Formula1.it News http://www.formula1.it Formula1.it - News / - Articoli, Speciali, Approfondimenti, Statistiche, Tecnica, Video it-it Tue, 18 Jun 2019 15:23:45 +0000 Tue, 10 Apr 2012 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 redazione@formula1.it (Redazione) dmuscarella@formula1.it (Ing.Daniele Muscarella) Aggiornamenti sportivi Formula 1 http://www.formula1.it/image/f1logosmall.png Formula1.it News http://www.formula1.it Come funzionano i freni di una Formula1 2019 https://www.formula1.it/news/6622/1/come-funzionano-i-freni-di-una-formula1-2019 Brembo spiega i tanti aspetti che coinvolgono l'impianto frenante di una monoposto di F1

]]>
Tue, 18 Jun 2019 15:23:45 +0000 https://www.formula1.it/news/6622/1/come-funzionano-i-freni-di-una-formula1-2019 http://www.formula1.it/admin/foto/come-funzionano-i-freni-di-una-formula1-2019-6622-1.jpg
Gp Francia 2019 - Anteprima https://www.formula1.it/news/6621/1/gp-francia-2019-anteprima Dopo essere tornato in calendario nel 2018, il Circuit Paul Ricard è pronto a ospitare l’ottavo gran premio della stagione 2019. Per questa gara - e per la quarta volta quest’anno dopo Australia, Cina e Azerbaijan - Pirelli ha nominato White hard C2, Yellow medium C3 e Red soft C4. Il Gran Premio di Francia, seguito da quella in Austria, inaugura il primo dei cinque back-to-back del 2019.

 

CARATTERISTICHE DEL TRACCIATO

TrackCaracteristics-2019-FR-IT

  • Rispetto al 2018, il circuito è stato ampiamente riasfaltato in quasi tutte le curve – per circa un terzo del giro. Il nuovo asfalto presenta caratteristiche simili al precedente e dovrebbe quindi consentire buone prestazioni.
  • L’asfalto è abbastanza liscio e i livelli di degrado dei pneumatici sono generalmente bassi. Potrebbe generarsi del degrado termico dato dalle temperature elevate in questo periodo dell’anno nel sud della Francia.
  • Il Paul Ricard enfatizza soprattutto i carichi laterali, anziché trazione e frenata. Per i Team dovrebbe essere più semplice trovare il giusto bilancio tra asse anteriore e posteriore, e di conseguenza far lavorare i pneumatici nella corretta finestra d’utilizzo, nonostante la presenza del lungo rettilineo del Mistral, interrotto da una chicane, che potrebbe raffreddare l’anteriore, oltre ad alcune brusche frenate.
  • Curva 13 è la seconda più impegnativa dell’anno in termini di carichi continui, dopo Curva 1 a Shanghai.
  • Nel 2018, la maggior parte dei piloti ha scelto una strategia a una sosta, influenzata anche dal periodo di safety car nei primi cinque giri.

 

MARIO ISOLA, RESPONSABILE F1 E CAR RACING

“Le tre mescole nominate per la gara in Francia rappresentano una scelta leggermente più conservativa rispetto al 2018, quando avevamo portato soft, supersoft e ultrasoft. Quest’anno non è presente in gamma l’equivalente della supersoft e la nomination dovrebbe consentire ai piloti di spingere al massimo da inizio alla fine di ogni stint. Così come per Barcellona e Silverstone, anche al Paul Ricard lo scorso anno erano presenti pneumatici con battistrada ridotto: ciò ci permetterà di fare un paragone diretto rispetto al 2018 sull’evoluzione delle monoposto. Nonostante il circuito francese sia stato largamente riasfaltato, non dovrebbero esserci molte differenze rispetto alle caratteristiche del tracciato. È solo la seconda volta in tempi recenti che si disputa qui un gran premio, quindi i dati a disposizione non sono molti. Uno dei nostri test in ottica 2020 si è disputato il mese scorso al Paul Ricard, ma su una configurazione più corta e diversa rispetto a quella utilizzata per il gran premio”.

 

ALTRE NOTIZIE DA PIRELLI

  • Per la seconda gara consecutiva dopo il Canada, Pirelli è title sponsor anche in Francia.
  • A differenza delle ultime gare, per il Paul Ricard i tre top team hanno fatto delle scelte praticamente identiche di set disponibili di mescole, con un’enfasi sulla soft. Unica eccezione per Max Verstappen, che ha selezionato un set in più di medium rispetto ai diretti rivali.
  • Proprio al Paul Ricard tornano in azione Formula 2 e Formula 3. Il primo test dei pneumatici da 18” per la Formula 2 2020 si disputerà questa settimana in Spagna, dopo lo shakedown del mese scorso al Mugello.
PRESSIONI MINIME ALLA PARTENZA (slick) CAMBER MASSIMO
PRESSURE 23,0 psi (ant.) | 20,0 psi (post.) -3,50° (ant.) | -2,00° (post.) CAMBER
]]>
Tue, 18 Jun 2019 12:03:32 +0000 https://www.formula1.it/news/6621/1/gp-francia-2019-anteprima http://www.formula1.it/admin/foto/gp-francia-2019-anteprima-6621-1.jpg
La Ferrari non molla: continua lo sviluppo, novità interessanti per il Gp di Francia https://www.formula1.it/news/6620/1/la-ferrari-non-molla-continua-lo-sviluppo-novita-interessanti-per-il-gp-di-francia I numeri siano impietosi c’è poco da dire.

Guardando le classifiche, i punti a disposizione e il grafico dei risultati fino ad oggi, l’idea di un recupero della Ferrari sembra più un concetto di fede che di razionalità. Ed anche le quote degli operatori del settore, come scommesse24.net, in qualche modo confermano che a scommettere su Vettel e sulla Ferrari è ben più di un rischio.

Eppure i ragazzi della rossa non hanno mollato. Arrivano notizie di un lavoro incessante a Maranello, senza pause e weekend liberi, ed in Francia dovrebbe arrivare un primo importante aggiornamento per ridurre il gap con l’astronave Mercedes.

Ormai è noto che una delle più grandi difficoltà delle rosse è raccogliere dati il venerdì che le consentano al sabato di mettere la monoposto nella giusta finestra di funzionamento degli pneumatici, problema che viene principalmente da una cattiva corrispondenza tra le modifiche al simulatore ed i riscontri in pista. Ebbene sembra che almeno questo problema sia stato risolto e già in Francia la configurazione aerodinamica sarà allineata ai dati del simulatore e della galleria del vento permettendo di lavorare meglio al setup ottimale tra venerdì e sabato.

In arrivo anche una nuova ala anteriore, sempre con filosofia outwash ma in grado di generare un maggiore carico aerodinamico rendendo l’inserimento nelle curve lente più stabile e preciso senza sacrificare troppo la velocità di punta che comunque è già tra i punti di forza della Rossa grazie ad una Power Unit che neanche Mercedes riesce ad eguagliare.

E proprio la potenza Ferrari sarà sotto osservazione FIA nei prossimi Gp dopo le non troppo velate dichiarazioni di Hamilton e Wolff increduli fini ad essere sospettosi in merito al gap di potenza con la loro, al momento, invincibile monoposto

]]>
Tue, 18 Jun 2019 11:45:48 +0000 https://www.formula1.it/news/6620/1/la-ferrari-non-molla-continua-lo-sviluppo-novita-interessanti-per-il-gp-di-francia http://www.formula1.it/admin/foto/la-ferrari-non-molla-continua-lo-sviluppo-novita-interessanti-per-il-gp-di-francia-6620-2.jpg
Torino è pronta per la quinta edizione del Motor Show di Parco Valentino: 19 - 23 Giugno 2019 https://www.formula1.it/news/6619/1/torino-e-pronta-per-la-quinta-edizione-del-motor-show-di-parco-valentino-19-23-giugno-2019 Lo spettacolo inizierà nel Cortile del Castello del Valentino, cuore pulsante della manifestazione dove per 5 giorni saranno esposti modelli speciali visibili al pubblico in possesso del biglietto elettronico gratuito scaricabile su www.parcovalentino.com. Proprio qui sarà allestita la pit lane riservata alle regine del motorsport che apriranno la President Parade di mercoledì 19 giugno alle ore 20: Ferrari Formula 1 126 C del 1984, March 761 del 1976, Tecno PA 123/3 del 1972 e Tecno PA 123B del 1973, CooperBRM del 1968, Surtees F5000 del 1971, Lamborghini Huracan GT3. Menzione speciale per un’altra monoposto, quella ospitata nello stand di Autoppassionati: la Formula 1 Alfa Romeo Racing di Giovinazzi e Raikkonen.

Grande soddisfazione da parte del presidente Andrea Levy: “Si tratta di un’edizione speciale di Parco Valentino, alla quale hanno creduto 54 brand che porteranno anteprime e novità di prodotto. Un’edizione da record, con la Parata di Formula 1 e la parata dei Presidenti come momenti più emozionali, e di anniversari che saranno celebrati, come quello dei 20 anni di Pagani, 110 anni di Bugatti, i 100 anni di Citroen, i 70 anni di Abarth, 60 anni di MINI, i 30 anni di Mazda MX-5, 25 anni di Fiat Coupè”.

Il pubblico potrà visitare gli stand di Parco Valentino 2019 entrando dai tre ingressi ufficiali: Villoresi, Nuvolari e Ascari, e anche in quest’edizione è confermato l’orario prolungato fino alle 24, da mercoledì 19 a domenica 23 giugno.

Il Motor Show Torinese si conferma essere al passo con i tempi e per questo motivo si è voluto dedicare ampio spazio al mondo della motorizzazione elettrica che verrà approfondito con il Focus Auto Elettriche che, rispetto alle precedenti edizioni, sarà spostato all’interno del Parco del Valentino e sarà realizzato in collaborazione con Enel X e Motor1. Queste le automobili esposte che saranno raccontate ai visitatori che potranno visionarle e provarle su strada sabato 22 e domenica 23 giugno: Audi e-tron, Nuova BMWi3, Jaguar I-Pace, Nissan Leaf, Kia e-Soul, Renault ZOE, DR3 EV, Hyundai Kona Electric, smart EQ fortwo, Volkswagen ID.3 1st, Mitsubishi Outlander PHEV, Hyundai Ioniq plug-in, Toyota Corolla full hybrid e Toyota Mirai. Un'occasione davvero unica per gli appassionati dell'elettrico e non per avvicinarsi a quelle auto che saranno con molta probabilità le protagoniste del nostro immediato futuro.

Il pubblico per essere sicuro di poter partecipare a tutti gli eventi e girare tutti gli stand, non deve far altro che visitare il sito www.parcovalentino.com e munirsi del biglietto elettronico gratuito che garantisce anche uno sconto Trenitalia e riduzione del biglietto d'ingresso nei più importanti musei di Torino. Di seguito una lista degli eventi più importanti:

Mercoledì 19 giugno 2019 - Giornata inaugurale

  • Ore 09.30 - Inaugurazione all'interno del Cortile alla presenza di rappresentanti delle case auto e istituzioni politiche con taglio del nastro attraverso un'auto a guida autonoma.
  • Ore 09.45 - Giro delle istituzioni tra gli stand, un saluto dei rappresentanti delle istituzioni politiche e automotive a presidenti e Ceo delle Case automobilistiche
  • Ore 14.30 - Tavola rotonda aperta a interventi organizzata da Pierluigi Bonora (il Giornale) e Valerio Berruti (la Repubblica) con Mario Cianflone (il Sole 24 Ore), Maurizio Donelli (Corriere della Sera) e Marco Scafati (Il Fatto Quotidiano). 
  • Ore 15.30 - Car Design Award, premio assegnato da Auto&Design al miglior design di auto di prodotto, concept car e language brand
  • Ore 17.00100 Km di Futuro, raccontare l'auto in un mondo che cambia. Ne parlano in un incontro veloce al Volante e Facebook.
  • Ore 18.00 - Premio Fondazione Claudio Nobis, riconoscimento riservato alla promessa del car design italiano.
  • Ore 18.15 - Parco Valentino Designers Award, premio conferito dal Comitato d'Onore Parco Valentino a Franco Scaglione (ritira il premio Giovanna Scaglione) e ai 100 anni di lavoro della Famiglia Stola per l'Automobile.
  • Ore 18.30 - Collector's Award, riconoscimento ai collezionisti internazionali le cui auto saranno esposte nel Cortile del Castello del Valentino.
  • Ore 20.00Formula 1 e President Parade
  • Ore 20.15Journalist Parade
  • Ore 20.30Supercar Night Parade

Sabato 22 giugno 2019 - Le parate in Via Roma

  • Ore 09.00 - Vetture storiche RACI partecipanti alla 125esima Torino - Asti - Torino 
  • Ore 11.00 - Parco Valentino Classic Parade
  • Ore 15.00 - Citroën 100 Years Parade
  • Ore 15.30 - Fiat Coupé 25th Anniversary Parade
  • Ore 17.00 - 457 Stupinigi Experience by Ruzza Torino
  • Ore 18.00Petrolicious Parade
  • Ore 19.00 - Dallara Stradale Parade
  • Ore 19.30Mazda MX-5 ICON’S DAY Parade

 Domenica  23 giugno 

  • Ore 10.00 - Gran Premio Parco Valentino
  • Ore 15.00 - Usa Cars Meeting
]]>
Mon, 17 Jun 2019 11:15:20 +0000 https://www.formula1.it/news/6619/1/torino-e-pronta-per-la-quinta-edizione-del-motor-show-di-parco-valentino-19-23-giugno-2019 http://www.formula1.it/admin/foto/torino-e-pronta-per-la-quinta-edizione-del-motor-show-di-parco-valentino-19-23-giugno-2019-6619-1.jpg
In Canada ha perso la F1. È questo lo sport che vogliamo? https://www.formula1.it/news/6618/1/in-canada-ha-perso-la-f1--questo-lo-sport-che-vogliamo Parliamoci chiaro.
In Canada, nel settimo round della stagione 2019, non ha perso la gara Sebastian Vettel, né tantomeno è stata vinta Lewis Hamilton.

No, la vera perdente di Montréal è stata la Formula Uno stessa, che ha incassato un brutto colpo, bruttissimo che non fa assolutamente bene alla sua immagine (a onor del vero già non molto forte).

Per la seconda gara consecutiva, di fatto, il risultato finale della gara è stato dettato da penalità inflitte in corso d'opera ai driver di volta in volta interessati (Canada con Vettel penalizzato, mentre a Monaco era toccata a Verstappen), e non da quello che è il verdetto della pista, da sempre ritenuto giudice supremo.

Sconfitta la F1, resta da decretare il "vincitore" di quella che è stata la gara Nordamericana, che arrivati a questo punto non può che essere il regolamento, ormai sempre più spesso tirato in ballo con la funzione di ago sulla bilancia per quanto riguarda i risultati.

Ma, ora, bisogna porsi (anzi dovrebbero farlo FIA, Liberty Media e team) un quesito fondamentale, che in qualche modo può tracciare le future linee guida di questo sport.

È preferibile una Formula Uno "old style", una giungla dove i piloti erano liberi di correre a proprio piacimento, liberi di far tutto pur di ottenere un risultato, governati da poche e poco restrittive regole, oppure è preferibile una F1 2.0 dove la parte racing viene subordinata al rispetto maniacale delle regole?

Personalmente non intendo esprimere un mio giudizio, ma mi limiterò alla semplice analisi di quella che sembra essere la volontà dei tifosi.

I fan infatti, sono sostenitori di una Formula Uno vecchio stile, con poche e chiare regole, dove vince chi taglia per primo il traguardo, e fieri oppositori dei mille cavilli regolamentari (sia in ambito sportivo che in ambito tecnico, anche se sulla parte tecnica andrebbe aperto un capitolo extra).

Ma va bene, i fan sono i fan, e la tendenza ad ascoltarli non è molto gradita oggigiorno, ma allora si guardino i dati degli ascolti e gli indici di popolarità dello sport.

E allora risulta chiaro che quello che i fan vogliono è quello che fa bene allo sport.
I dati infatti rivelano che l'apice di gradimento, ascolti e popolarità del Circus si è registrato o nei momenti di dominio Ferrari, o nei momenti dove le gare erano gare (vedi anni '70/'80/'90) con piloti liberi di correre, con manovre al limite, poche semplici regole e duelli rusticani dove il vincitore e il perdente erano decretati dalla pista e non dagli stewards.

Proprio quegli anni, come detto hanno portato la F1 ad essere l'opposto di quella di oggi, florida in termini di ascolti e sulla bocca di tutti, mentre oggi si sta vinendo una carestia di ascolti (dovuti però alla questione pay-tv sulla quale andrebbe aperto un altro capitolo extra) e è ben nota solo ai fedelissimi, tifosi di lunga data o giovani fan dotati di una passione esterna, metre non è più appetibile allo spettatore medio.

E non è più appetibile allo spettatore medio, e a causa dell'assurda complessità della stessa categoria (vedi gomme, regole tecniche, strategie, auto complesse) e a causa che molte volte quello che dice la pista non corrisponde a ciò che viene decretato dalla regole.

A questo punto, la F1, anzi Liberty Media che la gestisce, dovrebbe decidere quale delle sue strade imboccare, quella senza dubbio più popolare gradita ai racer e ai fan, garante di maggiore spettacolo e capace di fare appeal sui tifosi non proprio instancabili, oppure quella impopolare (ma rispettabile e condivisibile) di mettere le regole davanti a tutto e tutti, renendo però la categoria meno spettacolare e decisa talvolta a tavolino, rinnegando a questo punto anche se stessa, ciò che l'ha resa grande, visto che nell'immaginario collettivo degli appassionati sono ancora ben vivi duelli ed episodi molto molto al limite della legalità che hanno però reso lo sport popolarissimo (Ed anche qui andrebbe aperto un dibatto all'applicazione delle regole, visto che stesse infrazioni del regolamento sportivo vengono alle volte sanzionate e alle volte no).

Dunque, tirando una somma, è tempo delle decisioni nella sala dei bottoni della massima serie motoristica, è occorre farlo in fretta, perché alla lunga una, due, tre sconfitte pesanti come quella di Montréal potrebbero avere pesanti ricadute sullo sport, il quale, forse, una volta tanto dovrebbe mettere da parte la sua visione delle cose, per abbracciare le idee dei fan (che alla fine sono i veri giudici dello sport) e ribaltare la situazione ed iniziare, dall'incassare sconfitte, a inanellare vittorie, dal punto di vista meditatico, per rilanciare uno sport non certo lucente come un tempo, ma con al suo interno una quantità abnorme di potenziale.

]]>
Tue, 11 Jun 2019 13:35:07 +0000 https://www.formula1.it/news/6618/1/in-canada-ha-perso-la-f1--questo-lo-sport-che-vogliamo http://www.formula1.it/admin/foto/in-canada-ha-perso-la-f1-ma-e-questo-lo-sport-che-vogliamo-6618-1.jpg
Al di là dell'arbitro Moreno... https://www.formula1.it/news/6617/1/al-di-la-dell-arbitro-moreno Sulla decisione dei giudici di gara di penalizzare Sebastian Vettel molto si è già detto e molto si dirà; proviamo ad aggiungere qualche argomento di discussione

Una volta resosi conto del “lungo” dell’avversario, Hamilton aveva due possibilità; provare a passare all’esterno, approfittando della ridotta velocità della Ferrari, chiaramente scomposta, oppure incrociare le traiettorie e passare all’interno, sapendo che Vettel sarebbe stato inevitabilmente portato verso il muro; ha scelto la prima soluzione. Lo ha fatto apposta, per poi chiedere la penalità? Anche un 5 volte campione del mondo doveva fare questo calcolo una frazione di secondo, e a nostro parere Lewis non è il tipo da fare una cosa del genere. Resta comunque l’immediata chiamata alla direzione corsa di Toto Wolff, che dimostra come in Mercedes nulla si lasci al caso e nulla si tralasci per vincere, pur in un mondiale, probabilmente mai incominciato, a costo di sembrare poco sportivi

Resta però il danno procurato da Vettel, seppure non intenzionale; la decisione dei giudici è severa, discutibile, ma non scandalosa. Che la Mercedes, nell’era dell’ibrido, goda di attenzioni particolari, è indubbio, che i regolamenti spesso le sono stati cuciti addosso, è altrettanto evidente, che esistano precedenti, come Montecarlo 2016, in cui a parità di condizioni le decisione è stata diversa, ma non ne ha colpa Lewis, né Toto Wolff, e nemmeno il destino cinico e baro, se Vettel è arrivato lungo, e Hamilton ha dovuto alzare il piede per evitare la collisione.

E qui veniamo al punto che ai più sfugge, e che invece è fondamentale; anche su uno dei pochi circuiti, con gli attuali rapporti di forza, dove la Ferrari poteva vincere, essendo una pista essenzialmente di motore, il risultato è stato inferiore alle attese. Vettel ha ottenuto una grandiosa pole position, grazie ad un giro perfetto; e con una partenza altrettanto buona, e con la velocità di punta della SF90, a 22 giri dalla fine era in testa. Poi, ancora una volta, ha commesso un errore. Sei sul filo del secondo, e se vuoi vincere non puoi sbagliare. Hamilton a Monaco ha avuto Verstappen negli scarichi per 40 giri, ma non ha sbagliato, tra l’altro su una pista dove sbagliare significa al 90% ritiro. Purtroppo, la lista delle sbavature di Seb si allunga; dopo quelle del 2018, che sono probabilmente costati il mondiale, e dopo quella del Bahrein nel corpo a corpo con Hamilton (lo spiattellamento alla partenza di Baku non può essere considerato un errore), l’episodio di Montreal è costato una probabile vittoria; nessuno può sapere con certezza se Seb sarebbe riuscito a tenere dietro Hamilton (che dopo la penalizzazione dell’avversario non aveva più motivo di spingere a fondo), che con le gomme hard era 2-3 decimi più veloce del ferrarista; ma il punto è che Hamilton, quando è sotto pressione, non sbaglia mai.

E non sbaglia mai nemmeno la Mercedes, al contrario del muretto di Maranello; anche ieri, una strategia che non è esagerato definire insensata ha penalizzato Charles Leclerc; il pilota monegasco, in testa dopo i pit stop di Vettel ed Hamilton, viene tenuto in pista per 6 giri con gomme medie ormai finite, sperando forse in una safety car (?!?), o di essere più veloce nel finale; “se manteniamo questo ritmo, possiamo andare + lunghi”, il team radio trasmesso al monegasco, ma con “questo ritmo” perde invece un secondo al giro: riparte con 13 secondi di distacco da Hamilton (prima del pit stop era a 2.5), e considerato che taglia il traguardo a 5 secondi da Lewis, non è azzardato pensare che, fermandosi subito dopo la Mercedes, rallentata da Vettel e anche in difficoltà con i freni, nel finale potesse esserle a ridosso, stringendola a sandwich, e forse la storia della corsa sarebbe cambiata. Non dimentichiamo la grigia prestazione di Bottas, mai in lotta per la vittoria, e l’errore del sabato del muretto Red Bull, che ha costretto Verstappen a partire in quinta fila; quindi uno dei rari casi in cui due Ferrari combattevano contro un solo avversario. Ebbene, la vittoria non è arrivata nemmeno stavolta,

]]>
Mon, 10 Jun 2019 10:08:13 +0000 https://www.formula1.it/news/6617/1/al-di-la-dell-arbitro-moreno http://www.formula1.it/admin/foto/al-di-la-dell-arbitro-moreno-6617-1.jpg
Binotto conferma: presentato appello alla decisione dei commissari https://www.formula1.it/news/6616/1/binotto-conferma-presentato-appello-alla-decisione-dei-commissari Come oramai saprete tutti, i commissari hanno deciso di penalizzare Vettel di 5" per aver stretto Hamilton verso il muro mentre stava rientrando in pista dopo un'escursione sull'erba. La squadra non è d'accordo con questa decisione e Mattia Binotto (Team Principal e Direttore Tecnico Ferrari) ha confermato la scelta di presentare appello:
"Penalità? Non spetta a noi prendere queste decisioni, ci sono persone dedicate in questo ruolo, e sono loro a prendere i provvedimenti di cui noi possiamo solo prendere atto, e come potete immaginare non siamo d'accordo con le decisioni che sono state prese. Dal nostro punto di vista Seb non avrebbe potuto fare nient'altro rispetto a ciò che ha fatto, motivo per cui abbiamo deciso di appellarci alla decisione degli steward. Penso inoltre che Seb sia stato fortunato nel riuscire a restare in pista e non ho visto nessuna intenzionalità in ciò che ha fatto: era in testa alla corsa e ha cercato di mantenere la sua posizione, mi sembra abbastanza semplice. Non siamo d'accordo con la decisione dei commissari sportivi, e credo che ognuno di noi possa avere la sua opinione. Il pubblico dopo la gara ha espresso il suo parere in modo chiaro, e al di là degli spettatori credo che siano in moltissimi ad essere stati delusi dall’accaduto. Credo che ci siano state altre situazioni simili in passato che non sono state giudicate con gli stessi criteri, quindi non penso sia stata presa la decisione giusta”.

Questo invece un quadro sul potenziale della SF90 mostrato nel corso del weekend Canadese:
"È difficile prevedere le prestazioni, ma sappiamo che quello di Montreal è un circuito molto sensibile alla potenza, più simile al Bahrain che a Barcellona, quindi sapevamo che saremmo stati più vicini a Mercedes. Ma non avevamo elementi per capire quanto vicino saremmo stati, e le indicazioni delle prove di venerdì non sono state molto positive. Il miglioramento della pista ci ha aiutato, perché sessione dopo sessione è aumentato il grip, ed anche il lavoro che abbiamo svolto sul setup delle monoposto è stato nella giusta direzione. Ma sottolineo che la vettura è la stessa di Barcellona, visto che dalla tappa spagnola non abbiamo introdotto aggiornamenti, quindi i nostri punti deboli ci sono ancora. Dobbiamo lavorare e cercare di migliorare, perché ci aspettano piste molto diverse dal Canada".

]]>
Mon, 10 Jun 2019 09:47:45 +0000 https://www.formula1.it/news/6616/1/binotto-conferma-presentato-appello-alla-decisione-dei-commissari http://www.formula1.it/admin/foto/binotto-conferma-presentato-appello-alla-decisione-dei-commissari-6616-1.jpg
Tramonti a nord-ovest https://www.formula1.it/news/6615/1/tramonti-a-nord-ovest In Canada cala il sipario sul campionato di Formula 1 2019 e tramontano le speranze per la Ferrari di vincere un Gran Premio di qui a novembre.

Il risultato è che Hamilton (voto 9) vince anche quando non vince, il tutto per un episodio destinato a far discutere: quell’uscita di pista di Vettel che, nel rientro, lo ha costretto a rallentare per evitare il contatto. Subito si sono trovate le analogie con Montecarlo 2016, o con Spa-Francorchamps 2008. Noi una scena identica l’avevamo vista 25 anni fa ad Adelaide. C’era sempre un tedesco al comando e un inglese in seconda posizione. La differenza è che in quel caso il tedesco era più furbo dell’inglese e infatti nessuno dei due tagliò il traguardo, ma il primo vinse il mondiale con buona pace della FIA e dei suoi tanti detrattori…

Ora, sul fatto che Vettel non potesse fare diversamente c’è poco da discutere. Poco da discutere anche sul fatto che la manovra sia stata potenzialmente pericolosa per Hamilton. Quindi, a rigor di logica, la penalità è stata giusta: sbagli e paghi le conseguenze del tuo errore, come ha fatto Verstappen su Raikkonen lo scorso anno. Il problema semmai è un altro: che questo metro di giudizio vale solo per alcuni. Per altri, in particolare per la Mercedes numero 44, le penalità non esistono. Vi serve la prova? L’ultima penalità inflitta al campione in carica (non consideriamo quelle per motivi tecnici) è stata in Bahrain nel 2017 per aver guidato troppo lentamente dietro la safety-car. In compenso nel 2011 (a tanto bisogna risalire per trovare Mr Martello dietro la lavagna) se ne è cuccate la bellezza di 5.

Per Mr. 4 titoli del mondo questa si tratta della sesta penalità dal 2015, ossia da quando guida per la Ferrari. A pensar male si compie peccato, ma spesse volte ci si azzecca, diceva un vecchio statista…

Detto questo c’è poco da imputare a Seb (voto 10): la Ferrari, persino su piste considerate amiche dai soliti bene informati, non vale la Mercedes e guidare per quasi due ore ininterrottamente aggrappati al volante non è facile per nessuno. La stella a tre punte non sarebbe mai riuscita a passare il cavallino perché il miglior motore metteva al sicuro Vettel sull’unico vero punto di attacco. Visto che ci piace ricordare il passato, riavvolgiamo il nastro a Montreal 2003 e troviamo un podio in cui Schumacher vinse sul fratello per soli 7 decimi; Montoya, terzo, finì a 1.3 secondi dal primo posto; Alonso, 4, a 4,4 secondi. Anche in quel caso Maranello aveva dettato la legge sulla cavalleria.

L’unica sbavatura gli è costata molto cara, ma restiamo dell’idea che a Modena farebbero meglio a mettere in pista l’altra SF90, che è sicuramente più bella da vedere e probabilmente anche da guidare. Leclerc (6) ha vissuto un week-end nell’anonimato (avrebbe dovuto cercare di restare più vicino ai primi per infastidire Hamilton), anche se la strategia non l’ha aiutato, mentre Bottas (4) ha definitivamente gettato la spugna, arrivando a un minuto di distacco dal leader. Il suo compagno di squadra conduce la graduatoria con 29 punti di vantaggio, il che significa che, anche in caso di ritiro (impossibile) e di contestuale successo del finlandese continuerebbe a guidare il campionato: via libera agli ordini di scuderia con buona pace di gufo Ocon che hanno visto svolazzare di gioia dopo la bandiera a scacchi.

Bravo ancora una volta Max Verstappen (ormai lo scriviamo ad ogni GP: voto 8), ultimo dei piloti a pieni giri: più di così con la Red Bull di oggi non si poteva fare. Finalmente in ripresa il team Renault, nonostante i distacchi inaccettabili accumulati da Ricciardo (8) e Hulkenberg (8), sacrificato per l’occasione. la menzione della domenica se la prende Lance Stroll (9) che davanti al pubblico di casa ottiene un inatteso nono posto, domando persino il compagno di squadra Perez (6). Continua il periodo no dell’Alfa Romeo: il nostro Antonio (6 in fiducia) ha compromesso la gara con un testacoda, ma difficilmente l’avremmo visto in zona punti. Raikkonen (4) non pervenuto.

]]>
Mon, 10 Jun 2019 09:44:04 +0000 https://www.formula1.it/news/6615/1/tramonti-a-nord-ovest http://www.formula1.it/admin/foto/tramonti-a-nord-ovest-6615-1.jpg
Gp del Canada: solo un quinto ed un ottavo posto per la Red Bull https://www.formula1.it/news/6614/1/gp-del-canada-solo-un-quinto-ed-un-ottavo-posto-per-la-red-bull- Questo è veramente ciò che ci si attendeva da questa Red Bull in Canada? Certo è che sin dal venerdì Ferrari e Mercedes erano apparse essere fuori portata, però da Gasly ci si attende qualcosa di più... Verstappen pur partendo 9°, complice anche la partenza su gomma Hard che gli ha permesso di avere pista libera una volta che i rivali di fronte a lui sono stati obbligati ad effettuare la sosta, è arrivato 5° al traguardo dietro solo alle Rosse e alle Frecce d'Argento. Gasly invece, anche se è stato penalizzato dalla strategia che lo ha visto scattare al via su gomma Soft, è arrivato dietro ad entrambe le Renault (anche loro su Soft ad inizio gara). Come ammesso da lui stesso c'è ancora del lavoro da fare per potersi sentire a proprio agio all'interno dell'abitacolo... 

Max Verstappen (5°):
"È stata una guida controllata quella di oggi. Siamo rimasti fuori dai guai ad inizio gara e non c’era molto che potessi fare nelle fasi finali. Ho fatto un primo stint molto lungo e che ha funzionato abbastanza bene, e una volta fermati ho subito fatto fuori la Renault, e da lì ho tirato cercando di concentrarmi sulla mia gara ma non siamo stati abbastanza veloci tanto da agguantare i primi. È stato divertente fare un po’ di sorpassi e abbiamo preso un po’ di punti, ci aspettavamo di finire al quinto posto. Non è stato il nostro weekend migliore, mi piacerebbe fare di più ma bisogna lavorare sodo per colmare il gap a partire dalla prossima gara”.

Pierre Gasly (8°):
È stata una giornata piuttosto difficile, ma la macchina era buona, quindi è deludente finire in ottava posizione. Ci aspettavamo di più, ma abbiamo faticato con il traffico e siamo stati costretti ad andare dolcemente sui freni, il che ha compromesso il nostro lavoro. Dobbiamo analizzare il tutto e vedere cosa possiamo migliorare, ma devo anche lavorare duramente a cominciare dalla prossima gara. Spero di trovare più ritmo nella prossima corsa in Francia, a casa mia”.

]]>
Mon, 10 Jun 2019 09:07:43 +0000 https://www.formula1.it/news/6614/1/gp-del-canada-solo-un-quinto-ed-un-ottavo-posto-per-la-red-bull- http://www.formula1.it/admin/foto/gp-del-canada-solo-un-quinto-ed-un-ottavo-posto-per-la-red-bull--6614-1.jpg
Gp del Canada: a Hamilton non piace vincere in questo modo, ma intanto ringrazia... https://www.formula1.it/news/6613/1/gp-del-canada-a-hamilton-non-piace-vincere-in-questo-modo-ma-intanto-ringrazia La Mercedes ha ripetuto più e più volte ieri di non essere contenta di aver vinto in questo modo, ma ovviamente non può che accettare con il sorriso questo risultato. Hamilton vince la sua terza gara consecutiva e grazie al 4° posto di Bottas, costretto a partire sesto dopo una qualifica disastrosa, porta a 29 lunghezze il vantaggio sul suo dretto rivale. Per Lewis si tratta della 5° vittoria stagionale, mentre la Mercedes fa 7 su 7! Di seguito le dichiarazioni a caldo del Team.

Lewis Hamilton (1°):
"Meglio la battaglia in pista? È quello che stavo facendo. Se cerchi di spingere il tuo avversario a muro ricevi una penalità. Dal mio punto di vista io sarei andato contro di lui e avremmo fatto un incidente, quindi ho dovuto frenare. Io stavo facendo una traiettoria normale e non mi sarei dovuto trovare in una posizione così vicina ad un incidente e questo indica la sua responsabilità perché non ha fatto abbastanza per evitare un contatto, ho dovuto farlo io. Così facendo ho perso l’opportunità di superarlo. Non so cos’altro dire. Chiaramente io volevo vincere la gara in pista ed è per questo che stavo spingendo, anche dopo che ho saputo che ci sarebbe stata la penalità di cinque secondi ho spinto per prendermi la posizione. Io però scivolavo troppo dietro di lui. Bottas ora è a 29 punti? Non ci stavo pensando, sto cercando sempre di essere molto diligente, di fare prestazioni solide ogni fine settimana e sono molto contento delle prestazioni fatte in gara finora. Anche le qualifiche non sono state male questo weekend, non è stato il weekend più pulito che ho fatto, però possiamo dire che venerdì ero stato sotto il mio livello, sabato nella media e oggi abbastanza bene“.

Toto Wolff (Team Principal Mercedes):
"Questa situazione è difficile. C’è una regola che dice che si deve lasciare una macchina di spazio, ma anche noi vogliamo vedere gare dure. Per questo non c’è una ragione al 100% da una parte. Per la Mercedes al 60% la regola è così e la penalizzazione va bene. Se io fossi un tifoso italiano e della Ferrari lo vedrei in maniera opposta. C’è molta discussione, come nel calcio. Capisco la frustrazione di Sebastian. Ha vinto la gara in pista e l’ha persa con una penalità. Così è la vita. Ci sono decisioni a tuo favore e contrarie. Anche a me piace la lotta. Ma allora dobbiamo cambiare le regole, dicendo che si possono toccare, che non è necessario lasciare spazio per un’altra macchina se si va fuori pista. Io sono d’accordo per avere regole così, ma allora cambiamole. Per la situazione Ricciardo-Bottas volendo si può dare la penalità perché Daniel si è mosso due volte. Su Sebastian sono d’accordo che vogliamo vedere racing duro. Ma c’è una regola. È molto difficile per gli steward interpretare questa regola in un modo che piaccia a tutti.Oggi c’è una situazione che non piace ai ferraristi ed è ok per quelli della Mercedes. La prossima volta sarà diversa. Per prima cosa non mi piace chi fa i ‘buu’. Ne abbiamo visti molti anche contro Seb in passato e questo non mi piace. È una situazione di gara, non ci sono prigionieri. Le regole sono molto difficili da interpretare. Oggi abbiamo gli steward più professionali possibili. Sono persone con molta esperienza, con successi enormi nel motorsport. È chiaro che è una situazione molto emozionale“.

Valtteri Bottas (4° e giro veloce, Mercedes):
"Ho fatto un errore grave durante le qualifiche che ha reso tutto molto difficile. Ho faticato a superare Red Bull e Renault, ogni volta mi hanno chiuso e motore e freni erano al limite delle temperature. Una volta superati, avevo già perso troppo tempo per lottare per il podio, così abbiamo deciso di fare un altro pit stop per prendere il giro veloce. È bello prendere il punto extra, ma ho perso la gara in qualifica. In Francia ci aspettiamo una dura battaglia, è un circuito con lunghi rettilinei, quindi la Ferrari sarà ancora veloce”.

]]>
Mon, 10 Jun 2019 08:40:07 +0000 https://www.formula1.it/news/6613/1/gp-del-canada-a-hamilton-non-piace-vincere-in-questo-modo-ma-intanto-ringrazia http://www.formula1.it/admin/foto/gp-del-canada-a-hamilton-non-piace-vincere-in-questo-modo-ma-intanto-ringrazia-6613-1.jpg
Gp del Canada: Vettel secondo e arrabbiato con i commissari https://www.formula1.it/news/6612/1/gp-del-canada-vettel-secondo-e-arrabbiato-con-i-commissari La Ferrari presenterà appello contro la decisione dei commissari di gara che hanno punito Seb con una penalità di 5 secondi (e 2 punti sulla superlicenza) che lo ha obbligato a cedere la vittoria a Lewis Hamilton solo dopo aver tagliato il traguardo. Di seguito le dchiarazioni a caldo del team.

Sebastian Vettel (2°):
"La folla non deve fischiare Lewis. Ho apprezzato davvero la gara e il pubblico. Lewis è stato un po’ più veloce di me, ma siamo riusciti lo stesso a stare davanti. Credo di aver detto abbastanza, dovreste chiedere alla gente cosa ne pensa. Era stato uno spettacolo fantastico e Lewis mi ha dimostrato grande rispetto. Ma chiedete alla gente… Penalità? Io non credo che avrei potuto fare nulla di diverso, stavo cercando di sopravvivere e di tenere la macchina in pista. Ovviamente uscito dall’erba le gomme erano sporche ed io ero in lotta per cercare di riprendere la traiettoria e riprendere il controllo della macchina. Non so cosa avrei potuto fare di diverso in quel momento. È stato un momento molto breve, ho perso il posteriore in entrata, ho dovuto fare una correzione, sono finito nell’erba, ho avuto la fortuna di non girarmi, ho recuperato il controllo e quando riguadagnato la pista ho guardato lo specchietto e Lewis era proprio dietro. Ho avuto fortuna perché Lewis non ha deciso di prendere l’interno e di superarmi. Ma chiaramente non sapevo dove fosse, magari era troppo indietro. Ovviamente a quel punto tutto il vantaggio che avevo fino a quel momento era sparito. In quel momento era già difficile tenere il controllo. Non ho molto altro da aggiungere, sono incazzato, è un grosso peccato. Oggi non eravamo i più veloci, Lewis era il più veloce e dobbiamo accettarlo. Però abbiamo tagliato il traguardo per primi, avevamo fatto un pole incredibile ed eravamo riusciti a tenerlo dietro lottando con il coltello tra i denti per tutta la gara. Non mi importa del titolo in questo momento. Noi meritavamo di vincere oggi. Questo è il nostro parere, ma credo che sia stato anche il parere del pubblico. È stata una grande gara. Alla curva 2 non ho avuto il tempo di guardare, alla curva 10 però ho visto che il pubblico era scatenato. Sicuramente non si rende più popolare il nostro sport con questo tipo di decisioni, la gente vuole vederci gareggiare e quella è stata una manovra di una lotta in pista. Spero che la gente torni a vedere la gara, loro sono il motivo per cui gareggiamo“.

Mattia Binotto (Team Principal e Direttore Tecnico Ferrari):
"Per noi il vincitore morale è Seb. Ha passato il traguardo davanti a tutti, quello è l’importante. Basta ascoltare la folla e guardarsi attorno. Non siamo noi a decidere, c’è chi lo deve fare, però credo che si possa avere un’opinione diversa. Non credo che i commissari siano duri con la Ferrari, alcune volte sono stati buoni... Guardando le ultime gare ci sono però state altre situazioni come quella di oggi e il giudizio è stato diverso. Quello è il rammarico. Meritavamo di più come risultato ufficiale, reale, ma torniamo a casa con la convinzione di essere stati vincitori. Seb era inevitabilmente molto arrabbiato all’inizio, abbiamo cercato di calmarlo e adesso si è già calmato. È giustificato in questa occasione. È una gara difficile, c’è l’adrenalina, c’è il caldo, ha dato il massimo e sa di non aver commesso errori. Nel tornare in pista non c’era nulla di intenzionale. Giudica la penalità non corretta dal suo punto di vista. È stato un buon weekend, dopo la pole di ieri una bella gara oggi. Abbiamo dimostrato di poter essere competitivi, era importante. Torniamo a casa sicuramente motivati, anche più di prima. Sappiamo che ci sono ancora tante gare per mostrare il nostro valore e vogliamo tornare a vincere, anche se sarà dura. Charles sapeva che doveva gestire le gomme fino in fondo, in quel momento il bilancio della macchina è migliorato. Doveva spingere perché poteva sempre succedere qualcosa davanti. Ha fatto una bella gara tutto sommato”.

Charles Leclerc (3°):
“La penalità di Seb? Non ne sapevo nulla. La squadra non mi ha fatto sapere che Seb aveva una penalità di cinque secondi, quindi stavo solo cercando di spingere per raggiungere Lewis, ma non sapevo della penalità. Alla fine stavo facendo la mia gara, ma non ne ero a conoscenza. Penso che sia un peccato, perché credo che siamo stati molto veloci oggi. Dal primo all’ultimo giro, eravamo molto competitivi. Lo siamo stati nei primi giri, poi abbiamo preso il ritmo e da quel momento siamo stati molto veloci. È un po’ un peccato che abbiamo perso molto tempo dopo, ma fa parte del gioco, vedremo le prossime gare“.

]]>
Mon, 10 Jun 2019 08:17:32 +0000 https://www.formula1.it/news/6612/1/gp-del-canada-vettel-secondo-e-arrabbiato-con-i-commissari http://www.formula1.it/admin/foto/gp-del-canadavettel-secondo-e-arrabbiato-con-i-commissari-6612-1.jpg
Hamilton vince di penalità in Canada https://www.formula1.it/news/6611/1/hamilton-vince-di-penalita-in-canada Decisione controversa quella degli stewards che assegnano una penalità di 5 secondi al leader della corsa Sebastian Vettel regalando di fatto la vittoria a Lewis Hamilton.

Una gara con pochi sorpassi ma una gara bellissima. Non è una contraddizione, è la realtà di 70 giri in cui Vettel ed Hamilton hanno ingaggiato una battaglia regolata da un gap mai oltre 1 secondo. Ed è Vettel a vincere in pista questa battaglia, difendendosi e chiudendo ogni giro come fosse uno da qualifica per tenere dietro una Mercedes che in gara, con gomme hard, aveva un paio di decimi di vantaggio. Ma sul gradino più alto del podio ci va Lewis Hamilton perchè i giudici hanno ritenuto irregolare la manovra di Vettel che nel rietrare in pista dopo una sbavatura alla seconda chicane avrebbe "spinto fuori pista" la Mercedes di Lewis costringendolo a rallentare notevolmente.
La decisione a mio parere è insensata in quanto Vettel nulla a fatto per spingere fuori pista Lewis, ha solo tentato di mantenere in pista la sua Ferrari che con gomme sporche ovviamente scodava notevolmente. Una decisione che danneggia lo spettacolo e che infligge un'altro duro colpo alle chances mondiale della Ferrari. Anche i precedenti fanno storcere il naso ai tifosi Ferrari. Ricordiamo un Gp di Monaco (2016) in cui proprio Hamilton in testa commette una sbavatura alla chicane dopo il tunnel e rientrando in pista chiude la porta a Ricciardo. In quel caso nessuna penalità ad Hamilton.
Ed infatti Seb è nervosissimo a fine gara. Cambia i cartelloni con le posizioni davanti alle monoposto mettendo quello con "2" davanti alla Mercedes di Hamilton e sul podio tiene un piede sul gradino più alto...

Anche l'opinione di Jacques Villeneuve è su questa linea "una delle peggiori decisioni mai prese dai commissari!"

A chiudere il podio l'altra Ferrari di Charles Leclerc, anche lui autore di una buona gara, sicuramente migliore di quella dell'altro alfiere Bottas scomparso prestazionalmente a metà gara e che chiude la gara con un grande gap dai primi 3.

]]>
Sun, 9 Jun 2019 21:59:51 +0000 https://www.formula1.it/news/6611/1/hamilton-vince-di-penalita-in-canada http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-vince-di-penalita-in-canada-6611-1.jpg
Il tema per Windows 10 della stagione 2019 di Formula1 https://www.formula1.it/news/6610/1/il-tema-per-windows-10-della-stagione-2019-di-formula1 Grazie alle stupende immagini ad alta definizione offerte da Pirelli Media abbiamo realizzato il tema per Windows 10 della stagione 2019 di Formula1. Ovviamente sarà costantemente aggiornato. In questo primo pacchetto i primi 6 Gran Premi della stagione.

Come installare il tema gratuito per Windows 10 Formula1.it 2019

Installare ed applicare il pacchetto è estremamente semplice. Scaricate il tema per Windows 10 cliccando su questo link sicuro sui nostri server, estrate il file formula1it2019.deskthemepack dal pacchetto scaricato ed eseguite quindi l'installazione con un semplice doppio click sul file estratto.

Il tema cambia il colore principale del desktop (rosso) e propone in sequenza le bellissime immagini dei Gran Premi di questa stagione, dai podi ai momenti più importanti.

Troverete molte altre immagini ad alta definizione sulla nostra pagina facebook divise per album.

]]>
Sun, 9 Jun 2019 14:52:22 +0000 https://www.formula1.it/news/6610/1/il-tema-per-windows-10-della-stagione-2019-di-formula1 http://www.formula1.it/admin/foto/il-tema-per-windows-10-della-stagione-2019-di-formula1-6610-1.jpg
Vettel, che pole in Canada E adesso zitti tutti https://www.formula1.it/news/6609/1/vettel-che-pole-in-canada-e-adesso-zitti-tutti Ma come?
Dove eravamo rimasti?

Ah si, al "ha vinto solo con la miglior macchina", o al "la Ferrari faccia andare Leclerc", senza dimenticare il "È un debole mentalmente" (che fa il paio con "soffre troppo la pressione"), per chiudere con un "non è a livello di Hamilton".

Sono state queste le frasi più ricorrenti, dalla scorsa estate a questa parte, per descrivere Sebastian Vettel, etichettandolo come un pilota alla frutta, da buttare, non all'altezza della monoposto che guida, come un sopravvalutato.

Ma questo pilota, anzi Pilota (si con la P maiuscola, cari detrattori), non si è mai interessato troppo a tutte le cattiverie e frasi infondate dette sul suo conto dal 90% della stampa e da buona parte dei suoi presunti "tifosi", che cosi come lo hanno elogiato al suo arrivo in Rosso, quasi come un Messia, non hanno esitato un solo secondo nel condannare aspramente i suoi errori nel 2018, vedendo solo il bicchiere mezzo vuoto e non l'altra metà. 

Un trattamento che gli è stato riservato assolutamente immeritato, alla pari di quello destinato ad un rookie qualsiasi, e non certo adatto ad un quattro volte campione del mondo, che non ha fatto certo bene a Seb e che, insieme agli errori, difficili da accettare  (leciti quando ti giochi il titolo con una buona macchina ma NON la miglior macchina), non hanno fatto bene al suo morale e alla sua condizione psicologia ogni volta che si abbassa la visiera.

Ma come detto, questo Pilota non si è mai fatto abbattere da tutto ciò, dalle mille difficoltà affrontate, neppure quando si è visto negare la sua unica richiesta da quando è a Maranello, ovvero la riconferma di Kimi Raikkonen come compagno di squadra.
Anzi, si è visto affiancare Charles Leclerc, che tra i vari compiti dei quali è stato investito, ha indirettamente avuto la consegna di mettere pressione a Sebastian, che evidentemente ha visto vacillare la sua reputazione nel team, cosa che non dovrebbe accadere con un driver di questo calibro (anzi che non accade in nessun altro team).

Si perché, si chiede sempre il meglio senza se e senza ma, ad un Pilota che ha dei titoli in bacheca e che viene profumatamente pagato a suon di milioni, ma che da quando ha messo piede in Ferrari ha assistito a ben 3 rivoluzioni, non considerando, di fatto, il suo probabile smarrimento nelle tempeste politiche di Maranello. Una tempesta che non fa benena nessuno, tantomeno ai piloti, e che implica una mancanza di punti di riferimento per i driver nella squadra (vedere le parole di Hamilton sulla figura di Lauda, suo faro all'interno della Mercedes).

Ma malgrado gli errori, "Baby Schumi" non ha mollato, ed è andato avanti, assumendosi le proprie responsabilità quando necessario (errori 2018), superando i giochi di potere nrl team, e ultimo ma non meno importante, facendo fronte a Charles Leclerc, che con solo 27 gare alle spalle in F1 dovrebbe solo da imparare da lui, ma che viene ritenuto, su basi assolutamente irrazionali, migliore, e di molto, del pilota di Heppenheim, pronto a soffiargli il ruolo di prima guida e di idolo dei tifosi.

Ma, anche in questa occasione, come sempre Vettel si è rimbiccato le maniche (e senza l'aiuto del team perché ha sia subito che ottenuto ordini di squadra malgrado si sottolinei solo quano li ha ricevuti), e ha battuto Leclerc, 6-1 in qualifica e gara, parlando non a parole ma con i fatti.

Ma, ovviamente questo non basta, perché a dimenticare le magie si fa presto, ma a perdonare gli errori ci vogliono secoli, ed ecco che allora è sempre di moda la frase "Ma Hamilton è superiore".

Ma scherziamo?
E chi lo dice?
Cioe, da quando i due si sfidano per il titolo, Lewis Hamilton ha sempre avuto delle astronavi tra le mani, mente Seb sempre e solo delle buone auto si, ma inferiori alla Mercedes.
Ergo, la conclusione che Seb è inferiore a Lewis è assolutamente infondata, almeno fino a quando non saranno a partita di macchina per 21 gare e non per 5 o 6, perché fino ad allora uno sarà meglio dell'altro, e viceversa, solo in funzione delle performance delle monoposto.

Ma ecco che quando i tempi sul giro sono li, Seb non si rivela affatto scarso, anzi si rivela un gran bel pilota, un Campione capace di siglare una pole come quella di Montréal, strepitosa, fantastica e in grado di sopperire ad alcune, vistose, lacune del progetto SF90, prendensosi cosi, con classe la sua rivincita.

E con questa pole, che come era lecito aspettarsi, tutti i detrattori sono tornati sul carro del vincitore, tornando a celebrare di colpo Sebastian senza rammentare quanto detto nel recente passato.

E con questa pole, il quattro volte campione del mondo, Sebastian Vettel, ha zittito, in modo perentorio, tutti i suoi detrattori, perché si è rivelato più forte di Lewis Hamilton, e autore di un giro molto soldio, ma al contempo il Campione Ferrarista è stato anche più forte del tanto amato e celebrato team mate (a parità di pista, macchina, gomme e set-up).

Non solo, il pilota numero cinque Rosso, si è rivelato anche gran leader nel team Ferrari, capace di salvare il team in una gara dove erano attese risposte, e per finire si è rivelato gran manico in un monento clou della sessione, dimostrando di non essere né alla frutta, né tanromeno demotivato, capace di tirare fuori il coniglio dal cilindro quando è nelle condizioni adatte.

Ah, quasi dimenticavo, in questi anni difficili, si è anche dimostrato anche un grande uomo e un gran signore, capace di essere team player al 100%, non facendo mai una polemica per niente e capace di non abbattersi mai davanti davanti alle difficoltà, sempre pronto a rimboccarsi le maniche e affrontare i problemi, risolvendoli con il lavoro, facendo parlare per se, la pista e i risulati.

Quindi, zitti tutti cari detrattori di Sebastian Vettel, perché siete davanti ad un grandissimo Pilota, che ancora una volta, in Canada, ha fatto vedere di che pasta è fatto, mostrando la totale assurdità del trattamento che da 12 mesi ad oggi gli è stato riservato.

Ma tranquilli, oppositori più fieri e arroccati sulle vostre posizioni, perché anche voi verrete zittiti, perché se avrà una macchina degna di essere chiamata tale, Vettel porterà a buon fine, ne sono certo, quella che lui stesso definisce la Sua missione, cioè incere con la Ferrari, fugando una volta per tutte ogni cattiva voce sul suo conto.

E li, allora, nessuno potrà più dir niente.

Vai Seb, continua e non mollare mai, e continua a inseguire il tuo sogno!

 

]]>
Sun, 9 Jun 2019 08:36:45 +0000 https://www.formula1.it/news/6609/1/vettel-che-pole-in-canada-e-adesso-zitti-tutti http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-super-pole-in-canada-e-adesso-zitti-tutti-6609-1.jpg
Red Bull: Gasly vince per la prima volta il confronto interno contro un Verstappen 'sfortunato' https://www.formula1.it/news/6608/1/red-bull-gasly-vince-per-la-prima-volta-il-confronto-interno-contro-un-verstappen-sfortunato- Non un gran sabato quello di Verstappen: prova a superare il taglio della Q2 con gomme Medie al pari di Ferrari e Mercedes, ma a causa della scarsa competitività della sua vettura su questa mescola è costretto ad uscire negli ultimi istanti con la gomma rossa.L'Olandese stava ottenendo degli intertempi in grado di portarlo in Top Ten, quando Magnussen va a toccare il muro dei campioni e mette fine alla sessione. Gasly invece si toglie qualche soddisfazione partendo dalla 5° casella davanti anche a Bottas.

Pierre Gasly (5°, 1'11''079):
“Penso che le qualifiche siano andate abbastanza bene. Non ho avuto nessun problema e ho cercato di spremere la macchina al massimo. Ero abbastanza vicino al terzo posto, ma credo che partire dal quinto sia buono in vista della gara di domani e credo che possiamo essere contenti di questo. Eravamo molto vicini oggi e sappiamo che iniziare con le Soft sarà complicato, specialmente perché dovrebbe fare ancora più caldo rispetto a oggi, ma penso che renderemo la gara interessante da guardare. Spero di mantenere il ritmo e spingeremo il più possibile per sfidare i primi tre”.

Max Verstappen (11°, escluso in Q2, partirà 9° grazie alle penalità di Sainz Jr  di Magnussen):
"È stata semplice sfortuna, stavo facendo il giro proprio per migliorarmi e ho ricevuto la bandiera rossa davanti agli occhi. È stata sfortuna, c’era poco da fare. Gomma dura? Vedremo stasera, al momento non sono interessato a questo. Passo gara? Dovremmo andare bene, credo che possiamo recuperare posizioni ma lottare con Mercedes e Ferrari sarà molto dura domani”.

]]>
Sun, 9 Jun 2019 07:54:00 +0000 https://www.formula1.it/news/6608/1/red-bull-gasly-vince-per-la-prima-volta-il-confronto-interno-contro-un-verstappen-sfortunato- http://www.formula1.it/admin/foto/red-bull-gasly-vince-per-la-prima-volta-il-confronto-interno-contro-un-verstappen-sfortunato-6608-1.jpg
Qualifiche Mercedes: Lewis si arrende solo a Vettel, Bottas sbaglia ed è sesto https://www.formula1.it/news/6607/1/qualifiche-mercedes-lewis-si-arrende-solo-a-vettel-bottas-sbaglia-ed-e-sesto Hamilton ha costruito un gran giro nel T1 e nel T2, ma la Power Unit Ferrari ha permesso a Vettel di recuperare tuto lo svantaggio (che non era neanche elevato) nel T3 e di conquistare la Pole Position. Bottas invece abaglia il suo primo tentativo nel Q3 facendo un mezzo testa coda in curva-2. L'episodio condiziona a tal punto il Finlandese da non farlo andare oltre la sesta posizione. Wolff è comunque soddisfatto della prestazione dei suoi piloti, ma c'è un po' di preoccupazione per il problema verificatosi alla Power Unit (in Canada la Mercedes ha portato la Spec-2 che è stata montata su tutte le vetture fornite dal costruttore Tedesco) di Lance Stroll (Racing Point) nel corso della terza sessione di libere.

Lewis Hamilton (2°, 1'10''446):
“La Ferrari ha fatto chiaramente la differenza nell’ultimo settore. Potete iniziare a scrivere che hanno la ‘party mode’. Non so chi disse a Seb che avevamo il ‘party mode’, ma la loro velocità a fine rettilineo è stato l’aspetto che ci ha fatto perdere tanto tempo nell’ultimo settore. Per tutto il fine settimana hanno avuto un grande passo. Gran parte della loro velocità era data dai 6 decimi di vantaggio in rettilineo, perciò abbiamo lottato duramente nel fine settimana per provare a fare progressi. Sono davvero felicissimo per Seb. Ha fatto chiaramente un grande giro. Il ritorno della Ferrari è una notizia fantastica per il nostro sport. Io adoro lottare con un altro team e oggi eravamo molto vicini. Non ho idea di cosa potrà accadere in futuro. In certi momenti erano davanti a noi e ci siamo scambiati le posizioni per tutto il tempo. Spero che possa essere sempre così e che per loro possa essere il punto di svolta. Sarebbe fantastico avere una battaglia serrata per tutto il resto della stagione“.

Valtteri Bottas (6°, 1'11''101):
“Non sono sicuro di cosa sia accaduto, nel primo run ho fatto un errore perdendo la vettura in Curva 2. Credevo di poter comunque fare un buon giro, ma è andata male. Ho bisogno di guardarmi allo specchio e capire cosa sia andato storto. Di sicuro a Montréal si può superare e studieremo cosa si potrà fare a livello di strategia. Non mi arrendo“.

Toto Wolff (Team Principal):
"Bisogna rendere merito alla Ferrari, avevano la macchina più veloce e Sebastian ha fatto un giro sbalorditivo per essere in pole. Penso che abbiamo messo in pista una bella battaglia, Lewis ha avuto due parziali record, ma ha fatto un errore in rettilineo e per questo il suo giro non è bastato per essere davanti a tutti. Abbiamo qualche preoccupazione per il problema al motore della Racing Point, perché non sappiamo cosa sia realmente successo. Un motore in fiamme nel giro d’uscita… Dobbiamo investigare e incrociare le dita perché non si ripeta sulle nostre vetture“.

]]>
Sun, 9 Jun 2019 07:28:25 +0000 https://www.formula1.it/news/6607/1/qualifiche-mercedes-lewis-si-arrende-solo-a-vettel-bottas-sbaglia-ed-e-sesto http://www.formula1.it/admin/foto/qualifiche-mercedes-lewis-si-arrende-solo-a-vettel-bottas-sbaglia-ed-e-sesto-6607-1.jpg
Gran sabato per la Ferrari: Vettel in Pole, Leclerc terzo https://www.formula1.it/news/6606/1/gran-sabato-per-la-ferrari-vettel-in-pole-leclerc-terzo La Ferrari torna in pole con Sebastian Vettel nel Gp del Canada dopo una lotta serrata con Lewis Hamilton. Un errore al tornante toglie Leclerc dalla lotta per la pole position, ma partire dalla terza casella è pur sempre un gran risultato.

Sebastian Vettel (1°, 1'10''240):
"Sono molto tedesco, non voglio esagerare con le esaltazioni ma al tempo stesso non mi abbatto troppo quando le cose non vanno. Sicuramente questa è stata una grande giornata, sono contento del risultato ma dobbiamo tenere i piedi per terra perché abbiamo ancora tanto lavoro davanti a noi. Per oggi, però, sono felice per la squadra, abbiamo fatto qualcosa di eccezionale. Sarebbe stato bello avere anche Charles in prima fila con me, però dopo le ultime settimane è molto positivo un risultato come questo ed è importante essere lì quando c’è un’opportunità, sperando che domani ce ne sia un’altra. Oggi non so dire se la nostra macchina sarà in grado di vincere domani. Di sicuro è buono poter evitare le gomme Soft visto che partiremo con le Medium, ma poi vedremo cosa accadrà. Personalmente, sono contento di essere tornato in pole, mi godo questo momento con la squadra ma so che dobbiamo anche guardare avanti e cercare di preparare la gara più competitiva che possiamo. Sarà dura lottare con le Mercedes sul passo gara, sia con Hamilton che partirà accanto a me sia con Bottas, che sarà leggermente più indietro. Noi daremo tutto quello che abbiamo”.

Charles Leclerc (3°, 1'10''920):
"Ho commesso diversi errori, ma anche senza non credo che sarei stato in grado di battere Seb e Lewis. In Q1 il feeling era buono, poi è andato via via peggiorando, devo migliorare nel settare la macchina più per il Q3 che per il Q1 e anche nel leggere l’evoluzione della pista. Se ci sarà la possibilità di attaccare Lewis alla prima curva lo farò, ma non prenderò rischi inutili. Il passo venerdì era buono, spero di ritrovare quelle sensazioni domani in gara”.

Mattia Binotto (Team Principal e Direttore Tecnico):
"Siamo contenti della pole perché ci serviva. È stato un periodo non particolarmente felice e difficile. È quasi una sorpresa oggi, credo che non ce lo aspettavamo. Quando hai un competitor così forte qualunque sia il tracciato loro partono favoriti, con un vantaggio. Abbiamo però lavorato bene finora. I piloti hanno lavorato bene e così tutta la squadra. Vettel si è meritato la pole, è stato bravo ed è andato a cercarsela. Sapeva di averlo in tasca e l’ha tirato fuori quando serviva. Sappiamo che questo non dà punti, ma intanto è una bella soddisfazione. Siamo contenti per lui ma lo diceva lui per radio, anche per i nostri tifosi. Bottas è sesto, Verstappen undicesimo, ma la gara domani sarà dura. Farà caldo, prevedo che ci sarà degrado delle posteriori per tutti e sarà una gara lunghissima giro dopo giro. Dobbiamo stare concentrati, ma intanto godiamoci oggi. A domani ci penseremo. L’ambiente nella squadra è buono, tutti hanno voglia di far bene e credo che stiamo lavorando bene, anche se i risultati non l’hanno dimostrato. Lo spirito c’è ed è quello di rappresentare al meglio i nostri colori”.

]]>
Sun, 9 Jun 2019 07:17:24 +0000 https://www.formula1.it/news/6606/1/gran-sabato-per-la-ferrari-vettel-in-pole-leclerc-terzo http://www.formula1.it/admin/foto/gran-sabato-per-la-ferrari-vettel-in-pole-leclerc-terzo-6606-1.jpg
Gp Canada 2019 - Sainz penalizzato di 3 posizioni in griglia https://www.formula1.it/news/6605/1/gp-canada-2019-sainz-penalizzato-di-3-posizioni-in-griglia Oggi la McLaren ha ottenuto il miglior piazzamento in qualifica dal 2012. Sfortunatamente c'è stato un colpo di coda, con gli steward che hanno penalizzato Carlos Sainz per aver ostacolato Alexander Albon della Toro Rosso. Ciò significa che Sainz - che si era qualificato nono - è ora destinato a scendere al 12° posto in griglia nella gara di domenica a Montreal, anche se potrebbe ancora recuperare un posto se Kevin Magnussen sarà costretto a subire penalità per le riparazioni necessarie per ripristinare la sua Haas danneggiata nell'incidente in Q2.

Secondo gli steward, Albon era in un giro veloce quando si è avvicinato a Sainz, che stava guidando lentamente sulla traiettoria ideale alla curva 2. Sainz era in radio con i suoi tecnici in quel momento, parlando di pneumatici, ma i'avvertimento del team riguardo l'avvicinarsi del pilota thailandese è arrivato troppo tardi. Per questo motivo Albon ha dovuto abortire il suo giro.

Oltre alle tre posizioni in griglia, Sainz ha ottenuto un punto di penalità sulla sua Super Licenza

 "Domani non partiremo dove volevamo a causa di una penalità che ci rattrista", ha detto Sainz, "ma sono fiducioso che avremo buone possibilità di guadagnare posizioni e ottenere punti. Il nostro passo è stato incoraggiante, quindi non vedo l'ora che arrivi domani. Mi piace questa pista e saremo pronti a cogliere ogni opportunità".

]]>
Sat, 8 Jun 2019 23:38:37 +0000 https://www.formula1.it/news/6605/1/gp-canada-2019-sainz-penalizzato-di-3-posizioni-in-griglia http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-2019-sainz-penalizzato-di-3-posizioni-in-griglia-6605-1.jpg
E all'improvviso (finalmente) il lampo di Vettel. Pole in Canada https://www.formula1.it/news/6603/1/e-all-improvviso-finalmente-il-lampo-di-vettel-pole-in-canada Sembrava di assistere all'ennesima qualifica stagionale associata al solito paradigma che le Mercedes si nascondono nelle sessioni di prova e colpiscono in qualifica, ma a cambiare le cose ci ha pensato Seb. Il criticatissimo Seb ha piazzato un super tempo all'ultimo secondo del Q3 togliendo almeno per oggi il sorriso a Lewis e Toto che pregustavano l'ennesimo pre-successo ottenuto anche grazie alla nuova potente, ma forse fragile, Power Unit Mercedes.
E peccato che, sempre nell'ultimo tentativo, il piccolo monegasco Leclerc abbia commesso un errore al tornantino altrimenti tempi alla mano staremmo qui a parlare di una prima fila tutta Ferrari per la prima volta nella storia di questo Gp. Intanto i tifosi Ferrari possono festaggiare la prima Pole Position stagionale di Vettel.

Domani la Ferrari avrà un ulteriore vantaggio perchè Bottas partira solo in sesta posizione. Il finlandese si è girato nel primo tentativo del Q3 ed ha dovuto quindi fare un unico giro "sicuro" che gli è valso solo il stesto posto, sopravanzato da un incredibile Ricciardo e da Gasly. Sì Gasly, perchè Verstappen, l'alfiere di punta della Red Bull, è rimastro incastrato nel Q2 quando ha tentato di passare la sessione con gomma media e non ha potuto fare il suo giro con gomme soft a causa dell'incidente di Magnussen (a muro).

Dicevamo della nuova Power Unit Mercedes portata qui per contrastare l'innegabile superiorità di quella del Cavallino in un circuito dove la potenza può fare davvero la differenza. E sembrava esserci riuscita la Mercedes che a 10 secondi dalla fine vedeva Lewis in cima alla lista dei tempi, ma non è bastato. In un solo settore la Ferrari con Power Unit "usata" guadagna comunque quasi 5 decimi sulle Stelle d'Argento. Probabilmente però qualche piccolo problema di affidabilità manifestatosi nelle altre scuderie motorizzate Mercedes (vedi soprattutto Stroll nelle FP3) ha spinto i tecnici in grigio a non erogare tutto il potenziale della nuova Power Unit.

In ogni caso domani la Mercedes dovrebbe avere un passo gara leggermente migliore di quello Ferrari ed ha dimostrato di sfruttare meglio le gomme medie ed hard che probabilmente saranno usate per una strategia ad unica sosta (almeno per Ferrari e Mercedes che partiranno con le gomme medie gialle), ma la Ferrari di contro ha la possibilità di essere molto veloce nell'ultimo settore e quindi di non essere facilmente attaccabile nella zona dei sorpassi. Sarà comunque una gara molto interessante con tanti sorpassi e spazio per strategie differenti. E' questa la Formula 1 che vogliamo.

]]>
Sat, 8 Jun 2019 22:33:20 +0000 https://www.formula1.it/news/6603/1/e-all-improvviso-finalmente-il-lampo-di-vettel-pole-in-canada http://www.formula1.it/admin/foto/e-all-improvviso-finalmente-il-lampo-di-vettel-pole-in-canada-6603-1.jpg
Hulkenberg: il degrado delle gomme causerà subito molto traffico ai box https://www.formula1.it/news/6602/1/hulkenberg-il-degrado-delle-gomme-causera-subito-molto-traffico-ai-box Nelle prove libere del venerdì a Montreal molti piloti sono stati colpiti dall'estrema caduta prestazionale della gomma con mescola C5 più morbida, cosa che ci porterà quasi sicuramente ad assistere a una gara con due soste.

Hulkenberg in particolare ha espresso la sua opinione in merito dichiarando che se l'evoluzione della pista non dovesse aumentare in modo significativo potremmo vedere molte soste anticipate ai box all'inizio della gara di domenica.
"Ci sarà un ingorgo ai box al sesto giro", ha dichiarato ad Autosport in merito al comportamento della gomma morbida. "Dovremo mettere i semafori! Ma di solito, come anche oggi, la pista inizia in condizioni davvero pessime e migliora costantemente durante il giorno. Vediamo ogni anno che di domenica le cose vanno molto meglio rispetto a venerdì. Forse non sarà così male come sembra ora."

Anche il compagno di squadra, Daniel Ricciardo, ha dichiarato che stanno valutando una gara su due soste in base a quanto visto fino ad ora.
"La temperatura della pista sarà più calda domenica, quindi in questo fine settimana potremmo non vedere la facile strategia a sosta unica. Sono felice se sarà così perché qui puoi superare, quindi qualsiasi tipo di strategia a due soste creerà opportunità. Abbiamo visto anche un divario enorme tra le squadre. Sembra che alcune macchine possano lottare per un 1m17s alto e altre solo per 1m19s basso, quindi se saremo costretti a fare un'unica sosta vedremo differenze piuttosto grandi tra i team".

Pirelli ha calcolato che le squadre di testa potrebbero prendere in considerazione il tentativo di superare la Q2 con le gomme medie, e quindi evitare di usare le soft ad inizio gara, ma questo solo se il delta temporale tra le due mescole sarà inferiore a un secondo. Lo scarto attuale stimato da Pirelli tra le due mescole è di 0,8 secondi.
"Non è conveniente stare su una gomma morbida che si degrada", ha dichiarato il responsabile delle corse Pirelli Mario Isola.
"Questo è il motivo per cui credo che qualcuno cercherà di usare la media ad inizio gara. Ma se il delta è più di un secondo non sono sicuro che cercheranno di qualificarsi con le medie perché è un rischio troppo alto".

]]>
Sat, 8 Jun 2019 15:24:16 +0000 https://www.formula1.it/news/6602/1/hulkenberg-il-degrado-delle-gomme-causera-subito-molto-traffico-ai-box http://www.formula1.it/admin/foto/hulkenberg-il-degrado-delle-gomme-causera-subito-molto-traffico-ai-box-6602-1.jpg
Hamilton, cercavo il limite e ho sbagliato, lotterò per la pole https://www.formula1.it/news/6601/1/hamilton-cercavo-il-limite-e-ho-sbagliato-lottero-per-la-pole- Non è stata certo una giornata "alla Lewis Hamilton" quella del venerdì di Montréal per "The Hammer".

Una giornata caratterizzata da un errore, quello del cinque volte campione del mondo Britannico che lo ha costretto a saltar fuori dalla macchina con 60 minuti di anticipo rispetto al previsto, e che ha interrotto una striscia di weekend perfetti che da tempo non erano corredati da sbagli.

Un eccesso di fiducia, probabilmente, ha portato Lewis a toccare il muro all'uscita di curva 9, mentre stava spingendo con le gomme medie nel primo push della simulazione di qualifica.

Dopo essere tornato ai box, e aver compreso che non sarebbe più potuto tornare in pista, il Re Nero si è sottoposto alle domande dei media nel suo retrobox, ammettendo senza mezzi termini il suo errore:

Oggi sono finito dal preside mentre i miei compagni di classe hanno potuto continuare a seguire la lezione. Non mi ricordo un’altra occasione in cui ho praticamente saltato un’intera sessione di prove libere. Stavo cercando il limite con le gomme medie, ma ho commesso un errore finendo in sovrasterzo fino al contatto con il muro.

Un errore pesante si, perché non ha permesso al pilota numero 44 di portare a termine il secondo push con gomme soft e la simulazione di gara, ma che comunque non compromette affatto il fine settimana del Britannico, che sarà regolarmente al via della qualifica.

In una giornata per lui non certo positiva, Hamilton non ha comunque perso la fiducia, e si è detto ottimista nel guardare al prosieguo del fine settimana:

"Fortunatamente Bottas è stato in grado di portare avanti un gran lavoro nel resto del turno e potrò beneficiare dai dati raccolti dal mio compagno di squadra".

Nel male infatti, il team di Toto Wolff è stato fortunato nel ritrovarsi Valtteri Bottas con due set di medie a disposizione per effettuate un long run, in modo tale da permettere alla parte del box di Lewis di avere datiba sufficienza in ottica gara.

In conclusione, il campione del mondo in carica ha spiegato le ragioni per cui ha interrotto anzitempo il suo programma di lavoro, a causa dei danni al fondo e alla trasmissione (da prova e non di gara) sulla sua W10:

"Volevamo rientrare in pista, ma poi alla luce dei danni sul fondo della vettura il team ha preferito non rischiare. I miei meccanici ripareranno tutto e domani saremo pronti per le PL3 e per le qualifiche”.
 

]]>
Sat, 8 Jun 2019 10:40:13 +0000 https://www.formula1.it/news/6601/1/hamilton-cercavo-il-limite-e-ho-sbagliato-lottero-per-la-pole- http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-cercavo-il-limite-e-ho-sbagliato-lottero-per-la-pole--6601-1.jpg
GP CANADA - ANALISI LIBERE: le hard saranno le gomme ideali per la gara? https://www.formula1.it/news/6600/1/gp-canada-analisi-libere-le-hard-saranno-le-gomme-ideali-per-la-gara La Ferrari in Canada, come era prevedibile alla vigilia, è competitiva ma solo oggi capiremo se sarà abbastanza veloce per ottenere la pole position e se avrà il passo per cercare di andare ad ottenere la prima vittoria stagionale.


Le prove libere, disputate su una pista molto calda e sporca, si sono concluso con Leclerc davanti a Vettel con la Mercedes di Bottas al terzo posto. Tra i migliori manca Hamilton che ha interrotto anzitempo le prove per una toccata alla curva 9 che gli ha provocato dei danni al fondo della sua W10. Anche Verstappen ha "baciato" il muro dei campioni e per questo lo troviamo parecchio indietro in classifica. Secondo Marko il passo della Red Bull è in linea con quello della Ferrari ma, purtroppo, si sentono ancora lontani dalla Mercedes.


Stupisce il quarto tempo ottenuto dalla McLaren di Sainz che si è dimostrato anche particolarmente veloce anche nei long run. Secondo Andreas Seidl la Mclaren è stata velocissima specialmente nella simulazione di gara con gomme soft dove ha accusato un'usura degli pneumatici inferiore rispetto a team come Ferrari e Mercedes.


Simulazione di qualifica - Ferrari potrà lottare per la pole position? La Ferrari vista in Canada è sicuramente più competitiva rispetto a quella vista a Barcellona e a MonteCarlo. La pista, a differenza delle precedenti due, esalta le caratteristiche del progetto SF90 e ne nasconde i limiti che invece venivano evidenziati sia in Spagna che sulle stradine del Principato.


Se analizziamo i tempi possiamo notare che, la SF90, nella giornata di ieri, ha fatto la differenza specialmente nel terzo settore dove ha guadagnato parecchi decimi nei confronti di Bottas. I piloti Ferrari sono sembrati più soddisfatti rispetto alle ultime due gare ma sono convinti che il divario che li separa dalla Mercedes sia ancora piuttosto elevato. Dalle analisi del GPS, Mercedes, continua a perdere parecchio tempo nei rettifili ma continua a guadagnare nelle curve. Se nelle qualifiche la W10 riuscirà a limitare il tempo perso sul dritto avrà buone chance di ottenere la pole position.


Nel primo tentativo, con gomme più dure, Mercedes era stata la più veloce ma in questa occasione i piloti della Rossa erano piuttosto bassi di potenza. Vettel e Leclerc hanno utilizzato il motore endotermico specifica 1 mentre nella giornata odierna ritorneranno ad utilizzare la specifica 2 con il nuovo turbocompressore e MGU-H. Mercedes, invece, ha utilizzato in entrambe le sessioni la nuova Power Unit e solo nelle qualifica di oggi riusciremo a scoprire il reale potenziale di questa nuova unità.


Simulazione gara - La hard sembra il compound migliore In simulazione gara sia Mercedes che Ferrari hanno sofferto molto con la gomma soft e per questo motivo, se la pista migliorerà nella giornata odierna, è facile che questi due team cercheranno di qualificarsi in Q2 con le medie.


Il grafico in basso ci mostra l'innalzamento dei tempi di Bottas e Vettel con le soft. Sicuramente il long run di Vettel con le soft è stato migliore rispetto a quello di Bottas ma, entrambi, hanno sofferto di surriscaldamento delle posteriori. Molto più costante, invece, il passo di Leclerc con le medie.

 

Quando Bottas ha montato le hard la Mercedes ha iniziato a volare girando con un passo ottimo che la Ferrari con Vettel non è riuscita a mantenere nonostante una vettura più scarica di benzina (il 1°stint di Bottas è stato di 9 giri contro i 14 di Vettel).


Il comportamento della Ferrari con le hard non lo abbiamo visto in quanto entrambi i piloti hanno portato in pista un solo set che è quello obbligatorio per regolamento. Quindi, la Rossa, dovrà programmare le sue strategie alla"cieca" in quanto arriverà in gara senza avere nessun riferimento utile con questa gomma.

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Sat, 8 Jun 2019 10:13:51 +0000 https://www.formula1.it/news/6600/1/gp-canada-analisi-libere-le-hard-saranno-le-gomme-ideali-per-la-gara http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-analisi-libere-le-hard-saranno-le-gomme-ideali-per-la-gara-6600-1.jpg
Libere Canada: mattina d' argento, bagliori rossi nel pomeriggio https://www.formula1.it/news/6599/1/libere-canada-mattina-d-argento-bagliori-rossi-nel-pomeriggio Due sessioni di libere di segno opposto in Canada, la prima dominata da Mercedes, la seconda in cui si intravedono bagliori Rossi emergere dal polverone di Montréal. Vediamo nel dettaglio:


- FP1


Come appena accennato, la prima protagonista del weekend canadese è stata la polvere, inaccettabili le condizioni della pista all’inizio della prima sessione, le auto alzavano nuvole che parevano nebbia.Per il resto, la cronaca è molto scarna: le Mercedes non patiscono nemmeno questo stato del circuito e stanno agilmente davanti con Hamilton e Bottas, il finlandese distacca il terzo, Leclerc, addirittura di 9 decimi e mezzo.


Rimangono un paio di episodi da riferire: un errore di Antonio Giovinazzi in uscita di curva 9 che esagera nel prendere il cordolo alto interno venendo proiettato in direzione opposta: botta al posteriore e prime libere finite per il pilota di Martina Franca. Poi, poco prima dello scadere del tempo, Bottas lamenta un guaio idraulico nella pressione del carburante, torna ai box ma subito dopo dichiara di non aver sentito alcun problema e, al contrario, di avere buonissime sensazioni.


Da riportare per dovere di cronaca che Williams ha schierato il giovane pilota di casa Latifi, al posto di Kubica; proprio lui segnala la presenza di una marmotta in pista, cosa non inusuale nel contesto canadese. Guardando alla classifica finale, da sottolineare un buonissimo Sainz su McLaren settimo (bene anche il suo compagno Norris, undicesimo), ottimo anche Raikkonen sesto con la sua Alfa Romeo Racing e un buon segnale arriva anche da Ricciardo, ottavo su Renault.


- FP2


Si inizia sotto un vento fastidioso e dopo meno di un quarto d’ora, anche il pomeriggio canadese pare destinato ad andare come la prima ora e mezza, ma in fretta cambia tutto: Hamilton commette un errore di irruenza in curva 9, prende in pieno il salsicciotto all’interno e, cercando di riprendere la sua Mercedes con un traverso spettacolare, non riesce ad evitare l’impatto contro il muro, secco nel posteriore destro: foratura, riesce a tornare ai box ma ha il fondo danneggiato, sessione terminata per lui.


Bottas segna il miglior crono, ma subito dopo, prima Vettel e poi Leclerc vanno in testa con due buonissimi giri, 1:12.177, il tempo del monegasco. Per il resto, domina l’incognita gomme: tutti i team lamentano surriscaldamento posteriore, più di tutti Mercedes con Bottas: con le rosse il finlandese non migliora nella simulazione qualifica e, in quella gara, accusa un degrado notevole. L’incremento delle temperature fa salire le quotazioni della gomma bianca, la hard, da segnalare che Ferrari ne ha scelto un solo treno per entrambi i piloti. Si fa strada l’ipotesi come strategia ad una sosta per la gara, l’abbinata media/hard. Mettendo insieme questi tasselli, è evidente come gli pneumatici saranno di nuovo un fattore chiave per questo fine settimana.


Un errore arriva anche da Verstappen che lascia la sua firma sul muro dei campioni con un deciso “bacio”, per cui non potrà più continuare: problema di sottosterzo per l’olandese. Miglior pilota di giornata un bravissimo Sainz che migliora ancora di più la sua prestazione della mattinata, piazzandosi in quarta piazza; bene anche Magnussen, subito dietro allo spagnolo, con la Haas.

 

Domani vedremo quanto questa simulazione di qualifica che ha visto Ferrari davanti, sia veritiera nei valori espressi, considerando l’incremento di mappature, specie in Q3.


Autore: Elisa Rubertelli - @Nerys__

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Sat, 8 Jun 2019 10:08:13 +0000 https://www.formula1.it/news/6599/1/libere-canada-mattina-d-argento-bagliori-rossi-nel-pomeriggio http://www.formula1.it/admin/foto/libere-canada-mattina-d-argento-bagliori-rossi-nel-pomeriggio-6599-1.jpg
Verstappen e Gasly si vedono alle spalle di Mercedes e Ferrari https://www.formula1.it/news/6598/1/verstappen-e-gasly-si-vedono-alle-spalle-di-mercedes-e-ferrari Solito venerdì anonimo per Pierre Gasly, mentre seppure Max abbia mostrato di poter battagliare con la Ferrari nel corso della sessione del mattino, un errore al pomeriggio non gli ha permesso di ottenere un tempo in grado di far vedere il suo reale potenziale. La Red Bull sarà tranquillamente la terza forza qui in Canada, ma secondo i piloti sarà difficile vedere un duello con Mercedes e Ferrari come accaduto a Monaco.

Max Verstappen:
"La toccata a muro? Non stavo cercando il limite, ma ho avuto problemi di sottosterzo in quel punto e sono finito a muro. È andata così e non si può più cambiare. Nel pomeriggio è andata meglio, penso di aver fatto un bel giro sulla gomma Dura, poi sono uscito anche con le Soft e tutto è sembrato abbastanza discreto. Non per la prima posizione ma per la quarta. Purtroppo non ho concluso il giro ma nel long run siamo stati competitivi”.

Pierre Gasly:
"Mi mancava il grip in generale, è stato piuttosto difficile oggi. Nelle PL1 abbiamo testato tante cose e dobbiamo analizzare esattamente cosa sia stato positivo e cosa negativo. Credo però che oggi sia stata una giornata abbastanza difficile, dobbiamo lavorare sodo stasera. È solo venerdì, domani avremo molta più prestazione dopo aver analizzato i dati. Non so se saremo in grado di essere in lotta con Ferrari e Mercedes. Sarà difficile ma ce la metteremo tutta”.

]]>
Sat, 8 Jun 2019 08:19:48 +0000 https://www.formula1.it/news/6598/1/verstappen-e-gasly-si-vedono-alle-spalle-di-mercedes-e-ferrari http://www.formula1.it/admin/foto/verstappen-e-gasly-si-vedono-alle-spalle-di-mercedes-e-ferrari-6598-1.jpg
Il venerdì Mercedes: Hamilton a muro nel pomeriggio, Bottas porta a termine il lavoro https://www.formula1.it/news/6597/1/il-venerdi-mercedes-hamilton-a-muro-nel-pomeriggio-bottas-porta-a-termine-il-lavoro Dopo una partenza scoppiettante nella sessione del mattino, dove Hamilton e Bottas avevano staccato di quasi un secondo la concorrenza, Lewis si prende qualche rischio di troppo al pomeriggio e al termine del suo primo stint su mescola Media va a muro danneggiando il fondo e mettendo fine anzitempo alla sua sessione. Il terzo tempo di Bottas nelle seconde libere potrebbe essere figlio dell'errore di Hamilton: magari il finlandese e la squadra non hanno voluto prendersi rischi inutili e hanno deciso di effettuare una simulazione di qualifica buona ma non eccezionale per poi concentrarsi sul ritmo di gara.

Lewis Hamilton:
Oggi sono finito dal preside mentre i miei compagni di classe hanno potuto continuare a seguire la lezione. Non mi ricordo un’altra occasione in cui ho praticamente saltato un’intera sessione di prove libere. Stavo cercando il limite con le gomme Medie, ma ho commesso un errore finendo in sovrasterzo fino al contatto con il muro. Fortunatamente Bottas è stato in grado di portare avanti un gran lavoro nel resto del turno e potrò beneficiare dai dati raccolti dal mio compagno di squadra. Volevamo rientrare in pista, ma poi alla luce dei danni sul fondo della vettura il team ha preferito non rischiare. I miei meccanici ripareranno tutto e domani saremo pronti per le PL3 e per le qualifiche”.

Valtteri Bottas:
“È stata una giornata decisamente divertente, con una pista in continua evoluzione. Dobbiamo migliorare un po’ il bilanciamento, perché nelle PL2 abbiamo trovato prestazione perdendo però un po’ di stabilità. Il nuovo motore non ha dato uno step sensibile, ma si fa comunque sentire e su questa pista è un gran piacere. Sul giro singolo la Ferrari ha dimostrato di poter essere della partita, mi aspetto una qualifica molto tirata”.

 

]]>
Sat, 8 Jun 2019 08:02:00 +0000 https://www.formula1.it/news/6597/1/il-venerdi-mercedes-hamilton-a-muro-nel-pomeriggio-bottas-porta-a-termine-il-lavoro http://www.formula1.it/admin/foto/il-venerdi-mercedes-hamilton-a-muro-nel-pomeriggio-bottas-porta-a-termine-il-lavoro-6597-1.jpg
GP Canada, Ferrari presente a metà, Mercedes in agguato https://www.formula1.it/news/6596/1/gp-canada-ferrari-presente-a-meta-mercedes-in-agguato- Ferrari, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto nel venerdì Canadese?

Difficile da dire, poiché è alquanto difficile valutare la giornata della Ferrari sul circuito di Montréal, tanto che verrebbe da dire semplicemente bicchiere pieno a metà.

Pieno a metà, poiché le due SF90 di Sebastian Vettel e Charles Leclerc si sono rivelate molto forti, o meglio a livello Mercedes, nella simulazione di qualifica sulla pista che sorge sul fiume San Lorenzo, ma che non si sono rivelate altrettanto performanti nella simulazione gara, incamerando un bel gap dalla Mercedes del superstite Valtteri Bottas.

Nel box diretto da Mattia Binotto, i tecnici saranno chiamati ad una notte movimentata per provare a trovare la quadra a questa giornata a due facce, per mettere in pista domani una monoposto in grado di fare bene sia in qualifica che in gara e non una vettura che funziona al 50%, visto che una vettura forte in qualifica, retrocede poi in gara, (specie sul circuito dedicato a Gilles Villeneuve dove si sorpassa facilmente), e al contempo una vettura veloce in gara, difficilmente può ribaltare una situazione di uno-due di un team avversario se il gap si sviluppa sul filo dei centesimi di secondo.

Gli uomini del team Italiano dovranno, di fatto, estrarre ancora della performance dalla vettura, e giungere ad un compromesso di set-up tale da permettere a Charles e Seb di avere una vettura veloce e sul giro secco e sulla distanza, per ben figurare sulla pista (sulla carta amica) dell'isola di Notre Dame.

Pista amica si, per la SF90, che ben dovrebbe adattarsi ai lunghi rettilinei di questo tracciato semi-cittadino, che dovrebbe premiare le ottime doti motoristiche e il poco drag della Rossa, che però per fare bene, dovrà vedersela con i soliti noti, Lewis Hamilton e Valtteri Bottas e la loro Mercedes W10.

La Mercedes dal canto suo non si è fatta trovare impreparata, visto che Bottas ha chiuso il suo giro veloce a poco più di 0.1 secondi da Charles Leclerc, leader di giornata, mentre Lewis Hamilton ha concluso anzitempo la sua giornata a causa di un contatto contro un muro, in sesta piazza con un gap di 0.7 secondi dal leader.

Un giro, quello dall'inglese, che non ci da, almeno apparentemente il suo potenziale, visto che è stato fatto segnare con pista ancora abbastanza "green" e con gomme medie, che stando ai delta forniti da Pirelli dovrebbero essere 0.5, 0.6 secondi più lente delle Soft (quelle dei primi tre).

Ed ecco che allora, con un'ardita operazione matematica, il potenziale di Lewis si ricava facilmente, sottraendo al suo gap dal Monegasco della Ferrari il delta fornito da Pirelli, si giunge ad un gap virtuale di 0.1, 0.2 secondi dalla Ferrari numero 16.

Molto molto più solide e veloci sono state invece le W10 sul passo gara, dove Bottas ha rimarcato l'ormai nota differenza cronometrica tra la vettura di Brackley con quella di Maranello, anche se ha evidenziato dei problemi di surriscaldamento sulle gomme posteriori, sinotomo forse, di un long run abbastanza spinto e non in gestione come si potrebbe pensare.

Opache invece le Red Bull di Max Verstappen e Pierre Gasly, che hanno concluso il lavoro in 11° e 12° piazza, attardati dai primi, pagando molto probabilmente lo scotto di una Power Unit Honda non ancora a livello della concorrenza, visto che quella di Montreal è il primo vero banco di prova per i vari propulsori, anche se ne siamo più che certi domani saranno almeno in 5° e 6° piazza a ridosso dei primi quattro.

Benissimo incece Carlos Sainz, che ha piazzato la sua McLaren in quarta posizone, dando prova del suo enorme talento (riprendendosi i gradi di capitano nel team a scapito del rookie Lando Norris), e certificando un processo di crescita del team di Woking, ormai quarta forza nel Mondiale.

Per finire, va segnalato l'ulteriore passo indietro del team Alfa Romeo Racing, che da Barcellona sembra essere disperso, visto che Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi sono tornati a navigare nelle retrovie, dalle quali con molta fatica il team di Hinwil si stava risollevando.

]]>
Sat, 8 Jun 2019 07:57:02 +0000 https://www.formula1.it/news/6596/1/gp-canada-ferrari-presente-a-meta-mercedes-in-agguato- http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-ferrari-presente-a-meta-mercedes-in-agguato--6596-1.jpg
Ferrari al top nelle seconde libere Canadesi, ma Vettel e Leclerc non si illudono... https://www.formula1.it/news/6595/1/ferrari-al-top-nelle-seconde-libere-canadesi-ma-vettel-e-leclerc-non-si-illudono Dopo una prima sessione in cui la Mercedes aveva dominato staccando Leclerc (3°) di quasi un secondo, al pomeriggio si è vista una Ferrari molto più competitiva, terminando al top con Charles e Sebastian in prima e seconda posizione. Segno questo che al mattino la squadra Italiana si era concentrata su un altro tipo di lavoro rispetto alle Frecce d'Argento. Nonostante ciò, i portacolori del Cavallino non sembrano farsi illusioni, il gap dalla Mercedes è importante e non sarà facile stare davanti in qualifica.

Sebastian Vettel:
"La pista è scivolosa e sporca, migliorerà e bisognerà essere bravi ad evolvere di pari passo con il tracciato. È stata una sessione interessante, la gomma Soft nella simulazione di passo gara non è durata a lungo e se vogliamo mettere la macchina in una buona posizione ci sarà da lavorare. Sul giro secco sembra che siamo stati competitivi, ma c’è ancora gap da recuperare sulla Mercedes”.

Charles Leclerc:
"Abbiamo migliorato dalle PL1 alle PL2, sono sicuro che Mercedes ne ha di più, ma qui su questa pista la nostra velocità di punta ci può aiutare. Il passo gara con le gomme Medie è andato abbastanza bene, ma con le alte temperature la macchina era difficile da guidare. Il non aver utilizzato la gomma Dura perché ne abbiamo portato un solo set non mi preoccupa, abbiamo abbastanza dati raccolti su questa mescola per poterla montare in gara”.

]]>
Sat, 8 Jun 2019 07:46:05 +0000 https://www.formula1.it/news/6595/1/ferrari-al-top-nelle-seconde-libere-canadesi-ma-vettel-e-leclerc-non-si-illudono http://www.formula1.it/admin/foto/ferrari-al-top-nelle-seconde-libere-canadesi-ma-vettel-e-leclerc-non-si-illudono-6595-2.jpg
Toto Wolff: Non aspettiamoci un grande miglioramento dal nuovo motore... https://www.formula1.it/news/6594/1/toto-wolff-non-aspettiamoci-un-grande-miglioramento-dal-nuovo-motore Il fine settimana cadanese è iniziato a mille per la Mercedes, con le due frecce d’argento subito in palla. Pochi giri di pista per far capire a tutti che ancora una volta il team da battere è quello di Brackley. Durante le FP1 la semplicità con la quale sono arrivati i tempi in costante miglioramento giro dopo giro si è palesata immediatamente, dimostrando lo strapotere tedesco nel gestire la finestra di utilizzo degli pneumatici. Con una pista molto sporca Hamilton e Bottas non hanno sofferto nessun problema nel gestire le coperture, a differenza della Ferrari che proprio non ne voleva sapere di stare bene in pista.


Nel settimo round del 2019 una delle novità in casa Mercedes è l’introduzione per primo step evolutivo del motore, in concomitanza di una pista dove la potenza risulta una delle caratteristiche fondamentali per essere competitivi. Toto Wollf, presente alla consueta conferenza stampa dedicata ai team manager del venerdi, ha parlato della nuova specifica, senza fare voli pindarici mantenendo i piedi ben piantati per terra.


Ecco le sue parole...


"Speriamo che la nuova power unit sia migliore in termini di specifica, ma probabilmente si noterà maggiormente la differenza grazie al propulsore più fresco. Non dobbiamo aspettarci una grande miglioria, visto che estrarre più cavalli mantenendo il delicato equilibrio con l'affidabilità è un'impresa ardua"


Rispondendo a una domanda generica sullo sviluppo della monoposto in tutte le aree Toto ha le idee molto chiare, spiegando come a Brackley si lavori specialiste duro senza mai mollare.


Ci sono stati dei momenti dove per tutti il motore Mercedes era il fattore determinante, mentre successivamente la stessa sensazione è stata trasmessa con il telaio della vettura, descritto come il migliore del lotto. C’e da dire che con queste nuove normative più mature risulta molto difficile estrarre un rendimento addizionale dalla vettura, mantenendo la sufficiente affidabilità. I ragazzi stanno svolgendo davvero un lavoro incredibile. Sono al corrente delle difficoltà e dei limiti che stanno cercando di rompere. Ci sono delle volte che purtroppo non ci riescono completamente, ma continuano a spingere forte. È veramente stimolante vedere un gruppo di gente che non si ferma mai, per cercare questo rendimento giorno dopo giorno”.


Facendo un passo indietro all’ultima prova mondiale a Motencarlo, il team principal della Mercedes parla della gestione degli pneumatici, facendo capire l’attenzione estrema degli uomini di Brackley verso ogni piccolo dettaglio.


“Durante l’ultimo Gran Premio a Monaco la nostra valutazione sulla scelta dei compound per la vettura di Hamilton si è manifestata erronea. Abbiamo imparato molto da questo...”


Autore: Alessandro Arcari - @BerrageizF1


Foto: Mercedes

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Fri, 7 Jun 2019 19:54:10 +0000 https://www.formula1.it/news/6594/1/toto-wolff-non-aspettiamoci-un-grande-miglioramento-dal-nuovo-motore http://www.formula1.it/admin/foto/toto-wolff-non-aspettiamoci-un-grande-miglioramento-dal-nuovo-motore-6594-1.jpg
Hamilton ad alta intensità... https://www.formula1.it/news/6593/1/hamilton-ad-alta-intensita Durante la conferenza stampa di ieri ad apertura del week-end di Montreal, Hamilton è stato un fiume in piena nel dialogo con i giornalisti, parlando con scioltezza della sfera privata; il discorrere della propria dimensione spirituale, del suo sentire, sta diventando sempre di più una cifra comunicativa forte per Lewis.


Il primo spunto è giunto da una riflessione partita dalle recenti scomparse di Niki Lauda e di Harry Shaw, piccolo e appassionatissimo tifoso di 5 anni, malato terminale di cancro, a cui aveva fatto giungere il trofeo vinto a Barcellona e la sua Mercedes W10.


Quando vedi cose del genere o vivi esperienze di questo tipo, sviluppi una crescita personale naturale. Chiaramente continueremo a gareggiare con Niki nel nostro cuore, per cercare di renderlo fiero. La perdita di Harry è stata devastante: quando è una persona così giovane a perdere la vita, reagisci attribuendole ancora più valore; come possa morire un bimbo è qualcosa di impossibile da concepire, ma ho dei bellissimi ricordi di lui e Dio ora ha un altro angelo al suo fianco".


"Questo week-end voglio mantenermi positivo, perché ci sono tante persone che ripongono fiducia sul fatto che io continui a fare il mio lavoro. Il mondo continua a girare e la vita va avanti. La cosa più importante per ognuno, anche se non sapremo mai quanto lunga o corta sarà la nostra vita, è cercare di sfruttarla al massimo in ogni opportunità. Ogni giornata deve essere un’occasione di crescita, facendo ciò che si ama, al di là delle opinioni delle altre persone”.


L’inglese ha anche parlato (dopo l'evidente pausa di riflessione celata fino a un certo punto) del suo altalenante rapporto con il padre. Antony Hamilton gli ha fatto da manager fino al 2010, anno in cui Lewis prese la difficile e sofferta decisione di revocargli l’incarico, cosa che minò seriamente la loro relazione. Ora la famiglia Hamilton vive finalmente una dimensione di ritrovato equilibrio:


Il rapporto che ho adesso con mio padre è fantastico ma purtroppo non sempre è stato cosi buono... ma sono cose che accadono in una famiglia. Lo scorso Natale è stato il primo che io abbia trascorso con tutta la famiglia al completo: mio padre, la mia madre adottiva, mia mamma, fratelli e sorelle tutti insieme. C’è stata una crescita enorme fra me e mio padre, ne parlavo proprio con lui qualche giorno fa, in una bella chiacchierata durata fino alle prime ore del mattino a Londra. A volte c’è bisogno che tutte le persone coinvolte completino un percorso interiore, bisogna crescere dentro per recuperare certi rapporti. Invecchiando capisci sul serio quanto sia prezioso il tempo: ho amici che non hanno più il loro padre, altri che non hanno parlato con i loro papà per 20-25 anni e io non avrei mai voluto che succedesse questo fra me e mio padre, perché è la persona più grandiosa che conosca. Ho sempre voluto essere come lui e voglio resti con noi per molto tempo, infatti lo sprono ad andare in palestra e a mantenersi in forma”.


A proposito di forma fisica, il cinque volte campione del mondo considera fondamentali per il proprio percorso vincente le sue scelte alimentari e, livello personale, non si sente affatto arrivato, ma aiutato dall’età più matura a valutare l’esistenza nella sua interezza:


Sì...più invecchi e più capisci com’è che va il mondo, i valori importanti e quanto sia fondamentale la salute: un passo importante per me è stato decidere di diventare vegano, mi ha aiutato tantissimo sia a livello mentale che fisico. In realtà mi sarebbe piaciuto farlo molto prima ma ne sapevo poco, non sono cose che impari a scuola e spesso nemmeno i genitori sanno quanto possano essere positivi gli effetti di una dieta basata sui vegetali. Comunque per me la vita non è del tutto facile, infatti ogni anno acquisisco strumenti in più per gestirla meglio nel suo complesso. Sicuramente sono in un bel periodo ma l’evoluzione personale è continua, si cerca di migliorare in ogni aspetto”.


Lewis, interrogato su quale possa essere la propria eredità lasciata in dote al mondo della F1, conferma di aver ancora voglia di dare molto. Pensando al futuro si vede come una figura di riferimento che possa, con la propria esperienza, aiutare i giovani talenti con meno possibilità ad arrivare alla massima serie, sottolineando come di fronte a merito e capacità dovrebbe essere giusto eliminare questo tipo di divari:


“Per quanto riguarda il mio lascito ci sono tanti elementi su cui devo ancora lavorare. Voglio ancora divertirmi ma desidero anche aprire la strada per alcuni piloti giovani, che possano venire dopo di me con un background simile al mio. Ad esempio sarebbe importante coinvolgerli nel go kart sin dalle fasi iniziali della loro carriera, perché al momento è molto costoso gareggiare in quella categoria. Quando ho iniziato mio padre mi disse di aver speso 20mila sterline per il mio primo anno. Per noi e per dove venivamo era una somma enorme. Oggi per fare una stagione da professionista nel karting ci vogliono diverse centinaia di migliaia di dollari: sono davvero tanti soldi per un solo anno. Mi piacerebbe cercare di cambiare questa situazione, provando a ridurre le differenze e le le diseguaglianze. Non capisco perché in generale negli ambiti professionali legati alla F1, non ci siano persone provenienti da background più diversi fra loro: questo vale non solo per i piloti, ma anche per ingegneri, meccanici, operatori dei media. Vorrei far parte di coloro che possono realizzare un cambiamento in questo senso in futuro, lasciando un segno”.


Autore: Elisa Rubertelli - @Nerys__

Foto: Lewis Hamilton - Mercedes

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Fri, 7 Jun 2019 18:17:11 +0000 https://www.formula1.it/news/6593/1/hamilton-ad-alta-intensita http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-ad-alta-intensita-6593-1.jpg
GP CANADA - RACING POINT RP19: un nuovo muso in Canada e nessuna vettura B nei prossimi Gran Premi https://www.formula1.it/news/6592/1/gp-canada-racing-point-rp19-un-nuovo-muso-in-canada-e-nessuna-vettura-b-nei-prossimi-gran-premi Lance Stroll e Racing Point non vedono l'ora di iniziare quello che può essere sicuramente definito come un weekend davvero speciale visto che il Canada è la gara di casa per entrambi. Quello canadese, che per ora non ha impressionato nella lotta per la F1.5, pur collocandosi attualmente in quinta posizione nel campionato costruttori, è un Team però in crescita. Rispetto allo scorso anno la situazione in classifica è migliore e anche il futuro è più roseo.


Secondo Szafnauer, Dirigente Operativo del Team, i dipendenti sono cresciuti di una ventina di unità (325 dipendenti) rispetto alla scorsa stagione con l'obiettivo di arrivare a toccare quota 550 nel giro di pochi anni anche grazie ad una nuova fabbrica attualmente in costruzione. Sicuramente molto lontani dagli oltre 100 dipendenti di Ferrari e Mercedes ed anche dei quasi 900 di Red Bull. Dipendenti che sono uno dei fattori che incide maggiormente nel budget dei vari Team.


La novità più importante rispetto alle scorse stagioni è la possibilità di portare in pista aggiornamenti pianificati di piccola e media entità e non una vera e propria "vettura B" con lo sbarco in Europa. Questo grazie ai maggiori investimenti e la maggiore liquidità data dai nuovi proprietari. Nella F1 moderna, contingentata in termini di sviluppi in fabbrica (come WT in galleria del vento, Wind On Time, e di TeraFLOPs al CFD) e è sempre più importante riuscire a sviluppare a piccoli passi, ottimizzando aggiornamento per aggiornamento, piuttosto che portare importanti pacchetti di sviluppo che possono portare facilmente fuori strada.


Dopo aver introdotto una nuova sospensione anteriore nel GP di Montecarlo (freccia arancio), testata nelle prove libere del giovedì e poi scartata per il resto del weekend (montata invece per le libere del Canada), la Racing Point arriva a Montreal con una nuova versione di muso. Come si può ben vedere dall'immagine in alto sono state infatti introdotte le ormai famose "zanne" (freccia rossa) in stile Mercedes, copiate nella passata stagione anche dalla McLaren e dalla Williams, per convogliare meglio il flusso passante al di sotto del telaio e che andrà a interagire poi con il fondo piatto e il diffusore. Allungati e rimodellati poi anche i piloni che sostengono l'ala anteriore. E come Mercedes e Williams, anche la Racing Point scenderà in pista con la nuova unità motrice della casa tedesca, da 1 decimo al giro a Montreal, almeno sulle vetture del Team ufficiale.


Autore: PG - @SmilexTech

Foto: FUnoAT - Luis Manuel López

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Fri, 7 Jun 2019 18:11:47 +0000 https://www.formula1.it/news/6592/1/gp-canada-racing-point-rp19-un-nuovo-muso-in-canada-e-nessuna-vettura-b-nei-prossimi-gran-premi http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-racing-point-rp19-un-nuovo-muso-in-canada-e-nessuna-vettura-b-nei-prossimi-gran-premi-6592-1.jpg
Cambia il format del weekend per il 2021 https://www.formula1.it/news/6591/1/cambia-il-format-del-weekend-per-il-2021 Mancano poche ore all’inizio del week-end canadese ma in Formula Uno si sa... il tempo è poco ed è già ora di guardare al futuro. Precisamente al 2021, quando probabilmente sarà rivoluzione. I tecnici sia della FIA e dei vari team sono allo studio di un nuovo regolamento tecnico, completamente diverse dalle attuali. Già conosciamo il cambio degli pneumatici che passeranno a 18”, con i test Pirelli che partiranno tra qualche mese ai quali parteciperanno Mercedes, McLaren e Renault, uniche squadre a dare disponibilità per quest’anno.


Ma in questi giorni nel Circus non si discute solo sul lato squisitamente tecnico, visto che è in atto una riforma regolamentare per cambiare quasi l'intero format del fine settimana di gara dal 2021.


Quali saranno le differenze rispetto al presente?


In questi anni siamo stati abituati ad avere fine settimana di 4 giorni. Il giovedì è dedicato esclusivamente all’incontro con i piloti, alla tradizionale conferma stampa e alle prime verifiche tecniche delle monoposto. Il venerdì mattina si svolgono le FP1 mentre le FP2 si disputano al pomeriggio. Il sabato si inizia con le FP3 in tarda mattinata con le qualifiche nel primissimo pomeriggio, con le quali si entra in regime di parco chiuso, cioè il divieto di modificare l’assetto della vettura.

Dal 2021 invece il programma del fine settimana sarà diverso: il giovedì viene eliminato, mentre il venerdì mattina non ci saranno sessioni in pista essendo dedicato unicamente a conferenza stampa e verifiche tecniche. Senza dubbio la più grande novità sarà il regime di parco chiuso già attivo dopo i primi controlli della FIA, senza di fatto vieterà l'intervento sulle vetture per il resto del week-end, se non per sostituire eventuali parti danneggiate. Il venerdì pomeriggio si disputeranno FP1 (si vocifera con un inizio alle 13 nelle gare europee) e FP2 (alle 17), mentre il sabato e domenica dovrebbero rimanere invariati.


La FIA attende una risposta definitiva entro il 14 giugno per sapere se i team sono d’accordo sulla proposta.
+

Autore: Mattia Maestri - @mattiamaestri46

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

]]>
Fri, 7 Jun 2019 12:35:10 +0000 https://www.formula1.it/news/6591/1/cambia-il-format-del-weekend-per-il-2021 http://www.formula1.it/admin/foto/cambia-il-format-del-weekend-per-il-2021-6591-1.jpg
GP CANADA - TORO ROSSO STR14: due novità aerodinamiche sulla STR14 https://www.formula1.it/news/6590/1/gp-canada-toro-rosso-str14-due-novita-aerodinamiche-sulla-str14- Il Gran Premio del Canada sarà un banco di prova sia per la nuova Power Unit Renault, introdotta al Montmelo, che soprattutto per la ottima, almeno finora, unità motrice Honda. Secondo Daniil Kvyat, in Canada sia Red Bull che Toro Rosso capiranno veramente i passi in avanti dei giapponesi rispetto alla diretta concorrenza. I lunghi rettilinei, presenti soprattutto nel secondo e terzo settore del Circuit Gilles-Villeneuve, forniranno sicuramente delle preziose informazioni per i due Team.

I nuovi bargeboard sulla STR14 per il Canada GP

Anche Verstappen è della stessa idea del pilota russo: "Montreal sarà un buon test per il nostro motore e vedremo quanto forte possiamo andare sui rettilinei; non vediamo l'ora perché, almeno personalmente, non sono troppo preoccupato. Il deficit che paghiamo rispetto ai nostri concorrenti non è molto grande. E forse il gap su cui possiamo solo speculare è meglio del previsto".

I nuovi specchetti retrovisori sulla STR14 per il Canada GP Concentrandomi ora maggiormente su Toro Rosso, il team italiano sta facendo un buon mondiale 2019 considerando che si trova a solo 1 punto dalla quinta posizione nel mondiale costruttori e 14 dalla McLaren, quarta. A Faenza (e in Inghilterra) sono riusciti a progettare una buona vettura che si adatta senza grossi problemi ad ogni tipologia di circuito. Questa sicuramente è una buona base di partenza per poi poter sviluppare la vettura durante l'anno. Anche se Kvyat suona l'allarme: "La nostra preoccupazione è che Team come Renault e Mclaren abbiano più risorse di noi e riescano a estrarre entro la fine dell'anno più potenziale grazie a più aggiornamenti. Noi comunque dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro; i nostri ragazzi, pur con meno budget, hanno dimostrato di essere all'altezza".

Il Gran Premio del Canada non preoccupa troppo il pilota di punta del Team di Faenza, Daniil Kvyat: "La nostra macchina ha dimostrato di funzionare bene su ogni tipo di tracciato. Non sono preoccupato. Se riusciremo a trovare un ottimo setup faremo anche qui in Canada un buon weekend".


Weekend dove i due piloti porteranno in pista sulle loro STR14 aggiornamenti aerodinamici che riguardano gli specchietti retrovisori (seconda immagine), ora in una specifica molto simile a quanto già visto su Mercedes (in Spagna) e McLaren (proprio qui in Canada), e dei nuovi bargeboard (prima immagine) che presentano dei nuovi deviatori di flusso e generatori di vortici per meglio indirizzare e potenziare il vortice Y250 in uscita dalla parte centrale dell'ala anteriore.

Autore: PG - @SmilexTech


Foto: Octane

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Fri, 7 Jun 2019 12:28:21 +0000 https://www.formula1.it/news/6590/1/gp-canada-toro-rosso-str14-due-novita-aerodinamiche-sulla-str14- http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-toro-rosso-str14-due-novita-aerodinamiche-sulla-str14--6590-1.jpg
GP CANADA - MCLAREN MCL34: mentre in pista arrivano gli aggiornamenti ... https://www.formula1.it/news/6589/1/gp-canada-mclaren-mcl34-mentre-in-pista-arrivano-gli-aggiornamenti- Nelle interviste Dei giorni precedenti al settimo weekend stagionale, Carlos Sainz Jr . è stato piuttosto chiaro con il suo Team: sarebbe un grosso errore pensare di essere la quarta forza, prima della F1.5, incontrastata del mondiale 2019 di F1.

Il posteriore della McLaren MCL34 per il Canada GP


Proprio riguardo al non "accontentarsi" predicato dal pilota di punta del Team inglese, anche in Canada, per la sua e di Norris, MCL34, sono presenti delle novità tecniche. Aggiornamenti, studiati e pianificati durante la parte finale dell'inverno, che stanno funzionando in modo molto migliore rispetto alla passata stagione. La MCL34 sta infatti reagendo piuttosto bene tutte le volte che il Team porta in pista nuovo materiale, un qualcosa che lo scorso anno non succedeva.

I nuovi specchietti retrovisori "aerodinamici", molto simili a quelli introdotti dalla Mercedes in Spagna


Una McLaren MCL34 che assomiglia molto, in termini di concetto aerodinamico, alla Ferrari SF90. Macchina piuttosto sottosterzante che fatica maggiormente nel lento ma che recupera poi in trazione e nel veloce. Due progetti, quelli della SF90 e della MCL34, che hanno spinto molto durante l'inverno nella riduzione della resistenza aerodinamica andando a sacrificare il carico aerodinamico generato. Ed è per questo che entrambi i Team stanno già valutando in fabbrica, in maggior modo il Team italiano comunque, un approccio alternativo che vada a recuperare quel carico aerodinamico fondamentale per sfruttare al meglio le nuove Pirelli 2019.

Il fondo piatto introdotto in Canada sulle MCL34

Il Team con sede a Woking quest'anno ha modificato in modo importante il concetto aerodinamico della sua monoposto rispetto a quello utilizzato nella passata stagione privilegiando l'efficienza rispetto al carico aerodinamico generato. Gli ingegneri, dopo aver analizzato i dati uscenti dai test e dalle prima gare stagionali, stanno prendendo in considerazione la possibilità di portare in pista delle novità che modifichino il concetto aerodinamico, puntando ad incrementare il carico aerodinamico della MCL34.

Fondo piatto utilizzato dalla Mclaren nelle prime sei gare stagionali 

Per il GP del Canada, le MCL34 di Carlos Sainz Jr e di Lando Norris potranno contare su una nuova specifica di specchietti retrovisori (seconda immagine dell'articolo), molto simili a quelli portati in pista da Mercedes in Spagna, e su un nuovo fondo che presenta le parti esterne modificate (confrontare la terza e quarta immagine dell'articolo) per una miglior interazione tra il vortice Y250 e le parti esterne del fondo stesso.


Autore: PG - (@smilextech)


Foto: Octane - AMus

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Fri, 7 Jun 2019 10:39:55 +0000 https://www.formula1.it/news/6589/1/gp-canada-mclaren-mcl34-mentre-in-pista-arrivano-gli-aggiornamenti- http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-mclaren-mcl34-mentre-in-pista-arrivano-gli-aggiornamenti--6589-2.jpg
GP CANADA - FERRARI SF90: sono stati bocciati gli endplate dell'ala posteriore portati in Spagna https://www.formula1.it/news/6588/1/gp-canada-ferrari-sf90-sono-stati-bocciati-gli-endplate-dell-ala-posteriore-portati-in-spagna E' un Sebastian Vettel positivo ma non positivissimo quello visto ieri nella classica conferenza stampa pre weekend. Il quattro volte campione del mondo ritiene che il Gran Premio del Canada di questo fine settimana possa essere sicuramente "più promettente" sulla carta per la Ferrari sulla carta, ma rimane piuttosto diffidente nei confronti dei possibili problemi che la sua SF90 potrebbe incorrere riguardo al riscaldamento degli pneumatici.

Ala posteriore SF90 per il Canada GP - Foto Octane


Alla domanda se la Ferrari potesse aspettarsi una prestazione simile al Bahrain, Vettel ha dato una risposta in linea con quanto visto in questo inizio di stagione: "Non voglio fare previsioni, ma sulla carta [il circuito canadese] sembra un po più adatto alla nostra vettura, quindi si, più verso il Bahrein. D'altra parte, [al contrario del Bahrain] l'asfalto è molto liscio e sarà difficile portare gli pneumatici alla corretta temperatura di esercizio.


Una Ferrari che, come accennavo nell'anteprima a questo weekend, arriva in Canada senza novità degne di nota sulla sua SF90. Gran parte degli sviluppi pensati prima di aprile sono stati bloccati per l'emergere dei problemi più volte analizzati su queste pagine. Si è poi sbloccato un extra budget per poter iniziare un nuovo piano di sviluppi, attualmente in atto e i cui effetti inizieranno a vedersi nelle prossime settimane. Ma cosi facendo si sono persi mesi di lavoro; da qui il non sviluppo della SF90 in queste settimane iniziali di stagione.

Ala posteriore SF90 per il GP di Spagna - Foto FUnoAT


Facendo un piccolo passo indietro, e tornando al GP di Spagna di ormai quasi un mese fa, c'è da ricordare che il Team italiano aveva introdotto un nuovo endplate dell'ala posteriore. E altre novità (ala anteriore e cofano motore). Scrivevo sull'analisi post weekend (maggiori informazioni) che gli aggiornamenti, purtroppo, non avevano dato i miglioramenti sperati pur confermati su entrambe le vetture. Soprattutto l’ala posteriore, analizzata con il Flow Viz anche durante le FP3 di sabato mattina, aveva sottoperformato rispetto ai dati in uscita dalla fabbrica.
 

Ala posteriore SF90 per il Cina GP - Foto Fabrega

E nel giovedì del Canada, la (non) novità più interessante sulla SF90 è il passo indietro proprio sugli endplate dell'ala posteriore che tornano ad essere della specifica utilizzata nei test prestagionali e nelle prime quattro gare. La prima soffiatura nella parte iniziale degli endplate è tornata ad essere più alta, come si può ben vedere dalla prima immagine, cosi come i "louvres" nella parte esterna sono tornati ad essere sei mentre quelli nella parte inferiore sono stati nuovamente allungati. Endplate che sono della stessa specifica sulle due versioni di ali posteriori presenti a Montreal: una a cucchiaio, leggermente più scarica, ed una con il profilo del mainplane più convenzionale e sicuramente più carica. Normalmente in Canada si pensa di togliere della deportanza per favorire la velocità di punta nei lunghi rettilinei del terzo settore, ma se con ciò non si riesce a far funzionare le gomme, allora è opportuno utilizzare ali più convenzionali. Ricordo che Pirelli ha ridotto il battistrada di 0,4 mm sulle specifiche 2019 dei suoi pneumatici per evitare il blistering che ha creato molti problemi nella passata stagione. Ma una delle conseguenze di questo cambiamento è lo spostamento della finestra operativa delle gomme verso l'alto, il che ha cambiato l'approccio di alcuni team che stanno prediligendo il carico aerodinamico rispetto alla velocità di punta. In primis Mercedes.


Autore: PG - (@smilextech)

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Fri, 7 Jun 2019 10:06:33 +0000 https://www.formula1.it/news/6588/1/gp-canada-ferrari-sf90-sono-stati-bocciati-gli-endplate-dell-ala-posteriore-portati-in-spagna http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-ferrari-sf90-sono-stati-bocciati-gli-endplate-dell-ala-posteriore-portati-in-spagna-6588-1.jpg
GP CANADA - Hamilton: Tornerei ai motori V12 aspirati, noi piloti non abbiamo voce in capitolo... https://www.formula1.it/news/6587/1/gp-canada-hamilton-tornerei-ai-motori-v12-aspirati-noi-piloti-non-abbiamo-voce-in-capitolo La tradizionale conferenza stampa piloti del giovedì quest’oggi è stata particolarmente pregna, molti gli argomenti toccati con parole tutt’altro che banali. Cominciamo da Hamilton che annuncia la nuova power unit Mercedes per il GP del Canada:


Non è stato l’inizio d’anno più semplice di sempre per la preparazione del motore, perché ogni volta è necessario fare un passo più in là. Abbiamo scelto di lavorare molto sull’affidabilità e i risultati si sono visti. Proprio perché su questa pista la potenza è molto importante, abbiamo deciso di portare qui l’aggiornamento motore come gli altri anni: siamo alla fase due, ci aspettiamo piccoli miglioramenti su ogni aspetto, perché non è più come all’inizio dell’era ibrida dove i progressi erano sostanziali e massicci. Il propulsore sarà nuovo di zecca, il precedente aveva 6 gare e andava verso un naturale degrado, ringrazio le tante persone che ci hanno lavorato con passione, l’aggiornamento arriva al momento perfetto”.


Il passaggio più interessante dell’incontro con i giornalisti avviene quando il discorso è caduto sui regolamenti, argomento su cui il campione del mondo ha le idee molto chiare e concretamente propositive:


Se guardiamo agli ultimi 12 anni, ma anche prima volendo, ci sono sempre stati cambi di regolamento al fine di limitare i costi ed aumentare i sorpassi in pista, dato che però non hanno mai funzionato davvero, è evidente che non basta cambiare il regolamento tecnico, visto che il vero problema è quello dello spettacolo, di non avere gare noiose per i fan, di ridurre il divario fra le scuderie. Ci sono diversi aspetti da esaminare, uno potrebbe anche essere il formato: in 21 gare, sempre le 4 giornate sono sempre organizzate allo stesso modo, seppur su piste diverse; in alcuni circuiti, poi, l’organizzazione non è di livello e le tribune sono vuote: per tutto questo credo che ci dovrebbero essere cambiamenti anche al di fuori della sfera prettamente tecnica”.


“Fosse per me, tornerei ai motori aspirati, ai V12, introducendo nuovamente il cambio manuale ed eliminerei il servosterzo, toglierei anche queste vie di fuga enormi che ci sono ovunque. Renderei, insomma, la vita più difficile ai piloti: le gare devono essere una maratona, sfiancare fisicamente, la F1 deve essere un sport da uomini, i giovani che arrivano si adattano molto rapidamente, mentre io credo che dovrebbe essere lo sport più impegnativo a livello fisico”.


Lewis sottolinea con rammarico anche lo scarso peso dato ai piloti quando si tratta di ripensare le regole:


Noi piloti siamo uniti nel sindacato e comunichiamo fra noi, ma purtroppo abbiamo troppa poca voce in capitolo quando si tratta di redigere i regolamenti, che vengono scritti da persone che hanno potere e soldi: abbiamo delle idee e vorremmo fossero prese in considerazione, vorremmo essere parte della conversazione tramite Alexander Wurz, che da ex pilota conosce a capisce, visto che i problemi sono simili a quando gareggiava lui, avere diritto di parola, aiuterebbe anche la generazione dei piloti più giovani”.


Passiamo ora a temi che hanno più a che fare con l’attualità del GP del Canada; Stroll loda il suo tracciato di casa:


Montreal è una pista molto tecnica che ha grande carattere: bisogna andare sui cordoli e in generale c’è poco margine d’errore; i lunghi rettilinei, poi, favoriscono i sorpassi, quindi si può dire sia un tracciato vario, in cui c’è un po’ di tutto e per un pilota sul giro secco è molto divertente; in gara, poi, abbiamo più volte visto che può succedere di tutto”.


Sulla stessa linea anche il Campione del mondo:


Il circuito è fantastico, un po’ una pista da go kart, con rettilinei molto lunghi che permettono di sorpassare, si può buttare la macchina da un all’altra, è un circuito cittadino, ma ad alta velocità, il che è grandioso”.


Sempre Lewis, sulle prospettive agonistiche del weekend:


Non ho ottenuto grandi successi qui negli anni recenti, soprattutto nell’era ibrida, perché ci sono macchine più lunghe ed è stato più difficile riuscire a fare bene queste curve, però quest’anno la macchina è andata molto bene in quelle lente, per cui mi aspetto che stavolta saremo più forti rispetto al passato. Uno dei punti focali qui è la velocità, Ferrari è la macchina più veloce in rettilineo e mi aspetto di battagliare con loro; ho visto progressi anche da parte di Honda, quindi anche Red Bull potrà far bene, spero in una lotta serrata fra i top team”.


A Raikkonen viene chiesto quali siano le differenze per lui nell’essere passato da guidare per un top team come Ferrari, a lottare a centro griglia con l’Alfa Romeo Racing, Kimi risponde così, molto nel suo stile:


Non importa di quale squadra tu faccia parte, il lavoro è lo stesso. Se ci sono belle battaglie a centro griglia, è dovuto al fatto che i team di quella zona di classifica si sono avvicinati come livello, ma io non sono cambiato nella mia metodologia di lavoro”.


Daniil Kvyat, molto sorridente, esprime soddisfazione per l’inizio stagione della Toro Rosso ed è comprensibilmente fiero del suo cammino personale, lungo cui negli anni si è trovato a reagire a molteplici cambiamenti, fra slanci e impegnative risalite:


Il team si sta muovendo nella direzione giusta: la macchina si è finora rivelata costante con prestazioni regolari sulla maggior parte dei circuiti. Per quanto mi riguarda, ho lavorato duro per tornare in F1 e credo se ne stiano vedendo i risultati: ora è necessario proseguire in questa direzione di crescita congiunta team-pilota, guardando anche ai futuri sviluppi della vettura”.


Si è infine anche tornati a parlare di Lauda; la sua scomparsa, data l’enorme caratura umana e professionale della persona, è qualcosa che continua a pesare all’interno del Circus. Hamilton ne sottolinea i tratti di grande motivatore:


Niki non parlava mai con me di guida, mi ha assunto per fare un lavoro, non per spiegarmelo; lui era un vero pilota anche dentro, lo si vedeva nel modo in cui riusciva a spingere le persone a dare il massimo, in questo mi sento dire d’aver appreso molto da lui”.

Autore: Elisa Rubertelli - @Nerys__

Foto: Formula Uno

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Thu, 6 Jun 2019 23:03:54 +0000 https://www.formula1.it/news/6587/1/gp-canada-hamilton-tornerei-ai-motori-v12-aspirati-noi-piloti-non-abbiamo-voce-in-capitolo http://www.formula1.it/admin/foto/canadiangp-hamilton-tornerei-ai-motori-v12-aspirati-noi-piloti-non-abbiamo-voce-in-capitolo-6587-1.jpg
GP CANADA - RED BULL RB15 mette le corna ai lati dello sfogo del sistema S-Duct https://www.formula1.it/news/6586/1/gp-canada-red-bull-rb15-mette-le-corna-ai-lati-dello-sfogo-del-sistema-s-duct La Red Bull continua a spingere sullo sviluppo della sua RB15 e per la terza gara consecutiva saranno montati degli aggiornamenti aerodinamici per cercare di migliorare le performance che fino a questo punto della stagione sono state buone ma non eccezionali.


Dopo il pacchetto aerodinamico portato in Spagna e alcune novità presentate a Montecarlo, l'equipe diretta da Adria Newey ha introdott sulla RB15 che vedremo in Canada dei piccoli profili aerodinamici a forma di "corna" in prossimità dello slot del sistema S-Duct s, in stile Mercedes, che hanno la funzione di aumentare l'effetto di downwash.

Confermato il muso in versione Monaco che non prevedeva la classica soffiatura vista sulle Red Bull nelle ultime stagione. Si pensava fosse una soluzione pensata esclusivamente per i tracciati tortuosi come Monaco ma invece è stata confermata anche per Montreal che ha caratteristiche diametralmente opposte a quelle del Principato.


Ricordiamo che, la soffiatura vista fino al Gp di Spagna, era stata studiata dagli aerodinamici del Team di Milton Keynes per cercare di eliminare/ridurre il deleterio blocco aerodinamico che si crea nella parte anteriore della protuberanza nonché per sfruttare una maggior area di passaggio per l'aria passante sotto al nosecone.


Foto: Albert Fabrega

 

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Thu, 6 Jun 2019 22:56:59 +0000 https://www.formula1.it/news/6586/1/gp-canada-red-bull-rb15-mette-le-corna-ai-lati-dello-sfogo-del-sistema-s-duct http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-red-bull-rb15-mette-le-corna-ai-lati-dello-sfogo-del-sistema-s-duct-6586-1.jpg
La Montreal di Kubica... https://www.formula1.it/news/6585/1/la-montreal-di-kubica Giunti oramai a poche ore dall’inizio del fine settimana canadese, settima prova del mondiale di Formula Uno 2019, l'attenzione è rivolta tutta sulla Ferrari: il circuito situato nell'isola di Notre Dame dovrebbe favorire la SF90, visto che le caratteristiche della pista prediligono una monoposto con carico aerodinamico medio-basso e un’alta efficienza aerodinamica.

Sarà riscatto rosso o ennesimo monologo grigio?


Questa è la domanda che si fanno molti appassionati. Tuttavia il Gran Premio del Canada sarà speciale soprattutto per Robert Kubica, che dopo anni tornerà a calcare le strade che regalarono il suo primo ed unico successo della sua carriera nella categoria regina del Motorsport.


Dalla grande paura alla vittoria


Ritorniamo indietro nel tempo: anno 2007, il duello Ferrari-McLaren sta per entrare nel vivo mentre una nuvola minacciosa (Spy Story) sta per colpire tutto quanto il mondo della Formula Uno. Kubica è alla sua prima stagione completa dopo aver debuttato in Bmw-Sauber nel Gp d'Ungheria dell’anno precedente, riuscendo ad agguantare il podio già alla sua terza gara nella splendida cornice di Monza. Al ventiseiesimo giro del Gran Premio di Montreal, il pilota polacco perde il controllo della sua vettura prima di arrivare alla curva 8, colpendo prima la Toro Rosso di Speed per poi scontrare violentemente il muretto interno, cappottando più volte fino a terminare la sua corsa nella via di fuga. Si teme per la incolumità del pilota mentre i soccorsi arrivano immediati e la competizione viene neutralizzata con la Safety Car. Fortunatamente dopo i primi accertamenti effettuati direttamente in pista il pilota polacco sta bene, anche se sarà costretto a saltare il successivo GP negli Stati Uniti.


L'anno seguente, stesso posto ed animi completamente diversi, Robert conquista la sua prima vittoria in carriera prendendosi addirittura la leadership del mondiale piloti, alla fine di una giornata di “ordinaria follia” che fa interamente impazzire un'intera nazione. La svolta della gara avviene al diciannovesimo giro, con il rientro della Safety Car in seguito al ritiro di Sutil. Tutti approfittano per fare la sosta ma quella di Hamilton (leader della gara fino a quel momento) ritarda più del dovuto, consentendo il sorpasso da parte Kubica e di Kimi Raikkonen.

 


Durante il 2008 la regola prevedeva che al rientro della Safety Car il semaforo all’uscita dei box fosse rosso, e per questa semplice ragione Robert e Kimi si fermarono aspettando il via libera. Il pilota inglese al contrario non se ne accorse, arrivando lungo in freanta e centrando in pieno la Ferrari di Raikkonen, innescando un tamponamento a catena con la McLaren dell’inglese travolta dalla Williams di Rosberg. Per Kubica fu il lasciapassare per il paradiso. Il polacco non sbagliò nulla e condusse la propria vettura ad uno straordinario successo coronato dalla storica doppietta del team. Nonostante le buone premesse e la spendida posizione in classica acquisita, il polacco concluderà solamente quarto nel mondiale piloti.


Purtroppo per Robert nell’annata successiva la Bmw-Sauber non è competitiva come l'anno precedente, così decide di accettare l’offerta della Renault. Malgrado dispone di una vettura non all’altezza dei top team Kubica riesce spesso a dare fastidio ai piloti che lottano per il mondiale, ottenendo tre podi in Australia, Monaco e Belgio dimostrando a tutti il grande talento del quale dispone.


La seconda vita di Robert


Era il 6 febbraio 2011 quando Kubica nell’attesa di svolgere i primi test stagionali aveva deciso di partecipare al Rally Ronde di Andorra. Durante una prova dell’evento ligure il polacco esce di strada impattando il guard-rail, che drammaticamente sfonda l’auto e penetra dentro la sua vettura. Il soccorso è immediato trasportando all'ospedale di Santa Corona di Pietra Ligure il pilota, dove per direttissima entra in sala operatoria per salvare il braccio destro. Fortunatamente l’intervento è positivo, anche se l’arto del polacco godendo di una mobilità ridotta vieta per sempre il rientro in Formula Uno al ragazzo.


Anche se la speranze di tornare a gareggiare nella massima categoria erano prossime allo zero, Robert non ha mai abbandonato l'idea di tornare in Formula Uno lottando per riconquistare quello che la mala sorte gli aveva tolto. Dopo altre esperienze nella categoria dei Rally, Kubica nel 2016 da il via a quella che sembrava una “mission impossible”. Grazie alla Renault, che gli da la possibilità di disputare differenti test su di una monoposto degli anni precedenti, il polacco torna a provare l’ebrezza di una monoposto di F1. Purtroppo però per Robert non c’è spazio nel team francese, visto che la dirigenza della squadra irpina preferisce andare sul sicuro puntando sul tedesco Nico Hulkenberg.

 

 


Kubica non getta la spugna e nel 2017 si trasferisce in Williams continuando a svolgere test, questa volta alla corte del team britannico. Quando sembrava fatta per un suo ritorno come titolare a Grove, gli vennero preferiti i soldi del russo Sirotkin, relegando il polacco al solo ruolo di collaudatore girando in pista durante qualche FP1. Questo rientro sembrava davvero “maledetto” visto che ogni volta sul più bello c'era sempre qualcosa che interrompeva il sogno. Ma finalmente nel novembre 2018 arriva la notizia liberatoria che fa piangere di gioia tutti gli appassionati: Robert Kubica ritorna in Formula Uno a distanza di 8 anni dall’ultimo Gran Premio. Sfortunatamente il reintegro del polacco nel Circus non è dei più fortunati visto la scarsa competitività della Williams. La concorrenza del talentuoso George Russell, le evidenti difficoltà di adattamento a queste nuove vetture, oltre all’ovvia problematiche di rimparare a stare in pista con tutti gli altri piloti, rendono il ritorno di Kubica molto più complicato di quello auspicato.


Questo fine settimana arriva la “sua Montreal”, croce e delizia della sua carriera, pista della grande paura seguita dall’enorme gioia. Chissà che questa sua avventura non possa svoltare un’altra volta proprio da questa gara…


Autore: Mattia Maestri - @mattiamaestri46

Foto: Williams

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Thu, 6 Jun 2019 22:48:53 +0000 https://www.formula1.it/news/6585/1/la-montreal-di-kubica http://www.formula1.it/admin/foto/la-montreal-di-kubica-6585-1.jpg
Vettel non demorde https://www.formula1.it/news/6584/1/vettel-non-demorde- Lo scorso Gran Premio disputatosi nel principato di Monaco, ha visto per la sesta volta consecutiva un pilota Mercedes salire sul gradino più alto del podio. Ma con una novità: tra Lewis Hamilton e Valtteri Bottas si è insinuato un Sebastian Vettel attento e determinato, sempre pronto a dare il suo appoggio alla squadra soprattutto nei momenti più critici.


Un assolo, quello della casa anglo-tedesca, che durava sin da inizio stagione, tanto da collezionare cinque doppiette consecutive. Roba da record; un qualcosa che la prima guida di Maranello è riuscito a spezzare pur partendo dalla quarta piazzola dello schieramento. Con calma ed attenzione, approfittando di ciò che avveniva davanti a sé, il pilota di Heppenheim è stato abile ad ottimizzare al meglio una gara che non lo vedeva di certo tra i favoriti. Arrivato al momento delle qualifiche con una vettura ricostruita in due ore a causa di un incidente in FP3 alla San Devote, il pilota in tuta rossa ha dovuto affrontare Q1 e Q2 oltre il limite, per sopperire alle carenze di una SF90 in gran sofferenza sul tracciato monegasco.

Durante la Q3, dopo aver chiesto e ottenuto molte correzioni per la vettura per trovare la condizione per essere all'altezza delle due Mercedes, Sebastian è addirittura arrivato a chiedere perdono al suo ingegnere di pista per le continue richieste. Scuse che solo un pilota dell'umiltà dell'ex Red Bull poteva essere in grado di esprimere in un momento del genere, quando agitazione e pressione la fanno da padrone. Quello che il tedesco è riuscito a ottenere a fine qualifiche è stato un quarto posto lontano dalle prestazioni delle due W10, accolto comunque come buon piazzamento.


Al termine della sessione davanti ai microfoni quando gli è stato chiesto se si sentiva tradito dal proprio team, il quattro volte campione del mondo non ha dovuto riflettere molto sulla risposta. Con decisione ha sottolineato che non c'era alcun motivo per sentirsi tradito, ma che al contrario era la squadra stessa a poter sentirsi delusa dopo l’incidente, costringendo i meccanici ad una riparazione in tempi record. Mai una parola fuori posto, né un dito puntato verso i propri uomini, neanche nei momenti più difficili. Vettel è stato in grado di apprezzare tutto il lavoro svolto dalla squadra, trasmettendo loro sicurezza e voglia di credere ad un mondiale altrimenti dato per spacciato.


Un comportamento da leader che fa tornare alla mente quello del connazionale Michael Schumacher. Un legame verso i propri uomini rimarcato da quel "Forza Ferrari" che pronuncia a fine gara. Frase che conferma la sua voglia di lottare fino in fondo e che il popolo ferrarista si augura non smetta mai di ascoltare.

Fiducia che Sebastian Vettel non cessa di rinnovare ai suoi uomini. Come se quel Cavallino lo avesse cucito al petto. In fondo è vero che per vincere ci vuole un gran mezzo ed un ottimo pilota, ma se a questa ricetta già ben saporita si aggiunge attaccamento e passione per la propria scuderia, eventuali trionfi assumono un tutt’altro sapore per i tifosi.


Autore: Andrea Saberogi - @Racearrow

Foto: Stefano Arcari - Andrea Lorenzina

 

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Thu, 6 Jun 2019 22:44:07 +0000 https://www.formula1.it/news/6584/1/vettel-non-demorde- http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-non-demorde-6584-1.jpg
McLaren: poche ombre e molte luci della ribalta... https://www.formula1.it/news/6583/1/mclaren-poche-ombre-e-molte-luci-della-ribalta E’ il 12 Giugno 2011 quando sul circuito Gilles Villeneuve si disputa la gara più lunga della storia della F1. Iniziata sotto la pioggia, venne esposta la bandiera rossa quando un vero e proprio diluvio si abbatté sull’asfalto canadese al giro 25. Dopo un’ora e trenta di sospensione venne dato il restart con le monoposto incolonnate dietro la Safety Car, che per l’occasione interverrà per ben 6 volte a causa dei tanti contatti verificatesi durante l’evento. In quella gara pazza, Jenson Button, ritrovatosi ultimo al giro 38 a seguito di un contatto che lo costringe ai box per cambiare un penumatico forato, taglia per primo il traguardo. All’epoca l’inglese guidava una McLaren Mercedes, una delle ultime stagioni da protagonista del team anglosassone, che terminò l’annata al secondo posto.


Oggi, alla vigilia di un week-end che rivedrà le monoposto ibride protagoniste proprio in Canada, quella McLaren è solo un lontano ricordo. Il divorzio dalla Mercedes e l’arrivo del motorista Honda hanno caratterizzato un triennio tra i peggiori della storia del team inglese, ricco di sofferenza, risultati deludenti e commenti al vetriolo da parte dei piloti. “GP2 engine”, urlava Alonso sul rettifilo di un Gran Premio del Giappone nel 2015, in preda all’ennesima crisi isterica dovuta alle scarsissime prestazioni del propulsore nipponico.


Dopo anni di lavoro avari di soddisfazione sembrerebbe che i tecnici di Woking stiano iniziando a raccogliere qualche frutto, dopo annate avare di soddisfazioni. Nel 2018, abbandonato il costruttore giapponese, la Renault fornisce i propri motori al team inglese e finalmente arrivano punti, conquistando a fine anno il sesto posto nel campionato costruttori. Nel 2019 debutta il promettente Lando Norris promosso direttamente dalla F2 alla massima categoria, e insieme a Carlos Sainz stanno ottenendo risultati incoraggianti durante i primi round stagionali, con una presenza assidua in zona punti al contrario del triennio Honda.


Che speranze ci sono per il futuro?


In mano a due piloti competenti e veloci come Lando e Carlos la McLaren può sperare di stabilizzarsi in zona punti ad ogni gara, e magari lottare nella zona media con Haas e Racing Point. classifica alla mano ad oggi il team britannico è stabilmente quarto con 13 punti di vantaggio, precedendo proprio la rinnovata squadra appartenente a Lawrence Stroll.

Appurata la qualità che i due piloti titolari possono esprimere, rimane da chiarire quanto la monoposto progettata da Pat Fry e Peter Prodromou sia qualitativamente performante a livello telaistico. Durante il triennio Honda abbiamo spesso sentito dire che il vero problema della vettura era il motore, mentre come telaio citando Alonso: “siamo tra i migliori dello schieramento”. Alla vigilia del settimo appuntamento stagionale il team cliente McLaren sta doppiando in classifica Renault, lasciando intuire che evidentemente il progetto realizzato a Woking abbia delle peculiarità positive.


Per la storica scuderia britannica l’importante sarà continuare con lo sviluppo del pacchetto aerodinamico somministrando sempre più carico alla vettura, permettendo alle coperture Pirelli di lavorare nella corretta finestra di utilizzo. Se saranno confermate competitività e risultati dimostrati in queste prime sei gare, McLaren ha tutte le carte in regola per terminare quarta ottenendo il miglior risultato degli ultimi cinque anni.


Autore: Federico Vicalvi Foto: McLaren

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Thu, 6 Jun 2019 22:30:27 +0000 https://www.formula1.it/news/6583/1/mclaren-poche-ombre-e-molte-luci-della-ribalta http://www.formula1.it/admin/foto/mclaren-poche-ombre-e-molte-luci-della-ribalta-6583-1.jpg
Gp Canada 2019 - Analisi circuito e punti di frenata https://www.formula1.it/news/6580/1/gp-canada-2019-analisi-circuito-e-punti-di-frenata- Ai raggi X l’impegno dei sistemi frenanti delle monoposto di Formula 1 al Circuit Gilles-Villeneuve

Dal 7 al 9 giugno il Circuit Gilles-Villeneuve ospita il 7° appuntamento del Mondiale 2019 di Formula 1. Intitolato al leggendario pilota della Ferrari, ha festeggiato nel 2017 il 50° anniversario del primo GP Canada Formula 1: le prime 10 edizioni si corsero però a Mosport Park (8) e Mont-Tremblant (2). ​

La pista si trova sull’Isola di Notre-Dame, realizzata artificialmente nel 1965 sul fiume Saint Lawrence durante i lavori di costruzione della metropolitana di Montreal. ​

Caratterizzato dall’alternanza di rettilinei, chicane e tornanti è senza ombra di dubbio il banco di prova più impegnativo per gli impianti frenanti delle monoposto che qui sono solite presentarsi con un basso carico aerodinamico.​

​Le staccate, tutte decise e molto ravvicinate, determinano temperature d'esercizio elevatissime per dischi e pastiglie, che non hanno il tempo di raffreddarsi a sufficienza nei rettilinei. ​

Un ulteriore problema per gli impianti frenanti è costituito dal vento di coda sui due rettilinei principali: quando spinge alle spalle, la velocità sul dritto delle monoposto aumenta, mettendo ancora più alla prova i freni. ​

Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Mondiale, il Circuit Gilles-Villeneuve rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 5, valore ottenuto anche dalle piste di Singapore, Città del Messico e Yas Marina.​

 

L’impegno dei freni durante il GP

Come dimostrato dal GP Monaco, il numero delle frenate non è indicativo dell’impegno richiesto ai freni: al Circuit Gilles-Villeneuve i piloti si affidano ai freni solo 6 volte ogni giro, a fronte delle 8 frenate di Melbourne, delle 11 di Monaco e Baku e delle 15 di Singapore.

In Canada i freni vengono usati per 12,7 secondi al giro, pari ad una percentuale del 18 per cento della durata complessiva della gara. Se il tempo d’impiego dei freni non è nulla di eccezionale, lo sono invece i 5 punti del tracciato in cui la decelerazione massima raggiunge almeno 5 g ed il carico sul pedale supera i 125 kg. ​

Grazie ad essi la media delle decelerazioni massime è di 4,9 g, la più alta del Mondiale. L’energia dissipata in staccata da ogni vettura durante l’intero GP è di 258 kWh, importo identico al GP Messico. ​

Dalla partenza alla bandiera a scacchi i tecnici Brembo hanno stimato che ciascun pilota eserciterà in totale un carico di poco meno di 57 tonnellate sul pedale del freno.​

 

 

 

Le frenate più impegnative

Delle 6 frenate del Circuit Gilles-Villeneuve ben 5 sono classificate come impegnative per i freni e una è di media difficoltà.​

La più critica è alla curva 13 cioè la chicane che precede il famoso "muro dei campioni" dove il controllo in ingresso curva è fondamentale per evitare di saltare sul cordolo: le monoposto arrivano a 338 km/h e frenano per 2,09 secondi per scendere a 133 km/h: ci riescono in soli 122 metri.​

Elevato è lo sforzo richiesto ai piloti: 139 kg di carico sul pedale del freno e 5,2 g di decelerazione. Durissima anche la frenata alla curva 10, perché la velocità crolla da 301 km/h a 65 km/h in 109 metri e 2,64 secondi. Il carico sul pedale è di 179 kg mentre la decelerazione tocca i 5,3 g.​

In termini di spazio di frenata è molto alto anche il valore della prima curva: le monoposto impiegano 113 metri per passare da 317 km/h a 149 km/h in soli 1,93 secondi.​

 

Prestazioni Brembo

Le monoposto con freni Brembo hanno vinto 21 delle 41 edizioni del GP Canada a cui hanno preso parte, incluse le ultime 6. Il primo a vincere 3 GP di fila con pinze Brembo è stato Michael Schumacher con la Ferrari, dal 2002 al 2004. ​

Scarica la guida al circuito

]]>
Thu, 6 Jun 2019 10:13:52 +0000 https://www.formula1.it/news/6580/1/gp-canada-2019-analisi-circuito-e-punti-di-frenata- http://www.formula1.it/admin/foto/canadiangp-secondo-brembo-6580-1.jpg
LA STORIA SIAMO NOI: Jenson cuor di leone https://www.formula1.it/news/6578/1/la-storia-siamo-noi-jenson-cuor-di-leone Questa domenica si correrà il Gran Premio del Canada: un altro circuito storico che è diventato un appuntamento fisso nell'inaugurare il mese di giugno. La pista, intitolata alla memoria del compianto Gilles Villeneuve, ha un layout unico nel suo genere dove vengono messi a dura prova sia i freni che i motori termici. Infatti, se la Spagna è terra di aggiornamenti aerodinamici, il Canada viene atteso (in genere) proprio per portare e testare gli aggiornamenti ai propulsori.

Il circuito canadese è famoso anche per un'altra peculiarità: il così detto “muro dei campioni”. Si trova proprio all'uscita dell'ultima curva del circuito, all'inizio del rettilineo principale. Deve la sua fama al fatto che sono tanti i campioni (e non) che hanno perso il controllo della vettura, in uscita di curva, e ci si sono schiantati.

L'appuntamento canadese è famoso anche per detenere il record di più lunga durata per un singolo GP. Correva l'anno 2011, anno in cui le F1 non erano cosi silenziose come ora grazie ai loro potenti motori aspirati, e quella gara sarebbe stata ricordata per un pezzo. Il protagonista di quel pazzesco GP fu il campione del mondo 2009 Jenson Button che, all'epoca, militava nelle file della McLaren di Hamilton. Era opinione comune che Jenson sarebbe stato asfaltato (come si dice in gergo motoristico) da Lewis; invece, tutto questo non avvenne. Anzi, Jenson, con la sua classe e il suo stile di guida, ha sempre fatto fare gli straordinari all'attuale penta campione del mondo.

Quello stesso stile di guida che ha permesso all'ex Brown di disputare una delle sue gare più belle di sempre dove, sotto una pioggia torrenziale, successe di tutto. Il GP venne sospeso per oltre un'ora (ed ecco spiegato il motivo del record di durata che per la precisione è di 4h4'39"537 millesimi), a causa dell'inagibilità della pista. Durante la gara tutti, in un modo o nell'altro, subirono incidenti o penalizzazioni come lo stesso Jenson che fu costretto a ripartire ultimo. Nessuno avrebbe scommesso sull'inglese (tanto più che il leader era Sebastian Vettel sul bagnato e con una Red Bull), ed invece il cuor di leone inglese mostrò al mondo che non era diventato campione del mondo solo perché, nel 2009, aveva la macchina migliore.

Approfittando degli incidenti degli altri, con relative safety car, e della mutevolezza del meteo (capendo prima di tutti quando montare le slick), Jenson mise in atto una rimonta da manuale arrivando a sorpassare il leader del GP e andando a prendersi quella vittoria assolutamente meritata.

Se questa storia ci ha insegnato qualcosa è che nulla è scritto e che il GP è finito solo quando sventola la bandiera a scacchi. Le chances per Ferrari di risorgere in terra canadese non sono alte; purtroppo i rivali teutonici hanno un enorme vantaggio tecnico e, per stessa ammissione della scuderia italiana, il loro ritardo abbraccia un pò tutte le aree della macchina. Nonostante ciò tutto è possibile, in special modo in Canada, e Jenson ce lo ha dimostrato. Aspettiamo la bandiera a scacchi, quindi, per vedere come finirà.

Buon GP del Canada.

Vito Quaranta - @quaranta_vito

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Thu, 6 Jun 2019 09:33:04 +0000 https://www.formula1.it/news/6578/1/la-storia-siamo-noi-jenson-cuor-di-leone http://www.formula1.it/admin/foto/la-storia-siamo-noi-jenson-cuor-di-leone-6578-1.jpg
EssereMercedes - Cosa accadrà al programma F1 della Stella dal 2026? https://www.formula1.it/news/6582/1/esseremercedes-cosa-accadra-al-programma-f1-della-stella-dal-2026 L'ERA ZETSCHE: VITTORIE SPORTIVE E TRIONFI COMMERCIALI


Il Gran Premio di Spagna del 2019 non verrà ricordato solo per il record della Mercedes che marca cinque doppiette consecutive. No, la gara disputatasi nella città che Antoni Gaudì ha reso architettonicamente famosa passerà alla storia per la fine di un'era sportiva: quella di Dieter Zetsche.
Il sessantaseienne ingegnere tedesco (turco di nascita, nda), entrato in Daimler AG nel lontano 1976 come ricercatore, ha via via scalato posizioni fino a ricoprire, grazie alla sua visione industriale lungimirante e innovativa, la carica di presidente. Nel 2006.
Sotto la sua gestione il marchio Mercedes ha conosciuto una seconda giovinezza passando per due fasi principali: produzione di veicoli con standard qualitativi appannatisi negli anni precedenti e un fitto e vincente programma sportivo che ha imposto il dominio, specie in Formula Uno, del marchio della Stella a Tre Punte. Lo sport, dunque, come traino commerciale.


In tal senso uno dei primi provvedimenti presi durante il suo "regno" fu quello di trasformare l'esperienza Mercedes: da "semplice" fornitore di motori la casa di Stoccarda doveva diventare un costruttore a tutto tondo. E doveva vincere. Fu Zetsche a curare l'acquisizione della Brawn GP inaspettata mattatrice del mondiale 2009. Fu Zetsche a spingere affinché Michael Schumacher tornasse in pista sulla W01 nel 2010. Lo stesso dirigente che volle Toto Wolff, Niki Lauda, Lewis Hamilton e, soprattutto, che fece pressioni in seno alla FIA capitalizzando una guerra politica che sancì l'introduzione delle power unit ibride. Con relativo dominio cui tutt'ora assistiamo. Un presidente illuminato che ha ceduto il testimone allo svedese Ola Kaellenius, primo manager non tedesco del gruppo.

 



IL NUOVO CHE AVANZA: OLA KAELLENIUS

E' nell'ordine delle cose che un nuovo n°1 porti idee peculiari pur continuando nella scia di un predecessore il cui lavoro verrà ricordato non solo dalla Mercedes ma anche da tutto il settore automobilistico tedesco, europeo e mondiale. Quali siano le idee di Kaellenius a riguardo dell'attività motoristico-sportiva della Stella non è dato sapere. Possiamo solo fare delle congetture ed analizzare degli scenari in base alle recenti notizie ufficiali diramate dagli addetti stampa di Stoccarda.


Il primo atto formale del cinquantenne (l'undici giugno) di Vastervik, il cui mandato durerà un lustro, è stato quello annunciare la prosecuzione dell'impegno della Mercedes nella massima competizione automobilistica. Non una progetto sine die, bensì un impegno che, per ora, ha una scadenza: 2025.
Ciò non sta a significare che i vertici di Daimler AG abbiano già decretato il ritiro delle Frecce d'Argento dalla F1, affatto. E' solo una naturale politica aziendale che calibra l'impegno sportivo – e dunque finanziario – in base al contesto politico-motoristico che è normalmente liquido, cangiante. Ma anche alla facoltà di continuare ad imporsi o a competere in maniera serrata per le posizioni di vertice. Non pare plausibile, infatti, pensare ad una Mercedes intesa come mero sparring partner di team che si portano a casa la posta in palio in maniera reiterata.

A Stoccarda sono parecchio ambiziosi. E svegli. Perchè hanno capito che il successo sportivo, con i relativi investimenti, rappresenta una sorta di moltiplicatore keynesiano per le vendite dei prodotti stradali. Essere in F1 per accontentarsi di partecipare non era una prerogativa di Zetsche. Nè lo sarà di Kaellenius che dovrà essere abile a capire come evolverà la F1 e, in generale, il motorsport negli anni a venire.

 

UN TRITTICO DI SCENARI


Partiamo da un assunto: non diamo per scontata la permanenza del team di Brackley in Formula Uno. Non possiamo però immaginare a una soluzione "on/off", "in/out". La questione potrebbe essere più articolata. E sono tre gli scenari che potrebbero realizzarsi in base al verificarsi di determinate condizioni.



1. EFFETTO QUADRO NORMATIVO 2021

 

 

 

 



Tra meno di due anni si aprirà una fase del tutto nuova per la Formula Uno. Vi sarà una rivoluzione regolamentare che, nello specifico, non è ancora del tutto definita, soprattutto per quanto concerne la standardizzazione di alcune parti della monoposto. Dopo la bocciatura di una trasmissione comune a tutte le vetture, sono ancora in corso accese discussioni tra i team e i "padroni del vapore" di Liberty Media sull'uniformazione di altre parti della monoposto. Nonché sull'utilizzo di alcune componenti comuni nei motori ibridi.


Certo è che le prossime auto avranno pochissimo a che spartire con quelle che siamo ormai abituati a vedere: dall'aspetto futuristico, esteticamente accattivanti, generalmente più semplici nei principi aerodinamici che le ispireranno. L'intento della proprietà americana è quello di limitare drasticamente l'importanza dell'aerodinamica superiore favorendo quella inferiore. In soldoni, lo scopo è quello di produrre auto quasi del tutto insensibili alle scie in modo da consentire a due o più vetture di restare incollate in curva. Espediente, questo, che dovrebbe una volta e per tutte favorire sorpassi, spettacolo e azione.


E' naturale che una mutazione tecnica così profonda potrebbe produrre l'ascesa di un nuovo gruppo dominante con tecnici più bravi ad intuire la soluzione vincente. Un po' come Ross Brawn e la sua equipe riuscirono a fare con il diffusore dell'omonima vettura 2009 che ha fatto scuola, epoca, storia. Se quei tecnici non fossero quelli della Stella la cosa potrebbe rappresentare un problema per la permanenza dei tedeschi in F1.

Non è una questione di danaro a mio parere. Se l'investimento, come successo negli anni dieci, frutta, Mercedes inietterà altri capitali. Ovviamente compatibilmente con un eventuale (in discussione) salary cap. A Stoccarda non temono di gettare nel circolo milioni di euro freschi che comunque rappresentano cifre irrisorie rispetto a fatturati mostruosi; ai dirigenti della Stella preme che la spesa sia fruttuosa in termini di risultati.


E' verosimile, dunque, che una Mercedes vincente anche dal 2021 possa essere stimolata a proseguire oltre la fatidica soglia del 2025. Di converso, in uno scenario di fatica nel raggiungere obiettivi soddisfacenti, potrebbe verificarsi la circostanza analizzata al prossimo punto.



2. DISIMPEGNO PARZIALE: FORNITORE POWER UNIT

 

 

 

 


Sarebbe a tutti gli effetti un ritorno allo status quo ante Zetsche. Una Mercedes impegnata nello sviluppo e nella fornitura di power unit a team clienti paganti come succedeva negli anni della McLaren di Mika Hakkinen condotta alla vittoria di due titoli prima che si instaurasse il dirompente dominio del binomio Ferrari-Schumacher. Una soluzione di comodo che consentirebbe agli specialisti anglo-tedeschi di continuare lo sviluppo delle unità ibride mantenendo il travaso tecnico sulle auto di produzione. Soprattutto se si tiene conto che, a livello normativo, la strada tracciata dall'Unione Europea (e non solo) è quella di un progressivo affrancamento dai canonici carburanti. Ma ciò darebbe concreti vantaggi? Ne dubito.

Da un punto di vista strettamente logico questo sembra il sentiero meno percorribile. Una vettura stradale, ormai, è un sistema integrato di tecnologie inscindibili per cui un motore non è un'unita indipendente da un sistema frenante piuttosto che da un impianto idraulico che sovraintende ad altre funzioni di gestione della stessa automobile. In effetti non avrebbe senso per un costruttore realizzare solo un motore e mutuarne le caratteristiche adattandole alla produzione. Più coerente sarebbe, come succede oggi, lo sviluppo di tutti i sistemi interconnessi e tra loro interagenti di una monoposto col fine di trasferirne funzionalità anche sulle auto che quotidianamente usiamo per muoverci in città o in autostrada.


3. "FORMULA E" E NUOVE FRONTIERE

 

 


Poi c'è una terza via. Per ora misteriosa e imperscrutabile. Ed è quella che porta alla Formula E. Mercedes, pur di entrare nella serie ideata dal patron Alejadro Agag, ha abbandonato uno dei programmi che, negli anni, ha dato maggiori soddisfazioni all'effigie della Stella: il DTM. Disimpegno molto contestato in patria ma che ha un senso logico considerando la direzione che la propulsione delle vetture stradali sta prendendo a livello planetario. Una Formula E che, pur essendo nelle prestazioni distante anni luce dalla F1, sta via via migliorando sia nelle performance che nella durata delle batterie delle monoposto (vero limite attuale).

Le gare delle categoria offrono sempre più spettacolo e diventano via via più credibili sebbene i circuiti che ospitano gli eventi sono ancora troppo "giocattolosi" per essere considerati veri banchi di prova. Per il momento.
La serie, insomma, è in rapida ascesa: più pubblico a seguirla, più "hype" a crearsi attorno ai week end. Sempre più case automobilistiche coinvolte. Nella quinta stagione (in corso) vi è un vero e proprio "parterre de roi": DS, BMW, Nissan, Jaguar, Audi. E, dal 2020, Mercedes che ha presentato la sua creatura qualche mese fa. Imporsi su cotanta concorrenza dà più di uno stimolo. Per non parlare del tornaconto commerciale.


Una categoria dinamica, per certi versi affine al mondo videoludico che genera, come detto, sempre maggior interesse. Quindi sponsor, ritorno d'immagine e relativa voglia di investire. Per ora l'impegno di Mercedes nella Formula E è configurato come un binario parallelo a quello della F1: l'una non esclude l'altra. Ma bisogna capire quale piega prenderà il giocattolo di Liberty Merdia, soprattutto per ciò che concerne la volontà degli americani di uniformare tecnicamente le vetture. Che potrebbe rappresentare un disincentivo per chi ha voglia e velleità di innovare distinguendosi dalla concorrenza.


Ancora, una (attualmente) non prevedibile incapacità di trionfare da parte delle Frecce d'Argento con le regole 2021, come spiegavo al punto 1, potrebbe spingere i decisori a disimpegnarsi per profondere energie progettuali e finanziarie in una serie automobilistica che molti considerano essere quella del futuro e che, negli anni, potrebbe assorbire parte degli utenti della F1.

 

 


Delle scelte future, naturalmente, non si ha certezza. Si sono fatte congetture, ho postulato panorami verosimili, ma non v'è contezza di una possibile smobilitazione. Al momento è corretto dire che Mercedes non si è ancora posta il problema per il post 2025. Una cosa è però chiara: finché i tedeschi saranno in Formula Uno competeranno al massimo delle loro possibilità. Sembrano difettare di concretezza quegli scenari che raccontano di un "disarmo" tecnico e finanziario progressivo dal 2021 in poi.
Mercedes, statene certi, uscirà, qualora voglia davvero farlo, da trionfatrice. E non da semplice comparsa.

 


Autore: Diego Catalano - @diegocatalano77


Foto: Daimler - dailmer.com Mercedes-AMG F1 - @MercedesAMGF1 Mercedes-Benz EQ Formula E team - @MercedesEQFE

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Wed, 5 Jun 2019 21:48:15 +0000 https://www.formula1.it/news/6582/1/esseremercedes-cosa-accadra-al-programma-f1-della-stella-dal-2026 http://www.formula1.it/admin/foto/esseremercedes-cosa-accadra-al-programma-f1-della-stella-dal-2026-6582-2.jpg
Red Bull: chi non risica non rosica https://www.formula1.it/news/6581/1/red-bull-chi-non-risica-non-rosica Alla vigilia del settimo GP della stagione in terra canadese, merita un focus particolare la parabola evolutiva di Red Bull Racing che nelle prestazioni sta segnando una netta crescita rispetto al 2018. Proprio guardando allo scorso anno, Red Bull è di certo il team che ha apportato i cambiamenti più macroscopici con due importanti scelte di discontinuità: il cambio di fornitore di power unit e l’arrivo di Pierre Gasly, promosso da Toro Rosso, ad affiancare Max Verstappen.

Red Bull e Renault hanno collaborato per ben 12 anni, un’unione che segnato un’epoca in Formula Uno, fruttando 57 vittorie e otto titoli mondiali, fra piloti e costruttori; tutto questo però non è basato a salvaguardare la serenità e l’equilibrio del rapporto fra le due parti nei momenti di difficoltà, la tensione è andata progressivamente crescendo, con Red Bull ad incolpare direttamente il suo fornitore accusandolo di scarso impegno nello sviluppo del motore fino ad addossandogli interamente la colpa per i ripetuti problemi della scorsa stagione. Il divorzio è stato quindi inevitabile e la scuderia di Milton Keynes ha scelto Honda come nuovo partner tecnico. Horner, all’annuncio della collaborazione, ha dichiarato di essere stato colpito dall’impegno della squadra giapponese, dalla sua voglia di crescere e dai rapidi passi in avanti compiuti, proprio nel 2018, con Toro Rosso. Una decisione che sta pagando, risultati alla mano: è evidente la crescita costante degli austriaci, arrivati prima a lottare e poi a stare davanti in gara a Ferrari, una tendenza costante nelle ultime due gare, Spagna e Monaco. (Ricordiamo che in quest’ultima, Verstappen ha finito quarto per la penalità rimediata in pit lane nel duello con Bottas, ma in pista si è stato l’unico a restare incollato ad Hamilton sino alla fine).
Credo però sia necessario sottolineare come scegliere Honda portasse con sé tutta una serie di incognite derivanti dalla fallimentare esperienza dei giapponesi con McLaren dal 2015 al 2017 e non fosse quindi una decisione priva di rischi, specie per un top team: Red Bull li ha saputi correre, riuscendo, finora si può dire con merito, ad intravedere, valorizzare e capitalizzare il serio impegno e la voglia di tornare a vincere di Honda.

 

 

 


Una grande nota di merito per questo inizio di stagione della “lattine”, va a Max Verstappen che, seppur mantenendo la naturale ed istintiva irruenza, il suo marchio di fabbrica, sta imparando a dosarla, quasi trattenendosi, privilegiando l’ottica prospettica della gara intera e del campionato, diventando sempre di più un uomo squadra, un vero primo pilota che riesce a pensare al team, alla continuità dei punti, piuttosto che al “tutto e subito”. Se l’olandese continuerà così, unendo testa all’enorme talento innato, potrà diventare davvero un pilota in grado di segnare la storia della F1.


Veniamo ora a quanto sta funzionando meno nel team, ovvero Pierre Gasly. L’averlo messo in auto al posto di Ricciardo chiarisce e conferma due approcci di Red Bull: il voler puntare sui giovani facendone una cifra distintiva e l’aver incoronato Verstappen leader indiscusso della squadra. Di certo per Pierre non si tratta di una situazione semplice da gestire, sa di avere un’occasione enorme ma rischia di restare schiacciato dalla pressione, dall’aspettativa, dal rapporto privilegiato del team con l’olandese che ormai ha una bella esperienza a questo livello e, sopratutto, va sempre fortissimo. A Montecarlo e Barcellona sono giunti segnali di risveglio per il francese che gli auguriamo di confermare anche in Canada, Gasly ha fatto benissimo in Toro Rosso ed è giusto si viva questa meritata chance riuscendo ad attingere il massimo da se stesso; non vorremmo aggiungerlo al triste elenco dei giovani bruciati assolutamente troppo in fretta da Marko. Mancano solo le sue performance di livello per rendere Red Bull la seconda forza effettiva di questo campionato.

 

 

 


Autore: Elisa Rubertelli - @Nerys__


Foto: Stefano Arcari - @BerrageizF1 Andrea Lorenzina

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

 

]]>
Wed, 5 Jun 2019 21:44:22 +0000 https://www.formula1.it/news/6581/1/red-bull-chi-non-risica-non-rosica http://www.formula1.it/admin/foto/red-bull-chi-non-risica-non-rosica-6581-1.jpg
Ricciardo: che impresa in Renault https://www.formula1.it/news/6579/1/ricciardo-che-impresa-in-renault Il rapporto di Daniel Ricciardo con la sua ex scuderia, la Red Bull, è entrato in una fase critica e di declino nel non lontano 2016, anno in cui Max Verstappen ha preso il posto di Daniil Kvyat al suo fianco. E' quello il momento in cui la carriera dell'australiano ha preso una piega nuova. La squadra austriaca, sempre più affascinata dalle performance dal giovane talento olandese proveniente dal team satellite Toro Rosso, cominciò a distogliere le proprie attenzioni dal più esperto australiano, tanto da arrivare ad una completa - ed insanabile - frattura del rapporto tra le parti. Una lesione verificatasi durante la passata stagione.

Il pilota nato a Perth, famoso nel Circus anche per la sua simpatia, non sentendosi più a casa all'interno della compagine anglo-austriaca, decise di ''cambiare aria''. Non trovando top team con posti disponibili la scelta ricadde sul sedile lasciato libero da Carlos Sainz Jr, in Renault. Firmare per il team transalpino è stata per Daniel Ricciardo una scelta coraggiosa e di certo non priva di rischi. Ma professionalmente risulta, per ora, una sorta di regressione.


Aderendo a un progetto che comunque resta ambizioso, il pilota in tuta gialla sperava di riportare nelle zone alte la Renault. Il costruttore ex fornitore dei motori per Red Bull ebbe alcuni screzi nella passata stagione prima di passare alla motorizzazione Honda. Speranze, quelle di Daniel, rimaste tali ad oggi. Soprattutto dopo aver iniziato questa stagione con tre ritiri e soli otto punti conquistati. Unica e magra consolazione è quella di avere il proprio compagno Nico Hulkenberg dietro di sé in classifica, staccato di due punti. Cosa che di certo non appaga l'australiano dai modesti risultati ottenuti.

La posizione occupata in graduatoria non rispecchia l'ambizione dell'italo-australiano che voleva rilanciare se stesso e la squadra transalpina. Quello di Ricciardo è l'inizio di campionato peggiore che abbia avuto dal 2014, anno nel quale fece il suo esordio in Red Bull. Problemi di affidabilità per il motore prodotto a Viry Châtillon ma anche errori in gara, sono costati un rallentamento nel cammino intrapreso in questa stagione. Quindi le responsabilità non sono pienamente da ascrivere al pilota. Le ultime evoluzioni introdotte dalla Losanga, amministrata in F1 da Cyril Abiteboul, sono però state accolte positivamente da parte di Daniel durante l'ultimo week-end di Monaco. Il ventinovenne ha riscontrato miglioramenti nella guidabilità della monoposto ed anche progressi sul versante dell'affidabilità.

Il nuovo arrivato in Renault è affamato di risultati, e si aspetta nel proseguo della stagione ulteriori passi in avanti da parte di tutto il team. Solo così potrà dimostrare tutto il suo enorme potenziale. Bisogna ricordare che Ricciardo è stato colui il quale ha messo in fuga Sebastian Vettel dalla Red Bull avendolo battuto in maniera piuttosto netta. Magari l'occasione per un riscatto si manifesterà già nel prossimo appuntamento canadese che si disputerà questo fone settimana sull'affascinante tracciato dedicato allo scomparso Gilles Villeneuve. Circuito sul quale Daniel conquistò la sua prima vittoria.

 


Autore: Andrea Saberogi @Racearrow

Foto: Stafano Arcari - Andrea Lorenzina

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Wed, 5 Jun 2019 21:34:06 +0000 https://www.formula1.it/news/6579/1/ricciardo-che-impresa-in-renault http://www.formula1.it/admin/foto/ricciardo-che-impresa-in-renault-6579-1.jpg
300 volte Kimi https://www.formula1.it/news/6577/1/300-volte-kimi A Montecerlo, dove la triste notizia della scomparsa del tre volte campione del mondo Niki Lauda ha preso la scena, un altro avvenimento di invidiabile entità è passato in secondo piano. Stiamo parlando della trecentesima partecipazione a un evento di Formula Uno da parte di Kimi Raikkonen, festeggiata proprio nel Gran Premio di Monaco.


Dopo l’esordio nella massima categoria del Motorsport avvenuto il quattro marzo del 2001 con la scuderia Sauber, Kimi approda in McLaren prendendo il posto del connazionale Mika Hakkinen. Successivamente Raikkonen passa in Ferrari, dove nell'anno 2007 ereditando il sedile lasciato libero da Michael Schumacher, si laureò ultimo campione del mondo del team italiano. In seguito all'avventura con Il Cavallino, il pilota finlandese decise abbandonare il Circus per due stagioni, tornando in Formula Uno con la Lotus dove disputa i due campionati antecedenti all'introduzione dei motori turbo ibridi, sommando due vittorie e differenti podi.


Nella stagione 2014 Kimi decide di accettare l’offerta della Ferrari tornando in Italia, sostituendo l’ex compagno di squadra Felipe Massa e accompagnando Fernando Alonso in un’annata che risulterà avara di soddisfazioni. Nei successivi quattro anni Raikkonen divide il box con Sebastian Vettel, godnedo di un ottimo rapporto visto l’amicizia di lunga data che lega i due piloti. L’ esperienza di Kimi nello sviluppo della vettura è stata fondamentale nell'era ibrida, contribuendo alla creazione di una monoposto capace di battagliare per il titolo mondiale contro Mercedes.


Dopo cinque annate consecutive Iceman lascia nuovamente la storica scuderia, questa volta facendo spazio al giovane talento Charles Leclerc. La presenza del finlandese nel rinnovato team Alfa Romeo Racing risulta di fondamentale importanza per il lavoro intrapreso dalla squadra. Il team svizzero infatti, forte di una partnership con la scuderia di Maranello e con il marchio automobilistico Alfa Romeo, ha intrapreso un cammino ambizioso per poter scalare posizioni in classifica, anche se l'impresa non è affatto semplice come testimoniano le prime gare del mondiale 2019.

Nell'accettare tale sedile (tra l'altro quello da cui la sua carriera ebbe inizio) e tale progetto, Kimi ha dimostrato coraggio: passare da una squadra di alta classifica ad una ambiziosa ma costretta al momento alle sole posizioni di ripiego, è la prova della gran voglia di correre e di mettersi in gioco che Raikkonen tuttavia nutre. Andando ad analizzare i risultati ottenuti in questo inizio stagione dalla scuderia guidata da Frédéric Vasseur, notiamo come i tredici punti accumulati dalla team di Hinwil siano stati conquistati tutti quanti da Kimi. Il finlandese ha preceduto sul traguardo il proprio compagno di squadra in tutte quante le gare del 2019. Ulteriore aspetto da considerare sono le posizioni ottenute in qualifica, dove Raikkonen batte Giovinazzi cinque a uno.


Questi dati come ben sappiamo non hanno carattere definitivo, in quanto ci troviamo solamente al sesto appuntamento mondiale. Tuttavia questa analisi ci fa riflettere sull'uomo e sulla fame di risultati che Kimi nutre tuttora dentro di se. Ancora oggi dopo aver disputato trecento Gran Premi, grazie al suo modo di essere sia al volante che nella vita riesce ad accendere emozioni tra i propri tifosi, tanto da risultare uno dei piloti più amati nel panorama mondiale. In fondo l'ultima vittoria della Ferrari nel mondiale dello scorso anno, che avvenne nel circuito statunitense di Austin, è stata conquistata proprio da lui...


Grazie Kimi


Autore: Andrea Saberogi - @Racearrow

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Tue, 4 Jun 2019 19:17:19 +0000 https://www.formula1.it/news/6577/1/300-volte-kimi http://www.formula1.it/admin/foto/300-volte-kimi-6577-1.jpg
Toto Wolff è preoccupato: I rettilinei di Montreal ci penalizzano https://www.formula1.it/news/6576/1/toto-wolff-e-preoccupato-i-rettilinei-di-montreal-ci-penalizzano La settimana del GP del Canada, settimo appuntamento in calendario, è finalmente giunta. Gara cruciale quella che si disputerà sull'isolotto artificiale di Notre-Dame cinto dalle acque del fiume San Lorenzo. I due competitor principali al titolo arrivano con aspettative del tutto dicotomiche: dal un lato la Ferrari che proverà a riscattarsi dopo un avvio shock; dall'altro la Mercedes che vorrà continuare a fare la voce grossa nella speranza di infilare la settima perla in una già preziosissima corona (anteprima gp).


Con i motori ancora silenti, a destare interesse sono le parole dei protagonisti del Circus che, alla spicciolata, iniziano a fare capolino nel rinnovato paddock canadese. A Maranello si predica calma nonostante la pista nordamericana potrebbe essere "nelle corde" della SF-90: i lunghi rettilinei dovrebbero esaltare una monoposto che, sino a questo momento, è sempre stata leader nelle prestazioni velocistiche. La quasi totale assenza di pieghe lentissime, ancora, potrebbe consentire alla Rossa di soffrire meno rispetto alla rivale per antonomasia, la W10.


Consci di ciò, in casa Mercedes si professa la solita preoccupazione pre gara. Che, stavolta, potrebbe non essere semplice pretattica. "Le sfide di Montreal sono opposte a quelle di Monaco. Il circuito dedicato a Gilles Villeneuve – ha sottolineato il "boss" della Stella a Tre Punte – ha dei rettilinei relativamente lunghi che favoriscono i sorpassi. Come a Montecarlo – ha aggiunto – i muretti sono molti vicini e ogni errore si paga pesantemente".


Fin qui parole scontate. Il registro cambia quando si affronta il discorso relativo alle possibilità di vittoria della Mercedes: "Nelle prime sei gare siamo stato molti forti nelle curve ma pagavamo sui rettilinei. Ciò rende il Canada una grande sfida per noi poichè le caratteristiche della pista potrebbero favorire i nostri avversari. Ci sono molti rettilinei – ha chiosato il manager austriaco – e meno curve nelle quali costruire il giro".


Inquietudini, quelle di Wolff, che potrebbero avere un fondo di verità nonostante il reparto motori guidato da Andy Cowell abbia deliberato una nuova power unit che dovrebbe sbloccare qualche utilissimo cavallo in più su una pista che mette particolarmente alla frusta la componente endotetermica. Anche perchè gli ingegneri di Brixworth difficilmente sfrutteranno tutto il potenziale all'esordio della nuova specifica.


Il gran premio del Canada, in chiusura, potrebbe essere molto più equilibrato di quanto questo inizio di campionato abbia raccontato. E Toto Wolff ne è perfettamente consapevole.

Autore: Diego Catalano @diegocatalano77

Foto: Mercedes-AMG F1 @MercedesAMGF1

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Mon, 3 Jun 2019 19:08:03 +0000 https://www.formula1.it/news/6576/1/toto-wolff-e-preoccupato-i-rettilinei-di-montreal-ci-penalizzano http://www.formula1.it/admin/foto/toto-wolff-e-preoccupato-i-rettilinei-di-montreal-ci-penalizzano-6576-1.jpg
Antonio Giovinazzi merita fiducia https://www.formula1.it/news/6575/1/antonio-giovinazzi-merita-fiducia Il mondiale di F1 è appena ad 1/3 del suo cammino, ma per i vari team è già tempo di bilanci. Sicuramente positivo, tanto per citarne qualcuno, quello Mercedes; mentre sono da ritenersi negativi quelli di Ferrari e Williams. Deludente anche il percorso della Renault.

Ovviamente anche i piloti sono sotto la lente d’ingrandimento. Soprattutto i debuttanti. Tra tutti ha sorpreso Alexander Albon che, arrivato in punta di piedi, sta dimostrando di avere un buon potenziale. Bene anche Lando Norris su McLaren nonostante qualche errorino qua e là. Non valutabile, per ora, la stagione di George Russell considerando sia le condizioni in cui versa la Williams, sia che l’unico suo avversario è il polacco Robert Kubica al ritorno in F1 dopo ben 8 anni dall’ultima gara. Un test poco probante insomma.

E poi c’è Antonio Giovinazzi, vero e proprio osservato speciale visto che è l'unico italiano in griglia. Facendo un giro sui social network sembra che stia deludendo molto gli appassionati italici che non gli risparmiano critiche. Spesso dure. Il suo primo mondiale da titolare nella categoria più importante del Motorsport è così disastroso da far pensare a molti di non meritare di parteciparvi?

MOLTE LE ATTENUANTI PER "BON GIOVI"

Un primo aspetto che non deve passare inosservato è che Giovinazzi, a differenza degli altri debuttanti che hanno corso in F2 sino allo scorso novembre, è l'unico ad aver svolto minore attività in pista. Negli ultimi due anni, infatti, ha disputato solamente 3 gare ufficiali: le due di F1 ad inizio mondiale 2017 con la Sauber e la 24 ore di Le Mans dello scorso anno. Poi tanto simulatore Ferrari, qualche free practice e sporadiche sessioni di test con la scuderia di Maranello, la Haas e l'Alfa Romeo-Sauber.

Questo indica che Antonio non era più abituato a stare in pista a combattere con altri piloti. Quindi, nelle prime gare, ha dovuto recuperare il suo spirito “racing” e "reimparare" a gestire le gare e tutto quello che esse prevedono. Oltre a ciò, c’è da segnalare che il suo compagno di squadra, quindi il riferimento più diretto, è un certo Kimi Raikkonen, campione del Mondo 2007. Un pilota capace, fino qualche mese fa, di fare pole e vittoria non la Ferrari. Dunque un confronto veramente duro.

Fatte queste doverose premesse, andiamo a vedere la sua stagione fino ad ora: in Australia si qualifica 14º. In partenza la sua ala anteriore viene danneggiata dai detriti lasciati in pista da Ricciardo dopo un'escursione. Cosa che, di fatto, fa sì che il suo GP diventi una sofferenza frutto di una macchina con poco carico e che tendeva consumare maggiormente le gomme. Nonostante ciò, spicca per una grande e dura difesa su Norris. In Bahrain, circuito su quale non aveva mai gareggiato in precedenza, non va oltre il 16º posto in qualifica. Ma in gara il ritmo del 99 è più competitivo e nel finale si ritrova sulla strategia giusta. Peccato però che la Safety Car (che salva il podio di uno sfortunato Leclerc) impedisca al nostro di sferrare gli attacchi decisivi per la conquista dei primi punti.

Shanghai non porta fortuna al driver di Martina Franca: dopo il week-end tribolato del 2017, con doppio incidente nello stesso punto, ne arriva un altro: è costretto a saltare tutte le FP1 ma soprattutto le qualifiche a causa di noie tecniche. Partendo ultimo, con pochi riferimenti/dati e con una strategia rivedibile, non riesce ad andare oltre il 15º posto; mentre il compagno Raikkonen va a punti per la 3ª volta consecutiva.

A Baku finalmente un lampo: sulla pista dove, in GP2, fece doppietta, riesce per prima volta a qualificarsi in Q3, con un ottimo 8º posto in griglia davanti a Kimi. Peccato che alla vigilia del weekend azero in Alfa Romeo abbiano deciso di sostituire per la 3ª volta la centralina sulla vettura n° 99 dopo tutti i problemi riscontrati in Cina con conseguente arretramento di 10 posizioni. In gara si piazzerà al 12º posto.

Sul tracciato spagnolo, invece, le Alfa Romeo sono in difficoltà fin dal venerdì. E le prestazioni domenicali ne risentiranno pesantemente. A Monaco, dopo un inizio di weekend promettente (entrambi i piloti sono costantemente in Top10 nelle libere), nel momento topico, il team gestito da Vasseur è letteralmente sparito dalla pista, andando in difficoltà con le gomme. Giovinazzi ci mette anche del suo: in qualifica compie un "impeding" e per questo viene penalizzato di 3 posizioni in griglia; mentre in gara, alla ripartenza dopo la Safety Car, tenta di emulare Leclerc alla Rascasse ma con risultati pessimi, visto che l’azione sfocia in un contatto con Kubica, Il Gp dell'alfiere dell'Alfa viene chiuso con un poco lusinghiero 19º posto. Ultimo dietro il compagno di squadra e le due Williams.

Giovinazzi, tra errori suoi, problemi tecnici e macchina non sempre competitiva, non ha mai potuto beneficiare di un weekend veramente pulito in cui esibire il suo vero potenziale.

Probabile che Antonio non sia un fenomeno alla Leclerc o alla Verstappen, ma si tratta di un buon pilota e, se le condizioni generali si normalizzeranno, lo potrà dimostrare come ha già fatto in GP2, nel 2016.

Proprio nella categoria propedeutica alla F1 era venuto fuori alla distanza: nella seconda metà di campionato, dopo un inizio senza nemmeno un punto, sciorinò delle gare bellissime (penso a Monza dove aveva vinto dopo se partiva ultimo) e sorpassi incredibili (andate su YouTube a rivedere il duello a Sepang con Sirotkin). In F1 si sono visti dei piloti con minor potenziale a cui a fine anno è stato comunque rinnovato il contratto. Ad Antonio, invece, si chiede la testa dopo appena 6 tappe nelle quali, come dimostrato, non ha potuto godere di condizioni "pulite", normali.

Se gli verranno dati tempo e fiducia ci farà divertire.

Autore: Mattia Maestri @mattiamaestri46

Foto: Alfa Romeo Racing

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Mon, 3 Jun 2019 18:55:14 +0000 https://www.formula1.it/news/6575/1/antonio-giovinazzi-merita-fiducia http://www.formula1.it/admin/foto/antonio-giovinazzi-merita-fiducia-6575-2.jpg
GP CANADA - ANTEPRIMA: la PU EVO 2 di Mercedes varrà 1 decimo al giro in Canada, ma... https://www.formula1.it/news/6574/1/gp-canada-anteprima-la-pu-evo-2-di-mercedes-varra-1-decimo-al-giro-in-canada-ma
Nonostante il dominio Mercedes dei primi 6 appuntamenti (sono altrettante le vittorie del Team anglo tedesco), ci apprestiamo già ad entrare nel secondo terzo di mondiale con il GP del Canada, un appuntamento stagionale, il settimo, parecchio atteso soprattutto dai tifosi Ferrari visto che la pista potrebbe adattarsi al concetto aerodinamico Low Drag della SF90 (ma siamo sicuri anche dal punto di vista degli pneumatici?). Sarà poi un weekend molto interessante considerando che molti motoristi porteranno in pista alcune novità in tema di Power Unit.Dopo gli aggiornamenti di Baku (Honda) e Barcellona (Ferrari e Renault), si attende soprattutto la prima evoluzione della Power Unit Mercedes; secondo quanto raccolto da FUnoAnalisiTecnica, l'aggiornamento, almeno inizialmente, non porterà importanti guadagni al Team anglo tedesco (1 decimo al giro, intorno ai 5 CV). Una Power Unit che però, come piace spesso fare ai tedeschi, verrà "evoluta" con il passare delle gare dove verranno sbloccati ulteriori CV.

E’ successo nel 2018…

"Vettel riesce a prendersi ancora una volta la pole e al via mantiene il comando della gara, precedendo Bottas e Verstappen. Hamilton è quarto, mentre Ricciardo passa Raikkonen per il quinto posto. Subito si verifica un incidente tra Stroll e Hartley che costringe l’ingresso della Safety Car. Alla ripartenza le posizioni rimangono invariate. Al giro 17 iniziano le soste per i big: è il turno di Verstappen e Hamilton. Nel giro successivo tocca a Ricciardo che grazie ad un tempismo perfetto, rientra davanti all'inglese, anche se alle spalle di Verstappen. Nel giro 33, è la volta di Raikkonen a effettuare la sosta, ma rientra in gara ancora dietro a Hamilton. Al giro 37 anche Bottas va al cambio gomme, seguito il giro successivo da Vettel. Il tedesco riesce comunque a mantenere la prima posizione. Bottas cerca di avvicinarsi a Vettel, ma compie un errore di guida che lo riallontana dal leader. Dietro Verstappen, Ricciardo e Hamilton sono molto vicini, ma la gara prosegue fino al termine senza sussulti significativi, con Vettel che vince davanti a Bottas e Verstappen."

 

GP CANADA: esclusiva Sky, su TV8 le differite

Ecco gli orari ITALIANI del Gp del Canada 2019:

 

GP CANADA: un circuito semi permanente con il secondo rettilineo più lungo del campionato

Dalle stradine del Principato la Formula 1 arriva in Canada a Montreal, in Quebec, per disputare la settima gara del Campionato del Mondo di F1 2019 sul Circuit Gilles Villeneuve.

 

Il circuito canadese presenta il secondo rettilineo più lungo del campionato, richiede ottima stabilità di frenata potendo sfruttare un carico aerodinamico medio (o medio basso, in base alle configurazioni scelte dai vari Team) e una gestione del consumo benzina che risulta elevato su questo veloce tracciato. Molto importante da questo punto di vista, l'efficienza di recupero energetico. Con la buona aderenza dovuta alle mescole più morbide della gamma che propone Pirelli per questa stagione, è possibile ridurre il carico aerodinamico e quindi la resistenza all'avanzamento per ridurre il consumo di benzina.

Il circuito presenta quattro tratti ad alta velocità (Droit du Casino, rettilineo dei box, tratto tra Curva 7-8 e tra Curva 9-10), due curve lente (Curva 2 e Curva 10) e tre punti ideali per il sorpasso (Curva 1-2, Curva 6-7 e Curva 10). Il tracciato è dotato di due tratti consecutivi dove si può utilizzare l’ala mobile, lungo il Droit du Casino e il rettifilo dei box.

La probabilità d’ingresso della Safety Car che neutralizza la gara è elevata, perché ci sono poche vie di fuga e la rimozione delle vetture accidentate non è agevole. Le caratteristiche del circuito lo rendono particolarmente esigente per la stabilità in frenata, l’aderenza meccanica e la trazione in uscita dalle curve.

 

GP CANADA: un circuito da medio/medio basso carico aerodinamico

A Montreal l’alta velocità richiede carico aerodinamico medio o medio basso. Deve essere trovato un compromesso di carico che aiuti in frenata e in accelerazione ma non penalizzi le velocità di punta che possono essere determinanti per il sorpasso, con un occhio al consumo benzina che come è noto dipende dalla resistenza all'avanzamento. I team a Montreal portano dei pacchetti aerodinamici particolarmente efficienti per questa ragione.

Per recuperare efficienza aerodinamica, la tendenza a Montreal è di tenere le vetture “chiuse” in modo da massimizzare i flussi esterni alla vettura, che danno carico, invece dei flussi interni alla vettura che tendenzialmente tolgono carico e danno resistenza di avanzamento. Questo è permesso dall'alta velocità che non crea problemi di temperatura alla Power Unit anche se ovviamente tutto dipende anche dalla temperatura ambientale al momento della gara.

Per quanto riguarda l'impianto frenante, ci sono quattro frenate rilevanti di cui una molto severa, la staccata prima di Curva 13. L’alta velocità permette un buon raffreddamento dei freni ma a Montreal può essere critica l’usura degli stessi. Normalmente si usano dei dischi frenanti di maggiore spessore, proprio per contrastare l’usura. Il circuito di Montreal è di media severità per il cambio. In passato era uno dei più severi, ma ormai circuiti come Messico, Abu Dhabi e Singapore lo superano. I rapporti più utilizzati sono la settima (22%), la sesta (16-18%) e la terza (15%).

Circuito particolarmente severo per il motore, per la sequenza di 4 tratti ad alta velocità e in particolare il Droit du Casino, con una percorrenza a pieno carico di circa 15” che lo pone come il secondo più severo del campionato. La mappatura del motore invece richiede una particolare curva per l’erogazione da basso regime in particolare per l’uscita dalle curve lente, la curva 2 (Virage Senna) e la curva 10 (Epingle), dove il motore riprende da basso regime e l’erogazione deve essere progressiva senza discontinuità, combinando l’azione del motore termico col motore elettrico, eventualmente utilizzando la marcia superiore. Il circuito è abbastanza sensibile alla potenza e, in misura minore, al peso. La gestione del freno motore e l’interazione col ripartitore di frenata elettronico devono essere ben curati specialmente per la Curva 10 (Epingle) e la curva 13, in modo da essere efficace senza creare discontinuità di potenza frenante che può disturbare la linea della vettura, in particolare su un asfalto a bassa aderenza.

Essendo un circuito anche dal consumo benzina elevato, specialmente per aerodinamiche meno efficienti oppure per coloro che opteranno per maggiore carico, farà spiccare quelle power unit potenti ma efficienti nel consumo di carburante. Montreal è un circuito sensibile alla potenza di picco.

 

GP CANADA: le stesse mescole di Montecarlo ossia HyperSoft, SuperSoft e Soft (prendendo la denominazione 2018)

Le mescole scelte da Pirelli per il prossimo Gran Premio di Canada sono quelle già viste a Montecarlo ossia la C5 (vecchia HyperSoft) sarà il compound per la qualifica mentre la C4 (vecchia SuperSoft) e la C3 (vecchia Soft) saranno i due compound da utilizzare poi in gara.

L’asfalto ha una bassa aderenza ed evolve significativamente durante la gara rendendo le strategie ancora più importanti richiedendo reattività d’intervento, giacché lo scenario non è mai completamente noto a inizio gara. La bassa aderenza e le caratteristiche della pista rendono possibili i sorpassi, anche facendo uso dell’ala mobile. Il tracciato sollecita le gomme in longitudinale per la trazione e soprattutto per le frenate, innalzando la temperatura e causando degrado. E le pressioni minime sono cresciute di 0.5 psi, sia all'anteriore che al posteriore.

Se da un punto di vista prettamente aerodinamico, il circuito canadese potrebbe sposarsi meglio alle caratteristiche tecniche della Ferrari SF90, altrettanto non si potrebbe dire per quanto riguarda la gestione degli pneumatici. O meglio, sarà interessante vedere se i "minor update" a livello meccanico portati in pista a Monaco, insieme ad assetti più ottimizzati grazie alle moli di dati ricavati nei vari GP fin qui corsi, permetteranno alla SF90 di non aver problemi di riscaldamento degli pneumatici, soprattutto anteriori. Il Canada infatti si basa sulla trazione e sulla frenata, quindi portare il calore sui pneumatici anteriori è parte della sfida. L'asfalto poco abrasivo, al contrario di quello di Shakir, non aiuterà sicuramente sotto questo punto di vista.

 

GP CANADA: bel tempo e temperature nella media (o leggermente inferiori)

A livello meteo, continuano i fine settimana stabili e soleggiati. Cosi come in Spagna e Montecarlo, le temperature saranno in media o leggermente inferiori alla media del periodo. Stiamo parlando di massime, nei pomeriggi di Montreal, attorno ai 23°C.

Come sempre però, essendo a quattro - cinque giorni di previsione, aspettiamo le previsioni più dettagliate del nostro meteorologo Andrea Pini che arriveranno tra la giornata di mercoledì e quella di giovedì.

Concludendo, la Ferrari si presenta in Canada con maggiori aspettative rispetto alle ultime due gare; più precisamente l'autore di questo articolo la pensa esattamente come Binotto: "Penso che saremo in una forma migliore rispetto a Barcellona, ​​ma credo che [loro, Mercedes] abbiano la macchina migliore e l’auto più forte al momento. Quindi sostengo che Mercedes sarà ancora la favorita, ma forse il divario sarà meno ampio. Se ci sarà qualche opportunità, saremo pronti a coglierla". Con una SF90 che si presenterà in Canada senza importanti novità che permettano di risolvere i problemi di inizio stagione. Gran parte degli sviluppi pensati prima di aprile sono stati bloccati per l'emergere dei problemi più volte analizzati su queste pagine. Si è poi sbloccato un extra budget per poter iniziare un nuovo piano di sviluppi, attualmente in atto e i cui effetti inizieranno a vedersi nelle prossime settimane. Ma cosi facendo si sono persi mesi di lavoro, da qui il non sviluppo della SF90 in queste settimane iniziali di stagione.

Autore: PJ - @SmilexTech

Foto: Alessandro Arcari - @BerrageizF1

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Mon, 3 Jun 2019 18:49:01 +0000 https://www.formula1.it/news/6574/1/gp-canada-anteprima-la-pu-evo-2-di-mercedes-varra-1-decimo-al-giro-in-canada-ma http://www.formula1.it/admin/foto/gp-canada-anteprima-la-pu-evo-2-di-mercedes-varra-1-decimo-al-giro-in-canada-ma-6574-2.jpg
Binotto, ci è o ci fa? https://www.formula1.it/news/6573/1/binotto-ci-e-o-ci-fa La tormentata situazione nella quale la storica scuderia italiana verte oramai da qualche mese inizia a diventare insostenibile. Mattia Binotto ha il merito di aver portato una ventata di calma e tranquillità, in un ambiente spesso troppo teso e disordinato. Sebbene le tensioni all’interno del team siano drasticamente calate, lo stato confusionale insito nell’ambiente sembrerebbe addirittura accentuato, non solo sotto l’aspetto squisitamente tecnico.


A livello dirigenziale infatti mancano i capi saldi, individui con l'appropriata esperienza idonei a supportare a dovere il progetto, capaci allo stesso tempo di offrire gli strumenti necessari per una pronta riscossa. Figure come quelle di John Elkann e Louis Camilleri non sembrano poter incidere affatto, ottenendo al contrario abbondante disapprovazione sulla bontà del proprio operato tra supporter e addetti ai lavori.


Dopo la doverosa premessa registriamo la presa di posizione del Team Principal della Ferrari, cercando in ogni intervista di raccontare con estrema franchezza il delicato momento della Rossa senza mai fare drammi. Mattia continua a promettere massimo impegno ricordando il duro lavoro in opera, che in queste ultime settimane ha subito un'importante accelerazione sulla tabella di marcia prevista nei mesi passati.


"Gara dopo gara dobbiamo essere in grado di fare dei passi in avanti. A Maranello si sta lavorando molto sodo per risolvere i problemi sofferti nelle ultime gare”.


Dando uno sguardo al prossimo round il boss del Cavallino non prevede forti miglioramenti, anche se le sue aspettative risultano senz’altro superiori rispetto a quelle degli ultimi appuntamenti mondiali.


Visto che la nostra vettura sarà la stessa vista a Monaco non mi aspetto certo una risposta magica in Canada. Il tracciato sarà molto differente e di conseguenza il setup della monoposto. Dovremo lavorare bene per adattarci al meglio alle coperture allenandoci al simulatore".

Ipotizzando il rendimento della SF90 lungo le strade del circuito semi-permanente di Montreal, Binotto prevede il team di Brackley ancora saldamente al comando, covando la speranza di vedere le differenze prestazionali tra le due squadre ridotte nel proprio valore.


"Anche se fare pronostici non è mai facile, credo che il nostro rendimento sarà superiore di quello visto a Barcellona. Resta comunque giusto ricordare che al momento la Mercedes è la squadra da battere. Anche a Montreal saranno probabilmente i favoriti, ma spero che il gap sia minore”.


In conclusione Mattia ci tiene a ricordare il prematuro giudizio con il quale molti tacciano la scuderia Italiana come illustre sconfitta, convinti che i sogni di gloria per la stagione 2019 siano oramai da archiviare.


Ovviamente dobbiamo cercare di cogliere ogni occasione, ma il Canada non è l’ultima gara e il mondiale non finisce qui...


L’atteggiamento positivista sfoggiato a più riprese dal capo della Ferrari continua a sfavillare davanti ai microfoni di tutto il mondo, ostentando un manifesto ottimismo che peraltro si contrappone alle evidenti lacune del team...


Ma secondo voi Mattia, ci è o ci fa?


Autore: Alessandro Arcari - @BerrageizF1


Foto: Ferrari

 

 

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Mon, 3 Jun 2019 18:44:12 +0000 https://www.formula1.it/news/6573/1/binotto-ci-e-o-ci-fa http://www.formula1.it/admin/foto/binotto-ci-e-o-ci-fa-6573-1.jpg
Ferrari tra computer, tattici e pistaioli: chi decide? https://www.formula1.it/news/6572/1/ferrari-tra-computer-tattici-e-pistaioli-chi-decide "Non credo che avrei commesso un errore del genere, non penso lo avrebbe fatto nemmeno mio figlio". Parole, arrangiamento e musica di Flavio Briatore a commento – non di certo lusinghiero – del pasticcio che ha costretto Charles Leclerc a non superare lo sbarramento della Q1 delle qualifiche del Gp di Monaco.

Il manager piemontese, mai troppo delicato quando c'è da lanciar strali su talune scelte operate da Maranello (ruggini "alonsiane"?), ha comunque evidenziato una grave deficienza degli strateghi al servizio di Mattia Binotto.

Mancanza che è stata sottolineata, ovviamente con un lessico ed una prosa più consone al ruolo che ricopre in seno al team, dalla "vittima" di quel fatale errore. Quel Leclerc che è andato a compromettere irreparabilmente il gran premio al quale teneva di più tra i ventuno presenti nel calendario iridato. "Penso che come squadra dobbiamo imparare molto – ha sommessamente dichiarato il monegasco – perché cadere in quel modo nella Q1 è stata una delusione enorme. La nostra posizione di partenza – ha concluso il ventunenne pilota – non è il quindicesimo posto".

Parole che non celano la delusione e che direttamente, seppur con estremo rispetto delle posizioni, suonano come un "j'accuse" al muretto e agli strateghi alle dipendenze di team principal svizzero. In effetti la decisione della Ferrari di non mandare in pista il n° 16 risulta tutt'ora imperscrutabile. Nonostante se ne sia dibattuto ampiamente, nonostante siano trascorsi otto giorni.

"Non so come sia stato possibile fare uno sbaglio così grande" ha tuonato l'ex responsabile di Benetton e Renault. "Monaco è una pista che cambia, col passare dei minuti, di secondi e non di decimi".

Il sibillino inciso di Briatore racconta una verità impossibile da confutare: il giudizio dell'uomo non può non esser contemplato in situazioni rapidamente mutevoli e pertanto poco prevedibili da un calcolatore.

"PISTAIOLO" CERCASI



Erano le qualifiche del gp del Giappone dell'anno passato quando la Ferrari, nella Q3, decideva di spedire in pista Vettel e Raikkonen con gomme intermedie. Mentre gli altri, avvedutisi che il tracciato era pressoché asciutto, optavano per gli pneumatici più consoni alle condizioni dell'asfalto. Una figura barbina entrata nella storia del team modenese che generò non poche polemiche e relative minacce di teste mozzate.

"Non vogliamo puntare il dito contro qualcuno – puntualizzò un manifestamente irato Maurizio Arrivabene dico solo che siamo una squadra giovane e che il prezzo per l'inesperienza si paga. Ci manca un "pistaiolo", uno che fiuti l'aria e sappia indirizzare il gruppo. Ci manca – concluse amaramente – il famoso tattico come in Coppa America".

In realtà un tattico la Ferrari ce l'aveva (e ce l'ha ancora) ed è sovente stato sul banco degli imputati per scelte non propriamente felici prese in momenti di forte pressione. Anche se, ad onor del vero, spesso si tende a dimenticare quando una decisione di Inaki Reueda ha consentito alla Rossa di portare a casa un inatteso trionfo. Come accade, ad esempio, in Australia, nel 2018, quando Vettel seppe approfittare di una (rara) defaillance degli strateghi della Mercedes.


In ogni caso, a distanza di un anno, la topica si è ripetuta. Con risultati altrettanto disastrosi. E senza quel tanto criticato Arrivabene che in inverno ha detto addio alla sua poltrona e al suo posto dietro al muro di monitor in pit lane.

Qual è stato il problema? Come mai nessuno ha capito o avuto il coraggio di smentire un mainframe che sputava dati, sentenze e rassicurazioni su un Leclerc "salvo"?




I'M PERFECT, ARE YOU?

Questa è la domanda che il calcolatore fa all'uomo alla fine di Karn Evil 9, monolitica suite degli EL&P. La macchina, con cibernetica supponenza, grida all'umano impaurito di essere perfetta e infallibile. Mi piace pensare, per passione verso il genere musicale, che chi prende decisioni al muretto Ferrari possa essersi rifatto alla della prog band britannica, tollerando che un qualcosa in grado di gestire milioni di operazioni al secondo si sostituisse completamente all'estro, alla fantasia e all'intuito di un cervello umano.

Bastava che qualcuno, contravvenendo al parere di un algido calcolatore, mostrasse di aver "memoria da corsa". "Monaco è una pista che cambia, col passare dei minuti, di secondi e non di decimi". Lo sa Briatore, lo sa Rueda, lo sa Binotto. Lo sa Charles Leclerc. Eppure nessuno di questi attori agenti ha avuto il fegato e il buon senso di fare la cosa più semplice che si attua nel motorsport: spedire in pista senza indugio il pilota e farlo girare al massimo delle sue possibilità.

La F1 è lo sport più tecnologico e complesso che vi sia. Su questo non v'è dubbio alcuno. Ma di sola capacità di calcolo non si può vivere. Il motorsport è anche e soprattutto cuore, follia, tenacia. Superamento del limite, azzardo, coraggio. Virtù che devono possedere i piloti che in prima persona sfrecciato tra cordoli e guard rail. Ma che devono essere connaturate anche a chi ha passato la vita con la schiena ricurva sui libri per acquisire il know how necessario per programmare e comandare un megacomputer.

Nell'era dei simulatori, dei ragni, dei dati sviscerati in ogni minuzia non può mancare quell'elemento umano che annusa la pista, che percepisce il variare del vento col dito alzato, che sporge la testa oltre la barriera di monitor carpendo quell'attimo che fa mutare le prestazioni di una monoposto. Perché, fino a prova contraria, le macchine sono al servizio dell'uomo. Non viceversa.

Autore: Diego Catalano - @diegocatalano77

Foto: Flavio Briatore - @Briatore scuderia Ferrari - @ScuderiaFerrari

Articolo originale su f1analisitecnica.com

]]>
Sun, 2 Jun 2019 15:37:08 +0000 https://www.formula1.it/news/6572/1/ferrari-tra-computer-tattici-e-pistaioli-chi-decide http://www.formula1.it/admin/foto/ferrari-tra-computer-tattici-e-pistaioli-chi-decide-6572-1.jpg