virtù della mancata sanzione di Hamilton per un episodio (anzi due) ben più grave, onde evitare di avere pesantissime conseguenze sulla credibilità dello sport.

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Sat, 10 Nov 2018 21:05:12 +0000 https://www.formula1.it/news/6257/1/hamilton-si-prende-la-pole-nella-qualifica-delle-assurdita-secondo-vettel http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-si-prende-la-pole-nella-qualifica-dell-assurdo-in-brasile-poi-vettel-6257-1.jpg
GP BRASILE - MERCEDES W09: cerchioni forati ed ala posteriore a cucchiaio https://www.formula1.it/news/6260/1/gp-brasile-mercedes-w09-cerchioni-forati-ed-ala-posteriore-a-cucchiaio In casa Mercedes, come dimostrato dalle foto dell'amico Albert Fabrega, durante le prove libere di ieri hanno utilizzato i tanto discussi cerchioni "forati" che il team anglo-tedesco aveva portato in pista a partire da Spa per cercare di limitare i problemi di surriscaldamento delle posteriori che avevano messo molto spesso in difficoltà Hamilton e Bottas nella prima parte di stagione.

Foto Albert Fabrega

Ricordiamo ancora una volta che, questa soluzione tecnica è stata dichiarata regolare dalla Federazione tecnica e Mercedes la sta utilizzando su certi circuiti mentre su altri no. Ne è un esempio il Gp del Messico dove, entrambe le W09, hanno girato con i fori chiusi e i problemi avuti sulle gomme non sono stati dovuti da questa scelta in quanto il graining accusato da Bottas ed Hamilton si verifica quando le gomme sono troppo fredde. Se Mercedes avesse scelto di girare con i cerchioni forati avrebbe avuto ancora più problemi agli pneumatici visto che, come ricordato sopra, servono per incrementare lo smaltimento di calore. A livello di setup aerodinamico, il team anglo-tedesco si è presentato anche durante le FP1 con due diverse ali posteriori. Hamilton ha utilizzato quella a cucchiaio mentre Bottas ha girato con un'ala da maggior carico dotata del profilo principale "dritto".

La soluzione utilizzata da Hamilton andava a privilegiare il primo e terzo settore che sono quelli più veloci mentre, quella di Bottas era più adatta al tratto centrale che è quello più guidato. Dopo aver raccolto e analizzato i dati, entrambi i piloti sono scesi in pista durante le prove Libere 2 con l'ala posteriore a cucchiaio.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Sat, 10 Nov 2018 09:51:09 +0000 https://www.formula1.it/news/6260/1/gp-brasile-mercedes-w09-cerchioni-forati-ed-ala-posteriore-a-cucchiaio http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-mercedes-w09-cerchioni-forati-ed-ala-posteriore-a-cucchiaio-6260-1.jpg
Raikkonen, in prova non eravamo veloci ma con il lavoro arriveremo https://www.formula1.it/news/6256/1/raikkonen-in-prova-non-eravamo-veloci-ma-con-il-lavoro-arriveremo Un venerdì normale, è la frase, ormai marchio di fabbrica di Kimi Raikkonen, che viene ripetuta ininterrottamente dal finlandese da anni, ogni venerdì di gara, davati a tutti i microfoni dei vari media dei diversi paesi, finalizzata a non creare false aspettative in caso di giornata positiva in pista, ne tantomeno drammi in csso di giornata non buona.

Anche oggi, come da previsione, il campione del Mondo 2007 non si è sottratto ral pronunciare la sua celebre frase post prove libere, commentando poi brevemente la giornata, che di certo non è stata per lui una delle migliori:

Oggi è venerdì e spesso il venerdì fatichiamo un po’. Ci sono circuiti in cui andiamo meglio ed altri meno ma fa parte del gioco. Abbiamo apportato qualche cambiamento, vedremo dove saremo quando ne apporteremo degli altri“.

Giornata non buona, per Iceman quella di oggi a San Paolo, considerando che ha accusato un gap di più di mezzo secondo dalle due Mercedes, in prima e seconda posizione, ma anche da Sebastian Vettel che era a meno di un decimo dai due piloti di Toto Wolff.

Un problema dunque più suo, di feeling con la con la pista o con il set-up delle monoposto, che della vettura, dato che come detto la terza piazza di Seb fa ben sperare per la qualifica e la gara.
Kimi invece non è apparso molto consistente sul giro secco, cosi come sul passo gara, nel quale però ha ridotto il gap dal team mate.

Gap ridotto dal pilota tedesco, quello del finnico, che però come il compagno di team ha denunciato non pochi problemi nella gestione delle gomme, dato che sulle SF71-H era molto evidente il blistering sulle gomme posteriori.

Parecchio lavoro da fare, come sempre, per i tecnici della Rossa, che nella notte dovranno in primis eliminare, o comunque ridurre al minimo il fenomeno del blistering sulle due macchine, e dovranno poi far di tutto per limare ogni singolo decimo possibile per mettere i due alfieri del Cavallino nelle condizioni di essere davanti ai due piloti Mercedes, e per ben figurare in Brasile, e per tenere aperta la questione mondiale costruttori.

Proprio al lavoro di affinamento delle monoposto sono state indirizzate le ultime, brevissime, battute dell'intervista di Kimi Raikkonen subito dopo essere sceso dalla sua Ferrari:

Ogni pista è difficile quando devi cercare gli ultimi decimi che fanno la differenza”

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Sat, 10 Nov 2018 08:54:48 +0000 https://www.formula1.it/news/6256/1/raikkonen-in-prova-non-eravamo-veloci-ma-con-il-lavoro-arriveremo http://www.formula1.it/admin/foto/raikkonen-in-prova-non-eravamo-veloci-ma-con-il-lavoro-arriveremo-6256-1.jpg
Ricciardo, peccato per l'ennesima penalità, in gara mi divertirò https://www.formula1.it/news/6255/1/ricciardo-peccato-per-l-ennesima-penalita-in-gara-mi-divertiro- Piove sul bagnato in casa Red Bull, anzi in casa Daniel Ricciardo.
Non si ferma infatti il momento no del pilota di Pearth, che dopo il ritiro a Città del Messico, e i vari già collezionati nel corso della stagione, a San Paolo, per il Gran Premio del Brasile, subirà l'ennesima penalità annuale, dovuta alla sostituzione del turbocompressore sulla sua auto.

Una decisione che non sembra turbare il sempre sorridente pilota di Chris Horner, che è già preparato a questo tipo di news, dato che le ha ricevute più e più volte nelle 19 gare fin'ora disputate:

La squadra mi ha chiamato la settimana scorsa per avvertirmi del problema che avremmo avuto qui in Brasile. Come notizia non è buona, ma va così quest’anno, va bene. Saranno 5 posizioni, il mio obiettivo in qualifica è spingere come in Messico, poi vedremo per la gara”.

Penalità alle quali Daniel ha ormai fatto l'abitudine, dato che sono già svariate le volte in cui è stato costretto partire con degli handicap dovuti alla sostituzione di alcuni elementi della sua Power Unit.

Penalità dovuta al cambio del turbo sulla Red Bull numero 3, causata dall'intervento di un commissario di pista in Messico che, dopo aver visto del fumo fuoriuscire dalla vettura di Daniel (dovuto alla rottura della frizione), ha azionato un estintore per domare le fiammme, immettendo il liquido nello scarico della RB13, che arrivando al turbo ne ha causato la rottura totale.

Qualifica che, anche se chiusa in pole position costringerà l'Autraliano a scattare dalla sesta piazza, ma molto probabilmente, il prossimo pilota Renault, scatterà tra la decima e la dodicesima piazza, conducendo una gara totalmente all'attacco.

Attacco che, stando ai verdetti delle prime due sessioni di prove libere potrebbe essere possibile, in quanto la Red Bull si è dimostrata più performante del previsto ad Interlagos, e ciò metterà i due piloti nelle condizioni di poter, se la vettura farà un altro step in avanti, di lottare con almeno una vettura dei top team, riservandosi giudice del Mondiale costruttori, ancora matematicamente aperto.

Dunque, proprio sulla buone sensazioni ricavate dalla monoposto, si sono focalizzate le ultime dichiarazioni di Daniel Ricciardo al termine dellw FP2:

“L’auto questo pomeriggio l’ho sentita bene. Siamo lì sul long run. Soft in Q2? Può darsi, io voglio provare qualcosa di diverso dai primi cinque. Anche la gomma media so che Bottas l’ha provata oggi pomeriggio e ho sentito che non era male quindi c’è una possibilità per usare tutte e tre le gomme in gara e variare un po’ per quanto concerne la strategia”.

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Fri, 9 Nov 2018 22:06:06 +0000 https://www.formula1.it/news/6255/1/ricciardo-peccato-per-l-ennesima-penalita-in-gara-mi-divertiro- http://www.formula1.it/admin/foto/ricciardo-peccato-per-l-ennesima-penalita-in-gara-mi-divertiro--6255-1.jpg
GP BRASILE - ANALISI PROVE LIBERE: Vettel molto veloce nella simulazione di gara https://www.formula1.it/news/6261/1/gp-brasile-analisi-prove-libere-vettel-molto-veloce-nella-simulazione-di-gara Mercedes è stata la vettura più veloce nella seconda sessione di libere con Bottas che è riuscito a precedere Hamilton di soli 3 millesimi di secondo. Positiva la prestazione di Vettel che, a parità di gomma, ha ottenuto il terzo tempo staccato da leader di soli 73 millesimi. Più staccate le due Red Bull con Ricciardo che è riuscito a precedere Verstappen il quale è riuscito a mettersi alle spalle un opaco Raikkonen.

Il fine settima per la Red Bull non è cominciato nel migliore dei modi visto che Ricciardo dovrà scontare una penalizzazione in griglia di 5 posizioni per la sostituzione del gruppo turbocompressore. Problemi anche per Verstappen che nella seconda sessione di libere è rimasto ai box per oltre 45 minuti per un problema alla pompa nel serbatoio dell'olio che è emerso durante la messa in moto.

 

GP BRASILE - SIMULAZIONE QUALIFICA: Mercedes è veloce ma la Ferrari di Vettel è molto vicina

Se andiamo ad analizzare entrambe le simulazioni di qualifica possiamo notare una Mercedes molto veloce ma la Ferrari, specialmente con la gomma "rossa", è molto vicina alle prestazioni del team anglo-tedesco.

Se ci focalizziamo nel secondo run, effettuato da tutti i top driver con le gomme super soft, possiamo notare che Bottas è stato più veloce di Hamilton esclusivamente nel secondo settore. Hamilton, pur avendo ottenuto i migliori parziali nel primo e nel terzo settore, non è riuscito a realizzare la miglior prestazione a causa di una piccola sbavatura in curva 10 che gli ha fatto perdere centesimi preziosi. Vettel, su una pista che ben si adatta alla caratteristiche della SF71H, è stato competitivo in tutti i settori pur dando l'impressione di guidare una Rossa molto giù di cavalli rispetto a Mercedes. Questo fattore lascia ben sperare per le qualifiche di oggi quando andranno ad utilizzare la Power Unit al massimo potenziale. Raikkonen non è sembrato avere la velocità di Vettel anche se va considerato, come potete osservare dall’Ideal lap, che il pilota finlandese poteva migliorare il suo best time di oltre 2 decimi. RedBull non sembra avere il potenziale per lottare per la pole position in quanto il gap che vanno ad accusare nel primo e nel terzo settore è molto elevato. In qualifica il ritardo che andranno ad accusare nei tratti dove conta la potenza della Power Unit andrà sicuramente ad aumentare e, pur essendo veloci nel tratto misto, non riusciranno sicuramente a colmare il distacco che andranno ad accusare nel primo e nel terzo settore.

 

GP BRASILE – SIMULAZIONE DI GARA: Vettel molto veloce nonostante il blister

Nella simulazione di gara i top team hanno differenziato il lavoro tra i piloti ad accezione della Red Bull. Ferrari ha iniziato i suoi long run con Vettel che montava le gomme soft mentre Raikkonen si è focalizzato sulle Super Soft. La stessa scelta è stata fatta dalla Mercedes che ha iniziato la sua simulazione di gara con le gomme supersoft sulla vettura di Bottas mentre Hamilton ha utilizzato le soft.

Se confrontiamo i long run di Vettel e Hamilton possiamo notare che la Rossa è stata nettamente più veloce anche se, nella parte terminale dello stint del pilota tedesco, è comparso del blister sulle gomme posteriori. Blister che ha portato un leggero aumento dei tempi ma non c'è stato un importante decadimento prestazionale. Hamilton, invece, è sembrato non spingere eccessivamente soprattutto all'inizio della simulazione di gara e questo ha permesso al pilota inglese di girare sempre su tempi piuttosto costanti ottenendo il suo miglior tempo nell'ultimo giro prima di rientrare ai box. Nella seconda parte della simulazione, Hamilton con le super soft è stato molto veloce ma lo stint realizzato dal pilota cinque volte campione del mondo non è stato lunghissimo. Molto positivo il passo di Bottas con gomme medie che, a parità di gomma, è stato più rapido di Raikkonen di circa 3 decimi. Positivo, specialmente nella parte iniziale, il long run di Vettel che, nella parte terminale, ha accusato nuovamente problemi sulle gomme posteriori che hanno comportato un leggero aumento dei tempi sul giro.

 

GP BRASILE: lotta per la pole position tra Mercedes e Ferrari

Nella giornata odierna sarà lotta tra Mercedes e Ferrari per la pole position con Red Bull che ricoprirà il ruolo di terzo incomodo. Sarà interessante capire con quali gomme si qualificheranno in Q2 i top team. Non è escluso l'utilizzo delle soft su almeno una delle due Ferrari e la stessa cosa potrebbe essere fatta anche dalla Mercedes. Non sembra avere di questi problemi la Red Bull che non ha accusato nessun tipo di problema sugli pneumatici.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Thu, 8 Nov 2018 22:53:57 +0000 https://www.formula1.it/news/6261/1/gp-brasile-analisi-prove-libere-vettel-molto-veloce-nella-simulazione-di-gara http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-analisi-prove-libere-vettel-molto-veloce-nella-simulazione-di-gara-6261-1.jpg
Vettel, Mission Winnow, due gare alla fine? Ora voglio vincere https://www.formula1.it/news/6254/1/vettel-mission-winnow-due-gare-alla-fine-ora-voglio-vincere Mission Winnow, è il nuovo sponsor della scuderia Ferrari da tre gare a questa parte, con la parola Winnow che, a dispetto delle aspettative, ha ben altro significato da "vincere ora" (significa infatti vagliare, separare).

Però l'errato significato attribuibile a questo termine, si addice alla perfezione alla missione alla quale è chiamato Sebastian Vettel nelle ultime due gare rimanenti in calendario, in Brasile e Abu Dhabi, quella appunto di vincere ora.

Vincere ora per dare un significato al finale di stagione del tedesco, costellato di molti errori e altrettante domande sulla sua validità all'interno del team.
Vincere quindi per mettere a tacere tutte le critiche sul suo conto, e per acquistare morale in ottica 2019, e per se stesso e per il team (ancora in lotta per il titolo costruttori).

Vincere, che è di fatto l'unico e ultimo obiettivo di queste due gare per Seb, che non ha perso la concentrazione sulla stagione, e come ha dichiarato nella interviste nel giovedì di Interlagos, non ha neppure avuto modo di rivolgere uno sguardo al passato per analizzare questo campionato:

No, non ci ho pensato molto e credo che sia stato positivo allontanarmi un po’ dalla questione. Ora dobbiamo fare ancora queste due gare e, a stagione ancora in corso, credo che non sia l’ora di tirare delle conclusioni. Credo che sarebbe il momento sbagliato per farlo”.

Ancora presto dunque per tirare le somme, visto che con ancora due gare le cose possono ancora evolversi sia in positivo che in negativo, poiché in caso ipotetico di vittoria di Seb nelle ultime due uscite stagionali, renderebbe il bilancio ben più positivo rispetto al non modificare il numero di vittorie conquistate fino a questo momento.

Il quattro volte Campione del Mondo ha espresso poi tutta la sua volontà di tornare alla vittoria che, come detto in precedenza, sarebbe una boccata d'ossigeno non indifferente per lui:

Certamente, vorrei tornare a vincere il prima possibile. Anzi, avrei voluto farlo ancora prima. Se fosse stato semplice, l’avremmo già fatto. In ogni caso, credo che le ultime gare siano state un po’ migliori dal punto di vista del passo, quindi spero di poter continuare così e di avere magari l’opportunità di tornare al successo”.

Successo possbile, grazie ai passi in avanti mostrati dalla Ferrari nelle ultime due gare, dovuti forse (?) anche alla chiusura dei mozzi forati da parte della Mercedes sui cerchi posteriori che, a quanto pare, avevano effettivamente degli effetti benefici poiché dal momento della loro chiusura, le W09 hanno ottenuto un solo podio nelle ultime due gare.

Rossa che, di fatto, da due gare sembra tornata quella di inizio anno, capace di ben figurare ovunque, e di vincere su ogni pista, e che arriva a San Paolo con tutte le carte in regola dal punto di vista tecnico, e con le motivazioni al massimo per bissare l'imposizione del 2017 e chiudere al meglio il 2018.

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Thu, 8 Nov 2018 20:21:10 +0000 https://www.formula1.it/news/6254/1/vettel-mission-winnow-due-gare-alla-fine-ora-voglio-vincere http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-mission-winnow-due-gare-alla-fine-ora-voglio-vincere-6254-3.jpg
Gp Brasile 2018 - Anteprima https://www.formula1.it/news/6253/1/gp-brasile-2018-anteprima Milano, 5 novembre 2018 – Per l’ultima volta in questa stagione verranno utilizzati i P Zero White medium e Yellow soft, nominati per il Gran Premio del Brasile insieme ai Red supersoft. Questa gara, che si disputa vicino al centro di San Paolo, è famosa per essere imprevedibile, sia per le condizioni meteo che per l’azione in pista. Il Brasile è uno dei principali mercati per Pirelli, con tre grandi stabilimenti produttivi che forniscono pneumatici per circa la metà del parco auto circolante nel Paese.


IL CIRCUITO DAL PUNTO DI VISTA DEI PNEUMATICI

 

 

  • La nomination è la stessa dello scorso anno, ma le tre mescole sono tutte di uno step più morbide rispetto alle corrispettive del 2017.
  • Interlagos presenta il terzo giro più corto dell’anno (dopo Monaco e Città del Messico), pari a 4.309 metri: qui le monoposto curvano quasi di continuo e i pneumatici lavorano costantemente.
  • Dal punto di vista delle condizioni meteo, può succedere di tutto: in passato si sono registrate temperature asfalto tra le più elevate, così come ha diluviato.
  • Il pneumatico posteriore destro è quello maggiormente sollecitato su questo tracciato che si percorre in senso antiorario. Le tre mescole nominate devono infatti far fronte a curve veloci e a carichi provenienti da diverse direzioni.
  • Nel 2017, Sebastian Vettel ha vinto con una strategia a una sosta supersoft-soft, mentre altri piloti hanno scelto tattiche sui due pit stop. Quest’anno i Team punteranno probabilmente a una sola sosta.

 

 

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING
Da questa gara non ci aspettiamo particolari novità: rispetto a quelle dello scorso anno, le tre mescole portate qui sono più morbide di uno step. I pneumatici White medium e Yellow soft del 2018 si possono infatti paragonare a soft e supersoft 2017, le due mescole usate nella strategia vincente dello scorso anno. Di conseguenza, il P Zero Red supersoft di quest’anno è equivalente al Purple ultrasoft 2017, mai utilizzato in Brasile. Quindi, la supersoft che useremo quest’anno è in realtà al debutto come grado di morbidezza. Il traffico in pista e i sorpassi fuori traiettoria sono due aspetti molto importanti da gestire a Interlagos. Anche il degrado è un fattore da tenere in considerazione, dati i carichi ai quali sono sottoposti i pneumatici nelle curve veloci, oltre alle possibili temperature molto elevate, anche se non ci aspettiamo livelli di degrado dei pneumatici particolarmente elevati in condizioni normali."

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

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Thu, 8 Nov 2018 17:19:43 +0000 https://www.formula1.it/news/6253/1/gp-brasile-2018-anteprima http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-2018-anteprima-6253-1.jpg
Arrivabene, lottiamo per il titolo, Vettel va supportato, Binotto resta https://www.formula1.it/news/6252/1/arrivabene-lottiamo-per-il-titolo-vettel-va-supportato-binotto-resta Monza, casa della Ferrari, tempio della velocità, quale scenario migliore per le Finali Mondiali della casa di Maranello, la chiusura ideale della stagione per ogni reparto (F1, Wec, Ferrari Challenge, corse clienti).

Si è tenuta, proprio oggi la festa Ferrari all'autodromo brianzolo, dove sono stati incoronati i Campioni del Challenge, e si è svolta una esibizione delle vetture di F1 con il team ufficiale e del Mondiale endurance, oltre che un raduno di alcuni clienti con le loro monoposto di proprietà.

Una giornata importante, dove non portavano mancare figure di spicco del management di Maranello, come il CEO Louis Camilleri, Enrico Galliera o il team principal della scuderia, Maurizio Arrivabene, che come sempre è stato oggetto del desiderio dei media per parlarle della stagione di F1 che si sta avviando a conclusione.

Per prima cosa, Maurizio ha voluto precisare che la corsa per il mondiale marche sia ancora aperta, e che la sua squadra venderà cara la pelle per finalizzare questo obiettivo:

Non è finita, il mondiale costruttori è ancora aperto. Noi non molliamo. Certo, il campionato piloti è importante per i media e gli sponsor, ma quello a cui teneva di più Enzo Ferrari era il Costruttori. È difficilissimo, ma noi lotteremo fino alla fine, fino all’ultimo giro, fino all’ultima curva dell’ultimo giro”.

Non è finita finché non è finita, spesso si sente dire nel Motorsport, frase che sottolinea quanto, fino alla condanna della matematica, in F1 non ci si possa mai arrendere poiché tutto può accadere.

Filosofia perfettamente compresa a applicata in Ferrari, e lo si può ben capire dalla grande delusione di Sebastian Vettel dopo il Gran Premio del Messico, quando ha ufficialmente perso il campionato, che malgrado l'enorme gap di punti da Hamilton non aveva smesso di credere dall'impresa.

Vale lo stesso per il team principal, Arrivabene, che dalla scprsa settimana non fa altro che incantare la squadra a dare tutto per centrare il titolo costruttori, fondamentale per l'ambiente, fondamentale per dare un messaggio per il 2019, e fondamentale per salvare una stagione che per come si era messa, poteva portare a conseguire ben altri risultati.

Titolo Costruttori che è e resta molto difficile da centrare (due doppiette Ferrari, con le Mercedes terza e quarta nelle ultime due gare non basterebbero), ma non impossibile visto lo stato di forma della Rossa, in forte crescita nelle ultime due gare, e quello della Mercedes in caduta libera nella spedizione in America.

Nel corso del suo breve intervento a Monza, il manager Bresciano ha voluto omaggiare la folla accorsa all'autodromo nazionale con un saluto speciale, quello di Kimi Raikkonen:

Un saluto particolare da Kimi, che ha vinto negli Stati Uniti. Ci siamo visti dopo la gara e mi ha detto una cosa molto semplice: ‘C’è voluto un po’ di tempo, ma questa vittoria mi rimarrà nel cuore insieme al mondiale del 2007. Se andrai a Monza, dillo a tutti i tifosi. Ringraziali da parte mia, questo successo è per loro”.

Saluto da vero Ferrarista, come Kimi si sta dimostrando nelle ultime stagioni, verso un pubblico che non ha mai smesso di amarlo, tifarlo e sostenerlo, anche nei momenti oggettivamente difficili, dandogli fiducia anche a scapito dei risultati della squadra.

Immancabile una domanda su Sebastian Vettel, che nel corso della stagione ha indubbiamente commesso degli errori, più di quelli consentiti, che hanno avuto un peso non indifferente sull'esito del campionato:

"Ha accusato molto quanto è accaduto a Monza, perché ci teneva tremendamente a regalare una grande soddisfazione ai tifosi, e ha faticato molto a digerire l’esito di quel weekend. In questo senso non lo ha aiutato l’essersi trovato nelle gare successiva con una monoposto che non era al massimo della forma, ma sono problemi comprensibili, il fattore umano è importante, per lui è importante sentire l'appoggio della squadra".

Monza che, come nel 2017, è stata uno snodo cruciale dell'anno, che ha messo Seb sotto ad una pressione non indifferente, portandolo a commentare svariati errori nella scorse gare, aiutarti anche da una vettura non più performante come nelle prime gare, che ha portato il team a lasciarlo "solo" per risolvere i guai tecnici della monoposto.

Appoggio che, non appena risolte le carenze delle vettura, è tornato su Seb, ha subito portato i risultati sperati, con la buonissima gara del tedesco in Messico, dove non solo non ha commesso errori, ma è anche apparso rigenerato mentalmente.

Inoltre, l'ex uomo forte di Philip Morris nei Gp, ha chiarito una volta per tutte le voci, false, che sono circolate da circa un mese, prima su un suo possibile avvicendamento, poi su un possbile addio di Mattia Binotto, frutto di incomprensioni tra i due:

Chiariamo una volta per tutte. Le voci su Mattia sono una ‘fake-news’, messa in giro per creare instabilità nel team, un tentativo per cercare di far nascere problemi dove non ci sono, e non voglio più commentare voci false. Durante questa stagione ci sono stati tanti tentativi di destabilizzazioni, a volte con storie sui piloti, altre sui tecnici. La mia posizione? Chiedete all’amministratore delegato Camilleri”.

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Sun, 4 Nov 2018 20:15:22 +0000 https://www.formula1.it/news/6252/1/arrivabene-lottiamo-per-il-titolo-vettel-va-supportato-binotto-resta http://www.formula1.it/admin/foto/arrivabene-lotteremo-per-i-costruttori-vettel-va-supportato-binotto-resta-6252-1.jpg
GP STATI UNITI e GP MESSICO: REGOLIAMOCI - le decisioni dei commissari https://www.formula1.it/news/6251/1/gp-stati-uniti-e-gp-messico-regoliamoci-le-decisioni-dei-commissari Ancora un appuntamento doppio con regoliamoci per vedere insieme le decisioni dei commissari di questi ultimi due Gp.
Iniziamo a vedere tutto quanto riguarda il Gp degli Stati Uniti:

  • Vettel è stato sanzionato con 3 posizioni di penalità in griglia + 2 punti patente per non aver rallentato a sufficienza in regime da bandiera rossa.

E' una violazione dell'articolo 31.6 del regolamento sportivo: "Se fosse necessario fermare una sessione di prove in quanto il circuito è bloccato da un incidente o perché le condizioni meteorologiche o altro rendono pericoloso continuare, il Direttore di Gara ordinerà che le bandiere rosse vengano mostrate a tutti con i messaggi di un commissario e le luci di interruzione verranno mostrate sulla Linea.Quando viene dato il segnale di fermarsi, tutte le vetture devono immediatamente ridurre la velocità e procedere lentamente verso la pit lane. Al fine di garantire che i piloti riducano sufficientemente la velocità, dal momento in cui il messaggio "BANDIERA ROSSA" appare sul sistema di messaggistica ufficiale fino al momento in cui ogni auto attraversa la prima linea della safety car quando entra nella pit lane, i piloti dovranno rimanere sopra il il tempo minimo fissato dalla centralina ECU FIA almeno una volta in ogni settore dei commissari (un settore dei commissari è definito come la sezione di pista tra ciascuno dei pannelli luminosi FIA).Tutte le auto abbandonate sulla pista verranno portate in un luogo sicuro.Alla fine di ogni sessione di prove nessun conducente può attraversare la Linea più di una volta." Dai dati è emerso che Vettel non ha rallentato a sufficienza nei settori 6 e 7 (non è rimasto sopra il tempo minimo stabilito della centralina FIA). Dal momento che l'articolo sopra citato è stato introdotto proprio quest'anno per assicurarsi che ciò avvenga e che nei casi precedenti sono state inflitte 3 posizioni di penalità in griglia, la sanzione è corretta. E' vero che non ha creato pericolo agli avverarsi, ma è altrettanto vero che bisogna essere il più uniformi possibile nel giudicare.
Tenete a mente quest'ultima frase...

  • Bottas e Ocon sono stati investigati per aver guidato troppo lentamente in un giro durante la qualifica, ma non sono stati sanzionati

L'articolo in questione è il 27.4 del regolamento sportivo: "In nessun momento una macchina può essere guidata inutilmente lentamente, in modo irregolare o in un modo che potrebbe essere considerato potenzialmente pericoloso per gli altri piloti o per qualsiasi altra persona." Dalla telemetria è emerso che entrambi i piloti hanno superato il tempo massimo consentito per il giro tra le due linee di safety car nel giro di rientro post qualifica tuttavia hanno valutato che, non essendo rimasti coinvolti altri piloti, non hanno guidato in maniera troppo lenta o comunque pericolosa per gli altri.

Direi che non sanzionare in questo caso è corretto, ma come detto sopra, per avere uniformità di giudizio, sarebbe stato meglio farlo. Anche Vettel non ha creato pericolo ad altri avversari eppure è stato punito, a differenza loro...

 

  • Stroll è stato sanzionato con un drive through + 2 punti patente per aver causato un incidente.

E' una violazione che rientra nei casi previsti dall'articolo 38.1 del regolamento sportivo: "Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine.I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi."
Dalle immagini è chiaro che, durante il primo giro, Stroll è uscito di pista prima di curva 4 e mentre rientrava in pista poco più avanti ha colpito la vettura di Alonso causandone il ritiro. E' chiaro che la colpa sia solo sua, quindi la sanzione è più che corretta.

 

  • Ricciardo è stato investigato per aver avuto un incidente con Vettel, ma non è stato sanzionato

Anche questo rientra nell'articolo 38.1 che abbiamo appena sopra citato.
Dai video analizzati, è chiaro che i due piloti più che ad un incidente sono andati ad un contatto in curva 13 e nessuno dei due si può dire abbia avuto la colpa. Giusto quindi non applicare alcuna sanzione.

  • Un episodio curioso riguarda Sainz: il pilota è stato investigato per aver tagliato la linea che separa la pit entry dalla pista, ma non è stato sanzionato.

E' una violazione del codice sportivo internazionale.

Durante il giro di ricognizione, Sainz ha oltrepassato la linea che delimita la pit entry, ma invece di rientrare ai box, è tornato in pista. La manovra è avvenuta dopo il classico paletto che delimita le zone.
I commissari, però, valutato che il pilota è tornato in pista in maniera sicura, hanno deciso di non prendere provvedimenti.

L'episodio è molto simile a quanto accaduto in Germania con Hamilton, e anche là non venne imposta alcuna sanzione. Ma allora a che serve la regola che vieta ciò?

  • C'è comunque un altro episodio che vede coinvolto il pilota spagnolo della Renault: ha lasciato la pista ed è rientrato traendone vantaggio, quindi è stato sanzionato con 5 secondi di penalità + 1 punto patente.

E' una violazione dell'articolo 27.3 del regolamento sportivo: "I piloti devono fare ogni ragionevole sforzo per utilizzare la pista in ogni momento e non possono deliberatamente lasciarla senza un giustificato motivo. I piloti saranno giudicati per aver lasciato la pista se nessuna parte della vettura rimane a contatto con essa e, a scanso di dubbi, linee bianche che definiscono i bordi della pista sono considerati parte della pista, ma i cordoli non lo sono. Nel caso in cui una vettura lasci la pista il conducente può rientrare, però, questo può essere fatto solo quando è sicuro per farlo e senza ottenere alcun vantaggio. A discrezione assoluta del direttore di gara può essere data la possibilità di riprendere la posizione che aveva prima di lasciare la pista." I commissari hanno notato che in curva 1, Sainz era leggermente davanti a Grosjean. Tuttavia, è uscito di pista e quando è rientrato, la distanza dall'avversario era nettamente maggiore. La decisione è quindi corretta

 

  • Grosjean è stato sanzionato con 3 posizioni di penalità in griglia alla gara successiva + 1 punto patente per aver causato un incidente.

Anche questo episodio, fa parte dell'articolo 38.1 che abbiamo già visto
Analizzando le immagini e ascoltando il pilota, i commissari hanno potuto stabilire che Grosjean ha causato un incidente con Leclerc in curva 12 in quanto è vero che ha dovuto frenare in anticipo bloccando anche le ruote a causa delle macchine che gli stavano davanti, ma è altrettanto vero che ha colpito la vettura dell'avversario. Proprio a causa di queste circostanze particolari, è stato dato un solo punto sulla patente. Le posizioni in griglia di penalità sono corrette.

Da ultimo vediamo i due casi che hanno portato alle squalifiche di Magnussen e Ocon. Il primo per aver utilizzato più dei 105 kg di carburante previsti per la gara; il secondo per aver usato un flusso di carburante eccessivo durante il primo giro della gara.
Per il pilota Haas, l'articolo in questione è il 30.5 del regolamento sportivo: "A nessuna auto è consentito consumare più di 105 kg di combustibile, dal momento in cui il segnale per iniziare la corsa è dato al tempo in cui ogni macchina attraversa la linea dopo che è stato dato il segnale di fine-corsa. Tranne in casi di forza maggiore (accettata come tale dai Commissari Sportivi), qualsiasi pilota che abbia superato questo limite sarà squalificato dai risultati di gara." Per il pilota Force India, invece, l'articolo è il 5.1.4 del regolamento tecnico: "Il flusso del carburante non deve superare i 100 kg/h." I commissari hanno applicato il regolamento alla lettera e constatate le irregolarità, hanno imposto correttamente la squalifica a entrambi i piloti.

Passiamo quindi ad analizzare quanto accaduto in Messico:

  • Stroll è stato investigato per ben due volte per non aver seguito le istruzioni del direttore gara, ma non è stato sanzionato.

Sarebbe una violazione del codice sportivo internazionale.
Si tratta di curva 8, quando il pilota è uscito di pista ed è rientrato non mantenendo sulla destra i cordoli gialli appositamente installati e come definito dal direttore di gara nelle sue note pre evento. La prima volta è accaduto durante le libere 3. Ascoltando il pilota, hanno deciso di non sanzionarlo in quanto era in pista con gomma da asciutto mentre la pista era ancora umida e per questo ha perso il controllo della vettura. Inoltre, non sopraggiungevano altre macchine al suo rientro in pista. La seconda volta è accaduto in qualifica. Anche qui, ascoltando il pilota e vedendo le immagini, hanno deciso di non sanzionarlo in quanto dopo aver perso il controllo della vettura nella curva precedente, ha subito rallentato, è rientrato in pista in maniera sicura, abortendo il suo giro.
Certo, le decisioni dei commissari potrebbero anche sembrare giuste, dato che comunque si è trattato di piccoli errori, ma non sono per nulla in linea che altre decisioni prese in stagione per comportamenti simili...

 

  • Hartley è stato sanzionato con 5 secondi di penalità + 2 punti patente per aver causato un incidente.

Anche questo rientra nell'articolo 38.1 che abbiamo già riportato sopra, mentre analizzavamo il Gp degli Usa.
Hartley è andato al contatto con Ocon in curva 2 mentre quest'ultimo stava tentando di superarlo. E' abbastanza evidente che il pilota della Toro Rosso non abbia lasciato sufficiente spazio all'avversario, quindi giusto applicare una sanzione.

  • Ocon è stato investigato per aver forzato fuori pista un avversario, ma non è stato sanzionato.

L'articolo in questione è il 27.4 del regolamento sportivo e anche questo l'abbiamo già visto sopra.
In approccio di curva 4, Gasly stava tentando il sorpasso su Ocon e si è spostato sulla destra. Ocon si è quindi spostato a sua volta per difendersi e entrambi hanno allungato il punto di frenata. Il pilota della Toro Rosso ha quindi bloccato la gomma anteriore sinistra e a causa di ciò è uscito di pista. Non è stato forzato; giusto non sanzionare.

  • La Williams è stata sanzionata con 25.000€ di multa per aver rilasciato la vettura di Stroll in modo non sicuro.

L'articolo in questione è il 28.13 del regolamento sportivo: "a) Le auto non devono essere rilasciate da una posizione di arresto in garage o piazzola in modo che potrebbe mettere in pericolo il personale in corsia o un altro pilota.I concorrenti devono fornire un mezzo per stabilire chiaramente, quando viene visto da sopra e nella parte anteriore della macchina, che una macchina è stata rilasciata.b) Se una macchina si considera rilasciata in condizioni di non sicurezza durante qualsiasi sessione di prove, i commissari sportivi potranno togliere al pilota un numero di posizioni in griglia che ritengono appropriate.c) Se una macchina si considera rilasciata in condizioni di non sicurezza durante una gara una penalità ai sensi dell'articolo 38.3 (d) sarà imposta al pilota in questione. Tuttavia, se il pilota si ritira dalla gara a causa del rilascio della vettura in condizioni non sicure, può essere inflitta una multa alla squadra.d) Sarà imposta una sanzione supplementare per qualsiasi pilota che, a giudizio dei Commissari Sportivi, continua a guidare una macchina sapendo che non è stato rilasciato in condizioni di sicurezza." Al termine delle operazioni di pit stop, Stroll è ripartito dalla propria piazzola quando uno dei suoi meccanici non si era ancora completamente spostato e lo ha colpito. I commissari hanno determinato la situazione di insicurezza in quanto è compito del team assicurarsi che tutti siano in posizione sicura prima che la macchina venga rilasciata. Inoltre, è stato preso in considerazione un episodio simile: quanto accaduto in Bahrain, con Raikkonen. Giusto applicare una sanzione.

di Alessandro Rana (@AleRana95)

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Fri, 2 Nov 2018 17:49:52 +0000 https://www.formula1.it/news/6251/1/gp-stati-uniti-e-gp-messico-regoliamoci-le-decisioni-dei-commissari http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-e-gp-messico-regoliamoci-le-decisioni-dei-commissari-6251-2.jpg
GP MESSICO - ANALISI GARA TOP TEAM: se Vettel avesse corso tutto l'anno in questo modo, sarebbe anco https://www.formula1.it/news/6250/1/gp-messico-analisi-gara-top-team-se-vettel-avesse-corso-tutto-l-anno-in-questo-modo-sarebbe-anco Il secondo tentativo, o Championship Point, è quello giusto per Lewis Hamilton che è riuscito a vincere il suo quinto titolo mondiale in un Gran Premio del Messico molto complicato.
E se una settimana fa parlavamo di rinascita Ferrari ad Austin, sul circuito del Messico abbiamo potuto ammirare la bontà del progetto RedBull che si è presa tutta la prima fila nella qualifica del sabato ed ha dominato la gara di domenica con Max Verstappen. Solo una miglior partenza di Vettel avrebbe potuto mettere più pressione al pilota olandese del Team anglo austriaco che è invece stato "protetto" dai problemi agli pneumatici avuti sulla W09 di Hamilton. Gara molto positiva però per il tedesco della Ferrari che ha corso da vero quattro volte campione del mondo, aggressivo e calcolatore nei momenti di gara giusti. Da sottolineare, dopo un sabato piuttosto opaco, anche una ottima gara per Kimi Raikkonen che sta davanti nuovamente al suo primo rivale, Valtteri Bottas, portando a Maranello dei punti importanti per la (difficile) rincorsa al costruttori. Ma entriamo più nel dettaglio di questo Gran Premio del Messico.

GP MESSICO: Hamilton ha meritato questo mondiale 2018? SI.

La prima domanda non poteva che riguardare colui che ha pareggiato i mondiali di Juan Manuel Fangio (1951, 1954, 1955, 1956, 1957). Se per tre anni il principale antagonista è stato il suo compagno di squadra con tutti gli altri Team piuttosto staccati, negli ultimi due, soprattutto in questa ultima stagione, è tornato a duellare contro un altro box, lottando spesso in condizioni di inferiorità tecnica. Questa stagione 2018 ci ha mostrato quanto Hamilton sia cresciuto mentalmente negli vari anni di carriera.

Perché al netto di piccole differenze in termini di errori del Team e di competitività delle monoposto, la differenza in questa stagione è tornata nelle mani dei due piloti che si contendevano il mondiale. La disamina di questa stagione è semplice e non serve nemmeno dilungarsi troppo: semplicemente Hamilton ha sbagliato meno di Vettel. Si spiegano cosi i ben 64 punti di distanza tra i due, che potevano essere molti di più se non contassimo il KO tecnico, e quindi non imputabile a lui stesso, subito da Hamilton in Austria.

 

GP MESSICO: nella partenza Vettel avrebbe potuto essere più aggressivo?

In teoria SI, in pratica ha fatto tutto bene. Per due motivi principalmente. In primis, visto il testacoda di Austin nel tentativo di sorpasso nei confronti di Ricciardo, era opportuno per il pilota tedesco della Ferrari evitare un altro errore come ha affermato lui stesso ad inizio weekend parlando di "tenersi un margine di sicurezza maggiore” nei prossimi sorpassi.

Secondo, ma non meno importante motivo, il correre senza pensare che una gara possa finire alla prima curva. Insomma, correre alla Lewis Hamilton 2018, pensando non solo alla vittoria ma anche ad un mondiale costruttori ancora aperto. Se Vettel avesse corso tutto l'anno in questo modo, sarebbe ancora in corsa anche per il mondiale piloti perché il mezzo tecnico Ferrari c'è stato, pur con il periodo "nero" di Singapore e Sochi che però nella lunghezza di un campionato può capitare.

 

GP MESSICO: chi è il Team favorito per vincere il mondiale costruttori? Mercedes.

Sono 55 i punti di vantaggio di Mercedes nei confronti di Ferrari con "soli" 86 disponibili negli ultimi due appuntamenti della stagione. Per il Team di Maranello serve un miracolo che significa ritiro di almeno 1 Mercedes, meglio se 2, in uno dei due appuntamenti, puntando ad almeno una doppietta con RedBull in aiuto. Tanti, troppi tasselli che devono incastrarsi per ri-portare il Costruttori in Italia dopo l'ormai lontanissima stagione 2008.

Tutte le possibili combinazioni (in verde) che renderebbero Mercedes vincente in Brasile. Viceversa (rosso) - Immagine Max Verstappen

Nel confronto tra i due Team, è sempre il gap Hamilton / Vettel a decretare il grosso gap tra Mercedes e Ferrari. La stagione di Kimi Raikkonen, l'ultima in Ferrari, è stata sicuramente positiva portando alla squadra 9 in più di quanto Bottas ha fatto segnare per il Team anglo tedesco.

 

GP MESSICO: perché cosi tanti problemi di graining per Mercedes? Problemi di setup.

In una delle gare peggiori di Mercedes nell'era ibrida, Lewis Hamilton è comunque riuscito a diventare Campione del Mondo. D'altronde, con Hamilton a oltre 1 minuto e 15 secondi da Verstappen e Valtteri Bottas addirittura doppiato, non si può definire in altro modo questo GP del Messico 2018. Una Mercedes molto in difficoltà nel venerdì, similarmente a quanto fatto vedere dalla Ferrari, ma che nel sabato aveva mostrato degli importanti passi in avanti, almeno per quanto riguarda il singolo giro. Ciò che Mercedes non è riuscita a verificare il sabato, anche a causa di una pista umida nei primi 40 minuti di FP3, è stato il passo gara per capire se gli importanti cambiamenti di setup effettuati tra le FP2 e la giornata di qualifica fossero corretti.

Gli importanti problemi di graining incontrati durante la giornata di venerdì per via di pneumatici troppo freddi ha fatto propendere a Mercedes per la parzializzazione dei tanto chiacchierati fori sui distanziali dei cerchi posteriori. Il graining infatti, al contrario del blistering, si innesca quando la superficie della mescola è troppo fredda non riuscendo quindi a fornire il grip richiesto; lo pneumatico scivola, comportando dei fenomeni di abrasione tra la mescola e l’asfalto che ne accelerano sia l’usura che il degrado. A fine gara è arrivata anche la conferma di Toto Wolff: "Avevamo problemi a far entrare nel working range gli pneumatici. Erano troppo freddi ed è per questo che abbiamo avuto graining". Ricordiamo che i nuovi cerchi portati in pista da Mercedes a Spa ed evoluti a Singapore grazie all'introduzione di distanziatori forati hanno la funzione di raffreddare gli pneumatici posteriori, grosso punto dolente del progetto 2018 del Team anglo tedesco. Quindi la soluzione "fori aperti" in Messico avrebbe ulteriormente accentuato i problemi di graining.

L'altro interessante spunto è relativo alla Power Unit: è risaputo, per chi ci legge costantemente, che il contenuto di ossigeno decresce al crescere dell'altitudine sul livello del mare. Prendendo l'altitudine di Città del Messico, 2200 m, il contenuto di aria è inferiore di circa il 25% rispetto al livello del mare e questo non può altro che penalizzare le varie Power Unit. Il vero problema lo si riscontra sui gruppi turbocompressori che per riuscire a non perdere troppi cavalli di potenza (-5%) per via dell'aria rarefatta, devono ruotare a velocità maggiori. Ma Mercedes ne soffre più di tutti, sia in termini di affidabilità, per via di un gruppo turbocompressore con masse più importanti rispetto agli altri motoristi, che di raffreddamento. Senza contare che Lewis Hamilton è sceso in pista con una unità piuttosto vecchia, la N°2, mentre Ferrari e soprattutto Renault hanno potuto sfruttare unità più fresche; nel caso del Team italiano è stata utilizzata anche l'ultima evoluzione introdotta a Spa.

 

GP MESSICO: perche la Ferrari non è riuscita a primeggiare in questo terzultimo weekend della stagione?

Similarmente a quanto descritto per quanto riguarda le Power Unit, poiché il tracciato messicano si trova a ben 2200 metri, l'aria più rarefatta crea delle problematiche aerodinamiche. E' proprio per questo motivo che in Messico le vetture sono obbligate a scendere in pista con configurazioni da altissimo carico aerodinamico, simil Monaco, ma che non genereranno gli stessi livelli di downforce; anzi, in termini di kg siamo ai livelli di Monza. Insomma, per via dell'aria rarefatta si corre con configurazioni aerodinamiche di Montecarlo riuscendo a generare solamente il carico di Monza.

In generale, se si corresse ad altitudini più "normali" quello del Messico sarebbe un circuito da medio - basso carico aerodinamico, pur presentando alcune parti del tracciato piuttosto lente e dove la trazione risulta essere fondamentale. Quanto appena detto può quindi mostrarci come l'efficienza aerodinamica, tanto cara a Mercedes e soprattutto Ferrari, non sia cosi importante in Messico. Serve principalmente avere un pacchetto da altissimo carico molto efficiente, cosa che Mercedes e Ferrari non hanno per via prettamente progettuali. Entrambi i Team hanno puntato a rendere competitiva, quindi efficiente, la loro vettura nella maggior parte dei tracciati, quindi quelli da medio carico.

 

GP MESSICO: la strategia Ferrari scleta con Vettel è corretta? NO.

La Ferrari vista nella domenica del Messico è sembrata la miglior vettura in termini di gestione pneumatici. Andando a focalizzarci sul secondo stint di Vettel, in quel momento in seconda posizione, si può vedere come il pilota tedesco fosse in costante rimonta sul giovane pupillo RedBull che, di contro, stava iniziando ad alzare i crono.

Perché forzare un Pit Stop, portando Vettel in terza posizione dietro a Ricciardo e permettendo inoltre un cambio gomme "gratuito" anche a Verstappen? Perché invece non forzare RedBull ad allungare il più possibile lo stint su SuperSoft, vedendo come si comportava la RB14 sulla lunga distanza? Era (forse) l'unica opportunità per provare a insidiare la leadership del giovane olandese.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Wed, 31 Oct 2018 17:52:54 +0000 https://www.formula1.it/news/6250/1/gp-messico-analisi-gara-top-team-se-vettel-avesse-corso-tutto-l-anno-in-questo-modo-sarebbe-anco http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-analisi-gara-top-team-se-vettel-avesse-corso-tutto-l-anno-in-questo-modo-sarebbe-anco-6250-1.jpg
GP MESSICO: il pagellone semiserio del Froldi https://www.formula1.it/news/6249/1/gp-messico-il-pagellone-semiserio-del-froldi GP Messico - 2018

Dei perdenti si scrive anche nella Storia e nello Sport (tutte appendici della vita). Ma perdenti restano. Dei perdenti si può ricordare la sfortuna e la grandezza. Ma perdenti restano. Dei perdenti si può ricordare il valore. Ma perdenti restano. E con la loro sconfitta nobilitano ancora di più i vincenti.

Foscolo lo scriveva nel suo immortale carme Dei Sepolcri: “[…] e tutta narrerà la tomba, Ilio raso due volte e due risorto splendidamente su le mute vie, per far più bello l’ultimo trofeo ai fatati Pelìdi […]” (la città di Troia risorta due volte per rendere più bella la definitiva distruzione e la vittoria ai greci). Quasi tre millenni di civiltà ci portano sempre lì. Ettore nulla può contro Achille, destinato dagli dei a vincere e praticamente immortale. Eppure noi, come Foscolo, stiamo “anche” (e talvolta soprattutto) con Ettore. Con il perdente. Mutatis mutandis anche lo Sport ha una sua epica. Un afflato che lo eleva al di là delle miserie umane.

E’ vero: Enzo Ferrari, il fondatore, diceva: “Il secondo è il primo dei perdenti”; feroce e salace battuta che diceva molto di lui e della sua determinazione. Enzo non si offenderà se una volta tanto gli diamo torto e ci schieriamo con il perdente. Io “sto” con Vettel, che ha commesso tanti errori, che non è stato supportato a dovere da un team spesso diviso da lotte intestine (chi dice che non è vero semplicemente non conosce, come noi, cosa è accaduto in Ferrari storicamente e dopo la morte di Marchionne). “Sto” con la grandezza di uno sconfitto che applaude il meritato titolo con cui è stato incoronato per la quinta volta campione del mondo Lewis Hamilton. “Sto” con la grandezza di un pilota che va ad applaudire il Team rivale, ben sapendo quanto la Formula Uno sia anche e soprattutto, “sulle carte sudate”, sui super computer che simulano, sui banchi prova dei motori che esplodono, sui circuiti elettrici che vengono progettati e cablati, uno sport di squadra. Dietro la punta di lancia del pilota, del cavaliere che monta sul suo puledro come se ci fosse ancora una tenzone medioevale, stanno 400/500,1000 persone. E dunque io “sto” con la grandezza di Vettel che dice al fresco pentacampione che lo vuole battere il prossimo anno e che gli chiede di essere al massimo della forma (perché Hamilton somiglia dannatamente ad Achille, ora); perché quella sarà una vittoria più bella. “Sto” con un pilota umano, troppo umano, che dice di sentirsi svuotato dalla sconfitta. Abbiamo molto criticato Vettel. Da alcuni indizi, giusto qualche parola sfuggita qua e là, ci pare di capire che Sebastian abbia qualche problema extrasportivo. Ma nulla trapela della sua vita privata, nessun profilo social. Una scelta che dice molto del suo carattere e che lo accomuna al suo idolo giovanile, Schumacher. Le congetture non servono a molto. Questo cannibale sportivo (ricordiamolo: quattro titolo mondiali di fila) è anche lui umano. La cadute servono, ai grandi, per capire i propri limiti ed errori. E per risollevarsi. Questa è la fase per ricaricare le batterie (non solo quelle della SF71H). D’altronde in Messico si festeggerà il peculiare rito cattolico che unisce la feste cristiane di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti nel “Dìa de Muertos”, come si poteva vedere dal pubblico truccato con le caratteristiche maschere e colori. Una rappresentazione caricaturale della morte che prefigura la Resurrezione. Che sia di buon auspicio.


Max Verstappen. Voto: 10. Gara condotta autorevolmente dall’inizio alla fine. Eppure, come dice il nostro amico Formula Humor (vedere sotto)…


Vettel. Voto. 9. Partenza guardinga. Finalmente. Primo pit abbastanza tranquillo. Poi si scatena. Ed è uno spettacolo. Che aumenta i rimpianti.

Raikkonen. Voto: 9. Non sembra avere il passo nel primo tratto di gara e pare incredibilmente arrendevole. Poi anche lui comincia a volare ed a gestire come pochi (ma è una sua caratteristica) le gomme. Si prende un prezioso terzo posto scavalcando Bottas. Punti preziosi. Preziosissimi.

Hamilton. Voto.: 10 per il Mondiale, 5 per la gara. Non c’è bisogno di celebrarlo. Si merita ampiamente questo titolo, forse il più bello da quando è cominciata la noiosa era turbo-ibrida targata (grazie a gentile concessione FIA e Montezemolo) Mercedes. Per la gara: correva di conserva e non aveva senso rischiare, ma la sua monoposto era davvero irriconoscibile.

Bottas. Voto: Senza infamia e senza lode.

Ricciardo. Voto: 9. Meravigliosa pole position. In primis contro il suo Team e poi contro Max…che già se la sentiva sua. Una beffa sublime. Poi, durante la gara, quando stava difendendo una seconda posizione meritatissima, dopo una partenza invece da incubo, ecco il guasto meccanico. Alcuni testimoni affermano di aver visto, nottetempo, uno strano figuro, con un paio di strani arnesi, intrufolarsi nel parco chiuso. Secondo un identikit della polizia messicana, il losco figuro parrebbe avere una vaga somiglianza con Helmut Marko…

 

Strategia Ferrari: Voto; giudizio sospeso. Sarebbe riuscito Sebastian a riacciuffare il secondo posto ampiamente in ghiaccio, se Ricciardo non si fosse ritirato, con il secondo cambio gomme che un pò ha sparigliato le carte? Ho qualche dubbio…

W09. Voto: la brutta copia. Ad Austin dicevano di aver montato male alcune componenti della monoposto. Blistering. In Messico Graining. Due fenomeni quasi contrapposti (ne sanno più di me Cristiano e PG). Unico elemento comune, i mozzi forati non usati per la gara. E’ come se la monoposto fosse improvvisamente ridiventata molto problematica sulle gomme posteriori, forse suo unico tallone d’Achille. Solo un caso? C’entrano qualcosa i mozzi forati? Si, no, forse, boh. Non credo si possa ascrivere ad un particolare certamente importante, ma in definitiva secondario come dei micro-buchi, tanto una performance elevata, quanto una debacle. Una monoposto è un cocktail di cose, un mix di fattori che si fondono. Certo, qualcosa si è perso per strada. Peccato sia accaduto troppo tardi (lo dico per noi ferraristi ovviamente). Ci capiscono poco fior di ingegneri, colleghi blasonati, e forse gli stessi uomini Mercedes. Il prossimo Gran Premio ci mostrerà se la Mercedes ha smarrito definitivamente le proprie qualità o se questi due Gran Premi sono stati episodi isolati.

I cerchioni bucati e la FIA. Voto: Boh! O una cosa è regolare o non lo è. Punto. Ma forse, e la cosa ha un vago retrogusto da contrappasso dantesco, la FIA del napoleonide Jean Todt è vittima dell’estrema farraginosità e ipertrofia regolamentare. Non avendo, come invece hanno i Team (soprattutto i più blasonati), risorse e mezzi per cercare di sfruttare le “zone grigie” ed i “buchi" di un tomo di centinaia di pagine. Sono cose di cui abbiamo parlato spesso. L’organo di governo della Formula Uno comunque, bontà sua, ha preannunciato che proprio in questi giorni affronterà una volta per tutte questa vicenda curiosa. Come sintetizza Maurizio Voltini (Autosprint): “La Fia si deve decidere, anche perché la Mercedes stessa (non solo gli altri) ha il diritto di sapere se può usarli o no”.

 

 

Pirelli. Voto: ogni tanto ci ricascano-bis. Ri-Copio e reincollo da PG: «Credo sia vergognoso che Pirelli poche ore prima della gara vada a modificare le pressioni degli pneumatici (+1.5 psi). E gli assetti? Siamo a fine stagione e ancora si parla di "valori diversi di carico e velocità" rispetto a quelli uscenti dalle simulazioni». Capisco che la Pirelli possa avere ottimi motivi per tali cambiamenti (sicurezza), eppure non ha molto senso che si cambino le regole in corsa. Dà l’idea di uno sport-wrestling. E non è una bella cartina di tornasole.

P.S.: assegnato il Mondiale piloti, vediamo cosa succede per quello costruttori che è ancora un filino aperto. Sarà dura per la Ferrari, un’impresa ciclopica. E se andasse sarebbe roba scolpita nel marmo. 585 punti Mercedes, 530 Ferrari. Ballano 55 punti. Perché non provarci? Una volta tanto siamo d’accordo con Maurizio Arrivabene quando dice che a questo punto tentare “diventa un dovere”. Vivremo, si spera, due gare interessanti.

Mariano Froldi

foto Gruppo FB Le cordiali Gufate di Gianfranco Mazzoni

foto @FormulaHumor

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Tue, 30 Oct 2018 10:27:29 +0000 https://www.formula1.it/news/6249/1/gp-messico-il-pagellone-semiserio-del-froldi http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-il-pagellone-semiserio-del-froldi-6249-1.jpg
Hamilton è campione mentre la Mercedes affonda, Verstappen vince, Ferrari rinasce https://www.formula1.it/news/6248/1/hamilton-e-campione-mentre-la-mercedes-affonda-verstappen-vince-ferrari-rinasce Si sapeva, così è stato, stiamo parlando della vittoria di Max Verstappen e della Red Bull a Città del Messico, che come da previsione è arrivata, con l'olandese davanti alle due Ferrari di Vettel e Raikkonen e alle due Mercedes.

Un successo costruito sin dal via, con Max che si è issato al comando della gara sin dalla prima curva, gestendo alla grande la sua Red Bull, velocissima oggi, fino alla bandiera a scacchi, imponendosi per la seconda volta in stagione.

Alle sue spalle, senza inconvenienti, ci sarebbe dovuto essere Daniel Ricciardo, che per gran parte di gara è stato molto veloce ed era stato in grado di tenere dietro Vettel dopo il suo pit stop, mentre Daniel era rimasto in pista con gomme usate, ma l'ennesimo gusto alla sua Power Unit lo ha privato della gioia del podio, che sarebbe comunque stata una magra consolazione dopo la pole persa al via a vantaggio del team mate.

Weekend deludente dunque, ancora una volta per Ricciardo, che alla fine della gara, quasi in lacrime si è presentato al ring delle interviste, dicendosi stufo ed esausto di questa situazione, pronto a non disputare le ultime due gare in Red Bull, per mettere quanto prima un punto a questa avventura con il team di Chris Horner.

Ritiro di Ricciardo che è stato sfruttato al massimo dalle due Ferrari, che dopo una qualifica deludente, in gara sono apparse veloci, consistenti e ottime nella gestione gomme, con dei tempi sul livello di quelli Red Bull.

Vettel e Raikkonen infatti hanno chiuso rispettivamente secondo e terzo, con il tedesco che senza strategie discutibili, e senza il tempo perso perso nel primo stint da Verstappen, si sarebbe giocato la vittoria, mentre Kimi, anche lui vittima di una strategia opinabile, ha chiuso terzo, facendo il massimo.

Doppio podio per il team di Maranello che, stando agli attuali valori in campo, sta spingendo gli uomini di Maurizio Arrivabene a credere fortemente nel Titolo costruttori, che è molto difficile ma non impossibile, che sarebbe utilissimo per salvare una stagione, e dare un senso all'ottimo lavoro svolto in questo 2018 dagli uomini in Rosso.

Alle spalle delle due Rosse, le due Mercedes, con Lewis Hamilton che è riuscito a laurearsi Campione del Mondo per la quinta volta in carriera, ma che si è dovuto confrontare con una W09 irriconoscibile, pessima nella gestione delle gomme, sulle quali dopo pochissimi giri appariva del graining, molto di più di quello degli avversari.

Problemi alle gomme, per la seconda gara consecutiva, per il team di Toto Wolff, che da quando ha chiuso i fori nei mozzi posteriori delle vetture, distruggere le gomme come nessun'altra squadra in griglia, e ciò dovrebbe essere considerato dalla FIA, per mettere definitivamente la parola fine su questa questione, che si sta oggettivamente prolungando per troppo tempo.

Molto bene in gara anche le due Alfa-Sauber di Leclerc ed Ericsson, che hanno piazzato entrambe le vetture un zona punti, certificando ufficialmente la crescita esponenziale del team svizzero che già dal 2019, con Raikkonen e Giovinazzi, potrà togliersi delle belle soddisfazioni.

Malissimo invece le due Haas, che hanno chiuso in ultima e penultima piazza, che è di fatto un risultato imbarazzante per un team che vuole lottare per la quarta posizione nei costruttori, e per un team che ha svariati elementi in comune con la Ferrari (posteriore e cambio, Power Unit).

Chiudiamo questa analisi del Gran Premio a Mexico City, riportando la bellissima immagine, quella nel dopo gara, di Sebastian Vettel che si è per primo congratulato con Lewis Hamilton per la conquista del Titolo, che sintetizza in pochi istanti quanta stima, rispetto, ammirazione e lealtà ci sia tra i due piloti più forti e vincenti degli ultimi dieci anni in F1, e quanto questi due fuoriclasse riconoscano vicendevolmente il valore dell'avversario.

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Mon, 29 Oct 2018 20:07:51 +0000 https://www.formula1.it/news/6248/1/hamilton-e-campione-mentre-la-mercedes-affonda-verstappen-vince-ferrari-rinasce http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-e-campione-mentre-la-mercedes-affonda-verstappen-vince-ferrari-rinasce-6248-2.jpg
GP MESSICO - LE PAGELLE: i voti della diciannovesima gara https://www.formula1.it/news/6247/1/gp-messico-le-pagelle-i-voti-della-diciannovesima-gara Come da pronostico la Red Bull si dimostra super competitiva sul tracciato messicano e vince con Max Verstappen! Seguono quindi le due Ferrari e le due Mercedes in netta difficoltà. Ritirato per l'ennesima volta Ricciardo.

Ma vediamo insieme i voti di questa gara:

Red Bull: 8 al team; 10 a Verstappen; 8 a Ricciardo Su questa pista d'altura sembra tornata la Red Bull fortissima del 2013. Gara fantastica da parte di Verstappen: si prende subito la testa della corsa e se ne va, lasciando ben poche speranze agli avversari. Per quanto riguarda Ricciardo, ottimo in qualifica a strappare la pole al compagno per pochi millesimi, ma non altrettanto al via quando con un pessimo scatto viene superato anche da Hamilton. Nel momento di difficoltà con le gomme subisce anche il sorpasso di Vettel, ma poi grazie ad un'ottima gestione torna competitivo e quando il ferrarista gli finisce nuovamente dietro con la seconda sosta si difende egregiamente. Peccato che la sua power unit lo lascia a piedi per l'ennesima volta...

 

Ferrari: 8 al team; 9 a Vettel; 7,5 a Raikkonen Entrambe le macchine sul podio mancavano da un bel po'. Ottima la gara di Vettel, avesse corso sempre così... Cauto al via, infatti rimane 4°, ma quando monta gomma supersoft, il suo ritmo è migliore e supera sia Ricciardo che Hamilton. Tenta di andare a prendere anche Verstappen con una seconda sosta, ma anche l'olandese risponde fermandosi... Buona gara anche per Raikkonen: sottotono al via, ma fin da subito a mettere pressione a Bottas nel primo stint. Quando gli altri si fermano, rimane in pista qualche giro in più, quel tanto che basta per aiutare il suo compagno. Ottima la gestione della gomma rossa, per oltre 50 giri.

 

Mercedes: 5 al team; 6 a Hamilton; 4 a Bottas Devo dire che non mi sarei mai aspettato una Mercedes così in difficoltà quest'anno, eppure qui non sembravano nemmeno una brutta copia del team delle gare passate. Buona la qualifica per Hamilton, a mettersi dietro solo ai Red Bull e ottimo scatto in partenza a portarsi in seconda posizione, ma inizia subito a soffrire di graining. Problema che persiste nel secondo stint con gomma rossa e pure nel terzo con ultrasoft. Non viene doppiato per poco... Bottas non pervenuto. Non bene in qualifica e altrettanto non bene in gara. Mai a livello nemmeno del compagno e infatti viene doppiato.


Renault: 8 al team; 8 a Hulkenberg; 7,5 a Sainz Mezzo voto in meno a Sainz perché si trova sempre alle spalle del compagno, ma nel complesso una gara molto positiva per il team: quarta forza, sia in qualifica che in gara, indisturbata. Peccato per il ritiro di Sainz dovuto a problemi tecnici, altrimenti avrebbero fatto una bella scorpacciata di punti in ottica mondiale costruttori.


Alfa Romeo Sauber: 8 al team; 8 a Leclerc; 7 a Ericsson Un'ottima gara per il team, con entrambe le vetture in Q3 al sabato e a punti la domenica. Meglio Leclerc di Ericsson, ma la cosa non fa notizia. Un'ulteriore conferma di ciò è Vandoorne che riesce a mettersi nel mezzo con la sua McLaren.


McLaren: 7 al team; 7 a Alonso; 8 a Vandoorne Se non fosse per il ritiro di Alonso dovuto nuovamente a problemi tecnici, potremmo dire che sarebbe stato uno weekend positivo per il team inglese. La qualifica dello spagnolo non è affatto male, in 12^ posizione e anche la partenza, è buona. Peccato che dopo pochi giri dal via, dal suo posteriore esca del fumo bianco... Vandoorne invece parte più indietro, ma con un'ottima strategia riesce a chiudere bene nei punti, in 8^ posizione.


Toro Rosso: 7 al team; 8 a Gasly; 4 a Hartley Gasly è costretto a partire ultimo per l'omologazione di una nuova power unit, ma con una gran gara riesce a chiudere in 10^ posizione; Hartley parte 14° e lì resta, rimediando anche una penalità per un'eccessiva difesa su Ocon. Bocciato...


Force India: 7 al team; 8 a Perez; 5 a Ocon L'idolo di casa stava disputando una gran gara: partito 13°, era risalito fino alla 7^ posizione e aveva fatto la sua sosta durante virtual safety car mantenendo così il vantaggio sugli avversari, poi un problema tecnico lo ha costretto al ritiro. Non altrettanto possiamo dire per Ocon: parte 11°, lotta con le Toro Rosso per i punti, ma rimane fuori. Rimandato... Ma dovrebbe fare di meglio dato che non ha ancora il sedile per il 2019...


Williams: 6 al team; 6 a Stroll; 6 a Sirotkin Gara anonima in fotocopia. Entrambi fuori in Q1 al sabato e entrambi fuori dai punti la domenica, staccati tra di loro di meno di un secondo...


Haas: 4 al team; 4 a Grosjean; 4 a Magnussen Devono aver mandato dei cugini che però nemmeno si sono visti... Scherzi a parte, entrambi fuori in Q1 al sabato; in ultima e penultima posizione la domenica. Weekend da dimenticare...

di Alessandro Rana (@AleRana95)

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mon, 29 Oct 2018 18:12:42 +0000 https://www.formula1.it/news/6247/1/gp-messico-le-pagelle-i-voti-della-diciannovesima-gara http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-le-pagelle-i-voti-della-diciannovesima-gara-6247-1.jpg
Ricciardo, super pole, ne avevo bisogno, pronto a vincere la gara https://www.formula1.it/news/6246/1/ricciardo-super-pole-ne-avevo-bisogno-pronto-a-vincere-la-gara La vittoria di chi non molla mai, di chi malgrado tutto, le svariate difficoltà incontrate in stagione, e malgrado il benservito ricevuto dalla sua squadra, non si è mai arreso e non ha mai smesso di sorridere, questa è la pole a Città del Messico di Daniel Ricciardo.

Pole del Gran Premio del Messico che doveva essere, a detta di tutti, e stando ai verdetti della pista nelle tre sessioni di prove libere, di Max Verstappen che, fino al Q2, era stato dominatore incontrastato del weekend.

Alla fine pero, nell'ultimo giro Daniel è riuscito ad essere il più veloce di tutti, e a battere anche per l'orgoglio, il team mate olandese, scatenando la sorpresa di tutti, fan e addetti ai lavori, per una prestazione totalmente inattesa:

"Non ero assolutamente convinto di aver fatto una buona tornata, appena ho saputo di essere in pole position sono esploso esultando, ma adesso bisogna che mi tenga qualche energia per domani e mi sto calmando, anche se sono veramente felicissimo.
Mi mancava da tempo essere davanti, ma in generale era da tempo che non riuscivo a passare un bel weekend".


Pole dal peso specifico immenso per Daniel, che riesce così ad uscire da un calvario che durava ormai dallo scorso Maggio, dal Gran Premio di Monaco, e mettere fine ad una striscia di ritiri e risultati negativi.

Una pole bellissima, straordinaria, inaspettata, che ha fatto esplodere di gioia Daniel, ma ha fatto infuriare Max Verstappen che era sempre stato leader della classifica e di fatto era il favoritissmo per la partenza al palo, e che lascia ben comprendere alla Red Bull che non è stata forse la decisione giusta scaricare in questo modo il pilota australiano.

Proprio di Max Verstappen ha parlato Daniel, che ha piazzato la zampata a discapito del team mate proprio nel momento cruciale:

"Max è stato davanti per tutto il fine settimana, io ho sofferto un po', ma sapevo di avere qualcosa in più e l'ho tirato fuori alla fine. Credo sia stata una bella battaglia fra di noi e sono contento di aver messo insieme un buon giro".

Giro finale, determinate, dove Max ha commesso un piccolo errore nel T2, nel quale ha voluto forse strafare, perdendo quel decimo decisivo per la pole, mentre Ricciardo è stato chirurgico e perfetto, facendo il massimo ma senza oltrepassare i limiti.

Dopo la sua pole, la seconda stagionale, il pilota numero tre del team di Chris Horner ha allargato lo sguardo su tutta la sua sessione di qualifica:

"Il primo tentativo non è andato benissimo. Dovevo migliorare nel secondo e onestamente il primo settore non era stato così buono. A quel punto sicuramente non pensavo di poter andare davanti, ma ho fatto la differenza nel secondo e nel terzo tirando fuori tutto quello che avevo. A volte le qualifiche possono essere entusiasmanti e oggi è una bella dimostrazione di ciò".

Primo giro, dove il futuro pilota Renault era alle spalle non solo di Verstappen, ma anche di Vettel e Hamilton, dunque nel secondo era ben consapevole di dover dare tutto.
Dare tutto che però non gli è riuscito nel T1, quello di motore, dove la sua RB14 pagava maggiormente, ma gli è riuscito nel T2 e nel T3, i settori dove conta il grip meccanico e la downforce.

Infine, non poteva mancare un commento di Ricciardo sulla pole che di fatto sancisce l'uscita dalla crisi nera che lo ha accompagnato per circa metà campionato:

"Era da Monte Carlo che non riuscivo ad andare davanti, qui è speciale. Abbiamo fatto doppietta in queste qualifiche grazie ad un ottimo passo ed è molto bello, ma dobbiamo completare il lavoro domani".

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Sun, 28 Oct 2018 09:31:29 +0000 https://www.formula1.it/news/6246/1/ricciardo-super-pole-ne-avevo-bisogno-pronto-a-vincere-la-gara http://www.formula1.it/admin/foto/ricciardo-super-pole-ne-avevo-bisogno-pronto-a-vincere-la-gara-6246-1.jpg
GP MESSICO - Quali sono i segreti che hanno permesso alle RB14 di dominare il venerdì in Messico? https://www.formula1.it/news/6245/1/gp-messico-quali-sono-i-segreti-che-hanno-permesso-alle-rb14-di-dominare-il-venerdi-in-messico Sembra di essere tornati a qualche anno fa quando RedBull dominava la F1. Il venerdì del Messico è terminato infatti con un risultato clamoroso, non tanto per un 1-2 Verstappen Ricciardo quanto per i distacchi inflitti agli altri competitors, in primis Mercedes (+1.380) e Ferrari (+1.234). Il pilota olandese, guidando una RB14 pressoché perfetta in termini aerodinamici e meccanici, meno dal punto di vista di Power Unit visto il problema (idraulico) occorsogli a fine FP2, è riuscito a precedere di 153 millesimi il compagno di squadra. Notevole la facilità con cui i due RedBull siano riusciti a ripetere i tempi realizzati durante la prima sessione di libere nonostante la pista fosse molto più calda visto con i suoi 49°C d'asfalto.  

Dietro al duo Red Bull troviamo la sorpresa Renault, con Carlos Sainz staccato di oltre 1 secondo che è andato a precedere Vettel ed il suo compagno di squadra Nico Hulkenberg. Gli altri protagonisti di questo mondiale 2018 li troviamo piuttosto attardati con Hamilton settimo, Raikkonen ottavo e Bottas nono. Andiamo a scoprire il perchè di questi strani valori uscenti dalle prime tre ore di prove libere del Messico GP. 


GP MESSICO: PL1 con temperatura della pista piuttosto fresca e pista molto green

Nella maggior parte degli eventi, ancor di più in quello del Messico, la prima ora e mezza di prove libere è molto difficile da valutare poiché viene corsa su una pista molto sporca ("green"), con pochissimo grip e quindi in rapida evoluzione. 

 

E' proprio con queste condizioni di pista, accoppiate alla eccellente capacità di far funzionare egregiamente i compound più morbidi anche nelle situazioni più difficili, che RedBull si esalta. Ed è quanto successo. Le due RB14 hanno impressionato nel ritmo sia in condizioni di qualifica che nella breve simulazione di gara effettuata nei minuti conclusivi della sessione. Questo dato, seppur poco indicativo, potrebbe essere utile soprattutto se saranno confermate le previsioni meteo che prevedono pioggia nelle prossime ore. Una pioggia, arrivata già qualche ora fa, che andrebbe a "lavar via" dalla pista la tanta gomma depositata dalle varie monoposto nelle quattro sessioni antecedenti la gara favorendo quindi le performance delle due RedBull.
 

GP MESSICO: è Verstappen il pilota più veloce nella simulazione di qualifica con le HyperSoft

Dopo aver svolto il classico primo run delle seconde libere con una delle due mescole più dure portate in pista dalla Pirelli, i vari Team si sono concentrati nella loro "simulazione di qualifica" con il compound HyperSoft.

 

 
 
E qui troviamo la vera sorpresa di questo venerdì messicano poiché Max Verstappen e Ricciardo hanno inflitto distacchi che mai avevamo visto in tutta questa stagione. Il distacco di oltre 1 secondo rimediato da Ferrari e Mercedes non deve però ingannare come ben affermato da Daniel Ricciardo nei minuti successivi alle libere pomeridiane: "Non voglio essere ingenuo, domani Mercedes e Ferrari saranno molto più vicine. Si spera non troppo vicine o davanti a noi ma non credo che vedrete una Pole con RedBull avanti a loro di mezzo secondo. Sarà una lotta a 6 molto eccitante"

Se analizziamo i singoli intertempi possiamo notare che entrambe le RB14 pagano qualche decimo da Ferrari nel primo settore che è quello più veloce e dove conta maggiormente la potenza del motore e, in parte, la resistenza aerodinamica. La SF71H, seppur depotenziata ma che utilizzerà da oggi la specifica di Power Unit introdotta a Spa al contrario della Mercedes, è stata la vettura più veloce con Vettel e Raikkonen che hanno ottenuto le velocità massime più elevate. Al contrario, entrambe le Mercedes sono state molto lente nel tratto più veloce della pista, pagando addirittura ben 6 decimi di secondo nei confronti della Ferrari di Sebastian Vettel. Un gap da associare in grossa parte ad un più importante depotenziamento del previsto durante le seconde prove libere per via di un anomalo surriscaldamento delle unità motrici che ha obbligato gli ingegneri ad utilizzare una mappatura molto più tranquilla rispetto a quella che solitamente viene utilizzata al venerdì pomeriggio. Negli altri due settori della pista, a farli da padrone sempre le due RB14 che guadagnano moltissimo su Mercedes e Ferrari nel terzo settore che è quello più guidato. Vettel in soli 20 s ha rimediato un gap da Verstappen di oltre 1 secondo, anche per via di un errore che lo avrebbe portato davanti alla Renault di Sainz, mentre Hamilton è riuscito a fare leggermente meglio pagando “solo” 7 decimi. Una Ferrari molto attesa anche dal punto di vista degli aggiornamenti aerodinamici dopo che ad Austin, per via del maltempo, non è stato possibile la loro valutazione in pista. La risposta è negativa. Aggiornamenti scartati dopo un'ora e mezza di comparazioni con il pacchetto "misto" utilizzato ad Austin. A fine PL2 Sebastian Vettel è stato piuttosto chiaro: "Abbiamo scelto il vecchio pacchetto poiché la differenza tra i due pacchetti è evidente". Aggiornamenti che, al contrario di RedBull (una prototipazione rapida ha permesso di valutare su un vecchio fondo i deviatori di flusso in stile Ferrari), erano pianificati già da qualche settimana e che avrebbero dovuto far fare un'importante passi in avanti alla SF71H. Come scritto anche nello scorso weekend, nessuna raccolta dati in vista della prossima stagione, confermato anche dal quattro volte campione del mondo tedesco a fine giornata. Dopo l'importante bocciatura dell'ala posteriore introdotta a Singapore e della sospensione posteriore, arriva anche quella del fondo e dei bargeboard che fanno sicuramente suonare un campanello d'allarme riguardo alle opache prestazioni (o meglio correlazioni) della galleria del vento di Maranello.


GP MESSICO: Ferrari e Mercedes proveranno a qualificarsi nel Q2 con le Ultra Soft?

Al termine della prima giornata di prove sul tracciato messicano di Città del Messico sono tanti i piloti che hanno aspramente criticato il fornitore unico di pneumatici, Pirelli. Al centro delle critiche la troppo morbida HyperSoft che ha sofferto in modo importantissimo di graining ossia quel fenomeno di fatica degli pneumatici che si manifesta usualmente quando la pista è sporca, o comunque non gommata. 

Il risultato del graining è l’abrasione della superficie dello pneumatico con la presenza delle tipiche “bench mark” dei fenomeni di rottura a fatica.  

Ma perché questi importanti problemi sono emersi in Messico? Ci viene incontro il boss di Pirelli, l'italiano Mario Isola, che fa riferimento alle condizioni speciali presenti in Messico dove, a causa dell'altezza di 2.200 metri sul livello del mare, il tutto è molto diverso rispetto agli altri circuiti. La minor presenza di aria va a ridurre certamente il carico aerodinamico generato dai veicoli che a si ripercuote ovviamente sulla gestione degli pneumatici. Oltre a ciò, non solo freni e Power Unit risultano meno raffreddate dall'altura di Città del Messico, ma anche gli pneumatici che non hanno tempo di raffreddarsi. A ciò bisogna sicuramente aggiungere come l'autodromo Hermanos Rodriguez durante l'anno non venga molto utilizzato con quindi grosse ripercussioni in termini di graining nelle prime ore di prove. Sempre Isola: "Nella seconda sessione il graining non era scomparso ma sicuramente è diminuito. Ci aspettavamo comunque questi problemi poiché la nostra scelta di gomme è stata molto aggressiva. Questo per avere una gara più movimentata dal punto di vista delle strategie. Se negli altri GP era scontato che molti Team avrebbero puntato alla singola sosta, in Messico probabilmente avremo almeno due cambi gomme".
 
Le HyperSoft, soprattutto in simulazione gara, hanno creato parecchi problemi a Ferrari e Mercedes per la formazione di graining sugli pneumatici anteriori. Se le condizioni della pista non dovessero migliorare è molto probabile che (almeno) entrambi i Team proveranno a qualificarsi in Q2 utilizzando gli pneumatici UltraSoft che nella simulazione di gara delle seconde libere hanno dato sicuramente meno problemi rispetto alle HyperSoft. Non ha avuto invece grossi problemi la RedBull

Anche Isola è di questa idea parlando di "scelta più conservativa" che permetterebbe poi di gestire nel miglior modo l'intera strategia di gara. Considerando la pioggia che potrebbe nuovamente cadere tra la giornata di oggi e quella di domani che andrebbe a togliere la gomma che altrimenti avrebbe ridotto (del 50%, secondo Isola) i problemi di graining sulle anteriori.
 
Il gap tra le diverse miscele, 0.7 secondi tra Hypersoft e Ultrasoft e 0.4 secondi tra Ultrasoft e Supersoft, lasciano questa possibilità, soprattutto per i Top Team.
 

GP MESSICO: qual è il "segreto" che ha permesso alle RB14 di dominare il venerdì del Messico GP? 

Sono proprio in RedBull a spiegarcelo, partendo da Verstappen: "Quest'oggi abbiamo avuto una grande macchina, con molto carico aerodinamico e un ottimo grip meccanico, due elementi che a questa altezza sono ancora più importanti". Avere la giusta quantità di downforce e il giusto grip meccanico permettono il pieno sfruttamento degli pneumatici, un qualcosa da cui Ferrari e Mercedes sono ancora molto lontani: "Tutti sono al limite con le gomme, cercando di farle ancora lavorare al meglio e quindi scivolando meno. Gli unici che sembrano già al 100% sono i RedBull. Il problema è che con l'aria così sottile si ha meno aderenza e carico aerodinamico e se le gomme non funzionano si perde molto tempo."
 

In seconda analisi, c'è da valutare l'aspetto Power Unit, altre sì importante a 2.200 metri d'altitudine. Ecco le parole di Horner: "L'avevo detto in anticipo: l'alta quota permette un certo livellamento della potenza delle unità. Ferrari e Mercedes difficilmente riusciranno ad utilizzare la piena potenza delle loro modalità di qualifica domani e questo ci darà sicuramente una possibilità. Ma attenzione, il distacco visto quest'oggi non è reale".

 

GP MESSICO: molto buono il "primo stint di gara" di Verstappen su HyperSoft

Analizzando i passi gara, molto positiva la Red Bull specialmente con Verstappen che è stato il pilota più veloce con le "impossibili" HyperSoft. Gomme che comunque anche su RedBull hanno avuto un decadimento importante ma molto meno rispetto a quello che possiamo notare su Ferrari e Mercedes. 

Molto positivo invece, il long run di Raikkonen che ha lavorato con il compound più duro dei tre, ossia la SuperSoft, effettuando 20 giri con un passo piuttosto veloce e costante a dimostrazione che la gomma rossa potrebbe essere una gomma valida per la gara. 
 
Nella seconda parte di gara i due Red Bull si sono concentrati nella comprensione delle UltraSoft mentre Vettel ha utilizzato la gomma “rossa” mentre Raikkonen quella "rosa". Anche in questa simulazione Verstappen è stato il pilota più veloce ma ha dovuto interrompere la sua simulazione dopo soli 3 giri a causa di un problema tecnico (idraulico che non dovrebbe causargli una sostituzione della PU anche se un nuovo ICE Spec B è pronto per essere montato senza incorrere in penalità) sulla sua RedBull.  

A differenza dello stint precedente le prestazioni di Vettel ed Hamilton con il compound SuperSoft sono decisamente migliorate. Interessante come il pilota tedesco della Ferrari che per tutta la simulazione aveva utilizzato il “mode push engine 6” (classica mappatura da "crociera") abbia fatto segnare un'interessante 1.21.8 grazie alla mappatura “mode push engine 4”, ossia la mappatura più spinta da utilizzare in gara e che gli ha quindi garantito maggior potenza. 
 
Autori: @spontonc & @smilextech

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Sun, 28 Oct 2018 09:01:32 +0000 https://www.formula1.it/news/6245/1/gp-messico-quali-sono-i-segreti-che-hanno-permesso-alle-rb14-di-dominare-il-venerdi-in-messico http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-quali-sono-i-segreti-che-hanno-permesso-alle-rb14-di-dominare-il-venerdi-in-messico-6245-1.jpg
Vettel, poca aderenza e macchina difficile ma in qualifica saremo veloci https://www.formula1.it/news/6244/1/vettel-poca-aderenza-e-macchina-difficile-ma-in-qualifica-saremo-veloci Scordarsi il campionato, a questo è chiamato Sebastian Vettel nelle tre gare rimanenti, pensando non più ai punti, ma solo a fare il meglio possibile nelle singole tappe, tentando di portare a casa, se possbile, quante più pole position e vittorie, se la sua Ferrari potrà  metterlo nelle condizioni adatte.

Nelle due sessioni del venerdì del Gran Premio del Messico però, Seb, come anche i piloti Mercedes, non è apparso in grado di ben figurare nella terzultima gara stagionale, dato che le Red Bull sono sembrate davvero imprendibili.

Gap dalla vetture di Milton Keynes, che però non è sembrato reale tanto è stato grande, e forse proprio per questo, Sebastian Vettel non si è perso d'animo nella sua analisi della giornata di prove, e davanti ai microfoni dei giornalisti è partito nel commentare le difficoltà della gestione delle gomme e i programmi svolti:

Oggi è stato difficile far funzionare la macchina nel modo giusto per noi.
Al mattino è stato interessante confrontare i vari pacchetti, mentre al pomeriggio ci siamo concentrati di più su simulazione qualifica
e gara. La simulazione gara non è andata male, ma nel giro secco abbiamo avuto qualche difficoltà in più nel trovare il giusto bilanciamento e spremere del tutto le gomme“.

Gionata impegnativa per Seb e la Ferrari, che in mattinata, anche a causa della pista sporca, si sono dedicati a prove comparative del fondo, decidendo di mantenere la vecchia versione, mentre al pomeriggio hanno portato a termine il consueto lavoro di simulazione di qualifica e gara, accusando un bel gap dalle Red Bull sul giro secco, ma dimostrandosi all'altezza sui long run, che è stato basato in prevalenza sulle gomme Supersoft, che ieri erano le uniche a non avere un degrado eccessivo, graining nello specifico, a differenza delle altre mescole.

Proprio sulla questione gomme, il quattro volte Campione del Mondo è entrato maggiormente nel dettaglio per trovare le cause di questo degrado anomalo, e del conseguente gap, troppo grande per essere vero, accusato da Max Verstappen:

La difficoltà è che non c’è aderenza e si scivola parecchio. La mancanza di carico aerodinamico non permette alle gomme di funzionare bene e quando le gomme non funzionano tutto è complicato. Questo è il motivo per cui ci sono distacchi così grandi e per cui i tempi sono così incostanti. Quello è il lavoro principale che ci sarà da fare entro domani perché in qualifica si fa il giro secco e anche se con le hypersoft potrebbe essere un po’ più facile è difficile mantenere un bilanciamento pulito fino alla fine del giro“.

Poca aderenza, all'autodromo dedicato ai fratelli Rodriguez, dovuto in parte alla pista ancora molto "green", sporca, che andrà molto a migliorare con lo girare delle vetture, e anche dovuto all'aria rarefatta di Città del Messico che non consente alle monoposto, malgrado la configurazione ad alto carico aereodinamico, di generare il carico desiderato (si pensi che le vetture usano della ali specifica Montecarlo, e generano una downforce tipo Spa-Monza).

Basso carico che premia la velocità nel dritto, dunque nel primo settore, ma fa scivolare la vettura nella sezione di curve veloci, prendendo tempo e degradando le gomme, e nella sezione del T3, quella dello stadio, molto guidata.

Come sempre dopo le prove libere, il pilota di Heppenheim non ha potuto non rivolgere lo sguardo alla qualifica, nella quale dovrà inventarsi qualcosa per difendere il suo primato di poleman più giovane della storia della F1, che sarà insediato la Max Verstappen apparso in formissima con la sua Red Bull:

Tutti hanno ancora qualcosa in tasca, noi abbiamo cercato di fare il meglio possibile, ma la chiave saranno le gomme. Se hai qualche cavallo in più nel rettilineo non è così importante. Diventa chiave invece portare le gomme nella giusta finestra perché qui si possono guadagnare diversi decimi in un giro su questo aspetto”.

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Sat, 27 Oct 2018 11:18:45 +0000 https://www.formula1.it/news/6244/1/vettel-poca-aderenza-e-macchina-difficile-ma-in-qualifica-saremo-veloci http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-poca-aderenza-e-macchina-difficile-ma-in-qualifica-saremo-veloci-6244-1.jpg
GP MESSICO - REDBULL RB14: il nuovo fondo è molto simile a quello introdotto dalla Ferrari https://www.formula1.it/news/6243/1/gp-messico-redbull-rb14-il-nuovo-fondo-e-molto-simile-a-quello-introdotto-dalla-ferrari Come anticipato nella giornata di domenica scorsa, per motivi prettamente atmosferici gli importanti aggiornamenti portati ad Austin dalla Ferrari sono stati accantonati dopo il veloce test durante la prima ora e mezza di libere. Comprensibile, con un’ora sola di libere a disposizione prima delle qualifiche, posticipare la loro valutazione nel venerdì del Messico.
Alle classiche verifiche tecniche del giovedì le due SF71H sono state portate con diverse specifiche di fondo: su quella di Sebastian Vettel è stata montata la specifica introdotta ad Austin mentre per Raikkonen c'è la versione portata in pista a Singapore.

GP MESSICO - RedBull RB14 & Ferrari SF71H | Foto Albert Fabrega

Ma la novità più interessante notata nei box del Messico è il nuovo fondo RedBull, molto simile a quello mostrato solamente 7 giorni fa dal Team italiano. Dalla foto confronto dell'ottimo Albert Fabrega possiamo notare come anche sulla RB14 siano stati aggiunti tantissimi generatori di vortice/deviatori di flusso che hanno la funzione di energizzare ulteriormente il flusso in una zona nevralgica della monoposto. Delle tre vetture della Serie A di questa interessante F1 2018, Ferrari e RedBull sono quelle che si avvicinano maggiormente come concetti aerodinamici con un assetto rake pronunciato; fondamentale quindi, per entrambi i Team, riuscire a sigillare lateralmente il fondo per migliorare l'efficienza aerodinamica del retrotreno e di conseguenza quindi lavorare sul fondo vettura rispetto ad un Team come Mercedes che avendo un concetto Low Rake ha meno necessità da quel punto di vista.

Autore: @smilextech

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Thu, 25 Oct 2018 21:32:16 +0000 https://www.formula1.it/news/6243/1/gp-messico-redbull-rb14-il-nuovo-fondo-e-molto-simile-a-quello-introdotto-dalla-ferrari http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-redbull-rb14-il-nuovo-fondo-e-molto-simile-a-quello-introdotto-dalla-ferrari-6243-1.jpg
Verstappen, possiamo vincere in Messico, con Honda saremo la sorpresa 2019 https://www.formula1.it/news/6242/1/verstappen-possiamo-vincere-in-messico-con-honda-saremo-la-sorpresa-2019 Città del Messico, un anno dopo la sua bellissima vittoria, Max Verstappen torna è ancora una volta sulla cresta dell'onda, 12 mesi fa a causa della vittoria due gare prima in Malesia, oggi invece forte della bellissima rimonta ad Austin, dalla 18° alla 2° posizone.

Max però non ha però più ambizioni iridate in questo 2017, e come la scorsa stagione, il suo obiettivo è provare a vincere delle gare, e proprio qui in terra Messicana, avrà l'ultima grande occasione di portare la sua Red Bull sul gradino più alto del podio.

365 giorni dopo la stupenda cavalcata sul tracciato dedicato ai fratelli Rodriguez, Max e la Red Bull sembrano determinati a replicare la vittoria 2017, e proprio di questo ha parlato il figlio di Jos nella consueta conferenza stampa del Giovedì:

Sicuramente questa è la migliore opportunità per noi. Cercheremo di assettare la vettura nel miglior modo possibile e poi scopriremo quali saranno le nostre prestazioni. Non credo che in qualifica avremo un’opportunità, ma in gara in ogni caso sembriamo andare molto meglio e mi aspetto di andare ancora meglio rispetto ad Austin. A causa dell’altitudine la differenza tra i motori è minore, e il grip meccanico fa la differenza, e questo potrebbe aiutarci. Aver vinto la gara lo scorso anno non cambia il mio approccio“.

Gara, dove le Red Bull dovrbbero andare molto molto forti, pronte a sfruttare le caratteristiche della pista a vantaggio delle loro vettura, dotata di grande downforce e molto grip meccanico, che grazie all'aria rarefatta non dovrebbe soffrire molto la carenza di cavalli della Power Unit.

Il pilota Olandese ha poi brevemente analizzato le chance di vittoria che avrà Lewis Hamilton a partire da questa gara:

Ogni pilota vuole vincere, non cambia molto“.

Il driver numero 33 della Red Bull è tornato poi a parlare della bellissima rimonta della quale è stato protagonista in Texas:

Non voglio considerarla la migliore gara della mia carriera, anche se è stata ottima. La cosa migliore è stata fare così tanti punti, partendo così indietro. Non mi aspettavo di lottare per il podio, ma come accaduto in passato, in gara siamo competitivi. La strategia è stata ottimale e trovarmi a fine gara a lottare per la vittoria è stato molto bello. Tenermi stretto il secondo posto negli ultimi giri è stato impegnativo, ma molto divertente“.

Gara, il cui risultato è stato superiore alle aspettative, ma che è stato in parte dovuto e al ritiro di Daniel Ricciardo, e al testacoda di Sebastian Vettel al primo giro che senza dubbio lo hanno avvantaggiato.

Fortuna si, ma senz'altro anche grande merito per il 20enne Red Bull, che è comunque stato spettacolare nei sorpassi e nella gestione della strategia, specie nel secondo stint dove ha tenuto dietro Hamilton, e quasi sorpassato Raikkonen, con delle gomme Supersoft molto più usate di quelle dei due diretti rivali in quel momento.

Immancabili in questa fase di stagione le domande sul futuro, e in questo caso le domande per Max Verstappen sono dirette soprattutto per quanto riguarda la Power Unit Honda che sarà installata sulla Red Bull dal 2019:

“È ovviamente difficile dirlo ora, perché dobbiamo ancora sviluppare la macchina. Lo scopriremo l’anno prossimo. Inizialmente credo che potremo non essere abbastanza forti per lottare per la vittoria, ma nel corso della stagione credo che miglioreremo, questo è il programma. Sicuramente lavoreremo in quella direzione“.

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Thu, 25 Oct 2018 21:01:38 +0000 https://www.formula1.it/news/6242/1/verstappen-possiamo-vincere-in-messico-con-honda-saremo-la-sorpresa-2019 http://www.formula1.it/admin/foto/verstappen-possiamo-vincere-in-messico-con-honda-saremo-la-sorpresa--6242-1.jpg
GP STATI UNITI: il pagellone semiserio del Froldi https://www.formula1.it/news/6241/1/gp-stati-uniti-il-pagellone-semiserio-del-froldi GP USA - Austin - 2018

La vittoria di Kimi è un curioso e formidabile incrocio di sentimenti contrastanti. Il passato che non può tornare. Un pilota da ritrovare che, per la terza volta di fila, si gira manco fosse un debuttante. Un malcelato senso di malinconia per le tante occasioni sprecate in questo 2018 si confonde e mescola intimamente con la festa per la sesta bandiera che sventola a Maranello. Meglio vincere che perdere. Lapalissiano. Eppure; eppure certe vittorie pesano più di tante sconfitte. Per il retrogusto amaro che lasciano nel nostro intimo quando, da tifosi Ferrari si va a letto e si spegne la luce, nella tarda domenica, pensando a ciò che poteva essere e non è stato. Al secondo anno di fila non dico buttato ma che avrebbe potuto descrivere scenari ben diversi e non immeritati. Vince meritatamente il Mondiale Lewis Hamilton e vince meritatamente la Mercedes. Un Team a cui la Ferrari dovrebbe guardare con umiltà: vivisezionarla, studiarne tutte le mosse (dall'organizzazione interna, alla catena di comando, alla forza politica). Lo ripeto: con umiltà. Lottando con forza per le cose che contano e lasciando perdere velleitari cinguettii su twitter che ti fanno pensare a troppa arroganza e, ancora una volta, ad una mancata e seria disamina delle proprie mancanze. E’ sempre così in Ferrari. Sempre colpa degli altri. Nel frattempo il Team cerchi almeno di recuperare Sebastian Vettel. Lui “serve” al meglio. Per se stesso, per la Ferrari, per la Formula Uno.

Raikkonen. Voto: 10 e lode. Vedere Kimi rivincere in Ferrari è stato romantico, a dir poco. Penso che nel passato “recente” ci sia riuscito solo Berger. Kimi è tutto fuorché Ice-Man. Parla poco perché è semplicemente un carattere introverso. Ma si capiva quanto fosse contento per questa vittoria tanto attesa e, alla fine, arrivata.

 

SF71H. Voto: Che disdetta. Resterà una delle monoposto di Formula Uno più veloci e consistenti degli ultimi anni. Le è mancato l’alloro.

Vettel. Voto. crisi nera. Anche qui. Sentimenti contrastanti. Mi convinco sempre di più che sia simile a Mansell, e io adoravo Mansell. Ma mi ha fatto, anche domenica, andare fuori di testa. Tra l’altro già s’era messa male per un suo errore sabato. Penalità stupida ovviamente, ma se il regolamento è così, te la devi beccare. Gli errori di quest’anno e la sua fragilità forse potrebbero trovare spiegazione in problemi di cui si è accennato timidamente (se la sua intervista con Mara Sangiorgio è stata tradotta correttamente) anche fra i commentatori di Sky. Sinceramente non so cosa dire, non riesco a trovare una posizione fra coloro che dicono che un pilota di Formula Uno deve pensare alla gara quando chiude la visiera o fra coloro che pensano che anche questi cavalieri del rischio siano esseri umani; e anche loro possano essere influenzati nelle loro prestazioni da sentimenti ed emozioni. E’ successo qualche anno fa a Lewis con l’ex fidanzata. Non tutti fanno come Niki Lauda. Che comunque non fu solo quello che si mise il casco con le carni sanguinanti, ma anche colui che fece il “gran rifiuto”. Per sdrammatizzare…ma le gomme di Vettel hanno il sapone sopra?

Maurizio Arrivabene. Voto: 3. Probabilmente, anzi quasi certamente, resterà un altro anno. A mio parere, ma io non sono nessuno anche se Mark Webber la pensa come me, non è il Team Principal di cui ha bisogno la Ferrari. Mattia Binotto a questo punto è il grande sconfitto. La mia speranza è che non ci sia un’ennesima “notte dei lunghi coltelli” in salsa modenese e che tutti lavorino ancora di più per portare l’iride a casa nel 2019.

Maurizio Arrivabene e la dedica a Daniele Casanova (ingegnere GeS scomparso prematuramente). Voto: bellissime parole. E commozione vera.

 

La scuderia Ferrari e la comunicazione sui social. Voto: non trovo le parole. Appena finita la gara è uscito questo Tweet che riportiamo con il sacrosanto commento di Formula Humor. Che dire? Quanta arroganza!

Hamilton. Voto.: 8. Se la monoposto non è al top, non rischia oltre modo. Anche per questo eguaglierà il record di Fangio.

La Fia e il suo regolamento tecnico. Voto: Mah! Può un componente essere un pò illegale ma non troppo? E’ un mistero buffo quello relativo ai cerchioni posteriori microforati della freccia d’argento utili, pare, per risolvere i noti problemi di surriscaldamento delle gomme posteriori. Se una cosa è legale dici che è legale, se è illegale dici che è illegale e la bandisci. Tertium non datur. Su alcuni siti motoristici, si legge che la Federazione avrebbe chiesto alla Mercedes di tappare questi microfori, cosa che avrebbe fatto prima della gara. E all’improvviso ecco il blistering sulle monoposto anglo-tedesche. Non sono Sherlock Holmes, sono moderatamente in malafede verso i grigi, ma non ho le competenze necessarie e lascio la parola per questa querelle a Cristiano e PG, che ne sanno più di me. Ma il punto è che una Federazione che agisce in questo modo (vedi anche sensori batterie Ferrari). non fa il bene di questo bellissimo sport..

Verstappen. Voto: un bullo (questa volta) da applausi. Nulla da dire. Gara splendida, duelli mai fuori dal limite, e una volta tanto che fa il gioco della Ferrari (anche se in realtà sta prolungando l’agonia per noi Ferraristi…)

Ricciardo. Voto: Mobbing che ti toglie le ali. Che in Rb gli diano gli scarti (da quando ha annunciato il passaggio in Renault) mi pare evidente. Nulla di nuovo sotto il sole.

 

Tute Red Bull. Voto: sublime obbrobrio. Gli austriaci non sono il top in quanto a stile ed eleganza. Però…una tuta brutta come quelle che i poveri Max e Daniel hanno dovuto indossare nel fine settimana a Dallas…non l’avevo mai vista.

Pirelli. Voto: ogni tanto ci ricascano. Copio e incollo da PG: «Credo sia vergognoso che Pirelli poche ore prima della gara vada a modificare le pressioni degli pneumatici (+1.5 psi). E gli assetti? Siamo a fine stagione e ancora si parla di "valori diversi di carico e velocità" rispetto a quelli uscenti dalle simulazioni». Aggiungo: e la sicurezza?

di Mariano Froldi

foto Gruppo FB Le cordiali Gufate di GIanfranco Mazzoni foto @FormulaHumor

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

 

 

 

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Wed, 24 Oct 2018 18:31:12 +0000 https://www.formula1.it/news/6241/1/gp-stati-uniti-il-pagellone-semiserio-del-froldi http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-il-pagellone-semiserio-del-froldi-6241-1.jpg
GP AUSTIN - ANALISI DELLA GARA: è tornata la vera Ferrari https://www.formula1.it/news/6240/1/gp-austin-analisi-della-gara-e-tornata-la-vera-ferrari Negativo il primo Championship Point per Lewis Hamilton che, in un Gran Premio di Austin più complicato del previsto, non è riuscito a sfruttare un altro errore di Sebastian Vettel.

Sul circuito del Texas abbiamo assistito ad una gara veramente interessante che è concisa anche con la rinascita della Ferrari che ha vinto la gara con Kimi Raikkonen. Una vittoria molto attesa, meritata anche in altri appuntamenti dei mesi/anno scorsi/o, quella del pilota finlandese visto che si tratta del primo successo nella sua seconda avventura con il team di Maranello, iniziata nella difficilissima stagione 2014. Niente paura per Hamilton e Mercedes che tra pochissimi giorni avranno una seconda chance; una partita quella del mondiale piloti che, purtroppo per i tifosi del Team italiano, sembra essere ormai chiusa visto che il pilota anglo caraibico del Team Mercedes potrà terminare addirittura la corsa al settimo posto per potersi laureare campione del mondo per la quinta volta.

GP AUSTIN: ad Austin abbiamo finalmente rivisto la vera Ferrari?

SI. La risposta non può che essere positiva visto che salvo le opache prestazioni di venerdì sul bagnato, la SF71H è tornata ad essere quella vista fino a Spa ossia molto competitiva sugli pneumatici e sulla Power Unit. Questa riscossa non è arrivata grazie all'introduzione di novità aerodinamiche visto che, per motivi prettamente atmosferici (il venerdì piovoso non ha permesso la loro valutazione), non è stato utilizzato nelle asciutte giornate di sabato e domenica l'ultimo pacchetto di evoluzione portato proprio ad Austin.

 

Rosse che sono tornate ad essere molto bilanciate, riscoprendo le loro migliori caratteristiche e facendo nuovamente la differenza sui competitors, Mercedes in primis, in trazione e in rettifilo. Al contrario di quanto scritto da molti, il passo indietro della Ferrari in termini di aggiornamenti è stato molto contenuto visto che dal punto di vista aerodinamico solamente l’ala posteriore in stile McLaren introdotta a Singapore è stata bocciata con la conferma di tutti gli altri aggiornamenti portati in pista negli appuntamenti (successivi) di Sochi (ala anteriore e turning vanes) e Suzuka (deviatore di flusso nella parte bassa delle prese freni anteriori). Dal punto di vista meccanico invece è stata bocciata la sospensione posteriore introdotta a Monza, che doveva essere una importante evoluzione di quella portata in pista con ottimi risultati in quel di Silverstone. Concludendo, è tornata, anzi è stata evoluta, la tanto chiacchierata mappatura aggressiva K1 (ora divenuta K1 Plus) sulla PU italiana che ha permesso alla vettura italiana di far nuovamente la differenza sui rettilinei e in parte anche nelle fasi di trazione. I quasi 5 km/h di differenza in termini di velocità massima tra la SF71H e la W09 sono comunque da addebitare anche ad un assetto più carico scelto dagli ingegneri del Team anglo tedesco.

 

GP AUSTIN: è stata corretta la scelta di "splittare" i compound di partenza tra i due piloti?

Assolutamente SI. Molto giusta la scelta degli strateghi Ferrari di dare a Kimi Raikkonen il compound più morbido in partenza, una mossa che ha permesso al pilota finlandese di prendere il comando della gara già dopo pochi metri dalla partenza sfruttando nel migliore dei modi il maggior grip degli pneumatici UltraSoft. Al contrario, sulla SF71H di Vettel sono state montate le SuperSoft sapendo che il pilota tedesco non poteva sicuramente partire dalla prima fila per via della penalizzazione di 3 posizioni in griglia per non aver rispettato i limiti di velocità in regime di bandiera rossa durante le seconde prove libere.

 

UltraSoft che Raikkonen è stato abilissimo a far durare per ben 21 giri, pur con leggeri problemi al fondo, tenendosi alle spalle un Lewis Hamilton molto competitivo sia con il treno di SuperSoft di inizio gara che soprattutto con il compound Soft montato nella prima sosta. Riuscire a contenere gli attacchi dell'ormai cinque volte campione del mondo pilota Mercedes è stato sicuramente uno dei momenti più importanti della gara di Kimi Raikkonen.

Per quanto riguarda la gara di Sebastian Vettel, il contatto con Ricciardo non gli ha permesso di lottare per la vittoria, come ammesso da lui stesso: "Peccato per l'incidente con Daniel. Se fossimo rimasti al quarto o quinto posto dopo il primo giro, saremmo stati più vicini ai primi e sono sicuro che avremmo avuto la giusta velocità per vincere". Quello americano non è stato un fine settimana positivo per Sebastian Vettel che, dopo l’errore di venerdì che gli è costato 3 posizioni in griglia, è stato autore dell’ennesimo contatto nelle prime fasi di gara che gli ha pregiudicato la gara. Molto importante comunque, soprattutto per quanto riguarda il mondiale costruttori, il sorpasso su Bottas nelle fasi finali della gara che lo ha portato in quarta posizione.

 

GP AUSTIN: Mercedes ha avuto problemi alla Power Unit prima della gara?

SI, e importanti. Qualche ora prima della gara in casa Mercedes è suonato un'importante campanello d’allarme: sulla Power Unit di Valtteri Bottas sono stati notati dei valori anomali al circuito di raffreddamento che ha comportato la sostituzione della pompa dell’acqua.

 

Situazione leggermente migliore invece per l'unità di Hamilton su cui però il Team anglo tedesco non ha voluto rischiare di avere dei problemi durante gli oltre 50 giri di gara ed ha cosi praticato quanto fatto sulla vettura numero 77. Ricordiamo che questi componenti non fanno parti di quelli punzonati dalla Federazione e per questo possono essere sostituiti in caso di problemi senza incorrere in nessuna penalità. Il rimontaggio delle due vetture nel poco tempo disponibile nella mattinata statunitense di domenica ha comportato però degli importanti problemi di distribuzione dei pesi che hanno inficiato negativamente il passo gara dei due piloti del Team campione del mondo.

 

GP AUSTIN: quali sono i problemi che Mercedes ha incontrato durante il Gran Premio?

Mercedes ha pagato a caro prezzo il venerdì bagnato in quanto la mancanza dei riferimenti che gli ingegneri raccolgono abitualmente nelle prove del venerdì non ha consentito di preparare set up e strategie con i dati solitamente a disposizione. Il Team campione del mondo, non solo in questo fine settimana se si pensa ai (piccoli) problemi di blistering avuti a Sochi e a Suzuka, ha dimostrato che la W09 non ha definitivamente risolto i problemi agli pneumatici e le ultime soluzioni messe in discussione dalla Ferrari hanno si portato qualche miglioramento ma non hanno sicuramente risolto tutti i “mali” di questo progetto 2018.

 

 

Proprio continuando su questo argomento, il più caldo delle ultime ore tra gli appassionati, è bene sottolineare come Mercedes, per tutto il weekend di Austin, abbia utilizzato dei cerchi e dei mozzi diversi da quelli utilizzati da Spa fino a Suzuka. Ufficiosamente i fori (interni ed esterni) utilizzati per smaltire calore dagli pneumatici posteriori sono stati chiusi per via delle basse temperature ambientali. Ma c'è anche chi dice, come il noto giornalista Jonathan Noble di Motorsport, che il passo indietro effettuato da Mercedes è stato fatto per evitare un reclamo da parte di Ferrari. Quel che è certo è che la FIA non è intervenuta vietando una soluzione che qualche settimana fa aveva valutato positivamente (soluzione da considerarsi quindi legale fino a prova contraria).

Tornando al discorso pneumatici, noi di FUnoAnalisiTecnica non abbiamo visto una Mercedes in evidente crisi di pneumatici nella gara di Austin. C'è stato si uno stint negativo, il primo su Soft di Hamilton, ma c'è da notare come il pilota inglese della Mercedes abbia spinto molto ad inizio stint andando a cuocere per bene gli pneumatici, similarmente a quanto successo a Kimi Raikkonen nel Gran Premio di Monza, sempre sullo stesso compound. Rispetto ai compound "viola" e "rosso", la Soft ha un battistrada maggiore e quindi è soggetto già di per sé ad un maggior movimento. Se a ciò si aggiungono giri da qualifica a gomma nuova ad altri giri molto vicini ad un'altra vettura c'è sicuramente il rischio di produrre importanti surriscaldamenti all'interno della carcassa ossia bolle d'aria che creano dei veri e propri distaccamenti della gomma. Ecco le parole di Isola proprio sul comportamento del compound giallo: ”La Soft in questo fine settimana è stata provata pochissimo dai team. Avendo un battistrada maggiore rispetto alla UltraSoft e alla SuperSoft, nei curvoni veloci e in trazione si è riscaldata molto di più in superficie rispetto agli altri compound. Questo surriscaldamento ha provocato il blister che abbiamo visto su Mercedes”. Da tener conto poi l’innalzamento delle pressioni minime di gonfiaggio che Pirelli ha deciso addirittura il sabato per la domenica con gli assetti dei Team già scelti. Vergognoso come a pochissimi GP dalla fine del mondiale Pirelli possa affermare di vedere in pista valori di carico e velocità delle vetture sensibilmente diversi da quelli uscenti dai propri simulatori.

Nella prima parte di gara Hamilton era riuscito a controllare il distacco nei confronti di Raikkonen in attesa di un decadimento prestazionale delle gomme “viola” che invece non è avvenuto. Gli strateghi Mercedes hanno deciso quindi di sfruttare il regime di Virtual Safety Car per richiamare ai box Hamilton montando un set nuovo di Soft. Scelta fatta al giro 11 dopo che Ricciardo aveva parcheggiato la sua RedBull a bordo pista per un problema alla batteria e essendo una sosta molto anticipata era prevedibile che Hamilton si sarebbe fermato un’altra volta. Con gomme fresche Hamilton ha facilmente rimontato il gap nei confronti di Raikkonen ma non è riuscito a scavalcarlo e prendere il largo.

Proprio questi giri dietro il finlandese hanno dato il KO ai suoi pneumatici; tra il giro 17 e 21 il grande innalzamento dei tempi. E qui è arrivato il clamoroso errore strategico di un Team che quest'anno non è nuovo ad errori cosi macroscopici. Al giro 32 di 56 Mercedes aveva la possibilità di mettere in pista Hamilton, con una seconda sosta (obbligata), dietro a Raikkonen e portando a casa almeno una ottima seconda posizione. Ma Andrew Shovlin & Co hanno optato per lasciare in pista ancora per qualche giro l'anglo caraibico facendogli perdere la posizione in pista su Verstappen ma sperando in un passo gara talmente superiore da poterlo passare facilmente in pista. Cosa non avvenuta con Hamilton che ha dovuto accontentarsi della terza posizione.

 

GP AUSTIN: RedBull poteva vincere la corsa?

SI. La risposta è sicuramente positiva vedendo dove ha terminato la gara Verstappen che era scattato addirittura dalla posizione numero 18. Le maggiori chance di vittoria nel team di Milton Keynes le aveva però Ricciardo che, al momento del ritiro, si trovava in quarta posizione.

 

Verstappen, nonostante le gomme Soft montate in partenza, è stato richiamato piuttosto preso ai box per il cambio gomme e questo ha permesso al pilota olandese di portare a termine l’undercut sulla Mercedes di Bottas. Dei tre Top Team innegabile come la palma di miglior reparto strategie quest'anno lo vinca a mani basse la scuderia di Milton Keynes. In casa RedBull sono rimasti particolarmente sorpresi del rendimento delle gomme Soft che è stato molto al di sotto delle attese soprattutto per quanto riguarda la durata. Proprio per questo il muretto di Milton Keynes pensava di dover effettuare una gara a due soste ma, al contrario, il rendimento delle SuperSoft ha sorpreso positivamente facendo terminare la gara a Verstappen con una strategia a singola sosta.

Le gomme SuperSoft montate nella seconda parte di gara hanno dato dei risultati veramente sensazionali sia a livello di grip che di durata tanto che Verstappen, pur con pneumatici con molto chilometri è riuscito a tenere alle sue spalle Hamilton piuttosto agevolmente pur con pneumatici Soft molto più freschi. Come dimostra il grafico in basso c’è stato un innalzamento dei tempi negli ultimi giri ma senza nessun tipo di “cliff” e questo è da imputare anche all'abilità di guida di Verstappen che è riuscito a gestire gli pneumatici in modo fantastico portando a casa un insperato secondo posto a ridosso del vincitore Raikkonen.

Autori: @spontonc & @smilextech

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

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Wed, 24 Oct 2018 18:07:30 +0000 https://www.formula1.it/news/6240/1/gp-austin-analisi-della-gara-e-tornata-la-vera-ferrari http://www.formula1.it/admin/foto/gp-austin-analisi-della-gara-e-tornata-la-vera-ferrari-6240-2.jpg
GP STATI UNITI: Il peso della croce...Rossa https://www.formula1.it/news/6239/1/gp-stati-uniti-il-peso-della-crocerossa Eravamo al''indomani del GP d'Austria (giugno quindi), quando scrivevo "basta errori".
Nel GP americano purtroppo si è consumato l'ennesimo duplice errore del tedesco della Ferrari. Ammettiamolo...errori banali, ma ormai sintomatici di uno stato d'animo di sicuro non più sereno. Non parlo di errori che si commettono in piena curva a oltre 200 orari mentre cerchi di tenere dietro gente come Lewis o Alonso (per citare dei nomi), ma di errori che un quattro volte campione del mondo in piena lotta per il mondiale non dovrebbe proprio commettere!

Vedete, i miei (tanti) detrattori mi accusano di odiare Vettel; che faccio il tifo per Lewis!! Premesso che non ci vedo nulla di male se un italiano, tiene ad un pilota che non necessariamente guida per la rossa (e già solo questo dovrebbe far capire il livello a cui siamo arrivati nel motor sport), è anche vero che il mio accanimento nei riguardi di Seb è più rivolto verso la frangia oltranzista della sua tifoseria che non verso il pilota stesso. Sono inutili gli elogi, sono inutili le difese, sono inutili gli atteggiamenti ipocriti e bigotti in quanto il tedesco è assolutamente indifendibile!!!

In queste righe si sta affermando che il tedesco sia un brocco? Sia immeritevole di occupare quel sedile o addirittura di stare in F1? Assolutamente no!!!! Non si diventa campione del mondo per quattro volte di fila (lottando contro Fernando Alonso per altro!!) solo perchè hai la macchina migliore. E non mi interessa in questo momento parlare dei tanti trucchetti usati da RedBull e le beghe che Fernando ha dovuto subire in seno alla squadra durante il suo periodo ferrarista. Se Vettel non avesse avuto il carattere necessario, campione non ci sarebbe mai diventato!

Purtroppo per lui la realtà è drasticamente cambiata. Purtroppo per lui gli è toccato abbracciarsi la croce rossa e tutto il peso che da essa ne deriva...e contrariamente a ciò che dice la curva da stadio del tedesco, la pressione l'ha accusata tutta!!!
E ora? E ora è arrivato il momento di risollevarsi, perchè se è vero che al peggio non c'è mai fine, è anche vero che tutto quello che doveva succedere quest'anno è successo!!! E' arrivato il momento di reagire. Questo solo Seb può sapere come farlo, ma è imperativo che si liberi di tutti quei fantasmi che ha dentro...altrimenti il nome Ferrari lo schiaccerà definitivamente!

La serenità d'animo per un essere umano in generale, e per uno sportivo in particolare nella ricerca della massima prestazione è FONDAMENTALE (questo non lo dico io...ma la neuro scienza!).
Dubito che la monoposto dell'anno prossimo sarà inferiore a questa...dubito che i valori si ribalteranno. Il destino è nelle sue mani. Come lo è stato nelle mani di Kimi, il quale (finalmente!) si è fatto trovare pronto quando si è presentata l'occasione.
Una vittoria meritata, una vittoria importante...una vittoria obbligata per come si era messo il GP!!! Grazie Kimi...grazie di tutto!!

 

P.S a titolo conquistato dedicherò il mio personale pensiero al Re nero
di Vito Quaranta @quaranta_vito

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Tue, 23 Oct 2018 19:53:15 +0000 https://www.formula1.it/news/6239/1/gp-stati-uniti-il-peso-della-crocerossa http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-il-peso-della-crocerossa-6239-1.jpg
Raikkonen, bellissima vittoria, siamo in lotta per il titolo costruttori https://www.formula1.it/news/6238/1/raikkonen-bellissima-vittoria-siamo-in-lotta-per-il-titolo-costruttori- "Tagliare il traguardo e vincere mi ha dato una sensazione grandiosa"

Questo è Iceman, al secolo Kimi Raikkonen, che dopo 5 anni di digiuno, è tornato a vincere una gara di Formula Uno.

5 anni di distanza dalla sua ultima affermazione in Australia nel 2013, 9 anni dal suo ultimo trionfo con la Ferrari, nel giorno del decennale del suo primo titolo mondiale.

Una vittoria costruita sin dalla qualifica grazie alla quale, sfruttando anche la penalità di Sebastian Vettel, il finnico era riuscito a scattare in seconda posizione, prendendo poi la leadership della gara al via e sfruttando in modo magistrale il vantaggio di grip legato alle sue gomme Ultrasoft contro le Supersoft di Hamilton.

Di li in poi è stata gestione totale del finlandese che più o meno a metà gara è stato abilissimo a tenere dietro il pilota della Mercedes con gomme nuove, e poi è stato magistrale ad arrivare alla fine senza farsi impensierire da Verstappen ed Hamilton che arrivavano da dietro.

Nelle successive dichiarazioni, il Ferrarista si è leggermente sbilanciato nell'esprimere la sua gioia:

"Chiaramente è molto meglio che arrivare secondo, però non mi cambia la vita, anche se siamo qui per cercare di vincere. Il nostro weekend è stato molto solido e sono felice per questo, ma anche perché il team veniva da alcuni fine settimana difficili. Sono molto contento che alla fine siamo riusciti a riprenderci. Abbiamo avuto il morale alto e siamo riusciti a portare a casa la vittoria in questo weekend".

Vittoria che il Campione del mondo 2007 ha vissuto "normalmente" e non come una liberazione, che anzi lo è forse di più per il team, che è riuscito ad avere una boccata d'ossigeno dopo tre gare estremamente difficili, nelle quali però non si è perso d'animo e con il duro lavoro è riuscito a rialzare la testa.

Proprio sulla ritrovata competitività della SF71-H, il campione del Mondo 2007 ha commentato:

"Abbiamo ritrovato la Ferrari che ci aspettiamo di avere. Ovviamente questo non è il miglior risultato che speravamo di ottenere, perché speravamo che Seb chiudesse la corsa più avanti, però a volte le cose vanno così. Il campionato è ancora aperto, sia quello Piloti che quello costruttori ed è quello che ci aspettavamo. Come detto eravamo reduci da alcune gare dure ma siamo felici di essere tornati a lottare, per avere ancora delle opportunità e per ottenere ancora buoni risultati".

Bicchiere mezzo pieno per il team di Maranello, che avrà di che festeggiare con Raikkonen a causa dello strepitoso successo, ma avrà anche da lavorare con Vettel, soprattutto per recuperare un pilota che sembra ormai smarrito e alla deriva, ma che potrebbe essere determinante per il team di Maurizio Arrivabene nella lotta al titolo costruttori, nel quale esiste ancora una piccola chance.

Per finire, Kimi è diventato il pilota Finlandese più vincente della storia ed ha rivolto il suo sguardo alla prossima gara in Messico e al mondiale costruttori:

"Ovviamente questo risultato ci aiuta in ottica Mondiale Costruttori, siamo ancora in lotta per tutti e due i campionati. Andiamo in Messico per fare ancora del nostro meglio e possiamo fare solo questo. Sperando di poter ottenere il risultato massimo con entrambe le monoposto e continuare a lottare sino al termine del campionato".

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Mon, 22 Oct 2018 20:46:23 +0000 https://www.formula1.it/news/6238/1/raikkonen-bellissima-vittoria-siamo-in-lotta-per-il-titolo-costruttori- http://www.formula1.it/admin/foto/raikkonen-bellissima-vittoria-siamo-in-lotta-per-il-titolo-costruttori--6238-1.jpg
Raikkonen, siamo molto forti, peccato per la pole, in gara saremo veloci https://www.formula1.it/news/6237/1/raikkonen-siamo-molto-forti-peccato-per-la-pole-in-gara-saremo-veloci La Ferrari è tornata, o quasi, questo potrebbe essere un valido titolo per sintetizzare la qualifica del Gran Premio degli Stati uniti ad Austin.

Il poleman, in Texas, è sempre lui, Lewis Hamilton, che però si è dovuto sudare la pole, come da qualche gara non accadeva, dato che le due Ferrari, improvvisamente rinate, hanno dato non poco fastidio al britannico.

Dopo un venerdì abbastanza difficile per gli uomini di Maurizio Arrivabene, che sembravano costretti a dover fare i conti con una vettura lenta, è arrivata la grande reazione del team, che ha dato ai piloti una monoposto veloce e ben bilanciata, capace di fare la pole.

Proprio sulla bontà della vettura Italiana è intervenuto Kimi Raikkonen al termine della qualifica, commentando la giornata davati ai microfoni dei giornalisti:

"E' stata una giornata davvero positiva in cui ci siamo ritrovati molto vicini alle Mercedes, con le quali ce la siamo giocata.
Non abbiamo ottenuto il miglior risultato, però con la macchina mi sono trovato molto bene".


Buona giornata per la Ferrari, che dopo un Venerdì difficile, ma soprattutto dopo tre gare molto molto sofferte, ha ritrovato lo smalto di inizio anno.

Sia nelle FP3 che nelle qualifiche infatti, la SF71-H si è dimostrata vicinissima alla Mercedes, dato che sia Vettel che Raikkonen hanno accasato un gap di meno di un decimo dal poleman Hamilton, facendo intendere che con un buon buon giro si sarebbero potuti impossessare della partenza al palo.

Proprio sull'argomento dell'ottimo giro in Q3 é tornato il Campione del Mondo 2007, che alla fine, grazie alla penalità di Seb Vettel, partirà in seconda piazza:

"Se avessi avuto un paio di altri tentativi forse avrei potuto anche ottenere un tempo migliore, nell'ultimo giro che ho effettuato c'era un po' meno aderenza rispetto a quello che mi aspettavo per cui non sono riuscito ad abbassare ulteriormente la mia prestazione. Quando il grip è maggiore hai la possibilità di capire dove poter spingere di più, comunque sono soddisfatto".

Ultimo tentativo di Kimi, nel quale, forse a causa di qualche goccia di pioggia che stava arrivando sul circuito, si è avuto un minor livello di grip, fondamentale in F1, che non ha permesso di attaccare al massimo al finnico, di fatto portandolo a chiudere in terza posizione.

Terzo posto molto vicino alla pole, che Kimi avrebbe potuto, forse, afferrare senza una piccolissima sbavatura in curva 9, ma che comunque soddisfa Iceman, che in gara potrà avere buone possibilità di dire la sua, sfruttando la competitività della sua Rossa.

Chiusa la questione qualifica, il pilota numero 7 del team di Maranello ha rivolto la sua attenzione alla gara, che darà all'ormai quasi ex Ferrarista una ghiottissima chance di successo:

"Proveremo a fare del nostro meglio domenica, la gara sarà lunga e piena di incognite perché nessuno sa quanto potranno resistere le gomme, dato che nelle libere di venerdì pioveva e non le abbiamo potute provare. Sarà molto interessante, personalmente non ho nulla da perdere, quindi proverò a partire bene e vedremo come andrà".

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Sun, 21 Oct 2018 13:39:47 +0000 https://www.formula1.it/news/6237/1/raikkonen-siamo-molto-forti-peccato-per-la-pole-in-gara-saremo-veloci http://www.formula1.it/admin/foto/raikkonen-siamo-molto-forti-peccato-per-la-pole-in-gara-saremo-veloci-6237-1.jpg
Hamilton, pista bellissima, siamo veloci, peccato non aver girato https://www.formula1.it/news/6236/1/hamilton-pista-bellissima-siamo-veloci-peccato-non-aver-girato- Formula Uno + pioggia = Hamilton leader, questa è diventata ormai l'equazione perfetta nel Circus Iridato in caso di pioggia.

Con pista bagnata infatti, l'inglese della Mercedes si dimostra di un'altro pianeta rispetto all tutti gli altri driver.

È accaduto lo stesso anche in Texas, dove nella FP1 e FP2 il quattro volte Campione del Mondo, si è confermato leader della graduatoria con un solo giro cronometrato.

Proprio dei pochi giri percorsi, ha parlato il "Re Nero" alla fine della seconda sessione di prove libere, davanti ai microfoni dei giornalisti che lo attendevano nel suo retro box:

Ho girato poco non tanto per i rischi che si potevano correre, ma perché non abbiamo tante gomme da bagnato a disposizione e se dovesse piovere nelle PL3 e in qualifica abbiamo bisogno di treni freschi con gli intagli profondi e non rovinati in grado di offrire il massimo grip possibile, invece le Ferrari hanno girato a lungo e in qualifica avranno un treno di gomme da bagnato nuovo in meno rispetto a noi, perché hanno rovinato il battistrada”.

Poca attività in pista, quella vista ad Austin nelle FP1 e FP2, causata dalla disponibilità di soli tre treni di gomme da bagnato, da usare nell'arco dell'intero fine settimana, che ha portato i team a volerli preservare per qualifiche e gara.

Qualifiche e gara che, se bagnanti, dovranno essere disputati con delle gomme Wet nuove, al top della loro condizione, proprio come accadrà a Lewis in caso di pioggia, mentre ciò non sarà possibile in casa Ferrari, dato che sia Vettel che Raikkonen hanno percorso svariati giri sotto la pioggia, utilizzando un set di gomme per entrambe le sessioni.

Per il resto del weekend, Lewis non si è sbilanciato a causa dell'incertezza legata al meteo, ma non ha nascosto la sua felicità per la bontà della vettura:

Questo tracciato è bellissimo e la pioggia rende la sfida ancora più eccitante, le intermedie non credo che dureranno tanto in caso di bagnato, le full wet invece mi hanno dato sensazioni migliori. È stato un venerdì poco indicativo se il meteo dovesse risollevarsi, vedremo che condizioni troveremo nelle prossime sessioni”.

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Sat, 20 Oct 2018 13:48:40 +0000 https://www.formula1.it/news/6236/1/hamilton-pista-bellissima-siamo-veloci-peccato-non-aver-girato- http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-pista-bellissima-siamo-veloci-peccato-non-aver-girato--6236-1.jpg
GP STATI UNITI - PROVE LIBERE: Hamilton imbattibile sul bagnato e Vettel penalizzato di 3 posizioni https://www.formula1.it/news/6235/1/gp-stati-uniti-prove-libere-hamilton-imbattibile-sul-bagnato-e-vettel-penalizzato-di-3-posizioni- Libere poco significative quelle che si sono disputate quest'oggi sul tracciato di Austin in quanto si sono disputate su pista bagnata. Se nella prima sessione c'è stata un po' di attività in pista la stessa cosa non si può dire delle FP2 visto che, i piloti, hanno pensato soprattutto a risparmiare gli pneumatici Full Wet e intermedi che potrebbero diventare molto utili in caso di qualifiche bagnate.
Da segnalare, nonostante tutto, un Hamilton e una Mercedes che hanno confermato di essere imbattibili in queste condizioni di pista. Ferrari, invece, è sembrata essere in difficoltà anche se, il distacco delle FP2, non è sicuramente veritiero ed è dato soprattutto dal diverso programma di lavoro svolto dai due team.

Risultati FP1

Risultati FP2

 

GP STATI UNITI - FERRARI SF71H: in FP2 con il vecchio pacchetto

Ferrari per questa trasferta in terra americana si era presentata in pista con degli importanti sviluppi nella zona del fondo e dei bargebords. Aggiornamenti che nelle FP1 sono stati montati esclusivamente sulla vettura di Raikkonen mentre, in FP2, entrambe le SF71H sono scese in pista con il vecchio pacchetto aerodinamico.

 

 

E' un po' prematuro parlare di pacchetto aerodinamico bocciato perchè, viste le condizioni della pista, gli ingegneri non sono riusciti ad effettuare le prove comparative che si erano prefissati. Vediamo se domani, in caso di pista asciutta, verranno provati su almeno una delle due vetture per poi decidere con quali componenti disputare le qualifiche e la gara.

Foto @AlbertFabrega

 

GP STATI UNITI - SEBASTIAN VETTEL: penalizzato di 3 posizioni in griglia per violazione dell'articolo 31.6 del Regolamento Sportivo.

Vettel è stato penalizzato di 3 posizioni in griglia per non aver rispettato l'articolo 3.6 del regolamento sportivo. Durante le prove libere 1, dopo un testacoda di Leclerc, il direttore di gara aveva esposto la bandiera Rossa e il pilota tedesco non ha rallentato a sufficienza.

Dopo aver ascoltato Vettel insieme ad un responsabile della scuderia di Maranello i commissari hanno deciso di applicare la penalità che il pilota della Ferarri dovrà scontare nella griglia di domenica.
Per chi non lo conoscesse ecco l'estratto del regolamento 31.6 che il nostro Alessandro Rana ha tradotto per FUNOAT ad inizio stagione. L'intero regolamento lo potete trovare e scaricare a questo link https://www.formula1.it/news/5658/1/stagione-f1-2018-ecco-il-regolamento-tecnico-in-italiano

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Sat, 20 Oct 2018 08:58:09 +0000 https://www.formula1.it/news/6235/1/gp-stati-uniti-prove-libere-hamilton-imbattibile-sul-bagnato-e-vettel-penalizzato-di-3-posizioni- http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-prove-libere-hamilton-imbattibile-sul-bagnato-e-vettel-penalizzato-di-3-posizioni--6235-2.jpg
GP STATI UNITI - FERRARI SF71H: ecco le novità nella zona dei bargeboards https://www.formula1.it/news/6234/1/gp-stati-uniti-ferrari-sf71h-ecco-le-novita-nella-zona-dei-bargeboards- Oltre al fondo che abbiamo precedentemente analizzato (clicca qui per leggere), la Ferrari ha introdotto nuovamente novità nella fondamentale zona dei bargeboards che è normalmente composta da generatori di vortice per garantire il miglioramento del flusso diretto verso il fondo vettura. Rispetto alla soluzione utilizzata fino al Gp di Suzuka sono state create ulteriori soffiature proprio per cercare di energizzare ulteriormente il flusso d'aria diretto al di sotto del fondo della monoposto.

Nella zona anteriore della vettura è stato confermato il deviatore di flusso posizionato nella parte bassa delle prese di raffreddamento dei freni introdotto nel weekend di Suzuka e confermato anche il sabato e in gara. Ricordiamo che questi particolari aerodinamici saranno vietati a partire dal 2019 in quanto il nuovo regolamento tecnico semplificherà molto questa zona e non sarà possibile applicare profili aerodinamici.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Fri, 19 Oct 2018 09:51:48 +0000 https://www.formula1.it/news/6234/1/gp-stati-uniti-ferrari-sf71h-ecco-le-novita-nella-zona-dei-bargeboards- http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-ferrari-sf71h-ecco-le-novita-nella-zona-dei-bargeboards--6234-1.jpg
GP STATI UNITI - FERRARI SF71H: la Ferrari alza la cresta, sul fondo https://www.formula1.it/news/6233/1/gp-stati-uniti-ferrari-sf71h-la-ferrari-alza-la-cresta-sul-fondo- Come anticipato nell’analisi successiva al Gran Premio del Giappone, la Ferrari arriva ad Austin con un’importante pacchetto di aggiornamenti aerodinamici (3 decimi al giro). La prima novità mostrata nei box del circuito americano riguarda nuovamente il fondo che, a quanto capito da FUnoAnalisiTecnica non è una correzione del poco funzionante fondo introdotto a Singapore ma una novità già pianificata in precedenza. Molto interessante vedere come gli ingegneri del Team di Maranello in questa stagione 2018 abbiano lavorato moltissimo sul fondo della SF71H portandone in pista moltissime versioni. L’ultimo in ordine cronologico quello testato a Suzuka che era una versione intermedia tra le novità portate a Singapore e qui ad Austin, scartata dopo le canoniche prove comparative effettuate nella prima ora e mezza di prove libere.

Foto @AlbertFabrega

Ritornando al fondo introdotto in questo weekend di Austin, possiamo notare come siamo stati aggiunti tantissimi generatori di vortice/deviatori di flusso che hanno la funzione di energizzare ulteriormente il flusso in una zona nevralgica della monoposto. Con questa soluzione, che risulta a tutti gli effetti inedita, gli aerodinamici di Maranello si attendono un sostanziale incremento di carico aerodinamico generato al retrotreno, bilanciato all'avantreno grazie all'utilizzo dell'ultima versione di ala anteriore, da maggior carico rispetto a quella utilizzata in precedenza, portata in pista a Sochi e che si è rivista sia in Giappone che nei box di Austin.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

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Fri, 19 Oct 2018 09:47:30 +0000 https://www.formula1.it/news/6233/1/gp-stati-uniti-ferrari-sf71h-la-ferrari-alza-la-cresta-sul-fondo- http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-ferrari-sf71h-la-ferrari-alza-la-cresta-sul-fondo--6233-1.jpg
GP STATI UNITI - MERCEDES: ritornano i profili su Halo già visti a Singapore https://www.formula1.it/news/6232/1/gp-stati-uniti-mercedes-ritornano-i-profili-su-halo-gia-visti-a-singapore In casa Mercedes, rispetto al Gp di Russia, modifica nuovamente il sistema Halo ritornando ad utilizzare una soluzione che era stata brevemente provata da Bottas durante le prove libere del Gp di Singapore. A differenza della trasferta asiatica, nella giornata odierna, questi profili sono stati montati su entrambe le W09 e questo lascia presagire che debutteranno anche in qualifica e gara.
Fin dai primissimi test invernali di questa interessante stagione 2018 di F1, Mercedes aveva sempre "boicottato" le regolamentari appendici aerodinamiche sul sistema di protezione Halo, utilizzandone una versione molto semplice e senza alcun "lavoro" aerodinamico per cercare di aumentare l'efficienza e contenere di conseguenza il più possibile i disturbi aerodinamici che questo sistema di sicurezza va a creare nella zona centrale e soprattutto posteriore della vettura.
Gli ingegneri Mercedes hanno iniziato a "sperimentare" apposite appendici in questa zona a partire da Singapore ma vedendo i tanti cambi che stanno facendo in queste ultime gare significa che non sono ancora riusciti a trovare la soluzione più efficace ed efficiente. La soluzione portata in pista a Singapore e qui ad Austin similare a quella utilizzata da altri team mentre, come potete osservare dall'immagine in basso, quella utilizzata in Russia prevedeva due profili longitudinali utili a "contenere" il flusso nella parte centrale della monoposto per migliorare il flusso diretto verso la parte posteriore della W09.
 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

 

 

 

 

 

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Fri, 19 Oct 2018 09:43:42 +0000 https://www.formula1.it/news/6232/1/gp-stati-uniti-mercedes-ritornano-i-profili-su-halo-gia-visti-a-singapore http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-mercedes-ritornano-i-profili-su-halo-gia-visti-a-singapore-6232-1.jpg
GP STATI UNITI - ANTEPRIMA: Ferrari riuscirà ad infastidire Mercedes? https://www.formula1.it/news/6231/1/gp-stati-uniti-anteprima-ferrari-riuscira-ad-infastidire-mercedes Dopo due settimane di pausa, nel prossimo weekend la Formula 1 torna in pista sul bellissimo circuito di Austin in quello che, insieme al Messico, sarà un back to back piuttosto importante poiché Mercedes e soprattutto Lewis Hamilton potranno chiudere i conti nei rispettivi mondiali che attualmente comandano.
Lewis Hamilton, con 67 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, può laurearsi campione già ad Austin con tre gare di anticipo se vincerà e il suo rivale si classificherà dal terzo posto in poi. Le altre combinazioni per il quinto titolo mondiale di Hamilton sono:

  • Hamilton secondo e Vettel oltre la quinta posizione
  • Hamilton terzo e Vettel oltre la settima posizione
  • Hamilton quarto e Vettel oltre l'ottava posizione
  • Hamilton quinto e Vettel oltre la nona posizione
  • Hamilton sesto e Vettel fuori dai punti
     

 

GP AUSTIN: il Gran Premio degli USA anche in chiaro, all'orario di cena

A differenza del Gran Premio del Giappone, gli appassionati di Formula 1 potranno seguire questo diciassettesimo appuntamento stagionale ad un orario (europeo) più abbordabile, le 20.10, e soprattutto tutti gli appassionati potranno seguire in diretta la gara poiché è uno dei GP in chiaro.

Ecco gli orari ITALIANI del Gp degli Stati Uniti 2018:

Venerdì 19 ottobre:

Sabato 20 ottobre:

 

Domenica 21 ottobre:


GP AMERICA: Austin è una pista con tanti sali scendi che diverte molto i piloti

E' sicuramente una delle piste più interessante disegnata da Tilke. La prima curva a sinistra dopo il traguardo possiede un raggio stretto e, soprattutto, è situata sulla cima di una forte pendenza a salire , caratteristica che rende l’entrata assolutamente “cieca”. Sarà interessante osservare le differenze nella maniera di interpretare questo tratto da parte dei piloti, e specialmente allo start, quando i piloti arriveranno tutti insieme creando un pericoloso imbuto.

Un altro punto molto spettacolare della pista è la sequenza creata dalle curve 3, 4 e 5. Il sinistra-destra-sinistra ricorda le curve Maggots-Becketts di Silverstone.

Nel terzo settore invece troviamo le curve 16, 17 e 18 che ricordano vagamente le famose 7-8-9 del tracciato di Istanbul; con queste condivide senz'altro la necessità di trovare una traiettoria unica che riesca a raccordarle tutte, differenziandosi però nel verso della piega. Questo punto della pista si percorre parzializzando in ingresso e a centro curva, per poi uscire in pieno, e avvantaggia notevolmente le vetture con un carico aerodinamico molto alto.

 

GP AUSTIN: quello di Austin è un circuito da medio carico aerodinamico

Quello di Austin può essere considerato un tracciato da medio carico aerodinamico, dove è molto importante riuscire ad avere una vettura efficiente aerodinamicamente visto il lungo rettilineo (oltre 1 chilometro) presente nel secondo settore.
Parlando di trasmissione, ad Austin i cambi della varie vetture sono piuttosto sollecitati poiché il numero delle cambiate è fra i più alti della stagione.
Per quanto riguarda la Power Unit, il tracciato americano sarà piuttosto impegnativo per l'endotermico poiché resterà al massimo regime per oltre il 60% del giro. Sempre parlando di parte endotermica, la potenza di picco sarà nuovamente molto importante sul circuito delle Americhe con valori importanza addirittura maggiore rispetto al già "esoso" circuito di Suzuka. Concludendo questo breve paragrafo riguardante le Power Unit, anche la parte ibrido sarà piuttosto importante poiché varrà per quasi il 3% del tempo sul giro.
Capitolo consumi: per via della configurazione da medio alto carico aerodinamico, parliamo di un circuito mediamente "esoso" sui consumi ma non dovrebbe essere problematico in quanto le stime prevedono un consumo di circa 100 kg.

 

GP AUSTIN - PIRELLI - UltraSoft accoppiata alla SuperSoft e alla Soft

La Pirelli per questo appuntamento in terra americana ha deciso di portare in pista le UltraSoft, SuperSoft e Soft. Sembra una scelta esattamente uguale a quella del 2017 ma così non è in quanto i compound di questa stagione sono più morbidi di uno step rispetto a quelli usati nella passata stagione

 


MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING

Come abbiamo visto lo scorso anno, ad Austin potranno essere possibili diverse strategie, in una gara che è sempre difficile da interpretare soprattutto a causa del meteo molto variabile e delle caratteristiche del tracciato. Negli ultimi anni l’evoluzione dell’asfalto non è stata molta, rispetto agli inizi: come sempre, sarà molto importante per i Team utilizzare le sessioni di prove libere per ottenere informazioni aggiornate sul tracciato e preparare al meglio la propria strategia. Per questa gara la tattica non è così scontata, visto che il circuito offre diversi punti dove poter sorpassare, come abbiamo visto nel 2017. Quello di Austin è un appuntamento importante anche per Pirelli, che proprio qui è title sponsor. Questo sottolinea il ruolo chiave degli Stati Uniti per l’azienda, con il primo P Zero World inaugurato a Los Angeles due anni fa”.

 

 

Guardando la tabella in basso si possono notare alcune differenze nelle scelte dei compound tra Mercedes / RedBull e il Team Ferrari. La scuderia italiana ha infatti scelto di portare negli Stati Uniti un solo set di Soft per Raikkonen (due per Vettel), privilegiando il numero di SuperSoft, ben cinque per il pilota finlandese (quattro per Vettel). Mercedes e RedBull invece hanno optato per delle scelte meno aggressive: Hamilton per esempio arriva ad Austin con ben tre set di Soft a disposizione e tre "soli" set di SuperSoft.
Se analizziamo i set di pneumatici a disposizione dei piloti possiamo notare che, in questa occasione, i 3 top team hanno effettuato scelte pressoché similari con una media di 7 Ultrasoft, 3 Supersoft e 2 Soft. Sorprende, ancora una volta, la McLaren, la quale da qualche gara a questa parte sta privilegiando molto la Soft a discapito delle SuperSoft e delle UltraSoft. I restanti team si mantengono sulle classiche adozioni: 8-9 Ultrasoft, 3-4 Supersoft, 2-3 Soft.

GP AUSTIN: quella di Austin è una pista favorevole alla Mercedes?

La Ferrari si presenta sul continente americano con il morale piuttosto basso a causa delle opache prestazioni avute dalla SF71H dopo il Gp di Monza. Ferrari è attesa alla riscossa anhe grazie all'ultimo pacchetto aerodinamico che verrà utilizzato sulla SF71H che, teoricamente, dovrebbe andare a risolvere i problemi di bilanciamento di cui hanno sofferto molto Vettel e Raikkonen. Il nuovo fondo portato in pista a Suzuka non ha funzionato così come gli endplate posteriori "forati" che sono stati portati a Singapore. Questa soluzioni sono state subito smontate sulla SF71H a Suzuka con riscontri positivi che non si sono tramutati in risultati in pista visto l'errore strategico nelle qualifiche e i danneggiamenti in gara che hanno tarpato le ali ai due alfieri di Maranello.
Una Mercedes che parte ad Austin con i favori del pronostico visto che il tracciato esalta le vetture con un'ottima efficienza (su circuiti da medio carico ovviamente ) e che hanno una Power Unit molto potente. Due caratteristiche ben presenti nel DNA della ottima W09 che ha iniziato ad esprimere tutto il suo potenziale soprattutto grazie al lavoro fatto per migliorare la gestione e lo sfruttamento delle gomme.
Concludiamo questa preview con un po' di numeri sui distacchi chilometrici relativi al 2018 e confrontati con quelli del 2017 per avere un'idea di massima su quali sono i team che hanno avuto il maggior guadagno prestazionale rispetto alla passata stagione.

 

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

 

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Fri, 19 Oct 2018 09:30:56 +0000 https://www.formula1.it/news/6231/1/gp-stati-uniti-anteprima-ferrari-riuscira-ad-infastidire-mercedes http://www.formula1.it/admin/foto/gp-stati-uniti-anteprima-ferrari-riuscira-ad-infastidire-mercedes-6231-1.jpg
Vettel, speriamo di essere veloci ad Austin, Hamilton? ci rispettiamo https://www.formula1.it/news/6230/1/vettel-speriamo-di-essere-veloci-ad-austin-hamilton-ci-rispettiamo Non è finito, ma solo per la matematica, il mondiale 2018, ma in pratica solo una catastrofe potrebbe privare Lewis Hamilton del quinto titolo mondiale e consegnarlo nelle mani di Sebastian Vettel.

A quattro gare dalla fine, per la scuderia Ferrari, sarebbe fondamentale tornare alla vittoria, non certo per ambire al titolo ormai, ma almeno per non vanificare quanto fatto fino al Gran Premio d'Italia, tornando a mostrare una performance di primo livello su ogni pista, anche per dare un forte segnale alla Mercedes per il 2019.

Ad Austin infatti, sulla Ferrari dovrebbe deduttare l'ultimo pacchetto aereodinamico della stagione, utile a ridare alla vettura quello spunto che è mancato nelle ultime tre gare

Malgrado tutto, a causa delle altalenanti informazioni estrapolate nelle ultime gare, i due piloti del team di Maranello non si sbilanciano sugli obiettivi per la gara oltreoceano, e proprio su questo tema è intervenuto Sebastian Vettel nella tradizionale conferenza stampa del Giovedì nell'hospitality Rossa:

Sono un po’ confuso. Non saprei cosa aspettarmi da questa gara. Negli ultimi tempi alcune sessioni sono andate meglio ed altre peggio, penso sia normale. A Suzuka in particolare, al venerdì mattina siamo andati bene, ma poi sono andato male, al sabato siamo stati sfortunati e alla domenica abbiamo dovuto provarci“.

Prestazioni discontinue, quelle della SF71-H nelle ultime trasferte, che è apparsa quasi sempre in affanno, ma a tratti è tornata a far vedere ciò di cui è stata capace nella prima parte di anno.

Semrpe sul tema, il quattro volte Campione del Mondo, ci ha tenuto a precisare che malgardo le difficoltà, lo staff tecnico di Mattia Binotto, ha sempre lavorato in maniera costruttiva, per apprendere e risolvere le difficoltà:

“Il fine settimana del Giappone ci ha aiutato a capire qualcosa. Nelle ultime gare ovviamente non abbiamo avuto la velocità sufficiente, e vedremo cosa ci porteranno le prossime quattro. Cerchiamo di tornare alla forma di inizio stagione“.

Giappone che ha visto la Rossa in difficoltà nelle prove libere, ma in gara la monoposto Italiana è apparsa in grande spolvero, dato che sui tempi sul giro (e le due SF71-H erano entrambe danneggiate), le Rosse sono sembrate molto vicine ai crono di Hamilton e Bottas.

Gara che dunque sembra aver messo nelle condizioni di poter risolvere le difficoltà, lo staff tecnico, che nella gara in Texas potrà fare affidamento su un nuovo fondo e altri upgrade aereodinamici per far tornare la vettura alle vecchie prestazioni di riferimento della categoria.

Per finire, non poteva mancare in commento del pilota di Heppenheim sulle parole spese (tramite una instargram stories) da Lewis Hamilton nei suoi confronti, con le quali l'inglese ha invocato maggior rispetto per il rivale da parte dei media:

Credo che il rispetto tra di noi ci sia sempre stato e il fatto che magari siamo molto diversi come persone, ci fa apprezzare vicendevolmente il lavoro fatto. E credo che ci sia rispetto reciproco“.

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Thu, 18 Oct 2018 21:50:05 +0000 https://www.formula1.it/news/6230/1/vettel-speriamo-di-essere-veloci-ad-austin-hamilton-ci-rispettiamo http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-speriamo-di-essere-veloci-ad-austin-hamilton-ci-rispettiamo-6230-1.jpg
Arrivabene, Vettel come Schumi, vincerà in Ferrari, Leclerc? un fenomeno https://www.formula1.it/news/6229/1/arrivabene-vettel-come-schumi-vincera-in-ferrari-leclerc-un-fenomeno- Torna a parlare, Maurizio Arrivabene, team principal della scuderia Ferrari, dopo il duro sfogo nel post qualifiche del Gran Premio del Giappone.

È tornato a parlare ieri, il capo della GeS Ferrari, in occasione del Festival dello sport, un evento della Gazzetta dello sport, a Trento, e in questa occasione, più che sul Mondiale 2018, ha parlato a 360 gradi del mondo Rosso.

Inizialmente, "Iron Mauri" si è reso protagonista di un simpatico siparietto con la platea, rispondendo in modo velato a tutte le voci che lo volevano lontano da Maranello:

"Volete che resti?"
-Sii!!, però vinci!
"Mi pagano per quello!"


Il manager Italiano ha risposto alle domande nelle quali veniva azzardato un paragone tra Sebastian Vettel e Michael Schumacher:

"Ai tempi di Schumacher, per via dell'azienda sponsor, avevo le cuffie e sentivo i team radio Ferrari. Ovviamente a volte, quando parla Sebastian, per un attimo penso che sia lui. Per l'accento, ma non solo. Hanno molti aspetti simili".

Similitudini che, non a caso, hanno dato a Seb il soprannome di Baby Schumi sin dal suo debutto in F1 ormai 11 anni fa.
E chi, meglio del manager bresciano può fare dei paragoni tra i due driver tedeschi, visto che essendo in F1 dalla fine degli anni '80 ha avuto modo di conoscere bene entrambi i Campioni teutonici.

L'ex volto di Marlboro nel Circus Iridato, ha proseguito la sua comparazione tra Seb Vettel e Michael Schumacher, entrando nei dettagli della personalità di Seb, che in questo 2018 è più volte finita sotto la lente d'ingrandimento:

"Michael ha un'umanità, una profondità. Seb è una persona diretta, si fa coinvolgere. E per la Ferrari ha una passione vera. Quand'era ragazzo e veniva in vacanza in Italia, ogni anno passava almeno un giorno a Maranello con suo papà, Norbert".

Passione vera, verace per la Ferrari, quella di Seb, da lui sempre esternata e sostenuta, che lo ha portato ad accettare la Rossa proprio per vincere in Rosso, magari rifiutando offerte di vetture più performanti, per diventare leggenda con i colori del suo Idolo da bambino, il Kaiser Schumi.

Semrpe sul quattro volte Campione del Mondo ha, Arrivabene ha fugato ogni dubbio, non mostrando la benché minima perplessità sul fatto che Seb Vettel, prima o poi, sarà campione del Mondo e coronerà il suo sogno, che coltiva fin da piccolo:

"Una passione che è positiva e che magari crea anche problemi in termini di emotività. Ma io preferisco così. Sono sicuro che prima o poi Vettel sarà campione del mondo con la Ferrari".

Vettel che, dal 2019 sarà affiancato da Charles Leclerc, pilota promessa della F1, destinato ad entrare nella storia di questo sport, che ai nostalgici, potrebbe far tornare alla mente la scelta di Enzo Ferrari di mettere in macchina un giovanissimo Gilles Villeneuve:

"Ero un suo grande tifoso. Mi fan sorridere quelli che commentando l'ingaggio di Charles Leclerc hanno detto che non è nel DNA della Ferrari puntare su uno con poca esperienza. E con Gilles allora?".

Maurizio, che già anni fa era stato il primo tifoso di Charles, visto che già in tempi non sospetti lo aveva paragonato ad Ayrton Senna, eliminando ogni dubbio sul suo valore.

Sul campionato in corso, Maurizio ha confermato ancora una volta il suo motto, ovvero non arrendersi mai fino alla fine:

"Bisogna crederci ancora.
E' difficilissimo, ma bisogna farlo".

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Mon, 15 Oct 2018 21:18:11 +0000 https://www.formula1.it/news/6229/1/arrivabene-vettel-come-schumi-vincera-in-ferrari-leclerc-un-fenomeno- http://www.formula1.it/admin/foto/arrivabene-vettel-come-schumi-vincera-con-ferrari-leclerc-un-fenomeno--6229-1.jpg
GP RUSSIA e GP GIAPPONE - REGOLIAMOCI: tutte le decisioni dei commissari https://www.formula1.it/news/6228/1/gp-russia-e-gp-giappone-regoliamoci-tutte-le-decisioni-dei-commissari Due gare consecutive quindi appuntamento doppio con regoliamoci. Al solito, analizzeremo le penalità assegnate o meno dai commissari, tralasciando quelle che ormai conosciamo alla perfezione riguardo la sostituzione di parti della power unit e trasmissioni e quelle relative al superamento del limite di velocità in pit lane.
Iniziamo a vedere i due episodi finiti sotto inchiesta nel gran premio di Russia:

  • Max Verstappen è stato sanzionato con 3 posizioni di penalità sulla griglia di partenza + 2 punti patente per non aver rallentato in regime di singola bandiera gialla

E' una violazione del codice sportivo internazionale: appendice H, articolo 2.4.5.1 b)
Durante le qualifiche, Sirotkin ha causato regime di bandiera gialla proprio mentre sopraggiungeva Verstappen. L'olandese, ha ammesso di aver visto la bandiera gialla e per questo ha sterzato verso sinistra per evitare la macchina dell'avversario. Dalla telemetria, però, è apparso chiaro che non ha mai alzato il piede dell'acceleratore commettendo quindi un'infrazione.
A mio avviso, giusta la sanzione assegnata, ma considerato che già partiva dal fondo per la sostituzione della power unit, si poteva essere anche più severi, o comunque assegnare qualcosa da scontare ad inizio gara.

  • Sebastian Vettel è stato investigato per aver cambiato direzione più di una volta nel difendere la posizione, ma non è stato sanzionato

E' una violazione che rientra nell'articolo 38.1 del regolamento sportivo: "Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine.I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi." L'episodio riguardava la difesa di Vettel nei confronti di Hamilton prima di arrivare a curva 2, ma dalle immagini è apparso evidente che non c'è stato un secondo significativo cambio di direzione. Giusto quindi non applicare alcuna sanzione.

 

Passiamo quindi ad analizzare gli episodi finiti sotto la lente di ingrandimento nel gran premio del Giappone:

 

  • Esteban Ocon è stato sanzionato con 3 posizioni di penalità in griglia + 2 punti patente per non aver rallentato a sufficienza in regime di bandiera rossa

E' una violazione dell'articolo 31.6 del regolamento sportivo: "Se fosse necessario fermare una sessione di prove in quanto il circuito è bloccato da un incidente o perché le condizioni meteorologiche o altro rendono pericoloso continuare, il Direttore di Gara ordinerà che le bandiere rosse vengano mostrate a tutti con i messaggi di un commissario e le luci di interruzione verranno mostrate sulla Linea.Quando viene dato il segnale di fermarsi, tutte le vetture devono immediatamente ridurre la velocità e procedere lentamente verso la pit lane. Al fine di garantire che i piloti riducano sufficientemente la velocità, dal momento in cui il messaggio "BANDIERA ROSSA" appare sul sistema di messaggistica ufficiale fino al momento in cui ogni auto attraversa la prima linea della safety car quando entra nella pit lane, i piloti dovranno rimanere sopra il il tempo minimo fissato dalla centralina ECU FIA almeno una volta in ogni settore dei commissari (un settore dei commissari è definito come la sezione di pista tra ciascuno dei pannelli luminosi FIA).Tutte le auto abbandonate sulla pista verranno portate in un luogo sicuro.Alla fine di ogni sessione di prove nessun conducente può attraversare la Linea più di una volta." Il pilota ha affermato di aver rallentato come richiesto quando è stata mostrata bandiera rossa e la telemetria conferma ciò. Tuttavia, ha ammesso anche di aver sentito in radio alcuni beep (dopo curva 4) che gli comunicavano che era troppo lento e quindi ha accelerato. Il risultato è stato che nei tre mini settori successivi, ha ecceduto il delta time di -1.68 e quindi ha infranto il regolamento.
L'infrazione c'è stata e sanzionare il pilota è corretto. Francamente, però, 3 posizioni in griglia per aver ecceduto il tempo minimo in soli 3 mini settori mi sembrano eccessive.

  • Max Verstappen è stato sanzionato con 5 secondi di penalità + 1 punto patente per aver lasciato la pista ed esserci rientrato in modo non sicuro

E' una violazione dell'articolo 27.3 del regolamento sportivo: "I piloti devono fare ogni ragionevole sforzo per utilizzare la pista in ogni momento e non possono deliberatamente lasciarla senza un giustificato motivo. I piloti saranno giudicati per aver lasciato la pista se nessuna parte della vettura rimane a contatto con essa e, a scanso di dubbi, linee bianche che definiscono i bordi della pista sono considerati parte della pista, ma i cordoli non lo sono. Nel caso in cui una vettura lasci la pista il conducente può rientrare, però, questo può essere fatto solo quando è sicuro per farlo e senza ottenere alcun vantaggio. A discrezione assoluta del direttore di gara può essere data la possibilità di riprendere la posizione che aveva prima di lasciare la pista." Dalle immagini è apparso subito chiaro che il pilota sia uscito di pista in curva 16, ha tagliato la chicane ed è rientrato in pista in curva 17 tagliando subito la linea di gara, andando alla collisione con la macchina di Raikkonen.
La violazione è chiara e la penalità di 5 secondi è giusta in sè, ma con il regolamento attuale il pilota colpevole non ne ha subito conseguenze. Raikkonen ha avuto la macchina danneggiata, ma è comunque rimasto alle sue spalle perdendo pure terreno. Sarebbe stato più opportuno un drive through.

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  • Charles Leclerc è stato investigato per aver causato un incidente, ma non è stato sanzionato.

L'episodio rientra nell'articolo 38.1 del regolamento sportivo: "Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine.I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi." Durante il tentativo di sorpasso da parte di Leclerc ai danni di Magnussen prima di curva 1, il pilota monegasco ha tamponato l'avversario causandogli una foratura. Secondo i commissari, però, essendo il contatto avvenuto a causa dello spostamento di Magnussen per difendersi, non era chiaro che la maggior parte della colpa fosse del pilota Sauber e quindi hanno deciso di non sanzionare l'episodio.
Giustissimo non sanzionare Leclerc; quello da sanzionare sarebbe stato Magnussen. Vero che si è spostato una sola volta, ma l'ha fatto in frenata, quando l'avversario aveva già deciso da che parte attaccarlo e quindi non aveva più la possibilità di evitare il contatto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Lance Stroll è stato sanzionato con 5 secondi di penalità + 2 punti patente per aver forzato fuori pista Alonso.

E' una violazione dell'articolo 27.4 del regolamento sportivo e del codice sportivo internazionale: "In nessun momento una macchina può essere guidata inutilmente lentamente, in modo irregolare o in un modo che potrebbe essere considerato potenzialmente pericoloso per gli altri piloti o per qualsiasi altra persona." Dalle immagini, è evidente che in curva 16, nel tentativo di sorpasso da parte di Alonso ai danni di Stroll, i piloti sono andati al contatto e il canadese ha forzato fuori pista l'avversario nel tentativo di difesa. Giusta la sanzione applicata.

  • Fernando Alonso è stato sanzionato con 5 secondi di penalità + 1 punto patente per aver lasciato la pista e averne tratto vantaggio.

Anche questo episodio rientra nell'articolo 27.3 del regolamento sportivo che abbiamo già citato per quanto riguarda Verstappen.
Il tutto fa riferimento a quando Alonso è stato forzato fuori pista da Stroll come abbiamo appena analizzato sopra. I commissari hanno valutato che pur essendo vero che lo spagnolo è stato spinto fuori, è altrettanto vero che ha tagliato completamente la chicane rientrando in pista con un notevole vantaggio sugli avversari. Giusto quindi assegnare 5 secondi anche a lui.

  • Sebastian Vettel è stato indagato dai commissari per aver causato un incidente con Verstappen, ma non è stato sanzionato

Un altro episodio che rientra nell'articolo 38.1 di cui sopra.
Dalle immagini, si nota che nel tentativo di sorpasso da parte del tedesco ai danni dell'olandese in curva 13, le due vetture sono andate al contatto, ma nessuno dei due piloti ha avuto la colpa principale dell'incidente. Giusto non sanzionare in quanto si è trattato di un semplice incidente di gara.

 

 

di Alessandro Rana (@AleRana95)

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

 

 

 

 

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Fri, 12 Oct 2018 12:38:50 +0000 https://www.formula1.it/news/6228/1/gp-russia-e-gp-giappone-regoliamoci-tutte-le-decisioni-dei-commissari http://www.formula1.it/admin/foto/gp-russia-e-gp-giappone-regoliamoci-tutte-le-decisioni-dei-commissari-6228-1.jpg