Formula1.it News http://www.formula1.it Formula1.it - News / - Articoli, Speciali, Approfondimenti, Statistiche, Tecnica, Video it-it Sat, 18 Nov 2017 07:36:48 +0000 Tue, 10 Apr 2012 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 redazione@formula1.it (Redazione) dmuscarella@formula1.it (Ing.Daniele Muscarella) Aggiornamenti sportivi Formula 1 http://www.formula1.it/image/f1logosmall.png Formula1.it News http://www.formula1.it Brawn: tratteremo sulle regole per mantenere Ferrari in F1 https://www.formula1.it/news/5587/1/brawn-tratteremo-sulle-regole-per-mantenere-ferrari-in-f1 Passano gli anni, cambiano gli interpreti, cambiano le regole da approvare, ma lo svolgimento è sempre lo stesso.
Sto parlando della discussione del regolamento tecnico per il futuro della Formula uno.

I protagonisti sono sempre la Ferrari da una parte, e la FIA e FOM dall’altra.
Inizialmente FIA e FOM, propongono delle regole, che però Ferrari puntualmente non gradisce, e minaccia di abbandonare la F1.
Come conclusione, si arriva sempre ad approvare delle regole di compromesso tra l’Idea di Ferrari e la proposta iniziale.

Anche nel passato, molte volte Luca Cordero di Montezemolo aveva minacciato il ritiro dal Circus, ma alla fine ciò non è mai accaduto e la Rossa ha sempre trovato una mediazione sui regolamenti tecnici, ed è sempre rimasta nel Circus.

La questione è tornata di attualità, dopo le parole di Sergio Marchionne, contrarie alla proposta dei regolamenti futuri, e di apertura ad un possibile abbandono della F1.

Prontamente però sono arrivate le parole di Ross Brawn, per smorzare le polemiche e ad aprire a delle trattative:

“Sappiamo molto bene che la Ferrari è una parte molto importante della Formula 1, una realtà che conosco bene avendoci lavorato 10 anni. Il nostro compito sarà quello di trovare soluzioni che ci permettano di non perdere la Ferrari, e penso che ci riusciremo. Forse avremmo potuto presentare le regole in modo diverso, al fine di evitare degli aspetti conflittuali, forse mi sono espresso più come ingegnere che come diplomatico”.

Infatti gli uomini di Liberty Media sanno perfettamente che perdere la Ferrari vorrebbe dire la fine per il loro business, o almeno un calo verticale degli introiti, e dunque una grave crisi per questo sport.

L’ex DT di Maranello ha proseguito parlando della proposta di standardizzare alcune componenti per tutte le monoposto:

“Riconosco l’importanza di poter mantenere l’impronta di un motore Ferrari, a Maranello devono poter dire ‘questo è il nostro motore’, e sono concorde sulla necessità di non creare problemi su questo fronte.
Dobbiamo trovare una soluzione che accontenti anche le necessità di Sergio, e sarà importante capire quali sono le tecnologie che in Ferrari vogliono mantenere prioritarie, anche per il passaggio sulla produzione di serie. Non credo che le nostre proposte abbiano attraversato questa linea di confine, ma ci incontreremo, ne parleremo, e troveremo una soluzione che accontenti entrambe le parti”.


Fattore importante per la casa Italiana, sia per orgoglio che per la grande tradizione, ma soprattutto per i grandi investimenti economici che la Rossa fa sul fronte motoristico.
Fattore fondamentale per la produzione di serie, dove Ferrari introduce sempre tecnologie testate in Formula Uno, e quindi standardizzare delle componenti significherebbe un brutto colpo per il reparto stradale Ferrari.

Infine Ross Brawn ha concluso parlando della situazione attuale sul regolamento delle Power Unit:

“Il motore attuale è molto costoso, non fa il rumore che vorremmo, e sta contribuendo a creare una farsa con il sistema di penalità, in più con l’attuale regolamento non c’è nessun nuovo costruttore interessato ad entrare in Formula 1.
Anzi, il rischio è che qualcuno tra coloro che sono attualmente presenti possa decidere di abbandonare, quindi dobbiamo cambiare. Siamo disponibili ad ascoltare eventuali proposte, purché siano indirizzate verso un sistema più economico e più attraente per il pubblico”


Molti problemi da risolvere dunque, che sono nati con delle regole per proiettare la F1 nel futuro (sistema ibrido), ma che stanno avendo solamente l’ effetto di allontanare il pubblico, e facendo allontanare anche i costruttori per gli enormi investimenti, senza grande ritorno per quanto riguarda la produzione di serie.

I prossimi mesi diranno come evolverà questa situazione di stallo dal punto di vista politico, ma certamente la Ferrari non lascerà la Formula Uno, e come insegna la storia, recente e non, si arriverà ad un compromesso per deliberare delle normative meno estreme di quelle proposte inizialmente, e migliori per il bene e per il futuro dello sport.

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Sat, 18 Nov 2017 07:36:48 +0000 https://www.formula1.it/news/5587/1/brawn-tratteremo-sulle-regole-per-mantenere-ferrari-in-f1 http://www.formula1.it/admin/foto/brawn-tratteremo-sulle-regole-per-mantenere-ferrari-in-f1-5587-1.jpg
A Singapore colpa dei piloti Ferrari https://www.formula1.it/news/5586/1/a-singapore-colpa-dei-piloti-ferrari Famoso per la sua schiettezza, l’ ex team principal della Benetton prima e della Renault poi, Flavio Briatore, da tempo non si occupa più di Formula Uno in prima persona, ma non di rado torna a parlare degli avvenimenti del Circus, fornendo molto spesso chiavi di lettura interessanti.

Inizialmente Briatore ha parlato della vittoria della Ferrari a San Paolo, etichettandola però come frutto della penalità di Hamilton:

“Siamo tutti contenti della vittoria Ferrari, ma non scordiamo che mancava l’attore principale perché Lewis Hamilton partiva dai box… e abbiamo visto la rimonta che poi ha fatto”.

Infatti, considerando il distacco di Lewis di 5.4 secondi sul traguardo dal leader Vettel, è lecito pensare che partendo davanti l’ Inglese avrebbe vinto a mani basse.
Ma, c’è un ma, perché Hamilton ha si fatto una grandiosa rimonta, ma poteva contare su una PU nuovissima, utilizzabile senza grande parsimonia, in quanto verrà utilizzata solo ad Abu Dhabi, e poi il quattro volte Campione del Mondo, ha potuto contare su un’ assetto esclusivamente da gara, e non di compromesso come quello che si usa anche per la Qualifica.

Il manager Italiano ha continuato sulla stagione della Rossa, criticando però apertamente Vettel e Raikkonen:“La Ferrari ha avuto la possibilità di dare botta al sistema Mercedes, non c’è riuscita. La colpa è dei piloti. Si sono buttati fuori da soli a Singapore. Inutile dare la colpa a Verstappen, dovevano lasciarlo passare… potevi tentare di sorpassarlo dopo e al massimo accontentarti di un secondo posto… Prendere zero punti è un problema. E lo è anche per il morale del team”.

Colpa dei piloti a Singapore, dove effettivamente, Vettel ha chiuso in modo giusto la porta su Verstappen, in quale si è trovato imbottigliato tra le due Rosse, ossia anche quella di Raikkonen che arrivava alla sua sinistra, ma che però si sarebbe potuta spostare leggermente verso il muro per evitare il conatto.

Infine Briatore ha concluso parlando della sua visione in merito alla gestione dei piloti: "La Ferrari doveva gestire meglio i piloti. Ai miei tempi, quando Fernando lottava per il titolo ci sono state gare in cui gli ho consigliato di non ingarellarsi con le McLaren... Prenditi i punti del terzo posto… lasciali andare, non rischiare di farti buttare fuori".

Visione dei fatti condivisibile, ma l’ Italiano non considera la grande pressione con cui arrivavano a Singapore Vettel e Raikkonen, consapevoli di poter vincere la gara, reagendo cosi alle molte critiche del dopo Monza, e della grande occasione che Sebastian aveva di guadagnare punti su Hamilton, sfruttando la presenza delle Red Bull.

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Thu, 16 Nov 2017 18:37:03 +0000 https://www.formula1.it/news/5586/1/a-singapore-colpa-dei-piloti-ferrari http://www.formula1.it/admin/foto/a-singapore-colpa-dei-piloti-ferrari-5586-1.jpg
Modifiche regolamentari 2018 https://www.formula1.it/news/5585/1/modifiche-regolamentari-2018 Tra le modifiche regolamentari del 2018, oltre alla limitazione a 3 del numero di PU utilizzabili (limite che scende a 2 per alcune componenti come MGU-K, la parte elettrica della PU che recupera l'energia cinetica delle frenate, la batteria dell'ERS e la centralina), e all'abolizione del monkey seat, il profilo installato sotto l'ala posteriore, c'è da segnalare anche la possibilità di creare in gara un set di pneumatici, della stessa mescola, provenienti da altri set usati, scegliendo quelli nelle migliori condizioni.
Infine il limite di consumo di olio motore, spesso usato come additivo per il carburante, scende da 0.9 a 0.6 ogni 100 km

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Wed, 15 Nov 2017 15:01:17 +0000 https://www.formula1.it/news/5585/1/modifiche-regolamentari-2018 http://www.formula1.it/admin/foto/modifiche-regolamentari-2018-5585-1.jpg
Analisi Gp Brasile: bisogna godersi questa vittoria e pensare positivamente alla prossima stagione https://www.formula1.it/news/5584/1/analisi-gp-brasile-bisogna-godersi-questa-vittoria-e-pensare-positivamente-alla-prossima-stagione Il penultimo appuntamento stagionale di questo intenso e combattuto mondiale 2017 di Formula 1 ci ha regalato la quinta sinfonia di Sebastian Vettel. Una vittoria tanto cercata quanto meritata quella del pilota tedesco della Ferrari che premia nuovamente gli sforzi fatti dal Team italiano in questo 2017; una SF70H molto competitiva per diciassette appuntamenti su diciannove non poteva terminare la stagione con sole quattro vittorie all'attivo, se confrontate alle ben tre di una Redbull che ha corso per più di metà anno a svariati secondi da Mercedes e Ferrari.

E' inutile stare quotidianamente a fare i processi al Team con sede a Maranello, a Vettel o alla sfortuna; il mondiale è ora di Hamilton e di Mercedes, bisogna quindi solo godersi questa vittoria (e magari quella di Abu Dhabi) e pensare positivamente (almeno fino a prova contraria) ad una prossima stagione da cui la Ferrari potrà partire da una buona base telaistica, meccanica e in parte aerodinamica della vettura a cui però andrà aggiunto sicuramente quel plus di motore che è mancato da Baku in poi.  

Il pilota tedesco della Ferrari ha preceduto sul traguardo un non positivo Valtteri Bottas, proprio rivale per la conquista del titolo di vicecampione del mondo, allungando a +22 nel campionato del mondo piloti e con una sola gara da disputare. Sul gradino più basso del podio si è classificato Raikkonen che, grazie ad una gara molto positiva e solida, è riuscito a precedere sul traguardo in questo ordine, Hamilton, Verstappen e Ricciardo.

Molto positiva la gara di Felipe Massa che, nell'ultima gara sul circuito di casa, è riuscito a regalare alla Williams un importante settimo posto precedendo Alonso, ottavo con una McLaren sempre a corto di CV, Perez e Hulkenberg.
 

GP BRASILE: le condizioni ambientali hanno esaltato le capacità di trazione della SF70H

La gara si è corsa in condizioni termiche molto diverse rispetto a quelle che i team hanno dovuto affrontare durante le qualifiche. La pista, visto il sole battente presente sulla capitale brasiliana nella giornata di domenica, era molto calda con una temperatura (tra i 55 e i 60°C) molto simile a quella delle seconde prove libere del venerdì dove i vari Team, tra le altre cose, provano proprio le simulazioni dei passi gara. 

Condizioni climatiche che non hanno generato importanti difficoltà di bilanciamento delle varie vetture nella giornata di domenica, cosa non totalmente vera per quanto riguarda invece la giornata di sabato dove le basse temperature dell'asfalto non hanno permesso un veloce riscaldamento dell'asse anteriore rispetto al posteriore con quindi un più accentuato sottosterzo all'anteriore (chi più chi meno). 

 


Per quanto riguarda la gara, da segnalare che quasi tutti i Team hanno sofferto di blistering (preventivato) sia sulle anteriori che sulle posteriori su entrambi i compound di gomme. Ma nessuna importante sorpresa anche grazie a qualche giro dietro la Safety Car: un'altra gara a singola sosta e poco vivace dal punto di vista strategico (facciamo sempre i complimenti a Pirelli). Le più elevate temperature della pista si pensava alla vigilia potessero favorire maggiormente la Ferrari e a penalizzare la Mercedes W08 e, in parte, ciò si avverato. Sebastian Vettel ha fatto segnare per tutta la gara dei secondi settori (la parte più guidata del circuito brasiliano) inavvicinabili per Valtteri Bottas; la SF70H si è dimostrata una vettura molto bilanciata, praticamente perfetta sugli pneumatici e solo carente di potenza (e di quel drag in più, divenuto ormai una costante) che non permettevano al pilota tedesco della Ferrari di difendersi in modo importante soprattutto nel terzo settore. Se andiamo infatti ad analizzare i crono fatti segnare da Vettel e Bottas si può notare come il pilota finlandese della Mercedes riusciva ad essere sempre più veloce di circa 1 decimo nel primo settore e di ben 3 decimi nel terzo settore ma un super Vettel recuperava i 4 decimi nel settore più guidato (e più lungo) del circuito, il secondo. E questo senza mettere in crisi gli pneumatici posteriori, ben sollecitati dai tanti tratti di trazione "piena". Una Ferrari tornata ad utilizzare la piena potenza in qualifica dopo i problemi della Malesia e del Giappone e un leggero altro depotenziamento per la gara "in alta quota" del Messico ma che in gara non riesce ad essere a livello della Power Unit Mercedes dal punto di vista dei consumi e delle sollecitazioni che ricadono sulla nuova unità motrice nell'arco di una gara (sicuramente più stressante rispetto ad un singolo giro della qualifica) soprattutto dopo le restrizioni sull'olio indicate a più puntate della FIA. Da qui la necessità, confermata nel post gara da Sebastian Vettel, di doversi costruire la propria vittoria nel secondo settore di ogni giro come poi effettivamente fatto. 


GP BRASILE: non solo la partenza come momento chiave nella vittoria di Vettel

La vittoria ottenuta da Sebastian Vettel la possiamo sintetizzare in due altri momenti topici oltre alla impressionante capacità della SF70H di tenersi lontana la W08 di Bottas nel secondo settore, ossia la partenza e la prima e unica sosta
In partenza il pilota tedesco della Ferrari ha avuto uno spunto leggermente migliore rispetto a Bottas, il quale non chiudendo l'interno della curva 1 ha lasciato un importante spazio che il quattro volte campione del mondo tedesco ha sfruttato egregiamente. La gara è proseguita su livelli simili di prestazioni da parte di Vettel e Bottas come dicevamo in precedenza: il pilota della Ferrari guadagnava molto nel secondo settore, perdendo però terreno nel primo e terzo settore. Come potete osservare dai grafici in basso, il passo tra Vettel e Bottas è stato pressoché simile. Al giro 6, al momento dell’uscita della Safety Car, Vettel aveva un vantaggio di poco superiore al secondo nei confronti di Bottas mentre nel giro prima del pit stop del pilota finlandese, questo gap era salito a "soli" 1,7 secondi. 

 

Distacco che poteva essere quindi sufficiente per provare un undercut, l’unica chance che la Mercedes aveva per riuscire a scavalcare la rossa visto il ritmo forsennato del pilota tedesco nel settore più guidato del circuito. Qui è stato fantastico da una parte Vettel e dall'altra il Team visto che, il pilota tedesco è stato richiamato ai box il giro successivo a quello di Bottas. Ottimo il giro, l'ingresso e l'uscita dal pit da parte di Vettel e straordinario il pit stop dei meccanici di Maranello visto che, nell'operazione di sostituzione degli pneumatici, sono riusciti a guadagnare 6 importantissimi decimi rispetto ai rivali anglo tedeschi (2,19 secondi per i “rossi” contro i 2,7 secondi dei “grigi”). Uscito davanti dopo il cambio gomme, Vettel ha amministrato la corsa fino alla bandiera a scacchi con Bottas sempre piuttosto vicino ma mai in grado di impensierirlo.


GP BRASILE: nessun miracolo RedBull per colpa della Power Unit Renault e di assetti non ottimizzati

La vera delusione di questo fine settimana è stata la Red Bull RB13 che era attesa ad un’importante riconferma dopo le ottime prestazioni ottenute in Messico. Ma fin dalle prove libere si erano notate tutte le difficoltà di entrambe le RB13: lente sul dritto e perfino lente nel settore centrale dove serve tanta downforce meccanica, cosa che la vettura di Milton Keynes ha sempre dimostrato di avere negli ultimi appuntamenti stagionali. 

Secondo il Team anglo austriaco le scarse prestazioni di entrambe le RB13 sono da associare principalmente alla scarsa affidabilità della Power Unit con conseguente depotenziamento (si parla di 25 CV in meno in gara rispetto alle potenza "standard"). Un gap motoristico troppo ampio che il telaio della vettura anglo austriaca non è mai riuscita a compensare nel tratto centrale. Resta comunque un fattore anomale il fatto che la RB13 si sia dimostrata constantemente più lenta sia della Ferrari che soprattutto della Mercedes in un settore piuttosto guidato. Il tutto è da ricondurre al tanto sottosterzo lamentato da entrambi i piloti soprattutto nella giornata di sabato, a causa principalmente di assetti di compromesso non ottimizzati per questa pista con conseguente non corretto funzionamento degli pneumatici che faticano ad entrare nel giusto range di temperatura. In gara, soprattutto Verstappen ha avuto grossi problemi di usura degli pneumatici tanto che nella parte terminale della corsa è stato richiamato ai box per la seconda sosta avendo 30 secondi di vantaggio sul compagno di squadra.
 

GP BRASILE: la rimonta di Hamilton ha tanti importanti "perché"

Tutti se l'aspettavano, Mercedes compresa, ma quella di Hamilton è stata una rimonta che è andata al di là di ogni aspettativa se si considera che il Team aveva indicato la quinta posizione come massimo risultato possibile per il suo pilota senza problemi sulle vetture di Vettel, Bottas, Raikkonen e Verstappen. Ed invece il pilota inglese, laureatosi quattro volte campione del mondo in Messico, è arrivato a pochi decimi dal podio e dalla seconda posizione di un negativo Valtteri Bottas. Facendo un piccolo passo indietro, Hamilton ha sbattuto la sua W08 durante il primo giro lanciato delle qualifiche, un errore grave capitato però nel Gran Premio dove se lo poteva comunque permettere. Dovendo partire dall'ultima posizione, gli ingegneri anglo-tedeschi hanno pensato giustamente di partire dalla Pit Lane sostituendo alcune componenti della Power Unit (motore endotermico, turbocompressore, MGU-H) e mettendo mano all'assetto della vettura dell’anglo-caraibico. Capitolo Power Unit: rispetto a quella utilizzata dalla Mercedes in questa ultima parte di stagione, l'unità motrice montata sulla vettura numero 44 ha dovuto sottostare al nuovo limite di consumo dell’olio che la Federazione ha stabilito in 0,9 litri ogni 100 km (cosi come Ferrari). In molti si sono chiesti se Hamilton avesse montato già delle novità in vista del 2018, un qualcosa che i ben informati hanno confermato, al contrario (giustamente) di Mercedes, e che hanno garantito al pilota inglese qualche CV in più rispetto al proprio compagno di squadra. Oltre a ciò c'è da considerare che Hamilton ha potuto spremere al massimo una unità che dovrà compiere meno di 1000 km in due weekend di gara. Da sottolineare che comunque su queste Power Unit moderne è quantificabile in pochissimi CV il vantaggio prestazionale tra una unità nuova e una più anziana (ma comunque all'interno dei km massimi per cui è progettata).

Da un punto di vista di setup è opportuno segnalare come i tecnici del Team anglo tedesco abbiano scelto, rispetto alle prove libere del venerdì e del sabato mattina, un'ala posteriore da minor carico per agevolare il recupero del quattro volte campione del mondo. Importante quindi anche la possibilità di poter metter mano al setup della vettura, adattandolo alla sola gara senza ricercare un compromesso sugli pneumatici che possa dar prestazione anche sul giro secco. Un setup da minor carico aerodinamico rispetto al compagno di squadra che è risultato però in gara ben più bilanciato se si considerano i tempi fatti segnare da Lewis Hamilton nel secondo settore (Bottas con tanto sottosterzo), sempre più veloci di quelli del 77 finlandese. Oltre a ciò, nella rimonta di Hamilton c'è da considerare la Safety Car iniziale e gli incidenti al via che gli hanno immediatamente permesso di chiudere il gap sul gruppo e di evitarsi quattro comunque facili, ma da fare, sorpassi. 
Se analizziamo il passo del primo stint di Hamilton sul compound Soft ha girato con un passo superiore al duo di testa di appena 1 decimo pur impegnato nella sua rimonta. Nel secondo stint con gomme “rosse” è andato fortissimo girando, mediamente, con un ritmo migliore rispetto a Vettel e Bottas di 6 decimi. Alla fine della gara è giunto al traguardo con un gap di soli 5,5 secondi contro i 18,3 secondi che accusava al giro 6. Se analizziamo la gara di Hamilton e la confrontiamo con quella di Vettel possiamo notare che, il campione del mondo, sui 66 giri analizzati (SC ad inizio gara) è risultato più veloce di Vettel in 34 passaggi. Sicuramente da considerare che in certe fasi di gara Vettel ha anche amministrato la gara. Se Hamilton fosse partito dalla Pole Position avrebbe dominato la gara? La risposta non è cosi scontata proprio per il fatto che non si è visto il vero passo di Vettel in alcune fasi di gara e Hamilton, partendo dalla Pit Lane con una Power Unit di specifica diversa rispetto a quella del giorno precedente, ha potuto correre la gara con qualche "vantaggio" rispetto ad un ipotetica partenza dalla griglia. Concludendo, c'è sicuramente da dire che l’errore commesso da Hamilton in qualifica ci ha negato la possibilità di ammirare una splendida lotta con Vettel che speriamo di vedere nell'ultima gara del mondiale di F1 che si disputerà sul tracciato di Abu Dhabi tra meno di due settimane.

 

GP BRASILE: tutti i grafici relativi alla gara


di @spontonc e @smilextech

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Wed, 15 Nov 2017 06:13:52 +0000 https://www.formula1.it/news/5584/1/analisi-gp-brasile-bisogna-godersi-questa-vittoria-e-pensare-positivamente-alla-prossima-stagione http://www.formula1.it/admin/foto/analisi-gp-brasile-bisogna-godersi-questa-vittoria-e-pensare-positivamente-alla-prossima-stagione-5584-1.jpg
Arrivabene: bella gara, e grande Kimi nel finale https://www.formula1.it/news/5583/1/arrivabene-bella-gara-e-grande-kimi-nel-finale L' aveva sempre detto, giurato e ripetuto, anche nei momenti più difficili, dove era facile cadere nello sconforto, Maurizio Arrivabene, team principal della Ferrari, che il team di Maranello avrebbe dato il massimo fino alla fine, fino all'ultima curva dell'ultimo giro dell'ultima gara.

Detto fatto, la Ferrari non hai mai mollato, ha ceduto sempre nel proprio lavoro e nel potenziale della SF70H, e alla fine il lavoro, ha pagato, con il destino che ha parzialmente restituito ciò che aveva tolto al team di Maranello durante la trasferta Asiatica.

Dopo la gara, Maurizio Arrivabene, il grande capo, il punto di riferimento del team ha commentato la gara di San Paolo: "Mi sono piaciute le parole di Sebastian a fine gara via radio, ci tenevo che ringraziasse i ragazzi della squadra perché hanno fatto un ottimo lavoro dandogli una macchina competitiva anche ieri. E' stata una bella gara, ora guardiamo ad Abu Dhabi".

Parole da vero leader quelle del manager Bresciano, che come sempre antepone agli interessi e alla gloria dei singoli, la riconoscenza e la lode verso il team, sia quello in pista che a casa.

Team che come sempre non ha mai mollato, ma è riuscito a lavorare duro per dare a Vettel e Raikkonen un'ottima monoposto dalla prima gara fino ad ora.

Il numero uno della Ges ha aggiunto: "Hamilton ha fatto una bella rimonta, questo è vero, ma senza voler apparire arrogante dico che quando parti dietro e non hai grandi avversari davanti è tutto molto più semplice. In passato abbiamo visto anche Vettel fare le stesse cose, però è chiaro che se poi arrivi alla fine con le gomme usurate e ti trovi un Raikkonen capace di difendersi alla grande, allora capisci che ti devi accontentare".

Dopo aver celebrato moderatamente, come nel suo stile, la vittoria, Maurizio si è concentrato a fare i complimenti ad Hamilton per la grande rimonta di cui è stato protagonista, ma soprattutto Kimi Raikkonen, che è stato abilissimo nel non farsi sorpassare dal pilota numero 44 della Mercedes.

Difesa del Finlandese, merito del set up della sua SF70-H, estremamente competitiva nel guidato, tanto da non far avvicinare molto Lewis Hamilton, ma soprattutto dotata di un'ottima trazione in uscita dall'ultima curva, mantenendo la W08 a distanza di sicurezza.

Infine Arrivabene ha concluso rivolgendo uno sguardo alla stagione 2018: "Il 2018 è ancora lontano, come dico sempre non ci arrendiamo. Volevamo affrontare le ultime due gare dell'anno con grande dignità, rappresentando al meglio i colori della nostra Casa che è Maranello. La prima è andata bene, ora sotto con la seconda".

2018 sì lontano, ma solamente come tempo, perché a Maranello, la progettazione della nuova monoposto sta vivendo la sue fasi clou, e sarà fondamentale per il team concludere al meglio la stagione, per concentrarsi al 100% e senza pensieri e pressioni sulla futura monoposto, che visti i risultati di questo 2017, non avrà altre possibilità se non quelle di vincere.

 

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Mon, 13 Nov 2017 19:51:41 +0000 https://www.formula1.it/news/5583/1/arrivabene-bella-gara-e-grande-kimi-nel-finale http://www.formula1.it/admin/foto/arrivabene-bella-gara-e-grande-kimi-nel-finale-5583-2.jpg
Gp Brasile: il pagellone del Froldi https://www.formula1.it/news/5582/1/gp-brasile-il-pagellone-del-froldi La Ferrari risorge dalle sue ceneri, come quasi sempre accade quando non serve. Ma una vittoria è sempre bella, fa morale, mette in cassaforte l’effimero titolo di vicecampione del mondo (non ci si ricorda mai dei secondi, dura legge della vita e dello sport) e soprattutto ci mostra che la macchina (salvo l’affidabilità) e il pilota (salvo errori) ci sono eccome. Ciò da una parte aumenta pure il malcontento per un mondiale che, come perfidamente afferma Lauda, ha perso prima di tutto la Ferrari. Dimenticando di ricordare, il “buon” Lauda, che la Ferrari non aveva quest’anno un Hamilton in stato di grazia.

Vettel. Voto: 9. Alla partenza è stato fenomenale. Finalmente. Il 9 è dovuto al fatto che contro Bottas, alias medioman, ha perso la pole (per qualche centimetro) il Sabato. Nella gara probabilmente la sua Ferrari non era la monoposto più veloce, infatti non è scappato. Va da se che chi è in testa può amministrare. Perciò la sua vittoria autorevole vale doppio. 

Ferrari. voto:10. Non vinceva da una vita in Brasile. Almeno quest’anno abbiamo tolto un pò di tabù dalle statistiche rosse.

Raikkonen. Voto: 7. Ha tenuto botta ad Hamilton nel finale. Ottimo. Ma se davanti hai Bottas che non fa faville, da te ci si aspetta il secondo posto. Non ammetto repliche. Ci vuole un altro secondo pilota per la Ferrari. Io (che valgo 0), “sponsorizzo”, come ben sapete, Ricciardo.

Hamilton e le sue spacconate. Voto: 10 e lode. Aveva annunciato urbi et orbi che doveva spaccare il Mondo per dimostrare perché aveva vinto il 4° titolo (e non ce n’era bisogno perché la sua splendida Stagione parla da sola) e niente…a pensare cosa ha combinato al primo giro delle qualifiche ho un sorriso “stampato” che non me lo toglie nessuno per una settimana…
Hamilton: voto: 8. Sinceramente per me non ha fatto questa mega-rimonta di cui si parla. Vettel nelle rimonte è stato superiore in questo mondiale. Inoltre, questo era un circuito che ben si presta, avendo un’astronave, a recuperare posizioni. Ed infine: la gara ha aiutato non poco, soprattutto con la S-Car.

Bottas. Voto: 5. Ci ha provato a fare il Terminator alla prima curva, ma sapendo che ci avrebbe perso lui (per la rincorsa al secondo posto), si è dato una calmata. Solo che dopo, pur non mollando un attimo, si è messo in modalità “medioman” e non ha mai davvero impensierito Vettel. Imbarazzante il confronto con Hamilton.
Mad Max. Voto: 6. Ma Max fa cose impossibili solo quando vede le rosse? Attenuante: l’assetto sballato.
Red Bull. Voto: Cosa cova fra le sospensioni della Red Bull? Mentre assistevamo strafelici alla sfuriata di Marko con il responsabile motori della Renault (meno male che c’è la Rb a regalarci questi siparietti), abbiamo visto una monoposto diventata improvvisamente normale, dopo il missile terra-aria del precedente GP…non so voi, ma io con i bibitarI coltivo a prescindere la teoria del sospetto…

Massa: voto: 9. E’ stato un quasi pilota del mondo con la Ferrari. Resterà sempre nel cuore dei ferraristi. Detto questo…ma si ritira davvero?

P.S.: Mi piacerebbe che il mondiale finisse con una doppietta Ferrari, sempre di “coitus interruptus” si tratta, ma almeno sarebbe di buon auspicio per il 2018.

Mariano Froldi

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Mon, 13 Nov 2017 16:14:56 +0000 https://www.formula1.it/news/5582/1/gp-brasile-il-pagellone-del-froldi http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-il-pagellone-del-froldi-5582-1.jpg
La leggenda del Luigino borioso https://www.formula1.it/news/5581/1/la-leggenda-del-luigino-borioso non so perché Bottas non abbia vinto” ; traduzione, io faccio questa fantastica rimonta partendo dai box, e tu con la stessa mia macchina, parti in pole, e non vinci? Sei proprio scarso (Ndr). “i sorpassi? Non me li ricordo nemmeno, da tanti che ne ho fatti” “dovevo far vedere a tutti perché sono campione del mondo, sono il più grande”  

Non è Muhammed Alì redivivo, è Lewis Hamilton, dopo il Gp del Brasile. Con sufficienza, quasi con protervia, racconta la sua fantastica rimonta, restando in macchina a gara finita a meditare (in modo che tutti le Tv lo inquadrino, aggiungiamo noi; mamma mia come siamo cattivi). 

Noi, che siamo poveri e non abbiamo Sky, ci siamo anche sorbiti la glorificazione di Lewis, da parte dei commentatori Rai (e non solo), durante e dopo la gara; “una rimonta da leggenda, una gara che resterà nella storia; c’è già da preoccuparsi per il 2018” 

Ora, nessuno mette in dubbio le grandi doti del 4 volte campione del mondo, ma bisognerebbe forse raccontarla tutta. Partendo dalla Pit Lane e non restando quindi in regime di parco chiuso, Hamilton ha potuto, a differenza di tutti gli altri, fare modifiche di assetto che tenessero conto del carico di carburante; inoltre, ha potuto montare un motore nuovo (aveva ancora quello di Spa, con ben sette week end e mezzo di km sulle spalle). E magari c’era anche qualche evoluzione, visto che sul rettilineo dei box, senza DRS, raggiungeva i 340 kmh di velocità di punta, contro (per esempio) i 317 di Raikkonen; merito suo se superava vetture con 20 kmh in meno della sua, su un rettilineo dove si viaggia a piena potenza per 16 secondi? Ditelo ad Alonso, inchiodato dietro a Massa per 70 giri, che la potenza non conta…con 60 C° sull’asfalto, e con il pieno di benzina, le gomme soft (che lui poteva montare, al contrario dei primi 10) avevano una vita molto più lunga delle SS, ma con poca differenza di prestazioni grazie alla gomma depositatasi nel weekend e alle 20 vetture che continuavano a depositarne giro dopo giro  La carambola alla prima curva (che Luigino ha evitato, partendo dai box)  ha tolto di mezzo 3 macchine, l’incidente tra Grosjean e Ocon altre 2; al primo giro era già 14esimo, senza fare nessun sorpasso.  

Cos’ha fatto Vettel, in Malesia e Messico? E Raikkonen a Suzuka? Sono arrivati quarti, come lui, partendo dal fondo, e loro non hanno cambiato assetto, e nemmeno motore…Hamilton ha vinto il suo quarto mondiale, viva Hamilton.  Ma noi tutta questa leggenda non la vediamo proprio, e vorremmo vederlo una volta non dico su una McLaren-Honda, e nemmeno su una Sauber, ma almeno su una Red Bull…e magari con un compagno di squadra un po’ più combattivo e veloce. Ricordiamo che, guidando una macchina con cui vinceva il mondiale anche Nakajima, è riuscito a perdere il titolo 2016 perché fino a maggio era troppo occupato a farsi fotografare, tra belle donne e locali notturni.   

Già non stiamo parlando di un esempio di sportività e correttezza (vedasi Abu Dhabi 2016), se a questo ci aggiungiamo la boria…beh, sarà anche bravo, forse addirittura il più bravo…ma non riusciremo mai ad amarlo. 

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Mon, 13 Nov 2017 09:50:49 +0000 https://www.formula1.it/news/5581/1/la-leggenda-del-luigino-borioso http://www.formula1.it/admin/foto/la-leggenda-del-luigino-borioso-5581-3.jpg
Magra consolazione https://www.formula1.it/news/5580/1/magra-consolazione La vittoria della Ferrari fa bene al morale, anche perché non si butta via niente, ma d’altro lato aumenta i rimpianti per quanto è successo nella trasferta asiatica e, perché no, anche nella partenza del GP del Messico.

Vettel (voto 10) ha guidato senza le pressioni del titolo mondiale e lo si è visto alla prima curva, quando è entrato con la giusta decisione facendo subito capire a Bottas chi avrebbe comandato. Perfetta anche la strategia dei box: in quel frangente, così come nel primo giro, è stato chiaro che la Rossa abbia usato una mappatura estremamente spinta per poi tornare in modalità standard nel resto della gara, sia per preservare le gomme (anche se ci è parso che le due soste sarebbero state più redditizie) sia per non rischiare guai meccanici.

Benino anche Raikkonen (7), anche se avrebbe potuto/dovuto puntare al secondo posto, considerando sia le performance della monoposto sia la giornata storta del connazionale della Mercedes (6), ma quantomeno ha avuto il merito di tenere a bada Hamilton (7) in quella che troppi hanno individuato come trionfale cavalcata.

In realtà non sapremo mai quale fosse il vero potenziale della freccia d’argento: la vettura del neo campione del mondo era di fatto una macchina completamente diversa da quella con cui si sarebbe dovuto classificare, anche a livello di assetto. Inoltre Lewis ha potuto iniziare la gara con le gomme “giuste”: ancora una volta infatti la Pirelli ha fatto casino con i colori, visto che le rosse andavano meglio delle gialle solo al primo giro. Aggiungendo che, nell’arco di un giro, è passato dall’ultima alla quattordicesima posizione senza fare un sorpasso e che quasi tutte le posizioni recuperate sono state per merito del super motore Mercedes a suo agio in una pista dove superare è facilissimo, di fatto la quarta posizione ci pare il minimo sindacale.

Molto più impressionante il recupero di Ricciardo (9), che si è dovuto inventare delle staccate da urlo alla curva di Senna con una Red Bull incredibilmente normalizzata (compresa quella del bravo Verstappen, voto 8) dopo la dimostrazione di forza in Messico.

Massa (8) ha disputato una degna gara di addio (sarà vero?), approfittando della safety car per sorprendere Alonso (8), e conquistando così il titolo del best of the rest, ma anche lo spagnolo ci ha messo come solito del suo per portare la McLaren in posti che onestamente non le competono.

La maglia nera della domenica va senza dubbio a Stroll (3), pilota che non è in grado di superare (ma nemmeno di andare forte) e Grosjean (1) che, assieme all’inesorabile marcia del gambero, prosegue a prendersela con tutti (Ocon che non doveva esserci, la gomma che era troppo calda, il freno che era troppo freddo, la giuria che era troppo cattiva) pur di non ammettere la più lampante verità: è scarso e arrogante. Fossimo nel garage della Haas inizieremmo a guardarci intorno con una certa fretta…

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Mon, 13 Nov 2017 06:31:41 +0000 https://www.formula1.it/news/5580/1/magra-consolazione http://www.formula1.it/admin/foto/magra-consolazione-5580-1.jpg
Gp Brasile 2017 - Gara - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5579/1/gp-brasile-2017-gara-analisi-strategie Interlagos, 12 novembre 2017 – Sebastian Vettel su Ferrari conquista il Gran Premio del Brasile con una strategia vincente a un pit stop da supersoft a soft. Il pilota tedesco ha preso la testa della gara nel corso di un primo giro ricco d’azione e ha effettuato il suo unico pit stop senza perdere la leadership. Due strategie alternative si sono messe in luce durante la gara. Lewis Hamilton (Mercedes) partito dalla pit lane, è stato uno dei cinque piloti ad aver scelto al via pneumatici soft anziché supersoft. È riuscito a recuperare numerose posizioni prima di fermarsi nel corso del giro 43 per montare pneumatici supersoft, le cui prestazioni extra gli hanno permesso di arrivare 4° al traguardo. Daniel Ricciardo è partito su pneumatici soft dalla 14ª posizione in griglia dopo aver subito una penalità e ha perso terreno dopo un contatto nelle prime fasi di gara. Costretto a un pit-stop anticipato al primo giro, dove ha montato ancora pneumatici soft, ha poi optato per i supersoft nelle fasi avanzate della gara. Anche il suo compagno di squadra Max Verstappen ha effettuato due pit stop, chiudendo la gara 5° con pneumatici supersoft. 
 
MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

In gara si sono avute le temperature asfalto più elevate di tutto il fine settimana, ampiamente sopra i 50°. Nonostante ciò, la maggior parte dei piloti di testa ha completato il Gran Premio con un solo pit stop, come avevamo previsto, grazie anche all’ingresso della safety car nelle prime fasi. Lewis Hamilton è stato autore di una gara straordinaria nella quale ha registrato numerosi giri veloci su pneumatici soft usati, a differenza dei diretti rivali equipaggiati con pneumatici supersoft più nuovi. I due piloti della Red Bull hanno invece optato per una strategia alternativa ugualmente efficace, nonostante Daniel Ricciardo sia stato costretto ad un pit stop anticipato alla fine del primo giro. Pirelli rimane a Interlagos per l’ultima sessione di test di sviluppo 2018, in programma martedì e mercoledì con McLaren, per poi volare ad Abu Dhabi dove due giorni dopo l’ultima gara in calendario tutti i Team saranno impegnati nei test collettivi in vista della prossima stagione”. 
 

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Sun, 12 Nov 2017 21:41:03 +0000 https://www.formula1.it/news/5579/1/gp-brasile-2017-gara-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-2017-gara-analisi-strategie-5579-1.jpg
Vettel: vittoria importante per me e per il team https://www.formula1.it/news/5578/1/vettel-vittoria-importante-per-me-e-per-il-team Diciamo la verità, fino alla bandiera a scacchi, nessun tifoso Ferrarista, ma neanche nessun appassionato di Formula 1, credeva al 100% nel successo di Sebastian Vettel a San Paolo.

All'inzio la minaccia più concreta sembrava Valtteri Bottas, in quanto Seb non riusciva ad allungare sul Finlandrse, non riuscendo ad aprire il gap oltre i due secondi.

Verso metà gara, Bottas sembrava sotto controllo, ma da dietro arrivava sempre più minaccioso Lewis Hamilton, che partito dalla pit lane, si era insidiato alle spalle di Max Verstappen, e per l'ultimo stint di gara, disponeva di un set di Supersoft nuove, mentre gli altri avevano le Soft.

Alla fine però, dopo 71 giri e grazie anche a Kimi Raikkonen, che è stato in grado di non farsi sopravanzare dal pilota Inglese nei giri finali, Vettel ha centrato la quinta vittoria stagionale.

Dopo la gara, il quattro volte Campione del Mondo, ha dichiarato:

"Non è stata una gionnata perfetta ma abbastanza buona per vincere e battere Valtteri, che era la cosa più importante. E' stata una delle gare più difficili dell'anno perché faceva un gran caldo. Non c'era spazio per il minimo errore. Dopo la partenza, volevo andare in fuga e lasciarmi alle spalle Bottas ma è stato difficilissimo. Sono poi riuscito a prendere un po' di margine e l'ho gestito sino alla fine. Se sei davanti puoi perdere in rettilineo ma eravamo performanti nel settore centrale, nelle curve".

Giornata difficile, perché appunto non è riuscito facilmente ad aprire il gap con Bottas oltre ai due secondi.

Difficile anche per gestire le temperature con il gran caldo, mantenendo basse le temperature ma mantenendo al contempo un ritmo elelvato.

Giorno difficile infine anche per gestire i possibili tentativi di sorpasso della W08 numero 77, la quale era velocissima sul dritto (settore 1 e 3), ma la SF70-H era più veloce nel guidato, riuscendo a non far scendere mai il gap dagli inseguitori sotto il secondo, consentendo l'attivazione del DRS.

Il Tedesco ha proseguito:

"Ho avuto una bella partenza e pensavo di aver già superato Bottas. Forse ho esagerato un po' con la velocità in entrata di curva e forse Valtteri era vicino. Ma poi ho visto che sono riuscito a guadagnare nella seconda parte della partenza. Quello mi ha aiutato a entrare per primo in Curva 1 e sapevo che dovevo provarci. E' stata la decisione corretta. E' stato difficile controllare Bottas soprattutto nel primo e nel terzo settore, perché riusciva ad avvicinarsi molto. Dovevo davvero fare molto bene nel settore centrale. Ho anche gestito bene le gomme, ma non potevo fare altro che spingere a fondo".

Partenza fondamentale per la vittora, con Vettel che ha avuto un po di pattinamento nei primi metri, ma una migliore progressione mentre scaricava a terra la potenza, ma il capolavoro Seb lo ha fatto in entrata di curva 1, entrando velocissimo, forzando Bottas alla correzione e all'esterno alla Curva do Sol, agguantando cosi la leadership, mantenuta per tutti i 71 giri.

Il pilota di Heppenheim ha continuato:

"E' stata una gara molto intensa nella sua interezza, perché gli avversari sono stati vicini per tutta la gara. Nel primo giro ho spinto a fondo perché sapevo sarebbe stato difficile difendersi sulla salita del rettilieo d'arrivo, poi però è arrivata la Safety Car. Poi alla ripartenza penso di aver gestito tutto nella maniera migliore. Ha funzionato tutto. Anche al pit stop io e Valtteri ci siamo trovati molto vicini. Il pit stop è andato bene, ma siamo stati vicinissimi. Sono stati i momenti più complessi, ma poi tutti abbiamo girato sullo stesso passo ed è stato difficile fare davvero la differenza. Sono felice di aver vinto io".

Oltre allo start, un altro momento cruciale è stato il pit stop, dove la Mercedes ha provato l'undercut con Valtteri Bottas, ma i meccanici della Rossa sono stai impeccabili nel loro lavoro, rimettendo Seb in pista con il gap necessario per tenere la posizione sul pilota numero 77.

Gara, complessivamente tiratissima, con quattro piloti in cinque secondi sotto la bandiera a scacchi, tutti in lotta per la vittoria.

Un Vettel visibilmente felice per il successo brasiliano del team di Maranello ha concluso:

"Penso che questa vittoria sia importante per la Ferrari e per me. E' stato importante tornare a vincere dopo tanto tempo. Il team ha passato settimane difficili. Al sabato i ragazzi hanno lavorato duro, abbiamo avuto un grande sostegno dalla fabbrica. Dedico a loro la vittoria, al team qui e a tutti quelli che lavorano a Maranello. Sono stati veramente bravi e non era giusto quello che stava capitando nelle settimane passate".

Vittoria importante per Vettel, per riprendersi e digerire la sconfitta di Città del Messico, e per tutto il team, per vedere espresso il potenziale della vettura, per molto tempo inespresso anche a causa dei problemi di affidabilità.

La Ferrari centra dunque uno dei suoi obiettivi per il finale di stagione, ossia tornare alla vittoria, ora basta finire nel migliore dei modi ad Abu Dhabi, magari vincendo, per affrontare la pausa invernale, consci di aver finito bene, con meno pressione sulle spalle per il team, e con la volontà di iniziare la stagione 2018 nello stesso modo con cui si è chiuso il 2017.

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Sun, 12 Nov 2017 21:28:42 +0000 https://www.formula1.it/news/5578/1/vettel-vittoria-importante-per-me-e-per-il-team http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-vittoria-importante-per-me-e-per-il-team-5578-1.jpg
Gp Brasile: Hamilton partirà dalla pit-lane per la sostituzione della Power Unit/ https://www.formula1.it/news/5577/1/gp-brasile-hamilton-partira-dalla-pit-lane-per-la-sostituzione-della-power-unit Hamilton era sicuramente il favorito per la pole position e per la vittoria alla vigilia di queste qualifiche. Il quattro colte campione del mondo, nella giornata di ieri, aveva dimostrato di essere il più competitivo anche nella simulazione dei passi gara. Ma, a causa di un suo errore, dovrà fare una gara in rimonta e, sicuramente, ci farà divertire a suon di sorpassi per rimontare il più velocemente possibile e portarsi a ridosso dei top 5. 

Durante il primo giro lanciato della Q1, il pilota inglese, ha sbattuto violentemente alla “Ferradura” danneggiando la propria vettura. 
I tecnici Mercedes, quindi, ne approfitteranno per montare una nuova unità endotermica, un nuovo gruppo turbo compressore e una nuova MGU-H. 
Gli ingegneri anglo-tedeschi non hanno riscontrato nessun problema di affidabilità nella Power Unit montata sulla W08 ma, visto l'errore del proprio pilota, ne approfitteranno per montare un'unità fresca che darà sicuramente qualche vantaggio sia nella gara del Brasile che in quella futura di Abu Dhabi. 
Power Unit che dovrà rispettare i nuovi parametri di consumo dell'olio che la FIA ha introdotto a partire dal Gp di Monza. Ricordiamo che, Mercedes, aveva anticipato l'utilizzo della specifica 4 a Spa per non dover sottostare al limite di consumo dell'olio fissato in 0.9L/100km.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Sat, 11 Nov 2017 22:05:54 +0000 https://www.formula1.it/news/5577/1/gp-brasile-hamilton-partira-dalla-pit-lane-per-la-sostituzione-della-power-unit http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-hamilton-partira-dalla-pit-lane-per-la-sostituzione-della-power-unit-5577-1.jpg
Gp Brasile 2017 - Qualifiche - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5576/1/gp-brasile-2017-qualifiche-analisi-strategie Interlagos, 11 novembre 2017 – Nonostante le previsioni avverse, le qualifiche si sono tenute prevalentemente sull’asciutto, con temperature asfalto più basse di 20° rispetto a ieri. Valtteri Bottas (Mercedes) ha conquistato la pole position con pneumatici supersoft, mentre Daniel Ricciardo è stato l’unico tra i piloti ad aver utilizzato i soft nel Q2. Il pilota australiano della Red Bull, retrocesso da una penalità in partenza, partirà su questa mescola domani per cercare di recuperare posizioni con un primo stint più lungo. Un altro pilota che subirà penalità sarà Brendon Hartley (Toro Rosso), che ha deciso di non far registrare un tempo valido nel Q2. Il neo campione del mondo Lewis Hamilton ha avuto un incidente durante il Q1, quindi partirà dal fondo della griglia e potrà contare su una strategia libera.

 

MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

Fino alle qualifiche il miglior tempo del weekend era stato quello di Hamilton in FP1. Oggi le temperature erano decisamente più basse rispetto a ieri, e ciò ha aiutato le performance della supersoft. La pole position di Valtteri Bottas, firmata nel Q3, è infatti il nuovo record assoluto di Interlagos. La strategia più probabile per domani è a una sosta, ma a seconda dei livelli di usura e degrado si potranno vedere anche due pit stop. Per la gara si prevede un clima asciutto e più caldo rispetto a oggi: questo sarà uno dei fattori che domani influenzeranno la strategia. Ci aspettiamo un Gran Premio ricco d’azione, con un ritmo molto ravvicinato tra i contendenti su un giro molto breve e con alcuni piloti che partiranno indietro dopo aver subito penalità in griglia.” 
 

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Sat, 11 Nov 2017 20:15:45 +0000 https://www.formula1.it/news/5576/1/gp-brasile-2017-qualifiche-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-2017-qualifiche-analisi-strategie-5576-1.jpg
Bottas: sarà dura, ma voglio arrivare secondo nel Mondiale https://www.formula1.it/news/5575/1/bottas-sara-dura-ma-voglio-arrivare-secondo-nel-mondiale Eccoci qui, dopo la diciannovesima Qualifica della stagione, a celebrare la terza pole stagionale per Valtteri Bottas.

Una stagione, la sua, caratterizzata da alti e bassi, ma contraddistinta dal fatto che quando la W08 è competitiva e il compagno Lewis Hamilton non è in giornata, lui c'è sempre, spesso pronto a mettersi davanti alla Ferrari.

Infatti Bottas era reduce da alcune gare non brillantissime, ma oggi sembra essere rinato, nella giornata nella quale il team mate compie il primo errore stagionale.

Dopo la Q3, un Valtteri visibilmente soddisfatto per il risultato ottenuto, e dopo aver ricevuto i complimenti del team mate inglese dopo la sessione di qualifiche, si presenta come di consueto al ring delle interviste:

"Sono davvero molto felice per me e per il team, tutti i ragazzi che lavorano con me. Con il problema di Lewis, che ha avuto un incidente, mi sono ritrovato con tutta la pressione addosso e sono contento di essere riuscito a centrare la pole.
Mi sentivo meglio al volante della macchina a ogni giro che passava, eravamo tutti molto vicini, dunque sono davvero molto contento del risultato della Q3, di aver fatto questo buon giro e di essere qui in pole position
".

Grande pressione, ottimamente gestita dal Finlandese, che durante l'ultimo run del Q3 ha sfornato un gran giro, capace di portarlo davanti di 38 millesimi a Sebastian Vettel, il quale non ha migliorato nel secondo tentativo.

Il pilota di Nastola ha proseguito:

"Siamo migliorati ultimamente perché abbiamo lavorato duro su ciò che non andava. So che ho dovuto affrontare molte gare che si sono rivelate difficili per me, ma siamo riusciti a sistemare tutto. Io ho lavorato su di me per vedere se ci fosse qualcosa che non andava Ho lavorato con gli ingegneri, poi su me stesso, e nelle ultime tre gare ho fatto sempre considerevoli passi avanti e ora siamo in pole. E' stato un lavoro duro ma ci siamo riusciti".

Grande lavoro fatto dal Finnico, in quanto dopo l' estate era finito sotto il mirino dei cronisti per le sue scarse performance, per molti dovute ad un suo appagamento dopo il rinnovo del contratto avvento a Spa nel mese di Agosto.

Infine Bottas ha concluso parlando della sua volontà di chiudere il Campionato in seconda posizione:

"Stiamo lavorando molto duro perché tutti nel team hanno lo stesso obiettivo. Vogliamo centrare anche il secondo posto nel Mondiale Piloti. Dunque sarà molto importante fare una gara pulita, senza sbavature, anche se sappiamo che non sarà affatto facile contro le Ferrari".

Primo step da fare per il pilota numero 77, per centrare il suo obiettivo è quello di vincere la gara di domani, mettendosi Vettel alle spalle, per poi giocarsela ad Abu Dhabi, sperando nell'aiuto di  Hamilton per togliere punti al Tedesco.

Seconda pozione che vorrebbe dire portare a casa un grandissimo risultato al suo primo anno in Mercedes, risultato a cui Bottas punta molto, ora aiutato da tutto il team, non più impegnato ad aiutare Lewis Hamilton.

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Sat, 11 Nov 2017 20:11:06 +0000 https://www.formula1.it/news/5575/1/bottas-sara-dura-ma-voglio-arrivare-secondo-nel-mondiale http://www.formula1.it/admin/foto/bottas-sara-dura-ma-voglio-arrivare-secondo-nel-mondiale-5575-1.jpg
Vettel: potevo fare la pole https://www.formula1.it/news/5574/1/vettel-potevo-fare-la-pole La grade occasione si era presentata, materializzandosi durante il primo tentativo del Q1, con Lewis Hamilton a muro alla Ferradura, dopo aver perso la vettura a centro curva.

Dopo questa immagine, la pole sembrava affare esclusivo fra i due piloti Ferrari, ma durante l'ultimo tentativo del Q3, ecco il Valtteri Bottas che nessuno si aspetta, capace di migliorare quanto basta per centrare la terza pole stagionale, e capace di rovinare una bella giornata al team Ferrari.

Sebastian Vettel, a caldo dopo la Qualifica ha dichiarato:

"Non ho faticato per le condizioni della pista, forse sono stato io a commettere un errore. Sono stato troppo timoroso nell'ultimo giro, in Curva 1 ho frenato troppo presto. Ho poi fatto comunque un buon giro nell'ultimo run, avevo un buon grip e semplicemente avrei dovuto prendere più rischi. Sapevo che potevo recuperare tempo nell'ultima curva e l'ho fatto, ma non è stato sufficiente per recuperare quello che ho perso nel primo settore".

Un Vettel dunque molto sicuro del suo primo tentativo, e che ha sottovalutato il potenziale di Bottas.
Infatti il tedesco fa mea culpa, ammettendo di aver approcciato conservativamente il T1, ancor di più il T2, per poi fare benissimo e recuperare nel T3, quando era omai tardi.

Il pilota di Heppenheim ha continuato:

"La monoposto andava molto bene. Non ho nulla di cui lamentarmi. E' migliorata per tutto l'arco delle Qualifiche quindi ero abbastanza contento. Comunque ero davvero molto vicino alla pole position, avrei potuto fare di più, è chiaro, però siamo riusciti a migliorare la monoposto ed era la cosa principale. Sappiamo che sarà una lotta serrata domani, saremo vicini e possiamo battere la Mercedes".

Dichiarazioni di lode per il suo team, capace come sempre di ribaltare e migliore la monposto dal Venerdì al Sabato.
Parole positive sulla gara di domani, poiché già ieri le SF70-H erano a livello di Bottas in simulazione di gara, e quindi considerando il miglioramento fatto dalla Rossa, è lecito aspettarsi la vittoria domani, sfruttando anche l'assenza di Hamilton li davanti.

Il quattro volte Campione del Mondo ha perseguito:

"Siamo più vicini di quanto ci aspettassimo. Loro sono riusciti probabilmente ad aumentare la potenza del motore nella Q3 e possono essere più veloci di noi sui rettilinei. Sapendo questo, penso che le nostre qualifiche siano andate bene. Saremo in una forma migliore domani".

Infatti il gap è di soli 38 millesimi di secondo, un distacco praticante nullo tra la Rossa e la Freccia d'Argento, dovuto in parte come dice Seb alla mappatura da qualifica della W08, ma soprattutto al gran giro effettuato da Valtteri Bottas.

Infine Vettel chiude parlando della lotta fra lui e Bottas per il secondo posto nella classifica Piloti:

"Il secondo posto nel Mondiale vale, è importante. Non sono riuscito a finire primo, dunque cerchiamo di finire secondi, visto che è il miglior piazzamento dopo il primo. Valtteri sarà vicino, ha il mio stesso obiettivo. Il nostro obiettivo per domani è vincere. Sarebbe un'ottima cosa portare a casa quei punti per il Mondiale".

Battaglia fra i due che vivrà un momento importante domani, dove ognuno dei due vorrà prevalere sull'altro per volgere a proprio vantaggio la situazione della Graduatoria, con Sebastian che per forza dovrà e vorrà chiudere secondo per non trasformare una stagione inziata con ambizioni di Gloria in una cocente delusione.

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Sat, 11 Nov 2017 20:07:04 +0000 https://www.formula1.it/news/5574/1/vettel-potevo-fare-la-pole http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-potevo-fare-la-pole-5574-1.jpg
Hamilton: vincere per dimostrare che sono il Campione https://www.formula1.it/news/5573/1/hamilton-vincere-per-dimostrare-che-sono-il-campione Passano gli anni, passano le gare, aumentano i Titoli, le pole position, le vittorie e vengono battuti record su record, ma la fame di Lewis Hamilton è la stessa di quella che aveva nel 2007, anno del suo esordio.

Eccoci in Brasile, dove il pilota Inglese si presenta gia da Campione del Mondo, e con la possibilità di affrontare un weekend tranquillamente, solo come una passerella.

Dopo le FP2 il pilota Inglese si è presentato nel retro box per l'analisi del suo venerdì:

"Siamo partiti con il piede giusto. Non sapevo come saremmo partiti qui ma devo dire che mi sono divertito molto. Questa è una pista bellissima e lo è ancora di più se guido con la nostra vettura attuale. Sono andate molto bene sia le gomme che il carico aerodinamico che abbiamo trovato. La vettura si muove abbastanza, ma è bello comunque".

Partenza con il piede giusto, per il quattro volte Campione del Mondo significa aver fatto segnare il miglior crono di giornata durante la simulazione di qualifica, ed aver mostrato un passo gara estremamente più veloce della concorrenza e del compagno di squadra.

Il pilota numero 44 della Mercedes ha continuato:

"E' bello stare su questa macchina e mentalmente non mi cambia nulla sapere di aver vinto il Titolo, Io penso solamente alla gara. Non mi aspettavo un risultato simile. Mi diverto qui a girare ed esploro la monoposto in diversi scenari e in diverse piste. Io voglio vincere queste gare. Ho già vinto il mondiale ma voglio continuare a ricordare alle persone perché ho vinto il Mondiale".

Infatti a Lewis non avrà fatto piacere vincere il quarto Mondiale con un nono posto a Città del Messico, e dunque vuole vincere le rimanenti due gare per celebrare al meglio il suo trionfo.

Infine Hamilton ha concluso parlando di eventuali test effettuati da Mercedes in ottica 2018 durante il Venerdì Paulista:

"Oggi non abbiamo provato nulla, ma ci sono ancora due opportunità per provare cose nuove in vista della prossima stagione. In questo fine settimana probabilmente non proveremo nulla. Forse quasi tutti sfrutteranno l'ultima gara ad Abu Dhabi per fare test in vista della prossima stagione".

Infatti la Casa di Stoccarda, più di ogni altro team potrà sfruttare il finale di stagione per testate alcune componenti in vista della prossima stagione, cosa appunto già fatta dal team anglo-tedesco nelle passate stagioni.

L'obiettivo di Hamilton è dunque chiaro, vincere le ultime due gare per dimostrare tutto il suo valore, e per festeggiare come vuole lui il Mondiale appena conquistato, e considerando i verdetti dell'asfalto di ieri solamente un problema tecnico, la pioggia o un incidente potrà impedire all'Inglese di vincere quantomeno il GP del Brasile.

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Sat, 11 Nov 2017 16:10:48 +0000 https://www.formula1.it/news/5573/1/hamilton-vincere-per-dimostrare-che-sono-il-campione http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-vincere-per-dimostrare-che-sono-il-campione-5573-1.jpg
Vettel: macchina ok, ma Mercedes è favorita https://www.formula1.it/news/5572/1/vettel-macchina-ok-ma-mercedes-e-favorita Malgrado sia il Titolo Piloti che quello costruttori siano già stati assegnati, il Circus della F1, si è spostato in Brasile, per affrontare la 19esima tappa del Mondiale 2017, e tutti i team e i piloti sono concentrati a fare il massimo per chiedere al meglio la stagione.

Questa tesi, vale soprattutto per Sebastian Vettel, che vuole finire bene, per andare in vacanza sereno, e per dare un sereno inverno, con un po meno pressione a tutto il team Ferrari.

Il Tedesco dopo aver portato a termine la giornata di lavoro del Venerdì Brasiliano, si è presentato nel retro box per rispondere alle domande dei giornalisti:

"Penso che oggi sia andata bene. Almeno non è venuto a piovere. E' stata una giornata più semplice di quanto ci aspettassimo alla vigilia.
In generale la situazione sembra abbastanza chiara: la Mercedes sembra molto veloce, poi ci siamo noi e la Red Bull è molto vicina
".

Analisi cristallina, dopo il Venerdì Paulista, con la Rossa, che è apparsa leggermente in difficoltà sulla simulazione di qualifica, in battaglia con Red Bull, ma staccata dalla Mercedes.
Sul long run invece, la SF70-H si è mostrata seconda forza, dietro alla W08 di Lewis Hamilton, sullo stesso passo della Mercedes di Valtteri Bottas, e migliore della RB13 di Max Verstappen.

Infine il quattro volte Campione del Mondo ha parlato del suo run di 30 giri con le Supersoft, finalizzato a misurare il degrado della mescola più morbida portata a Interlagos dalla Pirelli, per un'eventuale strategia ad una sosta durante la gara:

"Sicuramente volevamo provare a fare un run più lungo con gomme Supersoft per vedere il comportamento delle gomme. La pista era buona e per ora siamo riusciti a trovare un buon bilanciamento. Questo ci dovrebbe aiutare ad avere un buon passo sia in qualifica che in gara. Però sarà difficile stare dietro alle Mercedes".

Analisi breve, ma veritiera, con un Vettel ed una Ferrari, che avranno molto da lavorare durate la notte per migliorare il più possibile la vettura, ma vedendo i riscontri odierni della pista, il lavoro sarà finalizzato maggiormente a stare davanti alla Red Bull, e se possibile alla Mercedes di Bottas, piuttosto che al tentativo di arrivare al top in termini cronometrici, per raggiungere le prestazioni di Hamilton, ad oggi inavvicinabili, sia sul giro che sulla distanza.

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Fri, 10 Nov 2017 21:24:49 +0000 https://www.formula1.it/news/5572/1/vettel-macchina-ok-ma-mercedes-e-favorita http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-macchina-ok-ma-mercedes-e-favorita-5572-1.jpg
Gp Brasile - Libere - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5571/1/gp-brasile-libere-analisi-strategie Interlagos 10 novembre 2017 – Le prime due sessioni di prove libere a Interlagos si sono svolte su una pista in condizioni variabili e con temperature asfalto che hanno raggiunto 44° nel pomeriggio. Nonostante ciò, il precedente record assoluto del circuito (1m09.822s, risalente al 2004) è stato battuto già nella prima parte di FP1 da Lewis Hamilton con pneumatici soft, prima di essere ulteriormente migliorato con i supersoft. Anche nel 2016 il miglior tempo in FP1 era stato ottenuto con la mescola soft. Lewis Hamilton ha chiuso entrambe le sessioni davanti a tutti: sia in FP1 che in FP2 sono state utilizzati quasi esclusivamente pneumatici soft e supersoft. Il gap tra le due mescole è di circa 0.6 secondi al giro. 
 
MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

Oggi non si sono viste molte situazioni anomale, a parte un leggero degrado sull’anteriore sinistro. Ancora una volta abbiamo visto infrangersi il precedente record del circuito, sia con i pneumatici soft che con i supersoft. La maggior parte dei piloti ha registrato tempi inferiori alla pole 2016, e ciò dimostra i risultati raggiunti con l’attuale generazione di monoposto e pneumatici più larghi. Come accade spesso in Brasile, anche per domani il meteo rimane incerto. In FP2 sono cadute alcune gocce di pioggia che non hanno però influito sull’utilizzo dei pneumatici slick”.

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Fri, 10 Nov 2017 20:43:05 +0000 https://www.formula1.it/news/5571/1/gp-brasile-libere-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-libere-analisi-strategie-5571-1.jpg
Gp Brasile: l'analisi dei passi gara https://www.formula1.it/news/5570/1/gp-brasile-l-analisi-dei-passi-gara Nemmeno i quasi 55°C d'asfalto presenti in pista nella seconda ora e mezza di prove libere hanno fermato il duo Mercedes che cosi come nelle prime prove libere ha concluso la sessione pomeridiana davanti a tutti. 

In terza posizione un positivo Daniel Ricciardo che ha trovato il giro buono in simulazione di "qualifica" su SuperSoft ma ha sofferto troppo nella giornata odierna l'altro compound che verrà utilizzato in gara ossia la Soft (sia in simulazione di "qualifica" che sul passo gara) rispetto al forte compagno di squadra Max Verstappen. In quarta posizione ma incollato all'australiano del Team RedBull e a poco meno di quattro decimi da Hamilton (nelle FP1 erano quasi 8 i decimi di distacco) un buon Sebastian Vettel. Altro venerdì cosi cosi per Kimi Raikkonen che non si è dimostrato particolarmente competitivo in simulazione di qualifica, leggermente meglio invece sul passo gara effettuato solo sul compound Soft.

Andiamo ad analizzare la seconda intensa e produttiva ora e mezza di prove libere: nel primo run che i piloti dei tre Top Team hanno effettuato con il compound Soft possiamo notare la grande capacità di adattamento della Mercedes W08 e di Lewis Hamilton al compound "giallo". Ma non è una grossa novità questa poiché è tutta la stagione che con la Soft il Team anglo tedesco riesce a fare una differenza veramente importante rispetto a tutti gli altri Team su Soft, cosa che non avviene invece con gli altri compound, soprattutto quelli più morbidi. Una Mercedes che trova gran grip dal compound Soft come dimostra il gran secondo settore (quello più guidato e meno influenzato dalla Power Unit) fatto segnare da Lewis Hamilton. Crono molto positivo per Max Verstappen che è riuscito a rifilare ben 4 decimi al compagno di squadra. Lente entrambe le Ferrari, competitive stranamente solo nell'ultimo settore.

Nella simulazione di qualifica più veritiera ossia quella con il compound SuperSoft è successo quanto ci si poteva aspettare ossia una Mercedes che ha migliorato molto meno degli altri due Team rispetto ai tempi fatti segnare con il compound Soft e quindi i tre Top Team che si sono compattati maggiormente. La spunta ancora Lewis Hamilton che trova il giro buono solamente dopo due giri "lenti" mentre per Bottas il giro buono è il secondo cosi come per Ricciardo, Vettel e Verstappen. L'unico pilota a far segnare il suo miglior crono al primo giro lanciato è stato Raikkonen, una strategia che oggi non ha pagato visto il gap che il pilota finlandese si è preso da Hamilton. Una Mercedes piuttosto competitiva sia nel primo che ultimo settore con il settore centrale fucsia di Hamilton fatto segnare addirittura con compound "giallo", il che fa capire quanto la Mercedes si trovi a suo agio con quel compound che, per lo meno, nei tratti più lenti e di trazione dovrebbe pagare dazio rispetto al compound più morbido. C'è da sottolineare che la "rossa" è un compound Low Working Range rispetto all'High Working Range e quindi, soprattutto nelle fasi di qualifica, è più facile portarla fuori finestra di temperatura con oltre 50°C d'asfalto (PL2). Per concludere questa breve analisi della simulazione di "qualifica" del venerdì, molto positivo il secondo settore di Sebastian Vettel e della sua SF70H, non altrettanto invece l'ultimo settore.

Capitolo passi gara e gomme: i due piloti Mercedes, Vettel e Ricciardo hanno simulato il loro primo stint di gara sul compound SuperSoft, una mescola che non ha mostrato grossi segni di usura ma solamente del blistering generato da una pista poco gommata e molto calda. Tra la serata brasiliana e la giornata di domani potrebbe piovere sul circuito di Interlagos quindi è possibile che i vari Team vadano incontro al problema del blistering anche nella giornata di gara poiché la gomma lasciata oggi in pista dalle varie vetture verrà molto probabilmente lavata via dalla pioggia. 
Run su SuperSoft di oltre 20 giri per Sebastian Vettel iniziato con un crono di 13.0 e terminato con un ottimo 13.2 su una SF70H meglio assettata rispetto agli ultimi venerdì di gara. Run piuttosto lungo anche per Lewis Hamilton (qualche giro in meno rispetto a quello di Vettel) su SuperSoft iniziato con un crono di 13.1 e terminato con lo stesso tempo. Ritmo molto buono quello del pilota inglese che mediamente ha girato due decimi più veloce di Vettel e Bottas. Il pilota finlandese della Mercedes ha fatto segnare dei crono leggermente superiori a quelli di Hamilton ma niente di preoccupante. Buono (per un ipotetico podio) anche il run di Ricciardo che però ha percorso la metà dei giri di Hamilton. Il basso degrado della SuperSoft può far pensare che, pur con blistering i Team, possano comunque optare per una gara a singola sosta nella gara asciutta di domenica. Raikkonen e Verstappen hanno invece testato il compound Soft nella loro prima parte di simulazione dei passi gara (ricordiamo che se dovesse piovere nelle qualifiche i Team potranno scegliere quale compound montare in partenza) con il pilota finlandese della Ferrari che è stato in media due decimi più veloce del baby fenomeno RedBull. 
La seconda parte di gara è stata simulata da Hamilton, Bottas, Vettel e Ricciardo sul compound Soft con il pilota Mercedes che ha impressionato girando tre decimi al giro più veloce rispetto a Vettel, cinque rispetto al compagno di squadra Bottas e ben otto rispetto a Ricciardo. Per il pilota della RedBull c'è però da considerare un fuel effect di 2 decimi per via del più corto stint iniziale. Resta il fatto che il pilota australiano non è sembrato molto a suo agio oggi con il compound Soft. Un secondo run non troppo positivo anche per l'altra RedBull in pista, quella di Max Verstappen che sul compound più morbido e con la vettura più leggera non è riuscito a tenere il ritmo di Hamilton e Vettel. 

In conclusione: un buon venerdì per una Mercedes W08 "sperimentale" viste le tante novità montate in entrambe le prove libere riguardanti lo sterzo e le sospensioni (c'è qualcosa di collegato?) nonché ai freni e al raffreddamento vettura. Una Ferrari oggi non all'altezza della W08 di Lewis Hamilton ma che può avere maggiori margini di crescita tra la giornata di oggi e quella di domani. Per quanto riguarda RedBull, un buon venerdì anche se non sembra che la RB13 abbia le prestazioni mostrate in Messico da Max Verstappen. Hamilton e Mercedes ad oggi favoriti sia per la Pole che per la conquista della vittoria ma queste sono valutazioni che potranno servire a poco se nel pomeriggio brasiliano di domani si correrà la qualifica con pista umida o addirittura bagnata.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Fri, 10 Nov 2017 20:33:40 +0000 https://www.formula1.it/news/5570/1/gp-brasile-l-analisi-dei-passi-gara http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-l-analisi-dei-passi-gara-5570-1.jpg
TECNICA: a cosa servono le alette interne ai cerchi della Force India? https://www.formula1.it/news/5569/1/tecnica-a-cosa-servono-le-alette-interne-ai-cerchi-della-force-india Dopo avervi illustrato il perché ("analitico") le parti esterne di un diffusore di Formula 1 sono molto importanti per la generazione di carico dell'intero componente aerodinamico, dal Brasile, grazie all'ottimo analista tecnico spagnolo Albert Fabrega di Movistar TV, arriva un'immagine molto interessante dei cerchi installati sulla Force India VJM10 per questo penultimo appuntamento stagionale.

Immagine 1 - La soluzione Force India portata in pista nel weekend del Brasile GP

Quanto contano in questa Formula 1 moderna gli pneumatici gomme credo sia ormai chiaro a tutti; le gomme d'altronde sono quei componenti che trasferiscono all'asfalto tutto il potenziale di  una monoposto. Senza il corretto funzionamento delle Pirelli 2017 anche vetture velocissime come la Mercedes W08, la Ferrari SF70H (in pochi casi) e la RedBull RB13 sono diventate delle vetture più "normali".

Uno dei parametri sicuramente più importanti è il “range” di temperatura in cui la mescola riesce a dar meglio di sé, la tanto pubblicizzata (nelle ultime stagione) finestra di funzionamento. Una finestra di funzionamento molto stretta da centrare in tutte le tipologie di piste, sia in condizioni di qualifica e sia in quelle di gara con molto più carburante a bordo. Finestra di funzionamento da mantenere sia nei curvoni veloci dove gli pneumatici tendono a surriscaldarsi e sia nelle fasi di rettilineo dove le temperature calano in maniera incredibile. Per assecondare tutto questo i vari Team lavorano sugli assetti delle varie vetture, principalmente su quello aerodinamico e meccanico, ma da qualche anno a questa parte è diventato fondamentale anche l'adattamento ai vari circuiti delle parti che si possono definire “passive” di una monoposto; stiamo parlando dei cestelli dei freni che grazie ad aperture più o meno possono trasferire agli pneumatici più o meno calore. 

Immagine 2 - La aperture sui cestelli dei freni pensate dalla Ferrari per il Gran Premio d'Austria

Se la diversa configurazione dei cestelli dei freni favorisce il raggiungimento della temperatura ottima degli pneumatici in tempi piuttosto brevi (utile a fine rettilineo dove gli pneumatici risultano essere "freddi" e una frenata può innalzare nuovamente la temperatura), il vero problema rimane quello di mantenere poi le termiche il più costanti possibili soprattutto in quei circuiti dove la natura del circuito stesso non permette alla gomma di "riposare". In parole più semplici, serve un sistema per evitare l'overheating (surriscaldamento) degli pneumatici che vada quindi a dissipare il calore in uscita dall'impianto frenante. 

Immagine 3 - La "zigrinatura" presente nei cerchi della RedBull RB13 fin dai test prestagionali

E' da questa necessità che è nata la soluzione portata in pista dalla Force India per il Gran Premio del Brasile ma già utilizzata fin dal prestagione per esempio dal Team RedBull sulla sua RB13 2017 (immagine 3).

Confronto 1 / @LuisFeF1 - Le diverse soluzioni all'interno dei cerchi Force India tra il GP del Messico e quello del Brasile

La domanda che si saranno fatti in molti è questa: a cosa serve quella superficie irregolare all'interno del cerchio? Principalmente per massimizzare le capacità di raffreddamento degli pneumatici grazie alla superficie all'interno del cerchio, irregolare perché formata da tante piccole alette, che funge da vero e proprio dissipatore.
Per aumentare il flusso termico ceduto da una parete ad un fluido si può, o aumentare il coefficiente di scambio termico convettivo alfa (o h), o aumentare la differenza di temperatura tra fluido e parete o aumentare la superficie di scambio termico della parete. Queste sono tre conseguenze che derivano dalla Relazione di Newton per la convezione:

Nel piccolo paragrafo precedente ho voluto evidenziare il parametro su cui Force India e RedBull hanno voluto lavorare ossia "aumentare la superficie di scambio termico della parete". Come? Aggiungendo alla superficie in esame delle protuberanze, le cosiddette "alette" (si incrementa il parametro A della Relazione di Newton). Componenti che se progettate correttamente (da valutare l'efficienza delle alette perché in determinati casi c'è anche il rischio di peggiorare lo scambio termico) permettono un incremento di scambio termico per convezione con l'aria esterna. Per gli volesse capire come si può valutare analiticamente il calore scambiato da una superficie alettata consiglio la lettura di questo PDF

Grafico 1 - Una superficie alettata che anch'essa ha un proprio rendimento (per il calcolo analitico rimando al PDF sopra); grazie al grafico in alto è ben chiaro che una superficie alettata a triangolo ha una rendimento maggiore rispetto ad una rettangolare, ed è per questo che sia RedBull che Mercedes nel 2013 sulla sua W04 (ma anche altri Team, per Force India servirebbe una foto più in alta definizione per dirlo con certezza) hanno scelto di utilizzare un aletta triangolare.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Fri, 10 Nov 2017 16:14:00 +0000 https://www.formula1.it/news/5569/1/tecnica-a-cosa-servono-le-alette-interne-ai-cerchi-della-force-india http://www.formula1.it/admin/foto/tecnica-a-cosa-servono-le-alette-interne-ai-cerchi-della-force-india-5569-1.jpg
Gp Brasile: le zanne della Mercedes W08 sono cambiate anche nella zona posteriore https://www.formula1.it/news/5568/1/gp-brasile-le-zanne-della-mercedes-w08-sono-cambiate-anche-nella-zona-posteriore Siamo giunti ormai a fine stagione ed i team, già da diversi mesi, si stanno concentrando sul lavoro per la prossima stagione. Per questo, in queste ultime due gare, sarà piuttosto difficile scovare delle nuove novità sulle varie vetture. Magari si faranno degli "esperimenti" che potranno diventare utili per lo sviluppo della monoposto per il 2018. 

Mercedes, in Brasile, si è presentata con la stessa vettura che abbiamo visto nei recenti appuntamenti di Malesia, Suzuka, Austin e Messico. E' interessante notare, grazie alle immagini di Albert Fabrega, che, le modifiche apportate sulle "zanne" (sono dei veri e propri convogliatori di flusso utili ad incanalare nella parte inferiore della vettura un flusso d'aria molto maggiore) non interessano solo la parte anteriore ma anche quella posteriore collocata in una zona piuttosto nascosta della vettura. Come potete osservare dall'immagine in basso, è possibile notare che la parte terminale del convogliatore di flusso presenta una forma diversa per cercare di migliorare il flusso d'aria diretto verso il posteriore della vettura. 

Foto Albert Fabrega - in alto la soluzione del Gp di Spagna e in basso quella introdotta in Malesia

Modifiche di dettaglio si possono notare anche sull'ala anteriore dove, sono state apportate delle modifiche di micro-aerodinamica (freccia bianca). 

Correndo in altura, l’aria è più rarefatta e quindi per raffreddare i vari componenti della Power Unit, e non solo, i team sono stati costretti ad utilizzare della aperture più generose sulle proprie vetture.  Proprio per i motivi sopra descritti, Mercedes, è stata costretta ad utilizzare ai lati del cockpit due aperture “extra” che hanno la funzionalità di evacuare l’aria calda dalle pance della W08. Una cosa analoga è stata fatta al posteriore con delle aperture molto generose presenti sul cofano motore.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Fri, 10 Nov 2017 16:11:12 +0000 https://www.formula1.it/news/5568/1/gp-brasile-le-zanne-della-mercedes-w08-sono-cambiate-anche-nella-zona-posteriore http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-le-zanne-della-mercedes-w08-sono-cambiate-anche-nella-zona-posteriore-5568-1.jpg
Vettel: grande delusione https://www.formula1.it/news/5567/1/vettel-grande-delusione Dove eravamo rimasti?

Ah, si, al ring delle interviste post GP del Messico, con Lewis Hamilton che si andava a complimentare con Sebastian Vettel per la grande stagione disputata.

L' altra immagine in eredità da Città del Messico era quella di Seb Vettel triste, deluso per il Titolo Mondiale appena preso matematicamente a favore del rivale Inglese.

Matematicamente perso, perché mentalmente l'Iride era andato via già dopo la Malesia, dove a Vettel non bastava più solamente vincere le gare rimanenti, ma doveva sperare nelle sfortune del neo Iridato.

Condizione psicologica del Tedesco, che aveva lasciato tutti perplessi, poiché era già chiaro prima dello start Messicano che il Titolo era già svanito, ma una condizione comprensibile forse anche per la delusione della partenza nella quale e stata vanificata la stupenda pole position del Sabato.

Condizione anche frutto del fatto che nella sua carriera Seb arrivava a giocarsi un Mondiale, ma ne usciva sconfitto, dunque una situazione nuova, insolita per il quattro volte Campione del Mondo.

Il pilota di Heppenheim è arrivato a San Paolo, per il GP del Brasile, più o meno con la stessa mentalità dello scorso weekend, avendo di fatto metabolizzato solo in parte la sconfitta:

Ho uno spirito un po diverso dai precedenti Gp, ma quando poi si entra in macchina… allora vuoi fare il lavoro solito, si punta sempre a vincere. E’ trascorso qualche giorno, e questo aiuta. Dopo la gara ero deluso, credo si sia visto, ma qui c’è una nuova sfida e dobbiamo essere concentrati. Lavoriamo sempre per migliorare questa monoposto, ma allo stesso tempo è un lavoro utile anche per la prossima stagione. Questo Mondiale non è ancora terminato, devo ancora lottare per la seconda posizione nella classifica piloti, e dobbiamo dare il massimo. E’ il mio obiettivo ed è ovviamente quello del team”.

Vettel, come detto, si mostra ancora deluso, ma comunque abbastanza determinato a fare bene nel finale di stagione, anche per difendersi da Valtteri Bottas per la seconda piazza nel Campionato piloti, ma questa volta queste parole sembrano più dichiarazioni di circostanza, che non frutto della volontà del pilota della Rossa.

Il pilota numero 5, si è poi proiettato sull'analisi del GP del Brasile:

Venire in Brasile mi fa molto piacere, mi piace la gente, mi piace la pista, ma mi piacciono meno le modifiche che sono state fatte ai cordoli negli anni, era meglio dieci anni fa. Normalmente su questo tracciato ci sono gare belle ed imprevedibili, soprattutto a causa del meteo. Dicono che domenica potrebbe piovere, ma è difficile sapere in anticipo cosa accade qui ad Interlagos. Credo che abbiamo la possibilità di vincere, ma dipenderà da come andrà il weekend. E’ ancora un po’ presto per dirlo”.

Presupposti giusti dunque per fare un bel weekend, con un pilota felice di correre a San Paolo, ed una Rossa che a Interlagos si è sempre rivelata più o meno competitiva, ma soprattutto prestazionale durante tutta la stagione, e su praticamente tutte le piste.

L'incognita meteo invece non dovrebbe rappresentare una grande variabile, in quanto la Ferrari, grazie al suo elevato carico aereodinamico può far bene anche con pista bagnata.

Vettel viene poi stuzzicato in merito alle parole di Sergio Marchionne sugli errori che il numero uno di Maranello gli ha attribuito:

E’ abbastanza giusto, ci sono cose che sarebbe stato meglio fare diversamente. Ma nel complesso a questo punto dell’anno siamo tutti d’accordo nel sostenere che non abbiamo avuto la stagione che avremmo voluto o dovuto avere, per differenti motivi.
Guardando indietro quello di Baku è l’errore che spicca di più, ovviamente, ma il resto è okay
”.

Stagione diversa dalle aspettative, a causa di alcuni errori del team, come i problemi di affidabilità, ma anche a causa degli errori dei driver, come appunto a Baku, dove si è persa una possibile vittoria per un fallo di reazione di Sebastian su Hamilton.

Infine Sebastian Vettel torna a parlare del TitoloMondiale di Hamilton, e della delusione per la sua sconfitta:

L’obiettivo ad inizio stagione è sempre quello di conquistare il massimo numero possibile di punti, e Lewis è il pilota che ne ha conquistati più di tutti. Quest’anno ormai è andata. Ma l'obiettivo è essere ancora più forti il prossimo anno, ed avere una stagione ancora migliore. Nel complesso quest’anno ci sono stati molti aspetti e momenti positivi, ma quando si perde quello che avrebbe potuto essere il quinto campionato del mondo, almeno inizialmente, la delusione è grande”.

Vettel che dunque riconosce la sconfitta, ed i meriti del rivale, con grandissima sportività, ma che non perde la sua fame di vittoria, ed in particolare di vittoria con la Ferrari, che da appuntamento ad Hamilton e agli altri contendenti al 2018, iniziandolo però già nel 2017, nelle due gare rimanenti, per andare in "letargo" con la consapevolezza di poter fare bene il prossimo anno, e condizionare negativamente, anche se in minima parte, tutti i rivali.

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Fri, 10 Nov 2017 06:46:37 +0000 https://www.formula1.it/news/5567/1/vettel-grande-delusione http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-grande-delusione-5567-1.jpg
Gp Brasile: le previsioni meteo di tutto il weekend https://www.formula1.it/news/5566/1/gp-brasile-le-previsioni-meteo-di-tutto-il-weekend

Prove libere 1° sessione, venerdì ore 13:00/14:30 (ora italiana): prima sessione di prove libere  condizionata da cieli pe rlo più nuvolosi, con possibilità medie di precipitazioni. Temperature intorno ai 23°C con venti deboli dai quadranti nord- occidentali.


Prove libere 2° sessione, venerdì ore 17:00/18:30 (ora italiana): seconda sessione che potrebbe  essere caratterizzata anche da qualche temporale. Non è escluso comunque che la sessione risulti asciutta, in quanto il vero peggioramento è atteso per la sera di venerdì e la successiva notte.  Temperature intorno ai 25/26°C, più bassa in caso di pioggia. Venti deboli nord- occidentali.

Prove libere 3° sessione, sabato ore 14:00/15:00 (ora italiana): sabato mattina probabilmente  avremo ancora cieli nuvolosi con possibilità medio-alte di avere precipitazioni. Il tempo è  comunque destinato a migliorare. Venti deboli meridionali e temperature più basse rispetto al venerdì, con valori intorno ai 21°C.

Qualifiche, sabato ore 17:00 (ora italiana): qualifiche con probabilità medie di avere precipitazioni, ma come detto precedentemente il tempo è destinato a migliorare. Fattibile quindi che le qualifiche risultino asciutte. Temperature più basse rispetto al venerdì, con valori sui 22°C.

Gara, domenica ore 17:00 (ora italiana): la gara è la sessione più facile da prevedere, con cieli che risulteranno sereni e temperature in sensibile aumento, con valori che non saranno lontani dai 30°C. Venti deboli sud-occidentali.
Andrea Pini – MeteoPisa.net

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Thu, 9 Nov 2017 18:47:50 +0000 https://www.formula1.it/news/5566/1/gp-brasile-le-previsioni-meteo-di-tutto-il-weekend http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-le-previsioni-meteo-di-tutto-il-weekend-5566-1.jpg
Squadra che perde non si cambia? https://www.formula1.it/news/5565/1/squadra-che-perde-non-si-cambia La F1 si appresta a sbarcare in Brasile, circuito storico che ha visto l’ultimo pilota Ferrari diventare campione del mondo (Kimi Raikkonen nel 2007), l’ultima gara in Ferrari di Michael Schumacher (2006, forse la più bella da lui mai disputata con una fantastica rimonta), e che ha visto anche Felipe Massa, sotto la pioggia e nel circuito di casa, vedersi sfuggire il titolo a 3 curve dalla fine a vantaggio di Lewis Hamilton (2008); per tutti questi motivi, val la pena, alla vigilia della corsa sudamericana, chiedersi se a Maranello abbiano fatto la scelta giusta a confermare entrambi i piloti per la prossima stagione.

Se guardiamo ai risultati, Vettel meritava la riconferma senza dubbio più di Raikkonen; nei 3 anni in rosso, ha conquistato 7 vittorie, con 4 pole-positions e 767 punti mondiali, contro le zero vittorie, con una sola pole position e 569 punti ottenuti, in 4 stagioni, da Raikkonen, che tra l’altro ha appena spento le 38 candeline, contro le 30 di Vettel; non proprio un investimento per il futuro insomma. In prospettiva dunque, la scelta di riconfermare il finlandese è quantomeno discutibile; premesso che la permanenza di Sebastian come prima punta sembrava logica, oltre a quella di Raikkonen c’erano almeno altre due opzioni; una squadra a due punte, senza prime o seconde guide, ma qui le scelte erano davvero limitate; Hamilton inarrivabile, Ricciardo sgradito a Vettel, Verstappen ancora un’incognita (e nemmeno lui gradito a Vettel).

Oppure si poteva prendere un giovane, già nell’orbita Ferrari (Leclerc o Giovinazzi) o anche no (Ocon), tutti piloti che presumibilmente, pur di guidare una rossa, avrebbero accettato si di buon grado il ruolo di “scudiero” di Vettel, ma dando nel contempo una ventata di entusiasmo al team e, presumibilmente, nuove motivazioni a Seb, senza contare le informazioni che poteva portare, per esempio un Ocon dalla Force India, forse la vettura migliore in assoluto in termini di efficienza aerodinamica. Invece la scelta di Maranello è stata la continuità.

A Raikkonen quest’anno sono state tolte due vittorie dal muretto, in modo dissimulato (Monaco) o esplicito (Budapest), per non parlare delle varie circostanze in cui ha dovuto dar strada al tedesco, ultimo esempio ad Austin. Considerata l’estrema sensibilità del carattere del finlandese, a dispetto del soprannome di Iceman, paradossalmente questi fatti dimostrano che Kimi ha già di fatto accettato il ruolo di seconda guida, consapevole probabilmente che in F1 nessuno gli proporrebbe più di guidare macchine competitive, e presumibilmente il suo rinnovo prende atto di questa realtà (realtà che di certo non dispiace a Vettel)

Queste considerazioni non sono nuove peraltro in Ferrari, dove Schumacher pretese per 10 anni di avere accanto compagni di squadra “morbidi”, come precondizione per la sua permanenza in rosso; e lo stesso Alonso era sempre entusiasta della presenza di Massa, molto meno di quella di Raikkonen, al punto da andarsene dopo una sola stagione. Ma se andiamo oltre gli equilibri interni al team, che a quanto pare a Maranello sono fondamentali, e guardiamo all’aspetto più strettamente agonistico, il titolo 2017 è sfuggito alla Ferrari per 2 motivi essenziali; i problemi di affidabilità, in Malesia e Giappone, e le carenze dei piloti, sotto forma di errori veri e propri, nel caso di Vettel, o di prestazioni discontinue e spesso deludenti, sia in prova che in gara, per quanto riguarda Raikkonen. Forse senza Kimi non rimaneva nemmeno Sebastian? Il rinnovo del primo arrivò 4 giorni prima di quello del secondo…coincidenza? Probabilmente si, ma resta il fatto che in Ferrari, a cominciare da Marchionne, con Arrivabene subito a ruota, nessuno ha mai criticato, nemmeno velatamente, i due piloti, e la riconferma è solo la logica e coerente conseguenza di questo pensiero.

La domanda è; quest’anno alla Ferrari è mancato il valore aggiunto dei piloti (eufemismo), nel 2018 la concorrenza proporrà Hamilton, Ricciardo, Verstappen (potenzialmente il nuovo Schumacher) e non dimentichiamo Alonso con la McLaren-Renault…e a Maranello lasciano la squadra cosi com’è?

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Thu, 9 Nov 2017 18:07:00 +0000 https://www.formula1.it/news/5565/1/squadra-che-perde-non-si-cambia http://www.formula1.it/admin/foto/squadra-che-perde-non-si-cambia-5565-1.jpg
Gp Brasile 2017 - Anteprima https://www.formula1.it/news/5564/1/gp-brasile-2017-anteprima Per il penultimo Gran Premio del 2017, Pirelli ha nominato P Zero White Medium, P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft. La mescola medium sarà utilizzata per l’ultima volta quest’anno proprio in Brasile. Il giro a Interlagos è uno dei più corti e intensi di tutto il calendario, anche in termini di sforzo richiesto. Sono presenti curve veloci in sequenza, oltre a costanti cambi di elevazione e condizioni climatiche che possono variare dal caldo intenso alla pioggia torrenziale. Così come per altre gare, anche in Brasile la scelta di mescole è più morbida di uno step rispetto al passato: la medium sarà quindi la gomma più dura tra quelle disponibili.  

 

IL CIRCUITO DAL PUNTO DI VISTA DEI PNEUMATICI 

  • La pista è stata riasfaltata di recente. Sono stati così rimossi alcuni dei famosi dossi.
  • È il secondo giro più corto della stagione, dopo quello di Monaco. Le monoposto curvano quasi di continuo e tendono ad andare fuori traiettoria per sorpassare.
  • Si corre in senso antiorario. Il posteriore destro viene maggiormente sollecitato.
  • La rapida sequenza di curve e i carichi elevati richiedono molto ai pneumatici.
  • I pneumatici sono spesso sottoposti a notevoli carichi laterali e longitudinali.
  • Nel 2016 Lewis Hamilton ha vinto sotto il diluvio senza effettuare pit stop in gara e approfittando di una bandiera rossa per sostituire i pneumatici da bagnato estremo.
  • Due anni fa, i primi tre al traguardo effettuarono tre pit stop. 

 

MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

Così come per l’ultima gara in Messico, anche in Brasile abbiamo nominato mescole più morbide di uno step rispetto al 2016, quando venne portata qui la hard. È probabile che questa scelta concorra a un nuovo record del circuito di Interlagos. Questa è una gara molto sentita dal pubblico brasiliano e molto frenetica, con numerosi pit stop in passato e con un giro corto dove si assiste a parecchi sorpassi. Pianificare bene le soste è fondamentale per cercare di evitare il traffico in pista. Quest’anno la nomination è più morbida e i piloti hanno scelto al massimo un set di P Zero White medium, quindi nel weekend di gara si useranno principalmente pneumatici soft e supersoft”. 
 

QUALI NOVITÀ?   

  • La mescola supersoft debutta per la prima volta a Interlagos.
  • Force India e Sauber hanno partecipato ai test di sviluppo dei pneumatici Pirelli 2018 a Città del Messico: alla guida delle due monoposto c’erano rispettivamente Alfonso Celis e Charles Leclerc.
  • Numerosi piloti di punta saranno equipaggiati con pneumatici Pirelli per la gara di FIA GT World Cup a Macau. Tra questi anche Lucas di Grassi, ex pilota F1 e tester Pirelli.
  • Il Campione Europeo Junior di Rally, Chris Ingram, ha dominato il Rally del Galles nella categoria 2RM con pneumatici Pirelli Scorpion. 

 
PRESSIONI MINIME ALLA PARTENZA (SLICK) 

22,5 psi (anteriore) | 20,0 psi (posteriore) 


 
CAMBER MASSIMO 

-3,25° (anteriore) | -2,00° (posteriore) 
 

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Thu, 9 Nov 2017 06:55:01 +0000 https://www.formula1.it/news/5564/1/gp-brasile-2017-anteprima http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-2017-anteprima-5564-1.jpg
Verstappen: non mi sbilancio per il 2018 https://www.formula1.it/news/5563/1/verstappen-non-mi-sbilancio-per-il-2018 Dopo il GP del Messico, e la conseguente fine del duello Vettel-Hamilton per la conquista del Titolo Mondiale, l'attenzione della stampa e degli addetti ai lavori si è spostata su Max Verstappen e sulla Red Bull, soprattutto in ottica 2018.

Infatti questo finale di stagione, a partire dal GP della Malesia, ci ha consegnato un Max Verstappen in forma straordinaria, in grado di vincere due gare, Malesia e Messico, ma soprattutto una Red Bull in netta crescita, in grado di inserirsi nella lotta fra Ferrari e Mercedes.

Forte delle recenti performance, e dell'ottimismo in ottica 2018, Max Verstappen è tornato a parlare dopo la vittoria a Città del Messico:

"Nonostante tutto indichi che saremo competitivi nel 2018 voglio restare cauto. Non sai mai quello che le altre squadre stanno preparando. Voglio solamente godermi questo finale di stagione e vedere cosa accadrà l'anno prossimo".

Infatti, l'olandese ha imparato la lezione dello scorso inverno, durante il quale, tutti davano la Casa di Milton Keynes come la favorita per il 2017, cosa che poi si è rivelata sbagliata.
Lezione imparata anche vedendo il grande lavoro svolto dalla Ferrari, che partendo da una monoposto non competitiva, è stata in grado di sfornare una vettura capace di giocarsi il Titolo Mondiale, e sovvertire quindi tutte le aspettative.

Il pilota numero 33 ha parlato poi dei progressi in ottica 2018, legati alla Power Unit Renault:

"Potremo scoprirlo solamente il prossimo anno. Al momento credo sia prematuro potersi sbilanciare in una previsione".

Infatti sulla PU Francese è impossibile fare delle previsioni, in quanto i motoristi della Regie fin'ora non hanno mai mostrato grandi step evolutivi, ma per il prossimo anno dovranno per forza fare bene, visto i team che forniranno, ossia McLaren, Red Bull, e la stessa Renault ufficiale.

Infine anche il papà di Max, Jos Verstappen è intervenuto sul finale di stagione del figlio e sulle aspettative per il futuro a breve termine:

"Ho la sensazione che la sua consapevolezza stia crescendo sempre di più. Abbiamo scelto di rinnovare il contratto con Red Bull anche per il modo in cui il team è riuscito a risolvere i problemi in questa stagione. Sono partiti da una vettura non da prima fila sino ad arrivare ad avere una monoposto superba".

Finale in crescendo per la Casa Anglo-austriaca, che sembra rinata dal GP d'Ungheria, cioè da quando Adrian Newey è intervenuto pesantemente sul progetto RB13, e se le cose proseguiranno in questo modo, la Red Bull 2018 sarà certamente una vettura da Mondiale, in grado di insidiare Ferrari e Mercedes, date per ora come super favorire.

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Wed, 8 Nov 2017 23:00:40 +0000 https://www.formula1.it/news/5563/1/verstappen-non-mi-sbilancio-per-il-2018 http://www.formula1.it/admin/foto/verstappen-non-mi-sbilancio-per-il-2018-5563-1.jpg
TECNICA: l'importanza delle parti esterne di un diffusore di F1 https://www.formula1.it/news/5562/1/tecnica-l-importanza-delle-parti-esterne-di-un-diffusore-di-f1 Questo articolo nasce dalla voglia di rispondere ad un nostro lettore che nell'analisi dello scorso Gran Premio del Messico ci ha lasciato questo commento:

"Addirittura Hamilton avrebbe perso 3 decimi e mezzo al giro per due alette perse sul diffusore..."

Facendo un piccolo passo indietro, stiamo parlando del danno al diffusore subito da Lewis Hamilton nel corso del primo giro del Gran Premio del Messico. C'è subito da sottolineare che il danno non è stato causato direttamente dal contatto con Sebastian Vettel ma solo successivamente, per via della conseguente foratura alla posteriore destra generata dal contatto con il pilota tedesco della Ferrari

Se dall'immagine appena sopra si può ben vedere (freccia gialla) che nel momento successivo del contatto, quando la posteriore destra era ancora chiaramente gonfia, gli archetti nella parte esterna del diffusore della Mercedes W08 erano ancora presenti, ciò non si può dirlo quando sulla vettura del pilota inglese sono stati sostituiti gli pneumatici.

Mercedes W08: nell'immagine in alto è ben evidente il danno sulla W08 di Hamilton del Messico GP

Un danno piuttosto importante che in Mercedes hanno quantificato in 0.35 secondi al giro ossia ben 25 secondi nell'arco dell'intera gara. Ma andiamo a capire il perché "2 alette perse" sulla parte esterna di un diffusore di Formula 1 possono generare un problema cronometrico anche cosi importante.   
L'obbiettivo dei vari progettisti di vetture da F1 è sempre stato quello di trovare una maggiore deportanza minimizzando la resistenza aerodinamica ossia, detto in parole molto più semplici, aumentare l'efficienza aerodinamica di una monoposto. Se a prima vista è piuttosto semplice osservare come gli aerodinamici lavorino sulla parte esterna della scocca andando a inserire più o meno appendici aerodinamiche, meno evidente è il grande lavoro che svolgono invece al di sotto e nella parte posteriore della monoposto (con interventi ovviamente molto più complicati da notare).

Immagine Symscape di un diffusore "classico"

Stiamo parlando di quelle zone che comunemente vengono chiamate fondo piatto e diffusore, componenti che, se ottimamente progettati, permettono di generare importanti valori di deportanza con un contenuto incremento nei punti totali di resistenza all'avanzamento della monoposto. 
In questo articolo voglio soffermarmi principalmente sulla parte "diffusore", e più in particolare sulla parte esterna (quella mancante sulla W08 di Hamilton in Messico anche se il discorso vale in generale) di questo fondamentale componente delle attuali vetture di F1. Per riuscire a generare maggior carico dal fondo vettura i vari Team nelle ultime stagioni si sono concentrati molto sulla zona in questione basti vedere (immagine successiva) quanto sia complessa sulla Ferrari SF70H

Diverse specifiche di diffusori Ferrari: notare la complessità e la curi nei dettagli

Per generare maggior downforce (carico aerodinamico in inglese) è fondamentale aumentare il rapporto di espansione del diffusore ossia lavorare sul rapporto tra la sezione trasversale del diffusore e quella del fondo vettura. Per far ciò è cruciale riuscire ad espandere lateralmente il diffusore senza causare la separazione del flusso (che è poi la vera difficoltà). Il problema dei vari progettisti è che man mano si cerca di espandere il flusso lateralmente, più ci si avvicina alla scia dello pneumatico posteriore, zona di bassa pressione ad alta turbolenza (quindi con alta dissipazione di energia che genera spesso separazione).

Analiticamente per spiegare che l'interazione tra il flusso in uscita dalle parti esterne del diffusore e la zona di bassa pressione situata dietro agli pneumatici posteriori è solamente deleteria in termini di efficienza d'estrazione del carico aerodinamico dal componente diffusore, è opportuno rispolverare le tanto odiate (dagli studenti di ingegneria meccanica e aerospaziale) equazioni di Navier-Stokes nel moto turbolento. A queste ci si arriva partendo dalle equazioni di Navier-Stokes nella loro forma classica (moto laminare) e adattandole al caso turbolento secondo il metodo della decomposizione di Reynolds.

Che cosa rappresentano i termini alla destra di questa importante equazione "fluidodinamica" (senza entrare troppo nei dettagli per evitare di rendere l'articolo troppo tedioso)? Innanzitutto sono da considerarsi tutti delle forze con il primo termine che è quello che tiene conto della pressione (del suo gradiente più precisamente) con un fluido che tenderà a spostarsi da una zona di alta pressione verso una di bassa pressione. Il secondo termine rappresenta invece la forza che viene a generarsi per via della viscosità del fluido o meglio rappresenta la forza dovuta al gradiente degli sforzi deviatorici medi.Ma il termine più importante per spiegare perché i vari tecnici cercano di non fare interagire il flusso in uscita dal diffusore con la scia dello pneumatico posteriore è il terzo che riguarda precisamente la parte di stress turbolento come fonte di accelerazione nel flusso medio. Il segno negativo ci indica come il flusso d'aria in uscita da una regione ad alta turbolenza tende ad avvicinarsi ad una regione a bassa turbolenza (la scia dello pneumatico tende ad "entrare nel diffusore" riducendo il rapporto di espansione), un qualcosa di deleterio per quanto riguarda il rapporto di espansione di un diffusore per vetture di Formula 1. Introdurre infatti turbolenze in un flusso utile a generare carico aerodinamico significherebbe inserire delle perdite (sotto forma di calore) e quindi avere una minor efficienza di generazione (minor downforce generata / maggior resistenza all'avanzamento). E' fondamentale sia nella parte fondo piatto che in quella del diffusore mantenere il flusso il più possibile non turbolento minimizzando così le perdita di pressione e la turbolenza. Piccola precisazione: è per questo che sul diffusore vengono inseriti dei profili verticali (il gradiente di pressione avverso può causare fenomeni turbolenti).

Come fanno quindi i Team ad espandere lateralmente il diffusore senza far interagire tale flusso con la scia turbolenta degli pneumatici posteriori? Vanno a staccare dei vortici dalle parti esterne del diffusore per "spingere" il più lontano possibile dal diffusore la scia della ruota. Questo permette sicuramente di aumentare il rapporto di espansione del diffusore senza provocare la separazione del flusso che causerebbe una duplice conseguenza: deleteria perdita di carico aerodinamico e conseguente aumento di resistenza all'avanzamento sul posteriore della vettura. 

Ciò che ha avuto Lewis Hamilton durante il Gran Premio del Messico vista la mancanza degli archetti esterni che hanno il compito di allontanare la scia dello pneumatico posteriore dal flusso in uscita dal diffusore. Mancando, sono state importanti le perdite di carico aerodinamico nella parte posteriore destra dalla vettura che hanno ovviamente sbilanciato anche il "comportamento aerodinamico" della sua W08. 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Wed, 8 Nov 2017 19:10:06 +0000 https://www.formula1.it/news/5562/1/tecnica-l-importanza-delle-parti-esterne-di-un-diffusore-di-f1 http://www.formula1.it/admin/foto/tecnica-l-importanza-delle-parti-esterne-di-un-diffusore-di-f1-5562-1.jpg
Gp Brasile: cosa aspettarsi dalla Ferrari SF70H https://www.formula1.it/news/5561/1/gp-brasile-cosa-aspettarsi-dalla-ferrari-sf70h Dopo il dominio RedBull - Verstappen nel Gran Premio del Messico, il Circus della Formula 1 si sposta in Sud America per l'ultimo dei tre appuntamenti "americani" (Austin, Messico e Brasile) di questa stagione 2017 di Formula 1.
Se i primi due appuntamenti americani portavano con sé delle importanti attese e verdetti, il Gran Premio del Brasile avrà poco da dire; ci sono ancora in gioco infatti la poco interessante lotta per il secondo posto nel campionato piloti tra Sebastian Vettel e Valtteri Bottas (+15 punti a favore del pilota tedesco) e quella per il quinto / sesto posto nel campionato costruttori tra ben 4 Team: Williams (76), Toro Rosso (53), Renault (48) e Haas (47).

GP BRASILE: il Gran Premio è in esclusiva per i clienti Sky 

A differenza del Gran Premio del Messico solo gli appassionati di Formula 1 abbonati alla TV a pagamento Sky potranno seguire questo Gran Premio in diretta. Per chi vorrà seguire la gara in differita sulla TV di Stato dovrà far tardi visto che è prevista la differita integrale alle ore 22.00. 

Parlando di orari ITALIANI:

 

GP BRASILE: quello brasiliano è un circuito da medio (o medio alto, in base alle vetture) carico aerodinamico

Il tracciato brasiliano è un tracciato solitamente da medio / medio alto carico aerodinamico per via delle numerose curve presenti soprattutto nel secondo settore che però va anche ad esaltare le caratteristiche motoristiche delle vetture. Da segnalare infatti la presenza di due lunghi rettilinei tra il primo e terzo settore dove servirà generare velocità molto elevate sia per minimizzare la perdita di tempo sul giro (potrebbe essere un problema per RedBull) e sia per riuscire ad essere efficienti nell'effettuare sorpassi in gara.

Il primo settore è formato inizialmente da tre rapidi cambi di direzione che seguono una frenata molto impegnativa, parte quindi molto adatta alla Ferrari SF70H e alla RedBull RB13 che si sono spesso dimostrate molto competitive sia in frenata che nei veloci cambi di direzione. Successivamente c'è la presenza di un lungo rettilineo dove le maggiori potenze delle unità motrici Mercedes e Ferrari aiuteranno la W08 e la SF70H rispetto alla RedBull RB13. 

Il secondo settore è il più tecnico del tracciato dove servirà avere una vettura molto precisa in inserimento e molto efficiente in fase di uscita con una trazione meccanica e chimica (data dagli pneumatici) ottimale. Settore secondo noi dove Ferrari e RedBull potrebbero fare la differenza rispetto a Mercedes visto che nelle parti lente dei circuiti la W08 Hybrid, per molti appuntamenti di questa stagione 2017, è risultata essere la "peggior" (delle tre) vettura in pista.

L'ultimo settore è invece quello più veloce dove le potenze delle unità motrici potranno fare la differenza calcolando anche il fatto che il lungo rettilineo che porta sulla linea del traguardo è in salita. Sarà comunque fondamentale avere una buona trazione, garantita anche da degli pneumatici sempre nella giusta corretta finestra di funzionamento, in uscita dalla curva Junçao di terza marcia. Settore quindi idealmente più favorevole a Ferrari e soprattutto Mercedes, se quest'ultima tornerà ad utilizzare la piena potenza delle proprio Power Unit, cosa non avvenuta in Messico. Sarà comunque fondamentale, soprattutto per Mercedes, non aver stressato troppo gli pneumatici soprattutto in sede di qualifica altrimenti c'è il rischio di uscire molto lenti da curva 12 perdendo terreno nelle prime frasi del lungo rettilineo in salita.

 

GP BRASILE: non siamo ai 2200 m del Messico, ma si corre in altura anche a San Paolo..

Dopo aver corso sui 2200 m d'altezza de circuito messicano con conseguenti problemi di aria rarefatta e minor densità dell'aria, in Brasile c'è da sottolineare che si correrà nuovamente ad una quota più elevata del solito e molto simile a quella del circuito di Spielberg in Austria: circa 800 metri d'altezza sul livello del mare.

Per quanto riguarda la Power Unit, il tracciato brasiliano non sarà troppo impegnativo per gli endotermici ma cosi come il Messico andrà a mettere sotto pressione i gruppi turbocompressori che per riuscire a non perdere circa l'1.5% dei cavalli a disposizione per via dell'aria "rarefatta", dovranno ruotare a velocità leggermente maggiori (circa 2000 giri secondo un'importante motorista).  La potenza di picco sarà molto importante cosa che non vale invece per l'ibrido. Concludendo questo piccolo paragrafo, i consumi non saranno eccessivamente elevati con i Team che non dovranno preoccuparsi troppo di risparmiare carburante durante l'arco della gara ed è un fattore positivo per Ferrari.


GP BRASILE: si tornano a utilizzare i tre compound più duri progettati dalla Pirelli 

Cosi come nel Gran Premio del Giappone, anche in Brasile vedremo i tre compound più "duri" (l'Hard ormai è inutile contarlo come un compound 2017 Pirelli) in azione nel prossimo weekend: SuperSoft, Soft e Medium con i due treni di pneumatici che i Team dovranno avere a disposizione per la gara di domenica che sono la Soft e la Medium. Come al solito, uno di questi due treni dovrà essere utilizzato obbligatoriamente da tutti i Team.

Fin da subito, guardando la tabella sopra postata si può notare come praticamente tutti i Team abbiano escluso dalle loro scelte il compound più duro, la Medium, presente per tutti i piloti in un solo set, quello obbligatorio imposto dalla Pirelli.

Su questa pista gli pneumatici sono soggetti a elevate forze laterali e longitudinali, il che fa aumentare la temperatura della mescola che non ha mai troppo tempo di riposare. Il carico aerodinamico è mediamente alto, con eguali necessità di grip meccanico ed aerodinamico il che comporta ulteriore sforza sulle gomme. Capitolo pressioni: in questo penultimo appuntamento della stagione si tornano ad utilizzare delle pressioni superiori su entrambi gli assali ai 20 psi (22.5 all'anteriore, 20 al posteriore), fattore solitamente positivo per la Mercedes W08. 

 

GP BRASILE: aspettando le previsioni del nostro meteorologo di fiducia Andrea Piani, sembra attesa la pioggia nella giornata di venerdì e sabato

Il meteo è spesso un fattore piuttosto importante nel Gran Premio del Brasile e l'edizione 2017 potrebbe confermare ciò; le previsioni attuali indicano una importante possibilità di pioggia per le giornate di venerdì e sabato mentre per la giornata di domenica sono attesi cieli sereni con temperature anche piuttosto elevate. 

Le più importanti conseguenze a quanto detto nelle righe precedenti sono:

  • il fatto che si correrebbe con una pista piuttosto "green" ossia con poca gomma depositata sull'asfalto, un fattore che solitamente premia di più la Mercedes W08 rispetto a Ferrari (dalla sua parte ci potrebbero essere le alte temperature dell'asfalto nel giorno di gara) e RedBull;
  • il fatto che i Team dovrebbero optare per un assetto completamente da asciutto per qualificarsi in una possibile qualifica bagnata del sabato;- il fatto che i vari Team non possano provare a fondo nelle Prove Libere gli assetti pensati per questo penultimo appuntamento stagionale.GP BRASILE: cosa aspettarsi dalla Ferrari SF70H in Brasile?

Il Circus della Formula 1 si presenta in Brasile con il Titolo Mondiale Piloti e Costruttori già assegnato, rispettivamente, a Lewis Hamilton e al Team Mercedes. Queste ultime gare saranno piuttosto interessanti perché i team le potranno sfruttare come dei veri e propri test per preparare nel migliore dei modi la stagione 2018.

La stagione 2017 per la rossa si può considerare piuttosto positiva soprattutto analizzando il recupero prestazionale che c'è stato nei confronti della Mercedes W08.

Ferrari che rispetto alla stagione 2016 è passata da un gap prestazionale in qualifica al chilometro di 147 millesimi ad un distacco nel 2017 di "appena" 23 millesimi. Se consideriamo come 5 chilometri la lunghezza media delle piste, la Ferrari, è riuscita recuperare su Mercedes oltre 6 decimi.

Analizzando la linea di tendenza del distacco 2017 possiamo notare come rispetto all'inizio di stagione è in continua discesa a dimostrazione che, a Maranello, in questo 2017 sono riusciti ad evolvere la vettura piuttosto bene recuperando costantemente millesimi preziosi nei confronti degli anglo-tedeschi.

A livello prestazionale a livello prestazionale è stata molto competitiva ma ha raccolto poche vittorie rispetto alle potenzialità della monoposto. Sono "solo" quattro le prime posizioni ottenute da Sebastian Vettel contro le tre ottenute nel 2015 con una Ferrari nettamente superiore a livello di performance. Se consideriamo che, in questo 2017, la Red Bull è riuscita ad aggiudicarsi 3 vittorie, ci si rende conto come il Team di Maranello abbia ottenuto troppo poco rispetto al potenziale che aveva a disposizione.Ritornando al prossimo Gran Premio del Brasile, il tracciato dovrebbe adattarsi bene alle caratteristiche della vettura italiana e quindi è lecito aspettarsi una lotta molto serrata con la Mercedes e con la ritrovata Red Bull che, su una pista in cui la potenza della Power Unit sarà molto importante, dovrà confermare le ottime prestazioni delle ultime gare. Una Red Bull (Ricciardo molto probabilmente andrà in penalità in questo penultimo weekend della stagione) che, se analizziamo l'intera stagione e la confrontiamo con il 2016, non ha recuperato nessun gap nei confronti della Mercedes. Il distacco chilometrico è passato da 0,138 millesimi del 2016 a 0,143 millesimi del 2017. Se analizziamo solo la seconda parte di stagione, quando in casa Red Bull sono stati risolti i problemi di correlazione tra i dati provenienti dalla galleria del vento e dal CFD e quelli della pista, i valori sono senza subbio molto più positivi visto che il distacco chilometrico è di "soli" 76 millesimi. Miglioramento che, è stato ottenuto, grazie a sviluppi di natura aerodinamica e meccanica che hanno permesso di migliorare anche lo sfruttamento degli pneumatici che, ad inizio stagione, era un vero e proprio handicap della RB13.

Per quanto riguarda gli sviluppi non è escluso che alcuni team possano testare alcuni componenti utili allo sviluppo della vettura del prossimo anno.  

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Tue, 7 Nov 2017 17:54:33 +0000 https://www.formula1.it/news/5561/1/gp-brasile-cosa-aspettarsi-dalla-ferrari-sf70h http://www.formula1.it/admin/foto/gp-brasile-cosa-aspettarsi-dalla-ferrari-sf70h-5561-1.jpg
Bottas: sorpreso dal lavoro di Hamilton https://www.formula1.it/news/5560/1/bottas-sorpreso-dal-lavoro-di-hamilton La stagione sta finendo, e per qualcuno è già tempo di tirare le somme.
Questo è il caso di Valtteri Bottas, che a due gare dalla fine del Campionato, ha rilasciato delle dichiarazioni, analizzando il suo primo anno in Mercedes, e di fatto anche il suo rapporto con Lewis Hamilton.

Valtteri è partito parlando proprio del team mate Inglese:

"Lavora duramente, trascorre molto tempo con il team durante i weekend di gara ed ogni tanto visita anche la fabbrica.
Prima di diventare un pilota Mercedes non lo conoscevo personalmente, ho sempre avuto delle sensazioni vissute dall'esterno, mentre quest'anno ho scoperto una persona molto gradevole e semplice come chiunque di noi
".

Dichiarazioni che faranno di certo piacere a Lewis, soprattutto sotto l'aspetto caratteriale, ma che non piaceranno di certo ai detrattori del Britannico, soprattutto quelli che parlano dei suoi successi come frutto del talento immenso e non del duro lavoro con il team.

Dichiarazioni che fanno da contraltare a quanto dichiarò Nico Rosberg, quando ancora era in Mercedes, sostenendo che il lavoro di setting della monoposto era svolto esclusivamente da lui, mentre il quattrovolte Campione del Mondo si limitava a copiare i set up.

Il pilota numero 77, focalizza la sua analisi poi sulla stagione 2017, la sua prima in un top team:

"Le difficoltà che ho avuto in alcune gare di questa stagione, specie quelle affrontate dopo la pausa estiva come Spa, Suzuka e Sepang, sono nate dalla particolare conformazione dell'asfalto piuttosto abrasivo.
In queste piste ci sono curve da alta velocità che portano molta energie sulle gomme. In tracciati con asfalto più liscio puoi guidare in modo differente. Ad ogni modo ho le idee chiare circa le differenze nello stile di guida ed il set up che dovrò adottare su questo tipo di circuiti.
Posso affermare che in queste gare ho sofferto, ma ho imparato molto e sono certo che il prossimo anno sarò più forte
".

Difficoltà dovute quindi al suo stile di guida, infatti analizzando le piste su cui Bottas è stato competitivo, anche in grado di vincere, sono state la Russia e l'Austria, piste con un bassissimo degrado gomma, con mescole morbide, e con solitamente un pit stop.

Ma lanciando una provocazione, si potrebbe pensare, che il calo prestazionale di Bottas, sia iniziato proprio in coincidenza con il suo rinnovo contrattuale, e dunque con un suo appagamento, avendo raggiunto il suo obiettivo primario.

Infine il Finnico parla del 2018 che lo attende:

"Personalmente mi attendo di fare decisamente meglio. Ho imparato tantissimo dal team, da Lewis e dalle difficoltà affrontate. Lavorare duramente nel corso dell'inverno, analizzare ogni singolo punto e, soprattutto, iniziare la stagione con un team ed una vettura che già conosco mi consentiranno di avere delle performance migliori il prossimo anno".

Bottas dunque dovrà prestarsi a Melbourne con prestazioni molto molto simili a quelle del compagno di squadra, avendo capito e risolto i problemi del 2017, per affrontare lui in prima persona, e la Mercedes una delle stagioni che si preannuncia come una delle più combattute della storia recente della F1.
Infatti stando alle aspettative, la stagione 2018, sarà combattuta fra Mercedes, Ferrari e Red Bull, senza considerare eventuali outsider, come ad esempio McLaren o Renault, e dunque cu saranno grandi possibilità di far bene per molti piloti, e tutti i team dovranno contare su due punte, e non su un singolo pilota per fare più punti possibile nella classifica costruttori.

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Sun, 5 Nov 2017 22:45:41 +0000 https://www.formula1.it/news/5560/1/bottas-sorpreso-dal-lavoro-di-hamilton http://www.formula1.it/admin/foto/bottas-sorpreso-dal-lavoro-di-hamilton-5560-1.jpg
Alonso: voglio essere il miglior pilota del Mondo https://www.formula1.it/news/5559/1/alonso-voglio-essere-il-miglior-pilota-del-mondo Notizia recente è quella della partecipazione di Fernando Alonso alla 24 Ore di Daytona il prossimo Gennaio con il team di Zak Brown.

Per molti addetti ai lavori, la scelta di partecipare alla Classica negli States, è l'antipasto della partecipazione di Alonso alla 24 Ore di Le Mans.

A distanza di qualche giorno, il pilota della McLaren ha rilasciato delle dichiarazioni riguardo alla scelte per il futuro della sua carriera, nel quale vorrà ampliare i campi di gara oltre alla F1:

"Voglio essere il miglior pilota del mondo! E per dimostrarlo devi correre in categorie differenti, devi vincere con vetture diverse, e delle volte devi andare fuori dal piccolo mondo della Formula 1. Il motorsport è qualcosa di più grande della Formula 1. I miei piani per il motorsport sono più importanti di quanto si possa pensare. Aspettate e vedrete".

L' asturiano non si sbilancia, ma fa capire che il suo target prima di appendere il casco al chiodo, è quello di centrare la Tripla Corona, ovvero vincere un Mondiale di F1, la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans, e questa impresa è riuscita solamente una volta nella storia, a Graham Hill.

"Negli ultimi otto o nove anni ho cercato di ampliare i miei orizzonti ma non è stato possibile con nessuno dei capi che avevo avuto.
Credo che Zak Brown abbia capito che il motorsport è più grande di quello che pensiamo, e la nostra partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis ha accresciuto il valore del brand McLaren negli Stati Uniti. Credo sia una situazione vincente per tutti e sono felice di questo approccio".

Visione del Motorsport da vero racer, quella di Alonso, che non gli è stato però possibile vivere e realizzare in quanto negli ultimi anni lo Spagnolo ha gareggiato con Ferrari, Mclaren e Renault, tutti marchi che non lasciano molto potrete decisionale ai loro piloti.

Ora però Alonso, sfruttando la disastrata situazione della Mclaren-Honda, è riuscito a trovare della scappatoie dalla debacle della PU giapponese, ed è riuscito ad impegnare le trattative, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle clausole a suo favore, tra cui appunto la partecipazione ad eventi extra F1.

Il pilota numero 14 ha poi parlato di come affronterà la 24 Ore Americana:

"Cercherò di effettuare prove al simulatore per confrontarmi con le differenti condizioni in cui si correrà, di giorno, di notte e per abituarmi a tutte le novità che troverò. Ci saranno i test all'inizio di gennaio dove scenderemo in pista con tutte le vetture. Probabilmente conoscerò il circuito in quella occasione ed imparerò a confrontarmi col traffico, con i pit stop e con la procedura di cambio pilota.
E' la stessa situazione in cui si troveranno Lando Norris e Paul Di Resta, quindi dovremo fare il massimo per aiutarci a vicenda e condividere ogni tipo di informazione che apprenderemo".

Problemi di approccio facilmente risolvibili, in particolare per Alonso, come ha già dimostrato lo scorso Maggio durante la 500 Miglia di Indianapolis, durante la quale è stato immediatamente competitivo e non ha mai sfiorato neanche minimamente il muro.
L'unica situazione alla quale lo Spagnolo non è assolutamente abituato è quella del cambio di pilota durante la competizione.

Fernando Alonso, si prepara ad affrontare un’altra sfida nella sua carriera, bella ma povera di successi, per provare a lasciare il segno nel Motorsport, diversamente da come si era immaginato, cioè vincendo in Formula Uno.
Infatti, avendo capito durante le ultime stagioni che le possibilità di vittoria nel Circus Iridato diminuivano, a causa della scarsa performance delle sue monoposto, ha deciso di affacciarsi in altri Mondi fuori dalla F1, per vincere e scolpire per sempre il suo nome negli annali del Motorsport.

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Sat, 4 Nov 2017 22:10:02 +0000 https://www.formula1.it/news/5559/1/alonso-voglio-essere-il-miglior-pilota-del-mondo http://www.formula1.it/admin/foto/alonso-voglio-essere-il-miglior-pilota-del-mondo-5559-1.jpg
The end ... https://www.formula1.it/news/5555/1/the-end- 2017 Lewis Hamilton F1 World's Champion

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Sat, 4 Nov 2017 19:25:01 +0000 https://www.formula1.it/news/5555/1/the-end- http://www.formula1.it/admin/foto/the-end--5555-1.jpg
Gp Messico: regoliamoci - di Alessandro Rana https://www.formula1.it/news/5554/1/gp-messico-regoliamoci-di-alessandro-rana

Online il nuovo appuntamento di Regoliamoci; come di consueto, analizziamo per prima cosa le penalità assegnate per la sostituzione di componenti della power unit:
- 35 posizioni per Vandoorne che ha montato un’intera nuova PU: 12° turbocompressore, 12° MGU-H; 10° ICE; 9° MGU-K; 7^ batteria e 7^ centralina
- 20 per il suo compagno di team Alonso per l’11° turbocompressore, l’11° MGU-H e il 9° ICE
- 20 anche per Gasly per aver montato la 5^ centralina, il 7° MGU-H e il 6° turbocompressore
- 20 per il suo compagno di team Hartley: 7° MGU-H, 7° ICE e 6° turbocompressore 
- 20 posizioni pure per Ricciardo: a lui sono toccati il 7° MGU-H, il 6° ICE e il 6° turbocompressore

Ormai sappiamo bene che la maggior parte delle sanzioni viene assegnata proprio per la sostituzione di componenti PU oltre il limite consentito, ma ci sono stati anche alcuni altri provvedimenti:
- in casa Haas, durante la seconda sessione di libere con Magnussen e durante le qualifiche con Grosjean, è stato violato l’articolo 22.10
“Un limite di velocità di 80 km/h è imposto nella corsia box durante tutto l’evento, tuttavia, questo limite può essere modificato dai commissari sportivi a seguito di una raccomandazione del delegato per la sicurezza FIA. Ogni pilota che supera il limite durante ogni sessione di prove sarà multato di € 100 per ogni km/h oltre il limite fino ad un massimo di 1000€. Tuttavia, in conformità con l'articolo 18.1 i commissari sportivi potranno infliggere una sanzione supplementare se sospettano che un pilota stava accelerando al fine di ottenere un qualsiasi tipo di vantaggio.
Durante la gara i commissari possono imporre una delle sanzioni ai sensi dell'articolo 38.3.3 a), b), c) o d) a qualsiasi pilota che supera il limite.”
Il team è stato sanzionato economicamente per un totale di 2.000 €, come espressamente previsto dal regolamento. 

Sempre in casa Haas è stata assegnata una sanzione di 5 secondi di penalità + 1 punto patente a Grosjean perché durante la gara ha lasciato la pista e tratto vantaggio dalla manovra.
E’ una violazione dell’articolo 27.3:
“I piloti devono fare ogni ragionevole sforzo per utilizzare la pista in ogni momento e non possono deliberatamente lasciarla senza un giustificato motivo. I piloti saranno giudicati per aver lasciato la pista se nessuna parte della vettura rimane a contatto con essa e, a scanso di dubbi, linee bianche che definiscono i bordi della pista sono considerati parte della pista, ma i cordoli non lo sono. Nel caso in cui una vettura lasci la pista il conducente può rientrare, però, questo può essere fatto solo quando è sicuro per farlo e senza ottenere alcun vantaggio. A discrezione assoluta del direttore di gara può essere data la possibilità di riprendere la posizione che aveva prima di lasciare la pista.” 
Il pilota ha lasciato al pista in curva 13 ed è rientrato solo dopo curva 14, traendo vantaggio sorpassando la vettura di Alonso fuori pista.

L’ultimo episodio analizzato dai commissari ha visto coinvolti Verstappen e Bottas: durante la qualifica, il pilota olandese si trova davanti al rivale della Mercedes, ma commette un’errore durante il suo giro lanciato e quindi alza il piede nelle curve 12 e 13. 

Bottas sopraggiunge da dietro, lo supera, ma in quel tratto la pista è corta e alla fine è vittima di un bloccaggio. E’ stato comunque valutato che Verstappen si è spostato in modo da lasciare lo spazio, quindi tutto regolare.

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Fri, 3 Nov 2017 23:29:09 +0000 https://www.formula1.it/news/5554/1/gp-messico-regoliamoci-di-alessandro-rana http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-regoliamoci-di-alessandro-rana-5554-1.jpg
Verstappen: bello sorpassare, ma preferisco dominare https://www.formula1.it/news/5553/1/verstappen-bello-sorpassare-ma-preferisco-dominare Da quando è arrivato in F1, è sempre stato sulla bocca di tutti, osannato, lodato, quasi divinizzato da tutti gli addetti ai lavori, e mai ammonito per errori grossolani, magari figli dell'inesperienza, ma imperdonabili ad altri driver.

Il predestinato dunque, figlio d'arte, nato e cresciuto con una sola meta, un solo obiettivo, vincere in F1, e stabilire record su record, diventato già famoso e popolare ancor prima del debutto, preceduto da voci più che positive sul suo conto.

Ora però è ancor di più sulla bocca di tutti, per le prestazioni delle ultime gare, e per il suo potenziale ruolo di primo piano nel 2018.

Stiamo parlando di Max Verstappen, 20enne olandese, pilota della Red Bull, il più giovane rookie in F1, ed il più giovane vincitore di un GP di Formula Uno.

Dopo la recente vittoria nel GP del Messico, il secondo centro stagionale, Max Verstappen è tornato a parlare:

"Preferiamo le gare di testa e noiose, perché arrivano vittorie e credo sia la maniera migliore per centrarle.
Certo, superare è divertente, ma negli ultimi anni non sono mai stato in una posizione tale da poter controllare la corsa.
Questo lo facevo nei kart e alla fine devo dire che è quello che voglio fare. Superare, come ho detto, è bello, ma per me non è una cosa necessaria. Ultimamente voglio vincere le gare come Hamilton ed eventualmente vincere il mondiale
".

Corse che non collocano i piloti nell'immaginario collettivo per duelli rusticani e mozzafiato, ma li collocano nelle classifiche all-time della F1, tra i top per vittorie, giri veloci, podi ecc.
Corse che la Red Bull di questo finale di stagione può permettersi di condurre per la ritrovata performance della monoposto.

Il pilota numero 33 della casa di Milton Keynes ha concluso:

"Quella di Città del Messico è certamente una delle mie vittorie preferite, perché non ho solo vinto la corsa, l'ho controllata senza alcuna pressione dei piloti che mi seguivano. Spero di poter occupare la stessa posizione il prossimo anno sin dalla prima gara della stagione".

Dichiarazioni spavalde, forti, che però non sono assolutamente infondate, perché se la monoposto anglo-austriaca continuerà il suo trend di crescita, potrebbe presentarsi a Melbourne il prossimo Marzo, come una delle vetture da battere.

Il 2017 è ormai archiviato, sia per quanto riguarda il Titolo piloti, sia quello costruttori, dunque iniziamo a spostare la lente d'ingrandimento sul 2018, per capire come si presenteranno i top team, e per capire se la tanto pubblicizzata lotta a due, tra Ferrari e Mercedes, diventerà una lotta a tre, un "Triello" con anche Red Bull nella lotta Iridata.

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Thu, 2 Nov 2017 21:34:59 +0000 https://www.formula1.it/news/5553/1/verstappen-bello-sorpassare-ma-preferisco-dominare http://www.formula1.it/admin/foto/verstappen-bello-sorpassare-ma-preferisco-dominare-5553-1.jpg
Gunnar Nilsson - La velocità del male https://www.formula1.it/news/5552/1/gunnar-nilsson-la-velocita-del-male- Cosa ci faceva, nel mondo delle corse, uno come lui? Uno svedese dal colorito bruno, dalla statura media, con una faccia che sarebbe potuta appartenere a un impiegato di banca, o a un farmacista, per dire. 

La Formula Uno della seconda metà degli anni settanta è una specie di set cinematografico, animata da folli, playboy e profili caratteriali antitetici. Lui non aveva né il distacco glaciale di Niki Lauda, né tantomeno le stigmate da ribelle e sciupafemmine di James Hunt. Era "soltanto" nato pilota, Gunnar Nilsson, che allo champagne e alle conquiste facili preferiva un salotto letterario con critici e scrittori, organizzato nella sua villa e che nelle interviste rivendicava l'importanza di stare accanto a sua madre, come fosse il più importante dei privilegi; lui, che da privilegiato aveva avuto i natali e il patrimonio ereditato dal padre presto scomparso, attraverso la florida azienda immobiliare di famiglia. Sono sempre esistiti i rampolli di casate ricche che hanno pensato, un giorno, di cimentarsi negli sport motoristici, quasi sempre elitari e dispendiosi; ma la maggior parte delle volte si è trattato di qualcosa di temporaneo, come uno dei tanti antidoti alla noia. Pochi sono diventati campioni, ancora meno sono stati quelli che tali lo erano sin dalla nascita. Gunnar Nilsson era nato campione, amava le auto come si amano le poche cose in nome delle quali si può rinunciare alla più comoda delle vite. 

Ci mise poco tempo - come se sapesse che il tempo non gli sarebbe bastato - a mettersi in luce nelle formule minori in patria e, in seguito, nella Formula Tre inglese, girando la Gran Bretagna a bordo di un furgone Opel e con un meccanico al seguito: tutto a sue spese, compresa la monoposto. Poteva permetterselo, certamente, come avrebbe però potuto permettersi tutti quegli sfizi e quei lussi che non ti fanno correre il rischio di sbriciolarti addosso a un muretto, o di restare imprigionato nell'abitacolo mentre le fiamme ti avvolgono. 

Velocissimo e deciso, chirurgico nelle traiettorie: prima ancora di maturare la convinzione di poter diventare campione - sarà Ken Tyrrell uno dei primi a predirgli un grande futuro - saranno gli altri a capire quanto lontano possa arrivare Gunnar Nilsson, al punto tale che, nel momento in cui si sta godendo la soddisfazione di essere approdato in Formula Due, la Formula Uno decide di volerselo prendere e la sua chiamata non prevede l'anticamera delle retrovie: lo scopre e lo ghermisce Colin Chapman, spietato e geniale manager della Lotus; uno che potrebbe scegliere i suoi piloti pescando nel gotha del volante. Ad intercedere per lui, Ronnie Peterson, connazionale e amico vero, fuoriclasse autentico e ormai esperto come tanti se ne trovano su una qualsiasi griglia di partenza dell'epoca. Anche Peterson è fra i primi a capire che Nilsson abbia le carte in regola per diventare in breve tempo "l'altro" grande vichingo del Circus. Sembrano essere una costante, le cose che accadono in fretta, nella vita di Nilsson, come se ogni cosa della sua esistenza debba bruciare le tappe. Poi accadrà che le divergenze tra Chapman e Peterson porteranno quest'ultimo lontano dalla Lotus e Nilsson si ritroverà solo ad apprendere la Formula Uno, lungo i circuiti del mondiale 1976, a bordo della Lotus 77, veloce ma strutturalmente fragile, dall'affidabilità di conseguenza limitata. Nel 1977 la casa inglese presenterà invece una monoposto destinata a fare epoca, anzi a inaugurarne una nuova: la Lotus 78, prima "wing car" a sperimentare l'effetto suolo nella massima formula e l'utilizzo delle cosiddette minigonne, che sigillano la vettura al suolo. È soprannominata anche "Black shadow", nera e sponsorizzata John Player Special, probabilmente la monoposto più bella che si sia mai vista su un circuito. È la stagione in cui Nilsson dimostra di aver intrapreso la strada che lo porterà a diventare un campione e, forse, un campione del mondo, perché è solo la mancanza di un poco di esperienza che ancora lo separa da quello status. Nel Gran Premio del Belgio del 1977, a Zolder, Nilsson è autore della prestazione perfetta, all'interno della quale incastona il sorpasso perfetto: quello ai danni di Niki Lauda, che lo condurrà alla vittoria. Sembra essere l'inizio di una storia importante; è, invece, l'avvio di un capitolo finale, da ogni punto di vista. 

Sparisce dai piazzamenti, sistematicamente si ritira, nella seconda parte di quel campionato, come se ci fosse qualcosa che non va. Qualcuno comincia a bollarlo come "meteora", nell'ambiente; la diagnosi è purtroppo molto più impietosa: Nilsson ha un tumore ai testicoli. Deve togliere il casco, rinunciando al contratto già siglato con la Arrows; deve letteralmente diventare un altro, in ogni senso: dopo un ciclo massacrante di radioterapia si ripresenta al Gran Premio di Gran Bretagna, a Brands Hatch, per passeggiare tra i box e parlare con i colleghi: via le guance quasi paffute, le lunghe basette tipiche dell'epoca; trenta chili in meno e uno sguardo tra speranzoso e sperduto, mentre gli altri si infilano i guanti in mezzo al frastuono dei pistoni. Vuole restare aggrappato a quella puzza e ai quei rumori, lo dimostra il fatto che, quando la debilitazione per le cure gli dà tregua, si allena a bordo di una BMW, perché un volante può essere anche un'ancora di salvataggio. 

Imbottito di antidolorifici, claudicante, si ripresenta in pubblico, in Svezia, per i funerali dell'amico Ronnie Peterson, morto a Monza, dopo l'incidente alla partenza del Gran Premio. È il settembre del 1978. Lui sfila dietro al feretro, portato da Lauda, Hunt, Fittipaldi e qualche altro campione. È come se, assieme a Ronnie, salutasse tutti anche Gunnar; è come se una nazione intera - che di fatto cancellerà il suo gran premio - spegnesse i motori in segno di lutto. 

Stringe i denti per il dolore, visto che ha rifiutato le dosi di morfina e le cure palliative, Gunnar Nilsson; stringe anche la mano della fidanzata Kristine, che gli è rimasta accanto fino all'ultimo, quando abbassa la visiera sul mondo, il 20 ottobre 1978, nella clinica londinese di Charing Cross. Ha fatto in tempo a vincere un gran premio di Formula Uno e a fondare un'associazione per la ricerca contro il cancro, che ancora si chiama come lui, che ha il nome di un probabile campione del mondo.

Chissà quale di queste due cose, così differenti, sia stata la più eroica. Nel dubbio, ci piace ricordarlo mentre, con un pennarello in mano e con l'espressione tra imbarazzata e divertita, accetta di firmare la maglietta di una procace tifosa, proprio all'altezza del seno. 

È stata la storia, breve senza però essere di passaggio, di Gunnar Nilsson, nato a Helsingborg, che un giorno sorpassò Niki Lauda; che non ebbe tempo di farci descrivere tutte le vittorie che sarebbero venute; che non aveva ancora compiuto trent'anni, come molti di quelli a cui il destino slaccia le cinture.

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Wed, 1 Nov 2017 16:05:39 +0000 https://www.formula1.it/news/5552/1/gunnar-nilsson-la-velocita-del-male- http://www.formula1.it/admin/foto/gunnar-nilsson-la-velocita-del-male--5552-1.jpg
Vettel: ammetto la sconfitta, Lewis migliore https://www.formula1.it/news/5551/1/vettel-ammetto-la-sconfitta-lewis-migliore Non è finita finché non è finita. Era stato questo il mantra della Ferrari e di Sebastian Vettel durante le ultime gare. Infatti nel box Rosso, malgrado la classifica fosse impietosa, non avevano mai perso la speranza, fino a quando Lewis Hamilton, domenica ha tagliato il traguardo laureandosi Campione del Mondo per la quarta volta in carriera.

E' proprio per questa linea di pensiero, che Sebastian Vettel, dopo la gara, mentre rispondeva alle domande dei giornalisti, è apparso spento, triste, deluso, malgrado la piega del Mondiale si fosse capita da tempo.

Il tedesco ha esordito:

È una giornata difficile, anche se la situazione di classifica non era certo buona, ci credi sempre, fino all’ultimo giro. Ho solo provarto a fare tutto quello che potevo, nella speranza che accadesse qualcosa a nostro favore. Ora devo affrontare il verdetto, bisogna prenderne atto. In generale penso che sia irrilevante ciò che è accaduto oggi. Si può valutare questa corsa, ma il verdetto non è frutto di quanto abbiamo visto oggi. Lewis ha vinto oggi il Campionato, è questa è la notizia più importante. Lo voglio sottolineare perché è ciò che conta di più oggi. Lo merita, ha fatto un gran lavoro, è stato il migliore”.

Lucida ananlisi, quella di Vettel, che pone definitivamente fine a tutte le sue speranze Iridate, rimaste vive fino a Città del Messico, e mentre rilascia queste dichiarazioni, fa un bagno di umiltà, non cercando scuse, e ne tanto meno appellandosi alla sfortuna durante la fase clou della stagione, ma riconosce oggettivamente i meriti del rivale, complimendosi con Hamilton, e lodando il suo andamento durante tutta la sua stagione.

Non lo so dove ho perso il Titolo. Ci sono venti gare, e siamo alla diciottesima. Alla fine si tirano le somme, ed oggi sappiamo che anche se otterremo il massimo nelle prossime due gare, i punti non saranno abbastanza. Non mi piace puntare il dito su una gara in particolare, anche se abbiamo avuto due ritiri mentre Lewis vinceva quelle gare. E' li che abbiamo pagato di più. Credo si pensi che si sarebbe potuto dare di più”.

Parole blande, non pungenti ne analitiche al 100%, ma quasi sicuramente il trittico Asiatico è stato devastante per la Ferrari, che avrebbe potuto vincere almeno due delle tre gare orientali, mentre invece ha incassato solamente un quarto posto con Seb ed un quinto con Kimi.

Magari l'esito del Mondiale sarebbe stato lo stesso, ma se in Asia le cose fossero andate diversamente la festa di Lewis sarebbe stata rinviata.

Parlando del finale di stagione il pilota numero 5 ha detto:

Avremo un paio di giorni di pausa, e credo sia una cosa positiva. Poi cercheremo di finire la stagione cercando di concretizzare ciò che meritiamo. Oggi siamo stati veloci, sono quasi sicuro che otterremo qualcosa di buono, questo è il target per prossime due gare”.

Infatti a Maranello sono fiduciosi e sicuri del potenziale della SF70H, ma sono molto rammaricati in quanto da dopo il GP del Belgio, la Rossa non è stata più in grado di concretizzate risultati allo stesso livello della monoposto.

Non credo cambi nulla. Ho combattuto al massimo in una gara che ho compromesso con il cambio dell’ala al termine del primo giro. Da quel momento non ho  pensato ai possibili risultati ma ho spinto e basta. Non sai mai cosa può accadere, la gara può cambiare all’improvviso. È stata una gara in cui abbiamo fatto il massimo”.

Il pilota di Heppeneim alla fine fa mea culpa per il crash in Curva 3 con la Red Bull di Verstappen e la Mercedes di Hamilton.

Alla fine però, anche senza il contatto, Seb sarebbe arriavto primo oppure secondo, ma Hamilton avrebbe chiuso terzo, chiudendo ugualmente il Campionato.

Quando viene stuzzicato sul fatto che pensi o meno a vincere altri Titoli il quattro volte Campione del Mondo replica:

Non lo so. Non credo di poter avere la risposta ora. Non si può prevedere il futuro, potrei cadere scendendo da un autobus e rompermi una gamba… Non è il modo in cui penso e rifletto sulle cose. Voglio vincere il Mondiale con la Ferrari, questo è il mio obiettivo. Cosa accadrà in futuro non lo so, ma abbiamo un grande potenziale e aspetti da migliorare. Ed è ciò su cui contiamo per tornare a giocarcela”.

Non si sbilancia ne sul futuro a breve termine, il 2018, ne a medio-lungo termine, ma si focalizza solamente sul lavoro da fare per scrivere un futuro roseo da vivere in Rosso, per vincere e realizzare il suo sogno. 

Infine i media lo interrogano, chiedendo se nel Mondiale è stato più importante il pilota o la macchina, e Seb conclude:

Non mi piace vederla così. C’è stato un confronto diretto, ed anche noi abbiamo avuto a disposizione una grande monoposto, come loro. Non voglio sminuire ciò che ha fatto Hamilton, che merita tutto questo. Nel confronto diretto è stato il migliore, quindi mi congratulo”.

Grande sportività, quella di Vettel, che si è congratulato con Hamilton, sia in pista, applaudendolo subito dopo la bandiera a scacchi, sia abbracciandolo nel ring delle interviste.

E proprio nel ring, si è visto l'animo guerriero e tenace di Seb Vettel e della scuderia Ferrari, perché infatti Seb ha detto al rivale Inglese, "See you next year", ed è proprio da qui che da Maranello devono ripartire per ricevere e non più recapitare complimenti a fine anno.

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Tue, 31 Oct 2017 22:25:32 +0000 https://www.formula1.it/news/5551/1/vettel-ammetto-la-sconfitta-lewis-migliore http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-ammetto-la-sconfitta-lewis-migliore-5551-1.jpg
Analisi gara: i danni causati da Vettel sono costati 39 secondi a Hamilton https://www.formula1.it/news/5550/1/analisi-gara-i-danni-causati-da-vettel-sono-costati-39-secondi-a-hamilton Tre su tre, la Legge di Kvyat colpisce nuovamente: nei momenti che RedBull scarica il pilota russo, il Gran Premio successivo significa vittoria sicura per Verstappen. E' successo cosi in Spagna lo scorso anno, in Malesia poche settimane fa e nella giornata di ieri, in Messico. Una corsa dominata da Max Verstappen che è riuscito a cogliere la seconda vittoria stagionale (terza in carriera) grazie ad una RedBull RB13 che, su questo tracciato, è sembrata essere complessivamente la miglior vettura in pista. Secondo posto per un buon Valtteri Bottas e terzo per l'altro finlandese in F1 ossia Kimi Raikkonen, piloti che comunque non sono mai riusciti ad impensierire e mettere pressione al baby fenomeno della RedBull.

GP MESSICO: i danni causati da Vettel in curva 3 sono costati 39 secondi a Lewis Hamilton   

Inutile girarci troppo attorno, la gara si è decisa in partenza quando Verstappen è riuscito, grazie ad una manovra tanto precisa quanto spettacolare, a sorprendere e sopravanzare Sebastian Vettel. Il pilota tedesco della Ferrari ha provato a difendersi lasciando poco spazio all'arrembante pilota olandese ma senza successo. Da questa bagarre ne stava approfittando un attento e intelligente Lewis Hamilton che, molto astutamente, aveva sopravanzato in curva 3 Sebastian Vettel. Ma in uscita di curva il pilota tedesco della Ferrari, per una traiettoria troppo interna, ha perso il posteriore della sua SF70H (sovrasterzo di potenza) andando a colpire con l'ala anteriore la posteriore destra della W08 di Hamilton. Conseguenze? La foratura per il quattro volte campione del mondo Mercedes. Una manovra che, in una situazione "normale" di gara (sicuramente non nella gara che avrebbe portato Hamilton all'iride), poteva costare una penalità a Vettel ma che non è stata punita dai commissari sportivi. I primi due della classifica iridata sono stati costretti a rientrare ai box per la sostituzione del musetto per Vettel e per la sostituzione degli pneumatici per il pilota inglese della Mercedes. Un Lewis Hamilton che, oltre ad aver perso ben 14 secondi nel lento giro di rientro, ha subito un importante danneggiamento della zona esterna del diffusore. Come potete osservare nell'immagine in basso, sulla vettura n°44 di Hamilton sono stati completamente danneggiati i  profili ad arco che hanno la funzione di ripulire le turbolenze generate dalla rotazione delle gomme. Un'importante danno da 0.35 secondi al giro, la bellezza di ben 25 secondi nell'arco dell'intera gara che sommati ai 14 secondi di rallentamento nel giro di rientro fanno 39 secondi.

GP MESSICO: dall'Ungheria la RedBull ha recuperato poco più di mezzo secondo alla Mercedes

La vera sorpresa di questo finale di stagione è senza dubbio la RedBull che rispetto ad un inizio di stagione opaco, per "colpa" anche dell'ormai famosa lettera di Simone Resta che ha scombussolato i piani meccanici del Team anglo austriaco, ha ora decisamente cambiato passo. Ad inizio stagione la vettura guidata da Verstappen e Ricciardo, oltre ad aver degli importanti problemi di assetto meccanico, ne aveva di altrettanti dal punto di vista aerodinamico con i dati provenienti dalla galleria del vento e dal CFD che non coincidevano con quelli della pista. L'importante cambio regolamentare ha richiesto ai Team un nuovo modello "teorico" che andava a simulare "realmente" il comportamento della vettura in pista. Modello che si è rivelato completamente sbagliato (soprattutto sul lato gomme) e che ha necessitato di importanti dati reali provenienti dalla pista per la corretta calibrazione. Una volta corretto questo problema di correlazione dei dati (problema che ha avuto anche Mercedes), il Team con sede a Milton Keynes a partire dal Gran Premio di Spagna ha iniziato a portare in pista i primi sviluppi sulla propria vettura che hanno generato degli ottimi miglioramenti nelle performance di Ricciardo e Verstappen. Sviluppi di natura aerodinamica e meccanica che avevano lo scopo di migliorare lo sfruttamento degli pneumatici da parte della RB13, una vettura che si era dimostrata veloce ad inizio stagione nei pochi momenti dove il Team centrava la finestra di funzionamento degli pneumatici (molto piccola). Pneumatici made in Pirelli molto criticati dal Team anglo austriaco che ha avanzato anche dei forti dubbi, condivisi con Mercedes, di una modifica all'ultimo (fine 2016) delle mescole per favorire e adattarsi meglio alle scelte Ferrari.

Ma il vero salto di qualità della RedBull è avvenuto in Ungheria dove è stato portato in pista un importantissimo aggiornamento della RB13 ossia un nuovo telaio con passo allungato di 35 mm. Grazie a questa modifica, e ad altre di natura aerodinamica, le performance della vettura sono migliorate in modo anche importante nel giro di pochi Gran Premi dove l'intero pacchetto è stato compreso sempre di più. 
Se andiamo ad analizzare il distacco chilometrico della Red Bull nei confronti della Mercedes possiamo notare che fino al Gran Premio dell’Ungheria questo si attestava intorno ai 197 millesimi a chilometro. Distacco che dall'Ungheria fino al Messico si è notevolmente abbassato attestandosi a 0,076 secondi a chilometro. Un miglioramento di 121 millesimi a km che tradotto in decimi equivale a circa 6 calcolato sulla media delle lunghezze dei tracciati del mondiale 2017 che è di 5 chilometri. Un recupero che quindi non ha niente di miracoloso calcolando che il team anglo austriaco ad inizio stagione era in una situazione piuttosto negativa e che recuperi del genere nella seconda parte di stagione sono in parte nel DNA degli ultimi anni del team RedBull.

GP MESSICO: Renault troppo "aggressiva" sulle sue Power Unit

Il diciottesimo appuntamento stagionale si è corso su un tracciato che ha una importante particolarità: si trova a ben 2200 metri quindi con un'aria che è sicuramente più rarefatta rispetto ad una altezza più consona per far correre delle vetture di Formula 1. Ciò ha importanti conseguenze sui gruppi turbocompressori delle Power Unit che per riuscire a non perdere troppi cavalli di potenza (-5%) per via dell'aria rarefatta in teoria devono ruotare a velocità maggiori (del 5%, rispetto ai 100000/110000 giri "soliti". Un qualcosa che Mercedes ha scelto di effettuare ma in modo molto conservativo su entrambe le W08 mentre, al contrario, Renault ha voluto spingere molto le prestazioni delle sue Power Unit pagando però ciò a caro prezzo con ben quattro ritiri (su sei macchine). 

Gruppo turbocompressore della casa francese che è ceduto su ben quattro vetture su cinque a causa di eccessive vibrazioni (sull'albero compressore - turbina su cui è calettato il motore elettrico MGU-H) e del maggior calore prodotto associato ad un raffreddamento più critico dato dall'altitudine e dal dover guidare dietro ad altre vetture (da questo le molte traiettorie diverse sui dritti da parte dei piloti). E ovviamente non è una coincidenza che la Power Unit di Verstappen non abbia avuto problemi durante la gara: l'aver guidato per tutta la gara in aria libera e con quindi un raffreddamento sempre coerente è stato cruciale per non mettere in crisi la sua unità motrice.

 

GP MESSICO: le prestazioni RedBull preoccupano Mercedes che....gioca con la stampa

Il recupero prestazionale della RedBull sta impensierendo molto Mercedes e Ferrari tanto che il Team tedesco ha iniziato a sospettare che sulla RB13 degli ultimi Gran Premi (dalla Malesia) ci sia montato un evoluzione del sistema sospensivo che la Federazione aveva proibito nell'inverno scorso. Per ora sono solo chiacchiere, o meglio sospetti, messe nell'aria da Mercedes per provare a mettere pressione alla FIA e a RedBull stessa a pochissime settimane dall'inizio di un nuovo inverno che potrebbe rivelarsi nuovamente infuocato in tema di sistemi sospensivi utilizzabili nel 2018.

Ma come funzionava la sospensione “proibita” RedBull? Nella scorsa stagione il Team anglo austriaco utilizzava all'anteriore un attuatore idraulico collegato indirettamente al terzo elemento tramite i rocker. L'attuatore idraulico agiva da accumulatore di energia nei momenti di rollio della vettura quindi principalmente nei cambi di direzione e in curva. Negli instanti successivi, quando terminavano i tratti in cui la macchina "rollava", l'accumulatore idraulico cedeva l'energia al sistema agendo sui rocker della sospensione e quindi sul vero e proprio terzo elemento che andava a variare l'altezza da terra della vettura. Ciò comportava un innalzamento della parte anteriore della vettura di pochi millimetri con conseguente abbassamento del retrotreno. Quel rake dinamico che è molto importante per “contenere” la resistenza all'avanzamento nei rettifili e dare, alla vettura, il carico necessario nelle curve da medio-alta velocità. Tale sospensione era stata “proibita” dalla Federazione dopo una lettera scritta da Simone Resta durante l’inverno 2016. L’ingegnere italiano aveva chiesto giustamente informazioni al Dipartimento Tecnico della FIA in quanto tale sistema andava a violare l’articolo 3.15 del regolamento tecnico (variando l’altezza da terra della monoposto si avevano dei importanti vantaggi a livello aerodinamico).

 

GP MESSICO:  i numeri ci parlano di un dominio "bibitaro" nei 2200 m di Città del Messico  

Se ci concentriamo nell'analizzare i singoli stint ci possiamo rendere conto che Verstappen ha chiaramente dominato la corsa. Nel primo stint è stato più veloce di Bottas di 2 decimi e di Raikkonen di ben 7 a parità di compound. Vettel ed Hamilton costretti a rimontare dal fondo hanno scelto di montare gomme soft con un ritmo di ben 1,3 secondi più lento rispetto al giovane pilota olandese.

La prima sosta di tutti i piloti analizzati è avvenuta tra il giro 31 e 32 approfittando del regime di Virtual Safety Car. Verstappen, Bottas ed Hamilton hanno montato gomme “rosse”, “gialle per Raikkonen e “fucsia” per Vettel. Anche in questa seconda parte di gara, Verstappen ha girato con un gran ritmo nonostante dai box gli chiedessero di gestire la vettura e la Power Unit visto il grosso divario che aveva costruito su Bottas e Raikkonen. Vettel con gomme UltraSoft ha girato con un ritmo similare a quello di Verstappen. Bottas è stato invece più lento di 3 decimi e Raikkonen di 6 decimi. Hamilton, tra i piloti analizzati, è stato quello più lento a causa del traffico e del problema al diffusore analizzato in precedenza. 

di @spontonc e @smilextech 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Tue, 31 Oct 2017 07:36:32 +0000 https://www.formula1.it/news/5550/1/analisi-gara-i-danni-causati-da-vettel-sono-costati-39-secondi-a-hamilton http://www.formula1.it/admin/foto/analisi-gara-i-danni-causati-da-vettel-sono-costati-39-secondi-a-hamilton-5550-1.jpg
Hamilton: quarto Titolo incredibile https://www.formula1.it/news/5549/1/hamilton-quarto-titolo-incredibile Ora possiamo dirlo, Lewis Hamilton è il Campione del Mondo di Formula uno 2017, ed è ufficialmente quattro volte Campione del Mondo di F1, come Alain Prost e Sebastian Vettel.

Hamilton ha vinto il suo quarto Titolo Mondiale in modo inaspettato, non vincendo e nemmeno finendo a podio, ma terminando la gara in nona posizione, dopo un contatto al via con il suo rivale per tutta la stagione, Sebastian Vettel, che anche lui non ha terminato dove si aspettava, ma è finito in quarta posizione, credendoci fino alla bandiera a scacchi.

Dopo la gara, Hamilton estremamente contento e felice per la conquista del Titolo si è presentato al ring delle interviste:

"Devo ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto. Direi che abbiamo messo insieme un bello spettacolo. Io ho fatto tutto il possibile oggi. Credo di essere partito bene, ma poi non so cosa sia successo alla Curva 3. Non credo di essere stato troppo aggressivo nei confronti dei miei avversari. Avevo lasciato lo spazio sufficiente a quelli che mi seguivano... Dopo il pit stop ho cercato di risalire. Devo ringraziare la mia famiglia, il team. La Mercedes è stata incredibile nel corso delle ultime 5 stagioni e devo ringraziare loro per tutto quello che hanno fatto".

Ringraziamenti sentiti, sinceri e dovuti a tutti coloro che lo hanno circondato nelle ultime cinque stagioni, da quando é arrivato in Mercedes, lo hanno messo nelle condizioni di poter vincere tre Campionati, una miriade di gare, e di centrare un susseguirsi di pole position.

Molto merito del team, ma molto del merito è anche suo, che ha molte volte, in particolare quest'anno, colmato le mancanze della monoposto con le sue meravigliose doti di guida.

L'inglese è passato poi all' analisi della gara Messicana:

"Non ho certo fatto la corsa che volevo, ma ho cercato di gestire meglio la pressione. Quando sei 40" indietro non può essere ciò che desideri, però non ho mai mollato e questa è stata la cosa importante. Ho corso con il cuore e l'ho fatto fino alla fine. Devo tutto questo alla mia famiglia, a Dio e al team, ma ho anche gestito tutto in una maniera buona. Essere 40" dietro ai piloti di riferimento è stato davvero orribile, non sapevo in che situazione mi trovassi per quanto riguarda il Mondiale. Ho solo cercato di concentrarmi per recuperare posizioni. Oggi ho provato emozioni molto contrastanti tra loro".

Gestione ottimale della pressione, senza prendere rischi, escludendo lo start, ed una rimonta perentoria ed essenziale, fino a dove gli era necessario, dopo una parte iniziale di gara un po opaca, senza riuscire a mostrare il suo potenziale.

Archiviata la Gara, si passa ai festeggiamenti per l'Iride appena conquistato:

"Sono davvero orgoglioso di fare questo sport e di aver centrato questo quarto titolo iridato. E' stato bello sventolare la bandiera del mio paese e per quello che rappresenta. Spero che chi mi ha guardato farlo sia stato felice e orgoglioso, e lo sia stato anche per i risultati che sono riuscito a ottenere e cercherò di continuare a farlo nel modo migliore che posso".

Un Lewis determinato a proseguire la sua abbuffata di successi, determinato ad abbattere record su record, come gli è successo durante il 2017, e che lo hanno reso il pilota Britannico più vincente e uno dei più vincenti di tutti i tempi del Circus della F1.

"Ricordo quando ero bambino, guardavo la F.1 e sognavo di esserci. E ora, 25 anni più tardi, ci sono. Sono 4 volte campione del mondo ed è una cosa incredibile. Voglio ringraziare tutte le persone che in questi anni mi hanno supportato e spero continuino a farlo, perché mi danno la forza per non mollare mai".

Un'avventura iniziata venticinque anni fa, tra mille difficoltà e pregiudizi, ma che ora, e da  qualche anno lo sta ripagando dei mille sacrifici fatti, e che grazie alla sua guida, al suo carisma e al suo immenso talento, potrebbe continuare e concludersi incoronando Lewis come il pilota più vincente nella storia della F1.

Missione non cosi impossibile, poiché i record di Michael Schumacher sono lontani, ma il talento immenso, l'età ancora giovane, la forza indiscutibile, la forza psicologica, e il team punto di riferimento da quattro stagioni ormai, sembrano rendere la scalata ai record dei record dura, durissima ma non impossibile.

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Mon, 30 Oct 2017 23:17:30 +0000 https://www.formula1.it/news/5549/1/hamilton-quarto-titolo-incredibile http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-quarto-titolo-incredibile-5549-1.jpg
Gp Messico: il pagellone del Froldi https://www.formula1.it/news/5548/1/gp-messico-il-pagellone-del-froldi La Ferrari è capace, al solito, di complicarsi da sola la vita. In particolare Vettel, così poco tedesco, così tanto italiano. Se questo mondiale s’è perso non è solo perché alla distanza la Mercedes ne aveva di più, ma anche perché abbiamo scoperto un Vettel che sotto pressione non regge. Deve essere dura stare in Ferrari: uno stress non noto con le altre scuderie. Tuttavia qui si vede la qualità di un campione. Vettel è da rimandare all’anno prossimo, sperando che dopo gli ultimi due appuntamenti mondiali si ritempri e rassereni. E sperando che Ferrari riesca a fare una monoposto all'altezza. I motivi per essere ottimisti ci sono; tuttavia arriva anche la Red Bull.

 

La gara…

Hamilton festeggia il quarto titolo, Mad Max vince senza timori reverenziali (se mai ne abbia avuti), Vettel fa una bella rimonta dopo una partenza un pò così (come accade spesso), Raikkonen fa il compitino (come Bottas), Alonso in grande spolvero. Il Messico non ha molto altro da dire.

Hamilton. Voto: 9. Incolpevole al via, gestisce la gara con prudenza. Non aveva il ritmo per vincere; non gli serviva

 

Vettel. Voto: 5. Diciamolo francamente: alla partenza è stato un pollo. E sapeva benissimo che aveva al suo fianco un pilota che non ha alcun problema a sbatterti fuori. Non bisogna mai sottovalutare il proprio avversario, soprattutto se non lotta per il mondiale. L’avversario lo si studia e lo si sconfigge psicologicamente e sul terreno di gara scoprendone i punti deboli. Regalate a Vettel una copia di qualche buon manuale di arte bellica.

Pole di Vettel. Voto: 10 e lode. Però magari la prossima volta è meglio che si qualifichi secondo se dietro c’è Max…

Vettel e il suo applauso ad Hamilton appena finita la gara. Voto: una bella pagina di sport. 

Mad Max. Voto: 10. Manovre sempre al limite, ma ha vinto alle prime curve lottando come un mastino. Poi è stata una passeggiata. Anche troppo.

Raikkonen-Bottas. Voto: 8. Gara senza particolari scossoni per i due piloti di rincalzo. Ma suppongo che, per entrambi, valesse la regola di essere in attesa di eventuali ordini di scuderia per aiutare i rispettivi compagni di squadra.

Ricciardo. Voto: che succede? La Red Bull lo sta trattando malissimo, come una cavia! Deve essere abbastanza frustrante…

Red Bull. Voto: pessimi. In base a quale criterio hanno deciso che Ricciardo sia il pilota numero 2? E in base a quale criterio al “bimbominkia” viene concesso motore ultima evoluzione e telaio aggiornato? E in più dobbiamo sorbirci i roboanti proclami di quel “gran signore” (si fa per dire) di Helmut Marko! Se ci si scandalizza per il trattamento riservato Raikkonen (io no, altri si) cosa si dovrebbe dire su Ricciardo?

Red Bull a tempo di record con le ali. Voto: mistero. Al netto del gran piede di Max…magari sarà tutto regolare, ma nel paddock è insistente la voce di qualche ennesima diavoleria extra-regolamento (leggasi sospensioni). Non è una novità per chi è abituato a vincere sporco, o perlomeno più sporco degli altri. Metti in fila: alettoni di gomma, scarichi soffianti con effetto aerodinamico, giusto per citare le 2 più eclatanti. Quando hai un team abituato così il sospetto è una mezza verità. Comunque certamente Ferrari e Amg non staranno a dormire e Toto che conferma che stanno controllando gli avversasi in mondovisione ne è la riprova.

Alonso: voto: 9. Dategli una carretta e lui ne travalica i limiti. Dategli una monoposto decente e divertitevi. Ieri ci ha ricordato perché, secondo molti, è ancora fra i migliori, se non il migliore.

Politica Ferrari. Voto: eppur si muove. Non è passato inosservato il doppio messaggio targato Arrivabene-Marchionne: “Noi vogliamo stare in F1 ma..”; quel “ma” era stato a suo tempo un cavallo di battaglia di Montezemolo, che era arrivato addirittura a porre le basi per un nuovo campionato mondiale alternativo alla F1, salvo poi, per motivi misteriosi, nell’arco di pochi mesi, cancellare tutto e diventare amicissimo della Fia, in un rapporto di sudditanza onerosa.

P.S.: volete la verità? Non vedo l’ora che il Campionato Mondiale sia finito, chiuso, andato, off. Tutti i verdetti ormai sono stati raggiunti e inoltre, per la spirale negativa (sfiga, piloti sotto stress, affidabilità ballerina) in cui è entrata la Ferrari, non credo vincerà le prossime due gare (che sarebbe comunque bello per finire in bellezza).
Mariano Froldi

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Mon, 30 Oct 2017 18:43:11 +0000 https://www.formula1.it/news/5548/1/gp-messico-il-pagellone-del-froldi http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-il-pagellone-del-froldi-5548-1.jpg
Gp Messico - Gara - Analisi strategia https://www.formula1.it/news/5547/1/gp-messico-gara-analisi-strategia Città del Messico, 29 ottobre 2017 - Max Verstappen, Red Bull, ha vinto un emozionante Gran Premio del Messico con una strategia ad una sola sosta. Due pit stop, invece, per Lewis Hamilton e Sebastian Vettel costretti a rientrare ai box nelle prime fasi di gara in seguito ad un contatto. Dopo aver montato gomme soft alla fine del primo giro, entrambi hanno sfruttato la virtual safety car a metà gara per passare alle supersoft (Hamilton) e alle ultrasoft (Vettel). Poiché Sebastian Vettel non ha finito la gara tra i primi due, Hamilton si è laureato matematicamente campione del mondo, per la quarta volta (la terza con Pirelli). Insieme a Carlos Sainz, Renault, e Sergio Perez, Force India, Hamilton e Vettel sono stati i soli piloti a fermarsi due volte. Tutti gli altri piloti hanno effettuato un unico pit stop. Raikkonen, Ferrari, è stato il pilota più alto in classifica ad essersi fermato una sola volta per montare la soft (al posto della supersoft) per il suo secondo stint. 
 
MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

"Il contatto al primo giro e la virtual safety car hanno fatto sì che sia Hamilton sia Vettel cambiassero i loro piani di strategia, passando a due soste e aggiungendo così un ulteriore elemento tattico a questa gara. Qui era fondamentale mantenere i pneumatici nella loro finestra di utilizzo, così come gestire al meglio il basso degrado, una downforce minima e una superficie scivolosa. Max Verstappen è riuscito a controllare tutti questi elementi, andando a conquistare una vittoria da manuale.    Tutte e tre le mescole sono state usate in gara; i team hanno utilizzato strategie diverse per reagire alle mutevoli circostanze di un Gran Premio a dir poco affascinante e con nessun problema per le gomme. Congratulazioni a Lewis Hamilton per un quarto titolo più che meritato”.  
 

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Sun, 29 Oct 2017 23:27:55 +0000 https://www.formula1.it/news/5547/1/gp-messico-gara-analisi-strategia http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-gara-analisi-strategia-5547-1.jpg
Gp Messico: Pole per Vettel ma Verstappen... https://www.formula1.it/news/5546/1/gp-messico-pole-per-vettel-ma-verstappen Sebastian Vettel è riuscito ad ottenere la pole position numero 50 in carriera ed ha portato la Rossa in pole position dopo lo "sfortunato" Gp di Singapore. Un giro favoloso quello del pilota tedesco che, secondo l'opinione personale di chi scrive, ha effettuato il suo miglior giro in carriera. Un grande applauso a Seb e alla sua SF70H che, come di consueto, è cresciuta molto da ieri ad oggi grazie al lavoro fatto dagli ingegneri sul setup e grazie alla pista che, gommandosi, è migliorata sensibilmente.

La vera sorpresa di queste qualifiche è stata senza dubbio la Red Bull RB13 di Verstappen che, su un tracciato dove è importantissima la potenza della Power Unit, è riuscita a sforare la pole position. Prima posizione che, analizzando gli intertempi, era chiaramente alla portata del pilota olandese. Max, velocissimo in Q2, non è riuscito a ripetere i best sector nel 1° settore e nel 3° settore nella fase decisiva della qualifica, consegnando, la prima posizione alla Rossa di Sebastian. Osservando la tabella in basso ci si può rendere conto che, Verstappen, è stato più lento di 242 millesimi rispetto al suo ideal time, mentre, Vettel, è riuscito a realizzare il suo giro perfetto nel momento più opportuno della qualifica. Verstappen, pilota molto veloce, deve ancora migliorare in questo aspetto se, nella prossima stagione, vorrà competere per il titolo contro "fenomeni" come Hamilton e Vettel che, difficilmente, sbagliano nei momenti che contano. 

In terza posizione troviamo Lewis Hamilton con una Mercedes W08 meno brillante rispetto a quella che abbiamo ammirato a Suzuka ed Austin. Il pilota anglo-caraibico ha faticato a portare nel giusto range di funzionamento le gomme anteriori e, più volte in queste qualifiche, ha dovuto effettuare più giri di lancio prima di sparare il proprio giro veloce. Anche lui, come Verstappen, in questa occasione, non è stato perfetto, infatti, poteva migliorare il proprio tempo di quasi 3 decimi ma non aveva il ritmo per poter andare ad infastidire Max e Seb. Una W08 che, rispetto a Red Bull e Ferrari, ha faticato molto nel terzo settore, quello più guidato, dove serve tanta downforce. Terzo settore in cui si poteva immaginare una Mercedes più in difficoltà, ma,  si pensava che, potesse fare la differenza nel 1° settore, dove, la potenza della Power Unit Mercedes ,poteva fare un'enorme differenza specialmente su Renault
Un Hamilton che non deve essere considerato fuori dalla lotta per la vittoria perché, la sua W08, nella giornata di ieri, ha dimostrato di essere molto veloce specialmente con le gomme Ultra Soft. 
Un dato emerso da queste qualifiche è il distacco rimediato da Ricciardo nei confronti del proprio compagno di squadra. Il pilota australiano, a differenza di Verstappen, non sta utilizzando l'ultima specifica di motore endotermico che, secondo i rumors, dovrebbe garantire un incremento di cavalli intorno a 10-15. Se analizziamo gli intertempi, possiamo notare che, anche Ricciardo, in Q3, ha perso performance rispetto alla Q2. Il suo ideal lap poteva essere migliore di 255 millesimi rispetto a quello realizzato. Se confrontiamo i tempi tra Ricciardo e Verstappen la differenza tra i due è stata fatta dal pilota olandese nel settore 2 e non nel 1° settore come si poteva pensare visto i minori cavalli a disposizione. Dove sta allora il problema? Sinceramente è una situazione piuttosto strana... aspettiamo la gara per poter avere qualche risposta in più a questa domanda.  

Articolo originale su f1analisitecnica.com

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Sun, 29 Oct 2017 15:12:09 +0000 https://www.formula1.it/news/5546/1/gp-messico-pole-per-vettel-ma-verstappen http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-pole-per-vettel-ma-verstappen-5546-1.jpg
Bottas: Verstappen ha rovinato il mio giro https://www.formula1.it/news/5545/1/bottas-verstappen-ha-rovinato-il-mio-giro "Prima dell'ultimo settore lo vedevo già in lontananza e stava andando piano. Anche all'uscita della curva 12 era lentissimo, il problema è che ha disturbato la mia traiettoria e alla 13 ho sbagliato arrivando al bloccaggio per evitarlo. Di fatto mi ha rovinato il giro.
Non so se Max debba essere penalizzato, non sta a me deciderlo e non conosco alla lettera il regolamento, sicuramente bisognerà analizzare bene tutte le immagini perché io ci ho rimesso
".

Questa l'analisi di Valtteri Bottas dell'episodio che ha coinvolto appunto il Finlandese della Mercedes e Max Verstappen durante le prima parte della Q3. Bottas infatti stava procedendo spedito durate il suo tentativo, e poco davanti si trovava Verstappen che stava per rilanciarsi dopo aver abortito il primo giro.

All' entrata dello stadio Verstappen procedeva lentamente e Bottas lo ha passato sulla sinistra, andando poi al bloccaggio e perdendo così molto tempo.

Gli steward hanno investigato l'olandese per impeding, ma alla fine non è stata comminata nessuna sanzione.

Il pilota numero 77 si è poi concertato ad analizzare il suo secondo e ultimo giro della Qualifica:

"Nel secondo giro non ho voluto correre rischi perché era necessario fare il tempo, dato che prima non c'ero riuscito e avevo un solo tentativo a disposizione".

Obbligato a fare il tempo senza rischi il secondo pilota Mercedes ha fatto un giro nella media, ma non straordinario, chiudendo quarto e staccato dal poleman Vettel

Valtteri scatterà dunque dalla quarta posizione, e sicuramente farà di tutto per proteggere Lewis Hamilton, facendo in modo che l'inglese possa arrivare quinto o meglio per conquistare il quarto Titolo Mondiale.

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Sun, 29 Oct 2017 10:52:34 +0000 https://www.formula1.it/news/5545/1/bottas-verstappen-ha-rovinato-il-mio-giro http://www.formula1.it/admin/foto/bottas-verstappen-ha-rovinato-il-mio-giro-5545-1.jpg
Vettel: un giro perfetto https://www.formula1.it/news/5544/1/vettel-un-giro-perfetto Cambiare idea tre volte in circa un'ora è possibile?

Si, ed è quanto accaduto durante le qualifiche del GP del Messico, perché all'inizio del Q1, il favorito per la pole era Lewis Hamilton (per il suo storico stagionale), alla fine del Q2 invece il favorito è diventato Max Verstappen, che ha siglato un giro da paura dando mezzo secondo al pilota in seconda posizione in quel momento.

Alla fine del Q3 invece ci si è dovuti ricredere ancora, perché Sebastian Vettel ha tirato fuori il coniglio dal cilindro ed ha fatto un giro magico proprio quando contava, nell'ultimo tentativo disponibile.

Con questa pole, il tedesco ha portato a casa la pole numero 50 della sua carriera, e a caldo dopo il suo super giro ha detto:

"50 pole sembrano parecchie, e lo sono. Ovviamente non so bene cosa dire. E' un numero molto grande e sono anche un po' sorpreso, perché non pensavo che le cose potessero andare così. Sono sorpreso di aver fatto questa 50esima pole. E' stato molto appagante fare un risultato come quello di oggi. Nel complesso è un gran bel risultato".

Gran risultato, ed ennesima dimostrazione della grandissima abilità del quattro volte Campione del Mondo, di essere un gran qualificatore, con la capacità di fare il giro top solamente quando conta, e sbagliando molto molto raramente.

Il pilota numero 5 della Ferrari si è poi focalizzato sull'analisi delle Qualifiche del GP Messicano:

"Sono ovviamente molto felice per questa pole. Credo di aver fatto proprio un giro perfetto alla fine, quindi sono molto contento. Qui la pista è molto scivolosa ed è facile fare errori od oltrepassare il limite. Sapevo di avere ancora del potenziale inespresso, di avere qualcosa in tasca soprattutto nel primo settore per il Q3 e alla fine sono riuscito a sfruttarlo bene. E' come se avessi acceso l'interruttore, perché continuavo a migliorare. Si sa quanto sia complicato fare bene qui nel terzo settore, è sempre molto complicato, perché si sa che è facile andare un po' larghi e perdere tanto tempo, invece sono riuscito a spingere restando pulito. Sono davvero molto contento, tutti siamo molto vicini e tutti avrebbero potuto fare la pole".

Un giro bello ma pieno di difficoltà, in curva 1 ad esempio perché si arriva alla staccata a gomme fredde ed e facile andare lunghi o bloccare.

Facile bloccare anche nel T3, sia all'entrata dello stadio, dove bloccando si finisce anche lunghi sopra ad un cordolo alto e di fatto fuori dalla linea bianca.

Facile bloccare e perdere tempo anche alla seconda curva dello stadio, perdendo il cordolo e sbagliando cosi tutta la sequenza di curve lente.

Tutto ciò però non è successo a Sebastian Vettel, che ha fatto un capolavoro ed ha conquistato una pole tiratissima.

Il pilota di Heppeneim ha continuato:

"Verstappen, ad esempio, si è mostrato davvero veloce nella Q2. E' bello aver tenuto tutti dietro. Nella Q2 ho visto il suo tempo e ho pensato 'ma come riuscirò ad avvicinarmi a quel crono?'. Era davvero un gran tempo, però sapevo che se avessi fatto bene il primo settore avrei avuto delle possibilità migliori e alla fine ci sono riuscito. Ho costruito sul primo settore il mio tempo. Ho avuto uno spavento in Curva 6 e ho quasi perso la macchina, ma poi sono uscito da quella situazione in maniera rapida e sono poi stato in grado di spingere fino alla fine. Sapevo che eravamo vicini, ma non sapevo se sarebbe bastato. Quando ho capito che era sufficiente è stata come un'esplosione. Certo, ben diversa da quella che ho avuto ieri in macchina con l'estintore!".

Piccole sbavature in curva 6, dove Seb è andato leggermente largo, ma forse proprio lì ha acquistato abbastanza velocità per percorrere senza problemi la sequenza di curve veloci.

Verstappen come dice Vettel ha fatto un gran giro nel Q2, ma forse la Power Unit Ferrari aveva ancora qualche cavallo in tasca da sprigionare solo durante l'ultimo tentativo.

Ciò però non deve sminuire il girone di Vettel, perché è stato molto merito suo, poiché è stato in grado di infliggere un bel gap sia a Lewis Hamilton, che al compagno di squadra Kimi Raikkonen.

"Sono sicuro che domani i problemi che abbiamo avuto ad Austin non si ripeteranno. La settimana scorsa non avevamo il passo giusto e sappiamo perché. Non dobbiamo preoccuparci di questo. Ieri la nostra macchina non era nelle condizioni in cui speravamo fosse, quindi non sono stato tanto competitivo. Ma domani, con la macchina di oggi, se tutto andrà bene e non ci saranno problemi saremo veloci. Speriamo di fare una buona partenza. Non sono preoccupato per la partenza di domani. Alla fine dipende molto da te. Poi anche da come riesci a partire e da come reagisci. So che c'è molta strada per arrivare in Curva 1, ma sono comunque fiducioso perché le nostre partenze sono state buone. Non ho nulla di cui preoccuparmi".

Cruciale appunto sarà la partenza, cioè partire bene, eviatre di farsi superare in scia da Verstappen ed Hamilton, che potranno sfruttare il lungo rettilineo dalla partenza fino alla curva 1, e infine sarà fondamentale passare indenni alla prima staccata.

Poi bisognerà sfruttare il passo per gestire la gara e la strategia nel modo più favorevole.

Prepariamoci a vivere una gara che si preannuncia bellissima, con in tre migliori piloti che partiranno nelle prime tre posizioni, con Verstappen pronto a fare di tutto, non avendo nulla da perdere.

Con Vettel che non ha nulla da perdere anche lui, ma vorrà di certo provare a vincere, anche sfruttando il suo buon passo gara.

E infine con Lewis Hamilton, che ha molto da perdere, e che non prenderà troppi rischi, ma che vorrà provare a chiudere la questione Campionato il prima possibile, evitando di rimandare ancora i festeggiamenti in Brasile.

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Sun, 29 Oct 2017 10:39:48 +0000 https://www.formula1.it/news/5544/1/vettel-un-giro-perfetto http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-un-giro-perfetto-5544-2.jpg
Gp Messico 2017 - Qualifiche - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5543/1/gp-messico-2017-qualifiche-analisi-strategie Città del Messico, 28 ottobre 2017 - Sebastian Vettel, Ferrari, ha fatto registrare il miglior tempo nelle qualifiche di Città del Messico con il pneumatico ultrasoft, battendo la pole dello scorso anno di oltre due secondi. Per il tedesco si tratta della 50ª pole in carriera.  Ferrari e Red Bull sono state le uniche a passare il Q1 unicamente con il pneumatico supersoft (avendo scelto meno ultrasoft rispetto a Mercedes). Nel Q2 tutti hanno utilizzato solo la ultrasoft (ad eccezione di Stoffel Vandoorne, McLaren, che ha preferito la supersoft). Anche Fernando Alonso ha optato per una strategia diversa già in qualifica, scegliendo di non prendere parte al Q2, nonostante un’ottima prima sessione, per conservare pneumatici per la gara. Lo spagnolo dovrà infatti scontare una penalità e partirà comunque in fondo allo schieramento.   Le qualifiche si sono disputate con temperature ambientali che hanno raggiunto i 24 gradi centigradi e quelle di asfalto i 44 gradi centigradi. Sono previste condizioni simili per la gara, dove, se il degrado rimane così basso, è molto probabile una strategia ad una sola sosta. 
 
MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING

"Anche se la pista è migliorata rispetto a ieri, il livello di grip resta ancora generalmente basso, anche per la carenza di downforce provocata dall’altitudine. La maggior parte dei piloti, quindi, ha usato la ultrasoft per avere un maggior grip meccanico. Mandare le gomme in temperatura qui è cruciale, per questo spesso abbiamo visto le migliori prestazioni arrivare dopo uno o due giri. Ci aspettiamo un degrado basso, quindi una strategia ad una sola sosta sembra la più probabile”.  

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Sat, 28 Oct 2017 22:48:06 +0000 https://www.formula1.it/news/5543/1/gp-messico-2017-qualifiche-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-2017-qualifiche-analisi-strategie-5543-1.jpg
Vettel: venerdì complicato, ma arriveremo https://www.formula1.it/news/5542/1/vettel-venerdi-complicato-ma-arriveremo È pomeriggio a Città del Messico, le FP2 sono terminate da pochi minuti, e Sebastian Vettel, come ogni venerdì di gara, si presenta nel retro box per rispondere alle domande dei giornalisti.

Sebastian esordisce analizzando le difficoltà incontrate:
"E' stato un altro venerdì che non è andato al 100% nel modo giusto. C'è stato l'estintore che è scoppiato a metà della sessione. All'inizio ho sentito bruciare, poi è venuto molto freddo e sono dovuto rientrare ai box. Cambiarlo è costato un po' di tempo ma poi abbiamo recuperato. E' una pista molto corta, dunque abbiamo trovato molto traffico. Dovremo confrontare quello che abbiamo fatto oggi con quello che hanno fatto gli avversari".

La sessione del Tedesco è iniziata in ritardo a causa di alcuni lavori sul fondo e sul retrotreno della sua Ferrari.
Appena entrato in pista Seb ha parlato via radio con il suo box, parlando di qualcosa che bruciava all' interno del cockpit.
Alla fine si è scoperto essere l'estintore di bordo, che ha richiesto solamente una manciata di tempo per la sostituzione, e per l' asciugatura del sedile.
Alla fine l'ultimo inconveniente è stato il traffico durante la simulazione di gara.

Il quattro volte Campione del Mondo ha continuato:
"Il passo gara qui è la chiave. E' difficile raffreddare alcune componenti della monoposto, dunque se si rimane alle spalle di qualcuno per un po' è molto negativo. La cosa migliore è stare davanti e imporre il proprio passo. Inoltre sarà fondamentale la gestione delle gomme, perché l'asfalto è molto scuro e si scalda molto velocemente. Sarà cruciale. Dovremo tenere le temperature basse e chi riuscirà a fare questo potrà avere il passo migliore".

Raffreddamento difficile a causa della rarefazione dell'aria dovuta all'altitudine di Città del Messico, che oltre al raffreddamento riduce anche il downforce delle monposto.
Qualifica dunque fondamentale per la gara, sia per l'affidabilità sia per riuscire a sfruttare il passo, che la Ferrari ha dimostrato simile alla concorrenza, tranne nell'ultimo giro delle FP2, dove Vettel si è lasciato scappare un 20.7, estremamente più veloce di Red Bull e Mercedes.

Il pilota di Heppeneim ha concluso la sua analisi dicendo:
"La macchina è andata così così. Ho fatto alcuni giri competitivi, mentre altri non sono stati così buoni. Dobbiamo lavorare un po'. Non credo ci sia un carico enorme di lavoro da fare, ma dobbiamo trovare seplicemente il bilanciamento più corretto e poi dovremmo progredire".

Lavoro da fare come sempre per i tecnici della Rossa, che dovranno migliorare il set up della monposto, sia per la qualifica, e leggermente per la gara.
Una gara che data la conformazione della pista e i valori di carico dovrebbe essere congeniali alla SF70-H.
Pista congeniale anche considerando le ultime due edizioni, dove nel 2015 la Rossa era sullo stesso passo della Mercedes, ma non portò a casa i punti a causa di un doppio ritiro.
Lo scorso anno invece, considerando la scarsa performance della SF16-H, Vettel fu in grado, con una strategia diversa, a raggiungere il podio, se Verstappen non avesse tagliato la curva uno per tenenre la posizone nel finale di gara.

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Sat, 28 Oct 2017 15:54:26 +0000 https://www.formula1.it/news/5542/1/vettel-venerdi-complicato-ma-arriveremo http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-venerdi-complicato-ma-arriveremo-5542-1.jpg
Analisi prove libere: sarà una gara a singola sosta con tre grandi Team a giocarsela https://www.formula1.it/news/5541/1/analisi-prove-libere-sara-una-gara-a-singola-sosta-con-tre-grandi-team-a-giocarsela Le seconde prove libere sono terminate con un grande Ricciardo davanti a tutti, seguito da un ottimo Lewis Hamilton e dal baby fenomeno Max Verstappen. In quarta posizione un positivo Sebastian Vettel seguito dall'altro alfiere Ferrari, Kimi Raikkonen; solamente in sesta posizione un (nuovamente) deludente Valtteri Bottas. 

GP MESSICO: PL2 con temperatura dell'aria e soprattutto dell'asfalto che ritroveremo domenica

La prima ora e mezza di prove libere è difficile da valutare poiché è stata corsa su una pista molto molto sporca e con una temperatura dell'asfalto (tra i 28°C e i 33°C) che non rispecchiava i valori che i vari Team incontreranno nella giornata di gara. Si è comunque vista una Mercedes che nell'ultima parte ha provato a testare un breve long run su UltraSoft mostrando segnali negativi per quanto riguarda l'usura della mescola più morbida portata dalla Pirelli in Messico. Il Team anglo tedesco è subito corso ai ripari decidendo di caricare le W08 per la sessione pomeridiana aiutando cosi Lewis Hamilton a ritrovare il giusto feeling con la sua vettura.
Le seconde libere si sono corse invece con condizioni ambientali (circa 23°C) e d'asfalto (ben 46°C) molto più veritiere
Da un punto di vista di aggiornamenti tecnici c'è poco da dire per quanto riguarda i Top Team: Mercedes è scesa in pista con una W08 in versione Malesia Spec (confermati gli aggiornamenti all'ala anteriore e ai bargeboard) con il diffusore in versione Giappone e senza il monkey seat cosi come RedBull. 

Per quanto riguarda Ferrari, la situazione in questo venerdì messicano è simile a quella di Austin con Sebastian Vettel che ha utilizzato tutto il pacchetto di novità introdotte negli Stati Uniti (ala anteriore, fondo e diffusore) mentre Kimi Raikkonen ha preferito continuare con le vecchie specifiche di fondo e diffusore, confermando però la nuova ala anteriore che buone impressioni gli aveva lasciato nella trasferta americana.

GP MESSICO: è "idealmente" Verstappen il pilota più veloce nella simulazione di qualifica con la UltraSoft

Dopo aver svolto il classico primo run delle seconde libere con una delle due mescole più dure portate in pista dalla Pirelli, i vari Team si sono concentrati nella loro "simulazione di qualifica" con il compound più morbido, l'UltraSoft in Messico. 

E qui troviamo la prima "sorpresa" poiché Max Verstappen, accreditato realmente del terzo tempo assoluto è stato invece idealmente il pilota più veloce in pista rifilando quasi 1 decimo al proprio compagno di squadra, 2 alla SF70H di Vettel e 3 a Lewis Hamilton. Una RedBull che si è mostrata anche in questo nuovo venerdì di gara come ormai una vettura con prestazioni solide su ogni tipologia di circuito in grado di giocarsela con Ferrari e Mercedes quando questi due Team non possono sfruttare appieno le potenzialità delle proprie unità motrici. Una differenza molto importante tra RedBull e gli altri due Team è presente nel settore più guidato, il terzo, dove Ricciardo ha fatto segnare il settore record rifilando quasi 2 decimi a Hamilton e Vettel, su un settore di soli 20 secondi. Distacco invece ancora contenuto per entrambe le RB13 nel primo settore, quello più veloce, dove però ci si potrà aspettare nella giornata di domani un allungo da parte di Ferrari e Mercedes appena saliranno di potenza.

GP MESSICO: impressionante il "primo stint di gara" di Hamilton su UltraSoft

Analizzando i passi gara, molto positivi Lewis Hamilton e la sua W08 nella simulazione spaventosa del primo stint di gara su UltraSoft: 25 giri di run (saranno 71 i giri da percorrere in gara) di cui 19 buoni per la media dello stint con un passo sul 21 medio. Si confermano molto performanti anche le due RedBull che però non sono riuscite a concentrarsi sull'usura della mescola più morbida per via di problemi alle unità motrici Renault (soprattutto Verstappen). Per quanto riguarda Ferrari, entrambe le SF70H hanno faticato sulle UltraSoft a serbatoi pieni. Un discorso che vale anche per Valtteri Bottas, positivo nella prima ora e mezza di libere ma "sprofondato" nella seconda dove Lewis Hamilton è tornato invece a far la differenza anche grazie a importanti modifiche di setup dove delle PL1 piuttosto negative.

Con Hamilton, sempre più vicino al quarto titolo iridato, concentrato a testare il più a lungo possibile il compound UltraSoft (ha percorso 1/3 di gara già nella giornata odierna) che spesso ha dato problemi al pilota inglese, il secondo di stint di gara è stato simulato da entrambi i piloti Ferrari (su compound diversi) e da Bottas e Ricciardo. Con risultati molto promettenti per Sebastian Vettel su SuperSoft (ma con un run piuttosto corto) e per Bottas su Soft, compound che spesso si adatta molto bene alla W08. Tempi cosi cosi invece per Ricciardo che ha mostrato un passo migliore con il compound più morbido. Da segnalare che se Ferrari è riuscita a provare tutti e tre i compound, sia Mercedes che soprattutto RedBull non hanno testato nelle secondo prove libere il compound SuperSoft.Da un punto di vista strategico, è molto probabile (se non certo) che si correrà su una singola sosta UltraSoft - Soft con la possibilità di sostituire il secondo stint su Soft con la SuperSoft in base al degrado del primo stint su Ultra. Una Soft (High Working Range) che dovrebbe comportarsi bene con le "calde" condizioni dell'asfalto messicano.

Concludendo, per quanto visto nella giornata odierna, Lewis Hamilton può andare a dormire abbastanza tranquillo pur correndo su una pista molto calda e che non permette di scaldare velocemente gli pneumatici anteriori, i principali fattori tecnici che preoccupavano gli ingegneri del Team anglo tedesco alla vigilia di questo 18esimo appuntamento stagionale. Ci sarà da capire però quanto cresceranno le prestazioni di RedBull e Ferrari man mano che la pista andrà gommandosi; sia la RB13 che soprattutto la SF70H riescono a dare il meglio di loro con pista più gommata (non era il caso di Austin vista la pioggia nella mattinata di domenica). Dal lato Redbull nessuna grossa preoccupazione se non che nella giornata di domani i CV che sbloccheranno Ferrari e Mercedes saranno sicuramente di più di quelli della PU Renault. Per quanto riguarda Ferrari invece, non è stato un venerdì cosi negativo come quello di Austin anche se sicuramente c'è ancora del lavoro da fare. Il compromesso scelto per questo venerdì del Messico permette ai due piloti della rossa di non perdere molto nel primo settore, quello più veloce, ma nemmeno di guadagnare nell'ultimo, il più lento dove dalla SF70H ci si poteva aspettare qualcosa di più. Un assetto quindi più verso lo "scarico" che non ha permesso tra le altre cose, con le attuali condizioni della pista, di far funzionare al meglio gli pneumatici. Vedremo però cosa decideranno ingegneri e piloti della scuderia italiana per la giornata di domani e domenica: se caricare leggermente la vettura per una miglior gestione gomme e ultimo settore, pagando però qualcosa in velocità di punta, consumi e primo settore o se continuare sulla via dell'aero più scarica (con record di Vettel nel primo settore). Un pò la coperta corta del progetto SF70H dopo che la Power Unit è iniziata a diventare un "problema" (maggiori informazioni nell'articolo post Silverstone). Si prospettano comunque due giorni molto interessanti grazie a tre Team, almeno per queste prime tre ore di libere, molto vicini.

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Sat, 28 Oct 2017 08:03:02 +0000 https://www.formula1.it/news/5541/1/analisi-prove-libere-sara-una-gara-a-singola-sosta-con-tre-grandi-team-a-giocarsela http://www.formula1.it/admin/foto/analisi-prove-libere-sara-una-gara-a-singola-sosta-con-tre-grandi-team-a-giocarsela-5541-1.jpg
Gp Messico: sarà (molto probabilmente) una ultima fila tutta Mclaren https://www.formula1.it/news/5540/1/gp-messico-sara-molto-probabilmente-una-ultima-fila-tutta-mclaren Dopo aver perso durante il Gran Premio di Austin due grandi piloti come Ricciardo e Alonso, entrambi costretti al ritiro, c'era curiosità nel capire se erano previste delle penalità da scontare in questo nuovo appuntamento stagionale per la sostituzione di componenti delle loro Power Unit. Una attesa importante soprattutto per quanto riguarda Daniel Ricciardo viste le ottime prestazioni della sua RB13 negli ultimi appuntamenti; perdere colui che avrebbe potuto tranquillamente salire sul podio di Austin (anche in seconda posizione viste le prestazioni non brillanti dell'accoppiata Ferrari / Vettel) non era sicuramente il migliore dei modi di iniziare il weekend del Gran Premio del Messico. Anche e soprattutto per tenere ancora vive, almeno per un Gran Premio, le speranze iridate di Sebastian Vettel e della Ferrari.

Ma non sarà cosi poiché, grazie ad un controllo elettronico di sicurezza, la Power Unit Renault è entrata in protezione prima che i componenti meccanici interni si danneggiassero per una mancanza di pressione nel circuito olio. Questo significa che RedBull potrà montare sulla RB13 del pilota australiano la Power Unit utilizzata ad Austin e verificare in pista se i controlli effettuati dai meccanici del Team anglo austriaco direttamente a Austin sono stati efficaci o no.

Tabella componenti Power Unit pilota per pilota

Per quanto riguarda Alonso non ci sono invece delle buone notizie: la Power Unit Honda utilizzata ad Austin si è danneggiata dopo i nuovi problemi incorsi al motogeneratore MGU-H (uno dei grandissimi problemi di Honda in questo 2017) e per questo sarà necessaria una sostituzione dell'unità motrice con almeno 20 posizioni di penalità (sembrerebbe che non verranno sostituite parco batterie, centraline e MGU-K). Penalità addirittura maggiori per Stoffel Vandoorne, che installando sulla propria MCL32 una unità motrice completamente nuova, dovrà scontare ben 35 posizioni di penalità. Una piccolissima nota (forse) positiva è quella che su entrambe le vettura verrà montata l'ultima evoluzione della power Unit Honda, la 3.8, che garantisce qualche (pochissimi) CV in più e, secondo Honda, una miglior affidabilità. Un qualcosa però non confermato ad Austin visto che tale specifica sulla MCL32 di Vandoorne ha percorso solamente 250 km circa. 

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Fri, 27 Oct 2017 16:26:51 +0000 https://www.formula1.it/news/5540/1/gp-messico-sara-molto-probabilmente-una-ultima-fila-tutta-mclaren http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-sara-molto-probabilmente-una-ultima-fila-tutta-mclaren-5540-1.jpg
Gp Messico: Ferrari con pacchetto aerodinamico da alto carico https://www.formula1.it/news/5539/1/gp-messico-ferrari-con-pacchetto-aerodinamico-da-alto-carico La Ferrari SF70H n°5 di Sebastian Vettel vista nella giornata di ieri alle verifiche tecniche, presentava un pacchetto aerodinamico da alto carico aerodinamico dove sono state confermate tutte le novità che erano state portate in pista nel recente Gp di Austin. 
Nella zona anteriore, come potete osservare dalla foto in basso, l'ala è dotata dell'endplate modificato per il Gp degli Stati Uniti con l'aggiunta di un deviatore di flusso che ha la funzione di spostare una quantità d'aria maggiore esternamente agli pneumatici anteriori.  

Foto Fabrega


Per quanto riguarda la sospensione, dalle immagini viste nella giornata di ieri, sulla SF70H di entrambi i piloti è stata montata la vecchia sospensione anteriore. Una sospensione che Vettel aveva utilizzato con successo a Singapore e in Malesia per poi ritornare a quella "standard" in Giappone. Il pilota tedesco, nelle Prove Libere 1 e 2 del recente Gp di Austin aveva testato nuovamente quella nuova per poi ritornare alla soluzione classica a partire dalle FP3 quando, gli ingegneri di Maranello, avevano deciso di sostituire il telaio a causa di alcuni problemi che erano emersi durante le libere. 
Il sistema sospensivo "nuovo" presenta delle importanti novità sia nei cinematismi e sia nella parte idraulica. Le principali novità riguardanti i cinematismi sono da ricercarsi nei triangoli sovrapposti della sospensione push rod e nell'inclinazione del puntone diagonale.


Confermato il fondo modificato negli slot in prossimità delle ruote posteriori. Il team italiano ad Austin aveva utilizzato questa soluzione solo sulla vettura di Vettel e sarà interessante capire se, in questo fine settimana, verrà riproposto anche  sulla macchina n°7 di Raikkonen. 

Foto @AlbertFabrega


Il GP del Messico verrà corso ad un’altitudine di 2.286 metri sul livello del mare. L’aria ad altitudini più elevate ha una densità minore rispetto al valore che si ha ad una altezza pari al livello del mare (0 m slm); al livello del mare e a 0 °C, la densità dell'aria è pari a 1,292 kg/m³ (a 15°C scende ad 1.225 kg/m³) mentre , a parità di condizioni ambientali ma ad una altezza sul livello del mare di 2200 m circa, la densità cala di circa il 20% dei valori sopra riportati. Per i motivi sopracitati i team utilizzeranno su questo tracciato degli assetti aerodinamici di alto carico con velocità massime che potranno toccare gli stessi livelli di Monza (o superiori), ma con carichi notevolmente più elevati, questo sempre per contrastare la bassa densità dell'aria, andando a cercare downforce.
Ferrari ritornerà inoltre ad utilizzare la C-Wing biplano che viene utilizzata principalmente per  generare carico aerodinamico con valori di resistenza all'avanzamento molto limitati. 

Foto Fabrega


Da segnalare, inoltre, l'utilizzo di un'ala posteriore da alto carico abbinata al doppio monkey seat: uno collegato ai piloni di sostegno e uno "ancorato" sulla struttura deformabile posteriore, nella versione utilizzata in questa stagione solamente sui tracciati da altissimo carico aerodinamico. 

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Fri, 27 Oct 2017 16:13:27 +0000 https://www.formula1.it/news/5539/1/gp-messico-ferrari-con-pacchetto-aerodinamico-da-alto-carico http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-ferrari-con-pacchetto-aerodinamico-da-alto-carico-5539-1.jpg
Gp Messico: novità Mercedes su un circuito che potrebbe adattarsi meglio alla Ferrari https://www.formula1.it/news/5538/1/gp-messico-novita-mercedes-su-un-circuito-che-potrebbe-adattarsi-meglio-alla-ferrari Dopo la spettacolare gara di Austin, il Circus della Formula 1 si è spostato velocemente sull'interessante tracciato del Messico per quella che è solamente la terza edizione che si disputa sul rinnovato Autodromo Hermanos Rodríguez.
Lewis Hamilton arriva in questa prima delle due tappe sudamericane con ben 66 punti di vantaggio su Sebastian Vettel, sapendo che in questo weekend avrà a disposizione la seconda occasione per laurearsi campione del mondo. Con la vittoria della gara di Sebastian Vettel al pilota inglese della Mercedes basterà arrivare in una abbordabile quinta posizione.

Il diciottesimo appuntamento stagionale si corre su un tracciato che ha una importante particolarità: si trova a ben 2200 metri quindi con un'aria che è sicuramente più rarefatta rispetto ad una altezza più consona per far correre delle vetture di Formula 1. E' proprio per questo motivo che vedremo in pista le vetture con configurazioni da alto / altissimo carico aerodinamico ma che genereranno velocità molto alte, simil Monza, poiché la resistenza aerodinamica sarà notevolmente minore (-25%). Insomma, si raggiungeranno velocità paragonabili alle TOP Speed di Monza (o superiori) pur con carichi notevolmente più elevati e resistenze d'avanzamento paragonabili a quelle di Spa (Belgio).
In generale, se si corresse ad altitudini più "normali" quello del Messico sarebbe un circuito da medio - basso carico aerodinamico, simil Suzuka, pur presentando alcune parti del tracciato piuttosto lente e dove la trazione risulta essere fondamentale. Stiamo parlando della parte di tracciato che va dalla curva 4 alla curva 6 e poi di quella più caratteristica, lo Stadio, che va dalla curva 13 alla curva 17, curva che immette sul rettilineo d'arrivo. Ma per via di due lunghi rettilinei presenti nel primo settore, di cui il primo di ben 1.314 metri, saranno fondamentali anche le velocità di punta che le varie vetture riusciranno a generare.

Mercedes W08 - L'ala anteriore introdotta in Malesia [Foto MotorLat]

Il Team Mercedes si presenta in pista senza importanti novità: all'anteriore viene interamente confermato il pacchetto introdotto e utilizzato da Vallteri Bottas in Malesia e successivamente (GP Giappone) anche da Lewis Hamilton. Novità che riguardano il bordo d'ingresso del profilo principale dell'ala anteriore (freccia gialla), che va a collegarsi alla zona neutra dell'ala in maniera più curva rispetto alla versione completamente rettilinea della "vecchia" specifica di ala anteriore. Leggermente modificata anche la forma del tunnel (freccia rossa). Confermate anche le zanne nella loro versione XL rispetto a quelle introdotte nel Gran Premio di Spagna. 

Mercedes W08 - I nuovi bargeboard introdotta in Malesia [Foto MotorLat]

Passando alla parte centrale, nessuna novità rispetto ai nuovi bargeboard introdotti sempre a Sepang. 

Mercedes W08 - Una Mercedes W08 senza monkey seat [Foto MotorLat]

Ma è sul posteriore che sono presenti le soluzioni più "interessanti": il Team anglo tedesco ha portato alle verifiche tecniche nella tarda serata italiana di ieri le sue W08 con l'ala posteriore da alto carico ma senza il monkey seat (riquadro rosso). Questa appendice aerodinamica, chiamata anche ala Y100, permette di generare pochi kg di deportanza che possono però essere utili su determinate vetture in circuiti da altissimo carico. Monkey seat che è stato montato per esempio sulle Ferrari, sulle Force India e sulla Toro Rosso per quanto si è visto finora. 

Mercedes W08 - In Messico con il diffusore del Giappone(e non Malesia) [Foto MotorLat]

E per concludere, Mercedes conferma il diffusore introdotto in Giappone che differisce da quello utilizzato da Bottas in Malesia per la mancanza di due derive verticali (frecce arancio) posizionate vicino all'asse longitudinale della vettura. Con le frecce rosse vengono messe in evidenza i grandi sfoghi presenti sul retrotreno della W08.
Vedremo come si comporteranno le W08 in un circuito che sulla carta potrebbe non adattarsi nel migliori di modi alle caratteristiche tecniche della veloce vettura anglo - tedesca. Hamilton e Bottas hanno sempre faticato molto su tracciati dove si sono utilizzate configurazioni aerodinamiche da altissime carico oltre al fatto che in Messico sarà piuttosto difficile riuscire a scaldare velocemente gli pneumatici anteriori, secondo fattore che potrebbe mettere in difficoltà i due piloti del Team argentato. Quello messicano potrebbe quindi essere un circuito dove la Ferrari e la RedBull potrebbero mettere in seria difficoltà Mercedes e Hamilton, orientati più su una gara di "contenimento" per chiudere anche il discorso "campionato piloti" (dopo il costruttori vinto negli Stati Uniti). 

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Fri, 27 Oct 2017 16:05:36 +0000 https://www.formula1.it/news/5538/1/gp-messico-novita-mercedes-su-un-circuito-che-potrebbe-adattarsi-meglio-alla-ferrari http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-novita-mercedes-su-un-circuito-che-potrebbe-adattarsi-meglio-alla-ferrari-5538-1.jpg
Hamilton: sarebbe bello correre con Ricciardo https://www.formula1.it/news/5537/1/hamilton-sarebbe-bello-correre-con-ricciardo La Red Bull ha spiazzato tutti i tifosi e gli addetti ai lavori ad Austin, annunciando il rinnovo triennale di Max Verstappen.

Anche le dichiarazioni dei vertici del team di Milton Keynes sono state molto forti, in quanto hanno deciso di puntare al 100% sul pilota Olandese, sia per il presente che per il futuro, dichiarando di volerlo rendere il più giovane Campione del Mondo nella storia della F1.

Questa decisione non è stata ben digerita da Daniel Ricciardo, che in qualche modo è stato scaricato dal team che lo ha lasciato nel Circus.

Un Daniel Ricciardo scontento e potenzialmente sul mercato può fare gola a tanti, tutti i top team, e recentemente stanno inpazzando le voci su una sua possibile destinazione.

Il suo nome è stato accostato anche alla Mercedes per il dopo Bottas, ed oggi dal paddock di Città del Messico ha commentato l'argomento Lewis Hamilton:

Daniel è un pilota fantastico, sarebbe un privilegio correre contro di lui. E’ un grande personaggio, ha un approccio molto positivo che trasmette all’interno della sua squadra. E’ cool, ed è un pilota, così come una persona, molto interessante. Ha detto che vorrebbe correre con me, e lo prendo come un complimento, perché non tutti credo vogliano farlo”.

Confronto molto bello, quello fra l'Inglese e l'Australiano, con due personalità molto molto forti, che si troverebbero a vivere a stretto contatto giorno dopo giorno.
Facendo i complimenti ad un suo collega, non perde occasione per lanciare frecciatine al suo più diretto rivale, dicendo che non tutti sarebbero felici di correre contro di lui, alludendo al fatto che Vettel si è battuto per la riconferma di Raikkonen in Ferrari.

Hamilton ha poi parlato della coppia attuale di piloti Red Bull:
Daniel ha un grande pilota come compagno di squadra e penso che debba lavorare molto per riuscire a stargli davanti. Per prima cosa devi sempre battere il compagno di squadra, poi ti confronti con gli avversari degli altri team. Ovviamente questo è solo il mio parere”.

Parere personale, quello del pilota numero 44, che si realizza al massimo nel team "bibitaro" dove Daniel è stato capace di battere molto spesso il team mate Olandese in questa stagione.

Ho già corso contro colui che credo sia il migliore qui nel paddock, Fernando, e ci sono altri grandi piloti con cui sarei felice di correre. Oggi nel team abbiamo un ottimo pilota come Valtteri, che ha portato positività.
Non avrei problemi a confrontarmi contro chiunque al mondo, purché contribuisca a mantenere serenità nel team, perché l’armonia è incredibilmente importante per il successo di una squadra, e permette a tutti di avere piacere di fare ciò che fanno
”.

Dichiarazioni di lode, verso il suo operato al passato, quando dice di aver corso anche contro quello che è considerato il miglior pilota del paddock, Fernando Alonso, e esattamente fiduciose e di consapevolezza delle sue capacità, dicendo di non aver problemi a confrontarsi con qualsiasi pilota in circolazione.

Un Hamilton che dunque, anche non affrontando questioni che lo riguardano direttamente, lascia trapelare che è estremamente determinato, ed in uno stato di forma fisica e mentale mai visto prima, e che lo sta proiettando verso il reggimento di tutti i record della Formula 1

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Fri, 27 Oct 2017 02:03:13 +0000 https://www.formula1.it/news/5537/1/hamilton-sarebbe-bello-correre-con-ricciardo http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-sarebbe-bello-correre-con-ricciardo-5537-1.jpg
Gp Messico: le previsioni meteo di tutto il weekend https://www.formula1.it/news/5536/1/gp-messico-le-previsioni-meteo-di-tutto-il-weekend Prove libere 1° sessione, venerdì ore 17:00/18:30 (ora italiana): venerdì giornata soleggiata con temperature intorno ai 17°C. Venti deboli dai quadranti settentrionali.

Prove libere 2° sessione, venerdì ore 21:00/22:30 (ora italiana): seconda sessione simile alla prima, con valori termici in incremento a causa dell’orario. Venti deboli dai quadranti settentrionali. Condizioni secche.

Prove libere 3° sessione, sabato ore 17:00/18:00 (ora italiana): sabato giornata simile alle precedenti. Temperature durante la terza sessione di prove libere intorno ai 18°C.

Qualifiche, sabato ore 20:00 (ora italiana): qualifiche che saranno caratterizzate da cieli sereni. Temperature intorno ai 22°C e umidità leggermente più alta rispetto alla seconda sessione di prove libere.

Gara, domenica ore 20:00 (ora italiana): gara anch'essa soleggiata, con temperature intorno ai 22°C. Clima secco e venti deboli settentrionali.

Andrea Pini – MeteoPisa.net

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Thu, 26 Oct 2017 19:36:35 +0000 https://www.formula1.it/news/5536/1/gp-messico-le-previsioni-meteo-di-tutto-il-weekend http://www.formula1.it/admin/foto/gp-messico-le-previsioni-meteo-di-tutto-il-weekend-5536-1.jpg
Gp Austin: Regoliamoci - di Alessandro Rana https://www.formula1.it/news/5535/1/gp-austin-regoliamoci-di-alessandro-rana Ed eccoci con un nuovo appuntamento di Regoliamoci.
Per prima cosa, analizziamo come al solito le penalità assegnate per la sostituzione di componenti della power unit.

  • 30 sono le posizioni di penalità per Vandoorne: 10 per l’11° turbocompressore; 5 per l’11° MGU-H; 5 + 5 per l’8° e il 9° ICE e 5 per l’8° MGU-K.
  • 25 per Hartley, il debuttante: 10 per il 6° ICE; 5 per il 6 MGU-H; 5 per la 5^ batteria e 5 per la 5^ centralina
  • 20 invece per Hulkenberg: 10 per il 6° MGU-H; 5 per il 5° ICE e 5 per il 5° turbocompressore
  • 15 sono quelle per Verstappen: 10 per il 6° ICE e 5 per il 6° MGU-H

Chiuso il capitolo PU, veniamo agli altri episodi che hanno portato a sanzioni

In casa Williams, Massa ha utilizzato il treno di gomme concesso per i primi 40 minuti delle libere oltre il tempo limite, per questo il team è stato sanzionato con 10.000€ di ammenda (sanzione sospesa per i prossimi 12 mesi).
L’articolo violato è il 24.4
Uso degli pneumatici:
Il ritorno ufficiale di pneumatici sarà effettuato elettronicamente in conformità con la procedura descritta all'interno del appendice questo Regolamento Sportivo. Ogni set di gomme restituiti elettronicamente deve essere fisicamente restituito al fornitore prima dell'inizio della sessione seguente….
g) Dai tredici set di gomme da asciutto assegnate a ciascun pilota ai sensi dell'articolo 24.2 (c):
iii) Un set, che ogni team deve nominare prima dell’inizio di P1 (o rinominato con il consenso del delegato tecnico FIA) può essere utilizzata solo per i primi 40 minuti della sessione. Se la sessione viene interrotta nei primi 40 minuti, il tempo di fermo verrà aggiunto al tempo limite di 40 minuti.”
Il regolamento è chiaro; la sanzione è corretta

Passiamo alla qualifica. Qui si registrano due episodi: il primo riguarda Magnussen che ostacola Perez nelle curve 12 e 13; mentre il 2° riguarda Stroll che ostacola Grosjean nelle curve 19 e 20.
L’articolo violato è il 31.6
Ogni conducente che prende parte a qualsiasi sessione di prove che, a giudizio dei Commissari Sportivi, si ferma inutilmente sul circuito oppure ostacoli inutilmente un altro conducente è soggetto alle sanzioni di cui all'articolo 31.5 (31.5  Nel caso di infrazione alla guida nel corso di una sessione di pratica i Commissari Sportivi possono cancellare il tempo (o i tempi) del giro/i o far retrocedere  il conducente di un numero di posizioni in griglia che ritengono opportune. A meno che non è del tutto chiaro che un pilota ha commesso un'infrazione di guida, tale evento sarà di norma studiato dopo la sessione plenaria. Se è il caso, sarà anche dato riguardo alle disposizioni di cui all'articolo 18.1).”
In entrambi i casi è evidente che il pilota sotto accusa ha causato impedimento per l’avversario, quindi i commissari hanno giustamente assegnato 3 posizioni di penalità + 1 punto patente sia a Magnussen sia a Stroll.

Il rischio corso da Grosjean che ha dovuto persino andare sull’erba

Concludiamo con la gara: gli episodi analizzati sono 2: il primo che vede coinvolti Ericsson e Magnussen; il secondo Verstappen e Raikkonen.
Nel primo caso, Ericsson si trova alle spalle di Magnussen. Mentre vengono doppiati in fondo al lungo rettilineo, i due piloti si trovano su due traiettorie diverse, ma all’incirca nello stesso punto. Il pilota Haas è davanti, ma viene toccato al posteriore e si gira.
Il caso rientra nell’articolo 38.1
Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine. I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi.”
E’ chiaro che Ericsson a causato l’incidente, non grave, ma ha la colpa. 5 secondi di penalità + 2 punti patente per lui giustamente assegnati

Veniamo all’altro episodio: durante l’ultimo giro, Verstappen tenta l’attacco su Raikkonen in fondo al lungo rettilineo, ma il pilota finlandese si difende e il tentativo fallisce. Avanzano pochi metri, e in curva 17 tenta un nuovo attacco che questa volta va a segno.
Ma dalle immagini è chiaro che sia uscito con tutte e 4 le gomme dalla pista.
E quindi evidente che il sorpasso su Raikkonen sia riuscito perchè "ha lasciato la pista e ne ha tratto vantaggio”, quindi giusto assegnare 5 secondi di penalità + 1 punto patente.
Parentesi: Verstappen stesso e molti hanno criticato questa decisione, mettendola a confronto con varie altre uscite di pista.
E’ bene ricordare però che gli altri piloti, pur essendo usciti, o non hanno concluso il sorpasso o comunque non erano ingaggiati in lotte.
Se al posto della pista anche oltre la riga bianca ci fosse stata sabbia o erba il sorpasso di Verstappen non sarebbe mai avvenuto.

Anche a mio avviso, la penalità è giusta 

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Wed, 25 Oct 2017 18:52:02 +0000 https://www.formula1.it/news/5535/1/gp-austin-regoliamoci-di-alessandro-rana http://www.formula1.it/admin/foto/gp-austin-regoliamoci-di-alessandro-rana-5535-1.jpg