Formula1.it News http://www.formula1.it Formula1.it - News / - Articoli, Speciali, Approfondimenti, Statistiche, Tecnica, Video it-it Mon, 23 Apr 2018 22:14:15 +0000 Tue, 10 Apr 2012 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 redazione@formula1.it (Redazione) dmuscarella@formula1.it (Ing.Daniele Muscarella) Aggiornamenti sportivi Formula 1 http://www.formula1.it/image/f1logosmall.png Formula1.it News http://www.formula1.it Vettel, vittima del complotto Red Bull https://www.formula1.it/news/5834/1/vettel-vittima-del-complotto-red-bull- È solo una voce, quella che rimbalza in queste ore dalla Germania, dove un quotidiano Tedecso ha lanciato una voce che se confermata, sarebbe a dir poco clamorosa.

Infatti i media Teutonici, sostengono che il risultato del Gran Premio della Cina, sia stato pilotato dalla Red Bull, con l'aiuto della Toro Rosso (Junior team Red Bull e avente la stessa proprietà), finalizzato in prevalenza a danneggiare Sebastian Vettel.

Il primo passo di questo piano, sarebbe stato quello del contatto, pensato a tavolino a quanto sembra, della due Toro Rosso, con Gasly che ha centrato in staccata la vettura gemella di Hartley, causando l'uscita della Safety Car.

Safety car, che è stata la chiave della gara, decisiva, favorevole per altri, e dannosa per altri.

Dannosa per la Ferrari di Vettel e la Mercedes di Bottas, che di fatto non hanno potuto pittare in seguito all'uscita della vettura di sicurezza, poiché erano già transitati davanti all'ingresso della corsia box, prendendo poi la gara a vantaggio di Riccardo con la Red Bull, che ha potuto effettuare la sosta.

Pit stop che invece, come detto, è stato effettuato dalle due Red Bull, che al restart hanno potuto contare su gomme fresche, e di fatto attaccare e superare gli altri piloti, vincendo cosi la gara con Daniel Ricciardo.

Il secondo step del piano dei "Bibitari", sarebbe stato invece, dopo aver preso la leadership della gara, quello di colpire Seb Vettel, per costringerlo se non al ritiro almeno ad una gara di difesa, ed una conseguente perdita di punti nella classifica piloti.

Complotto che assume una maggior validità, riascoltando a posteriori le parole pronunciate da Daniel Ricciardo al Paddock Club prima della gara, quando l'Australiano aveva detto che per avere delle chance di successo, era necessario che a Vettel accadesse qualcosa nel corso della gara.

Quel qualcosa, alla fine è accaduto, per ben due volte, la prima con la SC che ha dato la vittoria in mano al driver "Bibitaro", e la seconda quando il quattro volte Campione del Mondo è stato quasi eliminato da Max Verstappen.

Due episodi decisivi, per la storia della gara, che hanno visto come protagoniste, casualmente, tutte le vetture del gruppo Red Bull, le due Toro Rosso prima, e le Red Bull poi.

Complotto che avrebbe certamente una sua logica, quella di vincere la gara innanzitutto, anche e soprattutto per dare ossigeno ad un team, sul quale nei test gravavano enormi aspettative, tutte però deluse da un inzio di stagione deludente.

Inzio di anno deludente, che darebbe un'ancor più grave validità a questa tesi, vista nell'ottica di voler accorciare, da parte del team di Milton Keynes, la classifica piloti, ma anche costruttori, non imponendo al Campionato una svolta ben precisa, a favore di Ferrari e Mercedes, e di Vettel, mantenendo in corsa anche Verstappen e Ricciardo.

Evento, che non sarebbe il primo della storia, anche recente del Circus della F1, e che troverebbe un precedente nel 2008, con il Singapore-gate, quando la Renault, pianificò a tavolino il crash di Nelson Piquet Jr, per far uscire la Safety Car, far trionfare Fernando Alonso.

10 anni or sono, le conseguenze per i protagonisti furono drammatiche, con la radiazione dalla F1 di Flavio Briatore, allora team principal Renault, e con una pensante squalifica per il Dt del team Francese, Pat Symonds.

Per ora, questa voce, anzi questa tesi, non è stata neppure presa in considerazione dalla FIA, che non rilasciato dichiarazioni in merito, ne tantomeno aperto delle indagini, ma che potrebbe, se verrà considerata, avere dei risvolti clamorosi, paragonabili quasi alla Spy-story 2007, e avere pesantissime conseguenze anche al di fuori della pista per le persone coinvolte.

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Mon, 23 Apr 2018 22:14:15 +0000 https://www.formula1.it/news/5834/1/vettel-vittima-del-complotto-red-bull- http://www.formula1.it/admin/foto/red-bull-complotto-contro-vettel--5834-1.jpg
GP Azerbaijan 2018 - Anteprima https://www.formula1.it/news/5833/1/gp-azerbaijan-2018-anteprima

Milano, 23 aprile 2018 - In Azerbaijan Pirelli schiera le mescole soft, supersoft e ultrasoft. La gamma può quindi considerarsi di due step più morbida rispetto al 2017: per le mescole 2018, più tenere di uno step rispetto allo scorso anno; e per le tre selezionate, con il debutto della ultrasoft su questo circuito. Questa non è l’unica importante differenza rispetto alla passata stagione: la gara si svolge due mesi prima dello scorso anno, quindi le condizioni ambientali potrebbero essere differenti.

  • Il gp inizia dopo le 16 e la temperatura asfalto si abbassa rapidamente con il tramonto.  Nessuna delle sessioni di prove libere si svolge alla stessa ora di partenza della gara.
  • Il circuito di Baku è cittadino, per buona parte in mezzo agli edifici e quindi con zone in ombra che rendono ancora più incostante il quadro legato alla temperatura asfalto.
  • Il rettilineo principale è lungo due chilometri e può raffreddare le gomme prima della frenata presente alla fine. E’ il secondo giro più lungo dell’anno, dopo Spa-Francorchamps.
  • Nel 2017, la strategia è stata influenzata dall’ingresso della safety car e dalla bandiera rossa, su una pista dove vi sono spesso contatti tra le monoposto.
  • Daniel Ricciardo ha vinto nel 2017 con una strategia a tre soste supersoft-soft-supersoft-supersoft. Il pilota Red Bull, partito 10°, ha effettuato il secondo pit stop in regime di safetycar e il terzo con bandiera rossa. 
  • Lo scorso anno una delle sfide principali per i piloti era quella di scaldare correttamente GLI pneumatici anteriori e posteriori. E’ probabile che questo fattore possa accentuarsi con temperature più basse.

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING

Il Gran Premio dell’Azerbaijan dovrebbe disputarsi in condizioni diverse quest’anno, visto che si terrà due mesi prima e con temperature probabilmente più basse rispetto alla scorsa stagione, quando la temperatura asfalto aveva superato i 50°. Con i nuovi regolamenti, la nomination nel 2017 era stata forse un po’ troppo conservativa e non vennero praticamente usati i P Zero White medium. Per il 2018 abbiamo nominato   mescole più morbide: ciò dovrebbe portare a un’ampia varietà di strategie, come si è visto nelle ultime due gare in Bahrain e Cina”.

QUALI NOVITÀ? 

  • Ferrari, Mercedes e Red Bull hanno scelto quantitativi diversi di set disponibili per mescola, con strategie che si preannunciano diverse all’interno di Ferrari e Mercedes. 
  • Successo per l’Audi R8 LMS guidata da Vanthoor/Riberas/Mies nell’appuntamento di Monza del Blancpain GT Series. 
  • A Baku torna la Formula 2, unica gara collaterale in programma questo fine settimana. 
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Mon, 23 Apr 2018 18:10:58 +0000 https://www.formula1.it/news/5833/1/gp-azerbaijan-2018-anteprima http://www.formula1.it/admin/foto/gp-azerbaijan-2018-anteprima-5833-1.jpg
GP BAKU: cosa aspettarsi dalla Ferrari SF71H? https://www.formula1.it/news/5832/1/gp-baku-cosa-aspettarsi-dalla-ferrari-sf71h Baku, Caucaso, Azerbaijan, costa occidentale del Mar Caspio, stiamo parlando del luogo dove verrà corso il secondo Gran Premio dell'Azerbaijan, quest'anno anticipato al quarto appuntamento del mondiale di Formula 1. Un Gran Premio fondamentale soprattutto per Mercedes che si ritrova con zero vittorie dopo i primi tre appuntamenti (Vettel - Vettel - Ricciardo) di questa, per ora, interessantissima stagione 2018 di F1. C'è sicuramente da sottolineare però come il GP d'Australia fosse saldamente nelle mani di Lewis Hamilton, fino all'ingresso della Virtual Safety Car che ha scombussolato i piani del Team anglo tedesco e che, con una parte finale del Gran Premio di Cina più "lineare", Valtteri Bottas avrebbe potuto centrare il secondo bottino pieno Mercedes, dopo la dormita ai box della Ferrari.

Aspettando le conferme della pista, ecco le nostra preview della seconda edizione del Gran Premio dell'Azerbaijan.

Cosa successe l'anno scorso? 

"Gara costellata di colpi di scena vinta da Ricciardo su Red Bull che precede Bottas e un fantastico Stroll. Seguono quindi la Ferrari di Vettel e la Mercedes di Hamilton, autori di scaramucce in pista quasi fossero due “automobilisti della domenica”. Verstappen è costretto al ritiro così come Raikkonen. Al via partono tutti bene davanti; in curva 2 un arrembante Raikkonen si trova in seconda posizione, ma Bottas lo attacca molto deciso, salta sul cordolo e perde il controllo della vettura che va quindi a toccare la rossa del finlandese che a sua volta tocca il muro. La peggio va a Bottas, però, che si ritrova con l’ala anteriore danneggiata e una gomma forata. Gara che sembra totalmente compromessa quando rientra in pista doppiato. Il tutto favorisce Vettel che si mette in marcatura di Hamilton e i due scappano via insieme, inseguiti da Perez e da Verstappen. Quest’ultimo, proprio mentre cerca l’attacco sul messicano, è costretto al ritiro per problemi tecnici.
Arriviamo al giro 14, quando le cose iniziano a farsi complicate: Kvyat si ferma in pista e i commissari non riescono a rimuovere subito la sua macchina. Safety car e tutti ai box per cambiare le gomme. Trascorre qualche giro e c’è la ripartenza, ma dopo poche curve ecco di nuovo in pista la vettura di sicurezza. Raikkonen ha perso dei pezzi dal fondo parecchio danneggiato dal contatto al via con Bottas. Qui succede anche il fatto che farà discutere molto: poco prima della nuova ripartenza, Hamilton rallenta parecchio, forse troppo. Vettel lo tampona da dietro, danneggiando l’ala anteriore, ma l’episodio più importante è che subito dopo il tedesco si affianca alla Mercedes e imprecando verso Hamilton finisce anche per colpirlo ruota contro ruota. Nasce quindi l’investigazione che porterà ad una penalità di 10 secondi stop/go per Vettel. Si riparte, ma anche stavolta subito dopo curva 2 c’è un incidente: Ocon tenta il sorpasso sul suo compagno di squadra, ma lo chiude troppo e Perez finisce a muro. Volano detriti ovunque e Raikkonen non li può evitare. Foratura per lui e fondo danneggiato anche dall'altro lato. Sia Perez che Raikkonen devono ritirarsi. Altra Safety Car, ma i detriti sono troppi e ovunque. Si decide quindi per fermare la gara con bandiera rossa. Circa mezzora di stop e si può ripartire. I colpi di scena non sono finiti però: dopo qualche giro ecco che Hamilton ha un problema. La protezione della testa non è ben fissata e si alza! L‘inglese prova a fissarla, ma non riesce. E’ costretto così ad un’ulteriore sosta ai box. Vettel fa quindi due giri da qualifica prima di rientrare per la penalità e al ritorno in pista riesce a stargli davanti.
"

di Alessandro Rana

 

GP BAKU: esclusiva Sky, su TV8 qualifiche e gara (in differita)

Ecco gli orari ITALIANI:


Prove Libere 1: 11:00 - 12:30

Prove Libere 2: 15:00 - 16:30 

Prove Libere 3: 12:00 - 13:00 

Qualifiche: 15:00 - 16:00 (ore 19.30 su TV8) 

Gara: 14:10 (ore 21 su TV8)

 

GP BAKU: fondamentale rigenerare energia tramite il motogeneratore MGU-H

Il circuito che ospita la seconda edizione del Gran Premio d'Azerbaijan è lungo ben 6.003 metri ed è composto da 12 curve a sinistra e 8 a destra. Una caratteristica molto interessante, che lo rende unico anche rispetto a moltissimi altri circuiti presenti nel calendario di F1, è che gran parte dei sei chilometri di lunghezza si trovano al di sotto del livello del mare.

Da un punto di vista tecnico la pista di Baku non è sicuramente il miglior tracciato che Tilke potesse disegnare: troppe curve a 90° tipiche dei circuiti di Formula E più che di Formula 1 inframmezzate da tratti rettilinei. La parte migliore, soprattutto dal punto di vista fotografico, è la zona vicina alle fortificazioni della città vecchia, tra le curve 8 e 12, ma con una sede stradale fin troppo stretta viste anche le nuove larghezze delle nuove vetture. Proprio per via di questa parte lenta e delle numerose curve a 90° non si può optare per una configurazione aerodinamica troppo scarica che vada a privilegiare il lungo rettilineo presente nel terzo settore

GP BAKU: tracciato da medio carico aerodinamico dove conta avere una Power Unit performante

Da un punto di vista tecnico, più precisamente di Power Unit, il circuito di Baku (insieme a Spa) è il tracciato ove la parte ibrida ha il maggior peso nell'arco di un giro in tutto il mondiale. A Baku sarà cruciale avere un efficiente recupero di energia elettrica da parte del motore elettrico MGU-H per avere a disposizione il più a lungo possibile i ben 120 kW. 

Ricordiamo che il regolamento tecnico permette un recupero massimo da MGU-K pari a 2 MJ al giro imponendo un consumo massimo di energia proveniente dalla batteria di 4 MJ al giro. Dai 2 MJ massimi recuperabili da K si devono sommare i MJ recuperati e trasferiti nell'Energy Store da H oltre ai MJ trasferiti da H direttamente a K senza passare dalla batteria (questo era parte del segreto Mercedes fino a parte della scorsa stagione). Ricordiamo che tutti i Mega Joule di energia elettrica vengono scaricati tramite MGU-K con una potenza massima di 120 kW utilizzabili quindi teoricamente per 33,33 s (120 x 33,3 = 4000 J). Ma ovviamente i Team tramite l'elettronica a bordo delle proprie vetture mappano tutta la pista e non è detto che utilizzino sempre e solo 120 kW. 

Oltre ad una parte ibrida al TOP, le varie squadre dovranno essere anche assistite da una parte endotermica molto efficiente. Il motore endotermico dovrà, oltre che garantire un quantitativo importante di cavalli per oltre il 70% del giro ove la valvola a farfalla risulta essere completamente spalancata, avere una efficienza molto elevata poiché il consumo di carburante sul tracciato di Baku è forse il fattore tecnico più critico. Per percorrere i 51 giri da 6.001 chilometri serviranno tutti e 105 kg permessi dal regolamento.

 

GP BAKU: la Pirelli ha optato per un "ammorbidimento" delle mescole rispetto al 2017

Le mescole scelte da Pirelli per il prossimo Gran Premio di Baku non sono quelle portate dal costruttore italo cinese nella passata stagione ma vedremo uno step verso il basso in termini di morbidezza ossia la UltraSoft sarà il compound per la qualifica mentre la SuperSoft e la Soft saranno i due compound da utilizzare poi in gara. Rispetto alla passata stagione quindi avremo compound due gradi più morbidi se consideriamo che la UltraSoft 2018 è un grado più morbida della UltraSoft 2017 ma contemporaneamente lo scorso anno si partiva dalla SuperSoft come compound da qualifica.  

Le scelte effettuate dai Top Team non sono molto diversificate con Ferrari e Mercedes che hanno optato per splittare le scelte su Soft e SuperSoft (il pilota che ha un set in più, lo utilizzerà nella simulazione di gara del venerdì pomeriggio) mantenendo invece lo stesso numero di UltraSoft tra i loro piloti.

Da segnalare come RedBull abbia optato per una scelta più conservativa portando a Baku ben due set di pneumatici Soft, tre di SuperSoft e soli otto treni di UltraSoft.

Ricordiamo che la UltraSoft e la SuperSoft sono compound Low Working Range (90-110°C), più facili da portare in temperatura ma più facili anche da "surriscaldare", soprattutto le posteriori, o raffreddare, soprattutto le anteriori, mentre la Soft è una mescola High Working Range con un area di lavoro più "alta" in termini di temperature (105-135°C).

 

GP BAKU: sole e temperature ambientali leggermente superiori alla media del periodo (ma ovviamente più basse rispetto a quelle della scorsa stagione)

A livello meteo c'è ben poco da dire poiché quello di Baku sarà un weekend piuttosto caldo (per le medie del periodo) considerando che verrà corso circa due mesi prima della collocazione 2017 dove era l'ottavo appuntamento. Se la giornata di sabato sarà molto probabilmente la più calda del weekend azero, quella di domenica sarà la più ventosa con l'asfalto che potrà toccare temperature sopra i 30°C.

Come sempre però, essendo a cinque e sei giorni di previsione, aspettiamo le previsioni più dettagliate del nostro meteorologo Andrea Pini che arriveranno tra la giornata di mercoledì e quella di giovedì.
 

GP BAKU: cosa aspettarsi dai vari Team?

La Ferrari si presenta a questo appuntamento stagionale in testa alla classifica piloti e ad un solo punto dalla Mercedes in quella costruttori nonostante il poco fortunato Gp della Cina. Il problema "cronico" della passata stagione, ossia le difficoltà nel far segnare Pole Position sembra essere stato ben risolto per questa stagione e ne sono la dimostrazione le prima fila tutte rosse ottenute dalla SF71H sia in Bahrain che in Cina. Grosso merito va dato ai motoristi che durante l'inverno hanno fatto un ottimo lavoro tanto da portare in pista una Power Unit che in Bahrain e a Shanghai ha raggiunto (e c'è chi mormora, addirittura superato) i livelli di potenza di quella Mercedes. Se a livello di potenza massima generata, la Ferrari è al top, la stessa cosa non la si può affermare per quanto riguarda l'efficienza del motore endotermico su cui il Team italiano e la Shell stanno duramente lavorando. Questo fattore lo si è notato molto durante le simulazioni di gara dei test di Barcellona mentre, in queste prime gare del 2018, è stato in parte mascherato dal regime di Virtual Safety Car in Australia e dalle Safety Car del Bahrain e della Cina. Fattore consumi che sarà molto importante anche su questo tracciato ma, ancora una volta, l'alta probabilità di Safety Car potrebbe dare una grossa mano ai motori meno efficienti. Attese, cosi come per Mercedes, novità aerodinamiche di adattamento al circuito.
 

Se in casa Ferrari le cose stanno precedendo piuttosto bene la stessa cosa no si può dire per la Mercedes. I problemi con le Pirelli più soffici, non presenti in Australia, sono invece apparsi in Bahrain e continuati in Cina. Al sabato le gomme faticavano ad entrare nella giusta finestra di funzionamento mentre in gara, causa innalzamento delle temperature termiche, hanno accusato un fastidioso overheating sulle posteriori.

Riscaldamento degli pneumatici che sarà fondamentale a Baku, ancor di più in questa stagione con temperature più basse dell'asfalto, poiché, a causa delle caratteristiche tecniche della pista, sarà difficile portare contemporaneamente nella giusta finestra l'assale anteriore e quello posteriore. Se al posteriore bisognerà prestare parecchia attenzione all'overheating, all'anteriore, la difficoltà sarà quella di riuscire a scaldare gli pneumatici visto che il lungo rettifilo di partenza contribuirà dannosamente al loro raffreddamento.

Un altro fattore dove negli anni scorsi la Mercedes faceva, in parte, la differenza risiede nella Power Unit che, in questa prima fase di mondiale, sembra aver perso quel vantaggio che aveva specialmente nelle fasi cruciali delle qualifiche. Questa cosa si era notata anche durante i test invernali dove la Ferrari, secondo i dati GPS, nei rettilinei guadagnava terreno sulla W09. All'inizio si è dato poco credito a questo dato perché si pensava che Mercedes stesse utilizzando delle mappature non troppo spinte per cercare di raggiungere un buon livello di chilometraggio senza incorrere in problemi. Invece, ad esclusione dell'Australia, la Mercedes, in condizione di qualifica, su piste dove la potenza della Power Unit è fondamentale è sembrata addirittura essere anche dietro alla SF71H.  La cause le abbiamo già analizzate in un precedente post ma non è escluso che il problema avuto sulla trasmissione da Hamilton in Australia abbia convinto gli ingegneri anglo-tedeschi a "castrare" le prestazioni della loro Power Unit per salvaguardare l'affidabilità a discapito delle prestazioni. E c'è chi addirittura pensa in una possibile penalizzazione (5 posizioni) di Hamilton e/o Bottas tra pochi GP, da verificare, per risolvere il problema alla trasmissione con l'introduzione di una nuova specifica prima di arrivare a fine ciclo imposto dal regolamento sportivo. 

Passando all'ormai terzo (incomodo) Team, ossia RedBull, c'è ben poco da dire: come è successo in Cina sarà pronta a sfruttare ogni piccola difficoltà di Ferrari e Mercedes. Il loro punto di forza è senza dubbio il corpo vettura e per questo dovranno portare in pista delle ali posteriori molto scariche per non perdere troppo terreno nel lungo dritto presente nel terzo settore del circuito azero. In questo inizio di stagione, la RB14 ha girato costantemente con un'ala posteriore piuttosto scarica per compensare la più grossa lacuna del loro pacchetto che è la potenza della Power Unit. Nonostante Renault abbia concetto ai loro team di utilizzare mappature più spinte a partire dalla Cina (+5 CV, solamente nella Q3 della sessione di qualifica) il gap di potenza che li separa da Mercedes e Ferrari è ancora piuttosto importante soprattutto nelle fasi di qualifica, mentre in condizione di gara le prestazioni sono sicuramente più livellate.

A seguire l'ormai classico pacchetto di mischia formato da Haas, Renault, McLaren e, in parte, Force India e Toro Rosso con il primo Team che dovrà cercare di portare in America dei punti fondamentali nella classifica costruttori. La VF18 è una vettura nata bene ma che non ha raccolto in pista quanto di buono ha dimostrato, tant'è che il Team americano è solamente settimo nella clasifica costruttori parziale. Renault e Mclaren  continuano invece a sperare di limitare i danni, aspettando la nuova Power Unit francese che dovrebbe esordire nei prossimi tre Gran Premi, e, nel caso del Team di Woking, anche delle novità importanti alla MCL33 attese entro il Gran Premio di Spagna. Discorso molto simile per quanto riguarda Force India e Toro Rosso; se il primo Team spera di risolvere i problemi al posteriore della VJM11 nel Gran Premio di Barcellona portando delle novità nella parte centrale della vettura, per quanto riguarda Toro Rosso, si stanno aspettando con molta fiducia le novità motoristiche di Honda programmate per il Gran Premio del Canada (si parla di 25 CV, da confermare in pista) che potrebbero far fare un'importante balzo in avanti al Team italiano. A chiudere Williams e Sauber, con il primo Team alle prese con importanti problemi di correlazione dati tra la pista e la Factory di Groove mentre il secondo, ancora alla ricerca di setup che permettano a Ericsson e Leclerc di sfruttare appieno quella che è una vettura difficile e troppo meteoropatica.

Autori: @smilextech e @spontonc

Co-Autore: @AleRana95

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Mon, 23 Apr 2018 17:39:56 +0000 https://www.formula1.it/news/5832/1/gp-baku-cosa-aspettarsi-dalla-ferrari-sf71h http://www.formula1.it/admin/foto/gp-baku-cosa-aspettarsi-dalla-ferrari-sf71h-5832-1.jpg
GP BAHRAIN E CINA - GARA: Regoliamoci https://www.formula1.it/news/5831/1/gp-bahrain-e-cina-gara-regoliamoci Un po’ di lavoro per i commissari del Bahrain. Cerchiamo di analizzare insieme le loro decisioni

Partiamo con quelle che riguardano Kimi Raikkonen e la Ferrari: sono ben due, entrambe per unsafe release. In ciascun caso si è provveduto ad infliggere una sanzione economica: 5.000€ per quanto accaduto durante le libere 2 e 50.000€ per quanto successo in gara. 

L’articolo in questione è il 28.13 a), b) e c) del regolamento sportivo: 

“a) Le auto non devono essere rilasciate da una posizione di arresto in garage o piazzola in modo che potrebbe mettere in pericolo il personale in corsia o un altro pilota.I concorrenti devono fornire un mezzo per stabilire chiaramente, quando viene visto da sopra e nella parte anteriore della macchina, quando una macchina è stata rilasciata. 

b) Se una macchina si considera rilasciata in condizioni di non sicurezza durante qualsiasi sessione di prove, i commissari sportivi potranno togliere al pilota un numero di posizioni in griglia che ritengono appropriate. 

c) Se una macchina si considera rilasciata in condizioni di non sicurezza durante una gara una penalità ai sensi dell'articolo 38.3 (d) sarà imposta al pilota in questione. Tuttavia, se il pilota si ritira dalla gara a causa del rilascio della vettura in condizioni non sicure, può essere inflitta una multa alla squadra. […]” 

La sanzione inflitta è espressamente scritta nel regolamento. Nel primo episodio, durante le libere, la macchina veniva rilasciata in condizione non sicura in quanto uno pneumatico non era correttamente fissato. I commissari, vedendo che comunque Raikkonen si è fermato subito in pista non appena si sia trovato in condizioni di sicurezza, hanno optato per una sanzione economica e non per posizioni di penalità sulla griglia.  Nel secondo, invece, il ritiro è stato pressoché immediato, ma la ripartenza non sicura c’è stata e ha coinvolto anche del personale del team causando il ferimento di uno di essi. Giusto quindi applicare una sanzione più alta; non deve accadere.

Passiamo quindi ad analizzare la penalità inflitta ad HAMILTON: 5 posizioni di penalità sulla griglia per aver sostituito il cambio. 

L’articolo in questione è il 23.5 del regolamento sportivo

“Ai fini del presente articolo un evento si considera se comprende la pratica P3, la sessione di qualificazione e la gara.

a) Ogni conducente non può utilizzare più di un cambio per sei eventi consecutivi in cui la sua squadra

compete. Se un pilota utilizza un cambio di sostituzione scenderà di cinque posizioni sulla griglia di partenza in tale evento e di altri cinque posti ogni volta che viene usato un cambio ulteriore. 

Qualsiasi sostituzione del cambio sarà richiesta solo per completare il resto della manifestazione in questione.[…]” 

Copione già visto due settimane fa per il suo compagno di squadra. Il cambio deve durare per 6 eventi consecutivi; così non è stato per l’inglese che è stato correttamente sanzionato. 

La terza analisi riguarda HARTLEY, pilota della Toro Rosso, sanzionato con 10 secondi di penalità + 2 punti patente per aver causato un incidente. L’incidente rientra nell’articolo 38.1 del regolamento sportivo: 

“Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine. I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi.” 

Durante il primo giro, in curva 4, Hartley colpisce Perez causandone un testacoda che lo costringe in fondo al gruppo. Analizzando i dati e le immagini, è chiaro che il pilota Toro Rosso abbia frenato molto tardi, finendo così per colpire l’avversario e quindi causando l’incidente. Decisione corretta, in quanto la maggior parte della colpa è la sua.

Infine, analizziamo le penalità inflitte a PEREZ HARTLEY nel post gara: 10 secondi di stop/go penalty + 2 punti patente (solo per Hartley) trasformati poi in 30 secondi di penalità. Per Hartley, dovuto al fatto di non aver ristabilito il corretto ordine di partenza prima della prima linea di safety car; per Perez, dovuto al sorpasso compiuto su Hartley nel giro di formazione. 

L’articolo in questione è il 36.8 del regolamento sportivo: 

[…] 

“Il sorpasso durante il giro di formazione è consentito solo se una macchina è in ritardo e le auto dietro non possono evitare di passarla senza ritardare indebitamente il resto del gruppo. In questo caso, i piloti possono sorpassare solo per ristabilire l'ordine originale di partenza. Qualsiasi pilota in ritardo, e che non è in grado di ristabilire la partenza originale deve raggiunge la prima linea della safety car, deve entrare nella corsia dei box e partire dal fine della pit lane come all'articolo 36.2. 

Verrà inflitta una penalità ai sensi dell'articolo 38.3 (d) a qualsiasi pilota che non riesce a raggiungere la linea della pit-lane, se non ha ristabilito l'ordine di partenza originale prima di raggiungere la prima linea di safety car. […]” 

Alla partenza del giro di formazione, Hartley rimane leggermente in ritardo e Perez lo sorpassa prima di curva 1. Essendo però la Toro Rosso partita comunque, sarebbe concesso al pilota di superare nuovamente l’avversario per ristabilire l’ordine di partenza. 

Questo non avviene, e Perez ammette che la macchina superata non era in grave ritardo. 

A questo punto, per Hartley l’unica chance di non subire sanzioni è quella di rientrare ai box per partire dalla pit lane, in quanto non è riuscito a riprendere la sua posizione prima della prima linea di safety car, ma così non avviene. 

Giusta la sanzione, espressamente citata nel regolamento, per entrambi i piloti: Hartley doveva partire dalla pit lane, mentre Perez, che non doveva nemmeno superarlo, doveva restituirgli la posizione. 

GP CINA

Anche per i commissari della Cina c’è stato da lavorare. Cerchiamo di analizzare insieme le loro decisioni. 

Iniziamo con l’analizzare la penalità inflitta dopo le qualifiche: si tratta di 5 posizioni di penalità + 3 punti patente per ERICSSON per non aver rallentato in regime di doppia bandiera gialla 

E’ una violazione dell’articolo 12.1.1 i) e dell’articolo 2.4.5.1 b) dell’appendice H del codice sportivo internazionale FIA

Durante le prove di qualificazione, Ericsson ha fatto segnare una delle sue migliori prestazioni mentre in pista era esposta doppia bandiera gialla. Nel settore interessato, il tempo fatto registrare era nettamente migliore del precedente, inoltre, dai dati, risulta che la velocità non è stata per nulla ridotta significativamente. Giusto quindi imporre la sanzione.

Veniamo quindi ad analizzare i due episodi della gara. Due episodi identici, caratterizzati quindi dalla stessa sanzione: 10 secondi di penalità + 2 punti patente per GASLY e per VERSTAPPEN per aver causato un incidente rispettivamente con Hartley e con Vettel. 

Gli incidenti rientrano nell’articolo 38.1 del regolamento sportivo: 

“Il direttore di gara può segnalare ogni incidente in pista o sospetto di violazione del presente Regolamento Sportivo o del Codice (un “incidente") agli steward. Dopo la revisione, avverrà a discrezione dei Commissari Sportivi decidere se procedere o meno con un’indagine. 

I commissari possono anche indagare su un incidente notato da loro stessi.” 

Nel primo caso abbiamo un contatto tra le due Toro Rosso: quella di Gasly colpisce in curva 14 quella di Hartley. Dalle immagini è evidente che la maggior parte della colpa è del pilota francese, quindi giusta la sanzione. 

Nel secondo caso, il contatto è tra la Red Bull di Verstappen e la Ferrari di Vettel. Siamo sempre in curva 14 e il copione è lo stesso. Anche qui, dalle immagini, risulta chiara la maggior parte della colpa per l’olandese, quindi sanzione corretta e giustamente uguale a quella del primo episodio. 

Proprio di questo si è discusso molto: sembra che 10 secondi di penalità per Verstappen siano pochi. Effettivamente, se fosse stato dato un drive through, nessuno si sarebbe scandalizzato. Però andava dato anche nel caso del contatto tra le Toro Rosso allora; altrimenti ci sarebbe disparità di giudizio. 

Qualcuno ha detto anche che dovevano aspettare la fine della gara per parlare con i piloti e poi decidere. Non dimentichiamoci, però, che in passato tutti hanno spinto per avere decisioni durante la gara e non dopo.

Autore: Alessandro Rana (@AleRana95)

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Fri, 20 Apr 2018 17:30:00 +0000 https://www.formula1.it/news/5831/1/gp-bahrain-e-cina-gara-regoliamoci http://www.formula1.it/admin/foto/gp-bahrain-e-cina-gara-regoliamoci-5831-2.jpg
GP CINA - MERCEDES W09: sicuramente è in difficoltà ma è improprio parlare di crisi https://www.formula1.it/news/5830/1/gp-cina-mercedes-w09-sicuramente-e-in-difficolta-ma-e-improprio-parlare-di-crisi Mercedes ha iniziato la stagione 2018 con 0 vittorie ottenendo solo 1 pole position nel Gp inaugurale di Melbourne. Nessuno, dopo i test invernali, si poteva aspettare una W09  così in difficoltà e nemmeno il peggiore dei detrattori del team anglo-tedesco si attendeva un inizio di stagione così difficile. E' sicuramente giusto parlare di difficoltà senza utilizzare la parola "crisi" visto che, Mercedes, nonostante tutto, poteva anche vincerle tutte e 3 le prima gare della stagione se le cose fossero filate lisce. In Australia, Hamilton, aveva praticamente vinto ma la VSC ha ribaltato le cose; in Bahrain, il quattro volte campione del mondo, a causa di problemi alla trasmissione è partito dal nono posto in griglia ma, in gara, aveva sicuramente un ritmo similare o migliore rispetto al vincitore e in Cina la SC, ha tradito Bottas che, grazie ad un'ottima strategie del muretto anglo-tedesco, era riuscito a portare a termine l'undercut su Vettel e poteva vincere la corsa nonostante non disponesse della vettura più performante. 

Se analizziamo questo inizio di mondiale la problematica principale che sta "frenando" la W09 sono gli pneumatici. Se in Australia era andato tutto alla perfezione non si può dire altrettanto se mettiamo sotto la lente di ingrandimento la gara del Bahrain e della Cina. Dopo la gara del Bahrain, gli ingegneri Mercedes, sembravano abbastanza tranquilli perchè attribuivano i problemi incontrati su quella pista ad una serie di circostanze dovute all'asfalto molto aggressivo che provocava un innalzamento di temperatura, specialmente in qualifica, delle gomme posteriori. Ma, il problema si è ripetuto anche in Cina su un tracciato con caratteristiche tecniche e di "grana" dell'asfalto completamente diverse rispetto a quello di Sakhir.  Durante le qualifiche, Hamilton e Bottas, hanno avuto problemi di riscaldamento degli pneumatici pagando decimi preziosi nelle prime due curve, soprattutto la prima, a causa delle gomme troppo fredde  e fuori dalla fuori finestra ideale. In gara, invece, l'innalzamento della temperatura della pista ha provocato problematiche similari a quelle del Bahrain con gli pneumatici posteriori che tendevano a surriscaldarsi. 

Problematiche che ha ammesso anche Toto Wolff a fine gara:

“In questo weekend siamo stati la terza forza, troppo lenti in qualifica dietro alle Ferrari ed in gara dietro alle Red Bull. Sul giro singolo non siamo riusciti a riscaldare le gomme, mentre in gara si sono surriscaldate. La finestra di funzionamento per noi è troppo piccola, passiamo da avere pneumatici troppo freddi a troppo caldi e fatichiamo a mantenerli nella giusto delta  perchè possano rendere al 100%". 

Questa preoccupazione di overheating degli pneumatici è sicuramente uno dei motivi che hanno fatto propendere il box Mercedes nel non richiamare ai box Hamilton per montare una gomma più morbida come fatto dai due piloti della Red Bull. Hamilton, come il suo compagno di team, aveva a disposizione un solo set di gomme nuove Ultra Soft e due usati di Soft mentre, Red Bull, disponeva di ben 2 set di gomme "gialle" nuovi. 

Un altro fattore dove negli anni scorsi la Mercedes faceva senza dubbio la differenza è nella Power Unit che, in questa prima fase di mondiale, sembra aver perso quel vantaggio che aveva specialmente nelle fasi cruciali delle qualifiche. Questa cosa si era notata anche durante i test invernali dove la Ferrari, secondo i dati GPS, nei rettilinei guadagnava terreno sulla W09. All'inizio si è dato poco credito a questo dato perchè si pensava che Mercedes stesse utilizzando delle mappature non troppo spinte per cercare di raggiungere un buon livello di chilometraggio senza incorrere in problemi. 

Invece, ad esclusione dell'Australia, la Mercedes in piste dove la potenza della Power Unit è fondamentale è sembrata essere dietro a Ferrari che, durante l'inverno, è riuscita a trovare molta potenza della sua unità motrice. A Melbourne, Mercedes, aveva utilizzato una nuova benzina Petronas che ha dato si parecchia potenza ma ha peggiorato l'efficienza della parte endotermica tanto che, Hamilton, per riuscire a terminare la corsa ha dovuto risparmiare parecchio carburante. Questo fattore ha fatto un passo indietro utilizzando la stessa benzina usata nella parte finale della scorsa stagione con relativa perdita di performance in termini di potenza massima. 

Mercedes  è attesa ad un pronto riscatto sul tracciato di Baku dove, però, non partirà sicuramente favorita visto che potrebbe soffrire i lunghi rettilinei che potrebbero rappresentare una grossa difficoltà nel portare nella giusta finestra di temperatura sia l'assale anteriore che quello posteriore. Sarà un bel banco di prova anche per la Power Unit visto che, Baku, è il tracciato ove la parte ibrida ha il maggior peso nell'arco di un giro in tutto il mondiale: più del 3%. 

Insomma, Mercedes, per riuscire ad aggiudicarsi il quinto titolo piloti e costruttori consecutivo dovrà lavorare molto perchè, attualmente, la Ferrari è sembrata essere più forte. 

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Thu, 19 Apr 2018 20:22:52 +0000 https://www.formula1.it/news/5830/1/gp-cina-mercedes-w09-sicuramente-e-in-difficolta-ma-e-improprio-parlare-di-crisi http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-mercedes-w09-sicuramente-e-in-difficolta-ma-e-improprio-parlare-di-crisi-5830-1.jpg
Ferrari, Giovinazzi e Kvyat in pista a Fiorano https://www.formula1.it/news/5829/1/ferrari-giovinazzi-e-kvyat-in-pista-a-fiorano È iniziata oggi, sulla pista di Fiorano, la due giorni di test Pirelli per le gomme da bagnato nella specifica 2019 dedicate alla scuderia Ferrari.

Ferrari, che di fatto, a differenza degli altri team, gioca in casa per quanto riguarda questo tipo di test, potendo contare su un tracciato estremamente all'avanguardia nel campo dell'irrigazione artificiale, indispensabile per i collaudi per gli pneumatici da bagnato.

È stato Antonio Giovinazzi a portare a battesimo la SF71-H sul tracciato della Rossa, irrigato alla perfezione, per testare le coperture intermedie e wet per la prossima stagione.

Il pilota Italiano, ha percorso nella giornata di oggi 124 tornate, mentre domani lascerà il volante a Daniil Kvyat.

Nella giornata odierna, il driver di Martina Franca ha testato le coperture intermedie, dopo aver percorso una manciata di tornante con gomme da asciutto per trovare un set-up ottimale dal quale partire e basare il lavoro.

Domani invece, l'ex Red Bull proverà le gomme wet, quelle da bagnato estremo, tornando in una monoposto dopo più di un anno di assenza.

Test che saranno preziosissimi per il team Ferrari per raccogliere dati e massimizzare le prestazioni della vettura in condizioni di baganato, aerea nella quale la SF71-H ha mostrato lacune, figlie del progetto 2017, molto deficitario in queste condizioni.

Un'occasione dunque per gli uomini di Maurizio Arrivabene di raccogliere dati da destinare al progetto 2019, ma al contempo di avere informazioni utili da applicare alla SF71-H, che per giocarsi il Titolo dovrà essere competitiva sempre e comunque, anche con pista bagnata.

 

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Thu, 19 Apr 2018 19:30:52 +0000 https://www.formula1.it/news/5829/1/ferrari-giovinazzi-e-kvyat-in-pista-a-fiorano http://www.formula1.it/admin/foto/ferrari-giovinazzi-e-kvyat-in-pista-a-fiorano-5829-1.jpg
GP CINA - RED BULL: Safety Car decisiva ma il passo con le Medie era buono https://www.formula1.it/news/5828/1/gp-cina-red-bull-safety-car-decisiva-ma-il-passo-con-le-medie-era-buono La Red Bull RB14, nelle prime gare stagionali, non aveva raccolto un grosso bottino di punti. In Australia c'è stato il traffico e qualche errore commesso da Verstappen a complicare la vita al team di Milton Keynes. In Bahrain, invece, qualche problema tecnico di troppo per Ricciardo e l'irruenza del pilota olandese nei primi giri della corsa hanno compromesso il risultato. 

In Cina è arrivato l'exploit con la prima vittoria stagionale, ottenuta grazie a Ricciardo, mentre, Verstappen, è riuscito, grazie ad una manovra un po' troppo esagerata su Vettel, a gettare alle ortiche una possibile doppietta. 

Il fine settimana cinese non era iniziato nel migliore dei modi per il team dei "bibitari" visto che, Ricciardo, a causa di un problema con il gruppo turbocompressore è stato costretto alla sostituzione dell'intera Power Unit. Grosso il lavoro dei meccanici che sono riusciti a mandarlo in pista a pochi minuti dal termine del Q1.

La RedBull RB14 è una evoluzione della vettura dello scorso anno: passo ancora relativamente corto pur essendo stato leggermente allungato rispetto alla RB13 "allungata" che aveva concluso la passata stagione, e assetto rake sempre molto pronunciato che tende ad essere annullato sui rettilinei. La novità più importante la si ritrova all'interno del telaio, nella parte anteriore della RB14, con un terzo elemento anteriore completamente idraulicoche RedBull sta iniziando a sfruttare nel migliore dei modi e ne è la dimostrazione di quanto si abbassi la monoposto sui rettifili con il pattino di legno che tende molto spesso a strisciare sull'asfalto.

Che il corpo vettura sia in grado di generare moltissimo carico non è di certo una novità e la dimostrazione l'abbiamo osservando l'ala posteriore che, rispetto a quella utilizzata da altri team, presenta un profilo principale quasi piatto anche sui circuiti di alto carico.

Una Red Bull che, rispetto all'inizio della passata stagione, ha sicuramente fatto un grosso passo avanti come è possibile osservare dal grafico in basso dove viene evidenziato il distacco chilometrico nei confronti della Mercedes. 

Se osserviamo il gap chilometrico possiamo notare che, siamo passati da 0,139s al chilometro della stagione 2017 a soli 0,072 s del 2018. Un guadagno chilometrico di 0,066s s al chilometro che su una pista di 5 chilometri equivale ad un recupero prestazionale di oltre 3 decimi al giro. 

Recupero che è stato ottenuto quasi esclusivamente a livello aerodinamico e meccanico visto che, la Power Unit Renault, non ha fatto il salto prestazionale che tutti si attendevano durante l'inverno. Il gap di potenza è ancora troppo elevato ed è quantificabile in oltre 30 cv in condizioni di qualifica che va diminuire di qualche cavallo durante la gara quando Ferrari e Mercedes non utilizzano le mappature aggressive utilizzate durante le fasi cruciali del Q2 e Q3. 

Uno passo avanti abbastanza importante per Renault è atteso tra la gara di Spagna e quella del Canada dove, il motorista francese, dovrebbe riuscire a portare in pista la nuova parte ibrida in versione 2018 che dovrebbe garantire un incremento di cavalli. Una modifica molto importante questa per Renault visto che, a causa di grossi problemi avuti nella prima parte della scorsa stagione, sta ancora utilizzando il sistema ibrido della stagione 2016. 

Se andiamo ad analizzare la gara è innegabile che la vittoria della Red Bull di Ricciardo sia stata decisa dalla strategia della Red Bull che è stata molto abile e fortuna nel richiamare ai box i due piloti per montare le gomme soft ed andare all'attacco delle altre vetture che stavano utilizzando le meno prestazionali gomme medie. Fortunati perchè il regime di Safety Car è stato esposto nel momento più opportuno per loro e il "muretto" è stato abile e veloce nel prendere la decisione. Decisione che non potevano prendere ne Vettel e nemmeno Bottas visto che avevano già oltrepassato la corsia di rientro ai box e sono stati costretti a proseguire con le gomme "bianche" montate rispettivamente al giro 20 e 19.
Analizzando il passo della Red Bull possiamo notare che, la strategia vincente con la Safety Car, è stata possibile anche grazie al ritmo che i due piloti sono riusciti a mantenere nel primo e nel secondo stint. Nella prima parte di gara, a differenza del duo Ferrari e Mercedes, utilizzavano le gomme Ultra Soft che hanno sicuramente dato un grosso vantaggio alla partenza ma in gara non sembravano essere le gomme giuste. Lo si era notato anche durante le prove libere quando, questo compound, aveva dato segnale di alto degrado e di poca velocità anche nelle prime fasi dello stint. Ricciardo e Verstappen, pur girando con un ritmo superiore rispetto ai piloti di testa, sono riusciti a limitare i danni senza accusare un'eccessivo degrado degli pneumatici riuscendo a costruire uno stint piuttosto lungo che ha permesso ad entrambi di montare le gomme medie che potevano portarli fino alla fine della corsa.
A parità di compound, come possiamo osservare dal grafico in basso, Ricciardo e Verstappen hanno avuto un ritmo molto simile a quello di Bottas e Vettel dimostrando quanto sia competitiva questa vettura in corsa.

Poi la Safety Car ha dato il vero colpo di grazia alla gara e sfruttando le gli pneumatici Soft Ricciardo è riuscito a vincere la corsa mentre, Verstappen, causa il contatto con Vettel ha raccolto molto poco rispetto al suo potenziale.

Ora attendiamo la prova di Baku per capire se Red Bull potrà inserirsi nella lotta per il titolo mondiale o se sarà costretta a ricoprire il ruolo di terza forza. 

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Wed, 18 Apr 2018 18:12:49 +0000 https://www.formula1.it/news/5828/1/gp-cina-red-bull-safety-car-decisiva-ma-il-passo-con-le-medie-era-buono http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-red-bull-safety-car-decisiva-ma-il-passo-con-le-medie-era-buono-5828-1.jpg
FERRARI SF71H: ERS-H in rilascio dell'acceleratore per migliorare l'efficienza dell'ala posteriore https://www.formula1.it/news/5827/1/ferrari-sf71h-ers-h-in-rilascio-dell-acceleratore-per-migliorare-l-efficienza-dell-ala-posteriore La Ferrari esce molto delusa dal terzo appuntamento stagionale; una terza posizione di Kimi Raikkonen e soprattutto una ottava posizione per Sebastian Vettel, dopo che proprio il duo ferrarista aveva dominato la qualifica di sabato, non può far contenti gli uomini di Maranello che, con il quattro volte campione del mondo tedesco, avrebbero potuto ulteriormente allungare in classifica piloti nei confronti di Lewis Hamilton, principale avversario nella lotta per il titolo. Ma, e spesso i ma sono molto importanti, gli uomini del Cavallino possono tornare a Maranello con la consapevolezza di avere a disposizione, dopo i primi tre appuntamenti della stagione, la miglior vettura del lotto. 

I problemi di bilanciamento avuti durante il Gran Premio di Melbourne sono ormai un lontanissimo ricordo perchè in Bahrain ed in Cina la vettura è sembrata essere veramente trasformata. Sono bastati degli affinamenti di setup ed alcuni interventi a livello aerodinamico per trasformare la SF71H da "brutto anatroccolo" (per modo di dire ovviamente) a "cigno". Interventi che sono stati apportati fin dalla trasferta in Bahrain dove è stata ulteriormente ritoccata l'ala anteriore che ha garantito maggior stabilità della vettura all'avantreno e dove, secondo le informazioni raccolte da FUnoAnalisiTecnica, è stato utilizzato una nuova versione di fondo che ha garantito maggior carico nella zona posteriore. Fondo che non presentava novità troppo visibili (le maggiori nella parte bassa dei bargeboard) poiché gli ingegneri hanno lavorato maggiormente a livello strutturale per eliminare l'eccessiva flessibilità che aveva creato qualche problemi nella zona posteriore della vettura della SF71H tra i test invernali e la trasferta australiana. Queste modifiche hanno risposto molto positivamente con gli aerodinamici che hanno finalmente riscontrato in pista dei dati molto più vicini a quelli raccolti nelle loro simulazioni effettuate in galleria del vento e al CFD.  

Da sottolineare anche il grandissimo lavoro svolto dai motoristi che sono riusciti, durante l'inverno e un po inaspettatamente, ad eguagliare le prestazioni in qualifica della tanto acclamata Power Unir Mercedes. Power Unit italiana che, inserito il "Qualifying Mode", è uno dei veri punti di forza della monoposto 2018; fin dall'Australia la vettura italiana è riuscita a guadagnare, specialmente nei rettifili, terreno prezioso nei confronti della W09. Questo è evidente soprattutto in qualifica quando Vettel e Raikkonen possono sfruttare appieno il potenziale motoristico senza preoccuparsi troppo dei consumi dell'unità endotermica. Perchè se c'è un'area in cui a Maranello devono ancora lavorare è quello dell'efficienza dell'unità endotermicache sembra essere più assetata di carburante rispetto a quella anglo-tedesca. In gara, nei tratti in cui è importante la potenza, i piloti Ferrari sono spesso costretti a risparmiare benzina perdendo parte del vantaggio che si nota nel giro secco durante le qualifiche. Ciò è stato ben evidente nella gara di Shanghai dove sia Vettel che Raikkonen facevano molto Lift & Coast nel lungo rettilineo presente nel terzo settore del circuito cinese. Se nelle qualifiche il duo ferrarista guadagnava da 1 a 3 decimi in quel tratto, in gara la situazione nei confronti di Mercedes si è completamente ribaltata con la W09 di Bottas molto più veloce della SF71H di Vettel. 

Un'altra nota tecnica che vogliamo mettere in evidenza in questa seconda analisi (dopo l'analisi post-Australia) sulla Ferrari SF71H è questa: secondo gli ultimi rumors raccolti, la Ferrari avrebbe sviluppato un'interessante sistema per cercare di migliorare l'efficienza dell'ala posteriore. I più attenti avranno notato la presenza di un ulteriore leva nella parte posteriore del volante 2018 Ferrari che servirebbe per soffiare tramite gli scarichi della wastegate aria calda nella zona dell'ala posteriore aumentandone l'efficienza anche quando l'acceleratore non è premuto. Per far questo serve "sprecare" dell'energia elettrica, proveniente o direttamente dall'MGU-H oppure dalla batteria, per mantenere ad alti regimi la turbina.

Una soluzione che leggendo il regolamento tecnico potrebbe essere regolare (anche se border line) ma che, se confermata, porterà sicuramente a discussioni poiché la Federazione Internazionale, dopo i test di Barcellona, aveva approvato la soluzione di scarico della Renault impedendo però ai team di utilizzare mappature specifiche del motore che vadano a soffiare soffiare gas caldi anche in fase di rilascio dell'acceleratore. 

Non solo la classifica costruttori (Mercedes "lontana" solo 1 punto pur con i problemi del GP della Cina) e piloti lo dimostrano ma anche l'analisi del gap prestazionale in qualifica ci dice che aShanghai è avvenuto il sorpasso della Ferrari nei confronti della Mercedes. Il Team tedesco conservava questo "primato" dal lontano 2014 quando, grazie ad un cambiamento di regolamento creato ad hoc per il colosso di Stoccarda, erano stati introdotti in Formula 1 i motori ibridi.

Dopo aver giustamente esaltato le prestazioni della SF71H, torniamo al GP di Cina ad analizziamo i momenti chiave che non hanno permesso alla Rossa di raccogliere quanto di positivo aveva "seminato" in qualifica e nelle prime fasi di gara. 

Il primo aspetto che ha influito nella gestione della gara è stata la partenza. Raikkonen, scattato dalla seconda posizione, ha avuto uno spunto migliore rispetto a Vettel tanto che ha provato ad attaccare il proprio compagno di squadra nell'inserimento della prima curva. Il pilota tedesco ha però chiuso la porta per mantenere la prima posizione ed ha costretto Raikkonen a mollare l'acceleratore facendosi scavalcare da Bottas e permettendo a Verstappen di attaccare il finlandese della Ferrari nella curva successiva. La positività nella manovra di Vettel è stata quella che gli ha permesso di mantenere la leadership, peccato che c'è una negatività importante da aggiungere ossia la non più copertura da Mercedes e RedBull da parte del proprio compagno di squadra. A posteriori era forse meglio lasciare l'interno a Raikkonen, mantenendo un 1-2 Ferrari che permetteva una diversa gestione del GP di Cina.

Nel primo stint Vettel su gomme Soft ha spinto veramente forte girando ad un ritmo migliore di Bottas, anch'esso sul compound "giallo". Il pilota finlandese della Mercedes è riuscito ad essere più rapido rispetto al rivale solo al giro 4, 9 e 16. Vettel prima del pit stop di Bottas era riuscito a costruirsi un vantaggio di circa 3,5 secondi che sembrava metterlo ai ripari da un possibile tentativo di undercut della Mercedes.

Un tentativo di undercut che andava protetto dalla Ferrari, richiamando Vettel ai box prima del pilota Mercedes. Ed invece, sbagliando grossolanamente, Ferrari ha temporeggiato, con Mercedes che intelligentemente ha preso l'iniziata richiamando Bottas ai box al giro 18. Il Team italiano è stato obbligato a rispondere con la sosta di Vettel nel giro successivo. Nonostante un distacco che sembrava essere piuttosto importante il pilota finlandese è riuscito a scavalcare la Ferrari ritrovandosi in testa alla corsa. In basso potete trovare, in modo schematizzato, tutti gli intertempi realizzati da Vettel e Bottas con il relativo andamento del gap. 

In molti si sono chiesti come Bottas abbia fatto a recuperare oltre 3 secondi di svantaggio.La risposta la ritroviamo in due fattori: il primo, più importante, da associare alla differenza di prestazioni tra una gomma Medium nuova e una Soft usata da oltre 20 giri (considerando anche i giri in qualifica) su un tracciato con alto degrado degli pneumatici; il secondo è invece da ritrovare nel tempo del Pit Stop dei due piloti dove i meccanici del Team anglo tedesco sono riusciti a recuperare 1 secondi sui rivali in rosso. Una Ferrari piuttosto lenta nei Pit Stop del Gran Premio di Cina anche e soprattutto per via del problema avuto in Bahrain, che ha causato il grave infortunio del meccanico Francesco Cigarini.

Una volta finito alle spalle della Mercedes, Vettel non è mai riuscito ad impensierire Bottas.Secondo gli ingegneri il delta prestazionale per poter effettuare un sorpasso su questo tracciato è stato stimato in circa 1 secondo e la differenza prestazionale tra le due vetture era solo di pochissimi decimi ma comunque a favore di Ferrari anche sul compound "bianco".

Per concludere l'analisi Ferrari del GP di Cina, e per mettere in evidenza la brutta domenica da parte di Rueda & Co, c'è da mettere in evidenza la sbagliata strategia nei confronti di Kimi Raikkonen. Dal nostro punto di vista ha avuto ben poco senso compromettere la gara del pilota finlandese, poi "recuperata" parzialmente grazie alla Safety Car, per aiutare Vettel. Il giochetto di utilizzare Raikkonen come una variabile per sperare nel sorpasso di Vettel su Bottas non ha funzionato semplicemente perchè il grip delle Medium nuove montate dal pilota Mercedes era notevolmente maggiore rispetto alle scarpe gialle molto usate di Raikkonen. Sette in giri in più di Vettel sulla Soft e ben 15 secondi persi nei confronti di Daniel Ricciardo che nel momento del suo primo Pit Stop, al 17esimo giro, era dietro di 3 secondi. 

Senza colpe invece la non sosta di Vettel e Raikkonen sotto regime di Safety Car; se il primo infatti era già oltre la linea di ingresso della Pit Lane al momento dell'esposizione della SC da parte di Charlie Whiting, il secondo aveva da poco cambiato gli pneumatici (con un treno di Medium nuove) e quindi poteva anche essere corretto non effettuare una nuova sosta, guadagnando invece in pista la posizione su eventuali soste di piloti in posizioni più avanzate (vedere RedBull).

Per quanto riguarda l'incidente tra Vettel e Verstappen ci soffermeremo maggiormente nell'analisi del Team anglo austriaco che uscirà nei prossimi giorni. Da sottolineare che il contatto tra il pilota olandese della RedBull e il quattro volte campione del mondo Ferrari ha provocato si un danno al fondo piatto della SF71H ma, a quanto capito, i maggiori problemi avuti da Vettel sono da imputare alle Medium posteriori che nel contatto hanno subito un surriscaldamento e dei danni superficiali veramente importanti (con annesse vibrazioni).

Non c'è altro da aggiungere, se non che, dopo la "fortunosa" vittoria australiana e il sudato GP del Bahrain, ci sta che nel terzo appuntamento la ruota giri e colpisca uno sfortunato Sebastian Vettel.Ma la grande serenità del pilota tedesco, post incidente con Verstappen e post GP di Cina, sta a significare grande consapevolezza nel pacchetto che forse è davvero pronto per riportare il mondiale a Maranello ben 10/11 anni dopo. 

Autori: @spontonc e @smilextech 

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Tue, 17 Apr 2018 09:52:22 +0000 https://www.formula1.it/news/5827/1/ferrari-sf71h-ers-h-in-rilascio-dell-acceleratore-per-migliorare-l-efficienza-dell-ala-posteriore http://www.formula1.it/admin/foto/ferrari-sf71h-ers-h-in-rilascio-dell-acceleratore-per-migliorare-l-efficienza-dell-ala-posteriore-5827-1.jpg
Arrivabene, gara deludente, la Safety Car decisiva https://www.formula1.it/news/5826/1/arrivabene-gara-deludente-la-safety-car-decisiva- Quello di oggi non è certo il risultato a cui puntavamo, partendo dalla prima fila. Il nostro passo in gara non era male, ma è stato un Gran Premio in cui le molte variabili hanno fatto la differenza. Kimi ha conquistato il podio e Sebastian ha contenuto i danni con una vettura che, dopo la collisione, non era nelle condizioni ideali per poter lottare”.

È questo il commento a caldo a fine gara del team principal della scuderia Ferrari, Maurizio Arrivabene dopo la trasferta Cinese.

Trasferta che è stata abbastanza negativa per il team Italiano, che dopo una strepitosa qualifica al Sabato, ha visto svanire tutto alla Domenica, in una gara, che come sostiene il manager Bresciano, é stata decisa da delle variabili.

Variabili che come la strategia e la Safety Car, hanno fatto perdere la leadership della gara prima, e il secondo posto poi a Sebastian Vettel.

Anche il Tedesco e il team però non sono stati esenti da errori, con Seb che avendo chiuso Raikkonen allo start, ha fatto si che Bottas si insediasse al secondo posto, facendo poi l'undercut decisivo.

Il team anche non può ritenersi impeccabile, in quanto con un pit stop non favoloso ha fatto perdere la prima posizione a Vettel, e con la strategia ha danneggiato la gara di Kimi Raikkonen, prima sacrificandolo per rallentare Bottas per far avvicinare Vettel, e poi non facendolo pittare all'uscita della Safety Car come hanno fatto in casa Red Bull.

Il team principal Rosso ha poi volato pagina, mettendosi alle spalle il GP della Cina, pensando già alla prossima gara a Baku:

Ora è importante mantenere concentrazione e determinazione, pensando già alla prossima gara a Baku”.

Fonfanamtale sarà appunto mantenere la concertazione, poiché il team di Maranello non deve cedere alla pressione delle critiche della prima gara storta dell'anno, ma deve restare consapevole di avere una buona, anzi un'ottima monoposto per poter lottare ovunque, su ogni pista, per riprendere il filo del discorso da dove si era interrotto in Bahrain, già sulla pista cittadina di Baku tra due settimane.

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Mon, 16 Apr 2018 21:13:33 +0000 https://www.formula1.it/news/5826/1/arrivabene-gara-deludente-la-safety-car-decisiva- http://www.formula1.it/admin/foto/arrivabene-gara-deludente-la-safety-car-decisiva--5826-2.jpg
Il Pagellone semiserio del Froldi, Gp di Shangai 2018 https://www.formula1.it/news/5825/1/il-pagellone-semiserio-del-froldi-gp-di-shangai-2018 In Cina sugli scudi la “lattina volante” del grandissimo Daniel Ricciardo. Niente tris Ferrari, dopo le superbe qualifiche. Gioie e dolori che si alternano. Come da tradizione pluridecennale rossa (se si eccettua il dominio di Schumacher).

Alla fine, fra i due contendenti (Ferrari e Mercedes) che si marcano a vista, gode uno strepitoso Ricciardo, pilota con le stimmate del campione ma spesso sottovalutato soprattutto dal suo team.

In cinque giri, dopo la Safety Car supera con perizia e pulizia: Raikkonen, Hamilton, Vettel e Bottas. 

Tre i momenti fondamentali: Il pit-stop molto lento della Ferrari che porta Bottas in testa (21° giro), la Safety Car per il botto fra le due Toro Rosso, al 31° giro (con l’azzardo di montare le gialle per la Red Bull che ha pagato), e la consueta follia di Mad Max, giro 44°. Ancora una volta vittima la Ferrari di Vettel, che con la monoposto danneggiata arriva ottavo.

Ricciardo. Voto: 10. Come sapete ho un debole per questo pilota, che ha una guida diversa, originale, estrosa, tra l’altro quasi mai al limite dell’incidente. Il confronto con il giovane compagno di squadra è umiliante. Per quest’ultimo. La Ferrari dovrebbe farci, lo ripeto per l’ennesima volta, un pensierino.

Vettel. Voto: 8. E’ arrivato ottavo. Punti persi o guadagnati? Lo sapremo quando tireremo le somme alla fine del Mondiale. Il cuore mi dice che sono punti persi, la ragione che forse sono guadagnati (per come si era messa). 

Vettel vs Mad Max dopo la gara. Voto: 9. Credo sia la cosa più sana, finita la gara, avere un franco scambio di opinioni. Era una delle cose belle della vecchia Formula 1 (faceva eccezione lo scontro titanico Prost-Senna) ed è stato bello rivederla.

Mad Max. Voto: Che domanda…3! E’ tornato il “buon” vecchio pilota-autoscontro. Non ne sentivamo la mancanza.

La “prima volta” di Mad Max. Voto: 9. Si, tenetevi forte. Probabilmente domani arriverà un tornado, ci sarà un’inondazione, le cavallette, qualche piaga egizia e il clima cambierà all’improvviso…ma Max…si lo so non ci credete…ha chiesto scusa! Anche tramite i Social (probabilmente redarguito pesantemente da Marko..alla buon’ora!). Di solito questo passaggio presuppone che il pilota stia maturando. Vedremo. 

Pit-stop Ferrari. Voto: 5. Vettel ha perso la testa della gara quando aveva 3 secondi di vantaggio su Bottas per il cambio gomme lento. L’incidente occorso a Francesco Cigarini in Bahrain ha inciso in qualche modo?

Raikkonen. Voto: 6 Al via si fa di nuovo infilare da Bottas, ma non è colpa sua, visto che deve frenare per evitare il contatto con Vettel. Il problema è che dopo non impensierisce, praticamente mai, ancora una volta, il compatriota. 

Bottas. voto: 9. Fa una gara consistente. A differenza del compagno quadri-campione. E ancora una volta svernicia in partenza Kimi.

Hamilton. Voto: 6. Giudizio molto simile al precedente Gp, numericamente ma non solo. L’impressione del sottoscritto è che Hamilton non riesca ad avere ancora feeling con la W09. E questo è un bel problema. Un bellissimo problema…

Hamilton-su-Verstappen-“sono grato per il suo modo di guidare”. Voto: Boh! Non riesco a capire se abbia davvero fatto una battutaccia riuscita male (ringraziare Verstappen per avergli fatto recuperare punti su Vettel), o se abbia “perculato” il bimbominkia (troppo sofisticato per l’Hamilton pensiero?)…da che parte vi schierate?

Mercedes. Voto: 5. Detto che è ancora la favorita per il Mondiale…dopo tre gran premi non ha ancora vinto una gara ed ha fatto una sola pole. A suo modo un fatto storico.

Alonso. Voto: francamente…incomprensibile. C’è un avversario in difficoltà, che avresti passato tranquillamente…lo porti quasi fuori pista. Una carognata. E lo dice uno che ha sempre ammirato Alonso. Ma sia lui che Max quando vedono rosso vanno in apnea…

Legge di Versbatten. Se ti trovi dietro il predestinato, lascialo passare ed anzi agevolagli il sorpasso. Ciò non ti garantisce che non ti centri lo stesso, ma potresti limitare i danni. E’ ovviamente ironica…ma pensateci bene, i piloti di punta dicono, più o meno apertamente, che lo lasciano passare. Certo, non si sta ancora decidendo il Mondiale e quindi è comprensibile la prudenza dei piloti più saggi ed esperti.

Eppure, se ci pensate, è una cosa assurda che la Fia, in qualche modo, permetta a Mad Max di farla sempre franca. Anche perché, 10 secondi, francamente, sono ridicoli.

P.S.: Prossimo GP, a Baku, dove l’anno scorso ne successe di ogni…

Vettel fai da bravo mi raccomando!

di Mariano Froldi

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Mon, 16 Apr 2018 16:55:58 +0000 https://www.formula1.it/news/5825/1/il-pagellone-semiserio-del-froldi-gp-di-shangai-2018 http://www.formula1.it/admin/foto/il-pagellone-semiserio-del-froldi-gp-di-shangai-2018-5825-1.jpg
Il buio oltre il muretto https://www.formula1.it/news/5824/1/il-buio-oltre-il-muretto Dopo la scelta di “differenziare” le strategie in Australia, ancora una volta la gara di Kimi Raikkonen è stata condizionata dalle decisioni del box Ferrari. Il finlandese, quest’anno più in palla dei precedenti, specie in qualifica, è stato platealmente “usato” dal muretto per favorire il compagno di squadra; una volta subito l’undercut di Hamilton, rientrato ai box al 19esimo giro, e non fatto fermare subito per mantenere la marcatura sul campione del mondo (e perdendo cosi la posizione), Kimi è rimasto fuori per altri 10 giri, con gomme soft in chiaro e progressivo degrado, all’unico scopo di farsi raggiungere dalla coppia Bottas-Vettel, e creare una situazione di bagarre che poteva favorire il tedesco e restituirgli la testa della corsa. Tattica questa, che la Ferrari ha sempre considerato antisportiva (quando la praticava la Mercedes), per quanto consentita dal regolamento, e che non dava tra l’altro alcuna garanzia di riuscita, come poi è puntualmente avvenuto. E non parliamo della manovra “alla Schumacher” di Seb alla partenza, uguale a quella di Singapore 2017, che costò una fetta di mondiale alla Ferrari; cioè portarsi sulla corda e chiudere la porta in faccia al compagno di squadra, che stavolta, a differenza di allora, ha alzato il piede, perdendo cosi la seconda posizione a vantaggio di Bottas.

Discutibile, poi, anche la scelta di non farlo rientrare ai box, nel momento dell’entrata in pista della Safety Car (scelta invece obbligata per Vettel, che era già transitato sul traguardo) per montargli le gomme soft; alla Ferrari avranno pensato che le gomme medie, montate a Kimi solo 3 giri prima, e più giovani di 10 giri rispetto a quelle degli altri avversari diretti, potevano garantirgli una performance ottimale fino a fine gara, comunque non inferiore alle soft, tra l’altro più soggette al degrado con quasi 40 gradi sull’asfalto; ma l’entrata simultanea delle due Red Bull poteva far nascere qualche dubbio. In quel momento Raikkonen era a 10 secondi da Ricciardo (sul quale stava recuperando), a sua volta dietro a Verstappen, il primo dei due a rientrare, e il tempo per richiamarlo c’era, ma si è deciso di lasciarlo fuori, anche perché, cosi facendo, si sarebbe ritrovato davanti alle due macchine austriache. Probabilmente Ice-man avrebbe potuto, con le soft,  quantomeno combattere con le Red Bull e superare Bottas. Tutto questo è frutto del senno di poi, ma la sostanza è che, per scelte volute o semplicemente errate, chi ci rimette è sempre il finlandese.

Sia chiaro; i risultati parlano a favore di Vettel, che in assoluto merita ampiamente il ruolo di prima guida. E anche in Cina Raikkonen non è sembrato all’altezza nella condotta di gara, sempre passivo ed in difesa, e poco aggressivo nel finale su un Bottas in difficoltà con le gomme. Ma a noi sembra che, anche sorvolando sulle strategie in Australia, fare questi giochi di squadra alla terza gara sia un po’ presto, giochi di squadra che invece contribuiscono soltanto a togliere motivazioni (quando non a irritarlo) ad un pilota che al 99% a fineanno se ne andrà, e che il cui contributo alla Ferrari serve, e parecchio. Inoltre, Raikkonen è un campione del mondo, l’ultimo campione del mondo con la Ferrari; non è Massa o Barrichello, cosi come Vettel, non può (ancora) essere paragonato a Schumacher, che chiedeva ed otteneva di avere come compagno di squadra una comparsa. Kimi meriterebbe, almeno, di poter lottare sempre ad armi pari.

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Mon, 16 Apr 2018 14:49:00 +0000 https://www.formula1.it/news/5824/1/il-buio-oltre-il-muretto http://www.formula1.it/admin/foto/il-buio-oltre-il-muretto-5824-3.jpg
Gp Cina - Le pagelle di F1WM https://www.formula1.it/news/5823/1/gp-cina-le-pagelle-di-f1wm Daniel Ricciardo: 10

La migliore risposta possibile al suo team, la Red Bull, che tempo fa dichiarò apertamente di puntare a vincere al più presto il mondiale con Max Verstappen. Daniel, che secondo noi (e non solo) ha patito non poco tali dichiarazioni, con la gara di oggi ha replicato in modo magistrale. Complice il lavoro della squadra, che tra le altre cose ha saputo approfittare del momento propizio, l’australiano con profonde radici italiane ha corso una seconda metà di gara strepitosa, tutta all’attacco, con sorpassi assolutamente epici ai danni delle due Mercedes. Concreto, veloce, con una grande visione di gara e di manovra, Ricciardo ha conquistato quello che probabilmente è il suo successo più importante in Formula Uno. Un successo che lo rilancia alla grande agli occhi del suo team e anche agli occhi degli avversari, i quali presto potrebbero dover pensare al mercato piloti. Del quale Daniel è pezzo ancora più pregiato.

Vettel & Ferrari: 9

Non bisogna focalizzarsi solo sul risultato secco di questo gran premio, che è stato anche frutto del caso (ovvero l’ennesimo colpo di testa di Verstappen): la Ferrari, capitanata da un Sebastian Vettel in forma assolutamente smagliante, sta praticamente dominando da inizio stagione. La macchina è fortissima, la squadra è unita e sa osare, il tedesco sta capitalizzando tutto al meglio e su un terreno di scontro come la Cina, da anni feudo assoluto della Mercedes, le Rosse hanno conquistato la prima fila e avrebbero meritato un risultato ben più ricco. Fa niente, sono le gare. Ciò che conta è che la SF71H sembra andar forte ovunque e sembra aver risolto due importanti problemi che fino allo scorso anno rendevano tutto più difficile: la prestazione in qualifica e il gap di potenza dal propulsore Mercedes. Avanti così, perché questo è davvero l’anno buono.

Lewis Hamilton: 6

Non vogliamo esagerare, ma Lewis sembra quasi irriconoscibile. Gara pressoché anonima, sempre dietro al compagno di squadra, mai in condizioni di fare male agli avversari. E’ come se Hamilton corresse in sordina. Ed è la prova che, quando le cose non girano per il verso giusto, lui ne soffre moltissimo. Gli diamo la sufficienza perché, nonostante tutto, non si trova lontanissimo da Vettel in classifica e ha ancora molte frecce al suo arco. Ma sia lui che la Mercedes devono darsi una svegliata, altrimenti la Ferrari continuerà ad assestare colpi sempre più pesanti…

Max Verstappen: 4

Grazie all’azzardo strategico del team, aveva la possibilità di andare a fare doppietta con Ricciardo, se non di giocarsi la vittoria. E invece rovina tutto con l’ennesima manovra “suicida” (e “omicida”, verrebbe da aggiungere), piombando addosso a Vettel in un frangente errato e senza costruire un sano e intelligente sorpasso (cosa invece riuscitissima al suo compagno di team). Il vero problema è che ormai da tempo assistiamo puntualmente a queste trovate del giovane talento olandese, troppo protetto dalla famiglia Red Bull e quindi, secondo noi, senza più il senso della misura. Dove ci sono guai spesso c’è lui. Per colpa sua, Sebastian Vettel ha perso alcune posizioni e i soliti, preziosi punti in chiave mondiale. Continuiamo a sperare in una reale maturazione di Max, ma di occasioni per crescere ne ha perse ormai tante. Troppe.

Pierre Gasly: 5

Non ce ne voglia il giovane talento della Toro Rosso: il voto è frutto soprattutto della delusione provata oggi dopo aver visto di cosa è stato capace una settimana fa in Bahrain, con quel quarto posto che sa di storia. In staccata, alla fine del lungo rettilineo di Shanghai, ha fatto male i conti e ha centrato l’incolpevole compagno di squadra Hartley, danneggiando se stesso e la gara del team. Un errore di valutazione tutto sommato perdonabile, visto che il francese è alle sue prime gare in Formula Uno. Un errore simile a quello di Verstappen, con una grande differenza: l’esperienza che l’olandese avrebbe dovuto maturare in questi anni di massima formula. Esperienza che Gasly ancora non ha. Siamo certi che ci farà rivedere prestissimo belle cose. Magari già dal prossimo appuntamento a Baku, tra due domeniche.

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Sun, 15 Apr 2018 19:20:08 +0000 https://www.formula1.it/news/5823/1/gp-cina-le-pagelle-di-f1wm http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-le-pagelle-di-f1wm-5823-1.jpg
Vettel, queste sono le gare, alla fine ho limitato i danni https://www.formula1.it/news/5822/1/vettel-queste-sono-le-gare-alla-fine-ho-limitato-i-danni Era iniziata nel migliore dei modi, ma alla fine non è finita come si aspettavano tutti i tifosi della Ferrari dopo le qualifiche di ieri.

Dopo la prima fila tutta Rosa, era infatti lecito attendersi, se non una doppietta, almeno una vittoria e magari un terzo posto nel Gran Premio della Cina.

La gara era infatti iniziata positivamente per le due Ferrari, che prima del primo pit stop erano in prima posizone con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen al terzo posto.

Terzo posto del Finnico dovuto alla partenza aggressiva di Vettel, che ha stretto a muro Raikkonen, partito meglio del Tedesco, costringendolo ad alzare il piede per evitare la collisione alla prima curva.

Arrivati alla prima sosta, sono iniziati i problemi per Vettel, che ha subito l'undercut da parte di Valtteri Bottas, che avendo pittato un giro prima ha guadagnato più di tre secondi su Seb nel suo giro out, ritrovandosi al comando della gara dopo il pit del pilota della scuderia di Maranello.

Un pit velocissimo, quello della Mercedes, mentre un pit non troppo veloce quello del team di Maranello. Lentezza forse dovuta alle nuove procedure in seguito all'incidente in Bahrain, che devono ancora essere affinate e velocizzate.

A complicare ancora di più la gara del team Italiano é arrivata la Safety Car, che alla Red Bull hanno sfruttato al massimo facendo pittare Verstappen e Ricciardo, per concedergli un finale di gara con gomme fresche per andare all'attacco.

Attacco che è arrivato, e Riccardo è stato in grado di andarsi a prendere la leadership della gara, mentre Verstappen, a causa della sua irruenza, ha compromesso la sua gara e distrutto quella di Vettel, che dalla seconda posizone che occupava, ha concluso all'ottavo posto.

A fine gara il quatrro volte Campione del Mondo ha voluto commentare davanti ai giornalisti la sua gara, partendo dal crash con Max Verstappen:

"Credo che non ci sia molto da aggiungere rispetto a quello che avete già visto. Sono le gare, sono cose che possono succedere, però è stato negativo per entrambi".

Grande abilità di Seb nel non accendere ulteriori polemiche sull'episodio, etichettandolo come incidente di gara.
Incidente di gara, che però ha rovinato la gara di entrambi, privando Max del successo, (in quel momento l'olandese era davanti a Riccardo che ha poi trionfato), e ha fatto perdere molti punti a Seb nella classifica piloti rispetto ai suoi diretti rivali.

Incidente che ha danneggiato la monoposto del Tedesco, che ha riportato danni al fondo scalinato della sua SF71-H, compromettendo pesantemente le sue performance, rendendolo all'ottavo posto finale.

Vettel ha infatti proseguito parlando delle enormi difficoltà che ha incontrato nel portare a termine la gara:

"Ho perso il bilanciamento, perché avevo tantissimo sovrasterzo ed era diventato davvero difficile stare in pista. Non avevamo più armi per lottare, quindi ho cercato semplicemente di sopravvivere".

Macchina compromessa, che ha reso inguidabile la Rossa, che è stata sopravanzata nei giri finali dalla Renault di Hulkenberg e dalla McLaren di Alonso. Seb ha infatti solo voluto portare la macchina al traguardo per raccogliere qualche punto e limitare i danni in Classifica piloti.

Il pilota numero cinque della F1, ha svolto poi un analisi più generale sull'andamento della gara:

 "Credo che sia una di quelle gare che a volte ti vanno a favore, mentre in altre ti vanno completamente storte. C'è stata la safety car, ma anche la prima sosta che è stata un pochino troppo lenta e ci è costata una posizione. Io ho dato tutto, ho anche danneggiato un pochino le gomme dietro a Bottas nel tentativo di spingere, ma sarebbe stato difficile passarlo. Era un pochino più lento di me, ma non troppo".

In questo caso, la gara è andata contro al team di Maurizio Arrivabene, con il pit prima, mettendo Seb al secondo posto, con molte difficoltà a passare Bottas, e poi con la Safety Car, che ha messo le Red Bull negli scarichi della SF71-H numero 5, cosa che ha poi portato al crash e alla grande delusione finale del risultato. 

Vettel ha poi concluso analizzando il primo pit stop, durante il quale il pilota di Heppenheim ha perso il comando della gara, e di fatto forse la gara stessa:

"Via radio mi avevano detto che sarebbe stato molto vicino, ma non è mai bello scoprire che sei dietro quando torni in pista".

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Sun, 15 Apr 2018 17:56:48 +0000 https://www.formula1.it/news/5822/1/vettel-queste-sono-le-gare-alla-fine-ho-limitato-i-danni http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-queste-solo-le-gare-alla-fine-ho-limitato-i-danni-5822-1.jpg
Gp Cina 2018 - Gara - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5821/1/gp-cina-2018-gara-analisi-strategie  Shanghai, 15 aprile 2018 – Daniel Ricciardo (Red Bull) ha conquistato il Gran Premio di Cina con una strategia a due soste dopo essere partito 6° con pneumatici ultrasoft. Il pilota australiano ha effettuato il secondo pit stop in regime di safety car: ciò gli ha permesso di ripartire con pneumatici soft nuovi e ottenere un vantaggio nel finale di gara rispetto agli altri piloti di testa che avevano optato per una sola sosta. Stessa strategia per Max Verstappen, con le Red Bull che hanno effettuato entrambi i pit stop a pochi secondi una dall’altra. Strategia completamente diversa da soft a medium per Valtteri Bottas, poi 2° al traguardo, Lewis Hamilton ed entrambi i piloti Ferrari. I piloti di testa sono stati protagonisti di una lotta serrata fino alla fine, nella quale la gestione dei pneumatici è stata di massima importanza. In gara si è vista un’ampia varietà di strategie, con diversi piloti che hanno usato tutte e tre le mescole disponibili. 
 
MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING

Dopo il Bahrain, anche oggi abbiamo assistito a un gran premio in cui le diverse strategie dei principali Team hanno portato a un finale entusiasmante, con molte tattiche in gioco. In gara i Team hanno trovato condizioni molto diverse dal resto del weekend: oggi le temperature asfalto erano circa 20° in più rispetto ai giorni scorsi. Il lungo regime di safety car ha influenzato la strategia di gara e ne ha stravolto il risultato, con entrambe le Red Bull abili a trarre vantaggio dalla situazione per effettuare la sosta e ripartire con pneumatici nuovi rispetto a quelli dei diretti rivali. Sei piloti, compreso il vincitore, hanno utilizzato in gara tutte e tre le mescole disponibili”. 


 

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Sun, 15 Apr 2018 17:04:41 +0000 https://www.formula1.it/news/5821/1/gp-cina-2018-gara-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-2018-gara-analisi-strategie-5821-1.jpg
Tori scatenati https://www.formula1.it/news/5820/1/tori-scatenati Il Gran Premio di Cina è stato deciso dalle monoposto con il logo del toro energetico: l’irriconoscibile Gasly (3) ha speronato il compagno Hartley provocando l’intervento della safety car che ha rimescolato le carte in tavola, consegnando la matta ai due “cugini” della Red Bull (10): e mentre Ricciardo (10 e lode) ha giocato ottimamente la nuova mano, con una raffica di sorpassi eccellenti che l’hanno portato in vetta, ancora una volta Verstappen ha visto rosso, mandando KO l’incolpevole Vettel.

Ma in realtà la gara la Ferrari (voto 2) l’aveva già persa ieri nel Q2, con l’incomprensibile scelta di qualificarsi con le gomme gialle. La Mercedes (8) ha vestito i panni della mantide religiosa, riversando sulla scuderia di Maranello le proprie difficoltà nel consumo delle gomme e costringendola in questo modo ad adottare l’assurda strategia della singola sosta ai box. Non abbiamo i dati della telemetria sotto mano, ma non ci vuole un Nobel per capire che con una banalissima gara a tre stint Vettel avrebbe potuto cogliere il terzo successo consecutivo. Nei giri finali Ricciardo, che in qualifica era più lento di quasi un secondo, con le gomme soft bastonava Raikkonen, con le dure nuove, ad ogni curva.

Veramente sopraffina la tattica psicologica messa in campo dalla squadra di Stoccarda che è dapprima riuscita nell’incredibile beffa dell’undercut di Bottas su Vettel (6 secondi in un giro, incluso un pit piuttosto lento di Vettel), e poi ha sfruttato le dinamiche della gara per portare entrambi gli scudieri davanti alle Ferrari che, col missile che si trovano sotto le chiappe, avrebbero dovuto vincere con mezzo giro di vantaggio.

Invece Vettel (6), dopo aver tenuto bene la posizione in partenza, non è più riuscito ad impensierire Bottas (7) che con la mescola bianca aveva portato il cavallino rampante al proprio (basso) livello. Il finlandese non ha certo brillato, ma sul suo piatto c’è la concretezza dei risultati ottenuti da chi gioca con cautela le proprie possibilità mantenendo i nervi saldi. Ottimo il giro d’uscita dai box, un po’ meno gli attacchi a Raikkonen e la difesa su Ricciardo.

Raikkonen (5) continua la fase Dr Jekyll e Mr. Hyde: tanto implacabile il sabato quanto inebetito la domenica. Perde due posizioni alla partenza e non riesce a superare una Mercedes che va più lenta di un secondo nei giri finali. Bravo tutto sommato a non creare problemi al compagno di squadra, parte della sua gara è stata sacrificata proprio per favorire il riavvicinamento del tedesco su Bottas.

Hamilton (4) è imprigionato nel proprio personaggio: un fuoriclasse da copertina quando ha la macchina più forte, un anonimo pilota in depressione quando c’è da tirare fuori gli artigli. Uniche note positive nella scialba gara di oggi: la bella difesa su Verstappen e i punti incredibilmente guadagnati su Vettel, che lo rimettono nella carreggiata del mondiale.

L’altro argomento della giornata è ovviamente l’ennesimo incidente di Verstappen (1). Seguendo la logica di chi, nelle dinamiche dell’incidente di Singapore 2017, metteva sul banco degli imputati Vettel, anche in questo caso ci sarebbe da obbiettare che il tedesco, consapevole di chi aveva alle spalle, avrebbe dovuto saggiamente fermarsi al lato della pista per evitare problemi, tanto più che il sorpasso, in questo caso sì, era davvero impossibile da evitare. Per fortuna non ci abbassiamo allo stesso livello di prostituzione intellettuale di chi ama fare polemiche da tastiera e ci limitiamo a constatare, per l’ennesima volta, che l’olandese andrebbe davvero fermato per qualche Gran Premio. Pensavamo che dopo il finale di stagione avesse acquisito quel minimo di maturità necessaria per consacrarsi ad alti livelli, ma anche oggi ha dimostrato la pasta di cui è fatto. L’incidente con Vettel è figlio di uno spirito che vive nell’impunità e crede che la strada sia tutta a proprio appannaggio, e quei ridicoli 10 secondi di penalità non possono essere sufficienti a ripagare i tanti punti persi dalla Ferrari a causa di un contatto scellerato. In attesa che il giovane sbruffone incontri qualcuno che gli faccia capire come gira il mondo, aspettiamo il prossimo incidente.

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Sun, 15 Apr 2018 12:39:45 +0000 https://www.formula1.it/news/5820/1/tori-scatenati http://www.formula1.it/admin/foto/tori-scatenati-5820-1.jpg
Verstappen, adesso basta https://www.formula1.it/news/5819/1/verstappen-adesso-basta Errare è umano, ma preservare è diabolico.

E perseverare è quello che riesce al meglio a Max Verstappen, ma perseverare non nel raggiungimento di un obiettivo, bensì nel continuare a commettere errori a raffica.

Errori che, alle volte compromettono i suoi risultati, come il testacoda di Melbourne, ma alle volte compromettono le gare altrui.

Ed è qui che il "talento" Olandese pecca ad alti livelli, nel non considerare che i suoi errori possono avere delle serie conseguenze sugli altri, sia in termini di tisultati, sia in termini di sicurezza, sua e per gli altri.

Una miriade, gli errori di Max a danno della concorrenza, come il crash di oggi su Vettel, il crash con Grosjean a Monaco nel 2015 alla prima staccata, la partenza del GP di Spagna la scorsa stagione, e molti altri.

"Motorsport is dangerous", si legge sui pass per accedere nei vari paddock del Mondo, e la frase non è messa lì per caso, ma per ricordare a tutti che in pista ci si può fare male, da soli, per andare più veloci degli altri, sempre, ma sempre con rispetto reciproco tra piloti, tutti consapevoli dei rischi e determinati a non farsi del male tra loro, causando inutili crash.

Tutto l'opposto insomma di ciò che vediamo fare a Max Verstappen, pilota veloce, ma talvolta molto molto, troppo aggressivo, il quale percorrere ogni giro, ogni frenata come fosse quella dell'ultima curva all'ultimo giro.

Aggressività dovuta alla sua giovane età, potrebbero sostenere in molti. Vero, ma la sua età è giovane in termini assoluti, anagrafici, ma non in termini di esperienza in F1.

Il pilota Red Bull, ad oggi è alla sua quarta stagione nel Circus, e la terza in un top team.
Anni molti, esperienza molta, ma crescita zero, poiché dal giorno del suo debutto ad oggi, l'Olandese non ha praticamente imparato nulla dai suoi errori, troppe volte ai danni degli altri, e continua a commetterne come niente fosse.

Ma la parte peggiore del personaggio Verstappen è la sua arroganza, nel credere di essere sempre il migliore e nel voler aver sempre ragione, non ammettendo mai i suoi errori e le sue colpe, ed anzi tentando di affibbiarle ad altri.

Un modo di guidare, anzi di essere, che non viene però punito a sufficienza ne dalla direzione gara, ne tanto meno dal suo team, che addirittura nel 2016, fece fuori Daniil Kvyat, dopo due gare dove fu più aggressivo del solito, proprio per far spazio al figlio d'arte.

Personaggio, Max, che è stato accolto come manna dal cielo dalla F1, in quanto è aggressivo come non lo sono gli altri piloti, ma commettendo il madornale errore di scambiare la sua irruenza come il vero fattore di show, non pensando che alla gente non piacciono gli "sfasciamacchine" ma i driver duri e puri, ma corretti, che si diventono, tra loro, battagliando senza oltrepassare i limiti, fanno divertire anche i fan.

Max, che è quello che è oggi, anche a causa del padre, oppressivo e possessivo, presente anche troppo nella vita del figlio, fin dalla sua nascita e sin dai primi giri in kart, sul quale mette una enorme pressione, per far avere a lui, ciò che lui in F1 non ha mai avuto e mai potuto avere a causa delle sue scarse abilità di guida.

Pressione che dunque spinge Max a voler spaccare il mondo ogni qualvolta scende in pista per soddisfare le aspettative, che il padre e tutto il paddock hanno su di lui, ma che lo portano però a fare errori in continuazione.

Situazione di odio da parte di gran parte dei fan, sportivamente parlando ovviamente, nella quale Max si è cacciato, e dalla quale, senza un suo cambiamento e mea culpa sarà impossibile uscire.

Ma per uscirne, al figlio di Jos, basterebbe semplicemente guardare nell'altra metà del suo garage, a Daniel Ricciardo, il quale è invece un vero maestro nel fare dei numeri impressionati al volante, anche molto aggressivi, ma ben calcolati e non pericolosi per gli altri driver.

Anche gli altri piloti dovrebbero "aiutarlo" in qualche maniera, sia con le buone, a parole, ma non come fatto finora, rilasciando dichiarazioni di facciata solamnete ai media, ma mai parlando con lui, faccia a faccia anche, se necessario, alzando i toni, ma mantenendo la cosa privata e forse più efficace

 

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Sun, 15 Apr 2018 11:21:53 +0000 https://www.formula1.it/news/5819/1/verstappen-adesso-basta http://www.formula1.it/admin/foto/verstappen-adesso-basta-5819-1.jpg
GP CINA - ANALISI QUALIFICHE: la Ferrari SF71H di oggi era imbattibile https://www.formula1.it/news/5818/1/gp-cina-analisi-qualifiche-la-ferrari-sf71h-di-oggi-era-imbattibile Altro giro di giostra, circa 180 h dopo quello del Bahrain, e altro capolavoro rosso con la seconda pole position consecutiva per Sebastian Vettel che, sul tracciato di Shanghai, è riuscito a battere, come spesso succede, in extremis il proprio compagno di squadra.



Seconda fila per una Mercedes poco divertente da guidare, per dirla alla Hamilton, che mai è stata in corsa per la pole position su una pista circa 10°C più fredda rispetto alla giornata di ieri. Terza fila per la RedBull che risulterà essere una mina vagante soprattutto per il duo argentato nelle prime fasi della gara di domani (leggendo l'articolo potrete capire il perchè).

Continuando a scorrere la griglia, la "pole position degli altri" è stata ottenuta da Hulkenbergche ha preceduto la Force India di Perez, la Haas di Grosjean e l'altra Renault di Sainz. Piuttosto deludente la prestazione della Toro Rosso di Gasly che, dopo il quarto posto ottenuto in Bahrain, non è nemmeno riuscito a qualificarsi al Q2.

Partiamo dalla Ferrari. Se nella giornata di ieri i piloti, soprattutto Sebastian Vettel, non erano molto soddisfatti del comportamento della vettura, già da questa mattina (FP3) la musica sembrava essere cambiata con una vettura molto più bilanciata e che non tendeva più al sovrasterzo come nelle seconde libere di ieri. Per due importanti motivi: il primo prettamente tecnico, con i "classici" interventi di setup effettuati tra le FP2 e il sabato, anche grazie al lavoro congiunto di Kvyat al simulatore di Maranello, il secondo più atmosferico invece, con le più basse temperature dell'asfalto che hanno aiutato sicuramente la SF71H, una vettura che durante le libere di venerdì aveva sofferto di surriscaldamento delle posteriori.


 

Andando ad analizzare i Best Sectors dei due piloti della Ferrari possiamo notare che Vettel è riuscito a fare la differenza rispetto a Raikkonen nel settore conclusivo della pista (anche a causa di un assetto leggermente più scarico che potrebbe aiutarlo in gara) mentre, nei primi due tratti, il pilota finlandese era stato leggermente più veloce. Sommando i tre BS possiamo notare come Raikkonen aveva sicuramente nel piede la pole position "ideale" ma non è riuscito a mettere insieme i propri migliori settori in un unico giro. La grande forza di Vettel, soprattutto nei confronti del compagno di squadra finlandese, è anche questa: trovare il giro giusto nel momento giusto.

Un altro dato fondamentale, oseremmo dire storico, da analizzare è il sorpasso a livello prestazionale della Ferrari nei confronti della Mercedes. Nella storia IBRIDA della Formula 1, la Mercedes non si era praticamente mai trovata ad inseguire, recitando invece il ruolo di protagonista. Ora, dopo le qualifiche della Cina, la rossa, almeno dal punto di vista del Giro Veloce, è la vettura più veloce dello schieramento.

Una vettura che è risultata essere praticamente perfetta in sede di qualifica: perfetta in inserimento curva e senza quei fastidiosi problemi di sottosterzo manifestati in Australia, veloce a centro curva e con le due caratteristiche tecniche che hanno sempre funzionato finora sulla SF71H ossia la tantissima trazione meccanica e la tantissima velocità sul dritto.

Il Team italiano, cosi come Mercedes, visto il possibile alto degrado delle UltraSoft con il pieno di benzina e delle temperature ambientali che dovrebbero essere ben più elevate nella giornata di domani, hanno deciso di qualificarsi nel Q2 con la Soft, compound "giallo". Questo permetterà ai due Team di gestire a proprio piacimento la strategia, allungando il primo stint, vedendo come gli altri pneumatici funzioneranno sulle altre vetture con le nuove condizioni ambientali e di conseguenza scegliere il compound giusto per la seconda parte di gara. Potrebbero optare per la singola sosta montando al pitstop la gomma Medium oppure, se il degrado gomma sarà piuttosto elevato (o la gara vedrà l'ingresso della Safety Car in una determinata fase di gara), di scegliere la doppia sosta.

Ma attenzione: soprattutto il duo Mercedes dovrà stare molto attento perchè tutte le altre vetture presenti nella top ten si sono qualificate con le UltraSoft e questo potrebbe significare due RedBull molto pronte al via e nelle primissime fasi di gara per via di gomme ben più prestazionali. 

Passando a MERCEDES, c'è molto delusione nel Team anglo tedesco poiché dopo aver sofferto le alte (ma non altissime) temperature del Bahrain, qui in Cina la W09 è andata in crisi nella gestione della UltraSoft per via delle temperature troppo basse dell'asfalto. Se la scorsa settimana era l'overheating il maggior problema della vettura di Hamilton e Bottas, nella giornata odierna si sono avuti problemi di riscaldamento degli pneumatici. In Q3, ma anche nella simulazione di qualifica effettuata nelle seconde libere, la W09 ha pagato decimi preziosi nelle prime due curve, soprattutto la prima, come se gli pneumatici fossero ancora freddi e fuori dalla fuori finestra ideale.

Un problema meno evidente nella giornata di ieri, con circa 10°C di pista in più, più evidente invece nella giornata odierna con il Team anglo tedesco che non ha voluto però stravolgere gli assetti tra le terze libere e le qualifiche, tenendo presente che la gara di domani potrebbe essere corsa con temperature decisamente più elevate rispetto a quelle di oggi. Secondo le previsioni meteo ufficiali infatti, l'asfalto durante la gara potrebbe essere più caldo anche di oltre 20°C rispetto ad oggi. Rendere la W09 (al buio vista la mancanza di ulteriori prove libere) più veloce nella giornata di oggi per rischiare l'overheating della Soft e della Medium in gara poteva essere la scelta migliore? Risposte a parte è chiaro che negli ultimi due appuntamenti il team anglo tedesco ha dovuto optare per dei compromessi dettati da una coperta ancora troppo corta che riguarda la gestione degli pneumatici.  

Per riuscire a dare completa battaglia agli uomini in rosso, oltre ad una ottima partenza da parte di Hamilton e Bottas, al box dovranno lavorare molto bene di strategia avendo, a differenza dell'Australia e del Bahrain, la possibilità di avere entrambi i piloti nelle prime posizioni. Diciamo questo perchè per sorpassare servirà un secondo di passo, cifra simil Bahrain, che tende a crescere leggermente quando davanti si ha una vettura molto veloce sul dritto come la Ferrari SF71H.  

A livello strategico la gara per Mercedes sembra essere impostata sulla singola sosta montando le gomme Medium al pit stop. Gomme che dovrebbe adattarsi piuttosto bene alle temperature più elevate previste per la gara visto che hanno una finestra di funzionamento compresa tra i 110°C e i 140°C.

A livello strategico, se il degrado delle gomme sarà piuttosto elevato o se dovesse entrare una Safety Car nella seconda parte di gara che potrebbe indurre anche i piloti di test ad un Pit Stop aggiuntivo, c'è da tenere in considerazione che la Mercedes, a differenza della Ferrari, ha preservato un set di gomme UltraSoft.

Passando e concludendo con RedBull, dopo il doppio zero del Bahrain, il Team anglo austriaco era atteso ad un pronto riscatto sul tracciato cinese. La prestazione della RB14 su questo tracciato è da considerarsi buona perchè come al solito, la mancanza di potenza della Power Unit su un tracciato comunque molto critico, si è fatta sentire specialmente in qualifica. Ma attenzione che in gara le cose potrebbero andare in modo migliore come dimostrano i long run analizzati nella giornata di ieri.

Qualifiche che non erano iniziate nel migliore dei modi per Ricciardo visto il problema avuto al turbocompressore durante le FP3. Problema che ha costretto i meccanici a sostituire l'intera unità riuscendo a mandare in pista il pilota australiano a soli 3 minuti dalla fine del Q1. 

GP CINA - Le strategie "consigliate" dalla Pirelli

A differenza di Ferrari e Mercedes i due piloti della Red Bull si sono qualificati in Q2 con le scarpe UltraSoft e questo fattore potrebbe diventare molto importante in partenza visto l'extra grip che può fornire quel compound rispetto alle Soft montate sulle W09 e sulle SF71H. Potrebbero quindi mettere pressione soprattutto ai due piloti della Mercedes sia in fase di partenza che nelle prima fasi di gara. Partendo con la mescola più morbida, ovviamente in casa Red Bull dovranno effettuare una strategia piuttosto aggressiva probabilmente impostata su una doppia sosta anche se secondo Pirelli sarà possibile riuscire a terminare la gara con un secondo lungo stint su Medium partendo con il compound più morbido. 

Autori: @spontonc e @smilextech

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Sat, 14 Apr 2018 18:49:04 +0000 https://www.formula1.it/news/5818/1/gp-cina-analisi-qualifiche-la-ferrari-sf71h-di-oggi-era-imbattibile http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-analisi-qualifiche-la-ferrari-sf71h-di-oggi-era-imbattibile-5818-1.jpg
Raikkonen, peccato per la pole ma domani voglio vincere https://www.formula1.it/news/5817/1/raikkonen-peccato-per-la-pole-ma-domani-voglio-vincere- Prima fila tutta Ferrari, è questo il verdetto delle qualifiche del Gran Premio della Cina, con Sebastian Vettel in pole position e Kmi Raikkonen alle sue spalle di un soffio.

Un'verdetto insolito, inaspettato e sorprendente, poiché nessuno, viste anche le caratteristiche del tracciato di Shanghai, si sarebbe aspettato una Rossa cosi competitiva, in grado di annichilire le due Mercedes, su una pista favorevole a frecce d'argento.

Una SF71-H che è apparsa molto performante già dalle FP1, è che di fatto ha permesso a Seb e Kimi di giocarsi la pole.

Quando ciò accade, ovvero quando la lotta oer una pole o trionfo si restringe a soli due contendenti, il secondo tra i due esce sconfitto dalla lotta, ed è questo il caso di Raikkonen nella giornata odierna.

Infatti il Finnico, nel corso del suo primo run aveva centrato la pole position provvisoria, ma il suo team mate, Sebastian Vettel, durante il scendono tun è stato superlativo nel togliergli la pole.

Al termine della sessione, il campione del Mondo 2007 si è presentato al ring delle interviste e ha dichiarato:

"Non è andata male ma il mio giro non è bastato per centrare la pole. Ovviamente non è il risultato che volevo, ma è andata piuttosto bene almeno fino all'ultimo settore. Non è successo nulla di particolare, ho soltanto perso un po' di velocità ed adesso dobbiamo verificare perché questo sia accaduto. Volevo di più, ma domani la situazione può cambiare".

Un Kimi soddisfatto a metà, contenuto per la prima fila centrata, ma infelice per aver mancato la pole di un soffio durante il suo ultimo tentativo.
Pole, che è stata centrata da Vettel, ma non perché Raikkonen non si sia migliorato, ma non lo ha fatto abbastanza, perdendo gran parte del terreno nel T3, forse a causa di una piccola sbavatura alla staccata alla fine del lungo rettilineo.

Il pilota numero 7 ha poi svolto un'analisi sulle sue chance di successo nella gara di domani:

"L'obiettivo per domani è certamente la vittoria, ma sarà fondamentale disputare una gara pulita e cercare di sfruttare al massimo le nostre opportunità. Sicuramente dobbiamo fare in modo di non avere alcun problema per concludere la gara".

Gara alla quale Kimi guarda con fiducia, sperando magari di poter sfruttare il buon passo della Ferrari per imporre il ritmo e magari far volgere a suo favore, dimostrandosi veloce e consistente sul passo gara, la strategia che adotterà il muretto Rosso.

Per concludere la sua intervista, Kmi ci ha tenuto a sottolineare quanto importante sarà la velocità e la costanza sul passo di gara:

"La chiave per domani sarà essere costantemente veloce e vedere come si sviluppa la gara. Sarà una corsa lunga e dobbiamo cercare di migliorare".

 

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Sat, 14 Apr 2018 12:35:56 +0000 https://www.formula1.it/news/5817/1/raikkonen-peccato-per-la-pole-ma-domani-voglio-vincere- http://www.formula1.it/admin/foto/raikkonen-peccato-per-la-pole-ma-domani-voglio-vincere--5817-1.jpg
Gp Cina 2018 - Qualifiche - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5816/1/gp-cina-2018-qualifiche-analisi-strategie Shanghai, 14 aprile 2018 – Sebastian Vettel ha conquistato la pole position del Gran Premio di Cina, grazie al tempo di 1m31.015s ottenuto con P Zero Purple ultrasoft che vale il nuovo record assoluto del circuito di Shanghai. Le condizioni meteo oggi erano più fresche rispetto a ieri, con 14° ambiente e 15° asfalto. I piloti della Williams e Kevin Magnussen (Haas) sono stati gli unici a scegliere pneumatici soft nel Q1, mentre tutti gli altri hanno optato per gli ultrasoft. Il momento saliente della qualifica è stato nel Q2, quando i piloti Mercedes e Ferrari hanno scelto strategicamente di usare i P Zero Yellow soft e partiranno quindi con questa mescola. Nel Q3 sono stati usati solo pneumatici ultrasoft, con la pole position che si è decisa proprio all’ultimo giro disponibile.

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING

Le temperature più basse rispetto a ieri hanno sicuramente aiutato la ultrasoft, una mescola che favorisce temperature piu basse. Tuttavia la situazione potrebbe cambiare nuovamente, visto che domani si prevedono condizioni più calde. La qualifica è stata un po’ più difficile del previsto, visto che la pioggia di ieri ha pulito la pista lasciando un’aderenza minima. Di conseguenza i piloti oggi hanno dovuto prestare particolare attenzione all’entrata in temperatura della gomma. Nonostante ciò, Vettel ha ottenuto il nuovo record del circuito. Lavoro extra per Red Bull che è riuscita a sostituire in tempo il motore di Daniel Ricciardo per poi prendere parte alle qualifiche. Il Q2 si è rivelato cruciale per la strategia: domani entrambi i piloti Mercedes e Ferrari partiranno infatti con pneumatici soft. Proprio dal punto di vista della tattica, in gara sono possibili molte strategie, comprese quelle a una sosta. Grazie a questa selezione, tutte e tre le mescole possono giocare un ruolo fondamentale in gara

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Sat, 14 Apr 2018 12:26:56 +0000 https://www.formula1.it/news/5816/1/gp-cina-2018-qualifiche-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-2018-qualifiche-analisi-strategie-5816-1.jpg
Hamilton, buona macchina ma la Ferrari è vicina https://www.formula1.it/news/5815/1/hamilton-buona-macchina-ma-la-ferrari-e-vicina Guardando la classifica dei tempi odierni delle FP2, tutto sembra rimasto invariato, e tornato alla normalità della scorsa stagione.

Normalità che vede la Mercedes a dettare il passo, con Ferrari a ridosso, e con la Red Bull staccata dai primi. La situazione però cambia se si analizza con accuratezza la classifica dei tempi, ed i relativi gap.

Infatti la Mercedes è in prima e terza posizione, rispettivamente con Hamilton e Bottas, ma la Ferrari è molto molto vicina ai tedeschi, perché il gap massimo della SF71-H dalla W09 è di 108 millesimi.

Malgrado tutto ciò, Lewis Hamilton, arrivato nel suo retrobox dopo le FP2, si è detto soddisfatto della sua giornata, e della velocità della monoposto.

Il Campione del Mondo in carica ha dichiarato:

"Oggi per noi è stata una buona giornata, siamo riusciti a completare tutto il programma della giornata e abbiamo avuto buone risposte dalla macchina. Abbiamo fatto anche progressi per quanto riguarda l'assetto".

Buon lavoro, quello svolto dal team Mercedes, con un buon programma di lavoro portato a termine, avendo simulato sia la qualifica che la gara, senza nessun problema.

Buon lavoro anche quello svolto sulla vettura, già performante in mattinata nelle FP1, che è stata via via affinata nel corso della giornata, dando grande soddisfazione a entrambi i piloti.

Il quattro volte Campione del Mondo ha poi aggiunto un suo commento sulla situazione gomme, specialmente in ottica gara:

"Per quanto riguarda le gomme, garantiscono un passo piuttosto simile anche se c'è uno step piuttosto importante in questo fine settimana visto che abbiamo il salto di mescola, passando dalle Ultrasoft alle Soft. Cambia ovviamente la durata. Penso che le Ultrasoft non dureranno molto, mentre la media è quella che garantisce più giri. Ma la migliore delle tre penso sia la Soft".

Soft che ad oggi sembra essere la gomma di gara, poiché garantisce un buon mix tra durata e prestazioni, come non accade con le Medie che sono tropo dure, e di fatto garantiscono durata ma non prestazioni. L'opposto accade invece con le Ultrasoft, che verranno utilizzate nel primo stint di gara, poiché verrano usate nelle qualifiche, ma che dureranno troppi pochi giri, e non dovrebbero essere usate in gara, tranne che come detto nel primo stint.

Il pilota Inglese ha poi concluso, tirando lenm somme della giornata di oggi, volgendo uno sguardo anche agli avversari:

"Direi che è tutto nella norma: le Ferrari sono piuttosto veloci e credo che anche le Red Bull siano competitive sulla simulazione gara. I tempi erano simili"

Ferrari e Red Bull che sono state entrambe molto molto vicine, con la Rossa ad un decimo in configurazione di qualifica e molto vicina in simulazione di gara, mentre la Red Bull è apparsa attardata in qualifica ma pericolosa per la gara.

Tutto nella norma, come dice Lewis, e se il fine settimana proseguirà nella norma, come accaduto nelle prime due gare, prepariamoci a vivere un'altra bellissima gara, il cui esito non è assolutamente scontato.

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Fri, 13 Apr 2018 20:08:03 +0000 https://www.formula1.it/news/5815/1/hamilton-buona-macchina-ma-la-ferrari-e-vicina http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-buona-macchina-ma-la-ferrari-e-vicina-5815-1.jpg
GP CINA - ANALISI PROVE LIBERE: Mercedes leggermente davanti ma la Rossa è vicina https://www.formula1.it/news/5814/1/gp-cina-analisi-prove-libere-mercedes-leggermente-davanti-ma-la-rossa-e-vicina Se domani durante le qualifiche e nella gara di domenica vedremo prestazioni analoghe a quelle di oggi ci sarà sicuramente da divertirsi visto quanto quanto sono ravvicinate le prestazioni della Mercedes, Ferrari e Red BullIl miglior tempo è stato ottenuto da Lewis Hamilton che è riuscito a precedere di soli 7 millesimi la Ferrari di Raikkonen. Il terzo tempo, staccato di nemmeno 1 decimo,  è stato ottenuto da Bottas che precede la Rossa di Vettel

Se osserviamo i tempi possiamo notare che, in 4 decimi di secondo, sono racchiuse ben 5 macchine. All'appello manca soltanto Ricciardo che nel suo tentativo veloce con gomme super soft non è riuscito a sfruttare appieno la vettura e si è dovuto accontentare della posizione 9. 

 

Se andiamo ad analizzare i best sector del 2° stint di simulazione qualifica possiamo notare che alcune caselle sono colorate in verde. Questo sta a significare che, il pilota, nonostante l''utilizzo di gomme più prestazionali non è riuscito a realizzare un intertempo migliorerispetto al primo. Questa cosa la si nota nel terzo settore di Hamilton e Raikkonen  e nel settore 2 e 3 di Ricciardo. 

 

Da quello che si evince da questi numeri sembra che, la Mercedes, sia leggermente davanti alla Ferrari. La Rossa si conferma una delle vetture più veloci sui rettifili ed è proprio sul dritto che continua a guadagnare terreno su Mercedes. Nelle curve, ad accezione della 1 e della 2 , la W09, invece, si conferma piu rapida rispetto alla SF71H. 

La Red Bull si conferma una vettura molto veloce nelle curve medio/veloci ma il tempo perso in rettifilo è parecchio. Basta osservare il terzo settore dove. Verstappen, accusa un gap di 4 decimi nei confronti di Bottas che è stato il pilota più rapido in questo tratto di pista. 

La lotta per la pole position sembra essere ristretta a Mercedes e Ferrari con la Red Bull che potrà essere la terza forza. Il tema di Milton Keynes dovrà lavorare pensando principalmente alla gara dove ha un gap leggermente ridotto rispetto alle qualifiche visto che, Renault, non ha una mappatura extra boost per avere qualche cv in più nei momenti cruciali del Q3. 

Andiamo ora a focalizzarci sulle simulazioni di gara. Tutti i piloti analizzati, ad esclusione di Raikkonen, hanno simulato la prima fase di corsa utilizzando le gomme Ultra Soft. Raikkonen, invece, ha utilizzato nella sua simulazione di gara esclusivamente le gomme soft.

Il grafico in basso ci mostra che, il ritmo tra i piloti, è piuttosto ravvicinato con la Mercedes di Hamilton che è stata la più veloce ed ha preceduto di pochi centesimi la Red Bull di Verstappen e Riccardo. . Leggermente più staccati sono Bottas (1 decimo) e Vettel che nel suo long run ha accusato del traffico. Il passo di Raikkonen, per ora, non lo consideriamo perchè lo tratteremo in seguito. 

Analizzando il grafico in basso non si vedono grossi segnali di decadimento prestazionale delle gomme ad esclusione di Vettel che è stato ostacolato dal traffico e da un degrado gomme superiore rispetto a quello dei rivali. Una cosa analoga la si era vista anche in Bahrain dove, Vettel, aveva iniziato la sua gara in modo piuttosto veloce ma verso al termine del suo stint Bottas era molto più veloce di lui a dimostrazione che, la Rossa, stressa troppo gli pneumatici posteriori. Un problema che ha ammesso anche il pilota tedesco della Ferrari: 

"Questa volta un po 'troppo, soprattutto con le gomme Ultrasoft. Dobbiamo lavorare su questo ", ha detto Vettel .

Nel secondo stint, Hamilton e le due Red Bull hanno effettuato il loro long run con le soft mentre, Bottas e Vettel, si sono concentrati sul compound medio. Anche in questo stint, Hamilton, si è dimostrato il piu rapido con le due Red Bull leggermente piu distanziate rispetto al run precedente.

Tra i piloti con gomme medie, invece, Vettel è riuscito a distanziare di circa 1 decimo Bottas. 

Rispetto al run precedente le gomme soft sembrano essere molto competitive.Dal grafico si nota che i tempi tendono a diminuire a dimostrazione che il guadagno ottenuto per l'effetto peso è superiore al peggioramento prestazionale della gomma.

Ora cerchiamo di analizzare il passo di Raikkonen con gomme soft e per farlo cerchiamo di confrontarlo con quello di Hamilton e dei due Red Bull che, a differenza del pilota finlandese, hanno utilizzato le "gialle" nel loro 2° stint. Per farlo dobbiamo dobbiamo andare a calcolare il quantitativo di benzina in Kg consumato nelle prime fasi di qualifiche e capire che effetto ha questo peso in s. 

Calcolando che il consumo in kg al giro su questo tracciato è di 1,7 e che 10kg di benzina equivalgono a circa 0,2s al giro i dati che abbiamo calcolato sono i seguenti:

Questo ci dimostra che, il ritmo di Raikkonen, a parità di benzina e di gomma non è stato così buono e che Hamilton e le Red Bull con questa mescola sono stato molto più rapidi. 

Questi dati ci fanno capire che, i top team, durante le qualifiche di domani, potrebbero cercare di qualificarsi con le gomme soft perchè, la simulazione di gara, dimostra che questo compound è nettamente più rapido. Per fare un esempio, Hamilton, con gomme ultra soft ha girato con un ritmo di 1:39,0 mentre, a parità di benzina, con queste gomme avrebbe potuto girare ben 7 decimi più rapido. 

Nella lotta di centro classifica, McLaren, Renault ed Haas hanno dimostrato di avere prestazioni piuttosto simili mentre, Toro Rosso, non sembra in grado di ripetere l'exploit del Bahrain. 

Strategia Gp della Cina

La strategia per il Gp potrebbe variare tra 1 e 2 soste. Per chi partirà con le US sarà piuttosto difficile riuscire ad effettuare 1 solo stop. Come detto in precedenza i top team potrebbero pensare di qualificarsi con le gomme "gialle". La cosa non è poi così scontata visto che il gap prestazionale delle soft rispetto alle ultra soft è di circa 0,9 s. 

Per chi partirà con le Soft sarà possibile fare una singola sosta montando le gomme medie al pit.

Gomma media che potrebbe diventare molto importante nella giornata di domenica soprattutto se ci sarà un innalzamento delle temperature. E' un pneumatico che ha una finestra di funzionamento che potrebbe adattarsi perfettamente ad una pista più calda rispetto a quella di oggi. 

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Fri, 13 Apr 2018 16:54:31 +0000 https://www.formula1.it/news/5814/1/gp-cina-analisi-prove-libere-mercedes-leggermente-davanti-ma-la-rossa-e-vicina http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-analisi-prove-libere-mercedes-leggermente-davanti-ma-la-rossa-e-vicina-5814-1.jpg
GP CINA - FERRARI SF71H: è riutilizzabile la centralina sostituita in Bahrain https://www.formula1.it/news/5813/1/gp-cina-ferrari-sf71h-e-riutilizzabile-la-centralina-sostituita-in-bahrain Formula Performance o Formula Endurance per la F1 moderna? A questa domanda, teoricamente bisognerebbe rispondere con la prima scelta ed invece non è cosi visto l'utilizzo di soli 3 motori nell'arco delle ben 21 gare, il che significa che ogni 6 cilindri dovrà durare una distanza pari a 7 GP. Motori endotermici da "soli" 1.6 litri che hanno sfondato la soglia dei 1.000 cavalli in fase di qualifica ma con una durata da motori per gare di endurance. Tutto in nome del contenimento dei costi, come se per i motoristi sviluppare Power Unit indistruttibili non costasse nulla. Mah. 

Entrando però più nel dettaglio del Regolamento Sportivo, per chi non ne fosse a conoscenza, non per tutti i componenti formanti la Power Unit ci sarà un limite di utilizzo pari a 3 poiché la FIA ha optato per soluzioni ancora più stringenti (2 anziché 3 prima di incorrere in penalità) su tre componenti che compongono la power unit; stiamo parlando del motogeneratore MGU-K, della batteria e della centralina elettronica. 

Proprio quest'ultimo componente, che teoricamente dovrebbe durare la bellezza di 10 Gran Premi (fino al Gran Premio di Silverstone per fare un veloce esempio), è stato sostituito tra le Prove Libere 3 e le Qualifiche del Gran Premio del Bahrain, secondo appuntamento stagionale, sulla Ferrari SF71H di Sebastian Vettel. Li per li, non una gran notizia per tutti i tifosi ferraristi, già preoccupati per possibili ripercussioni in termini di penalizzazioni in griglia sul finire del mondiale. 

Un allarme rientrato dopo gli ovvi controlli effettuati nel post Gran Premio del Bahrain; la centralina era comunque stata sostituita principalmente per "precauzione" visto il poco tempo a disposizione per capire più approfonditamente il problema da parte dei tecnici del Team italiano. Una notizia quindi molto positiva per il pilota tedesco della Ferrari che si ritrova con entrambe le centraline utilizzabili in questa, per ora, positiva stagione 2018.

Autore: @smilextech

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Fri, 13 Apr 2018 16:47:39 +0000 https://www.formula1.it/news/5813/1/gp-cina-ferrari-sf71h-e-riutilizzabile-la-centralina-sostituita-in-bahrain http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-ferrari-sf71h-e-riutilizzabile-la-centralina-sostituita-in-bahrain-5813-2.jpg
GP CINA - FERRARI SF71H: provata un'ala posteriore da minor carico in vista di Baku https://www.formula1.it/news/5812/1/gp-cina-ferrari-sf71h-provata-un-ala-posteriore-da-minor-carico-in-vista-di-baku Nessun nuovo fondo dopo le piccole novità introdotte in Bahrain, almeno per quel che abbiamo potuto vedere e capire, per la Ferrari della Cina; è stata però portata in pista una nuova ala posteriore, a cucchiaio, in vista del prossimo Gran Premio che si correrà a Baku tra poco più di due settimane.

Come potete osservare dall'immagine in alto, il profilo principale dell'ala (1) ha una forma a cucchiaio per concentrare il carico nella zona centrale scaricandone la zona esterna.

Sugli endplate le soffiature nella parte alta sono diventate cinque (2) ma, a differenza dell'ala in versione "classica", nella nuova versione quattro sono completamente aperte rispetto al bordo d'ingresso mentre quella più in basso è ancora chiusa.

FERRARI SF71H - Ala posteriore utilizzata in Australia e in Bahrain

Tali caratteristiche delle soffiature, introdotte dalla Toro Rosso nella stagione 2016 e poi pian piano copiate da molti Team, sono utili ad alleviare la pressione e quindi lo strato limite sulle derive verticali favorendo allo stesso tempo una maggior accelerazione del flusso sul dorso del flap mobile (zona esterna). A differenza dell'ala a cucchiaio che il Team italiano ha portato in pista la scorsa stagione, non sono stati modificati gli attacchi dei piloni all'ala posteriore che rimangono nella versione classica "a cigno"; 

Un'ala sicuramente da minor carico che la Ferrari ha voluto testare in vista del Gran Premio di Baku, su un circuito che contiene un rettilineo ancora più lungo di quello presente in Cina e dove riuscire a generare elevate velocità è fondamentale per non perdere qualche importante decimo di secondo.

MERCEDES W09 - L'ala posteriore a cucchiaio vista in Cina (foto Albert Fabrega)

Un esperimento simile è stato effettuato anche dalla Mercedes anche se c'è da sottolineare come il Team anglo tedesco non abbia dedicato molto tempo alla nuova specifica di ala posteriore, al contrario di Vettel che nella prima ora e mezza di prove libere si è concentrato molto sul testing dell'ala a cucchiaio.

Autore: @smiletech

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Fri, 13 Apr 2018 16:43:26 +0000 https://www.formula1.it/news/5812/1/gp-cina-ferrari-sf71h-provata-un-ala-posteriore-da-minor-carico-in-vista-di-baku http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-ferrari-sf71h-provata-un-ala-posteriore-da-minor-carico-in-vista-di-baku-5812-1.jpg
Vettel, siamo vicini a Mercedes, domani andrà meglio https://www.formula1.it/news/5811/1/vettel-siamo-vicini-a-mercedes-domani-andra-meglio- Mercedes, Ferrari, Mercedes e Ferrari, sono queste le prime quatrro posizioni delle FP2 del Gran Premio della Cina, con quattro piloti racchiusi in solo un decimo di secondo.

Nell'ordine, troviamo Lewis Hamilton, poi Kimi Raikkonen, seguito da Valtteri Bottas e Sebastian Vettel, con il tedesco della Ferrari a fare da fanalino di coda del gruppo dei big.

Sebastian, che malgrado la quarta posizione di giornata, si è presentato al ring delle interviste, sorridente e fiducioso per il prosieguo del weekend.

Fiducia e speranza, che deivano dal gap praticamente nullo, e figlie della consapevolezza di poter migliorare, sia in termini di giuda, che in termini di set-up in vista delle qualifiche.

Davanti ai media italiani, Seb ha iniziato la sua analisi della giornata:

"Penso che questo su questo circuito sia importante trovare il giusto feeling ed il giusto set-up. E' una pista lunga, quindi è difficile trovare la finestra giusta di utilizzo delle gomme. Sarà difficile, però sembra che siamo piuttosto vicini e credo che possiamo anche un po' migliorare. Vediamo cosa accadrà"

Feeling con le gomme, fondamentale per avere una buona performance della vettura, poiché la pista di Shanghai è una pista estremamente severa con le coperture, in quanto le stressa molto nella percorrenza della curva uno, del tratto centrale di pista e del curvone prima del lungo rettilineo.

Stress delle gomme in curva, nelle quali vanno in temperatura, ma si raffreddano nei lunghi dritti, rendendo molto complesso il mantenimento della corretta finestra di utilizzo.

Problema che, potrà essere risolto in parte grazie al lavoro sul set-up, e in parte spetterà al pilota adattare la sua guida alle esigenze delle coperture.

Ferrari che, come sostiene anche Seb Vettel, si è inaspettatamente dimostrata vicina alla Mercedes su un tracciato non molto congeniale alla SF71-H, e che stando ad oggi ha ancora qualche decimo di secondo nel taschino.

A sostegno di questa teoria, il quattro volte Campione del Mondo ha aggiunto:

 "Non siamo ancora dove vogliamo. E' vero che in Australia ho faticato, mentre in Bahrain ero più contento. Qui non è ancora arrivata dove vorrei portarla, quindi siamo ancora alla ricerca del set-up giusto. Sarà difficile trovare l'assetto ideale, però se ci riusciremo potemo sprigionare tutto il potenziale della vettura e farla lavorare bene".

Week-end, che è partito alla stessa maniera del GP d'Australia, quando la Rossa venne fuori pian piano nel corso del fine settimana.

Presentazioni, che dovranno essere estratte dall'auto grazie ad un lavoro sull'assetto nel corso della notte dei tecnici del team Italiano.

Aspetto sul quale però sia Raikkonen che Vettel possono stare tranquillissimi, visto che stoicamente i tecnici della Rossa sono sempre stati i migliori nel migliorare l'auto dal Venerdì al Sabato.

Sebastian, ha poi lasciato i giornalisti con una dichiarazione ottimistica in vista della qualifica:

"Oggi è stata una giornata un po' altalenante, è andata un po' meglio nel pomeriggio. Vedremo domani, speriamo di esser emolto contenti".

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Fri, 13 Apr 2018 15:14:01 +0000 https://www.formula1.it/news/5811/1/vettel-siamo-vicini-a-mercedes-domani-andra-meglio- http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-siamo-vicini-a-mercedes-domani-andra-meglio--5811-1.jpg
Gp Cina 2018 - Libere - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5810/1/gp-cina-2018-libere-analisi-strategie Shanghai, 13 aprile 2018 – Lewis Hamilton è il più veloce al termine delle prime due sessioni di prove libere del Gran Premio di Cina. Il pilota inglese della Mercedes ha ottenuto il miglior tempo in FP1 con pneumatici soft, mentre in FP2 ha usato pneumatici ultrasoft: seconda la Ferrari di Kimi Raikkonen, a meno di un decimo. Clima fresco e nuvoloso in entrambe le sessioni. Ha iniziato a piovere solo a fine FP2, con 19° ambiente e 21° asfalto. I Team si sono concentrati sulla raccolta di dati relativi alle tre mescole e con diversi carichi di benzina in vista della strategia di gara. Le previsioni per domenica dovrebbero essere buone. I Team hanno lavorato molto sul confronto diretto tra le tre mescole disponibili e, in particolare, sulla differenza prestazionale della ultrasoft rispetto a quella di medium e soft.

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING

Questa è la prima gara del 2018 con un ‘salto’ di mescola tra quelle nominate: in Cina non è presente la supersoft, mentre sono disponibili medium, soft e ultrasoft. Questa decisione è motivata dalla ricerca di un divario equo tra le tre mescole disponibili. I dati indicano finora un gap di circa 9 decimi al giro tra medium e soft, mentre quello tra medium e ultrasoft è di circa 1,6 secondi. Questo potrebbe portare ad alcune strategie interessanti, con diverse vetture che più si adattano ad alcune mescole anziché altre. Il meteo ovviamente influisce molto sul comportamento dei pneumatici: i Team dovranno adattare al meglio monoposto e strategie a condizioni che in gara si prevedono piu miti rispetto ad oggi e, di conseguenza, a favore di mescole più dure e con temperature d’utilizzo più elevate.

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Fri, 13 Apr 2018 12:18:17 +0000 https://www.formula1.it/news/5810/1/gp-cina-2018-libere-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-2018-libere-analisi-strategie-5810-1.jpg
Gp Cina 2018 - Anteprima https://www.formula1.it/news/5809/1/gp-cina-2018-anteprima La terza gara della stagione 2018 è la prima con un “salto” di mescola nella nomination: per questo GP, infatti, i piloti avranno a disposizione pneumatici medium, soft e ultrasoft. In Cina il meteo è imprevedibile, con condizioni spesso molto variabili. Il circuito di Shanghai è caratterizzato da un mix di curve – con diverse velocità e raggi di curvatura – e rettilinei. È una delle gare in cui la strategia ha fatto spesso la differenza in passato.

 

IL CIRCUITO DAL PUNTO DI VISTA DEI PNEUMATICI

  • Ci sono due curve particolarmente impegnative per i pneumatici. Curva 1 è a raggio decrescente e immette direttamente su Curva 2, mentre la 13 si percorre a velocità elevate.
  • È presente un rettilineo molto lungo che può raffreddare le gomme. I piloti devono prestare particolare attenzione alla frenata su questo punto decisivo per i sorpassi.
  • Il circuito non viene utilizzato spesso durante l’anno, quindi può essere ‘sporco’ e scivoloso.
  • La pioggia e i periodi di safety car hanno condizionato la gara nel 2017. Lewis Hamilton ha vinto con una strategia su due soste intermediate-soft-soft.
  • Quello di Shanghai è un circuito piuttosto veloce e scorrevole, dove i carichi laterali prevalgono rispetto a quelli longitudinali.
  • In passato si è verificato del graining durante le prove libere a causa delle basse temperature.
  • L’asfalto è piuttosto liscio: ciò rende più facile la ricerca del set up perfetto. Qui è importante trovare il miglior compromesso tra deportanza e resistenza aerodinamica.

MARIO ISOLA – RESPONSABILE CAR RACING

La nuova gamma P Zero 2018 ci ha permesso di effettuare un ‘salto’ di mescola nella nomination: per la gara di Shanghai sono disponibili pneumatici medium, soft e ultrasoft. Il gap tra la medium e le mescole più morbide è piuttosto ampio e, a eccezione della hypersoft, le altre sono vicine a livello di prestazioni. Il divario tra le tre mescole nominate per Shanghai è piuttosto distanziato: ciò dovrebbe favorire un maggior numero di strategie, come si può già notare dalle diverse scelte di set di P Zero Purple ultrasoft effettuate dai Team. Questa nomination aggiunge un altro fattore di imprevedibilità a questa gara che si preannuncia spettacolare, grazie anche al meteo sempre variabile e alla presenza di diversi punti dove poter sorpassare”.

QUALI NOVITÀ?

  • I P Zero Purple ultrasoft debuttano sul circuito di Shanghai.
  • A differenza del 2017, quest’anno il GP segue quello del Bahrain.
  • A partire da questa gara, Mercedes-AMG entra a far parte del programma dei Formula 1 Pirelli Hot Laps.

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Fri, 13 Apr 2018 11:30:10 +0000 https://www.formula1.it/news/5809/1/gp-cina-2018-anteprima http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-2018-anteprima-5809-1.jpg
Gp Cina: Hamilton il più veloce con Vettel quarto https://www.formula1.it/news/5808/1/gp-cina-hamilton-il-piu-veloce-con-vettel-quarto Lewis Hamilton si conferma. Sulla pista di Shanghai, dopo avere chiuso al comando le prime libere, ha concesso il bis, risultando il più veloce anche nelle seconde libere, facendo registrare un ottimo 1'33"482. L'inglese della Mercedes ha preceduto ancora una volta Kimi Raikkonen su Ferrari (1'33"489) e il compagno di scuderia Valtteri Bottas, con il tempo di 1'33"515. Sebastian Vetten, leader del Mondiale piloti, dal sesto è salito al quarto posto, con il tempo di 1'33"590.
Nuovamente quinto l'olandese Max Verstappen che, volante della Red Bull, ha fatto registrare il tempo 1'33"823.

Fonte Ansa.it

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Fri, 13 Apr 2018 11:30:08 +0000 https://www.formula1.it/news/5808/1/gp-cina-hamilton-il-piu-veloce-con-vettel-quarto http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-hamilton-il-piu-veloce-con-vettel-quarto-5808-1.jpg
GP CINA - FERRARI SF71H: in attesa dell nuovo fondo sono state confermate le novità del Bahrain https://www.formula1.it/news/5807/1/gp-cina-ferrari-sf71h-in-attesa-dell-nuovo-fondo-sono-state-confermate-le-novita-del-bahrain La Ferrari si presenta in Cina con dopo le due vittorie consecutive ottenute in Australia ed in Bahrain. Le cose in questo inizio di stagione sono andate piuttosto bene anche se, in Bahrain, il ritiro di Raikkonen non ha permesso al team di Maranello punti preziosi per la classifica costruttori

Shanghai, almeno per ora, non si notano grosse novità tecniche rispetto alla precedente gare. Ai box si sono viste due versioni di ala anteriore compresa quella utilizzata sul tracciato di Sakhir che aveva dato ottime indicazioni ad ingegneri e piloti.  

Se osserviamo l'ala utilizzata in Bahrain (indicata con il numero 2) possiamo notare che, rispetto alla precedente specifica (indicata con il numero 1) la modifica non è così sostanziale ma ha dato ottimi riscontri perchè ha ridotto l'instabilità all'avantreno che aveva dato parecchio fastidio specialmente a Vettel in Australia. Anche la Ferrari, come tutti gli altri team, sta cercando di depotenziare il vortice Y250 per poi "allontanarlo" dal corpo vettura sfruttando i vortici generati dai piloni e dai turning vanes. E' fondamentale allontanarlo dal corpo vettura perchè è un vortice particolarmente nocivo.

A livello di raffreddamento possiamo notare che è stata aperta una piccola presa d'aria per cercare di incrementare il raffreddamento di alcune componenti elettroniche. 

Per ora non è possibile sapere se, sulla SF71H, è stato montato il nuovo fondo che era arrivato il venerdì in Bahrain e che non è stato utilizzato viste le buone sensazioni avute da entrambi i piloti durante la prima ora e mezza di libere. Vediamo se, questo atteso fondo, verrà utilizzato durante le prove libere o se, la sua introduzione, è stata rimandata alle prossime gare visto gli ottimi riscontri avuti sulla pista di Sakhir. 

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Fri, 13 Apr 2018 10:44:24 +0000 https://www.formula1.it/news/5807/1/gp-cina-ferrari-sf71h-in-attesa-dell-nuovo-fondo-sono-state-confermate-le-novita-del-bahrain http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-ferrari-sf71h-in-attesa-dell-nuovo-fondo-sono-state-confermate-le-novita-del-bahrain-5807-1.jpg
L'alba di Ayrton https://www.formula1.it/news/5803/1/l-alba-di-ayrton L'alba ha un colore incerto, come una tonalità di grigio sfumato, forse come il velo che quel giorno appannava gli specchietti della McLaren numero sette, vestita come un pacchetto di sigarette, imprendibile fino a un certo punto.
Montecarlo è sempre un'opinione, come un tuono da comprimere in una lattina; come girare in bici nel salotto di casa, disse una volta Nelson Piquet. Massima celebrazione mondana della Formula Uno, sua negazione al tempo stesso. Che non sai mai se il prossimo guardrail sia il confine o la fine, se una traiettoria riesca a respirare fino al prossimo passaggio sotto il tunnel.

A ogni giro aumentava un tono, il telecronista brasiliano, come fosse una finale dei mondiali con la Selecao in vantaggio; invece era un giorno di giugno del 1984, di un momentaneo autunno fuori stagione, di nuvole d'acqua soffiate sulla visiera di chi si ostinava a inseguire. È sempre sotto la pioggia, che germogliano i fiori più belli.

Cosa vede Alain Prost? Ha il problema e il vantaggio di guardare davanti, asfalto contorto da arrotolare, bisbigli di classe da sussurrare al motore, per tenerlo buono, chiedendo alle gomme scolpite di procedere a tastoni, capofila di un trenino che a ogni curva artificiale rischia di impazzire, dove ognuno è artefice del proprio destino soltanto fino a che sono d'accordo i freni, la trasmissione, le sospensioni, i centimetri che il cordolo ti concede di invadere. Scie sempre più profonde, prigioniere di altrettanti palloncini di gocce impazzite, che a malapena si distingue una Ferrari, ammesso che sia ancora una Ferrari, perché qualcosa non torna, in quel mentre in cui qualcuno si insinua. Ecco perché il telecronista brasiliano, se potesse, scenderebbe a spingere; invece può solo continuare a urlare, soffiando la benzina dei suoi aggettivi sul fuoco della propria incredulità.

Un temporale estivo può anche regalare qualche chicco di grandine, bianca come quella macchina che non tutti conoscono, che in pochi avevano previsto: è vestita di caffè italiano sul musetto, sembra più affamata delle altre, come se non sapesse più aspettare. Lo capisce Niki Lauda, non uno qualsiasi, quando si defila con l'altra McLaren, la numero otto, lasciando strada a un puntino giallo, quasi fluorescente, che nessuna nuvola potrebbe riuscire a oscurare del tutto: è il casco del suo giovane pilota, che quel telecronista chiama per nome, come fosse un figlio, per coccolare la sua rimonta. Lauda nel frattempo si ferma, perché il suo testacoda fa lo sgambetto a una sospensione; è cominciata da poco ed è già successo troppo: il primo a pensarlo è proprio Prost, dentro la tuta fradicia, che ora non è più così solo, mentre cuce pazientemente ogni curva con la successiva: il francese non ha neanche più il rosso di Alboreto, nei retrovisori miopi, perché una Toleman bianca, con un puntino giallo al centro, sembra protendere l'alettone sempre più vicino ai suoi tubi di scarico. Il pubblico nemmeno la sente più, la maledetta pioggia, protetto dall'adrenalina che un brasiliano semisconosciuto sta comunicando attraverso il volante alla sua monoposto.

Inesorabile come la sorte dei predestinati, la Toleman bianca sembra affilare i denti per azzannare la coda Della McLaren e a ogni cambio di marcia sembra di ascoltare le note di "Singing in the rain", perché chi è speciale canta e balla sotto la stessa pioggia dalla quale gli altri badano solo a difendersi; c'è un Gene Kelly sotto il giallo fluorescente di quel casco, c'è un sorpasso che impregna l'aria già umida del Principato come uno spettro che a breve si manifesterà, perché la Toleman balla sotto la pioggia, mentre Prost custodisce tra i guanti il pulcino bagnato di un vantaggio sempre più esile.

Bandiera a scacchi, bandiera rossa: troppi colori per lo stesso istante, per il medesimo traguardo: accosta la McLaren di Prost, a qualche metro dal direttore di gara; sfila la Toleman il cui giovane pilota sembra aver vinto, da come alza il braccio; forse il telecronista brasiliano è il primo a capire, forse si ricorda anche che la bandiera non l'ha alzata uno dei tanti, perché il direttore di gara è Jacky Ickx, uno degli dei della Formula Uno tra gli anni sessanta e settanta, uno che corre ancora coi prototipi della Porsche, la stessa casa che fornisce i motori turbo alla McLaren. Sembra che abbia interrotto al trentunesimo giro dopo che Prost gli ha fatto un cenno inequivocabile. Prost, che vincendo solo meno di mezza gara avrà diritto alla metà del punteggio, ossia quattro punti e mezzo al posto dei canonici nove.

Sul podio, più storto del naso del vincitore è l'umore del ragazzo, che quasi non saluta il Principe Ranieri: ha tutto il broncio della gioventù che si sente defraudata di un qualcosa che gli spetta di diritto, ha tutto l'orgoglio di chi ha gettato il cuore nella sua prima impresa. Spunta il sole di un casco giallo, su un podio di Montecarlo dove un ragazzo di San Paolo sta vivendo la sua alba: per quel poco di gara che c'è stata, il telecronista del suo paese lo ha sempre chiamato per nome: Ayrton

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Thu, 12 Apr 2018 20:35:51 +0000 https://www.formula1.it/news/5803/1/l-alba-di-ayrton http://www.formula1.it/admin/foto/l-alba-di-ayrton-5803-1.jpg
McLAREN MCL33: continua lo sviluppo aerodinamico ma il gap da recuperare è ancora molto https://www.formula1.it/news/5806/1/mclaren-mcl33-continua-lo-sviluppo-aerodinamico-ma-il-gap-da-recuperare-e-ancora-molto La McLaren dopo un inverno trascorso a risolvere i problemi di affidabilità ha iniziato a portare in pista alcuni sviluppi aerodinamici per migliorare le performance della vettura. Le prestazioni della monoposto, nonostante l'abbandono della Power Unit Honda a favore di quella Renault, sono leggermente sotto le aspettative. Durante l'inverno, gli ingegneri di Woking, erano convinti di essere piuttosto vicini alle prestazioni della Red Bull ma, i test invernali e le prime due gare, hanno dimostrato che il lavoro da fare è ancora molto.

Se analizziamo il grafico in basso che mette a confronto il distacco chilometrico rispetto alla Mercedes possiamo notare che un piccolo miglioramento c'è stato. Nella passata stagione in Australia e in Bahrain la McLaren aveva rimediato un gap medio al chilometro di 0,55s. In questo 2018, questo distacco, è sceso a 0,43 s al chilometro. Il guadagno prestazionale avvenuto tra il 2018 e il 2017 è quantificabile in 0,12 al chilometro che equivalgono a circa 6 decimi al giro su una pista di lunghezza di 5 km.
 

Per cercare di recuperare questo "elevato" gap, gli aerodinamici guidati dal D.T Tim Goss stanno portando in pista diverse novità ad ogni gara. In Bahrain ci eravamo focalizzati sul nuovo deviatore di flusso utilizzato da Fernando Alonso per le qualifiche e la gara.

Oltre alla novità sopra descritta sono state portate altre novità in pista che, da quello che si è visto dalle immagini proveniente dal box di Shanghai, sono state confermate anche in questo fine settimana. 

L'ala anteriore, come potete osservare dall'immagine in basso, ha subito degli interventi di "dettaglio".

La Mclaren, fin dalla presentazione, aveva sorpreso per le lunghissime soffiature che erano state collocate sul fondo. Soffiature che, come potete osservare dall'immagine in basso, sono state modificate. Dalle foto si vede l'apposito fissaggio che viene introdotto per evitare un'eccessiva flessione. Tale soluzione non sarebbe considerate "legale"  se gli slot fossero completamente aperti, come lo era quello montato all'inizio della scorsa stagione sulla SF70H e poi "bannato" dalla Fia dal Gran Premio d'Austria. 

Confronto @LuisFeF1

Per questo Gp verrà utilizzata, nella zona posteriore della MCL33, l'ala "Deck Wing" che si era già vista in Bahrain ma non era stata usata da nessuno dei due piloti. 

Confermato, invece, il piccolo profilo Y100 montato nella parte superiore del terminale di scarico che è andato a sostituire il monkey seat che veniva utilizzato fino alla scorsa stagione.

Foto @AlbertFabrega

Per migliorare l'estrazione d'aria calda, in Australia, era stato posizionato un piccolo profilo aerodinamico nella zona terminale del cofano. Per la Cina la soluzione è stata cambiata la soluzione con l'introduzione di un piccolo nolder che ha la funzione di incrementare lo smaltimento termico 

Foto @AlbertFabrega

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Thu, 12 Apr 2018 18:56:20 +0000 https://www.formula1.it/news/5806/1/mclaren-mcl33-continua-lo-sviluppo-aerodinamico-ma-il-gap-da-recuperare-e-ancora-molto http://www.formula1.it/admin/foto/mclaren-mcl33-continua-lo-sviluppo-aerodinamico-ma-il-gap-da-recuperare-e-ancora-molto-5806-1.jpg
Alonso: Ottima Mclaren ma aspettative troppo alte https://www.formula1.it/news/5805/1/alonso-ottima-mclaren-ma-aspettative-troppo-alte- "Non so cosa la gente si aspettasse da noi, specialmente da una stagione all'altra senza cambiamenti di regole. Lo scorso anno c'erano tre team davanti a tutti e sono rimasti sempre nella stessa posizione"

Esordisce così Fernando Alonso nel ring delle interviste del paddock di Shanghai, terzo appuntamento stagionale, al quale si presenta in quarta posizione in classifica piloti.

Un'inzio di stagione molto positivo, quello dello Spagnolo e della McLaren motorizzata Renault, con una ritrovata affidabilità rispetto alle passate stagioni e con una vettura che potrà solo crescere nel prosieguo della stagione.

Buon avvio della Mclaren non supportato dai media e dagli addetti ai lavori, che si aspettavano di più dal team Ingelse.

Grandi aspettative, forse troppe, frutto della motorizzazione Renault, che ha di fatto rimosso il team di Woking dal calvario della fornitura Honda, che ha costretto il team anglosassone a tre stagioni disastrose, costellate da ritiri e poca potenza della PU.

In queste stagioni però, lo staff tecnico della Mclaren, ha sempre puntato il dito contro la casa nipponica, ritenendola unica responsabile della debacle del team, sostenendo sempre che il loro telaio era uno dei migliori del paddock, e che la crisi era solo frutto del motore.

Tesi accettabile, ma che è stara smentita in queste prime due gare, nelle quali la Mclaren-Renault, ha fatto punti, ma non ha mai impressionato per velocità o stabilità dovuta al telaio, come invece accade con Red-Bull, che sempre con PU Renault, (marchiata Tag-Heuer), è in gardo di giocarsi il podio con Ferrari e Mercedes.

Tutti quindi all'interno del paddock, si attendevano una MCL33 molto vicina a Red Bull, e quindi in zona podio, e non una vettura da metà schieramento. Da qui quindi le aspettative deluse di questa prima parte di Mondiale.

Il pilota Asturiano ha proseguito la sua analisi facendo un paragone tra queste prime tre gare e le prime tre del 2017:

"L'anno scorso dopo le prime tre gare avevamo raccolto zero punti. Vandoorne non aveva nemmeno preso il via del Gran Premio del Bahrain, stava spingendo la vettura all'interno della pit lane. Quest'anno invece abbiamo tagliato il traguardo con entrambe le vetture sia in Australia che in Bahrain e siamo terzi in classifica nel Mondiale costruttori. Se guardiamo i fatti, non prendendo in considerazione le sensazioni o i desideri e neppure i sogni, se guardiamo solo i fatti il nostro è davvero un ottimo inizio di stagione".

Dati alla mano, il progresso è di fatto evidente, ma frutto in prevalenza della PU Francese, che quantomeno garantisce affidabilità e qualche cavallo in più dell'unità motrice Honda.

Punti, ed anche pozione nella graduatoria Costruttori, che non sono frutto solo della perfomance della vettura Ingelse, ma anche frutto della fortuna, con i punti di Melbourne attivati grazie al doppio ritiro delle Haas, della penalità di Valtteri Bottas e dal testacoda di Max Verstappen, mentre quelli del Bahrain dovuti al ritiro di Kimi Raikkonen, delle due Red Bull e alla mancanza di Romain Grosjean nelle posizoni di vertice.

A conti fatti dunque, il team di Bruce Mclaren, a questo punto del Mondiale, senza le sfortune altrui, avrebbe in tasca molti meno punti di quelli attuali, essendo un'auto da 10°-14° posto.

Il due volte Campione del Mondo ha continuato, lodando la bravura del suo team anche nel lavoro in pista, non strettamente legato ai risultati e alla perfomance dell'auto:

"Non abbiamo avuto alcun problema meccanico, né legato alle operazioni in pista e mi sembra che la McLaren sia stato l'unico team a non averne, no? Se guardiamo al problema al pit stop della Ferrari, della Haas e ai ritiri Red Bull. Credo che ci sia solo un team senza guai nei due fine settimana di gara disputati sino a ora e questo è la McLaren, perché anche la Mercedes ha dovuto sostituire il cambio un paio di volte".

Analisi ludica e veritiera, che mette in luce il buon lavoro svolto dagli uomini di Eric Boullier nel risolvere i probemi di affidabilità riscontrati nei test precampionato, legati allo scarico che scaldava troppo e causava rotture. Lavoro che di fatto non penalizza la vettura in pista, e non la costringe a penalità per la sostituzione di componenti meccaniche, di fatto non incappando in penalità e non rendendo difficile la vita ai piloti costringendoli a gare di rimonta.

Il pilota numero 14 ha anche lodato la bravura dei suoi meccanici, che a differenza di quelli degli altri team, che nelle prime due gare sono apparsi in difficoltà (vedi Haas a Melbourne e Ferrari in Bahrain), sono stati fin'ora perfetti con compromettendo le gare di Alonso e Vandoorne.

Fernando, nelle ultime battute delle due interviste ai media, ha voluto concludere la sua analisi in merito alla bravura della sua squadra, ed ha ancora una volta sottolineato l'ottimo, a sua avviso, avvio di stagione del team Mclaren:

"Certo, tutto questo potrebbe cambiare rapidamente, purtroppo. ma credo che per ora il nostro avvio di stagione è stato molto positivo. Ma capisco che le aspettative siano sempre difficili da non deludere".

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Thu, 12 Apr 2018 18:05:53 +0000 https://www.formula1.it/news/5805/1/alonso-ottima-mclaren-ma-aspettative-troppo-alte- http://www.formula1.it/admin/foto/alonso-ottima-mclaren-ma-aspettative-troppo-alte--5805-1.jpg
GP CINA - RED BULL RB14: confermate le novità al fondo https://www.formula1.it/news/5804/1/gp-cina-red-bull-rb14-confermate-le-novita-al-fondo La grande delusione di questo inizio stagione è sicuramente la Red Bull che ha raccolto pochissimi punti visto anche il doppio ritiro patito in Bahrain da Verstappen e Ricciardo.

Nella precedente trasferta, il team guidato da Adrian Newey, aveva portato in pista alcune novità che sono state confermate anche qui in Cina.

All' anteriore continuano i test comparativi tra le due versioni di ala di cui dispone il team di Milton Keynes. Anche in Bahrain, come potete osservare dal confronto in basso, sono continuate queste prove. Gli aerodinamici stanno cercando la miglior soluzione per controllare nel miglior modo possibile il vortice Y250 . Per farlo sta studiando alcune soluzioni per depotenziare questo vortice e spingerlo esternamente al corpo vettura sfruttando i vortici generati dai turning vanes.

Oltre a questi sviluppi ,dedicati a migliorare la "qualità" del flusso d'aria nella zona anteriore, è stata introdotta una piccola modifica sulla parte terminale del fondo (vedi confronto in basso) per migliorare la gestione del "tyre squirt".

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Thu, 12 Apr 2018 17:09:17 +0000 https://www.formula1.it/news/5804/1/gp-cina-red-bull-rb14-confermate-le-novita-al-fondo http://www.formula1.it/admin/foto/gp-cina-red-bull-rb14-confermate-le-novita-al-fondo-5804-1.jpg
IL PENSIERO DEI LETTORI: Halo con pit da 2 https://www.formula1.it/news/5802/1/il-pensiero-dei-lettori-halo-con-pit-da-2 L'incidente capitato al povero Francesco, il meccanico (anche se tutto è tranne che meccanico...ormai solo l'addetto al carrello sollevatore avrà come minimo una laurea e due master!!) che è stato travolto dall'incolpevole Kimi nel suo 2° pit stop nel GP del Bahrein scorso mi ha indotto ad elucubrare un pensiero che vorrei condividere con voi che mi leggete.

La Federazione in questi ultimi anni si è affannata nel cercare la sicurezza assoluta, (gesto comunque nobile e necessario), tanto da snaturare l'essenza stessa della F1 imponendo l'Halo, orrido (alla vista) dispositivo proteggi testa i cui effetti, o comunque benefici, spero di non vederli mai all'opera; anche perché nutro le mie riserve ad essere sinceri.

Ebbene dicevo, la Federazione sta facendo di tutto per proteggere i piloti, ma poco o nulla per proteggere gli altri da loro!!!

In questi anni siamo passati attraverso una miriade di cambi regolamentari che nemmeno il nostro Paese con i suoi innumerevoli governi è riuscito a tenere il passo, e nonostante ciò (eliminazione dei rifornimenti a parte) chi è intorno alla monoposto corre i suoi rischi!!

Paradossalmente, proprio questo eccesso di tecnologia (che già ora soffoca l'estro di molti piloti) unito alla presunta sicurezza che la stessa dovrebbe portare, ha causato l'incidente che abbiamo visto!!

Prima esisteva "l'uomo del lecca lecca" ve lo ricordate? Quel "meccanico" (anche lui con due master sicuro!!) che appena arrivava la monoposto al pit, abbassava quel bastone lungo che terminava con una paletta: su una faccia c'era scritto STOP, sull'altra FIRST GEAR....geniale!!!

Ora invece, pur di recuperare quel centesimo preziosissimo, che sommato agli altri centesimi di chissà quanti altri pit che poi faranno la differenza, abbiamo ai box, semafori ultra sensibili con luci al led cosi il pilota si può anche abbronzare durante la sosta (!!!), pistole avvita/svita magnetiche con GPS integrato che Mazzinga Zeta levate proprio!!!

Tutto questo per raggiungere la perfezione e fare un tagliando completo in soli 2" (tra l'altro Ferrari è risultata la più veloce nei pit in Bahrein!). Ora, quando bisogna svolgere una operazione qualunque (figuriamoci un cambio gomme da cui dipende un intero weekend di gara!!) in 2" è evidente, che per quanto un team si allena, per quanto possa essere coordinato è inevitabile che possa andare qualcosa storto (due secondi!!), specie se poi oltre al fattore umano sommo quello non umano! 

Non sono qui a dire che bisogna eliminare i pit e quindi a fare l'ipocrita (anche perche, cosi dicendo si dovrebbe eliminare la F1 stessa dopo tutti gli incidenti che ci sono stati nel corso della sua storia), 'motor sport is dangerous' e sempre lo sarà; ma chiedo solamente buon senso.

E questo è rivolto principalmente ai nuovi proprietari, i quali invece di mettersi a fare l'inquisizione alle streghe eliminando le grid girl dalle piste dovrebbero pensare a cose più serie come dal fattore sicurezza, al mettere d'accordo tutti i team.

Concludendo è assurdo avere iper tecnologia a disposizione quando poi, devono succedere ancora incidenti tanto banali, quanto terribili come quello a cui abbiamo assistito.

A mio modesto parere esiste il buon senso e le soluzioni per risolvere tutto (qualche follower suggeriva il tempo minimo di sosta ad un pit per tutti...non male come idea!) in questa F1 che nonostante tutto fa ancora parlare. La domanda è: c'è la volontà per farlo?

di Vito Quaranta @quaranta_vito

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Wed, 11 Apr 2018 17:51:57 +0000 https://www.formula1.it/news/5802/1/il-pensiero-dei-lettori-halo-con-pit-da-2 http://www.formula1.it/admin/foto/il-pensiero-dei-lettori-halo-con-pit-da-2-5802-1.jpg
GP BAHRAIN - ANALISI GARA: Vettel ha salvato carburante per resistere all'attacco di Bottas https://www.formula1.it/news/5801/1/gp-bahrain-analisi-gara-vettel-ha-salvato-carburante-per-resistere-all-attacco-di-bottas Una vittoria molto pesante quella ottenuta dalla Ferrari di Sebastian Vettel nel Gran Premio del Bahrain, secondo appuntamento stagionale di questa finora molto interessante stagione 2018 di Formula 1. Iniziamo con il dire che questi 25 punti valgono il triplo, rispetto a quelli piuttosto fortunosi ottenuti in Australia, per le prestazioni mostrate in pista dalla SF71H. Unica nota stonata, l'installazione tra le FP3 e le qualifiche sulla SF71H di Vettel della seconda centralina elettronica di due utilizzabili in stagione senza incorrere nelle 10 penalità in griglia.

Se a Melbourne la SF71-H era parsa nettamente inferiore alla W09, in questo fine settimana la Ferrari si è dimostrata in generale alla pari e a tratti anche superiore alla W09. Una superiorità che si è vista specialmente in qualifica con Vettel e Raikkonen che hanno occupato meritatamente tutta la prima fila. In gara le prestazioni delle vetture sono state invece piuttosto livellate con la SF71H più veloce ad inizio stint ed una Mercedes che usciva alla distanza a dimostrazione che la W09 non è una vettura che maltratta gli pneumatici come qualcuno ha scritto. Anzi, crono alla mano la gestione delle SuperSoft da parte di Bottas è stata migliore rispetto a quella di Vettel e soprattutto Raikkonen.

La Mercedes ha sofferto per tutto il weekend l'asfalto molto aggressivo del circuito di Sakhir che provoca un innalzamento di temperatura, specialmente in qualifica, delle gomme posteriori. E' stato molto difficile per la "lunga" e "bassa" (di rake) Mercedes riuscire a trovare un setup meccanico che facesse funzionare il treno posteriore sia in condizioni di qualifica che in quelle di gara. Privilegiare il singolo giro avrebbe significato avere una vettura più "pigra" in curva in condizioni di gara. Mercedes ha quindi sacrificato parte delle sue prestazioni in qualifica per riuscire ad avere maggior performance in gara. Facendo un piccolo passo indietro, se prendiamo in esame il circuito di Melbourne che presenta un asfalto meno aggressivo, la Mercedes non ha avuto nessun problema nel gestire i compound utilizzati che erano addirittura ancora più morbidi rispetto a quelli usati nel weekend passato.

Ritornando a parlare invece di Ferrari, è stata evidente la crescita della SF71H rispetto al weekend australiano. La vettura è cresciuta principalmente perchè gli ingegneri ed i piloti la stanno conoscendo e stanno capendo la strada da seguire per riuscire ad estrapolare tutta la sua forza. Secondo i dati GPS, rispetto all'Australia la SF71H ha fatto passi in avanti nella velocità in curva e contemporaneamente confermandosi al top sui rettifili come è possibile osservare dal grafico in basso.


 

Rispetto all'Australia è stato utilizzato un assetto rake più spinto che ha migliorato il comportamento della monoposto in inserimento curva ed ha garantito un maggior carico al retrotreno. Assetto rake maggiorato rispetto a Melbourne che la Ferrari ha pagato leggermente con un aumento di resistenza all'avanzamento che ha assottigliato il margine di velocità sul rettilineo tra la SF71H e la W09.

Non solo eccellenti prestazioni per la Ferrari che è riuscita a battere la Mercedes in Bahrain ma anche una strategia che è risultata a posteriori "geniale" e che ha colto soprattutto di sorpresa gli anglo-tedeschi. Una strategia rischiosa, vero, ma supportata da una gran macchina e da un pilota che ha guidato alla perfezione per riuscire a terminare la corsa con buone prestazioni dopo un pit stop molto anticipato. Osare è la parola che tante volte avevamo usato come consiglio per gli strateghi di Maranello che, nelle scorse stagioni, sembravano intimoriti nel tentare qualche "azzardo". Incredibile, intelligente, come la Ferrari e Sebastian Vettel hanno preparato l'attacco finale, salvando la carica della batteria e soprattutto del carburante per gli ultimi tre giri, dove è stata usata anche la modalità di qualifica per contrastare la Power Unit Mercedes.

In molti nelle ore successive alla gara si sono chiesti quale era la strategia iniziale della Ferrari; una sosta, come poi realmente successo, o due soste come il team italiano aveva scelto per Raikkonen? Il muretto della Rossa aveva impostato la gara sulla doppia sosta con entrambi i piloti (Plan A o B, in base all'utilizzo di due treni di SuperSoft o due di Soft) ma per questa gara c'erano talmente tante valide opzioni di strategia che la Ferrari ha vinto usando il Plan D. Vedendo il passo delle libere, in casa Ferrari erano convinti di poter "scappare" durante il primo stint e di riuscire a gestire la strategia.

Non è successo niente di tutto ciò principalmente per due fattori: il primo fuori programma è stata la partenza con Raikkonen che, partito dal lato sporco della griglia, si è fatto passare da Bottas che ha cosi potuto mettere pressione al quattro volte campione del mondo della Ferrari. Successivamente, fino al giro 14, Vettel è stato più veloce rispetto al rivale finlandese della Mercedes ma non è riuscito a costruirsi un grosso margine di vantaggio. Dal giro 14 in poi, la W09 ha iniziato a recuperare fino a portarsi, al giro 18, a circa 2 secondi dal leader, distacco perfetto per tentare un undercut. In questa fase la Ferrari ha preferito non rischiare ed ha richiamato al pit stop il pilota tedesco per montare le gomme Soft. Intelligente la mossa di portare Raikkonen ai box, forzando di conseguenza lo stop di Bottas che doveva evitare l'undercut del pilota finlandese. Pit e gomme medie per arrivare al termine della gara. Anche in casa Mercedes c'è stato un cambio di strategia e sono passati dal Piano A a quello B per cercare di vincere la corsa. Si erano resi conto che, a parità di strategia e di soste, non avevano nessuna possibilità di vincere e quindi hanno "copiato" la strategia che era stata pensata per Hamilton, impegnato a rimontare dalla nona posizione.

Nella prima parte di stint, Bottas ha perso ogni possibilità di vincere la gara perchè ha pensato soprattutto a gestire le gomme senza forzare eccessivamente. Tale scelta è stata "ordinata" dal Team che era convinto in un altro pit stop del Team italiano.

Dal grafico in alto è facilmente visibile il cambio di ritmo avuto dal pilota finlandese appena è arrivato l'ordine dai box di spingere poiché si erano resi conto che la Ferrari avrebbe tentato di andare fino in fondo. Dal giro 44, Bottas ha iniziato a girare costantemente più veloce della SF71H del tedesco tanto da riuscire ad agganciarlo senza avere nessuna possibilità di tentare un possibile attacco.

Giustissima la strategia della Ferrari che ha deciso di osare e di cercare di terminare la gara con le gomme Soft montate al giro 18. Nel Team italiano si resi conto che, con una doppia sosta, non avevano nessuna possibilità di vincere e il miglior risultato ottenibile sarebbe stato il secondo posto. Rischiando non avevano nulla da perdere perchè, Hamilton, partito dalla quarta fila, aveva perso tempo prezioso (14 secondi) nella prima fase della gara. Un eventuale cliff negli ultimi giri avrebbe garantito comunque una seconda posizione.

Ottima la gara di Hamilton, che, partito dalla nona posizione, approfittando dei ritiri di Ricciardo e Raikkonen, ha terminato la gara in terza posizione limitando enormemente i danni dopo una qualifica non positiva. Il ritmo della W09 del campione del mondo è stato veramente ottimo, anche grazie ad un assetto pensato esclusivamente per la gestione gomme in gara, e la cosa è facilmente osservabile dal grafico in alto. Al giro 8, quando si è liberato di Gasly ed ha potuto girare a pista libera, aveva un distacco su Vettel di 14,3 secondi. A fine gara, a parità di soste, Hamilton ha accusato dal vincitore un gap di soli 6 secondi.

Se analizziamo in singoli stint possiamo notare che nella prima parte di gara il ritmo tenuto da Vettel, Bottas ed Hamilton è stato piuttosto simile. Questo ci fa capire la velocità che aveva il pilota inglese in gara visto che nella prima parte era impegnato nel traffico e non ha potuto spingere al massimo. Velocità di Hamilton che è emblematica analizzando il secondo stint con gomme medie. A parità di gomma ha avuto un ritmo nettamente migliore rispetto a Bottas che stava utilizzando lo stesso compound.

Passando agli altri Team, c'è sicuramente da far notare la grande delusa di questo secondo appuntamento stagionale, ossia il Team RedBull. Verstappen, dopo l’errore commesso durante le qualifiche, è partito dalla 15esima posizione ed è stato costretto al ritiro dopo un contatto con Lewis Hamilton. Ritiro nelle prime fasi di gara anche per Ricciardo a causa di un problema elettrico analogo a quello accaduto al pilota olandese durante le FP1 di venerdì. La RB14 sembra una vettura veloce ma purtroppo ancora non siamo ancora riusciti a valutarla in gara. Un peccato. E per Ricciardo, oltre al danno anche la beffa poiché in Cina, sorprese a parte, dovrà montare già la seconda batteria di due utilizzabili in stagione senza incorrere in penalizzazioni.



Come quarto Team in pista, ci troviamo clamorosamente il pacchetto Toro Rosso / Honda. Un quarto posto per Pierre Gasly che nella giornata di domenica ha fatto "parzialmente" la storia del Team di Faenza. Gran lavoro dal punto di vista aerodinamico del Team anglo italiano che si è presentato in pista in Bahrain con un nuovo pacchetto aerodinamico con modifiche al fondo, all'ala anteriore e bargeboards. Modifiche che, abbinate al buon lavoro fatto da Honda sul turbocompressore e l'MGU-H (in Bahrain hanno debuttato delle nuove specifiche), hanno permesso al pilota del team di Faenza di cogliere un risultato inaspettato.

A seguire, e concludendo, è giusto parlare della deludente McLaren MCL33 pur raggiungendo il terzo posto nella classifica costruttori e il quarto posto nella classifica piloti con Fernando Alonso. La vettura inglese ha mancanze importanti lato vettura (è tanto, troppo il drag generato con notevoli impatti su consumi e velocità massime) che non le fanno sfruttare al meglio gli pneumatici nuovi. Secondo Boullier è stato commesso un errore nel set-up che ha comportato grossi problemi di temperatura nelle gomme soprattutto sul singolo giro. L'obiettivo del Team di Woking, ossia l'aggancio in stagione del primo Team motorizzato Renault (RedBull) è ben lontano dal'avverarsi. Senza contare che altre squadre come Force India e Toro Rosso sono migliorate molto in Bahrain. Concludendo, ci sarà da capire se le prossime novità, attese per Baku secondo gli ultimi rumors, potranno far fare un bel salto in avanti a Alonso & Co, un qualcosa assolutamente non visto in quel di Sakhir, ma necessario.

PS: un augurio di buona guarigione a Francesco Cigarini da parte dello Staff di FUnoAnalisiTecnica, meccanico della Ferrari, che è stato coinvolto nel brutto incidente durante il secondo rifornimento alla SF71H di Kimi Raikkonen.

Autori: @spontonc & @smilextech

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Tue, 10 Apr 2018 10:21:20 +0000 https://www.formula1.it/news/5801/1/gp-bahrain-analisi-gara-vettel-ha-salvato-carburante-per-resistere-all-attacco-di-bottas http://www.formula1.it/admin/foto/gp-bahrain-analisi-gara-vettel-ha-salvato-carburante-per-resistere-all-attacco-di-bottas-5801-1.jpg
Hamilton, il problema della Red Bull è Verstappen https://www.formula1.it/news/5800/1/hamilton-il-problema-della-red-bull-e-verstappen- Per come si era messo, il weekend di Lewis Hamilton, alla fine è finito nel migliore dei modi, con una gara attenta e solida di Lewis capace di centrare la seconda piazza, dopo aver rimontato ben 6 posizioni.

Weekend iniziato male, a causa delle penalità dovuta alla sostituzione della trasmissione sulla sua Mercedes, che dopo essere anche finito dietro a Bottas in qualifica, lo aveva costretto a scattare dalla nona casella in partenza.

Gara difficile già da subito per l'inglese, che già allo start ha dovuto prestare molta attenzione a non essere coinvolto in incidenti, per poi iniziare a rimontare grazie alla velocità della sua W09.

Quando tutto sembrava prendere il verso giusto, Lewis ha vissuto il momento di maggior tensione e paura della sua gara, alla staccata della prima curva nel corso della seconda tornata di gara.

Infatti, in quel momento il Re Nero ha rischiato ip ritiro, in quanto l'Olandese alle sua spalle ha forzato la staccata entrando all'interno del pilota Mercedes, costringendo l'inglese all'esterno, non lasciando lo spazio sufficiente al pilota numero 44 per percorrere la curva.

In quel momento c'è stato il contatto tra le due monoposto, con la Red Bull che ha avuto la peggio, forando la gomma posteriore sinistra, mentre la W09 di Lewis fortunatamente non ha riportato nessun danno alla sospensione anteriore destra.

A fine gara, alla fine conclusa a podio, Hamilton ha commentato questo episodio, utilizzando anche toni alquanto accesi:

Ho rivisto le immagini, ma la mia opinione non è cambiata. Ho accettato il soprasso, mi sono tirato indietro perché sapevo che mi avrebbe chiuso. Ma non mi ha proprio lasciato spazio, e non aveva bisogno di chiudere in modo così secco, avevo già alzato il piede dall’acceleratore. Penso solo che sia ancora giovane pilota, imparerà, ha un passo fantastico, ma quando si è giovani non sempre si prendono le decisioni giuste”.

Mossa dura, quella di Max, che forzando la staccata, non solo voleva far desistere Lewis da un contrattacco, ma lo voleva anche far uscire di pista, perdendo molto tempo.

Azione molto rischiosa, ma soprattutto sconsiderata visto che si trattava del secondo giro su 57 di gara, che ha di fatto compromesso la sua gara, portandolo al ritiro.

Poi il quattro volte Campione del Mondo ha voluto lanciare una frecciatina, neppure molto lieve alla Red Bull:

 “Credo che la Red Bull abbia una buona macchina, in grado di ottenere dei risultati importanti, ma a causa di queste situazioni innescate da decisioni inesperte o immature non li ottengono".

Modo elegante per dire che il problema attuale del team di Milton-Keynes non è la monoposto, che vanta un gran potenziale ma i piloti anzi, il pilota, Max Verstappen, che a causa della sua foga e arroganza frutto dei sui 20 anni, va sempre all'attacco, deliziando il pubblico, ma anche tavolta commettendo gravi errori che vanno a compromettere la sua stagione, ma anche quella del team.

Il Campione del Mondo in carica, ha poi aggiunto un'ulteriore commento su questa situazione, immaginando come sarebbe andata se al volante della RB14 non ci fosse stato Max Verstappen:

"Se Fernando fosse stato alla guida di quella monoposto avrebbe concluso una buona gara portando dei punti alla Red Bull, e mi piace pensare che anche io avrei fatto la stessa cosa, ci sono passato, so cosa vuol dire. Sono solo grato alla buona sorte per non aver riportato danni alla mia monoposto, perché ho cercato di disputare una gara prudente visto che sto pensando al campionato del Mondo”.

Fernando, Alonso, che grazie alla sua esperienza, non avrebbe mai e poi mai attuato quella manovra al giro numero 2 di una gara, ragionando più a lungo termine, e salvando di fatto l'auto per poi portare a casa dei punti pensati per la classifica costruttori

Anche lui, molto maturato negli ultimi anni avrebbe pensato prima di agire, come però non fece ad esempio nel GP del Bahrain del 2008, quando costretto a rimontare tamponò Fernando Alonso sulla Renault.

Dagli errori e dalla critiche degli avversari, Hamilton è diventato il pilota che è oggi, un pluricampione del Mondo, e che è molto più saggio e meno impulsivo rispetto al suo debutto.

Vedremo se ora, Max Verstappen, farà lo stesso percorso di maturazione dei suoi colleghi e se, facendo tesoro degli errori e delle critiche, maturerà e migliorerà, iniziando a pensare non più da rookie ma da vero pilota, anzi da Campione del Mondo.

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Mon, 9 Apr 2018 20:21:05 +0000 https://www.formula1.it/news/5800/1/hamilton-il-problema-della-red-bull-e-verstappen- http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-il-problema-della-red-bull-e-max-verstappen--5800-1.jpg
Il Pagellone semiserio del Froldi, Gp del Bahrain 2018 https://www.formula1.it/news/5799/1/il-pagellone-semiserio-del-froldi-gp-del-bahrain-2018 E’ stata una partita a scacchi. Ed ha vinto, con una contromossa disperata chi, inizialmente, aveva abboccato all'amo: la Ferrari. Mi piace immaginarla così, anche perché nessuno ci dirà mai cosa sia davvero accaduto nei retrobox, se non forse fra qualche anno. La Mercedes finta il pit-stop, la Ferrari anticipa per proteggersi dall'eventuale undercut di Bottas. Poi la Mercedes fa la vera mossa: le bianche per finire la gara senza più fermarsi. A quel punto la Ferrari, che ha montato le gialle, deve di nuovo fermarsi (e superare in pista Bottas ed Hamilton) o inventarsi qualcosa. Provano a diversificare le strategie con Ice Man ma accade il fattaccio. E così decidono per la “meravigliosa follia” (Vanzini dixit) che lascia il team anglo-tedesco nel dubbio.

Quando alla Mercedes capiscono che Vettel non si fermerà più (nonostante le gialle!), attaccano. Ma è un filino troppo tardi. E Vettel cui ci aspettavamo, terrorizzati, di vedere da un momento all'altro le tele degli pneumatici della sua monoposto, vince. Inutile dire che lo spettacolo in mondovisione è stato l’essenza stessa della Formula Uno. Non si tratta di fare decine di sorpassi, ma di vedere gare tirate, strategie, adrenalina a mille.

Vettel. Voto: 12. Una gestione magistrale la sua, per far durare le gomme oltre il limite, nel campo dell’ignoto. 39 giri in apnea. Prima superando in tromba Hamilton poi tenendo a bada Bottas. Ultimi 10 giri da antologia, basti vedere come impostava le curve. E ultimi 10 giri a rischio stent, coronarie e colpi di pressione per non so quanti tifosi ferraristi. La vittoria se l’era (almeno al 50 per cento), costruita da sabato con una pole strepitosa.

SF71H: Voto: la bimba cresce bene. Se la Ferrari ha potuto azzardare la follia che l’ha fatta vincere, è perché aveva una monoposto che calza bene le Pirelli, che ha molta velocità di punta e che ha un motore all’altezza. Tutti sono rimasti impressionati anche dalla trazione della freccia rossa. La monoposto dello scorso anno non avrebbe potuto farlo.

Ferrari. voto: 9. Nulla da eccepire con le strategie. Certo, immaginatevi cosa sarebbe accaduto se Vettel fosse arrivato secondo o terzo. Fucilazioni in pubblica piazza di Arrivabene e compagnia, che sarebbero stati dichiarati, seduta stante, incompetenti e così via. E’ l’italico costume cui un pò tutti ci prestiamo. E’ andata ottimamente, a parte lo sfortunata incidente al pit-stop.

Incidente al meccanico Ferrari. Voto: Un abbraccio fortissimo. Vedere come la gamba prendeva una posizione innaturale, colpita dalla violenta ripartenza dello pneumatico è stato agghiacciante. In F1 si parla tanto di sicurezza ma, per recuperare qualche centesimo di secondo, il cambio gomme è diventato estremamente pericoloso. Credo che i Team dovrebbero rivedere le procedure. Il fattore umano dovrebbe sempre dare l’ultima parola. Limitare il numero dei meccanici per ogni singola ruota? Mi pare in passato l’avessero fatto per qualche stagione.

Raikkonen. Voto: 5 (con sospensione del giudizio). Ice Man si trova molto bene con questa monoposto. Ce ne eravamo accorti. Al via si fa infilare da Bottas (ci sta, lato sporco della pista il suo). Ma il problema è che dopo non impensierisce, praticamente mai, il compatriota. E’ li che devi mostrare quanto vale la tua monoposto o te stesso. Sull’episodio sfortunato ai box non ha, ovviamente, alcuna colpa.

Bottas. voto: 9. E’ un buon pilota, non è un campione. Mette sotto pressione Vettel forse troppo tardi, e non ha l’istinto assassino di un Hamilton. Ma è anche vero che probabilmente il Team gli dice di non andare troppo forte dopo il cambio gomme per non stressarle troppo. E’ che lui obbedisce, è ben programmabile. Manca il fattore e l’estro del campione. Un vantaggio per la Ferrari…se Ice Man fa il suo.

Hamilton. Voto: 6. Diciamocela tutta. è stato un week end incolore (vuoi per il problema al cambio, vuoi per il set-up della sua monoposto) che Hamilton ha capitalizzato grazie ai ritiri delle due Red Bull e di Ice man. Da antologia il suo triplo sorpasso. Vettel lo infila in tromba (ed è una goduria).

Hamilton: “Verstappen è una testa di ..” Voto: 10 e lode.

Mercedes. Voto: 7. La mia impressione è che si siano un pò adagiati sugli allori, fatta la mossa si sono detti che la Ferrari era già fritta. E per ben due volte in due gp hanno sottovalutato la Rossa. Succede. L’importante è che accada molte altre volte.

Mad Max. Voto: 3. Già nelle prove era tornato il caro e vecchio Versbatten (pare che in inghilterra abbiano coniato un nuovo verbo apposta per lui…il significato è chiaro…). Il 3 è motivato dal fatto che il suo sorpasso ad Hamilton è stato un mezzo capolavoro. Però in F1 dal capolavoro alla coglionata passa giusto qualche millimetro. Credo che il ragazzo sia troppo, troppo pompato dal team. Tra l’altro non l’ho mai sentito dire una volta: “Ho sbagliato!”. Anzi, su Hamilton ha detto…che gli aveva lasciato spazio….ah ah ah!

Red Bull. Voto: 3. Gran premio disastroso con ciliegina sulla torta l’incolpevole Ricciardo appiedato per motivi elettrici.

Motore Honda. Voto: eppur si muove.

Gasly e Toro Rosso. Voto: “Now we can fight" (ora possiamo lottare), via radio, al team, appena finito il gran premio. Cioè, hanno preso la frase di Alonso di inizio mondiale, quando turlupinava il motore Honda che la Mc-Laren aveva abbondato dopo stagioni disastrose, e ieri gliel’hanno rivoltata contro. Perversamente sublimi.

Mc-Laren. Voto: oggetto misterioso. Sarà pure quarta nella classifica piloti e costruttori ma è un oggetto indecifrabile. Hanno un motore che non sarà il più forte in griglia ma che dovrebbe essere almeno terza forza e affidabile. Siamo sicuri che il telaio Mc Laren sia davvero fra i migliori?

Fia, LM e Ferrari. Voto: scontro. Arrivabene ieri ha lanciato parole sin troppo chiare (“Questa gara credo sia una risposta a chi dice che la F1 è noiosa”) dopo il Gp. Non era affatto un caso. Era il primo segnale di uno scontro che vedremo prossimamente.

Neanche il tempo di far riprendere il cuore, affaticato dallo stress di ieri, che fra pochi giorni siamo in Cina. Test probante per la Ferrari e per la Mercedes. Incrociamo le dita e speriamo bene.

Mariano Froldi

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Mon, 9 Apr 2018 19:50:47 +0000 https://www.formula1.it/news/5799/1/il-pagellone-semiserio-del-froldi-gp-del-bahrain-2018 http://www.formula1.it/admin/foto/il-pagellone-semiserio-del-froldi-gp-del-bahrain-2018-5799-1.jpg
GP BAHRAIN - GARA: i voti per questo secondo weekend della stagione https://www.formula1.it/news/5798/1/gp-bahrain-gara-i-voti-per-questo-secondo-weekend-della-stagione Grandissima vittoria per Vettel e la Ferrari in Bahrain! Il tedesco precede le due Mercedes, con Hamilton 3°, in rimonta dopo la penalità rimediata per la sostituzione del cambio. Ritirato Raikkonen per un problema al pit stop, così come le due Red Bull. Ecco una brevissima sintesi del Gran Premio di ieri.

 

Al via, Raikkonen viene sopravanzato da Bottas, mentre Hamilton si mantiene lontano dai guai. Scatta bene Verstappen dalla 15^ posizione e si porta subito a ridosso dell’inglese. Nel tentativo di superarlo, però, i due si toccano con l’olandese che ha la peggio ed è costretto al ritiro. Caso strano ha voluto anche che nello stesso giro, Ricciardo si sia ritirato per un problema elettrico alla sua monoposto. Da sottolineare, il fantastico sorpasso a 3 compiuto dall'inglese sul rettilineo durante la sua rimonta. Vettel è il primo a fermarsi e monta gomma gialla; seguono quindi Raikkonen e Bottas con il pilota Mercedes che passa alla media. Qualche giro dopo è la volta di Hamilton. Vettel mantiene la testa, ma tutti credono che dovrà fare una seconda sosta. Sosta che non ci sarà mai grazie ad una gestione perfetta delle gomme. Strategia diversificata con Raikkonen, ma che al momento dello stop deve ritirarsi per un problema ad una gomma. Vettel chiude "sui cerchi”, ma la vittoria è in bisaccia. Ottimo il 4° posto di Gasly, così come la 9^ posizione di Ericsson che regala punti alla Sauber Alfa Romeo.

Cerchiamo di valutare insieme quanto abbiamo visto ieri. 

 

MERCEDES: 7 al team; 8 a Hamilton; 7 a Bottas 

Dopo quanto visto in Australia ci si aspettava che qui facessero un sol boccone degli avversari, e invece. Bottas porta a casa il 3° posto in qualifica e in gara non fa nulla di eccezionale. Forse, si fosse svegliato due/tre giri prima avrebbe vinto, ma erano certi che Ferrari si fermasse ancora. Hamilton sembra una brutta copia di quello dello scorso Gran Premio, soprattutto in qualifica, dove chiude 4°. Buona la gara, con una strategia diversa. Da incorniciare il sorpasso a tre macchine compiuto sul rettilineo subito dopo la ripartenza dalla VSC.

 

FERRARI: 9 al team; 10 a Vettel; 9 a Raikkonen

Il passo avanti rispetto a Melbourne è ben evidente. Set up ottimo e macchina perfettamente bilanciata. Vettel semplicemente super. Dopo la pole del sabato, la gestione gomme della domenica è fenomenale. 39 giri con gomma soft: impressionante! Inoltre come raggiunge Hamilton, lo supera senza perdere tempo. Molto bene anche Raikkonen, sempre a suo agio su questa pista. Il ritiro non è colpa sua: riparte quando vede il verde che non doveva esserci. Unica pecca il via dove ha perso la posizione su Bottas, ma dal lato sporco tutti hanno faticato.

 

REDBULL: 5 al team; 7 a Ricciardo; 5 a Verstappen 

 

Gara disastro per il team austriaco con entrambe le macchine ritirate. Ricciardo non ha colpe: fa il suo in qualifica mettendosi dietro Ferrari e Mercedes contro cui non può nulla; in gara è costretto al ritiro per un problema elettrico. Il passo gara durante le libere sembrava buono. Insufficiente Verstappen: in qualifica commette un errore banale in Q1 ed è costretto a partire 15° accusando la macchina. In gara, la partenza è buona, ma la troppa foga nel sorpassare Hamilton lo porta ad un contatto con l’inglese che gli costa una foratura prima e un ritiro poi.. Seconda gara negativa per lui.

 

HAAS: 7 al team; 8.5 a Magnussen; 4 a Grosjean 

I problemi al pit stop australiani sono solo un brutto ricordo. Week end a due facce comunque all’interno del team: Magnussen si qualifica in 7^ posizione e con una gara più che discreta chiude 5°; Grosjean, invece, rimane escluso in Q1 e in gara chiude 15°. Inoltre, ostacola pure il suo compagno di squadra quando si ritrovano in lotta per via delle strategie diverse. Non bene il francese.

 

McLaren: 6 al team; 7 ad Alonso; 7 a Vandoorne 

Nulla di particolare da segnalare, se non la buona prestazione di entrambi i piloti che da 13° e 14° che erano in qualifica chiudono in 7^ e 8^ posizione.  Il lavoro da fare nel team è ancora molto, la colpa non era solo di Honda come volano farci credere negli anni passati. E Toro Rosso di questo week end ne è testimone. Devono arrivare a lottare almeno con Red Bull, visto che hanno lo stesso motore.

 

TORO ROSSO: 8 al team; 9 a Gasly; 4 a Hartley 

Neanche un lontano parente rispetto al team visto in Australia. Certo, hanno già cambiato alcuni componenti della PU, ma la strada sembra essere quella giusta ora. Fantastico Gasly: 6° in qualifica e 4° in gara (sfruttando i ritiri altrui) con una prestazione tranquilla, ma efficace. Lato Hartley non ci siamo invece: 11° in qualifica e 13° in gara, con una penalità rimediata per un contatto con Perez. E un’altra pure per non aver rispettato l’ordine durante il giro di formazione.

 

Renault: 6 al team; 6 a Hulkenberg; 5 a Sainz 

Nulla di che, gara abbastanza anonima simil Australia. In qualifica non sono male, con entrambe le macchine in Q3; in gara Hulkbenberg chiude 6° in terra di nessuno (10 secondi dietro Magnussen e 13 davanti ad Alonso); Sainz è fuori dai punti ancora una volta. Possono e devono fare molto di più, da team costruttori quale sono.

 

Force India: 5 al team; 6.5 a Ocon; 5 a Perez

Più o meno la stessa situazione della prima gara. Un po’ meglio Ocon che riesce a fare una discreta qualifica e a portare a casa un punto. Male Perez, che non sembra nemmeno quello dello scorso anno. Inoltre, stesso discorso fatto per Hartley: anche lui penalizzato per l’ordine nel giro di formazione. Unico fattore a sua discolpa, il contatto al via che l’ha relegato in ultima posizione.

 

Williams: 3 al team; 3 a Sirotkin; 3 a Stroll

Si potrebbe quasi fare copia e incolla delle pagelle di due settimane fa. Imbarazzante la situazione all'interno del team: non solo non c’è prestazione in qualifica, ma nemmeno in gara. Incommentabili.

 

ALFA ROMEO SAUBER: 6 al team; 6 a Ericsson; 4 a Leclerc

Nonostante la macchina non sia a livello e soprattutto in qualifica si vede, la gara non è poi così male. Molto bene Ericsson, che riesce a portare a casa anche dei punti con la sua 9^ posizione. Non ci siamo, invece, lato Leclerc: su questa pista che già conosceva ci si aspettava di più. Crescerà, con il tempo.

 

Autore: @AleRana95

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Mon, 9 Apr 2018 16:54:16 +0000 https://www.formula1.it/news/5798/1/gp-bahrain-gara-i-voti-per-questo-secondo-weekend-della-stagione http://www.formula1.it/admin/foto/gp-bahrain-gara-i-voti-per-questo-secondo-weekend-della-stagione-5798-1.jpg
Gp Bahrain 2018 - Il week-end visto dai social network https://www.formula1.it/news/5794/1/gp-bahrain-2018-il-week-end-visto-dai-social-network Una selezione dei tweet e dei post più importanti e divertenti che hanno accompagnato l'intero week-end di gara. La voce senza filtri di protagonisti ed addetti ai lavori. Se pensavate di aver letto tutto vi sbagliate di grosso ...

















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Sun, 8 Apr 2018 23:21:37 +0000 https://www.formula1.it/news/5794/1/gp-bahrain-2018-il-week-end-visto-dai-social-network http://www.formula1.it/admin/foto/gp-baharain-2018-il-week-end-visto-dai-social-network-5794-1.jpg
Mozzafiato https://www.formula1.it/news/5797/1/mozzafiato Raramente capita di avere il battito così accelerato in una gara che, primi giri a parte, non ha praticamente visto sorpassi per le posizioni più nobili, eppure questo è il caso del Gran Premio del Bahrein, dove l’immensa Ferrari di Vettel (10 e lode) ha saputo spingersi laddove nessuno si sarebbe immaginato, con un ultimo giro davvero degno di entrare nell’annuario della Formula 1. Certo la passione rossa, dalla quale non siamo del tutto immuni, ci ha messo del suo, ma in fondo c’è anche la sottile soddisfazione di veder perdere Golia-Mercedes (10) che da anni domina incontrastata a tutte le latitudini e che oggi è stata comunque superlativa nel mettere in atto una tattica che solo le abilità di Vettel hanno vanificato.

Chissà se Hamilton (9) sarebbe riuscito ad imporsi senza quella penalità o se sono stati ottimi gli strateghi della stella a tre punte a cogliere la classica opportunità nella situazione più difficile. Di certo Lewis ci ha messo del suo, con un mega sorpasso nei primi giri che lo ha fatto risalire di quattro posizioni in una curva, ma anche il fatto di montare subito le gomme gialle ha permesso al campione in carica di impensierire il Cavallino (8), che in effetti ha gettato all’aria la gara di Raikkonen e forse anche l’avrebbe fatto anche con quella del tedesco, se non ci fosse stato uno sciagurato incidente ai box.

Con i se e con i ma la storia non si fa e pertanto è giusto celebrare un successo figlio un po’ della fortuna e molto della bravura di Vettel che ha guidato sulle tele per oltre 10 giri, mentre alle spalle si avvicinava, ad ogni curva, il buon Vallteri Bottas (7), che col missile che si trovava sotto il sedere aveva il dovere morale di provarci un po’ di più. L’unico attacco al tedesco è stato sferrato proprio alla prima curva dell’ultimo giro, nel punto dove è più probabile il sorpasso, ma la Ferrari numero 5 è stata letteralmente superlativa nel mantenere la prima posizione e nel conservarla fino alla bandiera a scacchi.

Raikkonen (6) è stato sorpreso alla partenza, così come chi partiva dal lato sbagliato della pista, e non è mai sembrato in grado di impensierire Bottas anche dopo il primo pit-stop, quando le sue gomme avrebbero dovuto garantirgli un po’ di performance in più. Sfortunato nel ritiro, a quel punto si era già giocato il podio perché mai e poi mai sarebbe riuscito a superare un Hamilton in grado addirittura di siglare il miglior giro con le gomme dure a pochi chilometri dal traguardo.

Incommentabili le Red Bull (2): anche Ricciardo ha sofferto una partenza non buona, ma quando sembrava aver preso le misure a Gasly gli si è spenta la macchina. Nerboruto come al solito il sorpasso di Verstappen (7) ad Hamilton, ma l’olandese non ha ancora capito che bisogna lasciare la strada all’avversario: questa volta la ruota gli è girata male (in tutti i sensi) e si è dovuto ritirare mandando in fumo una gara che difficilmente l’avrebbe visto tra i protagonisti. Chi troppo vuole nulla stringe.

E che dire del francese della Toro Rosso, sensazionale a portare la piccola scuderia di Faenza nei piani nobili dello schieramento grazie anche al lavoro del vituperato motore Honda: prova eccellente che, in tutta onestà, mai ci saremmo attesi dal transalpino (9). Benissimo ancora una volta un altro pilota che spesso abbiamo vituperato: Kevin Magnussen (8) è in stato di grazia e questa volta, con le gomme al loro posto, è riuscito davvero a tagliare il traguardo in quinta posizione. Solo discrete le McLaren (6), con Alonso ancora una volta migliore di Vandoorne (ma non è una novità), mentre merita un’altra valanga di applausi Marcus Ericcson (9) che riporta la Sauber in zona punti dopo anni di pianti grechi, prendendo a pesci in faccia l’osannato compagno di squadra Leclerc (4), da cui ci si attende molto, ma molto di più. E lo fa tenendosi dietro le Force India (5), che continuano ad essere irriconoscibili rispetto all’anno scorso, ma che, quantomeno con Ocon (6), raccolgono almeno un punto. Catastrofica la Williams (1), ultima, che quando si deciderà a dare un sedile a Kubica sarà sempre in ritardo. Stroll e Sirotkin sono le barzellette dello schieramento.

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Sun, 8 Apr 2018 22:34:38 +0000 https://www.formula1.it/news/5797/1/mozzafiato http://www.formula1.it/admin/foto/mozzafiato-5797-1.jpg
Arrivabene, grande gara, risposta a chi critica la F1 https://www.formula1.it/news/5796/1/arrivabene-grande-gara-risposta-a-chi-critica-la-f1 Grande vittoria, con una grande vettura, grande strategia ma soprattutto uno straordinario Sebastian Vettel.

Sono questi gli ingredienti necessari per la vittoria Ferrari in Bahrain, dopo una gara straordinaria, bellissima, tirata fino alla fine e incerta fino alla bandiera a scacchi.

Bandiera a scacchi che ha concluso il capolavoro strategico della Ferrari, ma soprattutto di Sebastian Vettel, che insieme hanno condotto una gara seguendo una strategia estrema.

Strategia estrema pensata dal muretto Ferrari dopo una trappola innescata dalla Mercedes al giro 17 di gara, quando i meccanici della casa di Stoccata hanno simulato l'uscita e la preparazione per una sosta, poi non effettuata, portando la Rossa a chiamare Vettel al box per evitare l'undercut da parte di Bottas.

Ferrari che ha pittato con entrambe le auto, montando gomme Soft, e la Mercedes ha reagito nei giri seguenti montando gomme Medie.

Gomme che sulla carta non avrebbero permesso ne a Vettel ne a Raikkonen di percorrere 40 giri senza un'altro stop.

La Rossa, ha poi tentato con Raikkonen di pittare al giro 35 per montare le Supersoft per attaccare nel finale, ma Kimi, innocente, è ripartito al semaforo verde, ed ha investito un meccanico.

A quel punto il team era destabilizzato e la pit lane non agibile, e allora gli strateghi Ferrari hanno deciso di lasciare in pista Vettel con le Soft usate fino alla fine senza fare un'ulteriore stop.

A quel punto il muretto Mercedes, intuita la beffa, ha ordinato a Bottas di attaccare ma Vettel è stato straordinario a resistere e a gestire le gomme, vincendo una gara bellissima, straordinaria e incerta fino alla bandiera a scacchi.

Subito dopo la bandiera a scacchi, il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene, ha commentato a caldo la gara:

"La gara è una risposta a chi dice che la Formula 1 è noiosa. Oggi non credo sia stata noiosa".

Chiaro messaggio agli uomini di Liberty Media, che recentemente hanno denunciato la scarsa bellezza della F1 dovuta ai pochi sorpassi in pista, prendendo cambi già dal prossimo anno del regolamento tecnico, per far si che l'aerodinamica delle vetture sia meno dannosa per le vetture in scia e di fatto facilitando i sorpassi. 

I team hanno rinunciato in toto a questa proposta, e la gara di oggi ha dimostrato che l'importante in F1 non è la quantità dei sorpassi in gara, ma la qualità delle gare stesse.

Arrivabene ha poi comunicato l'entità dell'infortunio del meccanico investito da Kimi Raikkonen nel suo pit-stop, Francesco Cigarini, addetto alla posteriore sinistra:

"Ha avuto una frattura alla tibia e al perone e questa è la ragione per cui abbiamo mandato sul podio uno dei ragazzi della squadra. Quello del podio non è un mio gesto, è il nostro gesto, della gente Ferrari"

Brutto infortunio per il meccanico, che è stato immediatamente soccorso, portato al centro medico del circuito, e poi trasportato a Manama per essere operato.

Per celebrare la vittoria, e per ritirare il premio dei costruttori, il team Ferrari ha deciso di farsi rappresentare da un meccanico e non da un ingegnere, per essere vinci al meccanico infortunato e simboleggiare che in Ferrari tutti sono importanti, fondamentali, sia nelle sconfitte che, anche e soprattutto nelle vittorie.

Meccanico, Francesco Cigarini, intorno al quale si è stretto tutto il team Ferrari, tutto il paddock, piloti ed addetti ai lavori, augurandogli una pronta guarigione e un veloce rientro.

Anche noi e tutta la nostra redazione non possiamo che unirci attorno a Francesco, augurandogli il meglio ed una pronta e veloce guarigione per rivederlo quanto prima in pista.

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Sun, 8 Apr 2018 21:57:56 +0000 https://www.formula1.it/news/5796/1/arrivabene-grande-gara-risposta-a-chi-critica-la-f1 http://www.formula1.it/admin/foto/arrivabene-grande-gara-risposta-a-chi-critica-la-f1-5796-1.jpg
Vettel vince anche in Bahrain, ma che emozioni in gara... https://www.formula1.it/news/5795/1/vettel-vince-anche-in-bahrain-ma-che-emozioni-in-gara Davvero emozionante la gara in Bahrain. Tra strategie e colpi di scena un grande spettacolo per Formula 1. Si ritirano quasi subito entrambe le Red Bull. Arriva poi il ritiro anche per Raikkonen le la Mercedes sembrava avere in mano la vittoria grazie ad una strategia che sembrava vincente. Ma la Ferrari ed in particolare Vettel rispondono ancora una volta con una strategia migliore. Cambiano al volo la strategia andando su una sola sosta, ma è Vettel a fare il capolavoro gestendo le gomme gialle per ben 37 giri.

Risultato incredibile anche per la Toro Rosso con il giovanissimo Gasly (campione GP2 2016) in quarta posizione. Miglior risultato di sempre per la scuderia di Faenza dopo la vittoria di Vettel a Monza.
Bene anche l'Alfa Sauber con Ericsson in ottava posizione (male invece Leclerc solo 14esimo).
Alonso settimo, risultato sicuramente non straordinario...
Peccato per il problema durante il cambio gomme a Raikkonen che lo ha portato al ritiro. Peccato per lui e per la Ferrari che vede ridursi il vantaggio nella classifica costruttori.

A breve il commento completo... nel frattempo potete rileggere il live testuale della gara.

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Sun, 8 Apr 2018 18:58:56 +0000 https://www.formula1.it/news/5795/1/vettel-vince-anche-in-bahrain-ma-che-emozioni-in-gara http://www.formula1.it/admin/foto/vettel-vince-anche-in-bahrain-ma-che-emozioni-in-gara-5795-2.jpg
Gp Bahrain 2018 - Qualifiche - Analisi strategie https://www.formula1.it/news/5793/1/gp-bahrain-2018-qualifiche-analisi-strategie Pole position per Sebastian Vettel nel Gran Premio del Bahrain. Grazie al tempo di 1m27.958s registrato nel Q3 con pneumatici supersoft, il pilota Ferrari ha firmato il nuovo record del circuito, migliorando il precedente record fissato da Bottas un anno fa su Mercedes. Vettel ha ritirato il Pirelli Pole Position Award, consegnato dal responsabile Car Racing di Pirelli, Mario Isola, al termine delle qualifiche. Vettel, Raikkonen e Bottas sono stati gli unici piloti a superare il Q1 su pneumatici soft (circa 6 decimi al giro più veloci rispetto ai supersoft), con le temperature asfalto che hanno sfiorato i 40° a inizio sessione per poi abbassarsi progressivamente. Strategia alternativa per Hamilton, che subirà una penalità in griglia e partirà domani sera con pneumatici soft dopo averli usati per superare il Q2.

MARIO ISOLA - RESPONSABILE CAR RACING 

Dopo una qualifica ricca di emozioni, ci saranno alcuni piloti top che partiranno lontani dalle consuete posizioni: la gara dovrebbe essere molto combattuta. Abbiamo visto alcune strategie interessanti in vista del GP. Lewis Hamilton aveva migliorato già nel Q2 il record del circuito con pneumatici soft, gli stessi che userà al via domani a differenza degli altri nella top 10, tutti su supersoft, affidandosi quindi a una strategia diversa. La maggior parte dei piloti dovrebbe optare per due pit stop, con diverse strategie possibili: tutto dipenderà dalle prestazioni delle monoposto e da ciò che succederà in gara

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Sun, 8 Apr 2018 12:57:14 +0000 https://www.formula1.it/news/5793/1/gp-bahrain-2018-qualifiche-analisi-strategie http://www.formula1.it/admin/foto/gp-bahrain-2018-qualifiche-analisi-strategie-5793-1.jpg
GP BAHRAIN: Ecco tutte le strategie possibili per la gara https://www.formula1.it/news/5792/1/gp-bahrain-ecco-tutte-le-strategie-possibili-per-la-gara In attesa della gara, ecco i set di pneumatici a disposizioni per ciascun pilota.

Secondo il simulatore della Pirelli le strategie possibili sono le seguenti:

La strategia più veloce

2 STOP - 1° stint di 15 giri con Super Soft + doppio stint di 21 giri con le soft
 

La seconda strategia più probabile

2 STOP: doppio stint di 17 giri con le Super Soft + 1 stint con Soft

1 STOP: 1° stint di 24 giri con le Super Soft + 1 stint con le Soft
 

La terza strategia più veloce

1 STOP: 1 stint di 32 giri con soft + 1 stint con le Medie

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Sun, 8 Apr 2018 12:55:58 +0000 https://www.formula1.it/news/5792/1/gp-bahrain-ecco-tutte-le-strategie-possibili-per-la-gara http://www.formula1.it/admin/foto/gp-bahrain-ecco-tutte-le-strategie-possibili-per-la-gara-5792-1.jpg
GP BAHRAIN - QUALIFICHE: La Ferrari vola, la Mercedes ha problemi con le gomme https://www.formula1.it/news/5791/1/gp-bahrain-qualifiche-la-ferrari-vola-la-mercedes-ha-problemi-con-le-gomme Ferrari SF71H: macchina molto bilanciata rispetto a quella vista a  Melbourne

Le qualifiche del Gp del Bahrain ci hanno regalato una prima fila tutta Rossa con Vettel che è riuscito a sopravanzare Raikkonen solo nell'ultimo dei suoi giri disponibili. Raikkonen, nel suo ultimo tentativo, è stato rallentato dal traffico che non gli ha permesso di esprimere il massimo potenziale della vettura. Vettel, invece, nel suo primo tentativo ha commesso un errore nell'ultima curva che non gli ha permesso di ottenere la prima posizione. Prima posizione che è stata ottenuta sfruttando al massimo il suo secondo tentativo. 

 

Se a Melbourne la Mercedes era parsa inavvicinabile, in Bahrein la Rossa è stata nettamente la più veloce fin dalle prove libere di ieri. Su una pista dove è importantissima la potenza della Power Unit, la Rossa, è riuscita a portare due macchine in prima fila. Che la Power Unit di Maranello fosse molto potente lo si era visto anche in Australia dove, la SF71H, guadagnava decimi preziosi sui rettifili nei confronti di Mercedes e Red Bull.

Se a livello di potenza della Power Unit il lavoro fatto dagli uomini di Maranello è stato veramente notevole attendiamo conferme per quanto riguarda il consumo di carburante in gara. Domani, tutti i team, imbarcheranno 105 kg di benzina visto che il consumo su questo circuito è piuttosto elevato. Bisognerà prestare molta attenzione al "Live Timing" per capire se, i due piloti vestiti di Rosso, saranno costretti a risparmiate benzina come abbiamo visto durante la simulazione di gara fatta durante i test di Barcellona. 

Ritornando a parlare di potenza massima, la Ferrari SF71H, si è confermata velocissima sui rettifili tanto che la ritroviamo in cima ad ogni rilevazione fatta dalla FIA. sulla Finish Line e allo Speed trap. Il grosso miglioramento, però, rispetto alla prima gara stagionale, è avvenuto nelle velocità in curva e, la SF71H, è migliorata molto nella stabilità in frenata.

Secondo i dati GPS, rispetto all'Australia, la SF71H ha recuperato parecchia velocità anche nelle curve medio lente che erano state un grosso problema a Melbourne. Lo stesso Vettel ha ammesso che, grazie ad alcuni interventi di setup, la macchina è molto più precisa nell'inserimento in curva e non sembra soffrire del sottosterzo che avevamo visto a Melbourne e durante i test invernali. Problema che avevamo fatto notare a Melbourne a causa dell'utilizzo di un'ala anteriore piuttosto scarica per bilanciare la mancanza di carico al posteriore. Posteriore che, su questo tracciato, sembra essere molto più stabile anche per l'utilizzo di un maggior assetto rake che ha fatto recuperare carico aerodinamico al posteriore. 

A livello tecnico, la SF71H, è rimasta invariata rispetto a quella vista a Melbourne e questo dimostra che, il lavoro sostanziale, è stato fatto a livello di setup della monoposto. La Rossa ha cambiato radicalmente il progetto rispetto allo scorso anno ed è logico che, gli ingegneri e i piloti, necessitano di tempo per esprimere il tanto potenziale di cui dispone questa vettura.

 

MERCEDES W09: la gomma "rossa" è un problema

Qualifiche piuttosto deludenti per la Mercedes che è parsa molto in difficoltà rispetto a quanto avevamo visto in Australia. La vettura è persa molto meno bilanciata rispetto al solito e non sembra sfruttare a pieno il potenziale della mescola Super Soft. In tracciati Stop&go come quello del Bahrain, la W09, soffre di problemi con le gomme posteriori che, rispetto a quelle anteriori, tendono ad andare in overheating. Un problema analogo a quello visto nella scorsa stagione sui circuiti in cui venivano messi molto sotto stress gli pneumatici posteriori a causa delle accelerazioni e delle decelerazioni. Le difficoltà incontrate dai due piloti della Mercedes sembrano legate principalmente alla tipologia di asfalto del circuito di Sahkir che è molto più aggressivo rispetto a quello di Melbourne. In Australia, su un asfalto meno aggressivo e con temperature piuttosto simili a quelle di ieri, la W09 non ha avuto nessun tipo di problema sugli pneumatici. 

Problema di temperatura degli pneumatici che è facilmente comprensibile analizzando le prestazioni in Q2 di Hamilton che è riuscito a realizzare un tempo superiore di un solo decimo rispetto a quello a messo a segno da Vettel con gomme Super Soft. In Q3, il pilota anglo-caraibico, con gomme "rosse" è riuscito a migliorare il tempo realizzato in Q2 di soli 2 decimi. Calcolando che la differenza prestazionale tra le due mescole è compresa tra i 4 e i 6 decimi è chiaro che, in casa Mercedes, esiste un grosso problema con il compound super soft. 

Problema che è facilmente comprensibile analizzando la finestra di funzionamento dei due compound. La super soft ha una finestra di funzionamento compresa tra i 90°C e i 110 °C mentre la Soft funziona a temperature molto più elevate comprese tra i 105°C e i 135°C. La Mercedes W09 stressa molto gli pneumatici posteriori e proprio per questo motivo, Hamilton, si è trovato molto più a suo agio con la copertura marchiata di "giallo".

Per Hamilton, la gara, sembra essere impostata sulla singola sosta a differenza degli altri top 5 che dovrebbero essere su una strategia a doppia sosta che, secondo la Pirelli, è la più veloce analizzando le loro simulazioni. Il campione del mondo, partirà con le gomme soft per poi montare le gomme medie fino al termine della gara. La gomma media non dovrebbe rappresentare un problema visto che, tale mescola, ha un range di funzionamento compreso tra i 110°C e i 140°C.

Bottas rispetto all'Australia è riuscito a riscattarsi e si è messo alle spalle il compagno di squadra. Nella gara di domani dovrà sfruttare nel migliore dei modi la partenza per riuscire a scavalcare almeno una delle due Ferrari. Il passo della Mercedes, analizzando i dati di ieri, non è sembrato così distante rispetto a quello della Ferrari.

 

RED BULL RB14: ottima la prestazione di Daniel Ricciardo in qualifica

Molto positiva la qualifica di Ricciardo che è riuscito ad ottenere il quinto tempo che gli permetterà di partire in seconda fila grazie alla penalizzazione di 5 posizione subita da Hamilton.

La Red Bull RB14 è parsa molto più competitiva rispetto a quello che avevamo visto in Australia nonostante la mancanza di una mappatura della Power Unit "aggressiva" che su un tracciato come quello del Bahrain è molto importante. Ricciardo non era completamente soddisfatto della sua prestazione in qualifica perchè, nel tentativo decisivo, ha commesso un errore nel settore centrale che gli è costato 1 decimi di secondo. Errore che, analizzando i tempi, non è stato così determinante perchè, Bottas, lo ha proceduto di oltre 2 decimi.

Come vi abbiamo raccontato nell'analisi delle prove libere di ieri, 10 cv, su questa pista equivalgono a circa 3 decimi al giri. Calcolando che la Power Unit della Renault ha un gap di potenza superiore ai 20 cv non è completamente azzardato dire che la Red Bull, in questa stagione, dispone del miglio telaio del Circus. 

Se la qualifica del pilota australiano è da considerarsi molto positiva la stessa cosa non si può dire dire della prestazione di Verstappen che è andato a sbattere in Q1. Inizialmente sembrava evidente l'errore di guida commesso dal pilota olandese ma, l'analisi della telemetria, ha stabilito che c'è stato un problema tecnico che lo ha indotto a sbagliare. Domani partirà dalla 15esima posizione e vedendo il ritmo di gara riscontrato dall'analisi delle FP2, Verstappen, potrebbe rimontare e terminare nei top 6 sfruttando la strategia e la pista che rende i sorpassi piuttosto agevoli rispetto a quanto abbiamo visto in Australia.

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Sun, 8 Apr 2018 12:33:43 +0000 https://www.formula1.it/news/5791/1/gp-bahrain-qualifiche-la-ferrari-vola-la-mercedes-ha-problemi-con-le-gomme http://www.formula1.it/admin/foto/gp-bahrain-qualifiche-la-ferrari-vola-la-mercedes-ha-problemi-con-le-gomme-5791-1.jpg
Hamilton, Ferrari veloce, in gara siamo da quinta posizione https://www.formula1.it/news/5790/1/hamilton-ferrari-veloce-in-gara-siamo-da-quinta-posizione- Dopo una prima gara stagionale deludente, per Lewis Hamilton, a causa della manacata vittoria in favore della Ferrari di Sebastian Vettel, il mondiale del pilota inglese sembra essere sempre più in salita.

Salita iniziata nei giri conclusivi a Melbourne, dove la sua W09 ha accusato dei problemi tecnici e Lewis è stato costretto a non attaccare la SF71-H di Vettel, lasciandogli il successo.

Salita che è proseguita anche in Bahrain, dove il quattro volte Campione del Mondo ha dovuto accettare una penalità in partenza di cinque posizioni, a causa della sostituzione della trasmissione sulla sua Mercedes.

Un problema, ma solo in parte, perché partendo dalla pole, come lui stesso e tutti gli addetti ai lavori pensavano, l'Inglese sarebbe partito in gara in sesta posizione.

Programmi che sono però stati complicati e non poco dalle due Ferrari, che ieri sono state fantastiche ed hanno centrato tutta la prima fila, ed anche da Valtteri Bottas, che in Q3 si è messo davanti al team mate, relegandolo in quarta posizione.

Quarta posizione, che allo start sarà nona, e che compromette oltremodo il week-end del pilota numero 44.

Hamilton che dopo le qualifiche si è presentato al ring delle interviste, visibilmente deluso per la sua giornata:

“Non abbiamo avuto problemi di bilanciamento. Le Ferrari sono state semplicemente più forti in tutto il weekend. Domani sarà difficile raggiungere le prime cinque posizioni ma quello è l’obiettivo, cercherò di conquistare il maggior numero di punti possibile. E’ vero che c’è una zona DRS più lunga ma non è comunque facile sorpassare“.

Poche e brevi parole, che indicano tutta la delusione e la frustrazione dell'inglese sia per la penalità e la partenza atterrata, sia per essere stato sconfitto dalle due Ferrari e dal compagno di squadra.

Quinta posizione, obiettivo possibile, in quanto alla Mercedes sanno perfettamente quanto sia difficile sorpassare, anche in virtù di monoposto molto performanti sul long run che partiranno davanti a Lewis come le Ferrari e la Red Bull di Ricciardo, senza dimenticare la Mercedes di Bottas.

Weekend, anzi Campionato, semrpe più in salita per Hamilton, che solo lui, con la sua bravura, il suo talento, e l'esperienza di un quattro volte Campione del Mondo, sarà in grado di far tornare in discesa, per proseguire la striscia vincente di successi delle ultime annate.

 
 

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Sun, 8 Apr 2018 10:10:40 +0000 https://www.formula1.it/news/5790/1/hamilton-ferrari-veloce-in-gara-siamo-da-quinta-posizione- http://www.formula1.it/admin/foto/hamilton-ferrari-veloce-in-gara-massimo-quinta-posizione--5790-1.jpg
Vetttel, questa Ferrari è fortissima https://www.formula1.it/news/5789/1/vetttel-questa-ferrari-e-fortissima- Pirma fila tutta Ferrari, è questa la notizia straordinaria del Sabato del Gran Premio del Bahrain, che ha visto protagonista una Rossa strepitosa.

Ferrari che è stata impeccabile, veloce sul dritto ed in curva, stabile in inserimento, percorrenza e con un ottima trazione in uscita.

SF71-H che ha consentito a Sebastian Vettel di conquistare la 51° pole position della carriera, la prima stagionale, e che con Kimi Raikkonen in seconda piazza, ha completato la prima fila tutta Rossa.

Sebastian Vettel che ha ringraziato via radio il team per la grande macchina che gli hanno affidato.

Dopo essere sceso dalla sua Loria, Seb si è sottoposto alle alle domande dei giornalisti per analizzare a fondo la sua qualifica.

Inizialmente il Tedesco ha commentato i suoi due tentativi della sessione:

“E’ stata una sessione piuttosto tesa e non ero contento del primo tentativo in Q3 quando ho buttato tutto al vento nell’ultima curva. Sono contento di aver fatto un secondo giro pulito, sapevo di dover stare lontano dal cordolo”.

Sessione tesa, poiché Vettel, durante il suo primo tentativo, si era classificato secondo, alle spalle del team mate Kimi Raikkonen, avendo commesso un errore all'ultima curva, andando largo e perdendo circa un decimo di secondo.

Il pilota numero 5 della scuderia Ferrari ha aggiunto un'ulteriore analisi sulla sua prima pole stagionale:

“La pole è stata una sorpresa, specie considerando il distacco rimediato in Australia. Ovviamente questa è una pista diversa, ma è importante continuare a migliorare e lavorare sull’assetto della macchina e sulla comprensione della vettura”.

Pole straordinaria, e quanto mai inattesa, perché tutti sia al box Rosso, sia tra i fan si sarebbero aspettati che le due Mercedes, nel Q3, grazie al "party mode", ovvero la mappatura motore da qualifica si sarebbero imposte.

Aspettative disattese, in quanto grazie al set-up perfetto della SF71-H, Vettel e Raikkonen sono stati in grado di mettersi agilmente alle spalle le due W09, ed hanno potuto portare a casa la prima fila.

Pole inaspettata anche considerando l'esito delle qualifiche di Melbourne, con la Stella d'argento di Hamilton che era stata fantastica, mentre oggi è apparsa sottotono, e ciò rafforza la teoria secondo cui in Australia gran parte della partenza al palo era dovuta al talento del pilota numero 44 non della vettura Anglo-tedesca.

Il quattro volte Campione del Mondo ha poi rilasciato un commento sul grande miglioramento della Ferrari rispetto allo scorso appuntamento:

“Abbiamo provato varie cose. Dopo la gara dell’Australia abbiamo analizzato varie cose ed abbiamo avuto un’idea più chiara delle nostre carenze. Non mi piaceva come si inseriva in curva l’anteriore della macchina ed era difficile guidare attorno a questo problema. Qui abbiamo provato delle soluzioni che ci hanno fatto sentire subito a nostro agio. Ovviamente quando ti senti a tuo agio con l’anteriore hai più fiducia e tendi ad andare più veloce. Quando la macchina risponde bene è un piacere da guidare, al contrario diventa una lotta. Abbiamo fatto un grande progresso già ieri”

Grande passo in avanti dovuto ad un lavoro certosino sul set-up dell'auto, ma anche agli upgrade portati in pista nel corso del weekend, tra cui un nuovo fondo che garantisce più downforce, e di fatto maggiore stabilità.

Maggiore stabilità che si traduce in una maggiore sicurezza da parte dei piloti nella giuda, che consente loro di spingere al massimo ed avere fiducia in curva, e di fatto sfoderare tempi migliori.

Sebastian ha concluso la sua intervista con uno sguardo speranzoso alla gara di domani, nella quale la il team di Maranello avrà una grandissima opportunità di scattare in testa e gestire ritmo e strategia, portando a casa una gran quantità di punti, anche e soprattutto sfruttando le sfortune altrui:

“Sono contento che la direzione che abbiamo preso sia quella giusta, ma dobbiamo confermarci domani. Sarà una gara lunga, ma il risultato di oggi è eccezionale. Abbiamo costruito una vettura abbastanza forte da monopolizzare la prima fila”.

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Sat, 7 Apr 2018 19:54:29 +0000 https://www.formula1.it/news/5789/1/vetttel-questa-ferrari-e-fortissima- http://www.formula1.it/admin/foto/vetttel-questa-ferrari-e-fortissima--5789-1.jpg
Super Ferrari, prima fila tutta Rossa in Bahrain https://www.formula1.it/news/5788/1/super-ferrari-prima-fila-tutta-rossa-in-bahrain Super Ferrari, è quella del Sabato del Bahrain, con Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen che centrano tutta la prima fila.

Pole di Vettel, centrata all'ultimo tentativo, migliorando il giro di Kimi Raikkonen, e centrando la prima pole stagionale.

Super pole di Vettel, che dopo un primo tentativo caratterizzato da un errore all'ultima curva è stato in grado di resettarsi e fare centro con il suo ultimo colpo in canna.

Seconda posizione per Kimi Raikkonen, il deluso di giornata in quanto ha perso la pole all'ultimo istante dopo aver dominato FP2, FP3, Q1 e Q2.

Raikkonen che come detto ha dominato il weekend, ma è mancato proprio nel momento cruciale, quello del giro della pole, durante il quale non si è migliorato abbastanza.

Ma la vera protagonista di giornata è la Ferrari, che ha messo in pista una SF71-H superlativa, in grado di tenersi dietro agilmente le due Mercedes, anche in configurazione di qualifica, dimostrando che la pole di Melbourne era in prevalenza merito di Lewis Hamilton e non della W09.

Party mode della Mercedes annullato dalla Rossa, che ha portato a Sakhir una SF71-H molto ben bilanciata e veloce sul dritto, con una mappatura motore da qualifica molto efficace, che domani sarà pronta a sfruttare al massimo la prima fila tutta Rossa, e la penalità di Hamilton, imponendo il ritmo gara con entrambi i piloti, e magari come in Australia differenziando le strategie, sperando di replicare il risultato.

 

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Sat, 7 Apr 2018 18:16:15 +0000 https://www.formula1.it/news/5788/1/super-ferrari-prima-fila-tutta-rossa-in-bahrain http://www.formula1.it/admin/foto/super-ferrari-prima-fila-tutta-rossa-in-bahrain-5788-1.jpg
La notte in Bahrain si dipinge di rosso. Vettel conquista la pole https://www.formula1.it/news/5787/1/la-notte-in-bahrain-si-dipinge-di-rosso-vettel-conquista-la-pole Una super Ferrari in Bahrain! Prima fila tutta rossa con Vettel in pole e Raikkonen accanto a lui. Monoposto veloce, ben bilanciata e facile da guidare, sempre davanti fino adesso in questo week-end. Unica incognita per domani sono i consumi su un circuito con molte frenate e molte accelerazioni.

Sarà Bottas a giocarsi le principali chances di vittoria per la Mercedes. Il finlandese partirà in terza posizione ed ha dimostrato di "averne" più del compagno.

Ottima strategia comunque della Mercedes con Lewis Hamilton. Il campione del mondo in carica, che domani partirà in nona posizione per le 5 posizioni di penalità in griglia, nel Q2 è sceso in pista con le Pirelli gialle (Soft) per usare queste gomme al via del Gp e tentare quindi una strategia ad una sola sosta. Idea probabilmente vincente visto che l'entrata ai box in questo Gran Premio prevede una notevole perdita di tempo (quasi 29 secondi). Ed è in questo momento, nel Q2, che Hamilton ha messo per la prima volta un po' paura alla Ferrari facendo registrare un tempo davvero ottimo, ad appena 170 millesimi da Vettel (autore del miglior tempo nel Q2), soprattutto considerando che il gap tra gomma gialla e gomma rossa SuperSoft è stato quantificato in circa 5 decimi dalla stessa Pirelli.

Verstappen si esclude dalla lotta per le prime posizioni in griglia andando a muro nel Q1, mentre Ricciardo dimostra che anche la Red Bull è della partita conquistando la quarta posizione.

Ottima prestazione della Toro Rosso che piazza il giovanissimo Gasly in una strepitosa quinta posizione.

Si conferma in forma anche la Haas con un Magnussen molto caldo che conquista una buona sesta posizione.

Molto bene anche la Renault che accede al Q3 con entrambe le monoposto. Alla fine Sainz si piazza in decima posizione ma soprattutto si nota il solito Hulkenberg in p7 (piazzolla che nella scorsa stagione ha conquistato moltissime volte).

Ottava posizione per la Force India di Ocon che per una volta, stranamente, vedrà negli specchietti la Mercedes di Hamilton.

Davvero così così la McLaren che ancora una volta non accede al Q3 con nessuno dei suoi piloti, battuti anche dal giovane Hartley su Toro Rosso. Alonso si lamenterà di una monoposto con tanto sovrasterzo e lenta nei rettilinei.

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Sat, 7 Apr 2018 17:37:53 +0000 https://www.formula1.it/news/5787/1/la-notte-in-bahrain-si-dipinge-di-rosso-vettel-conquista-la-pole http://www.formula1.it/admin/foto/ferrari-al-top-vettel-conquista-la-pole-in-bahrain-5787-1.jpg
GP SPAGNA, SILVERSTONE E PAUL RICARD: minor battistrada ma stesse prestazioni secondo Pirelli https://www.formula1.it/news/5786/1/gp-spagna-silverstone-e-paul-ricard-minor-battistrada-ma-stesse-prestazioni-secondo-pirelli La scelta della Pirelli di ridurre il battistrada di 0,4 millimetri per il Gran Premio di Barcellona (la mescola e la struttura rimarranno le stesse), Silverstone e Paul Ricard,  ha fatto "storcere" il naso a tantissimi tifosi della Ferrari ed anche alcuni team non hanno apprezzato la decisione presa dal costruttore italo-cinese. McLaren ha detto apertamente che la loro vettura durante i test non ha mai avuto nessun problema di blister e la stessa cosa è stata ribadita anche dal Team RedBull che si è dichiarata piuttosto "scocciata" della scelta fatta da Pirelli per andare incontro ad una richiesta fatta dai rivali della Mercedes. Una decisione del genere avrebbe bisogno dell'approvazione di almeno il 70% dei team ma la Pirelli ha potuto portare avanti questa novità dicendo che la scelta è stata fatta esclusivamente per motivi di sicurezza

Quanto scritto sopra è la conseguenza ai problemi che Pirelli ha incontrato durante i test invernali, disputati sul tracciato spagnolo di Barcellona, dove gli ingegneri del costruttore italo cinese di pneumatici hanno notato la formazione di blister sulle gomme posteriori di gran parte delle vetture. Un fenomeno che con l'aumentare delle temperature della pista (il Gran Premio a Barcellona si correrà nel mese di maggio) andrebbe nettamente a ingigantirsi e poteva creare veramente dei problemi di sicurezza come la possibilità di scoppio degli pneumatici.

Grazie all'animazione che mi ha inviato l'amico Fabiano Vandone è possibile capire i motivi per cui avviene questo particolare fenomeno sugli pneumatici; quando una particolare sezione di gomma vicino alla carcassa si surriscalda in modo anomalo si generano delle piccole bolle d'aria all'interno dello pneumatico che creano a loro volta un distaccamento della gomma. Questi distaccamenti di gomma posso avere superfici diverse a seconda del livello di stress termico e meccanico a cui sono soggette. Sullo pneumatico si vanno quindi a creare dei veri e propri buchi che molto spesso sono molto profondi ed arrivano fino alla carcassa.

Durante i test invernali, il blistering è stato causato da un surriscaldamento della superficie dello pneumatico dovuto anche alla riasfaltatura del tracciato catalano. Sono due gli effetti principali che hanno aiutato la formazione delle bolle sugli pneumatici: la temperatura più elevata della pista poiché un asfalto molto nero assorbe molto il calore, e la riasfaltatura che ha ridotto drasticamente le sconnessioni sulla superficie del tracciato. Questo fattore ha permesso ai team di essere ancora più veloci in curva mandando ulteriormente sotto stress le gomme. 

Una delle vetture più colpite da questo fenomeno è stata la Mercedes che soprattutto con mescola SuperSoft ha avuto dei grossi problemi sulle gomme posteriori anche se dopo alcuni interventi di setup (si era lavorato principalmente sulla pressione degli pneumatici) sembravano essere stati agevomente risolti. Per evitare questi problemi gli ingegneri Pirelli hanno deciso di realizzare degli pneumatici con un battistrada leggermente ridotto per essere utilizzati in alcuni circuiti critici come quello spagnolo, Silverstone e il Paul Ricard. Avere un battistrada più sottile comporta un minor "movimento" della gomma e questo comporta un minor surriscaldamento della superficie dello pneumatico. 

Un altro fattore da tenere in considerazione sono le nuove mescole che Pirelli ha portato per questa stagione che rispetto a quelle del 2017 sono più morbide ed hanno un range di funzionamento cambiato rispetto a quelle degli scorsi anni. La tabella in basso ci mostra proprio questo: la finestra di funzionamento delle mescole più morbide è stata ristretta ma il dato più importante da analizzare è la massima temperatura di esercizio che è stata diminuita di 5°C e questo comporta una maggior tendenza degli pneumatici ad andare in overheating. 

Mario Isola si è dimostrato molto disponibile e via Twitter ha cercato di "smorzare" le polemiche facendo capire che la scelta è stata fatta per favorire tutti i team visto che nei tre circuiti oggetto di tale cambio di mescola è stata eseguita una riasfaltatura con lo stesso tipo di aggregato. Secondo il boss della Pirelli i nuovi asfalti generano molto grip ed il costruttore di pneumatici ha dovuto trovare il modo di cercare ridurre la temperatura superficiale delle gomme per evitare spiacevoli problemi. 

Autore: @spontonc

Co Autore: @smilextech

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Sat, 7 Apr 2018 17:30:37 +0000 https://www.formula1.it/news/5786/1/gp-spagna-silverstone-e-paul-ricard-minor-battistrada-ma-stesse-prestazioni-secondo-pirelli http://www.formula1.it/admin/foto/gp-spagna-silverstone-e-paul-ricard-minor-battistrada-ma-stesse-prestazioni-secondo-pirelli-5786-2.jpg
GP BAHRAIN - McLAREN MCL33: le novità hanno funzionato https://www.formula1.it/news/5785/1/gp-bahrain-mclaren-mcl33-le-novita-hanno-funzionato In casa McLaren è stata promossa la modifica sul deviatore di flusso posizionato ai lati delle fiancate tilizzata dal solo Fernando Alonso.

Nella zona posteriore, dopo aver effettuato delle prove comparative, gli ingegneri hanno deciso di smontare sia la "Deck Wing" che il piccolo profilo Y100 collocato nella parte superiore dello scarico

 Foto @AlbertFabrega

La McLaren è sembrata essere molto competitiva, soprattutto sul passo gara, grazie anche al nuovo pacchetto aerodinamico utilizzato da Alonso che ha apportato un miglioramento di circa 2 decimi al giro. 

Se analizziamo il passo gara del pilota spagnolo possiamo notare che, la MCL33, sembra avere il potenziale per insidiare ad Haas e Renault il ruolo di quarta forza in pista. E' molto evidente, inoltre, la differenza di ritmo tra Alonso e Vandoorne. Il primo disponeva del nuovo pacchetto aerodinamico mentre, il pilota belga, ha utilizzato quello dell'Australia. Differenza che potrebbe essere dettata anche dal diverso quantitativo di benzina imbarcata dai due piloti. 

 

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Sat, 7 Apr 2018 17:24:36 +0000 https://www.formula1.it/news/5785/1/gp-bahrain-mclaren-mcl33-le-novita-hanno-funzionato http://www.formula1.it/admin/foto/gp-bahrain-mclaren-mcl33-le-novita-hanno-funzionato-5785-1.jpg